Archivi per la categoria ‘Varie’
Associazione Vivere Empoli: riflessione sull’urbanistica di Empoli
Ormai è più di un anno che le polemiche sul rinnovo del Regolamento Urbanistico investono Empoli, come è passato del tempo dal quel fatidico 10 Marzo 2011 quando la Giunta Comunale approvò manu militari un bando il cui fallimento era scontato. Ed era un fallimento per due ordini di motivi; il primo, politico perché colpisce piccoli proprietari, non speculatori edilizi; il secondo, di carattere economico globale perché impedisce alle imprese edili di lavorare, in Empoli, sul nuovo, e all’indotto di lavorare tout court. Più il tempo passa e più è evidente che questo stato di cose è stato fortemente voluto dal partito di maggioranza relativa che amministra la città di Empoli, o almeno da una parte di esso. In effetti, il termine “AMMINISTRA” è un eufemismo, perché i bisogni dei cittadini, ad esempio la viabilità, la riqualificazione del centro storico…, non trovano Leggi il resto di questo articolo »
Beppe Grillo e la questione dell’immigrazione
Beppe Grillo e la questione dell’immigrazione
05/07/2011
Di F. Allegri
Come faccio di tanto in tanto oggi commenterò e approfondirò uno scritto che ho trovato on line o in qualche forum di discussione.
Oggi è il turno di un pezzo del 21/01/2011 tratto da “Il Blog di Beppe Grillo” e intitolato: “LA BALLA SULL’IMMIGRAZIONE CONDIVISA DA DESTRA E DA SINISTRA”.
Io ho ancora qualche residua speranza nella classe politica italiana nonostante che io sia convinto del fatto che gli uomini e le donne virtuose siano una minoranza trasversale e debole.
Questo vale per l’Italia, per la Toscana, la provincia di Firenze e per il nostro circondario. Leggi il resto di questo articolo »
Dalla Lega all’IDV passando per la Val di Susa
In questi momenti di forte crisi economica e tempi di tagli lineari in cui le famiglie dovranno fare i conti con la povertà, +1,9 % l’elettricità e + 4,2 il gas (vedi AEEG), introduzione di nuovi tichet e più tasse meno servizi, cresce giorno dopo giorno l’odio nei confronti della casta dei politici. Una casta al servizio di loro stessi che si arricchiscono alle nostre spalle. Le recenti violenze accadute in Val di Susa sono l’ennesima dimostrazione che la politica è distante dalle esigenze, i bisogni e le richieste di noi Contribuenti. Una politica interessata agli affari e sempre meno alla salvaguardia del territorio e degli interessi collettivi. Dopo i gravi scontri tra Polizia e Cittadini, una sorta di guerriglia di liberazione, tra lo stato e gli Leggi il resto di questo articolo »
Naomi Klein contro BP e le sue piattaforme petrolifere! Un disastro in fondo all’oceano
TRADUZIONE E SAGGIO BREVE
Naomi Klein contro BP e le sue piattaforme petrolifere! Un disastro in fondo all’oceano
24/06/2011
Di F. Allegri
Oggi allargherò il giro dei miei commenti e mi dedicherò ad uno scritto di Naomi Klein pubblicato sul giornale americano “The Nation” il 13 gennaio 2011 e titolato “The Search for BP’s Oil”. Il sito web di The Nation diffuse anche un breve documentario e mise delle foto per arricchire questo articolo. Io ripercorrerò il suo scritto cercando di trarre i punti salienti per rammentarvi che la tragedia della Deepwater è ancora in corso sotto l’oceano, a livello microscopico.
Prima di tutto la Klein si imbarcò sul WeatherBird II, un vascello usato per fare le ricerche marine e posseduto dall’Università della Florida del Sud e iniziò l’articolo ricordando le emozioni dell’inizio della crociera: è certo che si gustò le bellezze visibili di quel mare. Leggi il resto di questo articolo »
Una crisi economica a due facce con grandi limiti politici: da Mirafiori a Palermo.
Una crisi economica a due facce con grandi limiti politici: da Mirafiori a Palermo.
18/06/2011
Di F. Allegri
La notizia del giorno è che la BCE non vuole due italiani tra i suoi banchieri – dirigenti e in nome di un principio di autonomia (adattato alle esigenze di questi potenti del momento) stati sovrani come l’Italia di Berlusconi e la Francia di Sarkozy devono conformarsi.
Stati deboli in tempi di crisi!
Oggi comincio a guardare questa verità attraverso i fatti accaduti nei mesi già trascorsi del 2011. Leggi il resto di questo articolo »
SULLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 2011
SULLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 2011
La crociera del Titanic Berlusconiano è partita la scorsa estate e può affondare tra i referenda
02/06/2011
Oggi farò un secondo commento (tutto politico) alle elezioni amministrative che si sono concluse con i ballottaggi di domenica scorsa e non solo.
Riparto dal mio appello per un voto antiberlusconiano forte a Napoli (vedi il mio scritto per il voto a De Magistris) e dalla riflessione dell’ingegner Ciardi, che sempre la scorsa settimana fece nel pezzo titolato “Berlusctitanic”. Leggi il resto di questo articolo »
Dalla crisi dell’economia politica a quella della politica
Dalla crisi dell’economia politica a quella della politica
30/05/2011
Di F. Allegri
Se l’Italia fosse un paese diverso avrei potuto dirvi che dopo i ballottaggi amministrativi di ieri e oggi sarebbe iniziato un periodo lungo di riforme e buon governo.
Nella vera Italia si trepida per l’esito di 2 ballottaggi amministrativi e la prospettiva temporale massima del governo è a 14 giorni visto il significato politico che avranno le prossime consultazioni referendarie.
Perché questo? Leggi il resto di questo articolo »
Contro l’irrilevanza delle proteste della scuola!
Contro l’irrilevanza delle proteste della scuola!
14/05/2011
Di F. Allegri
In questi giorni ho letto un paio di articoli contro i test INVALSI proposti dalla Gelmini e ho anche chiesto qualche delucidazione al mio grande amico Iacopo Nappini che è stato il mio compagno di mille battaglie.
Ho capito la mediocrità di questi test e anche che qualcuno ci vede ogni sorta di retro pensiero: non sempre le critiche hanno il loro fondamento.
La scuola pare in pre – allarme e pronta a nuove lotte! Leggi il resto di questo articolo »
Sul secondo anno di dura crisi italiana al meno 5%!
Sul secondo anno di dura crisi italiana al meno 5%!
27/04/2011
Di F. Allegri
Quando nel 2008 previdi con esattezza il fallimento di Lehman Brothers mi resi conto anche che questa crisi sarebbe durata molti anni!
Per un certo periodo pensavo che l’anno della crisi italiana sarebbe stato il 2010 ma poi alcune scelte importanti del ministro Tremonti e altre discutibili e di corto respiro del governo Berlusconi hanno permesso di respingere i primi morsi della crisi.
Nel 2011 la crisi ha nuovamente colpito il Giappone attraverso il terremoto e lo tsunami e lo ha messo in ginocchio: almeno per un paio d’anni.
Contemporaneamente la crisi si sta innestando nel Mediterraneo colpendo il Nord Africa e il Medio Oriente pseudo socialista.
Qui la crisi economica è anche politica e spesso demografica.
Il crollo politico di questi paesi unito alla guerra incivile libica e all’instabilità siriana porteranno un sensibile calo del PIL italiano nel 2011, porteranno il caro petrolio e un rinforzino del dollaro.
Nel 2008 l’Italia perse il 5% del PIL, farà lo stesso questo anno?
Non si può ancora dire, ma mi preoccupa la povertà del dibattito politico che mi circonda e soprattutto il fatto che le caste politiche non percepiscono la crisi per quella che è!
Io cominciai a capire che il 2011 sarebbe stato un anno duro a novembre del 2010 e facendo due conti facili compresi che qualcosa di tremendo poteva accadeva a marzo e/o ad aprile 2011.
Queste considerazioni mi misero sulla strada giusta per capire che il 14 dicembre scorso il governicchio del tirare a campare non sarebbe caduto.
Cosa accadde a novembre che mi fece fare queste considerazioni?
A novembre 2010 il dibattito sulla crisi prese una strana piega e si cominciò a parlare del ripudio del debito pubblico e di uscita dell’Italia dall’Euro.
Le due vicende sono interconnesse e presuppongono una classe politica degna di questo nome.
Da un lato l’uscita dall’Euro fu ipotizzata dal presidente del Banco di Roma Paolo Savona che parlò del debito come di “un cappio al collo dell’Italia”.
Dall’altro questa diventò una proposta per una piccola parte della destra cattolica conservatrice e di altre minoranze anche di sinistra, ma nel complesso senza una vera capacità di incidere nelle scelte politiche del paese.
Io non credo che le caste politiche ed economiche italiane vogliano uscire dall’euro e credo che gli ambienti finanziari romani abbiano usato questo tema in quel modo come se fosse uno spaventapasseri o un accalappia citrulli, ma anche come strumento per avviare trattative sotterranee.
Io non mi interessai a questo dibattito del momento, ma presi la mia palla di vetro e cercai di guardare nel futuro come faccio spesso.
E’ certo che tra novembre e a dicembre i poteri forti hanno discusso da qualche parte e in qualche momento della guerra civile libica e delle sue ripercussioni nel nostro paese, ma è anche certo che hanno saputo farlo di nascosto.
Ultimamente sono divenuto un critico della UE e dell’Euro, ma non credo che si debba tornare all’Italia di 15 anni fa, io auspico un’Europa diversa, più rispettosa delle differenze tra stati e popoli e meno sottomessa alle banche e alla politica della Germania.
Con queste condizioni della finanza internazionale, l’Irlanda, il Portogallo e la Spagna rischiano la bancarotta, servirebbe una svalutazione dell’euro, ma i tedeschi non la vogliono e in queste condizioni l’Euro diviene un secondo Marco.
Vi dicevo che per uscire dall’Euro servirebbe il contemporaneo ripudio del debito pubblico e che queste due scelte dovrebbero appartenere e scaturire da una classe politica specifica, dotata di un certo coraggio e tesa a particolari obiettivi di riforma.
Noi disponiamo solo di gente tesa al tirare a campare e di illusi da vecchie e nuove barzellette.
Questa classe politica apparentemente coraggiosa non esiste e non è auspicabile in assoluto.
Se non fossi certo che questi temi sono stati introdotti dal Savona penserei alle sparate di estremisti senza capacità politiche, ma in questo contesto devo cercare di approfondire gli aspetti non toccati dai nostri pseudo economisti indigeni, senza perderci troppo tempo perché tutto il mondo va verso altre direzioni.
Il problema inizia con gli interessi sul debito da pagare che per il 2011 girano intorno ai 250 miliardi di euro, altro che stato sociale qui siamo all’indebitamento finanziario!
In questo contesto una minaccia di scelte forti e coraggiose potrebbe portare all’aiutino e allo sconticino.
Ben presto ogni riflessione deve arrivare agli aspetti politici e dobbiamo domandarci chi può volere e/o cercare di ripudiare il debito?
La mia risposta è che nessun politico vuole il ripudio e contemporaneamente nessuno potrebbe farlo.
In queste condizioni si precipita nel pour parler e io non credo nemmeno che qualche italiota sia in grado di prevedere tutte le conseguenze di una scelta simile.
Io non credo che arriveremo al ripudio del debito e nemmeno all’uscita dall’Euro, ma devo registrare che i potenti ne hanno parlato per delle ragioni tutte loro e al momento inconfessabili o di certo non divulgate.
Va aggiunto che il ripudio del debito non necessariamente si legherebbe ad una sorta di economia di guerra ai poteri finanziari internazionali. La realtà ci offre anche un esempio storico: l’Argentina.
Questo paese è rinato dopo il ripudio e al momento chi aveva i suoi titoli è costretto a disperarsi nel privato dei suoi egoismi.
Va anche aggiunto che l’Argentina è un piccolo paese che aveva un debito modesto e uno stato che sopravvive da sempre senza un sistema di tassazione moderno.
Noi non possiamo fermarci troppo a guardare l’Argentina dobbiamo partire dal fatto che il 21% del nostro PIL va via con il debito.
Noi ci indebitammo per primi e allora fini il nostro lungo periodo di sviluppo e ricchezza, oggi tutti sono indebitati e circola carta colorata pari al valore di 12 pianeta Terra e in passato arrivammo anche a 13,5, ricordatevelo!
————
Franco Allegri coordina l’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Su Facebook è Futuro Ieri.