Articoli marcati con tag ‘crisi internazionale’
Da Travaglio a Wikileaks
Da Travaglio a Wikileaks
11/05/2011
Di F. Allegri
Siamo arrivati alla fine del viaggio nel pensiero politico di Marco Travaglio e uso un suo scritto anche per presentare una mia nuova avventura.
Nei prossimi giorni comincerò a tradurre e commentare le rivelazioni fatte dal blog Wikileaks nei mesi scorsi ed eventualmente anche in futuro.
Oggi mi confronterò con lo scritto del 29 novembre 2010 che si intitolò: “NanoWikileaks”. Leggi il resto di questo articolo »
Il Mio Amico Barack
Il Mio Amico Barack
22/11/2010
Di Ralph Nader
Dopo quasi due anni passati, io posso immaginare George W. Bush che scrive al suo successore la seguente lettera:
Caro Presidente Obama:
Come voi sapete io sto smerciando il mio libro Decision Points e mentre faccio le interviste, la gente mi chiede che cosa io pensi del lavoro che voi state facendo.
La mia risposta è la stessa: Egli ha diritto di prendere le decisioni senza le mie critiche.
E’ un lavoro abbastanza duro anche così.
Ma le loro domande mi spinsero a scrivervi per esprimervi privatamente la mia continua ammirazione per il lavoro che state facendo.
Stupefacente! Leggi il resto di questo articolo »
Io non credo che gli USA falliranno
Io non credo che gli USA falliranno
25/03/2011
Di F. Allegri
Nel mondo delle idee eccentriche e conformiste italiane gira una strana riflessione a più voci, anche tra alcuni personaggi pubblici.
L’idea eccentrica è che gli USA falliranno presto, sommersi dal proprio deficit di bilancio e/o dalla loro ingiustizia sociale oppure dall’impossibile coesistenza della sua società multirazziale.
Io non credo che gli USA falliranno!
Qualche anno fa, sentii per la prima volta queste riflessioni durante un dibattito televisivo e questa tesi era sostenuta dal socialista Gianni De Michelis.
Egli basò la sua riflessione sulle ingiustizie sociali e sulla difficile convivenza tra i poveri latini o afro americani e i ricchi anglo sassoni: se ricordo bene, c’erano state delle piccole rivolte di quartiere in alcune metropoli come Los Angeles. Tutto molto circoscritto!
Solo in seguito ho sentito dire che gli USA potevano fallire a causa del loro deficit di bilancio crescente.
Oggi parlerò di questo ribadendo spesso che io non credo che gli USA possano fallire, è più probabile il fallimento portoghese e quello italiano.
Premetto anche che nel bilancio USA c’è solo una voce di spesa fuori controllo: quella delle spese militari, spesso gonfiate e o inefficienti per il resto quando finiscono gli stanziamenti finisce il servizio collegato e buonasera a tutti i bisognosi …..
L’altra ragione del deficit americano ha un nome è un cognome: si chiama esternalizzazione e globalizzazione!
Oggi approfondirò la mia riflessione commentando un scritto di Giulietto Chiesa del 6 novembre 2011 pubblicato da vari siti, tra i quali megachip.info, e intitolato: “USA: pratiche di fallimento”.
Chiesa parla di fallimento riferendo il fatto che la Federal Reserve acquistò a novembre 600 miliardi di dollari e ne prelevò altri 300/350 dal debito che la fed aveva acquisito. Questi ultimi erano stati immessi sul mercato dei titoli.
Qui rimando anche allo scritto del professor Nappini – “Il Belpaese e le sue paure: fine dell’impero?”.
Secondo Chiesa ed altri uno stato può morire stampando moneta e questo può accadere anche a quello che è, senza dubbio, il più forte di tutti.
1000 miliardi di carta potrebbero avvelenare il gigante!
Qui si devono fare due considerazioni.
1) io non credo che gli USA falliranno!
2) Chiesa, come altri, ha scoperto il signoraggio e non l’ha capito!
Il denaro è sempre carta, ma il legame tra la persona normale e il mezzo delle transazioni è di tipo magico e quindi la carta è sempre un valore anche quando essa non è garantita da oro o armamenti.
Il discorso del signoraggio, nella sua essenza, sarebbe applicabile anche alle monete conchiglia degli arcipelaghi dei mari del sud.
Se ai 1000 miliardi suddetti si aggiungono gli 800 stampati al momento del salvataggio bancario del 2008 ci si trova davanti ad una montagna di carta che secondo Chiesa potrebbe travolgere il gigante USA.
Anche qui vanno fatte due considerazioni.
1) il sistema fiscale USA leggerissimo è del tutto ignorato;
2) la forza USA non è nella sua moneta, ma nel suo esercito, nel suo territorio, nella sua popolazione e nella sua organizzazione nella quale dominano le multinazionali.
Gli USA non sono una torre di Babele.
Non temete gli USA non crolleranno.
E’ vero che questa creazione di moneta non ha precedenti e sovrasta anche le crisi del 1926 e del 1929, ma non va dimenticato che, con l’informatizzazione delle borse, la finanza internazionale ha venduto 12 volte la Terra e anche i terreni della Luna, a parte s’intende.
Sono veri e più interessanti i fatti che nel 2007 la Cina aveva comprato circa la metà (esattamente il 47%) delle nuove emissioni di cedole americane. Nel 2008, in piena crisi finanziaria, la Cina aveva ridotto della metà, al 20% circa. L’anno scorso gli acquisti cinesi si sono drasticamente quasi azzerati. Eravamo al 5%.
Anche questo fa parte della globalizzazione e a me dice una cosa diversa di quello che ci legge il Chiesa che si intende poco di economia e per niente di finanza magica e colonialista.
Ecco quello che leggo qui!
I cinesi sono la fabbrica del mondo e lavorano per ricevere questa carta tinta che è l’unico modo che hanno per poter importare immense quantità di cibo e carburante: parlo della soia e del petrolio!
Subito dopo Chiesa mi dice: “In queste condizioni non c’è più modo per pareggiare la bilancia commerciale degli Stati Uniti. Con un debito di queste dimensioni bisogna inoltre mettere a bilancio 300 miliardi di interessi annui da pagare. Come? Non lo sa nessuno”.
Qui farò 3 considerazioni.
1) L’economia USA è ancora superiore e di molto a quella cinese;
2) I ricchi USA pagano poche tasse, ad esempio a New York la tassa sulle transazioni di borsa è azzerata dalle deduzioni e dalle esenzioni;
3) Gli USA non falliranno.
Chiesa aggiunse che l’effetto primo di queste scelte sarebbe stato la svalutazione del dollaro.
Questo non è accaduto, qui vanno introdotti due scenari.
Dopo una scelta monetaria simile si possono prendere due percorsi, da un lato ci sono le riforme strutturali, dall’altro le guerre imperiali.
Al momento Obama le percorre entrambe, da un lato riorganizza l’industria automobilistica e vara una riforma delle borsa e della sanità (niente di notevole) e dall’altra parte la “guerra umanitaria” di Libia, un conflitto come quelli del passato che pare destinato a durare molti mesi, come minimo.
Al momento non si vede nemmeno l’inflazione che denuncia Chiesa, qui il merito è dell’Europa e di quei paesi che tengono d’occhio i loro deficit, se non altro la crisi del 1929 ha insegnato qualcosa ai nostri governanti!
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Ora si occupa del tesoretto di Tremonti. Su Facebook è Futuro Ieri.
500 miliardi di dollari, un partito assurdo e un politico apparente
500 miliardi di dollari, un partito assurdo e un politico apparente
10/11/2010
Di F. Allegri
Il professor Nappini mi sollecita a commentare il fatto che la FED si prepara a stampare altri 500 miliardi di dollari in titoli di stato. Sto raccogliendo il materiale per approfondire la questione, ma posso anticipare che tutto dipende dall’uso che sarà fatto di questi titoli.
Se saranno stipati nei forzieri delle banche accadrà poco, solo il lieve aumento della disoccupazione mal censito!
Se invece qualcuno cercasse di monetizzarli avremmo tracolli in serie, ma ad oggi questo resta il caso irrealizzabile.
NEL FRATTEMPO VOGLIO PUNTUALIZZARE CHE L’ITALIA HA OGGI UN PROBLEMA COMPLESSO E DIVERSO. Leggi il resto di questo articolo »
SAGGIO BREVE La troppa indulgenza con la Lega Nord viene da lontano!
SAGGIO BREVE
La troppa indulgenza con la Lega Nord viene da lontano!
09/09/2010
Di F. Allegri
In questi giorni rifletto e mi preoccupa anche la crisi politica nazionale del Belgio. Non voglio credere che quella crisi anticipi quella italiana e nel frattempo osservo gli sviluppi possibili del partito della famiglia Bossi e dei suoi 4 o 5 collaboratori in qualche modo federati che decidono tutto in quella impresa – partitoide.
Mi sono letto con attenzione la prosa del mio amico Riccardo Corsi, condivido il commento del professor Nappini, ma oggi preferisco riflettere su uno scritto di Marcello Veneziani del 4 maggio 2010 titolato: “Non è la Lega ad aver ucciso l’amor patrio”.
Io conoscevo solo l’amor patrio di Dante e sapevo che era un’invenzione di Petrarca, poi capite dal titolo del mio pezzo quale ragionamento andrò a sviluppare e su molti punti mi distaccherò da Veneziani. Leggi il resto di questo articolo »
Tendenze economiche per l’autunno
DIARIO DELLA CRISI
Tendenze economiche per l’autunno
28/08/2010
Di F. Allegri
Ora che la consueta ripresina estiva è esaurita vedo intorno a me il ritorno della paura del super tracollo americano. Fino a quando non ve l’annuncerò io non dovete avere paura!
In verità non c’era la ripresa e ora non avremo l’ecatombe.
Nei giorni scorsi c’è stata un’altra riforma importante in USA che conseguenze economiche importanti: mi riferisco al ritiro delle truppe USA dall’IRAQ. Sono venuti via 50.000 soldati.
Sapete quanto costa annualmente il mantenimento di un soldato in Iraq? Ve lo dico io, un milione di dollari. Ecco quindi che gli USA hanno tagliato una spesa da 50.000 milioni di dollari e questo è sicuramente un PICCOLO sollievo per le casse pubbliche americane. Leggi il resto di questo articolo »
Per me voteremo presto, con il rischio di una nuova crisi finanziaria
POLITICA ED ECONOMIA
PER ME VOTEREMO PRESTO, CON IL RISCHIO DI UNA NUOVA CRISI FINANZIARIA INTERNAZIONALE
19/08/2010
Di F. Allegri
Per me voteremo presto perché questo “conviene” a Berlusconi e forse a Bossi, certamente a Di Pietro: Lo capiremo entro poche settimane, a prescindere dal teatrino quotidiano. A mio avviso basterà poco per andare al voto: i programmi minimi in 4 punti, così eclatanti sono fatti per saltare, prendere tempo, logorare le maggioranze poi avete visto i 4 punti …… focolai per nuovi litigi che non servono al paese (parlo dei 4 punti, e anche dei litigi, ma in secondo luogo).
Dopo un anno di logoramento le scelte pubbliche di Fini (che chiudono un’esperienza durata 15 anni!), per paradosso, sono da considerarsi e valutarsi come un FAVORE al governo balneare del federalismo. Fini è la vittima di questo ennesimo governicchio perdurante di Berlusconi, passerà come un losco distruttore del governo di centro destra …. e voteremo nel 2011, salteranno anche i referenda su acqua, nucleare, “legittimo” impedimento. Un internauta mi ha anche chiesto di firmare una petizione per pretendere le dimissioni del presidente della camera …… a me! E sulla base del principio che un partito può essere proprietario di case a Montecarlo. E poi vi meravigliate se uno crede agli alieni verdi con 3 teste. Questa è la degenerazione del diritto democratico avviata nel 1880s in USA quando la compagnia ferroviaria fu considerata come una persona. Leggi il resto di questo articolo »
De Reditu Suo – 2° libro: La civiltà italiana come ricostruirla (V)
De Reditu Suo – Secondo Libro
La civiltà italiana come ricostruirla (V)
21/03/2010
Del Prof. I. Nappini
Il ragionamento sulla possibile ricostruzione della civiltà italiana deve includere una parte ragionata su quali FORZE oggi possono essere MOTIVATE E COINVOLTE IN UNA TENDENZA VOLTA A DETERMINARE LA RICOSTRUZIONE DELLA CIVILTÀ ITALIANA.
Purtroppo i tempi non sono felici, la civiltà da determinare e costruire è lontana; ben oltre la linea dell’orizzonte.
Occorre uno SFORZO PROFETICO NELLO STESSO TEMPO PEDAGOGICO per pensare il darsi di una civiltà sopra questa massa informe di macerie accatastate che compongono un presente fatto DI MITI PERDUTI, DI MEMORIE DISTORTE O DIMENTICATE, DI STAGIONI POLITICHE ROVINATE DALLA CORRUZIONE E DALLO SCORRERE DEL TEMPO. Leggi il resto di questo articolo »
De Reditu Suo – 2° libro: La civiltà italiana come costruirla (I)
De Reditu Suo – Secondo Libro
La civiltà italiana come costruirla (I)
13/03/2010
Del Prof. I. Nappini
Mi sono messo in un grosso guaio perché è quasi da folli pensare di creare a tavolino o con dei ragionamenti una civiltà che è al contrario l’esito di processi militari, storici e culturali concretissimi e vivi.
Eppure sono in debito verso i miei venticinque lettori e devo almeno delimitare i confini concettuali di una possibile ricostruzione della civiltà italiana.
PER PRIMA COSA RITENGO CHE OCCORRA PARTIRE DAL REALE E FARE L’OPPOSTO DI QUANTO TENTATO DAI GOVERNI TARDO-OTTOCENTESCHI E DAL FASCISMO.
Non è bene idealizzare le genti del Belpaese o vedere confini imperiali o di dominio politico e culturale.
L’IPOTESI DI UN DOMINIO ITALIANO SU UNA PORZIONE SIGNIFICATIVA DEL MONDO POTRÀ AVER LUOGO SOLO CON IL COLLASSO TOTALE DELLE CIVILTÀ EGEMONI SUL PIANETA; ESATTAMENTE QUELLO CHE HO SCRITTO NELLA FAVOLA (FILOSOFICA) DI BANANÌA. Leggi il resto di questo articolo »
De Reditu Suo – 2° libro: La guerra ieri, oggi e domani
De Reditu Suo – Secondo Libro
La guerra, ieri oggi e domani
31/01/2010
Del Prof. I. Nappini
Lo so che ragionare di guerra e conflitti non piace alla maggior parte degli italiani ma è un fatto che dal 1991 il Belpaese si è trovato coinvolto nelle nuove guerre, SI È PASSATI DA UNA SPEDIZIONE MILITARE ALL’ALTRA SEGUENDO AL BANDIERA DEL FU IMPERO BRITANNICO E LE INSEGNE DEGLI STATI UNITI D’AMERICA. Leggi il resto di questo articolo »

