Archivi per la categoria ‘Il terzo libro delle tavole’

L’eredità di una Grande Guerra

Terzo libro delle tavole di Madduwatta:
L’eredità di una Grande Guerra

Di I. Nappini

Il comune buonsenso vede un mistero nelle origini del fascismo, in realtà se si colloca la questione della sua presa del potere fra il 1919 e il 1922 si capisce quanto in profondità la Grande Guerra avesse devastato la società italiana e dissolto molti legami civili e morali che la tenevano assieme.
In generale mi sento di scrivere che la guerra tende a non esaurirsi con il fatto militare o con i trattati di pace ma al contrario ESSA INFLUISCE SUL FUTURO DI QUANTI VI HANNO PRESO PARTE E SE È TOTALE NE ROVESCIA LA VITA E DISSOLVE IL SENSO DELLE COSE.
La guerra distrugge e crea la realtà che dovrà esser chiamata a ricostruire, essa è un processo dinamico con aspetti fortemente creativi e tende a operare enormi distruzioni fisiche e materiali e anche psicologiche e culturali.
Oggi le sedicenti democrazie vanno in guerra con popoli poveri e stranieri, la stessa democrazia dovrebbe istigare i reggitori del potere finanziario e politico a più miti consigli, invece c’è una certa sottomissione nella pubblica opinione; l’esperto, il demagogo televisivo, il sofista corruttore della carta stampata lodano e giustificano i nuovi conflitti come se fossero partite di calcio fra “impiegati scapoli contro quelli ammogliati” o cose della pallavolo femminile. Leggi il resto di questo articolo »

Dominati e dominanti nel Belpaese

Annuncio di guerra di I. Nappini

Le tavole delle Colpe di Madduwatta:
Dominati e dominanti nel Belpaese
Di I. Nappini
Una storia antica si ripete, il padrone straniero batte un colpo e il Belpaese risponde, talvolta a modo suo.
Il 2 maggio 1945 le forze armate della Wermacht che Hitler aveva collocato nella Penisola si arresero alle forze armate alleate: iniziò sotto il presidente statunitense Truman la pagina dell’Italia colonia culturale, economica, morale e civile degli Stati Uniti; e tanto per non sbagliare di lì a breve portaerei di terra per gli aerei da guerra a stelle e strisce sul mediterraneo infestato da terroristi e agenti comunisti.
Le forze che si opponevano a questo erano le solite forze d’opposizione italiane ossia divise su tutto e settarie e destinate a restare sempre fuori dalle stanze che contano e dove si decide qualcosa.
In particolare i Comunisti italiani erano la principale opposizione all’egemonia statunitense sulla penisola e avevano un peso politico e sociale ma mai sono andati al potere con le bandiere rosse al vento e le insegne della falce e martello stampate sopra. Leggi il resto di questo articolo »

AMMAZZARE LA MEMORIA, COSTRUIRE IL DISCORSO POLITICO

Il tempo passato di I. Nappini

AMMAZZARE LA MEMORIA, COSTRUIRE IL DISCORSO POLITICO
Del professor I. Nappini
La lotta politica si fa anche con i simboli e l’opposizione proletaria e socialista comprese subito di dover contrapporre la propria simbologia e la propria lettura del conflitto a quella dei ceti dominati, una lotta fra Davide e Golia, e vinse Golia.
In fondo in Italia è comune che vinca il più forte a scapito del più debole.
Il fascismo riuscì a controllare questo processo di creazione di mito e gestione della morte di massa ma di sicuro non lo inventò.
In realtà in questa storia si dice che nel fondamento del fascismo stesso non c’è molto di più se non la creazione del fascismo di se stesso attraverso l’abilità politica e giornalistica di Mussolini.
Tuttavia non era una cosa così scontata e non era facile prevedere l’oblio che colpì la resistenza spesso eroica di tanti che negli anni venti s’opposero al fascismo.
Anche quella fu Resistenza antifascista, ma non gode della stessa fama e fortuna di quella della Seconda Guerra Mondiale.
CREDO CHE QUESTA DIFFERENZA DI TRATTAMENTO SIA DA RIFERIRSI A MIO AVVISO AL MODO ARBITRARIO CON IL QUALE I PARTITI POLITICI DELL’ARCO COSTITUZIONALE SI SON FATTI STRUMENTALMENTE FORTI DELLA RESISTENZA PER COSTRUIRE UN DISCORSO DI APOLOGIA CONTINUA DEL LORO SISTEMA POLITICO PRIVO DI REALI ALTERNATIVE CHE SOLO TANGENTOPOLI HA SAPUTO CHIUDERE APRENDO LA VIA A UNA SECONDA REPUBBLICA.
Infatti da quando è arrivata una Seconda Repubblica priva dei partiti dell’Arco Costituzionale si sente poco rammentare come fondamento della democrazia le prime forme di resistenza al fascismo e per la verità non sempre sono ricordate le seconde.
Credo che questo sia dovuto al fatto che il potere politico di ogni colore non si occupa mai di storia ma di USO PUBBLICO DELLA STORIA O DI PROPAGANDA POLITICA che sono cose molto diverse dallo studio della storia fondato secondo dei criteri e sulla base di dati e testimonianze. Leggi il resto di questo articolo »

Gestire la Morte di massa

La tomba da un milione di euro di I. Nappini

Il terzo libro delle tavole:
Gestire la Morte di massa
di I. Nappini
GESTIRE LA MORTE DI MASSA è una cosa difficile e non tutti possono esser d’accordo, ma chi ha il potere deve provare a gestire l’ingestibile o fatalmente perderà il potere con tutte le conseguenze del caso.
Se ripenso ai miei studi osservo che questo era il problema delle minoranze al potere a Firenze nel biennio finale della Grande Guerra.
Allora la “consorteria” al potere in quel di Firenze fra il 1917 e il 1918 cercò almeno di creare la sua immagine di morte in guerra e di trasformarla da MASSACRO IN SCALA INDUSTRIALE con le sue logiche di profitti industriali e di finanza legate alla guerra e al debito che produceva a qualcosa di comprensibile e accettabile: UN SACRIFICIO PER LA PATRIA E LA COLLETTIVITÀ.
In qualche misura riuscirono nel loro intento perché crearono riti, simboli ostentati, atti pubblici in collegamento fra loro, i quali pur avendo numerosi precedenti erano tuttavia frutto della Grande Guerra.
Le minoranze al potere RIUSCIRONO A FAR CONVIVERE PER DUE DECENNI LA MEMORIA DELLA MORTE DI MASSA CON I DETENTORI DEL POTERE TRASFIGURANDOLA, DISTORCENDONE IL SENSO E MITIZZANDOLA, E RIUSCIRONO A FARNE QUALCOSA DI QUOTIDIANO presente nella titolazione delle strade e delle piazze, nelle lapidi, nei monumenti, nei programmi scolastici, nell’immaginario collettivo. Leggi il resto di questo articolo »

CREARE IL PROPRIO MITO BELLICO

Caserma vuota di I. Nappini

Il terzo libro delle tavole
CREARE IL PROPRIO MITO BELLICO
Di I. Nappini
La storia si ripete?
Forse no e di sicuro identica mai, almeno il colore dei calzini di qualcuno cambia ogni tanto.
Ma il vizio di creare la memoria pubblica di un popolo o di una comunità è cosa comune e praticata da quanti si trovano in mano il potere politico in congiunzione con la repressione poliziesca e il controllo di gran parte dei mezzi d’informazione.
Ho passato più di dieci anni della mia vita a studiare il caso della Firenze del primo dopoguerra e ho potuto individuare qualche meccanismo di creazione di mito politico e di costruzione della memoria pubblica e di rimozione e disgregazione delle altrui ragioni o dei ricordi scomodi. Leggi il resto di questo articolo »

Caste al potere, caste illegittime

La setta di I. Nappini

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL TERZO LIBRO DELLE TAVOLE
Caste al potere, caste illegittime
Di I. Nappini
Questa globalizzazione è data, creata e voluta da poteri oligarchici composti da poche famiglie di miliardari perlopiù WASP che usano il proprio controllo del potere politico e del complesso militar-industriale made in USA e dei loro alleati per finalità proprie di profitto e di dominio.
La questione vera della prossima decrescita non è quanti posti di lavoro verranno creati in Asia, quanti milioni di nuovi consumatori cinesi e indiani, quante centinaia di migliaia di specialisti, quadri, ingegneri sforneranno le università asiatiche e brasiliane, IL VERO PROBLEMA È QUALE CASTA DI RICCHISSIMI avrà in mano il controllo di masse di centinaia di milioni di esseri umani che producono, consumano, si divertono, spendono, talvolta votano nei paesi industrializzati vecchi e nuovi.
Certo che i CEO delle multinazionali, se si fanno da parte, e arrivano dei cinesi o brasiliani a dirigere (che costano la metà) il profitto della multinazionale sale, ma loro sono lì apposta per mantenere il posto e per loro preciso interesse privato; QUINDI PACE AL PROFITTO che costa un proprio sacrificio e al contrario meglio delocalizzare la produzione che rischiare il proprio comando e controllo. Leggi il resto di questo articolo »

I MOLTI CHIEDONO DI NON CAPIRE E DI NON SAPERE

Dibattito politico fra le rovine Di I. Nappini

IL TERZO LIBRO DELLE TAVOLE
I MOLTI CHIEDONO DI NON CAPIRE E DI NON SAPERE
Di I. Nappini
Devo scrivere qualcosa sulle grandi TRAGEDIE di questi ultimi anni e come le ha recepite la maggior parte degli italiani.
Non sono L’AMABILE MINORANZA che cerca le informazioni in rete, che fa attività sociali, che crede in valori spirituali e morali aldilà del proprio tempo, che s’impegna in uno sciopero, che fa volontariato politico in modo disinteressato.
Tutto ciò che non turba la vita quotidiana nel senso più stretto, meschino, egoistico e squallido non esiste e se esiste l’urlo dei molti è uno e uno solo: ME NE FREGO!
COSA VOLETE CHE INTERESSI AL COMUNE ITALIANO SE IL DESERTO CHE AVANZA NEL MONDO CREA MILIONI DI PROFUGHI?
SE IL SISTEMA CAPITALISTA È IN CRISI PERCHÉ A TROVATO I SUOI LIMITI DI RISORSE?
SE I PROBLEMI GLOBALI SONO AGGRAVATI DALL’EMERGERE DI NUOVE POTENZE IMPERIALI CHE CONTRASTANO IL SISTEMA DI DOMINIO E CONTROLLO ANGLO-AMERICANO?
SE, COME ALCUNI AFFERMANO, È STATO RAGGIUNTO IL PICCO DEL PETROLIO?
SE NEL MONDO LO SVILUPPO DI FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI SCONTA UN RITARDO RISPETTO ALL’URGENZA DEI TEMPI?
SE LA GUERRA È DIVENTATA PARTE DEL SISTEMA DI PRODUZIONE E CONSUMO DEI PAESI INDUSTRIALIZZATI?
Nulla! Leggi il resto di questo articolo »

Da dove nasce la presente catastrofe

Vittoria a Oriente di I. Nappini

Il terzo libro delle Tavole
Da dove nasce la presente catastrofe
Di Iacopo Nappini

Devo iniziare con un “Io credo” che la crisi di risorse e di crescita della civiltà industriale oscuri un fatto banale: IL POTERE È POTERE SU MASSE DI ESSERI UMANI E SULLA CAPACITÀ CHE QUESTI HANNO DI PRODURRE RICCHEZZA E DI TRASFORMARE IN BENI DI VARIA NATURA LE RISORSE NATURALI.
C’è, è vero, la crisi, ma c’è anche una questione di fondo che riguarda il CHE FARE in relazione al potere di DOMINIO E CONTROLLO su miliardi di esseri umani, sulle loro aspettative, sul loro immaginario collettivo, sui loro bisogni, sui loro consumi, sulla loro capacità di produrre o distruggere ricchezza.
SE GLI USA PERDONO IL COMANDO E CONTROLLO DELLE PRINCIPALI RISORSE PLANETARIE PERDERANNO ANCHE L’ENORME POTERE CHE OGGI HANNO IN MATERIA D’IMMAGINARIO COLLETTIVO, DI OSTENTAZIONE DI UN MODELLO DI VITA E DI CONSUMI, D’INFLUENZA POLITICA E SOCIALE A LIVELLO GLOBALE. Leggi il resto di questo articolo »

L’ITALIA E LA RICOSTRUZIONE DELLA MEMORIA PUBBLICA

Tomba Eroica di I. Nappini

Il terzo libro delle tavole
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
L’ITALIA E LA RICOSTRUZIONE DELLA MEMORIA PUBBLICA
Del professor I. Nappini
Tempo fa avviai una riflessione sulla costruzione dell’identità italiana, oggi in tempi di crisi del sistema di produzione e consumo in Europa e USA, di guerre non più episodiche ma integrate nel sistema finanziario e dei complessi militar-industriali delle grandi potenze a vocazione imperiale emerge la fragilità politica e di sistema del Belpaese.
Questo terzo libro delle tavole vuole dare un contributo intorno alla complessità dei processi che definiscono la propria memoria pubblica e l’appartenenza di un privato a una comunità umana. Presento, quale primo contributo, qui uno schema storico per iniziare una riflessione su quanto sia frantumata e complicata la memoria pubblica a partire dai 150 anni dell’Unità d’Italia.
Il terzo libro sarà anche dedicato a quella parte della cronaca e dei fatti clamorosi del quotidiano che esigono una meditazione e una considerazione.

1861- Il Risorgimento
L’avventura dell’Italia Unita si apre a grandi speranze di gusto romantico per via della presenza di grandi eroi ottocenteschi come Mazzini e Garibaldi. Il Regno Unitario che si costituisce, e che è privo di alcune regioni del nord-est, si presenta come un nuovo Stato Nazionale su cui sono collocate molte speranze non solo italiane. Leggi il resto di questo articolo »

Se per caso avessero ragione i pessimisti

Europa Guerra di I. Nappini

IL TERZO LIBRO DELLE TAVOLE
Se per caso avessero ragione i pessimisti
Del Professor I. Nappini
Se per caso avessero ragione i “pessimisti”…
Oggi in Europa e in Italia in modo particolare un vasto mondo umano di ceti medio – bassi e quasi poveri SI SENTE ABBANDONATO A SE STESSO, AL PROPRIO SQUALLORE QUOTIDIANO, AL PERICOLO DI RIMETTERCI I PROPRI SOLDI CON QUESTA CRISI.
C’è da chiedersi sa la ragione di quelli che vengono volgarmente denominati pessimisti non sia un concreto e oggettivo dato di fatto: Non esiste la possibilità di una crescita economica e industriale infinita in presenza di un solo pianeta con risorse grandi ma limitate, quindi questo mondo umano di terza rivoluzione industriale ha due possibilità LA DECRESCITA RAPIDA E DOLOROSA O LO SCHIANTO DEL SISTEMA DI PRODUZIONE E CONSUMO.
Questo pensiero mi sembra ragionevole, tuttavia c’è la terza possibilità che mi pare rafforzarsi ogni giorno: risolvere la situazione entrando IN UN CICLO DI GUERRA E DISTRUZIONE che si risolve in un grande conflitto distruttivo in grado di azzerare le condizioni presenti, di fare un falò nucleare delle montagne di debiti bancari e istituzionali e forzare l’umanità sopravvissuta a mettere in moto un nuovo ciclo di creazione e produzione per sostituire le macerie. Leggi il resto di questo articolo »

Consiglio Comunale n°20 23/11/2011 PUA
Consiglio Comunale n°21 28/11/2011
Parassiti: spot istituzionale
Conto alla rovescia
maggio: 2012
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