Qualche idea contro la crisi: ripartire da una social card più consistente.

Di F. Allegri
Non capirò mai certe burocrazie del PD che in questi mesi neri si astengono sul federalismo spendaccione e non perdono occasione per criticare la social card.
Il governo non fa abbastanza per contrastare la crisi, è vero! Anche perché questi provvedimenti furono proposti l’estate scorsa quando la crisi non si era ancora aggravata. Comunque sia il progetto della carta sociale, seppur con qualche difetto, è valido: 500000 italiani poveri (qualcuno forse solo presunto e grande evasore) l’hanno apprezzato e la usano e la useranno.
Qual è il punto positivo della carta sociale? Semplice, quello che i soldi erogati diventano spesa effettiva e vantaggio immediato. Il limite invece è quello che la cifra stanziata è bassa, sia i 40 euro pro – capite che il fondo complessivo. Non è vero che non si poteva fare di più perché è evidente che la spesa pubblica sia a livello centrale che locale è fuori controllo. E spesso si spende male o per cose superflue.
Meglio dare i soldi alla povera gente che ai vari sindaci del sotto passo del sovrappasso e del traforo.
Il problema è generale: abbiamo una classe politica, anche a livello internazionale, incapace di affrontare la crisi e anche incapace di assistere i ceti deboli della popolazione. E’ un bel problema.
Se dare i soldi ai poveri è giusto, è molto sbagliato darli alle banche o alla Fiat. Anche nel 1929 ci furono iniezioni di liquidità simili a quella fatta a Wall Street lo scorso settembre e in pochi hanno il coraggio di ricordare che la crisi del 1929 si concluse con la seconda guerra mondiale. Per questo non credo alle iniezioni fatte ai grandi, banche o imprese che siano!
La liquidità va data a chi è povero perché possa fare la spesa, a chi è in difficoltà con i mutui, possono servire le rottamazioni per le vecchie auto, ma senza esagerare e così via e non dimentichiamo i pensionati al minimo.
Fare come Bush e il Congresso fecero a settembre sarebbe un disastro. Spesero veramente male 900 miliardi di dollari. La moneta va fatta circolare non va rinchiusa nei grandi forzieri.
Se nel 2006 il governo americano avesse aiutato i cittadini in difficoltà con il mutuo, (dato che spesso non era per colpa loro, ma per i tassi usurari) tutti questi disastri e i prossimi non sarebbero accaduti. Poteva bastare un aiuto per pagare le quote eccessive di interessi, ma non si può piangere sul latte versato.
Il mio consiglio non richiesto a Berlusconi e a Tremonti è facile: iniettare liquidità dal basso. Pensi agli indebitati e mandi a quel paese i liberalisti che hanno regalato tanti miliardi agli straricchi. Questo si può fare senza pensare alle vere cause della crisi che ribadisco nel loro ordine di importanza: l’avarizia, la globalizzazione, l’ignoranza economica generalizzata, la speculazione. Spero che nessuno proponga nuovo lavoro precario per l’industria privata perché su questo tema ho già scritto.
Nel mondo del lavoro c’è poco da fare, se non si possono aumentare i salari fino a quando non cresceranno (raddoppieranno) quelli cinesi bisognerà ridurre l’orario di lavoro. Si parla di 32 ore settimanali e di settimana corta. Faranno così: io vi consiglio di acquistare un campetto perché se va bene confermeranno solo la paga orario e ci saranno cali nella tredicesima, nelle ferie e sull’età pensionabile.
Forse ho sbagliato qualcosa, potrei sperarlo, ma per ora nessuno fa più credito.