Articoli marcati con tag ‘crisi europea’

IL GOVERNO BERLUSCONI DAVANTI ALL’INVASIONE DEI MARZIANI

IL GOVERNO BERLUSCONI DAVANTI ALL’INVASIONE DEI MARZIANI
25/01/2012
Di F. Allegri
Intorno a Ferragosto 2011 lessi qualche articolo interessante che cominciava a misurare questa crisi in anni e non di anno in anno!
Queste non erano analisi economiche, ma politiche c’era da abbattere il governicchio che aveva dimostrato la sua debolezza nei giorni del mezzo salvataggio della Grecia (o se preferite del prolungamento della sua agonia).
Proprio dopo Ferragosto cominciarono a girare due idee forti:
a) IL GOVERNO ERA INADEGUATO;
b) LA CRISI ANDAVA AFFRONTATA TUTTI INSIEME (SENZA LEGA).
Basta rileggere qualche volta queste due frasi e si arriva in un baleno al governo Monti e si intuisce pure il lento lavoro di tessitura che c’è stato dietro la crisi politica dell’anno passato.
Oggi mi soffermerò soprattutto sulla prima frase e lo farò sostenendo che anche il governo Monti lo è poiché vedo il paese andare verso la depressione assicurata anche se non ai livelli della povera Grecia! Leggi il resto di questo articolo »

La crisi italiana ed europea vista da Franco Cardini

La crisi italiana ed europea vista da Franco Cardini
16/09/2011
Di Franco Allegri
Torno a scrivere di crisi economica dopo una breve vacanza mentale dai tanti problemi che assillano il mondo che vi circonda.
Non ci sono novità vere e clamorose, semplicemente siamo davanti alle somme algebriche degli effetti di iniziative prese da forze non sempre concordi e soprattutto siamo davanti all’imperio dell’industria bellica e dell’alta finanza.
E’ il momento di chiedersi cosa sia questa Europa, in questo contesto e io partirò da uno scritto di Franco Cardini che misi da parte ad aprile, ma che poteva riscrivere anche ieri.
Lo storico fiorentino partì dalle elezioni finlandesi per parlare di “pietra tombale sull’Unione Europea”. Leggi il resto di questo articolo »

Nota islandese

Nota islandese
14/08/2010
Di F. Allegri
Molti amici mi chiedono di parlare dell’Islanda e della sua rivoluzione del novembre 2010.
Io posso partire da un punto: all’inizio ho seguito in diretta la vicenda, vidi le foto della presa del palazzo del governo e la fuga del presidente in elicottero! Dopo ho salutato con favore il loro referendum finanziario e anche la svolta delle elezioni politiche. Leggi il resto di questo articolo »

Sul secondo anno di dura crisi italiana al meno 5%!

Sul secondo anno di dura crisi italiana al meno 5%!
27/04/2011
Di F. Allegri
Quando nel 2008 previdi con esattezza il fallimento di Lehman Brothers mi resi conto anche che questa crisi sarebbe durata molti anni!
Per un certo periodo pensavo che l’anno della crisi italiana sarebbe stato il 2010 ma poi alcune scelte importanti del ministro Tremonti e altre discutibili e di corto respiro del governo Berlusconi hanno permesso di respingere i primi morsi della crisi.
Nel 2011 la crisi ha nuovamente colpito il Giappone attraverso il terremoto e lo tsunami e lo ha messo in ginocchio: almeno per un paio d’anni.
Contemporaneamente la crisi si sta innestando nel Mediterraneo colpendo il Nord Africa e il Medio Oriente pseudo socialista.
Qui la crisi economica è anche politica e spesso demografica.
Il crollo politico di questi paesi unito alla guerra incivile libica e all’instabilità siriana porteranno un sensibile calo del PIL italiano nel 2011, porteranno il caro petrolio e un rinforzino del dollaro.
Nel 2008 l’Italia perse il 5% del PIL, farà lo stesso questo anno?
Non si può ancora dire, ma mi preoccupa la povertà del dibattito politico che mi circonda e soprattutto il fatto che le caste politiche non percepiscono la crisi per quella che è!
Io cominciai a capire che il 2011 sarebbe stato un anno duro a novembre del 2010 e facendo due conti facili compresi che qualcosa di tremendo poteva accadeva a marzo e/o ad aprile 2011.
Queste considerazioni mi misero sulla strada giusta per capire che il 14 dicembre scorso il governicchio del tirare a campare non sarebbe caduto.
Cosa accadde a novembre che mi fece fare queste considerazioni?
A novembre 2010 il dibattito sulla crisi prese una strana piega e si cominciò a parlare del ripudio del debito pubblico e di uscita dell’Italia dall’Euro.
Le due vicende sono interconnesse e presuppongono una classe politica degna di questo nome.
Da un lato l’uscita dall’Euro fu ipotizzata dal presidente del Banco di Roma Paolo Savona che parlò del debito come di “un cappio al collo dell’Italia”.
Dall’altro questa diventò una proposta per una piccola parte della destra cattolica conservatrice e di altre minoranze anche di sinistra, ma nel complesso senza una vera capacità di incidere nelle scelte politiche del paese.
Io non credo che le caste politiche ed economiche italiane vogliano uscire dall’euro e credo che gli ambienti finanziari romani abbiano usato questo tema in quel modo come se fosse uno spaventapasseri o un accalappia citrulli, ma anche come strumento per avviare trattative sotterranee.
Io non mi interessai a questo dibattito del momento, ma presi la mia palla di vetro e cercai di guardare nel futuro come faccio spesso.
E’ certo che tra novembre e a dicembre i poteri forti hanno discusso da qualche parte e in qualche momento della guerra civile libica e delle sue ripercussioni nel nostro paese, ma è anche certo che hanno saputo farlo di nascosto.
Ultimamente sono divenuto un critico della UE e dell’Euro, ma non credo che si debba tornare all’Italia di 15 anni fa, io auspico un’Europa diversa, più rispettosa delle differenze tra stati e popoli e meno sottomessa alle banche e alla politica della Germania.
Con queste condizioni della finanza internazionale, l’Irlanda, il Portogallo e la Spagna rischiano la bancarotta, servirebbe una svalutazione dell’euro, ma i tedeschi non la vogliono e in queste condizioni l’Euro diviene un secondo Marco.
Vi dicevo che per uscire dall’Euro servirebbe il contemporaneo ripudio del debito pubblico e che queste due scelte dovrebbero appartenere e scaturire da una classe politica specifica, dotata di un certo coraggio e tesa a particolari obiettivi di riforma.
Noi disponiamo solo di gente tesa al tirare a campare e di illusi da vecchie e nuove barzellette.
Questa classe politica apparentemente coraggiosa non esiste e non è auspicabile in assoluto.
Se non fossi certo che questi temi sono stati introdotti dal Savona penserei alle sparate di estremisti senza capacità politiche, ma in questo contesto devo cercare di approfondire gli aspetti non toccati dai nostri pseudo economisti indigeni, senza perderci troppo tempo perché tutto il mondo va verso altre direzioni.
Il problema inizia con gli interessi sul debito da pagare che per il 2011 girano intorno ai 250 miliardi di euro, altro che stato sociale qui siamo all’indebitamento finanziario!
In questo contesto una minaccia di scelte forti e coraggiose potrebbe portare all’aiutino e allo sconticino.
Ben presto ogni riflessione deve arrivare agli aspetti politici e dobbiamo domandarci chi può volere e/o cercare di ripudiare il debito?
La mia risposta è che nessun politico vuole il ripudio e contemporaneamente nessuno potrebbe farlo.
In queste condizioni si precipita nel pour parler e io non credo nemmeno che qualche italiota sia in grado di prevedere tutte le conseguenze di una scelta simile.
Io non credo che arriveremo al ripudio del debito e nemmeno all’uscita dall’Euro, ma devo registrare che i potenti ne hanno parlato per delle ragioni tutte loro e al momento inconfessabili o di certo non divulgate.
Va aggiunto che il ripudio del debito non necessariamente si legherebbe ad una sorta di economia di guerra ai poteri finanziari internazionali. La realtà ci offre anche un esempio storico: l’Argentina.
Questo paese è rinato dopo il ripudio e al momento chi aveva i suoi titoli è costretto a disperarsi nel privato dei suoi egoismi.
Va anche aggiunto che l’Argentina è un piccolo paese che aveva un debito modesto e uno stato che sopravvive da sempre senza un sistema di tassazione moderno.
Noi non possiamo fermarci troppo a guardare l’Argentina dobbiamo partire dal fatto che il 21% del nostro PIL va via con il debito.
Noi ci indebitammo per primi e allora fini il nostro lungo periodo di sviluppo e ricchezza, oggi tutti sono indebitati e circola carta colorata pari al valore di 12 pianeta Terra e in passato arrivammo anche a 13,5, ricordatevelo!
————
Franco Allegri coordina l’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Su Facebook è Futuro Ieri.

La recita a soggetto (terzo dialogo)

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
La recita a soggetto (terzo dialogo)
LA CRISI VISTA E QUASI CAPITA, SOTTO CASA (nota dell’editore)

di I. Nappini
Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo Pisani si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco preoccupati da uno strano annuncio. I due dopo anni si parlano di persona.

MARCO: Certo che son cambiate le cose. Son passato dalla zona della stazione dove passa il tram nuovo. Il negozio di cellulari ed elettrodomestici ha chiuso e il negozio del ciccione accanto ha la saracinesca abbassata da tre anni ormai. Sai quello che vendeva i pupazzetti e i libri inglesi e americani con i mostriciattoli. Tutto finito, l’insegna sparita e il barista davanti mi ha detto che qualcuno lo cercava per i chiodi, non so se è vero. Lo Stravecchio anche, pure lui fallito. Tutto chiuso.

FRANCESCO GIRA IL BICCHIERE NELLE MANI, MARCO OSSERVA. POI BEVE IL CONTENUTO E OSSERVA I FONDI DEL CAFFÈ, POSA IL BICCHIERE VUOTO PER TERRA. MARCO ANCORA NON BEVE, ASPETTA.

FRANCESCO: Il sistema è come il bicchiere che ho poggiato per terra, svuotato di ogni contenuto. Le banche per le quali in fin dei conti lavorano i nostri padroni sono i nostri due bicchieri. Uno è vuoto se bevi il contenuto e capisci, uno è pieno come il tuo se ancora non hai bevuto il liquido della conoscenza del sistema.

MARCO: Sei matto? La pazzia ti ha contaminato? O questa casa ti fa male alla salute?
FRANCESCO: Fratello caro, così fra noi, in confidenza. Parliamo di SIGNORAGGIO BANCARIO. Il sistema Europeo e Statunitense di moneta passa per le banche centrali. Cosa sono? IL POTERE, IL VERO E UNICO POTERE DI OGGI. Le banche centrali sono istituti di emissione indipendenti che si occupano di gestire l’emissione del denaro dei Paesi o delle aree economiche che hanno la medesima moneta. In America c’è la una Banca Centrale che si chiama Federal Reserve, in Europa è un grattacielo in Kaiserstrasse, una iper-banca tedesca travestita da banca centrale Europea dove il capitale privato delle banche centrali tedesche, inglesi, francesi fa e disfà l’economia dell’Europa Unita. Questa Iper-banca si chiama BCE. Vedi questa banconota da cinquanta Euro. Sopra non c’è scritto Italia, United Kindom, France, Deutschland. BCE sta stampato sopra. Il nostro denaro, tutto il denaro è gestito dalle banche centrali ed esse sono in mano a dei privati. Un gioco di bamboline russe, nella BCE ci sono le Banche Centrali Nazionali, dentro le Banche Centrali ci sono le banche private che si pigliano i quattrini del signoraggio, dentro le banche private i grandi azionisti. QUESTI PRIVILEGIATI SONO IL VERO POTERE PERCHÉ SONO IL VERTICE DELLA PIRAMIDE MONETARIA. Noi siamo sotto, e li possiamo a malapena vedere da lontano. Queste Banche Centrali in origine sono nate su sollecitazioni di stati bisognosi di finanziare i deficit, ovvero la quota delle spese statali non coperte da imposizione fiscale, mediante l’emissione di titoli, successivamente si sono date all’emissione e alla gestione di moneta. Adesso loro sono la moneta e quindi sono loro lo Stato e la politica perché il potere o è uno o è niente, e il potere finanziario e monetario è un tutto che divora ogni altro potere. Anticamente solo re, i papi e i principi potevano battere moneta.

MARCO: Questa cosa della moneta l’ho sempre capita poco. Anche l’Euro mi è sembrata una fregatura, il costo della vita aumenta e pure io che ho dei soldi ci rimango male quando per far una colazione così alla buona ci perdo due euro. Quattromila delle vecchie lire. Credo che il sistema dell’Euro crei povertà e problemi: esportano bene i tedeschi che hanno tutto veri scienziati, vera polizia, vero sistema carcerario, veri capitani d’industria. Pensa sono leader perfino della pizza surgelata nel mondo, vendono persino il nostro. Ma noi disgraziati senza scienziati, senza classe dirigente, senza vera ricerca, con i migliori cervelli che fuggono a gambe levate dalle università e dal settore privato che li impiega per far fotocopie e portar il caffè a qualche dirigente con la terza media miracolato dalla politica, non andiamo da nessuna parte. Chi ha i soldi mette tutto in mano ai manager che portano in Spagna, in Ucraina, in Cina, in Pakistan. Qui rimangono solo i debiti e quelli che chiudono il bandone per sempre.

FRANCESCO: Ma non sai il meglio. Il bicchiere è vuoto! Dietro il denaro di carta non c’è nessuna copertura aurea, nessun forza armata appropriata al volume di denari stampati o che circolano via internet fra finanziarie e banche, nessun potere politico carismatico, nessun principe illuminato come poteva essere in antico Lorenzo il Magnifico o Pietro Leopoldo. Ci sono rimasti solo debiti che coprono debiti. Al denaro stampato dalle banche corrisponde debito pubblico. Funziona così: La Banca Centrale emette moneta acquistando titoli di debito di stati, banche o imprese. È bene sottolineare che le Banche Centrali non acquistano titoli di stato direttamente dallo Stato ma da chi li ha acquistati e intende finanziarsi cedendo i titoli posseduti. LA RAGIONE PER LA QUALE QUESTI DOLLARI O QUESTI EURO VENGONO ACCETTATE IN PAGAMENTO RISIEDE NELLA FIDUCIA DI CHI LE RICEVE CHE ALTRI FARANNO ALTRETTANTO, ACCETTANDO IN PAGAMENTO MONETE, BANCONOTE, DEPOSITI BANCARI O TITOLI DI STATO. Senza tale fiducia difficilmente una moneta sarebbe accettata in pagamento. Il corso legale di una moneta, è l’unico vaccino contro la peste di trovarsi in mano carta straccia o un deposito bancario inutilizzabile. Purtroppo in un pianeta con risorse limitate si è messa in moto una crescita illimitata, se non arrivano miracoli tecnologici le risorse inizieranno a venir meno e gli Stati a vocazione imperiale potrebbero passare alle vie di fatto. Ultima Ratio Regum faceva incidere Re Sole sopra i cannoni delle sue armate. Capisci vero?

MARCO: Debito pubblico che copre l’emissione di moneta privata che si regge su Stati deboli preda di passioni popolari, demagoghi irresponsabili, tecnocrati privi di talento politico e di senso della realtà. QUESTA È LA FIERA DEI MOSTRI SCEMI, UN LIBERALE PUÒ TRASFORMARSI IN FASCISTA IN UN SECONDO.

FRANCESCO: Ti sfugge una cosa: i fascisti originali non amavano il capitalismo. Il Duce è finito appeso per i piedi grazie agli eserciti alleati dell’Impero Inglese e dell’Impero Statunitense. IL CAPITALISMO DURO E PURO HA STRITOLATO IL FASCISMO, ALTRO CHE STORIE! Pensa hanno armato i loro nemici comunisti e rifornito per anni l’Unione Sovietica pur di permettere all’Armata Rossa di entrare in Germania e farla finita con Hitler e con Mussolini. No! Il Capitalismo Inglese e Statunitense è una cosa il Comunismo e il Fascismo una roba diversa e noi ora siamo sotto il Capitalismo Imperiale Inglese e Statunitense. Poi forse arriveranno altri, chissà quando.
MARCO: Un giorno finirà!

FRANCESCO: Tutto finisce nella vita dei singoli come in quella degli Stati, tutto si dissolve nelle ombre del tempo e si perde nella memoria malata dell’umanità che ogni cosa degenera e decompone.

MARCO: Un Poeta, mio fratello maggiore un poeta e io non lo sapevo! Sei un ciarlatano! Per questo gli affari ti son sempre andati così e così. Io non mi sono mai posto queste domande. I soldi veri mi sono arrivati, e mi son fatto il villino. Tutto mio! Mi dovranno ammazzare per togliermelo.

FRANCESCO: Io no, ma son contento così. Non lascerò nulla alla fine. Avrò preso e basta. Mi piace pensare di aver sempre amato la vita e le donne che volevano da me il conto in banca e la casa, bè. Cazzi loro se non sanno dove andare! Si vive una volta sola e poi il resto è tenebra infinita per sempre. Ho lavorato, mangiato, bevuto, amato, profuso amore e dato soldi. Sono un benefattore!
———
Scritta il 25 Ottobre 2010 dal professor I. Nappini.
Il professor Nappini cura il blog http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
Il teatro delle tavole della colpa di Madduwatta si prende una settimana di ferie, ma riprenderà con la settima puntata del Fascista immaginario.

Il Fascista Immaginario (quarto dialogo)

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
Il Fascista Immaginario (quarto dialogo)

Del Prof. I. Nappini
Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’estate del 2003.
Due esseri umani molto diversi fra loro s’incontrano nella facoltà occupata di Scienze della Formazione (ex magistero); uno ha la soluzione del problema dell’altro, ma…

LAZZARO: IN COSA CONSISTE IL TUO LAVORO, E COSA FAI DI PRECISO. In fin dei conti se devo raccontarti delle cose riservate devo capire se posso fidarmi di te.
SERGIO: Il primo lavoro è FATTORINO e talvolta AMBULANTE come mio padre con un mio camioncino, ho lavorato tanto anche a nero per farmi il mio veicolo e ne vado orgoglioso e lavoro per due soldi, il secondo lavoro sempre col mezzo è qualche PICCOLO SERVIZIO NOTTURNO specie durante la campagna elettorale, qualcosa faccio anche lì. Organizzo una squadra di due rumeni e un bulgaro e attacchiamo i manifesti elettorali per cinque o sei liste elettorali anche di sinistra. BASTA PAGHINO PERCHÉ C’È BISOGNO DI LAVORARE. Su e giù dal tramonto all’alba per tutta la provincia. Prima c’erano gli attacchini volontari oggi si è aperto un mercato grazie al disfacimento della partecipazione politica, e io mi butto; purtroppo adesso c’è concorrenza nel settore. TANTI SONO I DISGRAZIATI EXTRACOMUNITARI SENZA DIRITTO DI VOTO CHE PER DUE LIRE FANNO QUESTO MESTIERE, NON C’È PIÙ RELIGIONE IN QUESTO MESTIERE. Il terzo bè è difficile da raccontare…
Qualcuno potrebbe dire che è teatro a domicilio, altri che è una simulazione macabra. IO DICO CHE È LA RAPPRESENTAZIONE DI UNA FEDE POLITICA.

Lazzaro osserva incuriosito Sergio, si alza e cerca di capire, poi va verso il tavolo e si versa un generoso bicchiere di vino. Fa un cenno per offrire poi si ferma.

SERGIO: In sintesi con degli oggetti, un portatile e qualche fotografia vado in casa dei miei clienti, in stanze a prova di occhi e orecchie indiscrete e metto in piedi una apologia del fascismo e del DUCE reato perseguibile ai sensi della vecchia e maledetta legge Scelba. Di solito è una cosa commovente e ho perfezionato la rappresentazione con musiche suoni e i discorsi di Lui registrati. Qualcuno dei miei clienti è per così dire rispettabile per questo il mio lavoro devo farlo io, senza altri in mezzo.
LAZZARO: Fantastico! Il culto del Duce in casa, ma allora è vero sei tu il FASCISTA IMMAGINARIO di cui si favoleggia in questa provincia triste e grigia. Certo che mi metto in bel casino con questo incontro. Se si sapesse a giro. Il fascista immaginario! Qui nella facoltà occupata.

SERGIO: In effetti è uno strano affare e uno strano incontro. Comunque nessuno ha diritto di discutere sul mio lavoro, è lavoro e mi serve per vivere e per mantenere quelle cose che faccio per dare un salario a quei due o tre disperati che lavorano occasionalmente con me. Ci tengo. E’ il mio lavoro, il mio furgoncino, la mia partita IVA e Lui sul carro armato a Milano nella foto che ho nel mio portafoglio. Ci credo e ho fede in quel che faccio.
LAZZARO: Vino?
SERGIO: Non sul lavoro.

LAZZARO: Questo non è un lavoro, è un affare fra due estremisti di segno opposto. Una questione privata. Tu hai bisogno di un nome e cognome e forse un numero di telefono, a me basta un nome sussurrato in un orecchio. Il resto lo faccio da me e mi organizzo. Quando si sa una cosa così importante alla fine si scoprono le carte degli altri una dopo l’altra. Non sai come sia facile riuscire a capire come stanno le cose quando sia ha una notizia e la si usa per scovare altre informazioni, in Italia la stragrande maggioranza delle persone non riescono trattenere un segreto per più di una settimana. Del resto cosa sono le immani tragedie della storia in un paese ridicolo come questo dove pochi fanno finta di comandare e i molti fanno finta di obbedire ed eseguire. Solo i soldi sono diventati una cosa seria, l’unico valore, l’unico senso della vita e della realtà. In fin dei conti quel bene che voglio fare qui attraverso di te è una pura questione di bilancio e di previsione plausibile di come andranno le cose in materia di finanziaria dei prossimi governi e di quello attualmente presente.
SERGIO: Solo mezzo bicchiere.
LAZZARO: Con piacere.

SERGIO: Ora va meglio. I soldi dici. Certo! Ma aggiungi una parte che manca! I soldi sono stranieri sulle banconote c’è scritto Banca Centrale Europea e non Stato Italiano, non stampiamo più nemmeno la moneta che serve a noi italiani per lavorare e vivere.
——
Scritto il 30 settembre 2010. (nei prossimi giorni il quinto dialogo e nuove riflessioni delle tavole)
Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it

LE AVVISAGLIE DI UNA CRISI EUROPEA CHE PUO’ ARRIVARE DAL 2011

LE AVVISAGLIE DI UNA CRISI EUROPEA CHE PUO’ ARRIVARE DAL 2011
17/12/2010
Di F. Allegri
In questi giorni ho riletto vari miei scritti e mi sono reso conto che mi sono sempre interrogato su quale gigante potesse cadere tra la Cina e gli Stati Uniti d’America.
In realtà c’è un terzo gigante che rischia qualcosa e si chiama UE.
Sia chiaro che a livello economico questo gigante è in condizioni migliori: lo dimostrano gli articoli di Ralph Nader e di Lester R. Brown che ho tradotto di recente.
Siamo più avanzati a livello tecnologico, molto meglio a livello di risparmio energetico, attivi a livello di partecipazione politica e sociale. Non è detto che queste siano delle virtù ….. (vedi sotto).
L’Europa unita ha anche 3 punti deboli evidenti:
a) alcuni paesi sono troppo poveri e faticano a stare nell’euro;
b) alcuni paesi sono troppo arretrati a livello economico per stare nell’euro;
c) non esiste un valore ideale dell’euro che possa accontentare tutti.
Leggi il resto di questo articolo »

E’ il veleno del lavoro atipico che porta in Europa le manovre d’autunno

E’ il veleno del lavoro atipico che porta in Europa le manovre d’autunno
01 ottobre 2010
Di F. Allegri
E’ arrivato l’autunno e la crisi di stagione: stavolta si cerca di prevenirla con l’annuncio di politiche di rigidità! Non mi ero sbagliato quando avevo detto che il salvataggio della Grecia conteneva scelte a 6 mesi per l’Europa e ho fatto bene a scrivere di economia in questa settimana!
Di solito gli annunci di politiche di rigidità di bilancio servono solo ad aprire le trattative, ma ho avuto notizia di nuovi dazi americani verso la Cina e riscontro un aumento di merci cinesi sequestrate: siamo al sequestro dei cargo.
Viviamo la terza rivoluzione industriale dove un impero–fabbrica produce merci senza qualità e costi, senza pensare all’inquinamento e ai diritti dei lavoratori; dall’altra parte ci dovrebbe essere il mondo che consuma …. La mia opinione è semplice: non può esistere un sistema economico dove uno produce per i ricchi di un tempo che oggi cercano solo di consumare. Leggi il resto di questo articolo »

Piccole verità dietro le crisi di questi mesi

Piccole verità dietro le crisi di questi mesi
20/09/2010
Di F. Allegri
Scrivo ancora di economia per ribadire che il protezionismo del mercato europeo non sarebbe solo una bella cosa: è una necessità impellente. La Cina non pratica il liberismo, gli USA misero a suo tempo un dazio del 700% sugli acciai importati ….. e fecero bene. Il problema vero è quello di mettere d’accordo i paesi membri della UE, di accontentare tutti e di non scontentare nessuno. La mia proposta è quella di un sistema di piccoli dazi che non risolverebbero tutti i problemi, ma farebbero lavorare tante imprese.
Detto questo farò una breve carrellata di verità dietro la crisi greca e le prossime eventuali! Parto dal mito della produttività. In giro c’è chi crede che laddove esiste questo fenomeno non ci sarà crisi e a corollario di questo i giornali dissero che la Grecia aveva produttività bassa e per questo era entrata in quella crisi che (oggi posso dirlo) “ha aiutato tutti”. Leggi il resto di questo articolo »

Tutto è ricominciato con la crisi greca

Tutto è ricominciato con la crisi greca:
I punti salienti della crisi economica e politica in Europa

14/09/2010
Di F. Allegri
Come potete (eventualmente) vedere dall’intestazione fissa del mio diario io spererei di uscire da questa crisi in pochi anni, altri 4 al massimo. In realtà non sono convinto di questo, io temo il ventennio di crisi e non so cosa rispondere a chi mi dice che la ripresa arriverà da domani mattina. La mia prima opzione sarebbe di chiamare il 118 e di segnalare un folle e visionario!
Visto il successo fra i lettori del mio saggio sulla crisi nei prossimi sei mesi, ho messo insieme i miei appunti e farò vari pezzi sulla crisi basati su fatti geografici, storici ed economici.
Questo è il primo. Oggi parto dalla Grecia per dire che con il suo default rischiato e scongiurato siamo entrati nella parte più buia e pericolosa del tunnel della crisi e che tale percorso durerà qualche altro mese.
Ieri è uscita la bozza dell’accordo internazionale sulla finanza, il Basilea 3. Lo commentano tutti, non l’ha letto nessuno e soprattutto è da approvare. Se come pare sarà un prendere o un non puoi lasciare, sarà sicuramente un accordo minimo di modesta utilità soprattutto per le piccole potenze economiche che hanno qualche virtù in più rispetto agli imperi. Pensate pure alle corse ad ostacoli per i bambini, fatte con gli ostacoli bassi. Useranno quelli per rallentare gli speculatori; in ogni caso avrò tempo per tornare sul tema. Ho qualche mese per farmi un’opinione. Leggi il resto di questo articolo »

Consiglio Comunale n°20 23/11/2011 PUA
Consiglio Comunale n°21 28/11/2011
Parassiti: spot istituzionale
Conto alla rovescia
febbraio: 2012
L M M G V S D
« gen    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
272829