Articoli marcati con tag ‘crisi sociale’

L’ora Di Rovesciare I Dittatori Multinazionali

Nel Pubblico Interesse
L’ora Di Rovesciare I Dittatori Multinazionali
18/02/2011
Di Ralph Nader
I 18 giorni di proteste non violente Egiziane per la libertà sollevano la domanda: l’America è la prossima? Se ci fossero ancora Thomas Jefferson e Thomas Paine in giro, probabilmente direbbero “che cosa stiamo aspettando?
Essi sarebbero atterriti dalla concentrazione del potere economico e politico in queste poche mani.
Ricordate quanto spesso questi due uomini misero in guardia sul potere concentrato. Leggi il resto di questo articolo »

Il Fascista Immaginario (sesto dialogo) La fine del lavoro

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
Il Fascista Immaginario (sesto dialogo)
La fine del lavoro

di I. Nappini
Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’estate del 2003.

SERGIO: Libri, il vostro problema è il vostro mondo cartaceo, un mondo lontano dal reale, dalla strada, dai problemi, dalla rabbia quotidiana.

LAZZARO: Ti sbagli. Qui con altri cerco di mettere assieme il pensiero con l’azione, i fatti del mondo con il vissuto quotidiano. Non è facile. LA VITA POLITICA NAZIONALE È DIVENTATA UNO SPETTACOLO, UNA FORMA D’ARTE DRAMMATICA DA PIAZZA MEDIATICA, PER QUESTO QUELLI COME NOI CERCANO DI SPOSTARE QUALCOSA, DI SPINGERE PROPRIO L’AZIONE POLITICA DAI LIBRI E DALLE FINZIONI TELEVISIVE IN STRADA, NELLE CASE, NELLE REALTÀ SOCIALI. Il mio agire tende ad essere pratico e realistico. Se la docenza universitaria pone in essere politiche di facoltà che comportano spese eccessive e insensate alla luce della più che PROBABILE CRISI SOCIALE CHE DERIVA DALLE SPECULAZIONI FINANZIARIE, DA QUESTE NUOVE GUERRE E DAI PROCESSI DI DE-INDUSTRIALIZZAZIONE, io cerco una soluzione compatibile con le mie possibilità. Se il ceto medio, ossia la ex piccola borghesia, s’impoverisce ancora per via del combinato di tasse, inflazione, peggioramento delle condizioni lavorative allora la maggior parte degli studenti e delle studentesse che frequentano questa facoltà non potrà sostenere il peso di tasse universitarie crescenti e della diminuzione delle borse di studio. Io devo considerare questo fatto più che probabile. IN QUESTO MOMENTO STORICO LE AZIENDE CHIUDONO PERCHÉ LE BANCHE E LE MULTINAZIONALI HANNO INTERESSE A PRODURRE IN CINA, IN PAKISTAN E IN GENERALE IN ASIA. Il costo del lavoro è basso e puoi con i costi di un operaio italiano o di una segretaria francese assumere tre o quattro persone nella lontana Asia. Tutta l’Europa è interessata dal processo. Ormai è chiara che in Asia si formerà una classe sociale di nuovi ricchi con centinaia di milioni di operai entro il 2012 mentre in Europa e negli Stati Uniti la forza lavoro e impiegatizia diminuirà di decine di milioni di unità.

SERGIO OSSERVA LA PILA DI CARTE, LIBRI, RIVISTE APPOGGIATA SUL TAVOLO. LAZZARO SI METTE DI FIANCO.

SERGIO: Questo libro ha un brutto titolo – “La fine del lavoro”. Forse è così, in effetti nei mercati di quartiere e nei discount vedo molta merce cinese e tante facce gialle. Ma ancora non capisco il legame fra la tua politica universitaria e questa barbarie straniera che monta.

LAZZARO: Non è facile, ma basta entrare nel meccanismo. SE UNA PARTE COSPICUA DELLA POPOLAZIONE DALLA QUALE PROVENGONO COLORO CHE FREQUENTANO L’UNIVERSITÀ PUBBLICA E DI STATO S’IMPOVERISCE IL NUMERO DELLE MATRICOLE CHE S’ISCRIVONO ALLE DIVERSE FACOLTÀ S’ABBASSERÀ DI ANNO IN ANNO. Quindi l’università sarà più povera, avrà meno fondi dalla tassazione universitaria e la docenza meno possibilità di accedere a fondi di ricerca o a risorse finanziarie. A quel punto le strade sono tre: FAR PAGARE MOLTO I SERVIZI esternandoli come la mensa universitaria e TAGLIARE LE BORSE DI STUDIO E I POSTI LAVORO nell’università; mettere il NUMERO CHIUSO per contenere le spese legate alla gestione di migliaia di studenti, e l’ultima è creare una REALTÀ UNIVERSITARIA PER POCHI PRIVILEGIATI. Questo vuol dire privatizzare, di fatto, l’università pubblica e creare una realtà elitaria estranea e ostile al dettato costituzionale che esige la libertà in materia d’insegnamento e l’accesso alla formazione e all’istruzione per i cittadini italiani. Per la parte ricca della popolazione che esce vincente dal processo di globalizzazione e di privatizzazione della vita umana e della cultura questo è un miracolo; SBATTONO FUORI COLORO CHE NON POSSONO CONTROLLARE DALLE PROFESSIONI LIBERALI E DALLA FORMAZIONE ALTA E METTONO DENTRO QUELLI CHE VOGLIONO LORO. Il problema è che si va verso una privatizzazione di tutti i beni e servizi ad esclusivo vantaggio di una minoranza di ricchissimi che si trovano ai vertici della piramide sociale.

SERGIO: Questo è un problema e hai ragione. Non è lecito che una minoranza senza merito e senza sacralità eserciti il potere sulla nostra gente. I RICCHISSIMI APOLIDI che controllano la finanza e la grande politica e le banche non sono dei governanti legittimi. Non sono guerrieri come i re antichi, non sono esperti di diritto come i consoli romani, non sono capi consacrati da Dio come gli imperatori romani o i re medioevali; ogni loro attività politica è iniqua e illegittima. Non Dio, non gli esseri umani, non la vittoria in guerra; nulla se non il male che è male giustifica o per meglio dire sostiene l’arbitrio dispotico di questi poteri oligarchici.

LAZZARO: Vedo che cominci a capire qualcosa di quel che faccio. Tutto si tiene e tutto è collegato. Le minoranze al potere controllano le banche, le banche sono proprietarie delle banche centrali che emettono moneta prestandola ai diversi Stati Europei, gli esecutivi degli Stati del Vecchio Mondo fanno la politica di queste minoranze. Non possono far altrimenti perché le banche centrali controllano il debito pubblico e di fatto sono autonome dai parlamenti e perfino dalla volontà degli esecutivi. Questo lavoro è svolto negli Stati Uniti dalla Federal Reserve, è la stessa cosa delle banche centrali dell’Europa solo che stampa dollari invece di Euro. Ne stampa trillioni, ormai garantiti solo dalla carta perché la valuta verde, come l’Euro del resto, è priva di copertura aurea. Chi controlla la moneta controlla la spesa o per meglio dire l’indirizza… E dal momento che stampa i denari, o li crea con un click su una tastiera nella stanza dei bottoni di qualche superufficio, questo soggetto politico di natura privata si compra i parlamentari a blocchi con i finanziamenti alle diverse formazioni politiche e ai gruppi editoriali o ai potentati che fanno capo ai diversi blocchi politici.

SERGIO: Fammi capire non abbiamo più la lira e la moneta è una cosa che stampano le banche centrali che sono di privati per conto dello Stato…

LAZZARO: Non proprio, dal momento che in realtà non danno il denaro allo Stato ma si può dire che lo prestano perché nel rilascio della valuta dalla Banca Centrale allo Stato c’è un qualcosa che è l’interesse. Questo è uno dei motivi per il quale lo Stato s’indebita e il potere delle banche è schiacciante nei confronti della società e della politica. Comunque il grosso della moneta in circolazione non è nemmeno cartaceo, non devono neppure spendere i trenta centesimi per il pezzetto di carta. IL GROSSO DELLA MONETA È VIRTUALE, È UNA MEMORIA NEL COMPUTER DI UNA BANCA. Cifre colossali si spostano con un paio di click da un continente all’altro senza bisogno di qualche filibustiere che porta la valuta o i gioielli all’estero. Ma di tutto questo si parla poco anche nelle nostre iniziative. Purtroppo la politica sembra rifiutare il confronto quando si tratta di banche e affini, e devo dire che si ragiona poco anche su queste nuove guerre e sui colossali interessi finanziari che ruotano intorno ad esse. Parlar di finanza con un politico italiano è come parlar di corde in casa d’impiccati. La mia lotta qui in facoltà è volta se vogliamo a contenere certi fenomeni che derivano dalla spettacolarizzazione e dalla trasmissione mediatica; è un fatto che la maggior parte dei contenuti dei documenti di noi studenti e dei professori in agitazione vengono travisati dalla stampa quando non apertamente mistificati. L’informazione è oggi come la politica tende allo spettacolare perché altrimenti dovrebbe raccontare cose spiacevoli. In questo modo spariscono dal discorso pubblico i conflitti d’interesse, le carriere folgoranti di personaggi protetti dai ricchi e dai politici, il signoraggio bancario, la mancanza totale di copertura aurea della valuta in circolazione, la disoccupazione crescente, l’uso indiscriminato del precariato, l’impoverimento dei ceti medi, la dissoluzione delle antiche abitudini e delle granitiche certezze politiche, l’emergere della potenza industriale ed economica cinese, indiana, russa, brasiliana e s’indebolimento della potenza statunitense e dei suoi alleati. Ovviamente anche le vere ragioni della protesta giovanile e studentesca sono taciute ma le riassumo in due parole che conosci di sicuro: debito e precariato.

SERGIO: Assisto a un miracolo. Uno come te che parla di cose serie che capisco e che tocco con mano tutti i giorni: “Debito, Precariato!“. Quanta verità in queste due parole.
————–
Scritto il 22 Ottobre 2010.
Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
Tra qualche giorno parleremo ancora di scuola e occupazioni, è quasi pronta la sesta puntata della Recita a Soggetto

De Reditu Suo -2° libro: Il Belpaese perso nel suo labirinto di finzioni

labirinto italico

labirinto italico

De Reditu Suo – Secondo Libro
Il Belpaese perso nel suo labirinto di finzioni

03/04/2010
Del Prof. I. Nappini
Le disperse genti del Belpaese amano ILLUDERSI, in tanti cercano di APPARIRE diversi da come sono, CREDONO ai cialtroni e ai ciarlatani della politica, SPERANO DI RICEVERE MIRACOLI o di vincere a qualche miracolosa lotteria che pare esista solo per loro.
La maggior parte delle genti del Belpaese è persa in un tremendo quanto immateriale labirinto, i problemi aspri e concretissimi delle famiglie italiane sono lasciati ai disgraziati che li subiscono.
Elencherò ora alcune vivissime preoccupazioni che avvelenano la vita delle genti del Belpaese:
LA CASA CON I SUOI COSTI IRRAGIONEVOLI è un problema grave che ritarda i matrimoni e spezza la serenità familiare, LA DISOCCUPAZIONE UNITA ALLA PRECARIETÀ E AI BASSI SALARI rallenta l’uscita dei giovani dalle famiglie, LA POVERTÀ SI È DIFFUSA e i ceti piccolo-borghesi e medi temono per il proprio tenore di vita, IL BENESSERE, I DENARI E LA VITA ALLEGRA DEI VIP spezzano inoltre l’autostima di milioni di italiani e italiane che osservandoli sulle riviste e nei programmi televisivi si sentono dei falliti. Leggi il resto di questo articolo »

La scuola tartassata: riflessioni a bocce ferme sull’ascensore bloccato!

l'ascensore è rotto!

La scuola tartassata: riflessioni a bocce ferme sull’ascensore bloccato!
13/07/2010
Di F. Allegri
La scorsa settimana abbiamo diffuso una lettera aperta di critica al ministro della pubblica istruzione e dell’università Gelmini. Tali scritto ha avuto un successo maggiore rispetto alla media degli altri scritti e questo risultato mi ha convinto che di problemi scolastici si può parlare anche a luglio.
Del resto la lettera stessa richiedeva un chiarimento e una specificazione. Il chiarimento deriva dal fatto che in tale scritto si chiedeva quali fossero le competenze della ministra che l’avevano condotta al suo delicato incarico. C’è una caratteristica che si può ipotizzare: si tratta di un soggetto esterno al mondo della scuola adatto a fare i tagli senza dialogare con le parti interessate.
Io penso che la signora sia stata scelta per fare i tagli e che lei abbia accettato quel compito in cambio del prestigio politico e sociale che deriva per un giovane avvocato dalla carica di ministro della repubblica. Leggi il resto di questo articolo »

De Reditu Suo – 2° libro – La fortezza nel deserto dei tartari

paesaggio tartaro

paesaggio tartaro

De Reditu Suo – Secondo Libro
La fortezza nel deserto dei tartari

15/02/2010
Del Prof. I. Nappini
Certo che è dura per uno come me far la parte del soldato che scruta il deserto dei tartari da una feritoia di una fortezza in mezzo al nulla aspettando il momento in cui quest’azione avrà un qualche senso.
QUESTA È LA CONDIZIONE DI QUANTI DA ANNI NON APPROVANO LE PRESENTI CONDIZIONI POLITICHE E SOCIALI; L’ATTESA DEL NUOVO RISCHIA DI DURARE TUTTA LA VITA E ANCHE QUALCOSA DI PIÙ. Leggi il resto di questo articolo »

Consiglio Comunale n°20 23/11/2011 PUA
Consiglio Comunale n°21 28/11/2011
Parassiti: spot istituzionale
Conto alla rovescia
febbraio: 2012
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