Articoli marcati con tag ‘cittadinanza’

EMPOLI: CONSIGLIO COMUNALE del 27/12/2011 Un passo avanti verso la zona protetta dell’Arnovecchio

EMPOLI: CONSIGLIO COMUNALE del 27/12/2011
Un passo avanti verso la zona protetta dell’Arnovecchio
PUNTI SALIENTI
1) Conclusa la discussione sull’iniziativa popolare della legge sulla cittadinanza “L’Italia sono anch’io” con emendamento delle 5 Stelle;
2) Le 5 stelle tra lotta alla prostituzione e costituzionalità della legge Maroni: ma ci sono ancora prostitute ad Empoli, o no?;
3) I servizi socio – assistenziali restano in attribuzione alla ausl per un altro anno pare che dopo partiranno le 2 Società della Salute: al momento restano problemi legali;
4) ANPIL all’Arnovecchio: fatto un passo avanti, ma manca il regolamento, se ne parla tra 6 mesi, da segnalare il sostegno dell’UDC;
5) Occhio all’orto vicino alla zona di frenata dei treni: non sono terreni da generi alimentari!
Z) Continua a girare una voce: la Barnini si candiderà a Sindaco di Empoli e la Regini alla Camera!
28/12/2011
Di F. Allegri
Il consiglio comunale straordinario è ripartito dall’iniziativa di legge popolare sulla cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia che hanno completato gli studi obbligatori e superiori!
Ho perso l’inizio del dibattito, ma in compenso ho ripreso con la telecamera gran parte della seduta!
Sono arrivato in sala quando l’UDC stava finendo di esprimere il suo SI all’iniziativa, allontanandosi dal PDL che con Baroncelli ha ribadito il suo no.
Petrillo (lista Marconcini) è a favore, ma ha ricordato che il secondo governo Prodi avrebbe potuto abrogare la Bossi Fini e si è chiesto anche se questa legge troverà i favori del governo Monti. Leggi il resto di questo articolo »

EMPOLI: CONSIGLIO COMUNALE del 22/12/2011

EMPOLI: CONSIGLIO COMUNALE del 22/12/2011

Empoli contro il terrorismo di destra, ma nel modo sbagliato!

PUNTI SALIENTI

0) Oggi niente riprese, solo la mia cronaca ragionata;

1) Il consiglio incontra gli esponenti della comunità senegalese di Firenze;

2) La discarica di Ponzano, sembra vicina la bonifica dell’area;

3) La festa di S. Andrea divide i commercianti empolesi?

4) l’UDC e i terreni edificabili: la beffa dell’ICI del 2010 e le ragioni di Cioni per 26 giorni si rischia la stangata;

5) Rifondazione e l’ATO 2: anche per vedere l’inutilità dei referenda sull’acqua;

6) Occhio all’orto vicino alla zona di frenata dei treni: non sono terreni da generi alimentari!

7) Inizia il dibattito sulla delibera sull’iniziativa di legge popolare “L’Italia sono anche io” segnalo qui il duro scontro Petrillo – Sindaco sull’attentato di Firenze;

Z) Continua a girare una voce: la Barnini si candiderà a Sindaco di Empoli e la Regini alla Camera!

23/12/2011

Di F. Allegri

Ieri il consiglio comunale di Empoli ha voluto esprimere in modo forte la sua condanna dell’attentato terrorista verificatosi a Firenze nei giorni scorsi e ha realizzato due iniziative.

Prima c’è stato l’incontro del consiglio con Hassan Kebe vice – presidente della comunità senegalese di Firenze poi la discussione di una delibera di giunta tesa a sostenere l’iniziativa di legge popolare “L’Italia sono anch’io” sul diritto di cittadinanza ai figli di stranieri nati in Italia. Leggi il resto di questo articolo »

Le lotte dei consumatori in 10 punti

Le lotte dei consumatori in 10 punti
20 gennaio 2011
Di I. Nappini
Ho commentato uno scritto di Nader tradotto da Franco Allegri.
Questo era l’argomento: “Le lotte di Katsuko Nomura”*
Era uno scritto del 27/08/2010 di Ralph Nader che trattava di Katsuko Nomura – una costruttrice di gruppi del consumatore, cooperative di lavoro e per i diritti delle donne per oltre 55 anni in Giappone. Questa attivista per i diritti del consumatore se ne è andata all’età di 99 anni.
Per Ralph Nader questa donna fu una dei più importanti leader di lotte per i diritti del consumatore e per i diritti civili di tutto il mondo e secondo lui potrebbe essere considerata una cittadina del mondo per la vastità delle sue attività.
Questo pezzo fa pensare ad alcuni dati di fatto trascurati e ignorati in Italia. Ho deciso quindi di scrivere alcune impressioni intorno a questo pezzo che pone domande inquietanti sul nostro paese così meschino e ARRETRATO sul piano dei diritti e della consapevolezza. Leggi il resto di questo articolo »

SAGGIO BREVE La crisi politica italiana portata sotto il sole: leghismo, impotenza e prospettive deboli

SAGGIO BREVE
La crisi politica italiana portata sotto il sole: leghismo, impotenza e prospettive deboli

07/04/2011
Di F. Allegri
Il tema di oggi è interessante e difficile da ridurre all’interno di uno schema analitico.
Chi affronta questo tema devo superare le nebbie delle ideologie e gli ostacoli creati dalla disinformazione politica quotidiana.
Ci sono più fattori che indicano la crisi politica italiana e io cercherò di passarne in rassegna la maggior parte, senza dare ad uno la rilevanza esclusiva o maggioritaria: se ci saranno delle dimenticanze avrò il tempo per fare delle integrazioni con i commenti o nuovi articoli.
Non inizio dal Berlusconismo, ma dalla Lega.
Capirete poco sotto il motivo della mia scelta iniziale.
In ogni caso queste due realtà politiche hanno un Massimo comun divisore nel fatto che raccolgono i voti di chi un tempo votava la DC e il PSI.
Alle ultime elezioni regionali la Lega ha fatto il pieno di voti di persone che in gran parte non sono federaliste ma dei nordisti che non vogliono le autonomie ma i finanziamenti di Roma, non aspirano alla Padania ma ad un lavoro fisso e al successo personale.
Votano Lega perché pagano troppe tasse, perché così fan tanti e perché hanno capito meglio dei nostri politici la lezione del 1989 e anche quella del 1992.
Nemmeno la Lega rappresenta gran parte di questo nord Italia che in passato votava soprattutto la DC e viveva un perenne distacco dalla politica, ma due anni fa essa ha avuto la fiducia di molti di loro e hanno preferito la Lega al PDL.
C’era un legame non politico che legava queste genti a quei partiti e sempre questo nodo influisce sulle scelte di oggi: CHI È DISTACCATO DALLA COSA PUBBLICA PERCHÉ PRESO DAI SUOI INTERESSI QUOTIDIANI VUOLE UNA POLITICA SEMPLICE E A SUO FAVORE, VUOLE VEDERE IL LESSO, COME SI DICE. In concreto, si tratta di forme parziali di cittadinanza.
Il nordico vuole la politica al suo servizio anche perché lui paga tante tasse, lo ripeto.
Una volta compreso questo concetto, bisogna cercare di stabilire se la Lega sarà in grado di rispondere alle aspettative che gli italiani del nord pongono da sempre e che si accentuano in tempi di crisi.
L’alluvione che a novembre colpì il Veneto è stata una prima dimostrazione dell’incapacità leghista di affrontare una crisi di quelle che il nostro paese vive con periodicità: prevenzione zero potrebbe essere il motto.
Il collateralismo acritico alle scelte personali del governo Berlusconi potrebbero essere una seconda dimostrazione.
Infine l’aggravamento della crisi dovuto alla guerra di Libia potrebbe dare una terza conferma.
Basterà il riportare al nord una parte dei 55 miliardi che ogni anno vengono trasferiti al sud?
Con il federalismo comunale dovrebbero tornare indietro 10 miliardi, forse qualcosa meno vista la crisi appena rammentata.
Forse basterà perché la Lega lavora spesso in un deserto politico e culturale creato dalla disinformazione e si nutre di quel poco di pensiero politico che nasce spontaneamente in ogni realtà sociale organizzata con tecniche depoliticizzanti.
Forse non basterà perché il nord Italia è più evoluto e moderno della Lega in ogni sfera del pensiero umano e dell’agire quotidiano.
Solo il tempo ci dirà se il nord che produce tutto sarà in grado di produrre pensiero politico e politici migliori che pesano l’importanza e l’attinenza alla realtà delle cose che dicono i politicanti e i disinforma tori, in ogni caso non prevedo sviluppi a sinistra.
IO CONSIDERO LA LEGA UN INDICATORE DELLA CRISI POLITICA ITALIANA, IN PARTICOLARE MI INDICA LA MANCANZA DI COSCIENZA POLITICA E I LIMITI DELLA PARTECIPAZIONE ALLA VITA PUBBLICA.
La Lega indica anche i limiti della spinta al cambiamento di questo paese: si tratta di un partito che ha un’anima democristiana e forse anche un passato politico simile, certamente ce l’ha culturale.
Ad esempio, è questa lega democristiana che non vuole e non concepisce l’abolizione o la drastica riduzione delle province, degli 8000 comuni e forse anche di qualche regione.
Io sono convinto che la Lega non porterà nessuna innovazione in più al nord, ma su questo il passare del tempo potrebbe farmi ricredere e salvo qui una parte del decentramento comunale in corso di realizzazione.
Ora passo ad un secondo fattore di crisi: gli attacchi impotenti al “Berlusconismo”.
In questo contesto anche l’attacco vincente, ma ingiusto al ministero Bondi si può considerare come uno dei tentativi goffi ed elettoralistici di far finta di colpire il suo presidente del consiglio. Rammento qui che Bondi è uno dei pochi Berlusconiani con un passato noto di sinistra! Anche questo influisce nel verificarsi di meschinità quotidiane.
Da Bondi passo a Fini per dire che 16 anni sono troppi per capire i limiti politici del Berlusconismo e per constatare che se sono serviti tanti anni ci sono motivi seri da cercare.
Ho sempre avuto delle perplessità sul rapporto tra destra e moralità (come ce l’ho anche su sinistra e moralità) perché io preferisco l’abbinamento destra – centri di potere e anche sinistra – centri di potere.
Di sicuro il Fini è divenuto l’ariete per buttare giù il castello del Berlusconismo, ma si tratta di un ariete piccolo e non si capisce dove siano i confini tra le realtà politiche.
La mia impressione è che Fini attacchi Berlusconi perché vuole subordinare l’alleanza tra Lega e PDL che da tempo e ai suoi occhi ha natura preferenziale.
Aggiungo qui che solo in Italia un presidente della camera può essere considerato super partes, nei paesi normali ci si limiterebbe a richiedere l’applicazione di regolamenti che possono essere ingiusti, ma sempre chiari.
A molti commentatori le scelte di Fini sono sembrate modeste, molti hanno trasferito le proprie debolezze frustrazioni e impotenze sul politico di destra. Io ho un’idea diversa che non si è mai aspettata molto da Fini e che si basa su due principi:
a) si può colpire Berlusconi solo se si indebolisce quella parte corposa (non totale) della casta che lo sostiene per interesse.
b) non si può pensare che qualcuno faccia il lavoro necessario in nostro nome, siamo noi che dobbiamo riprenderci i nostri comuni, le province (se interessano), le regioni e su su a salire!
Il viaggio è lungo e l’arrivo non è certo.
Fini ha da ricostruire un centro destra con le forze cattoliche, so che è un lavoro che serve al paese, io ho altro da fare!
Per questo ora vado a sinistra e qui trovo quattro protagonisti, anzi due più due.
Da un lato metto Renzi e Di Pietro, dall’altro Vendola e Grillo.
Il primo e il terzo sono delle illusioni, verso il secondo e il quarto ho delle aspettative.
Per me Renzi punta solo ad un futuro personale parlamentare, tutto lecito, ma per me non meritevole del mio impegno e nemmeno di quello di tanti democratici. Il parlamento può fare a meno di lui e delle sue costose tecniche di comunicazione politica!
Sul Vendola ho già scritto, posso dire che non ho cambiato opinione e che non vedo novità: continuo a credere che il sostegno pronosticato alla sua azione politica non esiste e in ogni caso non mi parrebbe meritato.
Il Di Pietro furioso non mi piace: alle europee il suo partito ha avuto un buon risultato che posso considerare meritato, ma dopo ho visto errori e vecchie divisioni. Ho scritto anche che Di Pietro doveva consolidare quel risultato organizzando il partito. Non mi pare che lo stia facendo e io non credo che l’IDV possa crescere con discorsi di fuoco espressi anche in dialetto.
Per me, Grillo ha già dato. Credo che presto avremo nuovi eletti in vari comuni, ma la prospettiva è quella di un secondo partito radicale, più popolare e locale, con una tendenza alla destra e al populismo. Mi aspetto poco e in parte male!
Per tutto questo posso dire che l’Italia politica è più arretrata della sua società civile e del suo sistema produttivo. Io individuo il cuore del problema nella CITTADINANZA PARZIALE.
Non chiedo rinnovamenti e istituzioni spaziali, qui non si è ancora capito il principio della sovranità popolare che non è una figura retorica, ma prima di tutto è l’assunzione delle proprie responsabilità.
——
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Ora si occupa del tesoretto di Tremonti. Su Facebook è Futuro Ieri.

Critiche ed elogi a Marco Travaglio

Critiche ed elogi a Marco Travaglio
25/02/2011
Di F. Allegri
Ultimamente ho criticato gli scritti del blog di Corrias, Gomez, Travaglio e anche oggi non potrò esimermi dal non farlo perché commenterò un pezzo molto interessante.
Si tratta del pezzo del 14 ottobre 2010, pubblicato anche dal Fatto Quotidiano e titolato: “Fini, ultima chiamata”.
Il pezzo inizia valutando il rapporto tra televisione e politica ovvero tra la politica e lo spettacolo noioso del teatrino italiano che spesso si svolge anche negli studi di Annozero, il palcoscenico più popolare e di sinistra della televisione pubblica italiana.
Nel mese di ottobre il nervosismo politico era massimo, si preparavano le sfide parlamentari che ci sono state tra dicembre e gennaio ed uno dei luoghi dello scontro fu la Rai.
Questo è un terreno di scontro permanente e da ottobre è divenuto un duello incarnato dal conduttore, ex parlamentare europeo, Santoro e dal burocrate di turno tal Masi. Il pezzo ci ricorda tutti gli attacchi subiti da Santoro negli anni passati e io constato la stranezza della santa alleanza Travaglio – Santoro.
Forse il professor Nappini pensa a loro due quando scrive Il Fascista Immaginario? Un destro e un sinistro a braccetto!
Tornando al “Fini ultima chiamata” rammento che questo scritto uscì nei giorni del bicchiere e non dimenticò questa vicenda troppo legata a quell’Italia delle tempeste nel bicchier d’acqua, per l’appunto.
Anche oggi lo scontro in RAI continua, ma pare superato e comunque con o senza Annozero voi restate un popolo di disinformati. Meriterebbe una riflessione a parte il contratto di Vauro anche perché la parte dedicata a lui è la migliore della trasmissione, raramente me la perdo!
Io vedo di rado Annozero, ma partecipai alla diffusione di RAI PER UNA NOTTE un’esperienza che considero come il momento più alto della lotta per la libera informazione.
Io avrei ripetuto e sviluppato quella iniziativa che viceversa può apparire (con qualche fondamento) come un momento pre – elettorale.
La parte centrale dello scritto è dedicata al rapporto tra costituzione e politica e Travaglio mi dice: “NELLA PRIMA REPUBBLICA I PARTITI, PUR CORROTTI, RAPPRESENTAVANO MILIONI DI PERSONE E CULTURE VERE, FIGLIE MAGARI DEGENERI DELLA COSTITUENTE, DUNQUE ANCHE I CENSORI CERCAVANO DI NON VIOLENTARE COSÌ PLATEALMENTE LA COSTITUZIONE. IN QUESTO GROTTESCO CREPUSCOLO DELLA SECONDA SON SALTATE TUTTE LE MARCATURE E NON SI RISPETTANO PIÙ NEMMENO I FONDAMENTALI”.
Questo discorso merita due riflessioni.
E’ indubbio che i partiti di allora fossero rappresentativi di milioni di persone meno le varie zone di voto di scambio e/o di voto ideologico coartato, ma nel complesso la rappresentatività c’era.
Sul secondo punto sono più perplesso, quelle culture non erano figlie della costituzioni, erano le madri e i padri di una bambina che nacque vecchia.
Di seguito leggo “ANCHE I CENSORI CERCAVANO DI NON VIOLENTARE COSÌ PLATEALMENTE LA COSTITUZIONE”. Io ho un ricordo diverso, rammento la costituzione attuata a pezzo e bocconi e le critiche al cattivo funzionamento di quelle istituzioni, i governi balneari e i parlamenti instabili.
Ricordo anche i 15 anni di discussioni sulle riforme e non li dimentico.
Alla fine del pezzo in maiuscolo leggo che oggi non si rispettano più nemmeno i fondamentali di tale costituzione e qui la correzione a Travaglio va fatta con la penna azzurra.
Il mondo governativo non appartiene alla storia e alla politica che fece quella carta e non si può mai scordare che esiste un legame forte tra costituzione e politica solo se le forze politiche che fondano uno stato sono anche quelle che lo amministrano.
Serve un nuovo patto costituzionale, se possibile e non l’adorazione di un documento che appartiene a un mondo che non c’è più e che a ben vedere non c’è nemmeno mai stato.
NEL FINALE lo scritto del blog migliora e fa riflessioni condivisibili sul CONFLITTO D’INTERESSE.
Concordo sul discorso delle TV controllate dal governo (non da ora però) e concordo sul fatto che non si può criticare solo il Masi o solo lui insieme a Minzolini.
A me non piace nemmeno il TG 3 della Berlinguer, alcune sere è inguardabile e non mi basta il TG di Mentana. Non è un fatto personale, io ho internet e so trovare tutte le fonti migliori, ma l’italiano medio è imbottigliato.
Anche sul discorso sui servizi pubblici non posso concordare con Travaglio.
I servizi pubblici sono una chimera tutta italiana, non solo quello televisivo è insoddisfacente.
Sono d’accordo sul fatto che c’è un conflitto d’interessi, ma da anni mi chiedo chi possa e sappia risolverlo.
Prima avevo sbagliato a digitare e avevo scritto CONSIGLIO D’INTERESSI. L’intuizione non è male.
Come sapete, nel frattempo io faccio come posso quel che devo. Sempre meglio, mi rendo conto!
Qui sono d’accordo con Travaglio. Concordo quando dice: “LO PUÒ RISOLVERE IL PD? NO CHE NON PUÒ, NÈ VUOLE: HA AVUTO DUE OCCASIONI D’ORO PER SMANTELLARLO UNA VOLTA PER TUTTE, MA HA PREFERITO METTERSI D’ACCORDO COL TITOLARE DEL MEDESIMO”.
Io capii che le cose sarebbero andate in questo modo nei primi mesi del primo governo prodi, era l’altro millennio e fu allora che inventai l’idea delle leggi ad personas.
Solo alla fine l’articolo parla di Fini e lo fa per invitarlo a sbloccare l’impasse e a denunciare il conflitto d’interesse.
Queste considerazioni finali mi sembrano un mix di diffidenza e confusione: Fini non può dialogare con Travaglio e deve trovare una sua critica al conflitto di interesse! E’ certo che il conflitto di interessi grava anche sulla schiena di Fini, ma già vari finiani possono pensare diversamente …..
Certamente il modo migliore di rilevare tale conflitto è di cercarlo nelle discriminazioni vecchie e nuove, ma la soluzione dove la troviamo?
Solo quando Fini sarà penalizzato in TV (e lo sarà come lo è stato) o sui giornali potremo vedere il suo impegno su tale problema, non prima: ad oggi non c’è.
In confidenza, non credo che anche lui potrà fare molto.
L’Italia resta un teatrino politico e purtroppo questo si rivela anche oggi come un labirinto per i cittadini e una prigione dorata per i vertici.
Fino a quando?
Io vedo con voi i fuochi nel mediterraneo e ho letto alcuni giornali inglesi sulla rivoluzione in Egitto.
Se la crisi attraverserà il mare, potrà farlo anche nei prossimi mesi e al momento non so se arriverà qui o nella penisola iberica.
Credo che come sempre lo saprò per primo!
In ogni caso l’ultima chiamata fu fatta proprio in ottobre e fu per l’Italia, ormai è certo, servirà il tesoretto di Tremonti, se esiste ed è consistente!
Travaglio chiuse così: “SE FLI, PD, IDV E UDC VOGLIONO UN GOVERNO A TEMPO CHE PREPARI ELEZIONI FINALMENTE LIBERE, LA PIANTINO DI PARLARE SOLO DI NORME ELETTORALI E PRESENTINO UNA LEGGE SEMPLICE SEMPLICE: FUORI LA POLITICA DALLA RAI, FUORI DALLA POLITICA CHI CONTROLLA TV E GIORNALI. TUTTO IL RESTO È CHIACCHIERA. ANZI, ZIMBABWE”.
Tale legge al momento non c’è e quindi dovremmo essere allo Zimbabwe.
Due mesi fa eravamo 75esimi per l’informazione, non so quale posto occupi lo Zimbabwe, ma stati simili sono avanti a noi!
Domani altro pezzo di Travaglio, del resto ne ho parlato poco ultimamente.
————-
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

Il Berlusconismo come tre grandi illusioni politiche

Il Berlusconismo come tre grandi illusioni politiche
19/01/2011
Di F. Allegri
Il pezzo del blog di Corrias, Gomez, Travaglio del 15 settembre 2010 che commento oggi mi piace soprattutto per il titolo: “Digitale extraterrestre”.
Questo titolo poteva avere uno svolgimento diverso e criticare ugualmente il Berlusconismo.
Poteva partire dal fatto che con il digitale terrestre il conflitto di interesse del premier entra nelle case degli italiani.
Poteva dire che il digitale terrestre rappresenta una forma falsa di progresso tecnologico.
Poteva dire che il digitale segnerà la nuova divisione fra mondo sviluppato e sottosviluppato.
Leggi il resto di questo articolo »

CRISI E CITTADINANZA IN ITALIA

SCRITTI DI POLITICA RELIGIOSA
CRISI E CITTADINANZA IN ITALIA

22/09/2010
Di F. Allegri
Torno a riflettere sul libro di Ralph Nader: “Only super rich can save us!” e cerco di applicare la sua idea alla realtà politica e sociale italiana.
Sono cosciente che la cultura italiana stagnante non è pronta a capire ed accogliere questa idea e queste proposte. Il marxismo residuale è prigioniero dell’inganno della “lotta di classe per se” e vede questa realtà solo come collaborazione con il traditore del nemico. Il liberale illuso vagheggia che sempre il grande imprenditore è un benefattore del popolo. Il democratico orfano e parricida di Veltroni vede nel ricco una nuova specie di indipendente di sinistra ma isolato e periferico, pensate ai Calearo o ai Colaninno. Chi mi rimane? Forse sarò miope, ma io vedo solo il mondo cattolico e in misura minore il volontariato sociale laico! Io credo che questo avrebbe delle difficoltà ad accettare il ricco virtuoso, esso è condizionato dalle solidarietà quotidiane e solo un forte animo nobile potrebbe condurlo ad una prossimità a questa teoria. Al massimo vedo la sottomissione ad un’idea simile, come hanno fatto in tanti per la cosa di Occhetto prima e l’essere del PDS dopo. I cattolici e gli ispanici in USA possono accogliere l’idea del ricco benefattore, magari pio e devoto alla chiesa poi c’è questa ultima con la sua grande struttura. Io non sono un clericale, vado a messa 3 volte l’anno se ci vado, ma conosco la bibbia e ho studiato più la teologia che la filosofia (solo quella politica). Conosco il clero, la sua organizzazione e il suo modo di pensare: anzi per me la dottrina sociale della chiesa rappresenta un pensiero più vasto di quello contenuto nel libro di Nader e ha gli stessi propositi. Leggi il resto di questo articolo »

De Reditu Suo – 2° libro: La civiltà italiana come ricostruirla (XII)

De Reditu Suo – 2° libro
La civiltà italiana come ricostruirla (XII)

01/04/2010
Del Prof. I. Nappini
Il Belpaese è stanco, eppure proprio in questi anni si fa urgente la necessità di ripensare e costruire una comune civiltà per le diverse e disperse genti del Belpaese che vada oltre le inimicizie politiche, le roboanti dichiarazioni retoriche di un nazionalismo virtuale, le polemiche di campanile, gli egoismi sociali, le aspre differenze di ceto sociale e di prospettive.
Prima tutto era semplice, di fatto i partiti politici erano collegati con gli umori e le tensioni di tanta parte della popolazione italiana e in qualche modo collegavano l’elettorato con le tensioni e l’attività politica. Leggi il resto di questo articolo »

Cittadinanza Onoraria a Giuseppe Masciari

Cittadinanza Onoraria a Giuseppe Masciari
NON RINUNCIATE AL DIRITTO ALLA DENUNCIA

22 maggio 2010
Di F. Allegri
Al Cinema “La Perla” era presente un folto pubblico di giovani e cittadini, anche per questo possiamo dice che ce l’abbiamo fatta, io e la lista a 5 Stelle più di altri, ma credo che sia la vittoria di tutti, di chi non c’era e di chi arrivato per ultimo e magari è ancora frastornato dalle sue fatiche che lasciano il tempo che trovano. Leggi il resto di questo articolo »

Consiglio Comunale n°20 23/11/2011 PUA
Consiglio Comunale n°21 28/11/2011
Parassiti: spot istituzionale
Conto alla rovescia
febbraio: 2012
L M M G V S D
« gen    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
272829