LETTERA A KENSAN SUL PICCO D’ARABIA E DI WALL STREET

LETTERA A KENSAN SUL PICCO D’ARABIA E DI WALL STREET

Di F. Allegri

Intanto devi renderti conto che hai commentato un articolo di economia politica che parla di uno dei tanti aspetti della crisi che opprime il mondo. Fa parte del mio diario on line che ho pubblicato interamente sul sito della mia associazione e in parte su vari forum politici.

La crisi mondiale è figlia delle speculazioni che sono state fatte in questi anni. Si è speculato su tutto e quindi anche sul petrolio. Spero che questo ti sia chiaro. Io sono un politologo e un economista, ma ho anche una preparazione metodologica generale.

Proverò quindi a spiegarti alcune cose.

Le teorie del peak oil sono più di una, ma tutte hanno un difetto grave comune.

TUTTE POSSONO FARE DA PARAVENTO ALLE SPECULAZIONI ECONOMICHE E POLITICHE, con modalità diverse. Il paravento politico è più piccolo, ma non a Firenze. Per questo motivo le critico, ma anche le aiuto. Nell’articolo ho criticato la teoria del peak americana che è stata introdotta da un banchiere che vende titoli petroliferi, ma se avessi tempo e voglia potrei prendermela anche con quella del Bardi o con quelle neo malthusiane, Una di queste (che studiai nel mio sussidiario delle elementari) diceva che il petrolio sarebbe finito entro il 2000. Oggi un’altra dopo calcoli ancor più astrusi ci dice che abbiamo petrolio per altri 300 anni e uranio per 150. E se fossero astrazioni, che tendono al delirio come la mettiamo? Io per quieto vivere potrei anche accettarle, ma per amore di verità devo dirti che sono false.

Una teoria si confuta partendo dal suo disordine metodologico, dalla precisazione degli interessi economici che tutela e infine dalla critica dei suoi presupposti.

Ad esempio la teoria economica del prezzo in funzione della domanda che citi distrattamente nel tuo scritto fu formulata credo intorno al 1820 forse era il 1840, dovrei controllare ma ricordo che si chiamava legge di Say poi per fortuna questa scelta progredì ovunque, salvo purtroppo i nostri istituti tecnici. E’ nato Keynes e molto altro. Se non conosci qualcosa dell’economia moderna sei rovinato a prescindere, ma avrai pagato con serenità la benzina anche 1,47 euro al litro e forse sei pronto a pagarlo anche di più.

In termini metodologico si può parlare dell’indice dell’EROEI come di un corollario di un teorema che deriva da un altro. Lo conoscevo sotto altri nomi e non avevo mai sentito tale abbreviazione. Per parlare di EROEI bisogna premettere alcune cose, la principale è che esistono tre tipi diversi di petrolio, sia dal punto di vista chimico che da quello della resa energetica. Si può dire che quanto più tale petrolio è difficile da estrarre tanto minore sarà la sua resa. E’ una congettura che omette variabili fondamentali, ma vera. Su questi fatti si basa l’EROI che ignora anche il fattore – sviluppo tecnologico. L’EROEI era pari a 100 quando il petrolio era allo stato liquido ed era estratto da pozzi pochi profondi, all’interno della crosta terrestre. In questi casi il suo COSTO era anche pari a zero, mentre il prezzo variava a seconda della volontà degli speculatori che ne profittavano ampiamente.

La famosa teoria non sbaglia solo molti concetti, spesso non spiega a sufficienza da cosa derivino i suoi calcoli, tra questi ci sono le stime delle consistenze dei giacimenti. Una simile previsione va ben argomentata perché non tutti la prendono come oro colato. Si sa che tali dimostrazioni per motivi inspiegabili (per i picchisti) sono sempre approssimate per difetto. C’è sempre più petrolio.

E’ certo che in futuro il dollaro svaluterà, ma forse 130 miliardi sono tanti soldi, poi conosco un pozzo petrolifero da aprire più grosso, ma queste sono speculazioni in termini scientifici. Poi prima del risultato di una somma io vorrei conoscere gli addendi. Per essere conciliante potrei accettare il falso prezzo dei 17 dollari, perché potrebbe spiegare anche perché quel petrolio non è estratto: troppo costoso. Questo mi permetterebbe di chiederti come mai a noi il petrolio costava 137 dollari in più l’anno scorso.

Non aggiungere la raffinazione ai 17, non si può questa rientra nelle spese complessive dell’impianto, o meglio nella sua cosiddetta produttività, rischi di sommarla due volte dopo averla sopravvalutata.

DICI ANCHE CHE: << … Quando gli stati proprietari del petrolio parlano di un prezzo minimo di 80 dollari per barile dicono quello che la teoria del picco del petrolio ha previsto da moltissimi decenni e cioè che l’EROEI del petrolio sta diminuendo costantemente”>>.

QUESTA FRASE NON LA DICONO GLI SCEICCHI O I DITTATORI MA LE MULTINAZIONALI, sia le vecchie sorelline che le loro banche amiche! Poverine hanno tante spese. Come faranno… Dubita di queste sciocchezze, noi sappiamo come stanno le cose, allarga la tua visione.

Voglio chiudere in bellezza.

Sai perché le multinazionali producono energia dai rifiuti e dallo sterco?

La domanda sembrerà poco pertinente a tutti coloro che ignorano il primo presupposto della critica a tutte le teorie della penuria: TUTTO INTORNO A NOI E’ ENERGIA, NON C’E’ PENURIA. Se nel 2300 il petrolio arrivasse a costare 80 dollari poco male: ricaveremo energia da altre fonti, magari più pulite. Su questo mi riprometto di scrivere qualcosa.

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