Quattro mesi di crisi nera: riflessioni Di Futuroieri

Secondo il LEAP/E2020 questi dovevano essere i mesi della “crisi sistemica globale”. Non lo sono stati, ma ci siamo andati vicino perché la recessione continuerà nei prossimi mesi e noi pensiamo che col nuovo anno arriverà la fase più dura della crisi.
Nessuno è in grado di misurare il peso delle speculazioni e in troppi le minimizzano. Di certo nessuno aveva previsto il recupero del dollaro. Molti pensavano che l’euro arrivasse a quota 1,75 – 2,00 sul dollaro invece ad oggi stenta a stare sopra a quota 1,25.
Tutto questo è dipeso dal fatto che nei mesi scorsi si speculava comprando petrolio e vendendo dollari mentre oggi accade il contrario. Il mutamento è la conseguenza dei fallimenti delle grandi banche d’affari americane (stile Lehman Brothers) e forse del fatto che qualcuno aveva finto di comprare troppo petrolio.
I paesi europei sono in recessione, soprattutto gli stati del sud, ma fra questi l’Italia ha avuto la forza di vendere a tassi d’interesse bassi i suoi titoli di stato. E’ un segnale incoraggiante!
L’Asia se la passa peggio, la borsa di Tokio è crollata più delle altre e non è buona la loro situazione politica.
Finalmente tutti parlano di recessione e la gente prende coscienza del problema, ma la politica latita e non porta avanti progetti credibili, si aspetta non si sa bene cosa, forse il voto presidenziale americano. Il voto presidenziale di oggi suscita molte aspettative, ma probabilmente sono mal riposte. La BCE lavora al progetto “Dollaro forte”: cambierà linea molto presto e non è certo che ci riesca perché la valuta USA necessita di un forte e continuo sostegno internazionale. Occorre una vigilanza continua sulla politica internazionale e la prima scadenza è il G14. Gli USA si aspettano il rinnovo del sostegno al dollaro e forse lo otterranno! Dietro l’angolo si cela lo spettro dell’Amero e quello di un nuovo equilibrio finanziario mondiale. Di certo la prospettiva del dollaro forte nel lungo periodo è di quelle da lacrime e sangue. Per me resta fuori dalla realtà.
Il caso italiano merita due discorsi a parte. Da un lato la gente che è scappata dalle borse è corsa a sostenere lo stato e questo è confortante ma va detto che non è stato fatto un investimento sicuro. Hanno investito sulla casta che ogni giorno accresce il suo potere e continua a prevaricare in mille modi, con bollette e gabelle di ogni tipo da un lato e peggiorando i servizi.