Articoli marcati con tag ‘belpaese’

Il conto per l’Italia di nessuno: con approfondimento su una piccola casta.

Il conto per l’Italia di nessuno: con approfondimento su una piccola casta.
06/10/2011
Di F. Allegri
Sempre più spesso due antiche nazioni del mondo sono nell’occhio del ciclone, (la Grecia e l’Italia) e pare che i loro destini siano legati.
Per chi non ne fosse consapevole l’Italia siamo noi; sì un paese con una crisi che viene da lontano.
Oggi, per parlare di questa crisi inizio dalla periodica pubblicazione del dialogo teatrale contenuto nell’opera del professor Nappini “La Recita a Soggetto” che pubblicherò nei prossimi giorni e che sarà intitolata “Il conto 2”.
Nel prossimo dialogo Francesco e Marco parlano ancora dei guai del nipotino che sono quelli di ogni italiano medio e giovane, magari in affari e in cerca di una vita migliore.
Si parla di tribunali di provincia e della bassa politica, di banche e di piccoli debiti, di bollette e di enti pubblici, di clientelismo e di raccomandazioni. Leggi il resto di questo articolo »

IL BELPAESE E LA SCUOLA

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA
Di I. Nappini
Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere.
Tuttavia in questi ultime settimane di scuola s’intravede qualcosa.
La politica sembra di nuovo interessarsi a ridosso delle elezioni delle vicende scolastiche d’Italia, forse per mandare segnali ad un certo tipo di elettorato sensibile alle questioni della pubblica istruzione per motivi personali, di lavoro o di famiglia.
Già, la tempistica con cui si torna a ragionare di scuola è sospetta, fra l’altro non mi pare che nel discorso politico si ragioni con la necessaria cura del precariato presente nel sistema della pubblica istruzione; come al solito il discorso politico è caduto su questioni ideologiche e di principio piuttosto surreali. Leggi il resto di questo articolo »

IL BELPAESE E LA SCUOLA DIALOGO FRA UN PROFESSORE DI FILOSOFIA E UN RAPPRESENTANTE

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA
DIALOGO FRA UN PROFESSORE DI FILOSOFIA E UN RAPPRESENTANTE
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Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere.
Così fra il serio e lo scherzoso presento un dialogo immaginario fra il professor Paolo insegnate di filosofia e un rappresentante di una Casa Editrice tal Mario Rossi che in sala professori si è piazzato per illustrare ai docenti le novità librarie.
MARIO ROSSI: Mi perdoni professore sono Rossi, il rappresentante della Casa Editrice…o ma la disturbo, mi scusi…
PROFESSOR PAOLO: No…Scusi lei mi ero fermato a riflettere. Non l’avevo vista…
MARIO ROSSI: Filosofo? Sa…perdoni se mi permetto ma è l’abitudine.
PROFESSOR PAOLO: Certo da dieci anni insegno la nobilissima materia in questo Liceo. Non so come aiutarla perché ho fatto domanda di trasferimento.
MARIO ROSSI: E per i libri di testo caro professor Paolo, mi permetto di entrare in confidenza, ma cosa ha fra le mani… pare una cartina geografica. Lei forse insegna geografia? Leggi il resto di questo articolo »

IL BELPAESE E LE SUE PAURE NASCOSTE: Scala sociale

Le Tavole delle colpe di Madduwatta: Secondo Libro
IL BELPAESE E LE SUE PAURE NASCOSTE
Scala sociale
22 gennaio 2011
Del professor I. Nappini
Il Belpaese è nei fatti popolato da una maggioranza di umani che sono dipendenti per stipendi e salari dallo Stato o dai privati.
Quindi la maggior parte degli italiani non sono imprenditori, manager, liberi professionisti.
Ora capita che su tutto il Belpaese cali una forma di persuasione pubblicitaria, televisiva, cinematografica che INDIVIDUA PROPRIO NELLE MINORANZE DI RICCHI CHE SONO IN ALTO NELLA SCALA SOCIALE LA MIGLIOR FORMA DI VITA SOCIALE in virtù della loro capacità di accedere a beni di consumo superflui. Leggi il resto di questo articolo »

l’Italia del lontano futuro (prima riflessione di due)

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
I MIEI VIAGGI DI IERI, OGGI, DOMANI: l’Italia del lontano futuro (prima riflessione di due)
18 Dicembre 2510
Del Prof. I. Nappini
I miei lettori sanno quanto sia molesto nel mettere alla prova la loro pazienza con le mie considerazioni più o meno futuristiche, strane, profetiche, metafisiche.
Quindi li esorto a sopportarmi anche stavolta.
Scriverò infatti di un viaggio non fatto, ma possibile solo come esperimento di pensiero e fantasia; qualcuno direbbe fantasia malata.
VIAGGIO NELLA MIA ITALIA DI UN REMOTO FUTURO, luogo utopico dove il male di questi anni si è dissolto e il Belpaese torna ad essere dopo due millenni una CIVILTÀ UNITARIA, REALE, POTENTE, in grado di esercitare un potere proprio sul mondo umano e naturale per sua SCIENZA, CAPACITÀ, VOLONTÀ. Leggi il resto di questo articolo »

IL BELPAESE E LA SCUOLA: Spiegare la guerra di ieri, oggi, domani

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA: Spiegare la guerra di ieri, oggi, domani
25 Novembre 2010
Del Professor I. Nappini
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I miei venticinque lettori da tempo conoscono i miei crucci sulla scuola che oggi in tempo di tagli alla spesa sociale e di riarmo forzato e di creazione di nuovi arsenali distruttivi assume per me il valore di uno SPECCHIO sul quale compaiono deformi i segni di questo inquieto presente.
Come docente che insegna storia e precisamente Storia Contemporanea ed Educazione Civica ho trovato un ragionevole compromesso con la realtà di oggi nella quale, scanso equivoci e dubbi, IL BELPAESE È IN GUERRA CON LE SUE FORZE ARMATE IN AFGANISTAN E COMBATTE CONTRO FORZE OSTILI. Leggi il resto di questo articolo »

IL BELPAESE E LA SCUOLA: Qui il Novecento è finito

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA: Qui il Novecento è finito
Di I. Nappini

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Al quinto anno di Liceo si studia la storia del Novecento, è un dato banale e un fatto.
Con questo dato di fatto, per via del mio lavoro, mi confronto tutti gli anni o quasi.
Nei momenti liberi che ho osservo che il Novecento oggi, anno 2010, è morto.
Sono morti i suoi DELIRI IDEOLOGICI sostituiti da agende segrete delle multinazionali e dei potentati finanziari del mondo, si è sostituito il DISORDINE POLITICO E CRIMINALE creando una società globale impostata sulla legge del più ricco che ha bisogno di disordine per poter scomporre di volta in volta la realtà e ricostruirla per ragioni di potere e di profitto di pochissimi, le CONCEZIONI MORALI DELLE CLASSI SOCIALI ANTAGONISTE sono state mutate nel caos indistinto della brama illimitata di beni, piaceri e ricchezze per tutti contro tutti e contro tutto, la CREDENZA NEL PROGRESSO è stata sostituita da un nuovo millenarismo spesso terrorizzante, le GUERRE TOTALI sono state sostituite da guerre a bassa intensità che iniziano ma sembrano non finire mai, LE GUERRE FRA ESERCITI sostituite da guerre di eserciti contro le popolazioni civili o contro milizie e partigiani quando non addirittura bande armate, PERFINO GLI IMPERI SONO CAMBIATI essi non offrono più protezione ai paesi vassalli o ai propri sudditi ma si limitano a sfruttarli e a manipolarli come se fossero orde di selvaggi da usare per qualche oscuro progetto coloniale.
Cosa è arrivato di buono e giusto?
La tecnologia e la scienza grazie alle ricadute della ricerca militare sul civile ha generato alla fine del Novecento la Terza Rivoluzione industriale.
Questa nuova rivoluzione è qualcosa di grande perché non cambia soltanto i mezzi e le modalità del produrre e del consumare ma determina LE CREDENZE E LE FORME DEL CONOSCERE IL REALE attraverso la PUBBLICITÀ TELEVISIVA e via RETE, i social network, l’uso del computer nella vita quotidiana, la connessione fra le grandi economie imperiali; inoltre ha causato uno SPOSTAMENTO DI POPOLAZIONI in quanto milioni di esseri umani dall’Asia e dall’Africa sono arrivati in Europa e una parte di loro resterà in loco e non ritornerà nella terra d’origine.
Ora capita proprio nel Belpaese che per colpa di ceti sociali che vivono di politica e solo di quella e di una popolazione anziana che vive nel terrore del cambiamento e della sostituzione anagrafica per raggiunti, e sorpassati, limiti di età tanta parte d’Italia sfugga alla realtà e vaneggi di resurrezioni fasciste, comuniste, anarchistiche novecentesche.
Questo è un mondo nuovo non meno feroce, iniquo, blasfemo e spietato del precedente.
Fingere di vivere altrove sarà per le disperse genti del Belpaese una cura da ciarlatani che può far danni terribili e far vedere ai terrorizzati dal nuovo resurrezioni politiche là dove c’è solo il fumo dell’imbonitore che vive di politica e vuol cavare dei soldi dalle paure dei molti.
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Scritto il 12 Novembre 2010.
Il professor Nappini cura il blog http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
Gli scritti del professor nappini torneranno tra una decina di giorni e riprenderemo con il fascista immaginario, quella nuova puntata parlerà di lavoro e di tanto altro.

Il Belpaese e la scuola occupante

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA

Il Belpaese e la scuola occupante
Del Professor I. Nappini
Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere.
Proprio perché è passato il momento autunnale della SETTIMANA DELLE OCCUPAZIONI di rito è tempo da parte mia di fare un piccolo ragionamento sul ponderoso tema.
La considerazione è data dal fatto che l’OCCUPAZIONE è un atto adolescenziale, una GRANA per pochi, una VACANZA per molti, un MOMENTO DI PASSAGGIO E DI FORMAZIONE POLITICA per alcuni.
Non è, a mio avviso, oggi uno strumento politico, anche perché l’evidenza dei fatti dimostra che la politica e talvolta le forze dell’ordine SONO POCO SENSIBILI; basta che la cosa non degeneri.
Le scuole occupate sono state centinaia in tutta Italia, tuttavia non esse, ma alcuni scioperi, blocchi stradali e manifestazioni inconsuete da parte di altre categorie che protestano hanno provocato reazioni dure da parte delle forze dell’ordine.
QUESTO FATTO BANALE INDICA CHE IN FIN DEI CONTI IL MOMENTO DELL’OCCUPAZIONE È MESSO IN CONTO.
In sette anni di docenza alle superiori ho visto più di un’occupazione, NON MI PARE CHE SCATENINO ALLARME SOCIALE.
Forse la società italiana e la grande politica che ragiona di privilegi, appalti, candidature, presidenze e vicepresidenze nelle banche e nelle municipalizzate NON SENTE LE OCCUPAZIONI COME UN MOMENTO DI CONTESTAZIONE E DI MOBILITAZIONE CONTRO UN ORDINE MATERIALE ESISTENTE.
Inoltre una parte dei POTERI che sono interessati ai progetti di espansione dell’offerta di formazione e istruzione in istituti privati, dove non ci si occupa di regola, credo che non sia malcontenta di una situazione temporanea che causa articoli giornalistici ironici o scandalizzati sulla scuola pubblica italiana.
Credo che nella maggior parte del Belpaese si confonda il mezzo evidentemente goliardico e inefficace con L’EMERGERE DI UNA GRANDE INQUIETUDINE IN TANTA PARTE DEL MONDO GIOVANILE.
Ne hanno di ragioni questi ragazzi se si stacca la loro protesta dalla dimensione goliardica e ridicola e si considera questo presente: il lavoro è precario e malpagato, raccomandazioni e assunzioni nepotistiche sono la regola nelle carriere professionali, i ceti medi si sono impoveriti, i vecchi principi politici e sociali sono morti o in via di dissoluzione, la famiglia che sia disgregata o integra non trasmette la moralità del remoto passato perché non la possiede o perché sa di essere decomposta.
L’OCCUPAZIONE DELLE SCUOLE È SBAGLIATA, MA OGGI È DIFFICILE ESSERE GIOVANI E STUDENTI PERCHÉ È UN PROBLEMA PER TUTTI PENSARE IL PROPRIO FUTURO.
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Scritto il 24 Ottobre 2010.
Il professor Nappini cura il forum http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
Dopodomani tornerà La Recita a Soggetto, sarà il terzo dialogo.

Il Fascista Immaginario (sesto dialogo) La fine del lavoro

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
Il Fascista Immaginario (sesto dialogo)
La fine del lavoro

di I. Nappini
Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’estate del 2003.

SERGIO: Libri, il vostro problema è il vostro mondo cartaceo, un mondo lontano dal reale, dalla strada, dai problemi, dalla rabbia quotidiana.

LAZZARO: Ti sbagli. Qui con altri cerco di mettere assieme il pensiero con l’azione, i fatti del mondo con il vissuto quotidiano. Non è facile. LA VITA POLITICA NAZIONALE È DIVENTATA UNO SPETTACOLO, UNA FORMA D’ARTE DRAMMATICA DA PIAZZA MEDIATICA, PER QUESTO QUELLI COME NOI CERCANO DI SPOSTARE QUALCOSA, DI SPINGERE PROPRIO L’AZIONE POLITICA DAI LIBRI E DALLE FINZIONI TELEVISIVE IN STRADA, NELLE CASE, NELLE REALTÀ SOCIALI. Il mio agire tende ad essere pratico e realistico. Se la docenza universitaria pone in essere politiche di facoltà che comportano spese eccessive e insensate alla luce della più che PROBABILE CRISI SOCIALE CHE DERIVA DALLE SPECULAZIONI FINANZIARIE, DA QUESTE NUOVE GUERRE E DAI PROCESSI DI DE-INDUSTRIALIZZAZIONE, io cerco una soluzione compatibile con le mie possibilità. Se il ceto medio, ossia la ex piccola borghesia, s’impoverisce ancora per via del combinato di tasse, inflazione, peggioramento delle condizioni lavorative allora la maggior parte degli studenti e delle studentesse che frequentano questa facoltà non potrà sostenere il peso di tasse universitarie crescenti e della diminuzione delle borse di studio. Io devo considerare questo fatto più che probabile. IN QUESTO MOMENTO STORICO LE AZIENDE CHIUDONO PERCHÉ LE BANCHE E LE MULTINAZIONALI HANNO INTERESSE A PRODURRE IN CINA, IN PAKISTAN E IN GENERALE IN ASIA. Il costo del lavoro è basso e puoi con i costi di un operaio italiano o di una segretaria francese assumere tre o quattro persone nella lontana Asia. Tutta l’Europa è interessata dal processo. Ormai è chiara che in Asia si formerà una classe sociale di nuovi ricchi con centinaia di milioni di operai entro il 2012 mentre in Europa e negli Stati Uniti la forza lavoro e impiegatizia diminuirà di decine di milioni di unità.

SERGIO OSSERVA LA PILA DI CARTE, LIBRI, RIVISTE APPOGGIATA SUL TAVOLO. LAZZARO SI METTE DI FIANCO.

SERGIO: Questo libro ha un brutto titolo – “La fine del lavoro”. Forse è così, in effetti nei mercati di quartiere e nei discount vedo molta merce cinese e tante facce gialle. Ma ancora non capisco il legame fra la tua politica universitaria e questa barbarie straniera che monta.

LAZZARO: Non è facile, ma basta entrare nel meccanismo. SE UNA PARTE COSPICUA DELLA POPOLAZIONE DALLA QUALE PROVENGONO COLORO CHE FREQUENTANO L’UNIVERSITÀ PUBBLICA E DI STATO S’IMPOVERISCE IL NUMERO DELLE MATRICOLE CHE S’ISCRIVONO ALLE DIVERSE FACOLTÀ S’ABBASSERÀ DI ANNO IN ANNO. Quindi l’università sarà più povera, avrà meno fondi dalla tassazione universitaria e la docenza meno possibilità di accedere a fondi di ricerca o a risorse finanziarie. A quel punto le strade sono tre: FAR PAGARE MOLTO I SERVIZI esternandoli come la mensa universitaria e TAGLIARE LE BORSE DI STUDIO E I POSTI LAVORO nell’università; mettere il NUMERO CHIUSO per contenere le spese legate alla gestione di migliaia di studenti, e l’ultima è creare una REALTÀ UNIVERSITARIA PER POCHI PRIVILEGIATI. Questo vuol dire privatizzare, di fatto, l’università pubblica e creare una realtà elitaria estranea e ostile al dettato costituzionale che esige la libertà in materia d’insegnamento e l’accesso alla formazione e all’istruzione per i cittadini italiani. Per la parte ricca della popolazione che esce vincente dal processo di globalizzazione e di privatizzazione della vita umana e della cultura questo è un miracolo; SBATTONO FUORI COLORO CHE NON POSSONO CONTROLLARE DALLE PROFESSIONI LIBERALI E DALLA FORMAZIONE ALTA E METTONO DENTRO QUELLI CHE VOGLIONO LORO. Il problema è che si va verso una privatizzazione di tutti i beni e servizi ad esclusivo vantaggio di una minoranza di ricchissimi che si trovano ai vertici della piramide sociale.

SERGIO: Questo è un problema e hai ragione. Non è lecito che una minoranza senza merito e senza sacralità eserciti il potere sulla nostra gente. I RICCHISSIMI APOLIDI che controllano la finanza e la grande politica e le banche non sono dei governanti legittimi. Non sono guerrieri come i re antichi, non sono esperti di diritto come i consoli romani, non sono capi consacrati da Dio come gli imperatori romani o i re medioevali; ogni loro attività politica è iniqua e illegittima. Non Dio, non gli esseri umani, non la vittoria in guerra; nulla se non il male che è male giustifica o per meglio dire sostiene l’arbitrio dispotico di questi poteri oligarchici.

LAZZARO: Vedo che cominci a capire qualcosa di quel che faccio. Tutto si tiene e tutto è collegato. Le minoranze al potere controllano le banche, le banche sono proprietarie delle banche centrali che emettono moneta prestandola ai diversi Stati Europei, gli esecutivi degli Stati del Vecchio Mondo fanno la politica di queste minoranze. Non possono far altrimenti perché le banche centrali controllano il debito pubblico e di fatto sono autonome dai parlamenti e perfino dalla volontà degli esecutivi. Questo lavoro è svolto negli Stati Uniti dalla Federal Reserve, è la stessa cosa delle banche centrali dell’Europa solo che stampa dollari invece di Euro. Ne stampa trillioni, ormai garantiti solo dalla carta perché la valuta verde, come l’Euro del resto, è priva di copertura aurea. Chi controlla la moneta controlla la spesa o per meglio dire l’indirizza… E dal momento che stampa i denari, o li crea con un click su una tastiera nella stanza dei bottoni di qualche superufficio, questo soggetto politico di natura privata si compra i parlamentari a blocchi con i finanziamenti alle diverse formazioni politiche e ai gruppi editoriali o ai potentati che fanno capo ai diversi blocchi politici.

SERGIO: Fammi capire non abbiamo più la lira e la moneta è una cosa che stampano le banche centrali che sono di privati per conto dello Stato…

LAZZARO: Non proprio, dal momento che in realtà non danno il denaro allo Stato ma si può dire che lo prestano perché nel rilascio della valuta dalla Banca Centrale allo Stato c’è un qualcosa che è l’interesse. Questo è uno dei motivi per il quale lo Stato s’indebita e il potere delle banche è schiacciante nei confronti della società e della politica. Comunque il grosso della moneta in circolazione non è nemmeno cartaceo, non devono neppure spendere i trenta centesimi per il pezzetto di carta. IL GROSSO DELLA MONETA È VIRTUALE, È UNA MEMORIA NEL COMPUTER DI UNA BANCA. Cifre colossali si spostano con un paio di click da un continente all’altro senza bisogno di qualche filibustiere che porta la valuta o i gioielli all’estero. Ma di tutto questo si parla poco anche nelle nostre iniziative. Purtroppo la politica sembra rifiutare il confronto quando si tratta di banche e affini, e devo dire che si ragiona poco anche su queste nuove guerre e sui colossali interessi finanziari che ruotano intorno ad esse. Parlar di finanza con un politico italiano è come parlar di corde in casa d’impiccati. La mia lotta qui in facoltà è volta se vogliamo a contenere certi fenomeni che derivano dalla spettacolarizzazione e dalla trasmissione mediatica; è un fatto che la maggior parte dei contenuti dei documenti di noi studenti e dei professori in agitazione vengono travisati dalla stampa quando non apertamente mistificati. L’informazione è oggi come la politica tende allo spettacolare perché altrimenti dovrebbe raccontare cose spiacevoli. In questo modo spariscono dal discorso pubblico i conflitti d’interesse, le carriere folgoranti di personaggi protetti dai ricchi e dai politici, il signoraggio bancario, la mancanza totale di copertura aurea della valuta in circolazione, la disoccupazione crescente, l’uso indiscriminato del precariato, l’impoverimento dei ceti medi, la dissoluzione delle antiche abitudini e delle granitiche certezze politiche, l’emergere della potenza industriale ed economica cinese, indiana, russa, brasiliana e s’indebolimento della potenza statunitense e dei suoi alleati. Ovviamente anche le vere ragioni della protesta giovanile e studentesca sono taciute ma le riassumo in due parole che conosci di sicuro: debito e precariato.

SERGIO: Assisto a un miracolo. Uno come te che parla di cose serie che capisco e che tocco con mano tutti i giorni: “Debito, Precariato!“. Quanta verità in queste due parole.
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Scritto il 22 Ottobre 2010.
Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
Tra qualche giorno parleremo ancora di scuola e occupazioni, è quasi pronta la sesta puntata della Recita a Soggetto

La recita a soggetto (secondo dialogo – contro esternalizzazione e globalizzazione)

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
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La recita a soggetto (secondo dialogo – contro esternalizzazione e globalizzazione)

Del professor I. Nappini
Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo Pisani si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco preoccupati da uno strano annuncio. I due dopo anni si parlano di persona.

FRANCESCO: Parli bene. MA COME AL SOLITO PENSI SOLO A TE STESSO. Io quando penso a questi ragazzi di oggi, a questi giovani mi chiedo cosa penseranno di noi; del DISFACIMENTO MORALE, MATERIALE E CIVILE che abbiamo ereditato dalla generazione dei padri e dei nonni e che lasciamo loro aggravata da ogni sorta di cosa strana e pazza. Non funzionava così prima.

MARCO: COSA HANNO FATTO PER NOI? E TU CARO FRATELLO CHE COSA HAI FATTO PER LORO? Contano i fatti e chi vive bene e per gli affari come noi lo sa. Concretamente del futuro di questi giovani, di questo Belpaese, di questa città, delle sue periferie cosa c’è se non la SPAZZATURA CIVILE E MORALE GENEROSAMENTE LASCIATA IN EREDITÀ AI FIGLI DA PARTE DEI PADRI E DEI NONNI. Io come la stragrande maggioranza di quelli che hanno posizione e un po’ di soldi ME NE FREGO. Non mi dire che è fascismo perché sai che non è così. QUESTO È IL CAPITALISMO! Esiste solo ed esclusivamente il singolo e i suoi diritti e tutto il resto è o ciò che crea profitto. SE NON CREA PROFITTO È IL NIENTE E IL NIENTE NON INTERESSA. Quel che c’era prima dici. Balle! Era come oggi, anzi oggi c’è meno ipocrisia meno cattiveria, meno pugnalate al buio. QUI GRAZIE AGLI STRANIERI E ALLE LORO BANCHE TUTTO È SEMPLICE CI SIAMO NOI CHE SIAMO I SERVI RICCHI E IL RESTO È MERDA SOCIALE. Se non hai un protettore, l’elenco clienti, un amico direttore di banca, un socio occulto che fa politica non ci arrivi in alto; non conta la carta, la laurea, il master: QUI CONTA CHI CONOSCI, coloro con i quali sei in credito e coloro con i quali sei in debito. Mi dispiace per questi ragazzi. Molti sono bravi non dico di no. Studiano, protestano, fanno volontariato, aiutano gli anziani e altre idiozie del genere. Ma non capiscono la verità, il dato semplice e banale. Esiste solo il denaro che crea ogni vita e ogni vita salva o distrugge. QUI È PEGGIO CHE ALTROVE PERCHÉ IL MERITO NON CONTA, NON CONTA L’ADERENZA A DEI VALORI CONDIVISI, LA RAZZA O LA PATRIA, NON CONTA IL CARATTERE O LA PERSONA MA SOLO CHI TI PROTEGGE E IL SUO PREZZO.

FRANCESCO: Il PREZZO! Dici una cosa vera. I soldi mi piacciono, ho fatto tante cose con i soldi. Viaggi, escort di lusso nei paesi dell’Est, alberghi fini, pasti da signore ho pagato io con le carte della società, o del padrone quando lavoravo per lui. Ma tu sei una cosa esagerata. VEDI SOLO CIÒ CHE TI ASSOLVE DA OGNI RESPONSABILITÀ. Gli altri sono sopra e sono più ricchi, comandano, dispongono, ordinano le regole e l’andamento degli affari e tutto diventa lecito, giusto, legittimo, giustificato. Perché il privato se vuol viver bene non può opporsi, non può dir di no al sistema, non può star fuori. MA NELLO STESSO TEMPO NESSUNO VUOL STAR DENTRO RISPONDERE DI CIÒ CHE FA QUANDO INQUINA, DELOCALIZZA, SFRUTTA, AGISCE AI CONFINI DELLA LEGALITÀ. Allora ecco che la colpa è degli altri, di chi è sopra. La colpa può essere del banchiere che concede il prestito, della Banca Centrale Europea, dei burocrati di Bruxelles, dei cinesi, forse della Federal Reserve, perfino dei politici che ora contano meno della mafia. MAI PERSONALE, MAI PROPRIA, MAI NOSTRA. Ecco io ci penso. Ogni tanto ci penso.

MARCO: Che vuoi dire? Forse che sei diverso da me? ESAGERO QUANDO DICO CHE È GIUSTO FREGARSENE, CHE È GIUSTO SEGUIRE CIÒ CHE ESIGE IL MERCATO, CHE È CORRETTO ANDAR DIETRO A CHI CONTROLLA IL MERCATO E DECIDE PER NOI? Che responsabilità possiamo avere noi piccoli che di fatto siamo vincolati a soci ricchi o ai prestiti o peggio alle commesse di qualche grande azienda o di qualche grande catena di distribuzione? NESSUNA. ASSOLUTAMENTE NESSUNA. Se Dio esiste ci deve assolvere nel giorno del giudizio: ABBIAMO ESEGUITO ORDINI SUPERIORI. Ora dimmi: che cosa hai fatto di diverso da tanti altri mediocri esecutori di ordini quando andavi a giro con il campionario di certa gente che paga i lavoranti rumeni o albanesi una miseria, o quando hai gestito quella fabbrica di vestiario in Ucraina per certi soci padani, caro il mio fratello duro e puro. L’Italia è davanti e contemporaneamente dentro una tempesta che si chiama ESTERNALIZZAZIONE e in un terremoto che si chiama GLOBALIZZAZIONE.

FRANCESCO: Appunto. C’è quel che resta della globalizzazione e della de-industrializzazione in questo Belpaese, lo so e ci vivo sopra; proprio come te. Comunque in Ucraina lavoravo sulle calzature e sulla logistica. Proprio per questo ho fatto quel che ho fatto. Un altro avrebbe subito preso il mio posto e io starei peggio e i problemi non avrebbero avuto comunque una soluzione. TUTTO IL MALE DELLO SFRUTTAMENTO LAGGIÙ NELL’EUROPA DELL’EST E DELLA DISOCCUPAZIONE DA NOI SAREBBE STATO CON O SENZA DI ME. Solo che capisco e son dispiaciuto, mi scarico la coscienza.

MARCO: Potrei dire pure io che son tanto dispiaciuto e addolorato, ma chi potrebbe mai credermi. Io mi prendo la responsabilità con me stesso; se tutto questo è una merda di sistema fatto di sfruttamento, corruzione, avidità, amore per la morte e l’abuso di potere io ne faccio parte. CHE COSA DOVREBBERO FARE QUESTI RAGAZZI DI CUI PARLI? Andare in un giro con oggetti ingombranti in qualche rivolta urbana per farsi sparare dalla polizia come a quel tipo a Genova nel 2001, scioperare quando i loro contratti sono a progetto o comunque a termine e la loro vicenda lavorativa si concluderà con una forma più o meno dolce di licenziamento o come si dice oggi scadenza del contratto, non comprare più beni e servizi per mettere in crisi i poteri economici, sputare in faccia ai nonni e ai padri per i problemi irrisolti e le prospettive negative di crescita della società. FARE I FASCISTI, I COMUNISTI, GLI ANARCHICI, GLI INTEGRALISTI RELIGIOSI IN UNA SOCIETÀ CHE CREDE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE NEL DENARO, NELLA NOTORIETÀ NELLA PUBBLICITÀ TELEVISIVA E NEI CONSUMI DI LUSSO?

FRANCESCO: Parli bene. Ma come al solito pensi solo a te stesso.

MARCO: Non basta darsi una spruzzata di color politico rosso o nero per esser qualcosa o per fare affermazioni significative. Non basta! Se uno ama queste generazioni nuove o fa qualcosa per loro o fa come faccio io. ESISTO SOLO IO QUI E ORA DAVANTI AL MERCATO E ALLE SUE LEGGI DI FERRO, IL RESTO È NIENTE E IL NIENTE NON ESISTE.

FRANCESCO: Vivi solo per te stesso, pensi sempre alla tua azienda, ai tuoi assegni, all’amante, alla famiglia che hai sfasciato, all’elenco clienti, alla Mercedes della società da cambiare ogni due anni. CHIAMA POI LE COSE CON IL LORO NOME, LE AZIENDE PER LE QUALI LAVORI DELOCALIZZANO IL LAVORO COME LE ALTRE E PIÙ DELLE ALTRE SE POSSIBILE. Non sei diverso perché ti piace ma perché sei qui e ora.

Marco: Siamo servi del denaro e di chi lo controlla e in questo privilegiati.

Nella stanza cala il silenzio. I due si studiano e si accomodano nell’unico divano del corridoio, prima Francesco e poi Marco. Marco estrae un paio di monete dai pantaloni.

MARCO: Questo parlare mi ha messo sete, ti va un caffè, ho un paio di pezzi da cinquanta per questo schifo del distributore automatico bastano. La macchina a monete del Vince!
FRANCESCO: Saranno tre anni che non mi offri il caffè, ci sto! Vorrà dire che staremo in piedi tutta la notte ad aspettare. Aspetteremo con gli occhi sbarrati dalla caffeina il nostro sciagurato nipotino.

Marco mette le monete nel distributore, lo fa con studiata lentezza, quasi per assaporare un qualcosa di famiglia nell’aria.
MARCO: Quanto zucchero fratello?
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Scritto il 16 Ottobre 2010 dal Professor I. Nappini.
Egli cura il blog http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
Nei prossimi giorni lavorerò alla nuova puntata di “Il fascista immaginario”.

Consiglio Comunale n°20 23/11/2011 PUA
Consiglio Comunale n°21 28/11/2011
Parassiti: spot istituzionale
Conto alla rovescia
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