24 Dic, 2008
Non è possibile: parcheggi fuorilegge? E se qualcuno si fa male?
Scritto da: matteo In: Variee letto 316 volte.
Dopo i vari articoli fatti per illustrare i parcheggi abusivi dei contribuenti empolesi nelle zone in cui c’è il divieto di sosta e fermata proponiamo un articolo del sig. Corrado Beretta del comitato di Viale Buozzi. Se quello che di seguito viene riportato è vero l’unica spiegazione ai parcheggi abusivi realizzati dall’amministrazione pubblica, è legata al fatto che essa vuol prendere una rivincita su coloro che parcheggiano in zone in cui i cartelli lo vietano. Come rivincita è bellissima e facciamo i complimenti agli amministratori comunali. Comunque sarebbe meglio parcheggiare dove è permesso e avere i parcheggi gratuiti in tutta la Città. Comunque questa ipotesi si spera sia fantastica e se veramente i parcheggi non sono regolari allora neanche le multe.
Grazie alla selvaggia adozione da parte del Comune di Empoli, delle famose Strisce Blu delimitanti i parcheggi auto nelle vie attorno al centro storico della città, i cittadini empolesi sono costretti a pagare un balzello che però, molti non sanno, è assolutamente illegittimo e non dovuto in più del 95% dei casi, e quindi, quando fioccano le contravvenzioni per violazione, tutti si corre a pagare.
Tutto ciò, però, è in palese violazione e contrasto con quanto invece espressamente stabilito e sancito dallo stesso codice della strada, che prevede l’adozione di strisce blu, solamente nelle cosiddette aree pedonali, zona a traffico limitato, nonché per quelle definite “A” dall’art. 2 del decreto del Ministero dei
lavori pubblici 2 aprile 1968 nr. 1444, e in altre zone definite “zpru” ossia zona di particolare rilevanza urbanistica, che però debbono essere state opportunamente individuate e delimitate dalla giunta, nel Piano urbano del traffico (Pgtu).
Infatti, l’art. 7 comma 6 del suddetto codice, stabilisce che le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico.
In realtà, invece, risultano quasi tutte all’interno della carreggiata e quasi mai delimitate o inglobate da marciapiedi o protette da cordoli spartitraffico.
Ma non solo, esiste il divieto di parcheggio entro i 5 metri di distanza dagli incroci, ebbene, quante strisce blu si trovano invece a meno dei famosi 5 metri e a ridosso di crocevia o altro?
Con sentenza nr. 116 del 2007, la Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che le amministrazioni comunali hanno sempre l’obbligo di istituire zone di sosta gratuita e libera in prossimità di posteggi in cui è vietata la sosta o in cui è previsto il parcheggio solo a pagamento, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 7 comma 8 del codice della strada. Sono dunque nulle le multe per le auto che parcheggiano nelle strisce blu se vicino non vi sono parcheggi liberi (le cd “strisce bianche). La Cassazione ha infatti precisato, che qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo durata della sosta, su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio, rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo durata della sosta.
Oggi possiamo senza dubbio affermare, che l’utilizzo dei mezzi all’interno di aree libere, anche se delimitate dalle strisce blu, non è una scelta bensì una necessità, e quindi, senza voler controvertire quanto in dottrina, sarebbe paradossale non citare anche quanto stabilito dall’art. 16 della nostra Costituzione, che estrinseca il diritto di ogni cittadino, a far libero uso delle strade e dei beni demaniali, e precisa quindi, che non si può scindere l’esercizio di tale libertà dall’ utilizzazione dei beni attraverso i quali quest’ultima si realizza.
E’ dunque lapalissiano, che adottando un eufemismo, possiamo tranquillamente affermare, che la stragrande maggioranza di parcheggi a pagamento con strisce blu, collocate nel nostro comune, si può definire “non rispettosa delle leggi” e quindi, chiunque subisca l’elevazione di una contravvenzione per il mancato pagamento della sosta o la mancata esposizione del tagliando ritirato al parcometro, deve immediatamente presentare ricorso, ricordando però, che non va presentato assolutamente al Prefetto, ma solamente al Giudice di Pace, corredando tale ricorso, anche con citazioni e richiami alla sentenza della Cassazione, alle varie sentenze già emesse da altri Giudici di Pace, come ad esempio, quello di Cagliari, di Roma, di Napoli, di Palermo e se possibile, anche di fotografia della strada interessata.
Corrado Beretta


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