Trepidare per le banche?
Di F. Allegri
Alla fine quando la crisi colpì le imprese e i posti di lavoro tutti la videro ….. I nostri vecchi dicevano che un male per capirlo bisogna provarlo. Vecchia saggezza!
La crisi delle imprese è dovuta da un lato dalla concorrenza globalista asiatica per quel che riguarda tutta una serie di produzione e dall’altro lato dalla crisi cronica delle banche che non fanno più credito a chicchessia. Del resto non circola molta liquidità.
Sul fatto che la Cina e l’Asia producano le carabattole consumistiche pagando uno stipendio mensile pari 230 dollari per 60 ore di lavoro c’è poco da fare se non boicottare il marchio CE ovvero China Export.
Il male oscuro dell’occidente che si scatenò nel 2006 è quello delle banche che si sono rovinate con le loro mani, sia speculando in borsa che con politiche di indebitamento senza freni: in apparenza sia chiaro.
In realtà alla sorgente c’è un unico male: quell’avarizia che ha fatto trasferire in Asia tante imprese americane o in Romania tante ditte italiane e che ha portato le banche d’affari a vendere titoli assurdi pagando anche stipendi iperbolici ai loro manager squali e ad ex politici compiacenti.
Anche su questo punto occorre una precisazione che farò in questo scritto. Siete sicuri che le banche europee siano messe meglio di quelle americane o che i nostri sistemi finanziari se la passino meglio?
Io comincio a dubitarne. Non si può presupporre la solidità delle banche europee. Forse hanno commesso qualche azzardo in meno, ma tutti investivano in America e soprattutto sui titoli di corporazioni troppo grandi per fallire.
E’ facile dire: “E’ tutta colpa dell’America”. Veramente era facile; e soprattutto fino ad oggi chi l’ha detto aveva il vantaggio che la gente percepiva poco la crisi e quindi era disposta a considerarla come un fenomeno lontano.
Non è così: è certo che varie banche europee sono in crisi da mesi mentre di altre non si sa come siano messe. Quando Lehman fallì possedeva un dollaro e ne aveva prestati trenta. Lo chiamavano “leverage”. La FED ammetteva al massimo un rapporto di 15 a 1, ma evidentemente controllava poco se nel caso Lehman il divario si era raddoppiato.
Anche altre banche avevano e hanno leverage simili a quello, ma hanno avuto la fortuna (o se la sono procurata) di garantire i loro prestiti con i soldi dei loro correntisti, anche fondendosi con banche normali.
Le banche più criticate sono Deutsche Bank, Barclays Bank e ING che da un lato hanno i conti correnti, ma dall’altro la loro esposizione ha superato da tempo certi livelli di guardia, anche se dichiarano il contrario. E questi sono dei giganti della finanza che proiettano onde tetre anche sull’Europa e sui loro paesi ovvero Germania, Olanda e Inghilterra. Tutte le banche europee sono esposte al leverage, altrimenti non si capirebbero le numerose iniezioni di liquidità fatte dalla BCE nei mesi scorsi!
Il leverage diventa pericoloso non solo quando cresce, ma anche quando i debitori non pagano o garantiscono i loro debiti con beni che nel frattempo perdono parte del loro valore. Speriamo quindi o illudiamoci che certe banche abbiano ancora una leva intorno al 10 come dovrebbe essere. IO NE DUBITO!
E’ possibile dissimulare il leverage? Sì è la risposta: esistono forme di investimento che permettono di sviare i controlli e che creano problemi di capitalizzazione, ad esempio AIG era specializzato in queste tecniche di finanziamento che permettevano di bypassare i vincoli bancari europei. In pratica gli USA salvarono la AIG e facendo questo tolsero momentaneamente dai guai tante banche europee, non ditelo in giro! Soprattutto non dite che anche le nostre banche possono trovare la strada per arrivare ai soldi dei contribuenti americani che la FED buttò dalla finestra ai propri amici e “parenti europei” in difficoltà.
Di certo quest’anno capiremo come stanno questi giganti e soprattutto vedremo se qualcuno di loro crollerà o meno. Nuovi salvataggi sarebbero possibili solo nel corso dell’estate e solo allora potrebbero fallire. Parlo di salvataggi europei perché certi staterelli non hanno i soldi necessari per salvare le mega banche che, diciamo, “alloggiano”. Io resto convinto che molte banche abbiano bisogno di capitale e non si capisce dove possano trovarli. Sulle grandi banche non ho dubbi, ma forse anche qualche banca locale vacilla e ho almeno un nome chiaro in testa!
Fate attenzione alle pubblicità bancarie in TV e sui giornali che tra parentesi non servono a nulla. Guardate anche le televisioni locali e le riviste, quelle che faranno più pubblicità avranno maggiori bisogni! La comprensione del fenomeno sarà intuitiva. Vigilate!
NOTIZIE IMPORTANTI
Recentemente (il 28 Gennaio) l’ADUC ha denunciato di come alcuni prodotti di investimento distribuiti presso le Poste Italiane si siano trasformati in autentici pacchi a causa della loro discutibile architettura finanziaria che li contraddistingue (nella fattispecie si parla di index linked la cui componente obbligazionaria è costituita da collaterized debt obbligation).
Si stimano danni per 400 milioni di euro ed il coinvolgimento di oltre 70.000 investitori: i prodotti a rischio sono le index linked denominate Valore Reale, Ideale, Raddoppio ed Index Cup. A questo punto vi invito a gustarvi queste due video pillole tratte dal mio seminario di Cesena (25/10/2008) in cui ben tre mesi prima Di ADUC allertavo i partecipanti ai rischi inquietanti a cui ci si esponeva sottoscrivendo i prodotti menzionati.
Pacchi alle Poste: Prima Parte http://it.youtube.com/watch?v=LCGAvwkIbRg
Pacchi alle Poste: Seconda Parte http://it.youtube.com/watch?v=Oe1D9ehNKt0
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