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Cercando contratti onesti
Cercando contratti onesti
11/10/2010
Di Ralph Nader
Questa volta le grandi banche e le ditte ipotecarie con i loro contratti unilaterali lunghi e cavillosi, avrebbero messo nel sacco se stesse.
Gli editoriali dei giornali e i notiziari delle reti televisive diffondono le notizie dell’emersione nel processo di sfratti fraudolenti.
Questa copertura con forte ritardo genera pubblica visibilità e improvvisamente centinaia i migliaia di sfratti potrebbero essere discussi a causa di quello che un commentatore chiamò delicatamente “ lavori d’ufficio difettosi”.
E’ un eufemismo per contratti eseguiti in modo fraudolento violando le leggi dello stato sul tema degli scambi dei titoli di proprietà di case.
Come al solito, il jig fu attivato solo dopo che furono fatte delle cause dai proprietari di case sfrattati sostenendo che non c’era la prova della proprietà dell’ipoteca necessaria per sfrattare e avere il possesso della casa o dell’appartamento.
Le ipoteche prima della revoca furono divise, vendute e rivendute come titoli; i compratori di casa ottennero un’ipoteca dalla banca locale che la considerò come una proprietà.
Poi Fannie Mae e Freddie Mac avrebbero fornito un mercato secondario per tali ipoteche per aumentare la liquidità delle banche locali da prestare ad altri compratori di case.
Quasi venti anni fa, il mercato dei titoli garantiti da ipoteche subprime, insieme ai titoli ipotecari primari, esplose.
Furono venduti sempre di più e ovunque nel mondo ai fondi pensionistici, a quelli comuni, ai comuni e anche oltre il nord della Norvegia.
I proprietari di case non seppero chi possedesse le ipoteche e nemmeno gli intermediari avari si preoccuparono di assicurare che tutti questi vari contratti della catena degli eventi fossero registrati e annotati correttamente.
La diga iniziò a rompersi quando il mese scorso, JP Morgan Chase, Bank of America e GMAC Mortgage dichiararono che essi avrebbero sospeso gli sfratti nei 23 stati dove serviva un permesso preventivo del giudice.
Altre banche, come PNC, li seguirono.
Presto sia i Congressisti, che i procuratori generali dello stato e i legislatori statali furono appellati per una moratoria nazionale degli sfratti e per fare investigazioni esaurienti su ogni condotta dubbia usata per gli altri sfratti.
I grandi numeri sono coinvolti.
Lo scorso anno, 2,8 milioni di persone ricevettero una notizia di sfratto e 3,2 milioni di persone potrebbero ottenerne una quest’anno.
Ciò che è stato chiamato “un muro di documenti del prestito” ora può entrare nella questione.
La catena sempre più distante fra il proprietario di case e gli investitori, che apparentemente detengono l’ipoteca, incluse i mediatori (gli ideatori del prestito) come Bank of America e Wells Fargo che controllarono i pagamenti mensili dell’ipoteca per una parcella e con “l’accordo” furono incaricati di gestire gli sfratti dopo un’inadempienza.
La computerizzazione e la velocità divennero un trabocchetto per la sciatteria contrattuale.
Le banche ottengono parcelle più alte per gli sfratti rispetto alle modifiche dei prestiti – con certezza un incentivo perverso a spese del proprietario di casa assediato.
Le banche considerano prima i loro investitori.
Persino Mr. Wall Street stesso, il Ministro del Tesoro, T. Geithner testimoniò al Congresso in Giugno che le grandi banche “hanno fatto un lavoro terribile per assicurare che stanno facendo ogni cosa che possono per incontrare i bisogni dei loro clienti che fronteggiano la possibilità di perdere la loro casa”.
Tenete a mente che i contribuenti raccolgono il rischio di molte ipoteche inadempienti, specialmente attraverso Fannie e Freddie.
La forma dei contratti cavillosi e interconnessi divenne anche robotizzata per via ordinaria.
JPMorgan Chase dice che loro hanno un problema “tecnico” di lavoro d’ufficio con la documentazione non corretta che è stabilita, ma le leggi dello stato possono portare tali banche e altri soci a cadere per scritto piccolo che usarono per dominare le vittime/consumatori.
Si richiedono le firme dei proprietari, non delle procure usando firme robotiche-elettroniche attraverso le banche di intermediazione.
I notai non sono ritenuti dei registratori robotici.
Notate il fondamento della notarizzazione dall’atto del notaio modello della National Notary Association:
“Ogni processo – a base cartacea o elettronico – che richieda la certificazione di una firma deve comportare la presenza fisica personale di un committente davanti a un notaio incaricato. …
[Il] firmatario deve apparire in persona davanti a un pubblico notaio incaricato a tempo debito per apporre o riconoscere la firma ed essere esaminato per l’identità, la volontà e la consapevolezza di base dal notaio”.
Le grandi banche furono così disinvolte su ciò che pensavano “mere formalità” che fecero un’impresa il (MERS) Mortgage Electronic Registration System per accelerare il processo di garanzia del mutuo e far risparmiare alle banche centinaia di milioni di $ evitando di far pagare le spese di registro delle ipoteche e le parcelle ogni volta che un mutuo era rivenduto.
Come può un’impresa – sia il MERS o una banca – prendere una casa per sfratto se essa non mostra la prova di possedere l’ipoteca?
Questa è la domanda alla quale più procuratori generali, inclusi Texas, Maryland e Connecticut, chiedono una risposta sia al MERS che alle banche.
Come riferì il Washington Post: “Le ipoteche furono create, e vendute, affettate e spezzettate, impacchettate e rimpacchettate in modo così veloce che le finanziarie non ebbero il tempo o la pazienza di registrare i documenti nei tribunali locali dove i mutui erano commerciati.
Usando il MERS, i prestatori potevano riassegnare i prestiti velocemente e con poche spese ma spesso la catena di proprietà non era seguita da una scia di documenti ufficiali. …
Tali problemi causarono l’uso di documenti fraudolenti e imperfetti, incluse le attribuzioni retrodatate e i documenti contraffatti”.
Le corti supreme statali di Maine, Kansas e Arkansas hanno deciso che MERS non possiede i prestiti e di conseguenza non può sfrattare dalle case.
Altre corti hanno deciso in favore di MERS.
Ma le corti più basse hanno lavorato sodo con la stessa firma robotica.
Un giudice in Florida ammise di aver concluso 6000 sfratti in una settimana.
I notai s’avvantaggiarono con gli accertamenti-robotici. L’imbarazzo giudiziario potrebbe colpire delle assennatezze dei giudici d’appello.
Ora gli assicuratori del titolo sono il prossimo anello della catena, specie se la casa sfrattata è già stata venduta a un nuovo compratore.
La rete del ragno si propaga.
Un processo in California ha stabilito che milioni di dollari in parcelle di registrazione di base non sono state pagate dalle parti responsabili, incluse MERS e le grandi banche.
Dove sono stati i regolatori bancari tutti questi anni?
Sotto tutta questa astrusità scritta in piccolo e a tutta l’evasione ambigua delle regole statale c’è la tirannia contrattuale che infetta l’intera economia del servizio finanziario e oltre.
Usando la frase del Professor Elizabeth Warren – Esse sono piene di “trucchi e trappole” per il consumatore.
Abbiamo un movimento per la grande riforma, per semplificare e correggere lo sbilanciamento di potere tra venditori e consumatori.
Vogliamo avanzare i meccanismi disponibili per sostituire la schiavitù contrattuale con la libertà di contratto come fu stabilito dai padri fondatori per essere un pilastro della nostra economia.
Per più informazioni, visitate faircontracts.org.
Inoltre, potreste desiderare di spedire copie dei vostri contratti scritti in piccolo e misteriosi dai venditori, senza bisogni di essere cancellati per proteggere la vostra privacy, con una mail a contracts@faircontracts.org, o con una lettera all’attenzione di Citizen Works, P.O. Box 18478, Washington, D.C, 20036.
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Tradotto da F. Allegri il 23/02/2011. Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.
TESTO IN INGLESE
Seeking Fair Contracts
11/10/2010
By Ralph Nader
This time the big banks and mortgage servicing companies, with their long, one-sided fine print contracts, may have outsmarted themselves.
The newspaper headlines and the network television news are blazing news of the erupting fraudulent foreclosure process.
This long-overdue coverage is generating public visibility and suddenly hundreds of thousands of foreclosures may be questioned due to what one commentator delicately called “flawed paperwork.”
That is a euphemism for fraudulently executed contracts violative of state laws regarding home title changes.
As usual, the jig was up only after some lawsuits were filed by foreclosed homeowners asserting that there was no proof of ownership of the mortgage which is necessary to evict and take back the house or apartment building.
Recall before mortgages were bundled, sold and resold as securities, the homebuyer got a mortgage from the local bank that held it as an owner.
Then Fannie Mae and Freddie Mac would provide a secondary market for such mortgages to enhance the liquidity of the local banks to lend to more homebuyers.
About twenty years ago, the subprime mortgage-backed securities market, along with prime mortgage securities exploded.
They were sold again and again anywhere in the world to pension trusts, mutual funds, municipalities, as far away as northern Norway.
Homeowners did not know who owned the mortgages nor did the greedy intermediaries take care in making sure that all these various contracts in the chain of events were properly signed and notarized.
The dam started to break when last month, JP Morgan Chase, Bank of America and GMAC Mortgage declared they were suspending foreclosures in the 23 states where they first need a judge’s approval.
More banks, like PNC, followed
Soon all kinds of members of Congress, state attorneys general and state legislators were calling for a national moratorium on home foreclosures and thorough investigations on any shenanigans used for previous foreclosures.
Big numbers are involved.
Last year, 2.8 million people received a foreclosure notice and 3.2 million people will get one this year.
What has been called “a wall of loan documents” is now being called into question.
The ever-more remote chain between the homeowner and the investors, who ostensibly hold the mortgage, included middlemen (the loan originators) like the Bank of America and Wells Fargo who serviced the mortgage’s monthly payments for a fee and by “agreement” were in charge of handling foreclosures after a default.
Computerization and speed became a trapdoor for contractual sloppiness.
The banks get higher fees for foreclosing than for modifying the loans – certainly a perverse incentive at the expense of the beleaguered homeowner.
Banks put their investors first.
Even Mr. Wall Street himself, Secretary of the Treasury, Timothy Geithner testified before Congress in June that the big banks “have done a terrible job of making sure that they are doing everything they can to meet the needs of their customers who are facing the possibility of losing their home.”
Keep in mind that the taxpayers pick up the risk of many defaulted mortgages, especially through Fannie and Freddie.
The matrix of interconnected fine print contracts became too routinely robotized.
JPMorgan Chase says they have a “technical” paperwork problem with improper documentation that is fixable, but state laws can result in these banks and other partners falling by the fine print that they have used to dominate their consumer victims.
Signatures are required by owners, not by proxies using robo-electronic signatures via intermediate banks.
Notaries are not supposed to robo-notarize.
Note the cornerstone of notarization from the model notary act of the National Notary Association:
“Any process – paper-based or electronic – that is called notarization of a signature must involve the personal physical appearance of a principal before a commissioned notary. …
[T]he signer must appear in person before a duly commissioned notary public to affix or acknowledge the signature and be screened for identity, volition, and basic awareness by the notary.”
So casual were the big banks about what they considered “mere formalities,” that they created a company called the Mortgage Electronic Registration System (MERS) to accelerate the loan securitization process and save the banks hundreds of millions of dollars by having them avoid the expense of filing mortgages and paying fees each time a loan is resold.
How can a company – whether MERS or a bank – seize a home by foreclosure if it does not show proof of owning the mortgage?
This is the question more attorneys general, including Texas, Maryland and Connecticut, are demanding an answer to from MERS and the Banks.
As the Washington Post reported: “mortgages were created, and sold, sliced and diced, packaged and repackaged so quickly that financial firms had neither the time nor the patience to file paperwork in local courthouses as the loans were traded.
By using MERS, lenders were able to reassign loans quickly and cheaply but often the chain of ownership was not accompanied by an official paper trail. …
These problems contributed to the use of flawed and fraudulent paperwork, including backdated assignments and forged documents.”
State supreme courts in Maine, Kansas and Arkansas have judged that MERS doesn’t own the loans and therefore cannot foreclose on the houses.
Other courts have ruled in favor of MERS.
But the lower courts have been caught up with the same robosigning.
One judge in Florida admitted to signing off on 6000 foreclosures a week.
Notaries followed with their robo-notorizations. The judiciary’s embarrassment may affect some appellate judges’ judiciousness.
Now the title insurers are the next link in the chain, especially when the foreclosed home has already been sold to a new buyer.
The spider’s web spreads.
A lawsuit in California charges that billions of dollars in land recording fees have not been paid by the responsible parties, including MERS and the big banks.
Where have the bank regulators been all these years?
Underneath all this fine print abstruseness and the backhanded evasion of state rules is the contractual tyranny that infects the entire financial service economy and beyond.
To use Professor Elizabeth Warren’s phrase – they are full of “tricks and traps” for the consumer.
We have a major reform movement underway to simplify and redress the imbalance of power between vendors and consumers.
We want to advance all available mechanisms to replace contractual serfdom with the freedom of contract so touted by our founding fathers as a pillar of our economy.
For more information, visit faircontracts.org.
Also, you may wish to send copies of your vendors’ unfathomable fine print contracts, with whatever needs to be deleted to protect your privacy, by email to contracts@faircontracts.org, or by mail in care of Citizen Works, P.O. Box 18478, Washington, D.C, 20036.
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Come abbiamo scampato la crisi nel 2010: per quelli che possono meravigliarsi
DIARIO DELLA CRISI
Come abbiamo scampato la crisi nel 2010: per quelli che possono meravigliarsi!
19/12/2010
Di F. Allegri
Di recente ho saputo che qualcuno sostiene che l’Italia abbia superato la crisi meglio degli altri paesi europei. In apparenza è vero, ma prima di tutto va fatta una precisazione.
L’Italia ha superato meglio le crisi che hanno colpito altri paesi, dagli USA, al Madagascar, dall’Islanda alla Grecia all’Irlanda., da noi sono arrivate solo le schegge di esplosioni avvenute altrove.
Si può dire che non è ancora venuto il nostro turno! Leggi il resto di questo articolo »
LE AVVISAGLIE DI UNA CRISI EUROPEA CHE PUO’ ARRIVARE DAL 2011
LE AVVISAGLIE DI UNA CRISI EUROPEA CHE PUO’ ARRIVARE DAL 2011
17/12/2010
Di F. Allegri
In questi giorni ho riletto vari miei scritti e mi sono reso conto che mi sono sempre interrogato su quale gigante potesse cadere tra la Cina e gli Stati Uniti d’America.
In realtà c’è un terzo gigante che rischia qualcosa e si chiama UE.
Sia chiaro che a livello economico questo gigante è in condizioni migliori: lo dimostrano gli articoli di Ralph Nader e di Lester R. Brown che ho tradotto di recente.
Siamo più avanzati a livello tecnologico, molto meglio a livello di risparmio energetico, attivi a livello di partecipazione politica e sociale. Non è detto che queste siano delle virtù ….. (vedi sotto).
L’Europa unita ha anche 3 punti deboli evidenti:
a) alcuni paesi sono troppo poveri e faticano a stare nell’euro;
b) alcuni paesi sono troppo arretrati a livello economico per stare nell’euro;
c) non esiste un valore ideale dell’euro che possa accontentare tutti. Leggi il resto di questo articolo »
Rafforzate la gente
Rafforzate la gente (ancora sulla riforma finanziaria in USA)
26/04/2010
Di Ralph Nader
Caro Presidente Obama, Senatore Schumer e Senatore Shelby:
Alla vigilia del portentoso dibattito al Senato sul punto al quale l’industria finanziaria è arrivata così come per prevenire mega collassi futuri alle spalle di contribuenti, lavoratori e consumatori, un grande buco è stato trascurato.
Il buco attiene alla continua mancanza di potere degli investitori e dei consumatori – la gente sulla quale grava il peso di base dei crimini dell’avventatezza e dell’avarizia di Wall Street e che ha il più grande interesse per il forte rafforzamento della regolamentazione. Leggi il resto di questo articolo »
Lo spettro della crisi sull’Europa: le novità di questi giorni!
Lo spettro della crisi sull’Europa: le novità di questi giorni! Considerazioni finali sulla finanza internazionale
27/06/2010
Di F. Allegri
Scrivo una nuova riflessione sulla crisi e questa volta mi concentrerò sul malato europeo a partire dalle novità internazionali (e non) delle ultime settimane: la finanziaria di Tremonti, la svalutazione dell’Euro al 20%, la Tobin tax riesumata e ridimensionata al G 20 e la crisi sociale ed economica di una Cina che rivaluta la sua moneta del 20% e alza anche gli stipendi per un pari importo. C’è molto da dire.
Parto da un soggetto che è debole a livello politico in Europa: l’Italia di Tremonti e soci; non facciamo parte del mondo della cattiva finanza, ma abbiamo ereditato così tanti debiti che anche a noi tocca il salasso. Avevo scritto che la proposta Tremonti conteneva molte trappole e giochi di prestigio: troppe entrate sono presunte e tanti tagli non erano stati discussi con i diretti interessati! Leggi il resto di questo articolo »
Essi ci stanno dileggiando (no ai CEO di Wall Street)
Essi ci stanno dileggiando (no ai CEO di Wall Street)
31/12/2009
Di Ralph Nader
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Amici,
Warren Buffet dice che il salario dei dirigenti è il “test di acidità” della riforma aziendale.
Una società che non può tenere gli alti salari sotto controllo è una società fuori controllo.
L’intuito di Buffett si applica bene agli sforzi congressuale per la riforma di Wall Street.
Se i loro sforzi non mirano a controllare i pacchetti dei compensi oltraggiosi di Wall Street, allora siate sicuri che non faranno strada in altri campi. Leggi il resto di questo articolo »
La crisi arriva in parlamento (parte finale)
LA CRISI ARRIVA IN PARLAMENTO
Misure “urgenti” per contrastare la crisi economica (parte finale)
Appuntatevi le 10 proposte UDC!
30/03/2010
Di F. Allegri
Concludo la mia rassegna sul dibattito alla camera sul tema della crisi.
Purtroppo alcuni inconvenienti tecnici hanno rallentato il mio lavoro, ma mi permettono anche di fare due considerazioni politiche sulle elezioni regionali.
Queste meritano poco spazio; a mio avviso si useranno queste elezioni come spartiacque fra 2 delle tante fasi che caratterizzano questa crisi e quella che parte è di quelle dure!
La seconda cosa che voglio dire è che il voto accentuerà le divisioni nel governo e vedremo se (come dicono in tanti) il governo Berlusconi sarà sostituito da quello di Letta zio! Leggi il resto di questo articolo »
Rabbia popolare
Rabbia Popolare
29/12/2009
Di Ralph Nader
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“Per la prima volta in tanti anni ecco cosa mi è successo – ho udito frasi come queste: ‘Egli aveva perso il suo lavoro.’ ‘Lei aveva perso la sua casa.’ ‘Siamo in fallimento.’”
Amici,
Questa citazione è di un ispettore medico del Minnesota: parla dell’aumento dei suicidi. così la follia di Wall Street si traduce nella tragedia del mondo reale.
Le cronache dei notiziari e gli shows affaristici informativi preferiscono il dibattito retorico su concetti astratti come i credit default swaps.
Ma ciò che ultimamente interessa di più è: la speculazione avventata di Wall Street con “il denaro degli altri” ha milioni di vittime identificabili, alcune così disperate che perdono la speranza e commettono il suicidio. Leggi il resto di questo articolo »
Crisi e prossimo futuro
Elogio delle banche pubbliche e cooperative se non prestano ad interessi esosi!
22/09/2009
Di F. Allegri
La scorsa settimana ho ripreso a scrivere di crisi e credo di aver fatto bene perché in giro la buona informazione è più scarsa dell’acqua del deserto. Nei giorni scorsi mi sono imbattuto nelle analisi di una bella economista: forse dovrei dire nelle profezie di una fattucchiera. La bella signora sosteneva con tanto di ricerche e atti alla mano che le perdite del 2009 erano recuperabili e QUESTO SARA’ FATTO NEI PROSSIMI DIECI ANNI. Bene, io considero una profezia la frase che ho trascritto in maiuscolo ed essa non è destinata a realizzarsi in quel periodo, possiamo dircelo, almeno che non cambi radicalmente la politica economica. Questo cambiamento ad oggi non è ipotizzabile!
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La crisi! Quale crisi? Che, per caso il mondo è in crisi?
Di F. Allegri
Nelle ultime settimane non ho parlato della crisi anche se l’ultimo Nader su Wall Street che ho tradotto nei giorni passati si può iscrivere alla categoria degli scritti sulla crisi e in questo caso sarebbe un capolavoro. Nel corso di questo scritto rimedierò riepilogando l’ultimo anno di crisi, ma andiamo con ordine.
Tutti quelli che negavano la crisi ci dicono che essa è passata e che nel 2010 avremo la ripresa economica e alla fine di tale anno diminuirà anche la disoccupazione.
Sapete cosa sono questi? Scegliete tra deliri, falsità o un mix di entrambi!
Non si sa cosa accadrà, anche i catastrofisti sono divisi: c’è chi prevede tracolli a fine settembre, chi a fine ottobre. Altri sono più positivi e prevedono la fine degli USA per novembre, altri parlano di gennaio.
Insomma avremmo quattro tracolli dietro l’angolo e almeno a me sembrano troppi! Leggi il resto di questo articolo »