Il Faticoso Labor Day di Obama
Nell’Interesse Pubblico
Il Faticoso Labor Day di Obama
Di Ralph Nader
2 Settembre 2011
Caro Presidente Obama:
Felice Labor Day!
Questa è la sua terza opportunità di presidente di andare oltre i suoi ultimi proclami tiepidi del Labor Day.
Lei potrebbe dire a 150 milioni di lavoratori che sta andando a cominciare qualcuna delle sue promesse elettorali sul lavoro del 2008.
Ricordi che promise chiaramente di premere per un salario minimo federale di $9,50 per il 2011.
Sostenendo che avendo milioni di lavoratori tipo Walmart fare il salto dal presente di $7,25 all’ora pompererebbe quasi $200 miliardi di domanda dei consumatori per la nostra economia in recessione.
Potrebbe aggiungere che un minimo di $9,50 è ancora meno di ciò che i lavoratori percepivano per il salario minimo nel 1968, al netto dell’inflazione, quando la produttività del lavoratore era la metà di quella che è oggi.
Inoltre, le imprese come Walmart hanno ricevuto per decenni, di anno in anno, maggiori aiuti a causa dell’inflazione del salario minimo.
La sua seconda promessa del 2008 era di spingere per la legge della card-check – una priorità massima per l’AFL-CIO i cui membri aiutarono ad eleggervi.
“Dammi la cardcheck”, Rich Trumka, ora presidente della AFL-CIO, mi disse nel 2004, “e milioni di lavoratori si uniranno nelle unioni”.
Forse ho perso qualcosa, ma quando è stata l’ultima volta che ha sostenuto la card check dopo aver prestato il giuramento da presidente?
Metteste insieme il lavoro (nel modo in cui tenete insieme il grande business con le loro richieste) e lanciaste un appello pubblico per superare molti degli ostacoli con i quali i lavoratori devono confrontarsi ora sotto l’attuale clima aziendale a guida anti sindacale?
Ho incontrato Mr. Trumka di recente.
Sembrava che avesse rinunciato a chiederle della card check o del salario minimo.
Con tali basse aspettative, probabilmente potreste rendere il lavoro organizzato un po’ più entusiasta di voi se semplicemente citaste queste due misure nel vostro prossimo discorso sullo Stato dell’Unione.
Potreste anche rompere un vecchio tabù e dire che la Taft-Hartley Act del 1947, notoriamente anti operaia deve essere cambiata.
Solo parlando di questi temi si “manterrà viva la speranza”, per “change you can believe in”.
Ancora meglio, parlare di questi con un paragrafo su diffusione di povertà (sì, finalmente usare quella parola “povertà” che non appartiene alla “middle-class”. Lo scorso gennaio, il discorso sullo Stato dell’Unione ignorò la povertà); accelerazione della povertà infantile, fame, senzatetto, disoccupazione di massa e sottoccupazione si aggiungono a quel fenomeno.
Se non fatti o azioni, almeno date loro solo alcune parole.
Mentre il grande business abbandona i lavoratori americani e porta i posti di lavoro e le industrie in regimi comunisti e fascisti all’estero (regimi che sanno mantenere i lavoratori al loro posto a 50 o 80 centesimi l’ora) dei governatori repubblicani reazionari spogliano i dipendenti pubblici dei loro diritti al contratto collettivo.
Questi repubblicani licenziano i loro insegnanti e altri lavoratori in modo da non dover abrogare il benessere aziendale che poggia sui patrimoni pubblici statali.
Decine di riduzioni fiscale alle imprese sociali, sovvenzioni, omaggi, salvataggi e altri aiuti sono incorporati nelle loro leggi statali.
Quando gli operai del Wisconsin hanno protestato e riempito la piazza a Madison, esprimevano la vostra “fierce urgency of now”.
Ma non siete andato a parlare a solo una delle loro manifestazioni per sostenere i loro posti di lavoro e i diritti.
Poco prima dell’ultima grande manifestazione di circa 100.000 persone provenienti da tutto il Wisconsin, la federazione sindacale statale invitò il vice presidente a parlargli a Madison.
La Casa Bianca disse di no.
Joe Biden non è noto per aver detto “Sono un ragazzo del sindacato?”
Riuscite ad immaginare un cittadino candidato presidenziale repubblicano che rifiuta un invito a parlare a 100.000 Tea Partiers, a confronto? Ma poi questi lavoratori democratici, può crederci, non avranno dove andare a novembre 2012.
Proprio così, non devono andare da nessuna parte, ma possono rimanere a casa con le loro ore di volontariato e di appelli al voto.
Il ritiro dalla politica è davvero facile da fare.
Ricorda il 2010.
Ricorda il forte calo del voto dei giovani.
Potrebbe incontrare meno entusiasmo di quello che i democratici al Congresso ebbero nel 2010.
Cordiali saluti,
Ralph Nader
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Tradotto da F. Allegri il giorno 11/02/2012.
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica e traduce le lettere di Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri.
Su Facebook è Futuro Ieri.
TESTO IN INGLESE
In the Public Interest
Obama’s Laborious Labor Day
By Ralph Nader
September 2, 2011
Dear President Obama:
Happy Labor Day!
This is your third opportunity as President to go beyond your past tepid Labor Day proclamations.
You could convey to 150 million workers that you’re going to start doing something about your 2008 campaign promises to labor.
Recall that you clearly promised to press for a $9.50 federal minimum wage by 2011.
Arguing that having millions of Walmart type workers make the leap from the present $7.25 per hour will pump nearly $200 billion in consumer demand for our recessionary economy.
You can add that a $9.50 minimum is still less than what workers made under the minimum wage in 1968, adjusted for inflation, when worker productivity was half of what it is today.
Besides, businesses like Walmart have received windfalls year after year due to the minimum wage lagging behind inflation for decades.
Your second promise in 2008 was pushing for card-check legislation – a top priority for the AFL-CIO whose member unions helped elect you.
“Give me the cardcheck,” Rich Trumka, now AFL-CIO president, told me in 2004, “and millions of workers will organize into unions.”
I may have missed something but when was the last time you championed card check after you took your oath of office?
Did you bring labor together, the way you brought big business together for their demands, and launch a public drive to overcome many of the obstructions workers now have to confront under the present corporate driven union-busting climate?
I met with Mr. Trumka recently.
It seemed he’s given up on you for the card check or minimum wage.
With such low expectations, you probably can make organized labor a little more enthusiastic for you if you simply mentioned these two measures in your next State of the Union address.
You could even break an old taboo and say that the notoriously anti-worker Taft-Hartley Act of 1947 needs to be changed.
Just talking about those issues will “keep hope alive,” for “change you can believe in.”
Even better, mention these with a paragraph on the spreading poverty (yes, finally use that word “poverty” which is decidedly not “middle-class.” Last January, your State of the Union address ignored poverty) accelerating child poverty, hunger, homelessness, mass unemployment and underemployment do add up to that phenomenon.
If not deeds or action, at least just give them some words.
As big business abandons American workers and takes jobs and industries to communist and fascist regimes abroad (regimes that know how to keep workers in their place at 50 or 80 cents an hour) reactionary Republican governors are stripping public employees of their collective bargaining rights.
These Republicans are laying off their teachers and other workers so they do not have to repeal the corporate welfare drains on their state treasuries.
Dozens of corporate welfare tax abatements, subsidies, giveaways, bailouts and other freebies are embedded in their state laws.
When the Wisconsin workers protested and filled the square in Madison, Wisconsin, they were expressing your “fierce urgency of now.”
But you would not go and address just one of their rallies to support their jobs and rights.
Just before the last big rally of some 100,000 people from all over Wisconsin, the state federation of labor invited the Vice President to speak to them in Madison.
The White House said no.
Isn’t Joe Biden known for saying “I’m a union guy?”
Can you imagine a national Republican presidential candidate refusing an invitation to speak to 100,000 Tea Partiers by comparison? But then these Democratic workers, you may believe, have nowhere to go in November 2012.
That’s right, they don’t have to go anywhere; they can stay right at home along with their volunteer hours and Get-Out-The-Vote calls.
Political withdrawal is real easy to do.
Remember 2010.
Remember the sharp drop in the youth vote.
You may be met with less enthusiasm than Congressional Democrats encountered in 2010.
Sincerely,
Ralph Nader
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Posso capire questo: negli USA hanno bisogno di un terzo partito.
In Italia è cresciuto il numero di privati che vivono di politica sedicenti di sinistra al momento delle elezioni, che si stracciano le vesti come antichi sacerdoti farisei tutte le volte che si solleva una critica agli USA, per loro ci vorrebbe una sana attività di corretta informazione verso il grosso della popolazione italiana in modo da isolarli, da tagliargli i ponti con un consenso politico che non sia clientelare o mercenario, o di identità politiche ormai deliranti. La devozione agli USA di tanta parte dei candidati e degli aspiranti tali ha qualcosa di falso e grottesco che ricorda il tempo dei bravi di Don Rodrigo e dei governatori del re di Spagna, allora i nemici del potere feudale e nobiliare erano per i nostri despoti locali o forestieri tutti amici dei turchi, dei francesi, di Calvino, di Lutero o delle streghe e perfino untori del demonio. L’Italia è tornata al passato feudale, a un seicento funesto et a una devozione acritica e fideistica che nasconde ogni sorta di frode e di malafede nelle pieghe fra una lode esagerata al capitalismo finanziario, una dichiarazione di amore per la libertà e un preghiera al grande presidente Obama.
Qui caro iacopo dovresti leggere cosa ha scritto e detto Nader del bipolarismo (in negativo)e quello che ha detto dei piccoli partiti (in positivo).
Al momento il terzo partito non è possibile in USA!