SAGGIO BREVE La riforma dello stato in questo contesto monetario
SAGGIO BREVE
La riforma dello stato in questo contesto monetario
29/01/2012
Di F. Allegri
In uno scritto precedente sul cammino che ha condotto al governo Monti/Napolitano/Alfano + i vari centri avevamo lasciato Berlusconi su un aereo mentre gli altri paesi rinviavano la sepoltura di una povera Grecia crollata sotto il peso dell’Euro (per lei insostenibile)!
Oggi ripartiamo dal 18 agosto 2010 perché quel giorno si verificò un particolare tracollo delle borse mondiali che forse in futuro potrebbe essere considerata la data d’inizio di questa stagione di grande depressione economica dopo gli anni della crisi. Su questo aggiungo un vedremo.
Questa speculazione ribassista ha due caratteristica, la prima è presunta in quanto io affermo con e dopo altri fu provocata dalla Federal Riserve.
La seconda caratteristica mi preme di più perché voglio fare un primo e parziale elogio di Mario Draghi!
Il crollo delle borse del 18 agosto fu l’ultima zampata dei pirati – squali della speculazione prima che Draghi (proprio lui) facesse uscire il suo esercito dalla fortezza finanziaria europea.
Vi ricordo solo che il 18 agosto, alle 20.06 ora americana, il sito del Wall Street Journal pubblicò il seguente alert: “La FED sta chiedendo alle banche europee che operano in USA se esse dispongano dei fondi per operare su base giornaliera negli Stati Uniti, e in certi casi, consiglia le banche di revisionare le proprie strutture in USA”.
Allora bastò questa frase per buttare giù tutte le borse claudicanti, in futuro si vorrà qualcosa di più specie per chi specula sugli stati in crisi.
Se non sapete leggerla si parla di insolvenza europea e se non sapete cosa è davvero il denaro, preoccupatevi il doppio! Anzi avreste dovuto farlo allora.
Mentre scrivo penso che al 18 agosto solo noi non si sapeva della prima quota da 400 miliardi di euro di titoli all’uno per cento pronti per tutti gli affamati di carta denaro o dei correlativi bit sonanti!
Oggi si sa che è in arrivo un’altra infornata di carta da 400 miliardi per febbraio, io la sostengo che nel corso del 2012 ne servirebberro altri 1.200 più o meno e alla faccia dei maya!
Dov’era Berlusconi e il suo governo il 18 agosto?
Non ricordate, vero!
Stava varando con Tremonti la prima metà di una manovra lacrime e s …. no di lacrime solo, il sangue l’ha sparso dopo la Fornero e con 3 ore di contrasto formale e contrattato tra i sindacati!
Il governicchio vecchio era a varare la manovretta mentre ci fu uno dei vari crolli pilotati delle borse pilotabili!
Quello del 18 agosto fu davvero un bel crollo e per me fu il rintocco funebre delle campane in onore del governo defunto!
E’ da allora che penso a questa rubrica e fu quel giorno che trovai il titolo a questa serie di scritti!
Fino ad oggi l’unico vero contrasto alla crisi mondiale viene dallo stampare carta colorata che raffigura immagini di un lontano passato o ponti, pontili e ponteggi.
Queste ultime stampe, però, arrivano spesso in ritardo e in quantità non sufficiente!
Non è un male assoluto, la vera uscita dalla crisi ha un’altra direzione!
Per il resto, tutti sanno che l’euro è meno malato del dollaro!
Mentre scrivo pare che l’Italia si fuori dai marosi, ma ad agosto sembrava l’esatto contrario e c’era chi annunciava la prossima manovra di tagli da fare mentre si approvava la precedente.
Quei poteri economici forti che hanno trovato l’accordo con quelli politici debolissimi per avallare la scelta di Monti oggi possono gioire, ma su questo dovremo riparlarne.
Io so che basterebbe poco per tornare alle crisi abissali e soprattutto devo constatare che Draghi conta di più e lavora meglio di Monti, per ora!
Berlusconi invece non fu un politico fortunato, era nel posto sbagliato al momento sbagliato da troppo tempo, era già il governante più ridicolo e screditato in Europa anche a prescindere dal nostro debito, ma in quel contesto la prima cosa da non fare era inimicarsi i tedeschi poi le scarse riforme abbozzate da Tremonti hanno portato alla fine di quella esperienza politica.
Oggi si comincia a rimpiangere quella modesta esperienza politica, io non sono tra loro e credo ancora che una prima uscita dalla crisi sia nella riforma dello stato e vado a dettagliare nel secondo foglio di questo mio saggio breve.
Si dovrebbe partire dall’ACCORPAMENTO DELLE PROVINCE, il dimezzamento vale almeno 300 milioni di euro di risparmi (non 50 come lessi al tempo), ma soprattutto darebbe un senso amministrativo a molte realtà geografiche che al momento non l’hanno.
Lo stesso ragionamento varrebbe per tanti piccoli comuni, d’alta o falsa montagna o abbandonati a causa dei flussi migratori, i mini comuni sono 1963!
Tutta la politica figlia dei pensieri morti e dai suoi errori nei decenni passati e un costo da tagliare per primo.
Il Berlusconismo rimpiangerà a lungo di non essere intervenuto in questo campo quando poteva farlo, questo è il suo grande errore.
Questo vale anche per Monti, avvantaggiato da quanto ho scritto sopra.
Qui aggiungo che la politica vecchia costa a tutti voi varie centinaia di euro ogni anno, solo in prima analisi poi vengono gli ulteriori sprechi!
E’ certo anche che il tagliare le province non sarebbe una ferita per la democrazia, anzi la pianta democratica potrebbe solo trovare giovamento dal taglio di rami secchi.
L’unica democrazia che va difesa è quella del governo dei cittadini, per conto loro e a loro favore.
Questo principio ha una traduzione pratica nell’uso scrupoloso e stretto del denaro che i cittadini versano come tasse.
In Italia la tassazione è discrezionale e periodica per i potentati, in futuro non potrà e non dovrà essere così!
Come ho già scritto, ribadisco: “Non si esce dalla crisi con la lotta all’evasione”.
Non si esce con una caccia ai ladri, con una apparente ricerca dello spirito civico del tartassato.
Questo, badate bene, è ciò che chiede da sempre la sinistra scampata al muro di Berlino e pure l’ultimo Berlusconismo tramontato a fine 2011.
Oggi aggiungo che forse si uscirebbe dalla crisi con uno stato migliore, efficiente e snello.
Dico forse perché a questo punto, i nostri esiti nella crisi non dipendono più solo da noi e …. Meno male che c’è Draghi!
Lo stato sarà riformato, nel frattempo difendetevi e sperate nei 1600 miliardi del gran banchiere europeo.
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica e traduce le lettere di Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook è Futuro Ieri.