IO E IL PICCO DEL PETROLIO
IO E IL PICCO DEL PETROLIO

Di F. Allegri
Mi accorsi dell’errore contenuto nel mio vecchio articolo solo dopo due settimane che lo avevo scritto e il pezzo era ormai archiviato, non pensavo che qualcuno lo leggesse ancora. A parte i dati poi lo svolgimento rappresenta tuttora la massima competenza che si possa esprimere sul tema perché le mie fonti sono le più ricche e documentate.
Tenete presente che a Firenze è molto diffusa una variante della teoria del picco ancora più inconsistente di quella dominante americana.
E parlo di prima del collasso economico perché la recessione ha completamente sconvolto gli scenari legati ai consumi petroliferi.
I prezzi che citai erano reali ed erano in quella newsletter che ricevo dal Venezuela 5 giorni a settimana. Il problema è che mentre la parte informativa mi arriva correttamente, i dati economici sono come bloccati per cui è come se ricevessi sempre la stessa mail.
Nel periodo delle feste la considerai una stranezza, non gli detti il giusto peso e per risolvere il disguido devo rifare il giro del mondo e perdere un sacco di tempo. Prima o poi lo farò, soprattutto se tali dati torneranno ad avere una rilevanza che con la crisi in atto hanno perso.
I dati esatti su certe questioni sono segretati, molti giocano con in mano le falsificazioni ad arte, i muri si buttano giù raramente.
Vedi il petrolio a costi d’estrazione variabili reali tra lo 0 (Arabia) e i 6 dollari (Venezuela) in un’economia di scala. Credi che molti ambientalisti e petrolieri potrebbero accettarla. Troppo duro per loro. Poi c’è il trasporto e non sempre la raffinazione che talvolta rientra nei 6 dollari.
Se si riuscisse a ridurre i consumi di petrolio sotto una quota X sicuramente inferiore ai quasi 79 milioni di barili consumati oggi, le riserve potrebbero tendere all’eternità. Sicuramente la recessione e l’adozione delle fonti alternative. porterà i consumi di petrolio alla quota di 75 e forse sotto. E’ ancora troppo, ma la tendenza è chiara.