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La Corte Suprema Societaria
Nell’Interesse Pubblico
La Corte Suprema Societaria
18/07/2011
Di Ralph Nader
Cinque Giudici della Corte Suprema — Scalia, Thomas, Roberts, Alito e Kennedy sono convinti (sui punti chiave dei dettati giudiziari, la legislazione giudiziaria e i giudici ideologici puri) di una supremazia mega-societaria sui diritti e i trattamenti degli individui.
L’entità artificiale detta “the corporation” non è menzionata nella nostra Costituzione il cui preambolo inizia con “We the People”, non “We the Corporation”.
Se messe insieme le decisioni opprimono in modo forte i precedenti sensibili strappando parte dello stato di common law sugli atti illeciti e bloccano le class actions mettendo da parte i verdetti della giuria, limitando il “diritto a fare causa” della gente, occupando le giurisdizioni statali — tutto serve a centralizzare il potere e a darlo ai conquistadores societari. Ecco gli esempi. (vedi anche thecorporatecourt.com).
Ricordata la disastrosa perdita di petrolio della Exxon Valdez nel Prince William Sound in Alaska di ventidue anni fa?
Ciò distrusse la vita marina e i sostentamenti di molti proprietari terrieri, pescatori e nativi dell’Alaska.
I suoi effetti tossici sono continuati fino ad oggi. Leggi il resto di questo articolo »
Monologo sul Lavoro
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
La recita a soggetto (quarto dialogo)
Monologo sul Lavoro
02 Novembre 2010
Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo Pisani si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco preoccupati da uno strano annuncio. I due dopo anni si parlano di persona.
Francesco si alza e gira per il corridoio, poi osserva la finestra che dà sul giardino, Marco resta seduto e l’osserva. Poi si alza lentamente, con pigrizia.
FRANCESCO: Sei ingiusto. Vedi nella mia sfortuna del momento una pena, mi imputi senza motivo il marchio dell’incapacità. NON C’È COLPA NÉ MERITO NEL MONDO CHE È A CASO E VA VERSO IL NULLA. FELICE È CHI GODE DEL QUI E ORA, TUTTO SI CONSUMA E NULLA SI CREA. Perché lasciare il bene o il giusto a chi verrà dopo di noi, costoro potrebbero essere i figli di coloro che ci hanno truffati, derubati, messi sotto accusa o peggio. Perfino i figli e nipoti di cattivi clienti e cattivi pagatori. Chi crea, chi lascia, può creare per altri e chi è l’altro? Non lo conosco! CONOSCO CIÒ CHE È MIO, CIÒ CHE MI FA FELICE QUI E ORA, CIÒ CHE È UTILE. La gente soffre? Non è colpa mia. Mi spiace per loro. Spero di lasciare nulla nemmeno la mia ombra su questo Belpaese che disprezzo con tutta la mia anima. Quel che faccio nel commercio e nelle mediazioni è una necessità per non soffrire io stesso. Devo credere al potere mistico del denaro? NON CREDO SIA NECESSARIO, A QUESTA SOCIETÀ BASTA CHE CONTROLLI LA PRODUZIONE DI QUALCHE AZIENDA TRASFERITA IN ROMANIA O IN SERBIA O IN UCRAINA CHE PORTA LA MERCE QUI E FA FALLIRE LE PRODUZIONI LOCALI PER LA FELICITÀ DEI MIEI RICCHI DATORI DI LAVORO. NON CONTA TUTTO IL RESTO. DEVO ESSERE RAPIDO E PORTARE RISULTATI, CHI SONO NON IMPORTA A NESSUNO, NEANCHE A ME.
MARCO: Poeta! Ora voglio parlarti del lavoro. MI SONO LETTO LA COSTITUZIONE, QUELLA IN CUI NON HO MAI CREDUTO. Così recita il Primo Articolo: L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Vogliamo parlarne?
FRANCESCO: Di cosa? Costituzione? Democrazia? Popolo? O peggio di Lavoro?
MARCO: Di lavoro. Voglio parlare di lavoro. Inizio a dire, secondo verità e giustizia, che questa cosa del lavoro che corona e giustifica la libertà e l’appartenenza a un popolo libero è oggi una truffa e un crimine contro la verità. Il lavoro è merce. Merce che va, merce che viene. Come può la merce fondare la libertà di tutti, lo Stato, la giustizia, la dignità della Patria. Io e i miei soci se per produrre calzature, bottoni, vestiti o altro ancora se troviamo caro il lavoro, anche a nero, qui in Italia andiamo in Romania, in Bulgaria, nella Repubblica Ceca, in Ucraina o perché no anche in Serbia. Poi con le leggi che stroncano i dazi e rendono possibile la circolazione di macchinari industriali e di capitali si fa la fabbrica, si sfrutta la gente povera del luogo con la promessa di sorti magnifiche e progressive e si porta tutto il prodotto in Italia, in Europa, dovunque. Se le cose si mettono male perché protestano i rossi e i sindacalisti neri arrivano i miracoli. MIGLIAIA DI MIGLIAIA DI LAVORATORI NORDAFRICANI, ORIENTALI, ASIATICI, SLAVI, RUMENI, ALBANESI REGOLARIZZATI CON QUALCHE SANATORIA CHE CREA UN ESERCITO DI DISOCCUPATI DI RISERVA PER ABBASSARE LE PRETESE DEI NOSTRI E GETTARE FUMO NEGLI OCCHI ALLE ANIME BELLE DELLA SINISTRA RADICAL-CHIC. Miracoli. Grandi miracoli. Manodopera a basso costo non mancherà mai in Italia e nel mondo e qui ci sono molti retori da strapazzo che per una mancia da poco lodano la SOCIETÀ MULTIRAZZIALE che esiste solo nelle loro fantasie malate e nelle menzogne che propinano ai cretini e alla gente idiota. ESISTE UN SOLO PRINCIPIO: IL POTERE SU UOMINI E COSE DELLA NATURA CHE È CREATO DAL DENARO CHE TUTTO DOMINA E TUTTO MUOVE. Se non basta i miei padroni e i loro finanziatori, che sono anche i tuoi, allargano i cordoni della borsa e si comprano la politica, i giornalisti, la televisione e mandano questo mondo umano di sfruttati e di consumatori scemi dove vogliono. Gli esseri umani sono come la plastilina che usano i bambini o come la creta dei vasai e degli artisti. Chi può dare forma a ciò che è indistinto crea e dà senso, la materia deve seguire la mano che opera. Così sono gli umani di questo tempo: cose che vengono comprate, vendute, lavorate, trasformate, distrutte, ricomposte. IL LAVORO OGGI COME OGGI È SOLO UNA DELLE FORME NELLE QUALI IL FORTE ESERCITA IL POTERE SUL DEBOLE. Come può una delle forme del dominio dei pochi sui molti trasformarsi nella forma della libertà di tutti. Non può. NOI QUI NEL BELPAESE VIVIAMO UNA FRODE IMMENSA E TRASFORMIAMO UNA LIBERTÀ CHE CI È IGNOTA IN UNA FANTASIA DELLA RETORICA POLITICA E GIORNALISTICA. Libero è il denaro e chi esercita il potere attraverso esso, e tu mio caro fratello poeta e cialtrone fingi una forza che non hai. Tu soffri il fatto di non essere ricco sfondato, temi un giorno di far la fine dei tuoi sfruttati. C’è un solo uomo libero oggi: l’uomo ricco e una sola possibilità di essere liberi. Si è liberi se si esercita un dominio proprio, privato, egoistico.
FRANCESCO: Ciò che ieri era vivo, oggi che ti ascolto, capisco che è morto da anni.
MARCO: Ciò che prima era vivente oggi si chiama illusione e non è cosa per uomini forti e ricchi.
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Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
Per una qualche settimana il teatro su Empolitica si riposa, ma gli scritti del professor Nappini torneranno la prossima settimana con una riflessione dal titolo: “Il Belpaese e le sue paure: Fine dell’impero?”
Critiche ed elogi a Marco Travaglio
Critiche ed elogi a Marco Travaglio
25/02/2011
Di F. Allegri
Ultimamente ho criticato gli scritti del blog di Corrias, Gomez, Travaglio e anche oggi non potrò esimermi dal non farlo perché commenterò un pezzo molto interessante.
Si tratta del pezzo del 14 ottobre 2010, pubblicato anche dal Fatto Quotidiano e titolato: “Fini, ultima chiamata”.
Il pezzo inizia valutando il rapporto tra televisione e politica ovvero tra la politica e lo spettacolo noioso del teatrino italiano che spesso si svolge anche negli studi di Annozero, il palcoscenico più popolare e di sinistra della televisione pubblica italiana.
Nel mese di ottobre il nervosismo politico era massimo, si preparavano le sfide parlamentari che ci sono state tra dicembre e gennaio ed uno dei luoghi dello scontro fu la Rai.
Questo è un terreno di scontro permanente e da ottobre è divenuto un duello incarnato dal conduttore, ex parlamentare europeo, Santoro e dal burocrate di turno tal Masi. Il pezzo ci ricorda tutti gli attacchi subiti da Santoro negli anni passati e io constato la stranezza della santa alleanza Travaglio – Santoro.
Forse il professor Nappini pensa a loro due quando scrive Il Fascista Immaginario? Un destro e un sinistro a braccetto!
Tornando al “Fini ultima chiamata” rammento che questo scritto uscì nei giorni del bicchiere e non dimenticò questa vicenda troppo legata a quell’Italia delle tempeste nel bicchier d’acqua, per l’appunto.
Anche oggi lo scontro in RAI continua, ma pare superato e comunque con o senza Annozero voi restate un popolo di disinformati. Meriterebbe una riflessione a parte il contratto di Vauro anche perché la parte dedicata a lui è la migliore della trasmissione, raramente me la perdo!
Io vedo di rado Annozero, ma partecipai alla diffusione di RAI PER UNA NOTTE un’esperienza che considero come il momento più alto della lotta per la libera informazione.
Io avrei ripetuto e sviluppato quella iniziativa che viceversa può apparire (con qualche fondamento) come un momento pre – elettorale.
La parte centrale dello scritto è dedicata al rapporto tra costituzione e politica e Travaglio mi dice: “NELLA PRIMA REPUBBLICA I PARTITI, PUR CORROTTI, RAPPRESENTAVANO MILIONI DI PERSONE E CULTURE VERE, FIGLIE MAGARI DEGENERI DELLA COSTITUENTE, DUNQUE ANCHE I CENSORI CERCAVANO DI NON VIOLENTARE COSÌ PLATEALMENTE LA COSTITUZIONE. IN QUESTO GROTTESCO CREPUSCOLO DELLA SECONDA SON SALTATE TUTTE LE MARCATURE E NON SI RISPETTANO PIÙ NEMMENO I FONDAMENTALI”.
Questo discorso merita due riflessioni.
E’ indubbio che i partiti di allora fossero rappresentativi di milioni di persone meno le varie zone di voto di scambio e/o di voto ideologico coartato, ma nel complesso la rappresentatività c’era.
Sul secondo punto sono più perplesso, quelle culture non erano figlie della costituzioni, erano le madri e i padri di una bambina che nacque vecchia.
Di seguito leggo “ANCHE I CENSORI CERCAVANO DI NON VIOLENTARE COSÌ PLATEALMENTE LA COSTITUZIONE”. Io ho un ricordo diverso, rammento la costituzione attuata a pezzo e bocconi e le critiche al cattivo funzionamento di quelle istituzioni, i governi balneari e i parlamenti instabili.
Ricordo anche i 15 anni di discussioni sulle riforme e non li dimentico.
Alla fine del pezzo in maiuscolo leggo che oggi non si rispettano più nemmeno i fondamentali di tale costituzione e qui la correzione a Travaglio va fatta con la penna azzurra.
Il mondo governativo non appartiene alla storia e alla politica che fece quella carta e non si può mai scordare che esiste un legame forte tra costituzione e politica solo se le forze politiche che fondano uno stato sono anche quelle che lo amministrano.
Serve un nuovo patto costituzionale, se possibile e non l’adorazione di un documento che appartiene a un mondo che non c’è più e che a ben vedere non c’è nemmeno mai stato.
NEL FINALE lo scritto del blog migliora e fa riflessioni condivisibili sul CONFLITTO D’INTERESSE.
Concordo sul discorso delle TV controllate dal governo (non da ora però) e concordo sul fatto che non si può criticare solo il Masi o solo lui insieme a Minzolini.
A me non piace nemmeno il TG 3 della Berlinguer, alcune sere è inguardabile e non mi basta il TG di Mentana. Non è un fatto personale, io ho internet e so trovare tutte le fonti migliori, ma l’italiano medio è imbottigliato.
Anche sul discorso sui servizi pubblici non posso concordare con Travaglio.
I servizi pubblici sono una chimera tutta italiana, non solo quello televisivo è insoddisfacente.
Sono d’accordo sul fatto che c’è un conflitto d’interessi, ma da anni mi chiedo chi possa e sappia risolverlo.
Prima avevo sbagliato a digitare e avevo scritto CONSIGLIO D’INTERESSI. L’intuizione non è male.
Come sapete, nel frattempo io faccio come posso quel che devo. Sempre meglio, mi rendo conto!
Qui sono d’accordo con Travaglio. Concordo quando dice: “LO PUÒ RISOLVERE IL PD? NO CHE NON PUÒ, NÈ VUOLE: HA AVUTO DUE OCCASIONI D’ORO PER SMANTELLARLO UNA VOLTA PER TUTTE, MA HA PREFERITO METTERSI D’ACCORDO COL TITOLARE DEL MEDESIMO”.
Io capii che le cose sarebbero andate in questo modo nei primi mesi del primo governo prodi, era l’altro millennio e fu allora che inventai l’idea delle leggi ad personas.
Solo alla fine l’articolo parla di Fini e lo fa per invitarlo a sbloccare l’impasse e a denunciare il conflitto d’interesse.
Queste considerazioni finali mi sembrano un mix di diffidenza e confusione: Fini non può dialogare con Travaglio e deve trovare una sua critica al conflitto di interesse! E’ certo che il conflitto di interessi grava anche sulla schiena di Fini, ma già vari finiani possono pensare diversamente …..
Certamente il modo migliore di rilevare tale conflitto è di cercarlo nelle discriminazioni vecchie e nuove, ma la soluzione dove la troviamo?
Solo quando Fini sarà penalizzato in TV (e lo sarà come lo è stato) o sui giornali potremo vedere il suo impegno su tale problema, non prima: ad oggi non c’è.
In confidenza, non credo che anche lui potrà fare molto.
L’Italia resta un teatrino politico e purtroppo questo si rivela anche oggi come un labirinto per i cittadini e una prigione dorata per i vertici.
Fino a quando?
Io vedo con voi i fuochi nel mediterraneo e ho letto alcuni giornali inglesi sulla rivoluzione in Egitto.
Se la crisi attraverserà il mare, potrà farlo anche nei prossimi mesi e al momento non so se arriverà qui o nella penisola iberica.
Credo che come sempre lo saprò per primo!
In ogni caso l’ultima chiamata fu fatta proprio in ottobre e fu per l’Italia, ormai è certo, servirà il tesoretto di Tremonti, se esiste ed è consistente!
Travaglio chiuse così: “SE FLI, PD, IDV E UDC VOGLIONO UN GOVERNO A TEMPO CHE PREPARI ELEZIONI FINALMENTE LIBERE, LA PIANTINO DI PARLARE SOLO DI NORME ELETTORALI E PRESENTINO UNA LEGGE SEMPLICE SEMPLICE: FUORI LA POLITICA DALLA RAI, FUORI DALLA POLITICA CHI CONTROLLA TV E GIORNALI. TUTTO IL RESTO È CHIACCHIERA. ANZI, ZIMBABWE”.
Tale legge al momento non c’è e quindi dovremmo essere allo Zimbabwe.
Due mesi fa eravamo 75esimi per l’informazione, non so quale posto occupi lo Zimbabwe, ma stati simili sono avanti a noi!
Domani altro pezzo di Travaglio, del resto ne ho parlato poco ultimamente.
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.
De Reditu Suo – 3° Libro: L’articolo 1 della costituzione della Repubblica italiana
De Reditu Suo – Terzo Libro
L’articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana
20/04/2010
Del Prof. I. Nappini
L’articolo 1 della Costituzione Italiana presenta una Repubblica fondata sul lavoro.
Precisamente:“L’ITALIA È UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO. LA SOVRANITÀ APPARTIENE AL POPOLO CHE LA ESERCITA NELLE FORME E NEI LIMITI DELLA COSTITUZIONE”.
Il lavoro è il fondamento riconosciuto della vita civile e sociale della Repubblica Italiana, il problema è: che cosa è oggi per milioni d’italiani il lavoro?
Il lavoro oggi è precario, instabile e spesso pagato poco e questa realtà è aggravata dalla crisi e dall’emergere di nuovi imperi globali con nuove minoranze al potere che vogliono trasformarsi in una sorta di nuova aristocrazia della finanza e del potere in grado di condizionare la vita di milioni d’esseri umani. Leggi il resto di questo articolo »
De Reditu Suo – Costituzione materiale e costituzione formale nel Belpaese morto
De Reditu Suo
Costituzione materiale e costituzione formale nel Belpaese morto
17/01/2010
Del Prof. I. Nappini
Il Belpaese di ieri è morto, e per ieri non intendo la Resistenza, il 1948, il 1968, intendo umilmente la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta, ossia il tempo della mia infanzia.
Quel mondo all’apparenza ordinato, dove fra una strage terroristica e un disastro sociale milioni d’italiani vivevano odiandosi, disprezzandosi, ignorandosi, aveva qualche regola.
OGGI NON CI SONO REGOLE, TUTTO È NELLE MANI DEL DIO-DENARO E DI CHI PUÒ USARLO PER TRASFORMARE LA REALTÀ, LA STESSA POPOLAZIONE NON È PIÙ LA STESSA È CAMBIATA RADICALMENTE NELLA COMPOSIZIONE CULTURALE, NELLE ORIGINI, NELLE SPERANZE, NELLA SUA INTIMA NATURA.
A partire dagli anni successivi a tangentopoli si è avuta una silenziosa, ma non meno forte e strisciante abiura. Leggi il resto di questo articolo »