Il 2009 rischia di essere l’anno della grande penuria alimentare

Abbiamo avuto un capodanno quasi consumista e la borsa di Milano è tornata sopra quota 20000. La notte di capodanno ero a Prato e ho visto pochi fuochi d’artificio: non mi sono mai piaciuti e non mi lamenterò. La disinformazione ci dice che tutti hanno consumato e lo avrebbero fatto con giudizio. Sarebbero crollate le vendite di ananas e frutta esotica. Se fosse vero non sarebbe un male, ma nessuno in verità può saperlo ad oggi o verificare il contrario. Fa colore il dire questa cosa!
Parlando della recessione che si avvicina abbiamo saputo che forse questa sfiorerà l’Italia. Non abbiamo capito dove andrebbe a colpire: la Francia, i Balcani o il nord Africa. E’ certo che l’Italia non è mai stata

nell’occhio del ciclone ma è bene non abbassare la guardia e non dobbiamo illuderci o esaltarci.
Io credo che ad oggi la borsa di Milano valga qualcosa di più di 20000 e questo perché troppa gente ha cercato di comprare i BOT e i titoli di stato, ma questo è stato anche un bene per gli enti pubblici centrali. Le nostre imprese valgono ancora qualcosa di più! In questi giorni recuperano perché si vendono le monete.
La crisi è però destinata a fare i suoi danni e gli speculatori lavorano senza sosta.
Quest’anno la speculazione prenderà di mira soprattutto gli alimenti, (lo fa dal 2007), beni indispensabili e si metterà a repentaglio la vita di molte persone che in passato avevano vissuto ai limiti della soglia di povertà. L’anno scorso abbiamo avuto prezzi e produzione record, tale fatto non ha ragioni economiche, ma speculative e l’anno scorso i grandi investitori potevano giocare anche col petrolio.
Da sei mesi si sa che si vuole portare in alto il prezzo dello zucchero, ma sono altri i generi a rischio se è vero che tutti possiamo rinunciare ad una tazzina.
L’aumento dei prezzi degli alimenti contrasta con i principi basilari dell’ONU, ma questo non fermerà le speculazioni. Certi figuri non riconoscono il diritto alla alimentazione e anche il pensiero neo liberale non ha dimostrato particolari sensibilità in materia se è vero che in tutti i paesi occidentali gli aiuti ai paesi poveri sono minimi e residuali.
Tra il 2007 e il 2008 i prezzi di riso e frumento raddoppiarono e il mais aumentò del 30%. Questi aumenti sono stati la vera causa di vari tumulti qua e la per il mondo e hanno portato molti governi del terzo mondo a fare dei razionamenti. Nuovi aumenti sarebbero devastanti: la classica goccia che fa traboccare il vaso. Già l’anno scorso qualche burocrate europeo aveva usato la metafora dei terremoti come se la fame del mondo fosse una piaga naturale e non fosse causate da speculazioni fatte a Chicago.
Che può fare la gente, non consiglierò di diventare vegetariani o vegan anche se stimo queste persone, io sarei il primo a non riuscirci e poi credo che basti molto meno. L’ONU ha invitato la gente occidentale a non mangiare carne almeno in un pasto alla settimana. Questo si può fare, io lo faccio tutti i lunedì a pranzo. Anzi si può migliorare perché io sconsiglierei caldamente di mangiare carne tredici volte alla settimana. Obesità e colesterolo sarebbero certi e se qualcuno andasse così tante volte in un fast food non saprei dire quale fine farebbe la sua salute.
Mangiamo con intelligenza e risparmiamo, mangiamo le nostre verdure. Basta questo per fermare certe produzioni e certi allevamenti che causano la fine dell’economia di sussistenza nel terzo mondo. Questi popoli hanno solo quella economia.
Per il resto gli stati smetteranno presto di finanziare i combustibili biologici (anche questa sciagura ha contribuito all’aumento dei prezzi e della fame, ma non troppo). Lo faranno non appena il crollo del consumo di petrolio raggiungerà certi livelli. Non manca molto. Non dimentichiamo che anche nel mondo del bio diesel arrivarono i soliti speculatori e furono accolti a braccia aperte. Se ne andranno presto, ma l’OCSE sostiene che queste speculazioni caratterizzeranno i prossimi dieci anni.
La prima causa della penuria è la mancanza di solidarietà internazionale. Prevale quello che potremmo chiamare “scambio ineguale” alla cui base stanno le monete occidentali che accrescono le perdite dei paesi poveri. Questi paesi si sono specializzati negli anni passati nelle produzioni di poche coltivazioni per l’esportazione. I prezzi non sono più stabilizzabili e le coltivazioni di cereali vengono progressivamente abbandonate. Per questo la riduzione degli acquisti di banane ananas e anche uva di dubbia provenienza sarebbe una buona notizia.
Non illudiamoci nel 2009 avremo un mondo più povero e se non lo vedremo sarà perché ci verranno nascoste nuove ingiustizie. Buon anno a tutti, noi faremo la nostra parte!

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