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Il Belpaese e le paure del fu ceto medio
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
Il Belpaese e le paure del fu ceto medio
di I. Nappini
Occorre un poco di decenza e vedere la nudità di questi autentici poteri d’inizio secolo: SONO POTERI DI CARATTERE PRIVATO, di multinazionali, di finanzieri, di super-direttori di banche spesso collegate a una banca centrale che emette carta-moneta, di AMMINISTRATORI DELEGATI di catene di distribuzione e di agenzie di servizi, talvolta di qualche ammiraglio o generale e di alcuni INDUSTRIALI in ordine sparso.
Questo è il nuovo potere si tratta di una TECNOCRAZIA FINANZIARIA a cui s’aggregano ESPERTI di diversi settori con funzioni di CONTROLLO E INDIRIZZO delle attività dei soggetti che subiscono questo potere.
Coloro che lo SUBISCONO sono i ceti medi, una parte dei ceti poveri, le vecchie categorie professionali legate a quel che un tempo remoto era la borghesia, e infine quei ceti sociali che vivono di politica nelle sedicenti Democrazie Occidentali.
IL NUOVO POTERE NON È MENO INTOLLERANTE DI ALTRI POTERI, SOLO CHE USA MEZZI DIVERSI DA QUELLI PARANOICI E SANGUINARI DEL LONTANO PASSATO.
Questo potere persuade, altera la percezione della realtà, trasforma il pensiero di milioni di consumatori attraverso il martellamento pubblicitario e propagandistico, corrompe, compra singoli soggetti e intere realtà politiche e PUÒ MANIPOLARE E GESTIRE BILANCI SUPERIORI A QUELLI DI DECINE DI STATI.
Negli ultimi vent’anni sta distruggendo sistematicamente la condizione di benessere dei ceti medi per costruire un modello di società spezzato fra una minoranza di ricchi e masse impoverite e impaurite composte dagli appartenenti ai ceti medi e bassi.
Se queste categorie sociali rese infelici si scontrano fra loro e lasciano in pace i veri detentori del potere che sono le infime minoranze di ricchissimi il sistema si consolida e spinge verso l’obiettivo finale del suo agire che È LA CONCENTRAZIONE DI OGNI REALE POTERE ECONOMICO E POLITICO NELLE MANI DI UNA MINUSCOLA OLIGARCHIA DI APOLIDI che operano nell’interesse delle loro multinazionali e delle loro banche d’affari, o centrali, di riferimento.
E’ MOLTO DIFFICILE PER IL CETO MEDIO ATTIVARE DELLE FORME CREDIBILI DI LOTTA SOCIALE E POLITICA, anche bloccare le fabbriche serve a poco contro poteri finanziari apolidi e globali che possono sopravvivere al fallimento di Stati come l’Argentina.
Infatti se una fabbrica viene occupata in Europa dagli operai e dai sindacalisti il consiglio d’amministrazione della multinazionale ne apre due in qualche paese asiatico dove chi fa sindacato rischia la galera, il campo di concentramento o semplicemente sparisce.
Per combattere questa quotidiana aggressione sociale e politica contro la dignità e la vita dei ceti poveri e medi d’Europa occorrono STRUMENTI DI MOBILITAZIONE REALMENTE EFFICACI E ATTRIBUIRE VALORE POLITICO AI BOICOTTAGGI DI ALCUNI PRODOTTI.
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Scritto il giorno 11 Ottobre 2010
Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
Nei prossimi giorni potrete leggere la seconda puntata di “La recita a soggetto”, credo che costituisca la parte letteraria di queste riflessioni.
IL BELPAESE, IL POTERE, E LA SCUOLA
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE, IL POTERE, E LA SCUOLA
Del Prof. I. Nappini
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Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere.
Se allargo la mia visione del problema cercando di capirlo nel contesto osservo CHE SI COLLEGA MAGNIFICAMENTE ALL’INCAPACITÀ DELLE MINORANZE AL POTERE DI PENSARE IL FUTURO DI TUTTI; banchieri, alti burocrati, industriali, personaggi dello spettacolo, politici, boss della criminalità organizzata, faccendieri, comandanti militari e dei servizi segreti tutte queste categorie umane fanno parte delle MINORANZE AL POTERE ed esse non ragionano più in là di uno o due anni nei sistemi ad economia capitalista.
Dove il capitalismo si sposa con un regime totalitario o dispotico è possibile che le minoranze al potere arrivino a calcolare e a pensare nei termini di cinque o addirittura dieci anni, ma questo non è dovuto a una maggior efficacia del sistema politico ma al fatto che un simile sistema politico deve tener in minor conto le pretese della popolazione in merito alle libertà individuali e al benessere e può governare senza dar libero sfogo ai diversi interessi in contrasto nella società.
Una assunzione di politiche determinate e lungimiranti sulla scuola prevede il pensare la società non fra uno o due anni, o fra qualche settimana come è in Italia, MA ALLARGARE LA VISIONE A UN DECENNIO ALMENO E METTERE IN CONTO CHE NON ESISTONO SOLO I DIRITTI DEI FINANZIERI INTERNAZIONALI, DELLE BANCHE CENTRALI, DEI GRANDI MEDIATORI E FACCENDIERI, DEI POLITICI DI PROFESSIONE; al contrario proprio in un regime di libertà è importante ASSOCIARE ALLE LIBERTÀ INDIVIDUALI PREVISTE UN PERCORSO DI FORMAZIONE E ISTRUZIONE DI CARATTERE PUBBLICO VOLTO A TRASFORMARE I SINGOLI IN CITTADINI RESPONSABILI VERSO SE STESSI E GLI ALTRI E NON IN PLEBI ELETTORALI disposte a fare e disfare a seconda della mancia o del piccolo privilegio che riescono a scroccare da un sistema politico prontissimo a corrompersi e a decomporsi.
PER QUESTO LA SCUOLA SANA E FORMATIVA DISPIACE ALLE MINORANZE AL POTERE IN ITALIA, può essere davvero utile a quei milioni di umani che vorrebbero uscire dal labirinto delle allucinazioni e delle false credenze creato ad arte dai maghi della comunicazione pubblicitaria e dagli stregoni delle ideologie per trovare la propria visione del mondo umano.
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Scritto il 2 ottobre 2010
Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
Il Belpaese e la scuola Ignorata
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
Il Belpaese e la scuola Ignorata
di I. Nappini
Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è FRA LE PRIORITÀ DELLE MINORANZE AL POTERE e a onor del vero anche la popolazione adulta sembra nel complesso poco interessata alla scuola.
Di solito sui giornali, in televisione, sulle riviste si parla di scuola in CASO DI INIZIO DELL’ANNO SCOLASTICO, ALLA FINE DELL’ANNO SCOLASTICO, E IN CASO DI VICENDE DI CRONACA NERA O GIUDIZIARIA.
Quindi dal mio osservatorio sul balcone di casa osservo un mondo umano italiano chiuso in se stesso e una scuola che interessa solo in casi estremi o in scansioni temporali ben definite utili per la POLEMICA POLITICA o per il solito moralismo un tanto al chilo nell’ambito circoscritto del giornalismo italiano tendenzialmente fazioso e opaco.
Potrebbe essere invece di generale e pubblica utilità capire come nella scuola cadono e ricadono importanti FENOMENI SOCIALI e di costume che riguardano i bambini e gli adolescenti; la vicenda scolastica nazionale nel suo quotidiano è la grande occasione mancata per una riflessione sul quotidiano banalissimo che non è affatto così semplice da decifrare.
Presento ai lettori una citazione da un testo che può aiutare a capire QUANTO LA SCUOLA SIA PARTE DELLE GRANDI TRASFORMAZIONI CULTURALI e sia a sua volta aggredita da fenomeni che assolutamente non le appartengono e che non può e non sa controllare.
Può esser utile osservare questa citazione che presenta una situazione tipica della scuola elementare ovvero la presenza dell’immaginario culturale nipponico veicolato dai cartoni animati che è tanta parte delle fantasie e dei giochi dei bambini e sul quale il disinteresse dei mass-media è assoluto. Leggo questo come la dimostrazione del profondo disprezzo per il futuro del Belpaese e per le nuove generazioni incluse da parte del sistema.
GIUSEPPA CAPPUCCIO, CARTONI ANIMATI A SCUOLA, CITTÀ APERTA EDIZIONI, TROINA, 2008
“I cartoni animati possono essere considerati un evento socio-culturale degli ultimi trent’anni; un evento che ha come palcoscenico il sofisticato apparato mondiale dei media e che ha permesso un incontro tra gli assetti culturali e mediatici della civiltà occidentale e gli scenari della cultura orientale contemporanea. Come già sottolineato più volte, i cartoni animati sono considerati spesso come un prodotto per bambini; in realtà essi oggi, si rivolgono all’intera famiglia, diventando anche uno spettacolo utile per riunire e commentare vicende spesso intrise di una morale particolare. E’ troppo semplicistico etichettare i cartoni animati come necessariamente divertenti e adatti ai bambini solo perché disegni animati; anche se negli anni i cartoni hanno modificato struttura e genere di storia, la loro capacità di coinvolgimento dei bambini rimane tutt’ora sottovalutata. L’applicazione delle regole del buon senso alla valutazione della adeguatezza, per fasce d’età, di un cartone animato non è di per sé errata ma può non bastare la complessità della problematica. E’ fondamentale, quindi, che insegnanti e genitori acquisiscano le competenze necessarie per poter scegliere cartoni animati adeguati allo sviluppo cognitivo, affettivo e relazionale dei bambini.” pp.31-32
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Scritto il 26 settembre 2010
Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
IL BELPAESE E LA SCUOLA
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA
13/09/2010
Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere.
Onestà intellettuale vuole che si ragioni anche sul fatto che la scuola pubblica non è una cosa importante neanche per la maggior parte degli italiani che in massa hanno votato per partiti politici di chiaro orientamento neoliberale: PDL e Lega Nord. Leggi il resto di questo articolo »
De Reditu Suo – 3° Libro – L’Italiano educato dagli stranieri invasori- 7° discorso
De Reditu Suo – Terzo Libro
L’Italiano educato dagli stranieri invasori- settimo discorso
25/07/2010
Del Professor I. Nappini
Quando i Re di Francia e di Spagna lottavano per imporre la loro egemonia sul continente Europeo all’inizio dell’Età Moderna le genti d’Italia consapevoli dell’esistenza dei fatti politici si dividevano fra filo-francesi e filo-spagnoli.
Per tutti gli altri la logica era il solito “Franza o Spagna purchè se magna” e l’eterno “Dove c’è Pane c’è Patria”, quest’ultimo motto più letterario che storico, è stato messo in bocca a un cavaliere mercenario in un romanzo dell’Ottocento, riflette bene la naturale inclinazione degli italiani. Leggi il resto di questo articolo »
De Reditu Suo – terzo libro: Si fa presto a dire scuola ….
De Reditu Suo – Terzo Libro
Si fa presto a dire scuola ….
24/04/2010
Del Prof. I. Nappini
Una delle cose che stupisce chi scrive è la facilità con cui si ragiona di scuola, CHIUNQUE CREDE IN MATERIA D’INSEGNAMENTO DI AVER LA SUA DOTTRINA INFALLIBILE.
C’è un motivo: insegnare e apprendere sono fatti banali e quotidiani nel mondo umano anche quando avvengono lontano da aule, dirigenti scolastici, insegnanti e registro di classe.
Tuttavia voglio ricordare una banalità assoluta che concerne l’insegnamento: IL PROFESSORE È NELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI CASI SOLO IN CATTEDRA. Leggi il resto di questo articolo »
De Reditu Suo – 2° libro: Il cadavere della vecchia borghesia
De Reditu Suo – Secondo Libro
Il cadavere della vecchia borghesia
07/04/2008
Del Prof. I. Nappini
La vecchia borghesia con la quale hanno litigato un po’ tutti e che in troppi, anche i borghesi, hanno maledetto e condannato alle fiamme dell’Inferno è morta.
Il cadavere è rimasto esposto più o meno per tre decenni ma solo in questo XXI secolo si riesce a cogliere il suo esser già polvere che si dissolve al vento.
Ormai si è concluso il suo processo di decomposizione.
I poteri di oggi sono poteri post-borghesi, hanno della borghesia antica e morta solo le forme esteriori perché nessuno ha imposto nuove forme in materia di abiti professionali o di forme esteriori della ricchezza e del prestigio sociale. Leggi il resto di questo articolo »
De Reditu Suo – 2° libro: Un presente politico di antichi incubi e scarse virtù
De Reditu Suo – Secondo Libro
Un presente politico di antichi incubi e scarse virtù
06/04/2010
Del Prof. I. Nappini
Le genti del Belpaese temono la povertà e la loro preoccupazione predominante sono i beni materiali in modo quasi ossessivo eppure a livello di comunicazione politica di continuo arrivano messaggi che rimandano a trapassati remoti, a miti politici novecenteschi, alle ideologie che hanno affogato nel sangue l’Europa nella prima metà del Novecento.
Dopo tanto straparlare di fascismo, razzismo, nazismo,comunismo sarebbe lecito che venissero al vasto pubblico presentate le forze che intendono rovesciare l’ordine costituito e parlo di forze credibili e non di minoranze di arrabbiati che si mettono addosso un vestito feroce per sembrar chissà chi.
Ebbene queste forze che dovrebbero essere distruttive ed eversive come quelle del Novecento non esistono, ci sono sì delle minoranze politiche che si rifanno a miti remoti, ma la loro forza reale e oggettiva è poca cosa rispetto a quella delle forze del passato alle quali dicono d’ispirarsi. Leggi il resto di questo articolo »
De Reditu Suo – 2° libro: La civiltà italiana come ricostruirla (VII)
De Reditu Suo – Secondo Libro
La civiltà italiana come ricostruirla (VII)
23/03/2010
Del Prof. I. Nappini
LA POSSIBILE RICOSTRUZIONE DELLA CIVILTÀ ITALIANA deve tener conto delle DIFFERENZE ENORMI CHE SEPARANO LE GENTI DELLA PENISOLA.
NEGARE LA DIVERSITÀ INTERNA al nostro belpaese, resa ancor più forte dalla presenza di decine di comunità di nuova emigrazione che portano con sé la loro cultura e ambizioni proprie di ascesa culturale e sociale, È UNA FOLLIA, fare ciò vuol dire negare l’evidenza della realtà. Leggi il resto di questo articolo »
De Reditu Suo – 2° Libro – La civiltà italiana come ricostruirla (IV)
De Reditu Suo – Secondo Libro
La civiltà italiana come ricostruirla (IV)
19/03/2010
Del Prof. I. Nappini
Il ragionamento sulla civiltà non è sensato se non si riesce a capire che una civiltà è qualcosa che sta dietro le ISTITUZIONI E I PARTITI POLITICI.
SI TRATTA DI UNA MASSA DI TRADIZIONI, COSTUMI, VICENDE STORICHE COMUNI.
La civiltà comprende anche i linguaggi e le realizzazioni artistiche o letterarie, più o meno coerenti fra loro, che creano la base sulla quale un potere legittimo può operare per dar seguito alla sua politica e alla redistribuzione delle risorse che controlla.
Ora il problema attuale è che ad oggi due condizioni allontano le diverse popolazioni italiane dalla creazione di un minimo di elementi di unità culturale e di vita civile. Leggi il resto di questo articolo »