Le onde dei prezzi

Di Futuroieri
Finalmente abbiamo capito tutti che l’incredibile prezzo del petrolio dei mesi scorsi era causato dalle speculazioni dei “future”. Abbiamo anche visto come è andata a finire, sappiamo come si chiamavano le banche che ci rubavano i soldi e quale fine abbiano fatto.

Il prezzo del petrolio è come un’onda marina, magari di colore scuro. E’ stata enorme per mesi, ma ora è crollata poi domani potrebbe tornare a salire se le speculazioni bancarie riprendessero quella direzione.

COME E’ POSSIBILE TUTTO QUESTO?

Va detto che ogni speculazione ha il suo mercato e che tutti i maggiori mercati speculativi si trovano in USA salvo poche eccezioni. Per il resto bisogna tenere presente e criticare la liberalizzazione delle borse americane che furono proposte e approvate durante la presidenza di Bill Clinton e non da quella Reagan come qualche disinformato potrebbe pensare.

In USA c’è laCommodity Future Trading Commission che controlla (si fa per dire) le borse per conto del governo. In realtà la speculazione selvaggia è libera: i regolamenti elastici richiedono solo un 6% di anticipo sugli acquisti futuri di forniture petrolifere. Per pagare il resto c’è tempo e si può sempre fare un debito ….. Quando il petrolio costava 140 dollari bastavano 8 dollari e 40 centesimi al barile. Sia chiaro che gli interessi sui prestiti contratti per pagare il restante vanno a gravare sul prezzo alla pompa!

Ricordo anche che i costi fissi del petrolio vanno da 0 a 6 euro per cui, secondo me, non è un caso che si anticipa proprio questa cifra. E’ facile comprare oggi per vendere fra un anno.

Sperando di aver chiarito anche gli ultimi dubbi su questo tema passo a parlare di un’altra speculazione che definirei politica.

Parlo delle tasse sulla benzina che in alcuni paesi arrivano ad assommare al 65% del prezzo alla pompa. Quando si dice tassazione progressiva! Qui non si guarda il reddito e nemmeno lo status sociale, non ci sono ne disoccupati, ne ragazze madri o pensionati al minimo. Qualcuno ha parlato di estorsione fiscale.

Non c’è penuria di petrolio nel mondo, anzi c’è abbondanza. Al contrario c’è penuria negli Stati Uniti se si escludono i nuovi giacimenti dell’Alaska, difficili da sfruttare. Secondo me sono nati da questo dato di fatto le molte teorie sballate che hanno ingannato tanta gente. Anche per quei giacimenti c’è un problema di minimizzare i costi.

Anche le speculazioni sul cibo erano provocate dalle solite banche d’affari alleate con varie multinazionali amiche che hanno cercato di recuperare le perdite provocate da varie nazionalizzazioni (vedi Russia ed Iran) di giacimenti minerari. Questi paesi fanno pagare caro le materie prime e l’occidente rincara il cibo!

Non dimentichiamo che ancora non è arrivato a compimento la depredazione dei pozzi petroliferi iracheni e pare che non sarà realizzato nemmeno nel prossimo futuro. Ci proveranno certamente e più volte.

In futuro vedo altre speculazioni senza limiti, del resto l’incredibile e impensabile aumento del dollaro non è altro che l’ultima moda speculativa che difficilmente durerà a lungo.

E nessuno parla più degli affamati di tre mesi fa che sicuramente non sono stati aiutati.

Nel 2009 ci si attende addirittura il tracollo del dollaro e si spera di sostituirlo con un paniere di monete per dare una regolazione agli scambi mondiali. Si è parlato dell’Amero.

Tra queste monete un ruolo importante appartiene all’euro, ma i nostri burocrati non sembrano all’altezza quando si tratta di sviluppare una politica estera europea e di difendere i diritti sociali dei cittadini. Continuare ad imitare il grande fratello americano nel momento del suo tracollo è un suicidio politico che sbalordisce.

Qui si corre verso la carestia come fecero i topi del pifferaio quando andarono a gettarsi nel dirupo.

Davanti a noi c’è un cavallone enorme.

Questo languore rischia di mettere in crisi le democrazie cosiddette “rappresentative” e ci sottopone a governi sempre più autoritari e senza consenso.

Avete capito perché è bastata una sceneggiata “giudiziaria” fra Mastella e la moglie per mettere in fuga Prodi? Io che conoscevo da due anni lo sviluppo inevitabile della recessione lo avevo capito lo scorso dicembre, ma ora tutti dovrebbero essere in grado di ricostruire il tutto. Ma forse mi illudo!

Un Commento a “Le onde dei prezzi”

  • salvatore scrive:

    possibile che tutte le associazioni di consumatori non sono riustiti a capire come mai il prezzo della benzina alle pompe sale sempre e quello del petrolio sale e scende, anche di parecchio.
    La domanda è semplice ma le risposte sono vaghe: che rapporto c’è tra il prezzo del petrolio e quello della benzina? possibile che quando il petrolio costa la metà di quanto costava a luglio e la benzina ha ancora il prezzo quasi invariato???

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