Archivi per la categoria ‘Salute Pubblica’

Le opposizioni sul caso Cosentino

EMPOLITICA IN PARLAMENTO
Le opposizioni sul caso Cosentino

22/09/2010
Ecco il Resoconto parziale dell’Assemblea tratto dalla camera.it del 22 settembre 2010 in materia di
Discussione di una domanda di autorizzazione all’utilizzazione di intercettazioni di conversazioni nei confronti del deputato Cosentino (Doc. IV, n. 6-A). Si tratta delle voci dell’opposizioni perché quelle governative hanno già avuto una diffusione sufficiente.
Eventuali commenti li troverete in scritti passati e futuri.
[…]
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice di minoranza, onorevole Samperi.
MARILENA SAMPERI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, le intercettazioni di cui stiamo discutendo si inseriscono nell’ambito di un’indagine della procura di Caserta, di cui l’Assemblea ha conoscenza perché si è già espressa per quanto riguarda la richiesta dell’autorizzazione agli arresti dell’onorevole Cosentino. Oggi ci viene chiesta l’autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni, intercettazioni avvenute nell’ambito della stessa identica inchiesta. Quello di cui oggi noi ci dobbiamo occupare è se sussista o meno il fumus persecutionis nei confronti dell’onorevole Cosentino per quanto riguarda questa indagine e questa richiesta, quindi di questo io mi occuperò e a questo mi atterrò, perché il compito della Giunta è un compito puramente tecnico: le valutazioni politiche saranno a latere.
Queste intercettazioni sono state regolarmente autorizzate, sono state concluse entro i termini di efficacia dei relativi decreti di attuazione e quindi sotto questo profilo non vi è nessuna eccezione e non vi è nessun dubbio che vi sia un fumus persecutionis.
Per quanto poi attiene alla legittima acquisizione delle comunicazioni invece, in relazione al carattere indiretto delle intercettazioni, dobbiamo rilevare che sono moltissime le intercettazioni a carico delle utenze di Valente e dei fratelli Orsi e quindi non si può presumere che «di mira» ci sia stato l’onorevole Cosentino e che in effetti le intercettazioni siano state dichiarate indirette per glissare la norma precisa che richiede che per intercettare qualsiasi parlamentare va chiesta l’autorizzazione preventiva alla Giunta e alla Camera dei deputati. Quindi, noi ci troviamo di fronte ad intercettazioni sicuramente indirette, anche perché l’onorevole Cosentino non risultava iscritto nel registro degli indagati prima del 2008 e queste intercettazioni sono tutte relative a periodi precedenti il 2008. Dunque, noi ci troviamo in presenza di intercettazioni che sono avvenute nell’ambito di altri procedimenti, tutti anteriori alla data del 2008, ci troviamo di fronte ad un’iscrizione nel registro degli indagati dell’onorevole Cosentino che è datata 2008 e quindi non vi è alcun elemento che possa indurci a considerare dirette queste intercettazioni, che sono assolutamente casuali.
Tra le altre cose, a conferma di quanto stiamo sostenendo, vi è una sentenza della Corte di cassazione – contro cui Cosentino ha proposto ricorso per il rigetto e per l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare – che, analizzando gli atti, certifica e sostiene proprio questo elemento.
Prima del 2008, cioè, non si poteva costruire un quadro di accusa nei confronti dell’onorevole Cosentino e solo dopo l’avvio della collaborazione di Vassallo, di Valente e dei fratelli Orsi si è potuto ricostruire un quadro di malaffare e di intrigo tra politica, imprenditoria e camorra, che è diventato chiaro solo allora, solo da quel momento in poi. Ecco perché riteniamo che vi siano tutti gli elementi per concedere l’autorizzazione.
Tra l’altro, coerentemente all’assunzione di questa decisione, il Partito Democratico e la maggioranza, durante la scorsa legislatura, avevano già deliberato, per esempio, l’autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni dell’onorevole Fassino, che non era nemmeno indagato. Ma il ragionamento…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Samperi, il suo tempo è scaduto.
MARILENA SAMPERI, Relatore di minoranza. Concludo, signor Presidente, sul punto di diritto. Ecco il motivo per il quale invitiamo l’Assemblea a votare per l’utilizzo delle intercettazioni che, tra l’altro, potrebbero anche risultare giovevoli all’onorevole Cosentino.

(DICHIARAZIONI DI VOTO FINALE)
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole Della Vedova.
Ne ha facoltà.
Non vedo l’onorevole Della Vedova. Se si può pregare l’onorevole Della Vedova di accelerare il suo ingresso in Aula, visto che era qui poc’anzi.
GIUSEPPE CONSOLO. È in Aula, Presidente.
PRESIDENTE. È in Aula ma è invisibile, evidentemente. Ecco che è arrivato. Prego, onorevole Della Vedova, ha facoltà di parlare.
BENEDETTO DELLA VEDOVA. Signor Presidente, chiedo scusa, sono stato male informato sui tempi. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci rendiamo perfettamente conto che l’autorizzazione all’utilizzo di intercettazioni telefoniche indirette a carico di un parlamentare pone un problema di grande rilievo costituzionale. Non è di questo però che dobbiamo occuparci; i punti fermi su cui invece tutti dobbiamo concordare sono due: il primo è che l’articolo 68 della Costituzione è a tutela, non dei singoli parlamentari, ma dell’intero Parlamento e dell’esercizio di un mandato in cui si esprime la sovranità popolare. Il secondo punto, altrettanto importante, è che il voto del Parlamento non può essere motivato da ragioni di solidarietà o ostilità politica nei confronti di un collega, il voto della Camera non può essere pregiudizialmente a favore o contro un proprio componente. Quanto l’articolo 68 della Costituzione consente non è la tutela assoluta dei parlamentari, poiché ne è autorizzabile perfino l’arresto, né un giudizio politico delle Camere, poco importa se favorevole o contrario ad una richiesta dell’autorità giudiziaria. La Camera ha già respinto una richiesta di arresto a carico del collega Cosentino, ora si tratta di respingere o autorizzare l’utilizzo di un certo numero di intercettazioni a carico di terzi, disposte nell’ambito di procedimenti in cui l’onorevole Cosentino, al tempo, non risultava indagato e che adesso si intendono utilizzare contro di lui. Non c’è alcun elemento che possa far pensare al fumus persecutionis. La prudenza che la Camera ha dimostrato in precedenza nel non autorizzare l’arresto del collega Cosentino, non trascina con sé un giudizio di irrilevanza rispetto ad atti istruttori sui quali non spetta comunque alla Camera, ma agli organismi inquirenti e giudicanti, trarre conclusioni definitive in sede giudiziaria.
Del collega Cosentino non possiamo che presupporre la buona fede e l’innocenza e contiamo che questa possa emergere, al di là di ogni dubbio, anche in sede processuale. Tuttavia, abbiamo il dovere di riconoscere la medesima buona fede anche a quei magistrati i cui risultati nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata tutti quotidianamente celebriamo, anche ascrivendola giustamente al merito dell’azione del Governo, soprattutto in quelle aree in cui lo Stato contende alla criminalità organizzata il controllo del territorio e, quindi, di fatto la sovranità politica.
Il collega Cosentino ha avuto un atteggiamento positivo di fiducia e di sicurezza sulla mancanza, anche in queste intercettazioni, di elementi a suo carico, tali da confermare le accuse gravi che gli vengono mosse. L’inconsistenza delle accuse che l’onorevole Cosentino denuncia non potrà che emergere ancor più chiaramente se l’autorità giudiziaria potrà procedere utilizzando tutti i mezzi istruttori che essa ritiene rilevanti.
Il nostro garantismo – che non è in discussione – si esplica nel vigilare che indagini e processi, compreso quello al collega Cosentino, siano equi e rispettosi fino in fondo della difesa: difesa che, però, non è il Parlamento a dover esercitare. Anche per questa ragione, riteniamo che non esistano motivi per respingere la richiesta del giudice per le indagini preliminari di Napoli. Il gruppo Futuro e Libertà per l’Italia voterà, dunque, contro la proposta della Giunta per le autorizzazioni, a scanso di ogni equivoco, parlando anche per coloro che sembrano non voler sentire.
I deputati di Futuro e Libertà per l’Italia si sentono tutti, senza eccezioni, vincolati dal patto con gli elettori stipulato nel 2008. Il loro sostegno convinto al Governo Berlusconi nell’attuazione del programma non è mai stato in discussione e non lo sarà fino all’ultimo momento di vita del Governo, che noi vogliamo coincida con la scadenza naturale della legislatura. L’ostilità nei confronti del nostro gruppo e il tentativo pasticciato, quanto illusorio, di costruire una maggioranza posticcia, ma indipendente dai voti di Futuro e Libertà per l’Italia, non è un contributo alla stabilità politica dell’Esecutivo.
Per le sue caratteristiche – e concludo, signor Presidente – il voto di oggi non è, né può essere ricondotto ad un vincolo di maggioranza. Votiamo a favore dell’uso delle intercettazioni, non votiamo e non voteremo contro il Governo (Applausi dei deputati del gruppo Futuro e Libertà per l’Italia).
[…]
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che dal rappresentante del gruppo Popolo della Libertà è stato richiesto di procedere alla votazione mediante scrutinio segreto. La richiesta può essere accolta. La votazione che l’Assemblea si appresta ad effettuare, infatti, incide in modo palese sulla libertà e sulla segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione, di cui all’articolo 15 della Costituzione, richiamato dall’articolo 49 del Regolamento tra quelli in relazione ai quali può essere ammesso lo scrutinio segreto.
Pongo, pertanto, in votazione a scrutinio segreto la proposta della Giunta di negare l’autorizzazione all’utilizzazione di intercettazioni di conversazioni nei confronti del deputato Cosentino.
Ricordo che chi intende concedere l’autorizzazione all’utilizzazione delle intercettazioni dovrà votare «no», mentre chi intende negare la suddetta autorizzazione dovrà votare «sì».
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti e votanti 593
Maggioranza 297
Voti favorevoli 308
Voti contrari 285
(La Camera approva – Vedi votazioni – Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà,
Lega Nord Padania e Misto-Noi Sud Libertà e Autonomia – Partito Liberale Italiano).

Da quando scrissi insicuro ad ogni velocità

Da quando scrissi insicuro ad ogni velocità
20/09/2010
Di Ralph Nader
Fatemi celebrare alcune buone notizie, prima di fare qualche precisazione.
Gli incidenti mortali nel traffico in USA sono caduti al minimo degli ultimi 60 anni.
Ci sono stati 33.808 morti nel 2009 – un 9,7% di declino rispetto all’anno precedente, secondo l’amministrazione del National Highway Traffic Safety (NHTSA).
La riduzione attraversa il confine del passeggero dei veicoli, camion leggeri, grandi camion, motocicli e pedoni.
Dal 1966 quando le leggi sulla sicurezza dei veicoli a motore e delle autostrade fu approvata dal Congresso – guidato dai democratici ma con il supporto repubblicano significativo – il tasso di mortalità è caduto dal 5,49% (50.894 morti) al 1,13% del 2009 (33.808 morti).
Tale grande riduzione dei morti si verificò mentre le miglia percorse in assoluto sono più che triplicante in questi decenni passati.
Queste riduzioni marcate degli “incidenti” non sono accadute per fortuna.
Sono venute perché il compito della sicurezza nazionale in autostrada è divenuta una legge.
La politica nazionale a favore della diffusione di una maggiore sicurezza pubblica – iniziò con lo scandalo al Congresso dopo che General Motors e i suoi incapaci tentarono di fare indagini private per gettare su di me “frecce e sporcizia” prima e dopo la pubblicazione del mio libro “Unsafe at Any Speed” nel novembre del 1965.
Audizioni congressuali estese al Senato e alla House realizzarono l’evidenza schiacciante che le imprese automobilistiche avevano eliminato l’uso di dispositivi di sicurezza disponibili da tempo e venduto stili e cavalli motore oltre la sicurezza e l’efficienza dei carburanti.
Quarantaquattro anni fa nel Settembre del 1966 il Presidente Lyndon Baines Johnson firmò la legge e mi presentò come una delle penne alla cerimonia alla Casa Bianca.
Il processo legislativo deliberato lavorò come si pensava che avrebbe lavorato.
La stampa e la TV a Washington e Detroit coprirono nel 1966 gli sviluppi dell’Auto Safety ogni settimana con articoli regolari sulla truffa e non con una copertura occasionale.
Questo parò il colpo di ogni opposizione dei membri del Congresso.
I dirigenti dell’impresa dell’auto parlarono alle audizioni e si dimostrarono non convincenti.
NHTSA fu stabilita come un’agenzia del Ministero dei Trasporti con il Dr. W. Haddon, uno studioso molto ben informato e specialista della prevenzione dei trauma in autostrada.
NHTSA ricevette l’autorità regolatrice di stabilire gli standard di sicurezza obbligatori, di richiedere la correzione dei difetti dei veicoli e di ricercare prototipi avanzati di veicoli sicuri adatti alla produzione di massa.
Gente esperta e intelligente andò a lavorare per NHTSA per affrontare questa quarta causa principale di morte in USA integrando il veicolo, le autostrade e le colpe del guidatore.
La ricerca utile e gli esami si espansero con rapidità insieme ai livelli di probabilità motoristica per veicoli più sicuri.
Molte meno persone persero le loro vite o si ferirono grazie al maggior uso della cintura di sicurezza, migliori air bag, freni, gomme, leggi sul bere alla guida e migliorie nel progetto di autostrade in base a correzioni “hot spot” sulle sistemazioni pericolose.
Più recentemente, l’adozione più piena dei controlli di stabilità elettronica e migliori capacità per evitare la collisione predicono una sicurezza anche migliore sulle strade.
Sulla strada fin dal 1966, tuttavia, ci furono molte opportunità perdute, ritardi, soppressione di avanzamenti necessari di veicoli esistenti e di modelli di gomma, e l’evitare i ritiri necessari.
Molte vite sono state perse e le ferite inflitte cme risultato di tale insensibilità.
La pressione venne dal lobbysmo dell’impresa dell’auto e dai loro amici alla Casa Bianca e al Congresso, come il loro potente difensore eterno, il Dem. J. Dingell dal Michigan che quasi mai vide un modello di sicurezza o di efficienza del carburante che gli piacesse.
Dalla parte del consumatore sono stati per tanto tempo gli avvocati J. Claybrook e C. Ditlow.
Lo scorso decennio, i guidatori distratti dall’uso del cellulare e di mezzi elettronici provocarono la perdita di oltre 1000 vite all’anno.
Il Ministro dei Trasporti, Ray La Hood ha fatto di questo pericolo crescente una causa maggiore.
Con la crescita nel numero di motocicli fino a 11 milioni, c’è stata una crescita fissa negli incidenti mortali motoristici nel corso degli anni.
Ciò è dovuto in non piccola parte al fatto che 30 stati non hanno una legge sul casco obbligatorio.
“Insieme alle tasse e al tempo, c’è la certezza che la mancanza di leggi sul casco obbligatorio lascia più motociclisti morti sulle autostrade”, dice Jackie Gillan, vice presidente di Advocates for Highway and Auto Safety.
“E’ come avere avuto una cura per l’AIDS da venti anni e non applicarla in alcuni stati”, lei ha aggiunto.
Le leggi di sicurezza devono essere migliorate e rinforzate di volta in volta.
Ora una legge si muove per il Congresso, molto contrastata dall’industria, per indurire i deboli provvedimenti di penalità, rinforzare alcune salvaguardie contro i difetti scoperti di nuovo e incrementare il piccolo bilancio pietoso di NHTSA per i modelli di sicurezza, il ritiro e la ricerca sui motoveicoli.
Il bilancio annuale corrente è di quasi $150 milioni che è meno di tre mesi di valore dei vostri dollari delle tasse pagate ai contrattisti aziendali per sorvegliare l’Ambasciata USA e il suo personale a Baghdad, in Iraq.
Mentre il declino degli incidenti mortali del 2009 è attribuibile in parte considerevole alla recessione, il record della norme di sicurezza autostradale, collisioni e resto, certamente è comparabile con favore alle strutture di sicurezza anemiche create per tecnologie diffuse come le trivellazioni e i travasi fuori costa.
—–
Tradotto da Franco Allegri il 01/02/2011. Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Ora si occupa del tesoretto di Tremonti. Su Facebook è Futuro Ieri.

TESTO IN INGLESE
Since unsafe at any speed

20/09/2010
by Ralph Nader
Let’s celebrate some good news, before some qualifications are considered.
Traffic fatalities in the U.S.A have dropped to a 60 year low.
There were 33,808 deaths in 2009 – a 9.7 percent decline from the previous year, according to the National Highway Traffic Safety administration (NHTSA).
The reduction was across the board from passenger vehicles, light trucks, large trucks, motorcycles and pedestrians.
Since 1966 when the motor vehicle and highway safety laws were passed by Congress – led by Democrats but with significant Republican support – the fatality rate dropped from 5.49 percent (50,894 lives lost) to 1.13 percent in 2009 (33,808 lives lost.)
This large live-saving reduction occurred while absolute vehicle miles traveled increased more than threefold in those intervening decades.
These sharp reductions in “accidents” did not happen by chance.
They came about because the national highway safety mission was enacted into law.
The national policy to address a major public safety epidemic – started with the Congressional outrage following General Motors and its clumsy attempt to have private detectives try to “dig up dirt” on me before and after publication of my book “Unsafe at Any Speed” in November 1965.
Extensive Congressional hearings in the Senate and the House pulled together the overwhelming evidence that the auto companies were suppressing the use of long-available safety devices and selling style and horsepower over safety and fuel efficiency.
Forty-four years ago in September 1966, President Lyndon Baines Johnson signed the legislation and presented me with one of the pens at the White House ceremony.
The deliberate legislative process worked as it was supposed to work.
The press and TV in Washington and Detroit covered the Auto Safety developments week after week in 1966 as a regular reporting beat instead of just an occasional feature.
This kept the heat on any recalcitrance by members of Congress.
The auto company executives had their say at hearings and proved unpersuasive.
NHTSA was established as an agency in the Department of Transportation with Dr. William Haddon, a very knowledgeable scholar and specialist in trauma prevention on the highway.
NHTSA was given regulatory authority to establish mandatory safety standards, require vehicle defect recalls and research advanced prototype safety vehicles suitable for mass production.
Intelligent, experienced people went to work for NHTSA to tackle this fourth leading cause of death in the U.S. integrating vehicle, highway and driver inputs.
Useful research and testing expanded rapidly along with motorist expectation levels for safer vehicles.
Far fewer people were losing their lives and incurring serious injuries due to greater seat-belt usage, better air bags, brakes and tires, stronger enforcement of drunk-driving laws, improvements in highway design right down to “hot spot” corrections at high-casualty locations.
More recently, the wider adoption of electronic stability controls and better collision avoidance capabilities augur even better safety on the roads.
Along the way since 1966, however, there were many missed opportunities, delays, suppression of needed upgrades of existing vehicle and tire standards, and avoidance of necessary recalls.
Many lives have been lost and injuries inflicted as a result of such callousness.
Pressure came from the auto company lobbying operation and their friends in the White House and Congress, especially their powerful perennial defender, Democrat John Dingell from Michigan, who almost never saw a safety standard or fuel efficiency upgrade he liked.
On the consumer side have been long-time advocates Joan Claybrook and Clarence Ditlow.
In the past decade, distracted drivers using cell phones and other electronic gadgets are involved in the loss of over 1000 lives a year.
Secretary of Transportation, Ray LaHood has made this growing peril a major cause.
With the rise in the number of motorcycles to 11 million, there has been a steady rise in motorcycle fatalities over the years.
This is due in no small part to 30 states not having a mandatory helmet law.
“Along with taxes and weather, there is the certainty that no mandatory helmet laws leave more motorcyclists dead on the highway,” says Jackie Gillan, vice president of Advocates for Highway and Auto Safety.
“It’s like having a cure for AIDS over twenty years and not applying it in certain states,” she added.
Safety laws have to be updated and strengthened from time to time.
Currently a bill is moving through Congress, largely opposed by industry, to toughen the weak penalty provisions, strengthen some safeguards against newly discovered defects and increase the pitifully small budget in NHTSA for motor vehicle safety standards, recalls and research.
The current annual budget is about $150 million, which is less than three months worth of your tax dollars paying corporate contractors to guard the U.S. Embassy and its personnel in Baghdad, Iraq.
While the decline in highway casualties in 2009 can be attributed to a considerable degree to the recession, the record of highway safety regulation, bumps and all, certainly compares favorably with the anemic safety frameworks set up for other widespread technologies such as offshore drilling and spilling.

Profezia di morte del giornalismo

Profezia di morte del giornalismo
12/01/2011
Di F. Allegri
Il 7 settembre ho letto sul giornale La Stampa di Torino un articolo a firma Vittorio Sabadin e titolato: “Il lettore che dirige i giornali”.
Ho riflettuto su quello scritto per fare un mio scritto sul giornalismo e sulla sua morte che è prossima e certa e in alcuni casi si è già verificata!
In Italia sono giornali vivi la Stampa e Repubblica, il Corriere della Sera è invece afflitto da sonnolenza, ma di tanto in tanto si desta.
Il Giornale soffre sicuramente di qualcosa di grave, altrimenti non capirei i suoi improvvisi urli inconsulti e il continuo avvicendarsi di dottori al suo capezzale. Leggi il resto di questo articolo »

La riforma della giustizia secondo Nicola Gratteri

La riforma della giustizia secondo Nicola Gratteri
20/11/2010
Di F. Allegri
Per fare contenti quelli che vorrebbero da me scritti brevi e concisi anticipo i 2 punti fondamentali del dibattito che abbiamo ripreso venerdì 19/11/2010 così come gli ho estratti dalla riflessione del procuratore di Reggio Calabria Nicola Gratteri:
A) IL NOSTRO SISTEMA PROCESSUALE NON È PROPORZIONATO ALLA REALTÀ CRIMINALE.
B) BISOGNA INFORMATIZZARE IL PROCESSO PENALE.

Questi due concetti ben sviluppati nei video bastano a giustificare la nostra presenza al convegno che mi ha dato tanti altri spunti ed ora passo a dettagliare.
Il dibattito politico era organizzato dal nostro amico e libero collaboratore, Filippo Torrigiani, assessore alla sicurezza del comune di Empoli e nemico giurato del gioco d’azzardo.
Il convegno si intitolava “Sicuri e Garantiti: così si è cittadini – Attualità della sicurezza e della giustizia nel paese”. Leggi il resto di questo articolo »

Travaglio, Berlusconi e il fiasco italiano …. non solo ai mondiali di calcio

Travaglio, Berlusconi e il fiasco italiano …. non solo ai mondiali di calcio
02/11/2010
Di F. Allegri
Oggi commento un nuovo scritto tratto dal blog di Corrias, Gomez, Travaglio del 26 giugno 2010 e intitolato “Demeritocrazia”. In apparenza è un pezzo “leggero” soprattutto se si pensa alle critiche contenute in altri scritti fatti nel mese di giugno 2009, in realtà gira intorno alla reale natura del mondo politico berlusconiano. Peccato che non arrivi al cuore del problema!
L’inizio dello scritto è ironico e si basa sulla constatazione che Berlusconi porti sfortuna, ecco cosa dice Travaglio: “IL RE MIDA ALLA ROVESCIA HA COLPITO ANCORA: DOPO LE TWIN TOWERS, LA CRISI FINANZIARIA, IL TERREMOTO E UNA MEZZA DOZZINA FRA MONDIALI ED EUROPEI DI CALCIO, L’UNICO NANO MENAGRAMO HA FULMINATO PURE L’ULTIMA NAZIONALE DI CALCIO”. Leggi il resto di questo articolo »

La crisi della giustizia e del Berlusconismo secondo Marco Travaglio

per approfondire

per approfondire

La crisi della giustizia e del Berlusconismo secondo Marco Travaglio
13/10/2010
Di F. Allegri
Oggi commenterò un nuovo video – messaggio di Marco Travaglio come trascritto dal blog di Corrias, Gomez, Travaglio; mi riferisco a quello del 14 giugno 2010 e titolato “Dead Berlusconi Walking”.
Si tratta di una lunghissima riflessione (8 cartelle) divisa in 4 parti così titolate:
1) la non giustizia italiana;
2) Napolitano l’incorreggibile;
3) Depistaggi di massa;
4) Agli ordini di Licio Gelli.

Come vedete la carne al fuoco è tanta e lo stesso Travaglio parlò di guazzabuglio informativo!
Al centro della vasta riflessione c’è la vera crisi della giustizia italiana così come è stata criticata dai vari organismi europei. Io vado subito controcorrente e dico che il nostro sistema è migliore di molti altri e a livello di inchieste fatte non siamo secondi a nessuno, credo che Travaglio concordi con me. Tutti i nostri scandali sono dovuti alla geopolitica, per 60 anni siamo stati un staterello di confine e quasi disarmato, la disinformazione e gli intrighi hanno fatto il resto. Leggi il resto di questo articolo »

CRONACHE DA CERRETO Troppi casi di leucemia fra le donne di 4 comuni della Valdelsa: Cerreto Guidi caso più grave.

CRONACHE DA CERRETO
Troppi casi di leucemia fra le donne di 4 comuni della Valdelsa: Cerreto Guidi caso più grave.

07/10/2010
Di F. Allegri
Questa settimana non scrivo il mio solito pezzo di approfondimento antropologico sul regolamento della raccolta di rifiuti “Porta a Porta”.
Ho ricevuto dal mio grande amico e consigliere comunale di Cerreto Guidi Simone Barontini (capo gruppo della lista) una copia della lettera che la ASL 11 (questa è la sigla usata nel testo) ha mandato a tutti i nostri sindaci. Ne hanno parlato anche i giornali, non troppo a mio avviso.
Uno dei 4 comuni è Cerreto Guidi (quello con la situazione più grave) e per questo mi sento chiamato in causa. Gli altri sono Vinci, Capraia e Limite ed Empoli. Leggi il resto di questo articolo »

Annozero, ultimo e primo fotogramma

Annozero, ultimo e primo fotogramma
26/09/2010
Di F. Allegri
Oggi volevo commentare lo scritto del Fatto Quotidiano del 20 maggio 2010 titolato “Annozero, ultimo fotogramma”, ma dato che la trasmissione è ripresa giovedì e l’ho vista per intero farò un discorso più ampio.
Nel pezzo del 20 maggio il Fatto fa una riflessione su Michele Santoro ed inizia dicendo: “Sarà perché Santoro è un malato di cinema, ma il suo destino è che di lui si prenda sempre l’ultimo fotogramma, dimenticando il resto del film”.
Non credo che si tratti di un complimento puro e semplice, io ci vedo l’elemento base del pensiero di sinistra, la sua astoricità. Le trasmissioni di Santoro non producono una cultura politica, sono la cronaca di mille lotte (molte perse in partenza), sono la voce della gente, di quella che ho poco da dire. Il mondo di Santoro è quello che non ha chiaro il concetto di cittadinanza e se tale programma va avanti da anni tra le polemiche è perché non è pericoloso per i poteri forti! (senza dimenticare i processi contro la RAI).
La puntata di giovedì scorso si può considerare la puntata del giorno della nota telenovela: “Anche i politici fanno teatro”. Leggi il resto di questo articolo »

SAGGIO BREVE La troppa indulgenza con la Lega Nord viene da lontano!

SAGGIO BREVE
La troppa indulgenza con la Lega Nord viene da lontano!

09/09/2010
Di F. Allegri
In questi giorni rifletto e mi preoccupa anche la crisi politica nazionale del Belgio. Non voglio credere che quella crisi anticipi quella italiana e nel frattempo osservo gli sviluppi possibili del partito della famiglia Bossi e dei suoi 4 o 5 collaboratori in qualche modo federati che decidono tutto in quella impresa – partitoide.
Mi sono letto con attenzione la prosa del mio amico Riccardo Corsi, condivido il commento del professor Nappini, ma oggi preferisco riflettere su uno scritto di Marcello Veneziani del 4 maggio 2010 titolato: “Non è la Lega ad aver ucciso l’amor patrio”.
Io conoscevo solo l’amor patrio di Dante e sapevo che era un’invenzione di Petrarca, poi capite dal titolo del mio pezzo quale ragionamento andrò a sviluppare e su molti punti mi distaccherò da Veneziani. Leggi il resto di questo articolo »

Berlusconi tra giustizia e la politica di centro e di destra.

per approfondire

per approfondire

Berlusconi tra giustizia e la politica di centro e di destra.
07/09/2010
Di F. Allegri
Oggi riprendo i miei semplici commenti agli scritti del blog di Corrias, Gomez, Travaglio, ma farò una critica ad un’idea di Travaglio sulle scelte di Gianfranco Fini che giudico limitata e tragica nella sua assoluta inconsistenza.
Prima parliamo del pezzo del 30 aprile 2010 titolato “Mills di queste balle” che fu pubblicato nella rubrica Signornò, dell’Espresso.
Il processo Mills mi interessa più di tanti altri che riguardano l’attuale capo del governo perché è di quelli che può riguardare solo lui è ha una gravità riconosciuta a livello internazionale. La corruzione di un giudice o di un avvocato è un reato grave e aggravante in ogni paese.
Berlusconi non subisce danni di immagine quando è accusato di fare fatture false o di eludere il fisco, e infine solo i cattolici praticanti e pii sono interessati alla sua vita privata. Le inchieste sulla Mondadori, il caso Mills ed eventualmente le inchieste legate all’omicidio del giudice Borsellino hanno una consistenza maggiore e decisiva. In questi casi l’esperienza politica di Berlusconi non sopravviverebbe ad eventuali condanne passate in giudicato. Leggi il resto di questo articolo »

Consiglio Comunale n°20 23/11/2011 PUA
Consiglio Comunale n°21 28/11/2011
Parassiti: spot istituzionale
Conto alla rovescia
maggio: 2012
L M M G V S D
« apr    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031