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Una Scarpa sulla Testa ….
Una Scarpa sulla Testa ….
Di Michael Moore
Martedì 28 Ottobre, 2010
Amici,
Lei era laggiù, lanciata sul pavimento da un Repubblicano con una camicia quadrettata.
Un altro Repubblicano forza il suo piede in e tra le sue gambe e la schiaccia giù con tutto il suo peso per bloccarla con un freno.
Poi un capo Repubblicano arriva sopra e con rabbia batte sulla sua testa con il suo piede.
Udite i suoi occhiali rompersi sotto la pressione.
Tenendo la sua testa giù con il suo piede, egli applica più forza per non farla muovere.
Il suo cranio e il suo cervello soffrono ora per una commozione cerebrale.
Il nome della giovane donna è Lauren Valle, ma lei è davvero tutti noi.
Per venire a questo Martedì, la destra – e i ricchi che hanno dietro – pianificano di portare la loro scarpa collettiva e di metterla giù con forza non solo sulla testa di Barack Obama, ma sulle teste di quelli che semplicemente non gli piacciono.
L’unione degli insegnanti? La scarpa!
La gente che pare Musulmana? La scarpa!
Chi pensa presto alla pensione? La scarpa!
Vivete in una casa che non potete più mantenere? La scarpa!
Fate un pochino meglio con il vostro salario minimo? La scarpa!
La ricerca sulla cellula staminale, il treno veloce, l’inversione del riscaldamento globale?
Ah! La scarpa per tutti voi!
Che cosa?
Vi piace che i vostri figli siano coperti dal vostro piano sanitario fino all’età di 26 anni?
La scarpa per loro e la scarpa per voi!
Vi amate con qualcuno del vostro genere?
Una doppia scarpata sul sedere per ciascuno di voi malati SOBs!
Sperate che sia rimasto qui in USA qualche lavoro per quando vi diplomerete?
Che dite di una bella scarpa sulla testa invece?
E il più importante, l’ultima scarpa è riservata all’uomo nero che probabilmente non era nato qui, certamente non è un cristiano ed è possibile che sia l’Anticristo spedito qui per controllare la distruzione del nostro vero stile di vita.
Una scarpa sulla tua testa, diavolo – Obama!
Sì, una grande scarpa è pesata per colpire ogni speranza – cambiamento che si possa aver avuto 2 anni fa e assicurare questo paese nelle mani di oligarchie e della polizia della cultura.
E se loro vinceranno Martedì, pianificano di non mostrare clemenza.
Non parleranno di scelta bipartisan, rami di ulivo o di tollerare le minacce di ostruzionismo.
Essi verranno e faranno il lavoro con un mandato poiché loro percepiranno che l’elettorato l’avrà dato a loro.
Essi non scorreggeranno in giro per 2 anni come fecero i Democratici.
Essi non “cercheranno il compromesso” o “non troveranno il terreno nel mezzo”.
Essi non vi incontreranno a mezza strada, sul terreno di gioco.
Essi sanno che la meta non si segna sulla linea delle 50 yard. Diversamente dai nostri ragazzi, non sono stupidi o senza carattere.
Non fate uno sbaglio su questo, amici miei.
Una tempesta perfetta ha radunato i razzisti, gli omofobici, i corporativi e i di nuovo rinati ed essi sono agitati.
I due anni di un uomo nero che segretamente parteggia per le idee socialiste poiché è il loro capo è più di quanto essi possono digerire.
Essi sono stati malati da morire fin dalla notte del 11/04/2008 e sono pronti per purificare.
Stavolta non necessitano di una corda e di un albero per fare il cambiamento che cercano (perché infastidire quando una bella scarpa su un’altra testa farà proprio bene, grazie).
Necessitano semplicemente di portare la loro base nei seggi (fatto), di convincere tante persone che Obama è responsabile per il fatto che esse non hanno un lavoro o una casa sicura (fatto), e poi sperano che molti di noi votanti di Obama si sia così frustrati, contrariati e del tutto matti con i Dems (fatto) fino allo stare a casa Martedì o, se voteremo, che noi non chiederemo ad altri 10 di andare a votare.
Fatto? O no?
Questi Repubblicani significano affare.
Le loro scarpe sono lucide e pronte.
Ma hanno un grosso problema: La maggioranza degli Americani non è d’accordo con loro.
La maggioranza vuole le truppe a casa.
La maggioranza vuole una vera copertura sanitaria universale.
La maggioranza vuole che la ruberia di Wall Street sia fermata.
La maggioranza crede che il riscaldamento globale esista, che la sicurezza sociale non vada privatizzata e che le unioni siano una cosa buona. Il partito di maggioranza ha fatto troppo male e poco bene per portare il cambiamento per il quale la maggioranza votò.
Sì, il cambiamento ha bisogno di tempo.
Ma cercate di dire quello a qualcuno che non ha lavorato in 2 anni.
O a chi sente i colpi alla porta dello sfratto dello sceriffo.
La minoranza con la scarpa sa come battere il ferro in una situazione come questa.
Tutto quello che gli serve siamo noi i contrariati, noi gli spaventati, noi i disgustati.
Che cosa dite?
Stiamo a casa e puniamo i Democratici venduti e mal inginocchiati?
O passate ogni attimo libero che c’è tra ora e martedì per proteggere qualche piccolo progresso che è stato fatto per poter lottare un altro giorno (anche se è con “alleati” come un Partito Democratico che è di più di quello che non ottiene il messaggio su quello che bisogna fare – ed ha, in effetti, passato molto tempo in 2 anni a dare ai progressisti la scarpata)?
Forse il nostro lavoro, dopo le elezioni, sarà di fornire una dolce ma lesta scarpata nel didietro del partito il cui simbolo è un asino.
Da adesso, abbiamo 112 ore.
Sembrano essere abbastanza.
Il vostro,
Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com
—
Tradotto il 10/03/2011 da F. Allegri. Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Ora si occupa del tesoretto di Tremonti. Su Facebook è Futuro Ieri.
TESTO IN INGLESE
A Boot to the Head …
from Michael Moore
Tuesday, October 28th, 2010
Friends,
There she was, thrown to the pavement by a Republican in a checkered shirt.
Another Republican thrusts his foot in between her legs and presses down with all his weight to pin her to the curb.
Then a Republican leader comes over and viciously stomps on her head with his foot.
You hear her glasses crunch under the pressure.
Holding her head down with his foot, he applies more force so she can’t move.
Her skull and brain are now suffering a concussion.
The young woman’s name is Lauren Valle, but she is really all of us.
For come this Tuesday, the right wing – and the wealthy who back them – plan to take their collective boot and bring it down hard on not just the head of Barack Obama but on the heads of everyone they simply don’t like.
Teachers union? The boot!
Muslim-looking people? The boot!
Thinking of retiring soon? The boot!
Living in a house you can no longer afford? The boot!
Doing a bit better with your minimum wage? The boot!
Stem cell research, the bullet train, reversing global warming?
Ha! The boot for all of you!
What?
You like your kids being covered by your health plan ‘til they’re 26?
The boot for them and the boot for you!
In love with someone of your own gender?
A double boot up the ass for every single one of you sick SOBs!
Hoping there’s a few jobs left here in the U.S. when you graduate?
How ‘bout just a nice boot to your head instead?
And most importantly, the last boot is saved for the black man who probably wasn’t born here, definitely isn’t a Christian and possibly might be the Antichrist sent here to oversee the destruction of our very way of life.
A boot to your head, Obama – devil!
Yes, one big boot is poised to stomp out whatever hopey – changey thing we might have had two years ago and secure this country in the hands of the oligarchs and the culture police.
And if they win on Tuesday, they plan to show no mercy.
They will not speak of bipartisanship or olive branches or tolerate any filibuster threats.
They will come in and do the job with a mandate they’ll perceive the electorate will have given them.
They will not fart around for two years like the Democrats did.
They will not “search for compromise” or “find middle ground”.
They will not meet you halfway on the playing field.
They know that touchdowns aren’t scored at the 50-yard line. Unlike our guys, they’re not stupid or spineless.
Make no mistake about it, my friends.
A perfect storm has gathered of racists, homophobes, corporatists and born agains and they are on fire.
Two years of a black man who secretly holds socialist beliefs being the boss of them is more than they can stomach.
They’ve been sick to death since the night of 11/04/2008 and they are ready to purge.
They won’t need a rope and tree this time to effect the change they seek (why bother when a nice shoe on another’s skull will do just fine, thank you).
They simply need to get their base to the polls (done), convince enough people Obama is responsible for the fact they don’t have a job or a secure home (done), and then hope enough of us Obama – voters are so frustrated, disappointed and downright mad at the Dems (done) that we’ll either stay home Tuesday or, if we vote, we won’t be carpooling with 10 others to the polls.
Done? Or not?
These Republicans mean business.
Their boots are all shined and ready.
But they’ve got one huge problem: The majority of Americans don’t agree with them.
The majority want the troops home.
The majority want true universal health coverage.
The majority want the thievery on Wall Street to be stopped.
The majority believe that global warming is happening, that social security shouldn’t be privatized and that unions are a good thing. Too bad the majority party has done precious little to bring about the change for which the majority voted.
Yes, change takes time.
But try telling that to someone who hasn’t worked in two years.
Or who hears the knock of the foreclosure sheriff at the door.
The booted-up minority knows how to make hay in a situation like this.
All they need is us, the disappointed, dismayed, disgusted us.
What say you?
Stay home and punish the weak-kneed, sell-out Democrats?
Or spend every free moment you have between now and Tuesday trying to protect what little progress has been made so we can live to fight another day (even if it is with “allies” like a Democratic Party that will more than likely still not get the message of what they need to do – and has, in fact, spent much of the past two years giving progressives the boot)?
Perhaps our job, post-election, is to provide a gentle but swift boot in the bee – hind of the party whose mascot is an ass.
Right now, we’ve got 112 hours.
Seems like enough.
Yours,
Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com
La presidenza Obama tra GM e la ShoreBank*
La presidenza Obama tra GM e la ShoreBank*
13/08/2010
Di Ralph Nader
Il trattamento dell’amministrazione Obama della sua comproprietà maggioritaria attuale del salvataggio di General Motors e la sua indifferenza verso la ShoreBank pionieristica ma in crisi (una banca di comunità di Chicago), sono lezioni sul come arriva a Washington, D.C. il Big/Bag comparato al Good/Small.
La nuova GM è emersa dalla bancarotta del 2009 con un bilancio pulito e tanti soldi del contribuente avendo diffuso i suoi cattivi beni e abbandonato i suoi azionisti comuni.
Nei primi 2 trimestri del 2010, esso ha segnalato un’inversione presentando oltre i $2 miliardi di profitti.
In cambio di un’infusione federale di ben più di $50 miliardi: il governo ha preso il 61 per cento di dividendo di proprietà. Leggi il resto di questo articolo »
Votare per tassare la rendita a New York*
Votare per tassare la rendita a New York*
06/08/2010
Di Ralph Nader
Voi non potete pensare alle seguenti realtà nello Stato di New York!
Notate le seguenti serie d’eventi causati da plutocrati sciocchi e vedete se voi cominciate ad arrabbiarvi.
L’avarizia, il potere, la speculazione imprudente e il furto del denaro dell’altra gente fatto dai Wall Streeters collassò l’economia USA in una profonda recessione che iniziò nel 2007-08.
Tali super ricchi banksters di Wall Street predarono miliardi di pensioni del lavoratore e dei risparmi del fondo comune mentre a livello nazionale 8 milioni di lavori furono perduti.
I banksters, timorosi che la loro avarizia arrogante spingesse giù dal dirupo le loro imprese, corsero a Washington, terrificarono i membri del Congresso con l’aiuto dell’ex CEO di Goldman Sachs travestito da Treasury Secretary Henry Paulson e spinsero il Bush White House in una serie d’enormi salvataggi del contribuente e garanzie pari a miliardi di dollari durante l’ultimo quarto del 2008.
Entro la fine del 2009, i welfaristi di Wall Street avrebbero registrato ancora una volta profitti record e bonus elevati come il cielo. Leggi il resto di questo articolo »
Dennis Kucinich: Afganistan, L’Ambiente e il Controllo Societario del Processo Politico
Dennis Kucinich: Afganistan, L’Ambiente e il Controllo Societario del Processo Politico
30/06/2010
Di Dennis Kucinich
Caro sostenitore:
D. Kucinich manda un messaggio basilare sull’Afganistan, la perdita di petrolio nel Golfo del Mexico e l’influenza del denaro societario sulle elezioni federali.
—————
Ciao, da Dennis.
Come sai, conduco lo sforzo di cercare di fermare la nostra nazione dal continuare il suo tragico errore in Afganistan.
Raduniamoci, America, per dire che è ora di finire la guerra una volta per tutte: proporre una data e sostenere la fine della guerra nel 2011, 2012.
Possiamo andare lentamente verso la fine di questa guerra per un altro decennio. Questo non è accettabile.
Non è accettabile a causa della perdita delle vite delle nostre truppe, della perdita delle vite di civili innocenti, del governo corrotto dell’Afganistan, perché non c’è modo di vincere e di stabilire una democrazia laggiù, perché non possiamo sostenere la guerra, perché abbiamo a casa delle cose che vanno curate: creare lavoro, salvare le case, aiutare a ricostruire le nostre città. Leggi il resto di questo articolo »
Non c’è tempo per la difesa del consumatore
Non c’è tempo per la difesa del consumatore
22/05/2010
Di Ralph Nader
Alla fine, tardi nel passaggio al Senato di Giovedì della legge di riforma finanziaria, il Senato non ebbe tempo per un potere del consumatore indipendente, non governativo.
Alla fine, dopo aver ascoltato gli sciami di banche corporative, i broker, fondi uovo, private equit e i lobbisti assicurativi, il Senato non ha tempo per l’emendamento del Senatore Chuck Schumer per creare una Financial Consumer Association no profit (FCA, SA 3772).
Alla fine, questa legge enorme da 1500 pagine spostò pochissimo potere direttamente agli azionisti e ai consumatori di servizi finanziari (ovvero tutti noi) o per usare meglio i tribunali o per organizzarsi in tutto il paese per contrattaccare i muscoli lobbisti dei golia finanziari pronti a mutare i nuovi regolatori in timbri per i rinvii infiniti. Leggi il resto di questo articolo »
La decadenza USA e la forza delle lobbies*
La decadenza USA e la forza delle lobbies*
29/03/2010
Di Ralph Nader
Una società non allarmata dai segni del suo decadimento (a causa della sua ideologia del mito continuo del progresso) separa se stessa dalla realtà e si invischia nell’illusione.
Una pietra di paragone (per misurare la crisi nella nostra economia politica statale e nella vita culturale) è la risposta a tale domanda: Le forze del potere (che fallirono in modo dimostrabile) diventano più forti dopo che il loro danno percepito interamente è di conoscenza comune?
La decadenza economica è ovunque. Povertà, disoccupazione, sfratti, esportazione di lavoro, debito al consumo, il logorio della pensione e la rovina infrastrutturale sono ben documentati.
L’auto-distruzione dei giganti finanziari di Wall Street, con i loro saccheggi e salassi dei miliardi del denaro dell’altra gente, è stata sottolineata per due anni. Leggi il resto di questo articolo »
Il vecchio film dell’ostruzionismo
Il vecchio film dell’ostruzionismo
17/03/2010
Di Ralph Nader
—
Il Senato USA è divenuto il cimitero del Congresso!
Dozzine di leggi approvate dalla Camera dei Rappresentanti – per migliorare l’economia, la sanità e la sicurezza degli Americani – sono bloccate al senato mese dopo mese.
Non è stato sempre così.
Negli anni sessanta e settanta, la legislazione relativa ai consumatori, ai lavoratori e allo sviluppo spesso partiva in Senato ed era spedita alla House con la speranza che quel corpo non la indebolisse o respingesse. Leggi il resto di questo articolo »
Il dibattito sull’Afganistan parte presto, oggi pomeriggio, alla Camera USA
Il dibattito sull’Afganistan parte presto, oggi pomeriggio, alla Camera USA
10/03/2010
Di Dennis Kucinich
Oggi è il giorno.
Questo pomeriggio avremo un voto sul se gli USA verranno via dall’Afganistan o rimarranno laggiù senza un termine definito.
E’ l’ora che il Congresso si confronti.
La Costituzione dice molto chiaro che i Poteri di Guerra appartengono al Congresso.
Sfortunatamente, una serie di Presidenti ha deciso di portare il paese in guerra e di continuarla senza chiedere il permesso espresso del Congresso.
Perciò questo è, di fatto, un tema Costituzionale che potrebbe essere di interesse per i membri del Congresso di tutta la nazione; qualunque sia la sua persuasione politica. Leggi il resto di questo articolo »
Kucinich e la Guerra in Afganistan: ancora sulla Risoluzione Privilegiata
Kucinich e la Guerra in Afganistan: ancora sulla Risoluzione Privilegiata
08/03/2010
Di Dennis Kucinich
Ciao da Dennis,
Questa settimana una risoluzione privilegiata sarà portata sul terreno della House of Representatives per fare un tentativo di portare via l’America dalla guerra in Afganistan.
Questa risoluzione, che ho scritto richiede che il Presidente rimuova le truppe entro 30 giorni dall’approvazione della risoluzione e non oltre il 31 Dicembre 2010.
Ci sono molte ragioni sul perché dobbiamo venire via dall’Afganistan; ne nominerò alcune.
Spendiamo centinaia di miliardi di dollari – del tutto improduttive – perché il governo centrale afgano è totalmente corrotto.
Abbiamo un migliaio di soldati che hanno perso la vita. E molti altri feriti, alcuni di loro in modo permanente. Leggi il resto di questo articolo »
All’Ombra del Potere del Distretto di Columbia*
All’Ombra del Potere del Distretto di Columbia*
05/03/2010
Di Ralph Nader
La nostra recente pubblicazione “In the Shadow of Power” è una collezione penetrante di 92 foto in bianco e nero sulla vita a Washington, DC, del fotografo venezuelano Kike Arnal.
Dopo numerosi libri e articoli del nostro gruppo, in oltre 40 anni, dove la premessa era che “mille parole valgono una foto”, sto pensando all’impatto del detto contrario “una foto vale mille parole”.
Se volete vedere la forza di queste 92 foto, aiutate dall’occhio critico dell’intervistatore autorevole, guardate il programma di un’ora su C-SPAN di Brian Lamb sul libro di Mr. Alnal (http://www.c-spanvideo.org/program/292161-1). Leggi il resto di questo articolo »
