Articoli marcati con tag ‘crisi finanziaria’
LA BCE DI DRAGHI E IL CAPITALISMO ASSISTITO
LA BCE DI DRAGHI E IL CAPITALISMO ASSISTITO
17/05/2012
Di F. Allegri
Dopo aver dato una valutazione del primo mese del governo Monti si può dare uno sguardo alla nuova politica finanziaria della BCE di Mario Draghi che sicuramente ha agito e agisce di concerto con il nostro capo di governo e con i leader degli altri paesi europei.
Solo la Banca Centrale Europea non può prestar denaro agli Stati comprando i loro titoli di stato come farebbe quella di un vero stato.
In pratica è vietato “diversificare” il debito pubblico.
La BCE di Mario Draghi è diversa dalla precedente, ma non troppo! Leggi il resto di questo articolo »
Finanza uguale Democrazia?
UNA GUIDA PER LA CRISI
Finanza uguale Democrazia?
09/04/2012
Di F. Allegri
Oggi voglio fare un punto sullo stato della finanza internazionale fingendo di essere alla vigilia della caduta del governo Berlusconi, in pratica tornerò ai primi giorni dello scorso Novembre!
Quando si parla di finanza bisogna citare la sua legge: “Il tempo è denaro”.
Si tratta di un’estensione di un principio magico che consente a chi lo conosce in profondità di seguire e prevedere le situazioni finanziarie.
Detto questo, comincio dal ribadire che, a Novembre, il disastro andava come previsto e voluto, specie da chi non lo contrastava a sufficienza o non aveva tutti i mezzi (soprattutto politici) necessari in casi simili.
A Novembre divenne evidente IL RISVOLTO ITALIANO, ovvero la nostra componente secondaria e particolare della crisi internazionale in salsa greca. Leggi il resto di questo articolo »
PARTECIPAZIONE E CITTADINANZA SOVRANA
PARTECIPAZIONE E CITTADINANZA SOVRANA
22/03/2012
Di F. Allegri
Oggi farò alcune considerazioni derivate dalle mie ultime traduzioni degli scritti di Ralph Nader sui movimenti contro l’oleodotto della Keystone e contro la finanza speculativa.
PARTIAMO DAL CONCETTO GENERALE.
ALLA FINE DEL QUARTO ANNO DI CRISI ABBIAMO VISTO (FINALMENTE) IN ALCUNI PAESI OCCIDENTALI LE PRIME MOBILITAZIONI DI PROTESTA CONTRO I CETI TUTELATI IN TEMPI DI CRISI.
I fenomeni che risaltano sono due; il primo è il movimento spagnolo degli indignados, modesto e di breve durata e l’altro è Occupy Wall Street contro la borsa di New York che ho spiegato ed esaltato nella traduzione di ieri.
Dico subito che queste sono forme deboli di partecipazione se si guarda alle conquiste ottenute e ottenibili con le loro forme di lotta, ma rispetto al passato siamo davanti a persone che dimostrano maggiore coscienza della realtà che le circonda. Leggi il resto di questo articolo »
IL GOVERNO BERLUSCONI DAVANTI ALL’INVASIONE DEI MARZIANI
IL GOVERNO BERLUSCONI DAVANTI ALL’INVASIONE DEI MARZIANI
25/01/2012
Di F. Allegri
Intorno a Ferragosto 2011 lessi qualche articolo interessante che cominciava a misurare questa crisi in anni e non di anno in anno!
Queste non erano analisi economiche, ma politiche c’era da abbattere il governicchio che aveva dimostrato la sua debolezza nei giorni del mezzo salvataggio della Grecia (o se preferite del prolungamento della sua agonia).
Proprio dopo Ferragosto cominciarono a girare due idee forti:
a) IL GOVERNO ERA INADEGUATO;
b) LA CRISI ANDAVA AFFRONTATA TUTTI INSIEME (SENZA LEGA).
Basta rileggere qualche volta queste due frasi e si arriva in un baleno al governo Monti e si intuisce pure il lento lavoro di tessitura che c’è stato dietro la crisi politica dell’anno passato.
Oggi mi soffermerò soprattutto sulla prima frase e lo farò sostenendo che anche il governo Monti lo è poiché vedo il paese andare verso la depressione assicurata anche se non ai livelli della povera Grecia! Leggi il resto di questo articolo »
PERCHE’ LA FINANZA GOVERNA IL MONDO?
PERCHE’ LA FINANZA GOVERNA IL MONDO?
16/01/2012
Di F. Allegri
Intanto va premesso che la finanza è sempre esistita, il prestito era praticato a Babilonia, in Grecia e nella Roma antica e dei Cesari.
Questo era sempre esecrato laddove era caricato di interessi, ma solo nel medio – evo era un atto illecito per i cristiani e i musulmani.
DETTO QUESTO OGGI PARTO DAL FATTO CHE POCHI NEL MONDO HANNO CAPITO COSA STIA SUCCEDENDO.
Prima di tutto va detto che la forza attuale della finanza internazionale è enorme e supera quella della politica con la quale, va aggiunto, lavora con amore e concerto!
La finanza supera la politica in modo enorme per un motivo semplice, la sua MOLE.
Pensiamo un attimo al Nepal, a livello finanziario ne esistono altri 12 e mezzo virtuali.
Cosa può fare il povero Nepal con una simile moltitudine virtuale.
Mi direte: “il Nepal è un piccolo paese disperso nelle cartine geografiche”.
Allora prendiamo il gigante USA, esistono anche 12 copie e mezza virtuali di questo paese e con queste devono fare i conti sia gli USA che il Nepal e anche l’Italia.
Questi sono i primi sviluppi da fare quando si dice che la speculazione ha moltiplicato per 12 volte e mezzo il valore reale del mondo.
Nel 2008 eravamo a 13 e mezza, ma allora esplose il mondo di Lehman Brothers! Leggi il resto di questo articolo »
Fiscalismo e Crisi Internazionale
La Via Fiscale è la più Impervia per Uscire Dalla Crisi e il Caso Cortina non Inganni!
12/01/2012
Di F. Allegri
Si sta diffondendo nel paese una strana convinzione: CON LA LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE SI ESCE DALLA CRISI!
Io fatico a capire come si possa giungere ad una conclusione tanto paradossale, ma ipotizzo che questa sia la grande illusione diffusa da caste e potentati in questo periodo.
Prima di tutto il deficit pubblico è solo uno dei fattori di crisi italiani e tra l’altro deriva dalla cattiva qualità della nostra classe politica fatta di privilegiati e di pensatori superati dalla storia e dallo sviluppo culturale e politico.
I grandi sforzi fatti negli ultimi anni contro il deficit hanno avuto risultati minimi, oggi siamo ai livelli di deficit del 2008 e allora si diceva che i livelli del deficit erano preoccupanti in caso di crisi internazionale!
Non si può svuotare con un secchiello una nave che affonda sarebbe meglio mettere il dito nella falla!
Bisogna andare dentro alla questione dell’evasione fiscale va approfondita e collocata nella giusta dimensione. Leggi il resto di questo articolo »
UNA CRISI TROPPO DIFFICILE PER I POLITICI CONTEMPORANEI OCCIDENTALI
UNA CRISI TROPPO DIFFICILE PER I POLITICI CONTEMPORANEI OCCIDENTALI
10/01/2012
Di F. Allegri
Non c’è niente da fare: questa situazione politica è proprio incomprensibile per gli italiani.
Finalmente tutti sanno che c’è la crisi da 3 anni e qualche mese (ora), ma restano da spiegare due cose:
1) Tutto nacque a Little Rock nel 1996 (va detto anche a chi non sa dove si trova quella città!)
2) La crisi occidentale è inserita nel processo più vasto e complesso della terza rivoluzione industriale!
La complessità politica internazionale fa male a due sottospecie di politici occidentali:
a) gli americani (vedi lo scritto di Nader del 02/08/2011 che ho tradotto in data 09/01/2012);
b) gli italiani.
Ad agosto 2011 attraversò l’Italia una vecchia barzelletta quella del complotto: gli italiani ne intravedono qualcuno ovunque! Leggi il resto di questo articolo »
IN DIFESA DI GRECIA E ITALIA (IN PARTE) MENTRE S’AVVICINA IL DEFAULT
IN DIFESA DI GRECIA E ITALIA (IN PARTE) MENTRE S’AVVICINA IL DEFAULT
07/01/2012
Di F. Allegri
Oggi torno a parlare di debiti, sia di quello greco che di quello italiano e lo farò per difendere due popoli e due stati.
Parto da un articolo di Vladimiro Giacché apparso su Il Fatto Quotidiano del 2 agosto 2011 e intitolato: “I GRECI SONO TUTTI COSI’ PIGRI COME DICONO?”
In quello scritto Giacché iniziò apprezzando la RISTRUTTURAZIONE PARZIALE del debito greco fatta proprio in quei giorni dicendo però che arrivava con un anno di ritardo!
L’anno di ritardo (presunto) non è il vero limite di quella ristrutturazione: quella è stata troppo limitata e unita a politiche che alimenteranno di nuovo tale deficit nei mesi futuri!
Io auspico la ristrutturazione parziale anche per il deficit italiano, ma bisogna intendersi sull’aggettivo “PARZIALE”: QUESTO VUOLE DIRE TORNARE AD UN RAPPORTO DEFICIT PIL PARI AL 90% DEL DEBITO.
Nel caso greco, la ristrutturazione del debito è prima di tutto insufficiente! Leggi il resto di questo articolo »
I DEBITI DI USA, ITALIA E GRECIA NELLA CRISI MONDIALE E NELLA POLITICA ITALIANA ED EUROPEA
I DEBITI DI USA, ITALIA E GRECIA NELLA CRISI MONDIALE E NELLA POLITICA ITALIANA ED EUROPEA
30/12/2011
Di F. Allegri
Siamo sempre all’interno dell’analisi della nascita del governo Monti e oggi vi dirò che l’attuale esecutivo è figlio di questi tre debiti e delle scelte politiche concepite per metterli sotto controllo.
Parto dalle mie ultime 2 traduzioni di scritti di Ralph Nader e Lester R. Brown sugli USA.
Nader ci ha detto 4 cose essenziali:
a) i fanatismi ideologici (anche liberali) sono pericolosi e dannosi (si riferiva al Tea Party di Cantor, ma il concetto è generale);
b) il tetto del deficit USA è stato alzato 60 volte dal 1930 ad oggi;
c) una parte della classe politica americana non è in grado di affrontare la crisi attuale (qui il concetto si può allargare);
d) infine, in USA nascono nuovi movimenti e idee di lotta politica (anche in conseguenza del punto precedente). Leggi il resto di questo articolo »
Sul secondo anno di dura crisi italiana al meno 5%!
Sul secondo anno di dura crisi italiana al meno 5%!
27/04/2011
Di F. Allegri
Quando nel 2008 previdi con esattezza il fallimento di Lehman Brothers mi resi conto anche che questa crisi sarebbe durata molti anni!
Per un certo periodo pensavo che l’anno della crisi italiana sarebbe stato il 2010 ma poi alcune scelte importanti del ministro Tremonti e altre discutibili e di corto respiro del governo Berlusconi hanno permesso di respingere i primi morsi della crisi.
Nel 2011 la crisi ha nuovamente colpito il Giappone attraverso il terremoto e lo tsunami e lo ha messo in ginocchio: almeno per un paio d’anni.
Contemporaneamente la crisi si sta innestando nel Mediterraneo colpendo il Nord Africa e il Medio Oriente pseudo socialista.
Qui la crisi economica è anche politica e spesso demografica.
Il crollo politico di questi paesi unito alla guerra incivile libica e all’instabilità siriana porteranno un sensibile calo del PIL italiano nel 2011, porteranno il caro petrolio e un rinforzino del dollaro.
Nel 2008 l’Italia perse il 5% del PIL, farà lo stesso questo anno?
Non si può ancora dire, ma mi preoccupa la povertà del dibattito politico che mi circonda e soprattutto il fatto che le caste politiche non percepiscono la crisi per quella che è!
Io cominciai a capire che il 2011 sarebbe stato un anno duro a novembre del 2010 e facendo due conti facili compresi che qualcosa di tremendo poteva accadeva a marzo e/o ad aprile 2011.
Queste considerazioni mi misero sulla strada giusta per capire che il 14 dicembre scorso il governicchio del tirare a campare non sarebbe caduto.
Cosa accadde a novembre che mi fece fare queste considerazioni?
A novembre 2010 il dibattito sulla crisi prese una strana piega e si cominciò a parlare del ripudio del debito pubblico e di uscita dell’Italia dall’Euro.
Le due vicende sono interconnesse e presuppongono una classe politica degna di questo nome.
Da un lato l’uscita dall’Euro fu ipotizzata dal presidente del Banco di Roma Paolo Savona che parlò del debito come di “un cappio al collo dell’Italia”.
Dall’altro questa diventò una proposta per una piccola parte della destra cattolica conservatrice e di altre minoranze anche di sinistra, ma nel complesso senza una vera capacità di incidere nelle scelte politiche del paese.
Io non credo che le caste politiche ed economiche italiane vogliano uscire dall’euro e credo che gli ambienti finanziari romani abbiano usato questo tema in quel modo come se fosse uno spaventapasseri o un accalappia citrulli, ma anche come strumento per avviare trattative sotterranee.
Io non mi interessai a questo dibattito del momento, ma presi la mia palla di vetro e cercai di guardare nel futuro come faccio spesso.
E’ certo che tra novembre e a dicembre i poteri forti hanno discusso da qualche parte e in qualche momento della guerra civile libica e delle sue ripercussioni nel nostro paese, ma è anche certo che hanno saputo farlo di nascosto.
Ultimamente sono divenuto un critico della UE e dell’Euro, ma non credo che si debba tornare all’Italia di 15 anni fa, io auspico un’Europa diversa, più rispettosa delle differenze tra stati e popoli e meno sottomessa alle banche e alla politica della Germania.
Con queste condizioni della finanza internazionale, l’Irlanda, il Portogallo e la Spagna rischiano la bancarotta, servirebbe una svalutazione dell’euro, ma i tedeschi non la vogliono e in queste condizioni l’Euro diviene un secondo Marco.
Vi dicevo che per uscire dall’Euro servirebbe il contemporaneo ripudio del debito pubblico e che queste due scelte dovrebbero appartenere e scaturire da una classe politica specifica, dotata di un certo coraggio e tesa a particolari obiettivi di riforma.
Noi disponiamo solo di gente tesa al tirare a campare e di illusi da vecchie e nuove barzellette.
Questa classe politica apparentemente coraggiosa non esiste e non è auspicabile in assoluto.
Se non fossi certo che questi temi sono stati introdotti dal Savona penserei alle sparate di estremisti senza capacità politiche, ma in questo contesto devo cercare di approfondire gli aspetti non toccati dai nostri pseudo economisti indigeni, senza perderci troppo tempo perché tutto il mondo va verso altre direzioni.
Il problema inizia con gli interessi sul debito da pagare che per il 2011 girano intorno ai 250 miliardi di euro, altro che stato sociale qui siamo all’indebitamento finanziario!
In questo contesto una minaccia di scelte forti e coraggiose potrebbe portare all’aiutino e allo sconticino.
Ben presto ogni riflessione deve arrivare agli aspetti politici e dobbiamo domandarci chi può volere e/o cercare di ripudiare il debito?
La mia risposta è che nessun politico vuole il ripudio e contemporaneamente nessuno potrebbe farlo.
In queste condizioni si precipita nel pour parler e io non credo nemmeno che qualche italiota sia in grado di prevedere tutte le conseguenze di una scelta simile.
Io non credo che arriveremo al ripudio del debito e nemmeno all’uscita dall’Euro, ma devo registrare che i potenti ne hanno parlato per delle ragioni tutte loro e al momento inconfessabili o di certo non divulgate.
Va aggiunto che il ripudio del debito non necessariamente si legherebbe ad una sorta di economia di guerra ai poteri finanziari internazionali. La realtà ci offre anche un esempio storico: l’Argentina.
Questo paese è rinato dopo il ripudio e al momento chi aveva i suoi titoli è costretto a disperarsi nel privato dei suoi egoismi.
Va anche aggiunto che l’Argentina è un piccolo paese che aveva un debito modesto e uno stato che sopravvive da sempre senza un sistema di tassazione moderno.
Noi non possiamo fermarci troppo a guardare l’Argentina dobbiamo partire dal fatto che il 21% del nostro PIL va via con il debito.
Noi ci indebitammo per primi e allora fini il nostro lungo periodo di sviluppo e ricchezza, oggi tutti sono indebitati e circola carta colorata pari al valore di 12 pianeta Terra e in passato arrivammo anche a 13,5, ricordatevelo!
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Franco Allegri coordina l’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Su Facebook è Futuro Ieri.
