L’ABBASSAMENTO DEL RATING … DI UN GOVERNO
L’ABBASSAMENTO DEL RATING … DI UN GOVERNO
16/02/2012
Di F. Allegri
Una volta chiarite le questioni delle trattative politiche e dello scioperotto possiamo riprendere il cammino e cominciare a parlare di di agenzie di rating.
Lo farò con un taglio particolare e sosterrò che queste entità nella terza rivoluzione industriale non servono più a nulla, specie nelle grandi nazioni del mondo dove ormai i grandi computer operano sulla base del loro processori in maniera meccanica e dove il fattore umano è complementare.
Parlo di finanza e speculazione e non di informatica!
Non c’è da scandalizzarsi, si tratta di scienze elementari e primitive del resto, esse sopravvivono perché poggiano sugli istinti più bassi dell’uomo.
Il discorso sull’Italia è leggermente diverso perché il nostro paese non è ancora del tutto dentro alla terza rivoluzione industriale e qui sopravvivono molte convinzioni che appartengono al passato, specie nel mondo politico dei folli e degli ubriachi di ideologie.
Tra queste c’è anche la CREDENZA NEI GIUDIZI DELLE AGENZIE DI RATING anche se fino ad oggi non era una credenza diffusa.
Questa, in tempi normali, sarebbe una credenza da centro destra: il centro sinistra potrebbe contrapporre la CREDENZA NEL PROGRAMMA ELETTORALE DEL PARTITO O L’IMPORTANZA DEL NOME DELLA LISTA.
Passiamo al fatto nuovo che si materializzò dopo lo scioperotto perché fu proprio allora che si diffuse la voce, poi verificata che Moody’s, Fitch e Standard & Poors si apprestavano, tutt’e tre, ad abbassare il rating del debito italiano.
Per qualcuno fu un vero dramma, specie per chi conosceva la qualità della compagine governativa e i suoi condizionamenti politici sviluppati in salsa leghista.
Ci fu chi scrisse anche che sarebbe arrivato un default alla greca a causa dell’enorme aumento dei tassi di interesse sul debito.
OGGI SAPPIAMO CHE BASTAVA LA SERIETA’ QUOTIDIANA DI UN QUALSIASI GOVERNO COME QUELLO DI MONTI, MA ALLORA FU FACILE DISEGNARE SCENARI TRAGICI.
Bastò l’annuncio presunto dei declassamenti per far piegare le gambe al governetto e vedemmo quello che non avevamo visto in occasione di tanti scandali gravi o meno.
Tuttavia anche questa volta il governo non cadde, ma la vicenda merita più considerazioni perché dobbiamo dire che tali declassamenti rappresentarono in maniera simbolica IL DEGRADO DELLA NOSTRA GUIDA POLITICA.
Fino a settembre avevamo avuto un governo che navigava a vista, aveva finto di tagliare i costi della politica e aveva promesso di fare la lotta all’evasione fiscale come se questa (una volta fatta sul serio) fosse la cura per i nostri mali.
Tremonti stesso andava avanti per tentativi e prove.
Avevamo visto, i ritocchi, le giravolte, i cambiamenti, gli annunci e non si vedeva mai dove fossero le “lacrime e sangue” in certe manovre (andreottismo puro e dei bei tempi!).
Quel governo dimostrò in questi giorni di essere superato culturalmente e debole davanti alle lobbies elettorali e alle caste parassitarie che difendevano anche interessi piccolissimi.
C’era anche dell’incompetenza davanti ai tanti sprechi dello stato e dei centri di potere locali e dove questa non c’era mancava carattere, fermezza e autorità specie davanti al clientelismo leghista, un fenomeno mai visto in passato e certamente segno di nuovo degrado del paese.
Soprattutto va aggiunto che queste cose erano note a livello culturale e mediale e questo era il VERO ABBASSAMENTO DEL RATING POLITICO ITALIANO in tempi difficili come quelli!
Nei giorni del rating in abbassamento si cominciò a parlare di GOVERNO DELLE GRANDI INTESE, segno che c’erano già state molte trattative preliminari, come vi ho detto negli scritti precedenti.
In quei giorni ci fu anche che ardentemente desiderò il default del debito italiano.
Qui penso che qualche millennio di desiderio dell’apocalisse e della fine cristiana dei tempi diano ancora qualche effetto collaterale.
Certamente tra questi non c’era nessuno che prefigurava l’avvento di Mario Monti, fatto che era dietro l’angolo.
Io ero allora, come oggi, per la ristrutturazione del debito e chiedevo un governo forte e competente.
Oggi non darò un giudizio sui primi tre mesi di Monti, avrò tempo per farlo.
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica e traduce le lettere di Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri.
Su Facebook è Futuro Ieri.

Le traduzioni di Nader ti contagiano, hai qui uno stile simile alle tue traduzioni degli scritti del grande avvocato.
può essere in realtà mi sono ispirato ad altri e proprio ieri ho scartato un suo scritto che non tradurrò.