Articoli marcati con tag ‘crisi USA’

Nell’Interesse pubblico Delirio Istituzionale

Nell’Interesse pubblico
Delirio Istituzionale
06/12/2010
Di Ralph Nader
Se ci fosse un ospedale di salute mentale per le istituzioni, il Partito Repubblicano e i suoi dirigenti sarebbero ammessi come clinicamente deliranti. La loro bizzarra stramberia sembra non contenere confini percepibili.
Ripetutamente, questi supplicanti delle grandi imprese si opposero ad ogni misura, regolazione, legislazione che avrebbe aiutato direttamente i lavoratori, i consumatori, l’ambiente, i piccoli contribuenti e persino gli investitori in azioni.
Ci sono alcune eccezioni. Leggi il resto di questo articolo »

Mancare il Bersaglio sui Deficits

Dean Baker

Mancare il Bersaglio sui Deficits
29/11/2010
Di Ralph Nader
Le recenti relazioni delle due commissioni sul deficit – una nominata dal Presidente Barack Obama (fiscalcommission.gov) e l’altra dal privato Bipartisan Policy Center (bipartisan policy.org) – non difettano di specificità.
Infatti, sono così specifici che oscurano il bisogno di una filosofia pubblica più esplicita che riveli sia le loro predisposizioni di valore e il loro pensiero sul sistema dei valori.
Le composizioni dei due gruppi speciali sono definite chiaramente per raggiungere un consenso legislativo a Capitol Hill. Leggi il resto di questo articolo »

La Stampa torinese verso un voto amministrativo decisivo con approfondimento sulle elezioni primarie (secondo pezzo)

La Stampa torinese verso un voto amministrativo decisivo con approfondimento sulle elezioni primarie (secondo pezzo)
19/04/2011
Di F. Allegri
Ho già scritto nelle scorse settimane sull’attacco che Gramellini fece lo scorso novembre al presidente della regione Piemonte Cota.
Oggi tocca ad un altro scritto di Gramellini del 16/11/2010 che si intitolò “Nun te reggae più” e che si dedica alla sinistra torinese e non solo.
Questo è anche un articolo di costume e non una vera critica politica, ma intanto è bene chiarire che quando un comunicatore attacca due politici è quello attaccato per ultimo il vero bersaglio.
La nostra condizione politica è tragica, ma la stampa nazionale ha ancora voglia di scherzarci sopra e lo fa spesso, manca invece l’analisi più approfondita e la proposta: è un fatto generalizzato.
Questo articolo ha un titolo in dialetto Napoletano per ricordarci e farci pensare anche a come il PD e la sinistra hanno amministrato male Napoli, ma a mio avviso costituisce anche una critica giusta ad un PD che non trova un vero percorso politico da sviluppare.
In questo scritto Gramellini commentò le primarie di sinistra che in quel periodo si svolsero in vari comuni, ma non fece una critica centrata, il vero problema era nella qualità di queste primarie e non nei suoi esiti che ultimamente sono stati comunque paradossali.
Un voto primario non si improvvisa e serve prima di tutto un elenco chiaro e preciso di chi ha diritto al voto e un lavoro politico dei candidati.
E’ sbagliato svolgerle in un giorno solo, specie se si tratta di grandi città o di scelte per candidature nazionali.
Gli USA hanno elenchi chiari quando fanno le primarie, ce l’hanno i democratici e pure i repubblicani. Capita di rado che un elettore di un partito USA vada nel seggio dell’altro e quando ci va lo fa per deporre nell’urna una scheda nulla o bianca.
Da noi siamo già alle degenerazione e questo è dovuto al fatto che le primarie sono troppo avanzate per un paese che pensa ancora alla politica con le idee dell’ottocento.
Negli ultimi anni abbiamo avuto frotte di conservatori a votare Renzi a Firenze, a Napoli molti cinesi hanno votato compatti per … un ex margherita, a Milano ha vinto il candidato più a sinistra per danneggiare Bersani, ovvero l’unico democratico che può dialogare con queste forze minori.
Chi più ne ha , più ne metta, in ogni caso basterebbe riformare le primarie e prevedere queste degenerazioni.
Sia chiaro pure che in USA le primarie fanno parte della propaganda politica e non della partecipazione.
Se il centro destra vince è perché gli oppositori hanno anche questi limiti. C’è ancora troppo residuo del comunismo nel mondo del PD.
Un partito che si è baloccato per anni tra la via socialdemocratica e quella democratica e che dopo aver scelto la democrazia si è data un segretario social democratico, ma non troppo e con smanie di liberalizzazioni dopo campionatura.
Gramellini parlò di rifiuto mentale e di fastidio fisico che si sarebbe sviluppato nella base del PD e tra gli elettori verso i propri dirigenti del partito.
Non so se esista tale malessere, se c’è viene da lontano.
Credo pure io che il PD non possa portare l’Italia fuori dalla sua abulia e dal suo cinismo, ma io prendo le mosse dalle modeste espressioni dell’anti berlusconismo.
Non si può contestare Berlusconi solo sul piano di una morale che appartiene alla tradizione cattolica, soprattutto non può fare questo una sinistra.
Il mondo non berlusconiano deve basare la sua azione sull’organizzazione dei danneggiati dal Berlusconismo che sono tanti e divisi, si parte dal digitale terrestre, si passa dai querelanti in attesa di giudizio e si arriva ai giovani, ai pensionati e alle donne di questo paese.
Anche i lavoratori aspettano delle risposte diverse da un no al Bunga Bunga.
Io non le ho trovate nella conclusione del pezzo di Gramellini e posso dirvi che quando si guardano i mali dell’Italia si deve intravedere la crisi di un modello: quello politico americano!
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Franco Allegri coordina l’associazione Futuroieri, è laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

Io non credo che gli USA falliranno

Io non credo che gli USA falliranno
25/03/2011
Di F. Allegri
Nel mondo delle idee eccentriche e conformiste italiane gira una strana riflessione a più voci, anche tra alcuni personaggi pubblici.
L’idea eccentrica è che gli USA falliranno presto, sommersi dal proprio deficit di bilancio e/o dalla loro ingiustizia sociale oppure dall’impossibile coesistenza della sua società multirazziale.
Io non credo che gli USA falliranno!
Qualche anno fa, sentii per la prima volta queste riflessioni durante un dibattito televisivo e questa tesi era sostenuta dal socialista Gianni De Michelis.
Egli basò la sua riflessione sulle ingiustizie sociali e sulla difficile convivenza tra i poveri latini o afro americani e i ricchi anglo sassoni: se ricordo bene, c’erano state delle piccole rivolte di quartiere in alcune metropoli come Los Angeles. Tutto molto circoscritto!
Solo in seguito ho sentito dire che gli USA potevano fallire a causa del loro deficit di bilancio crescente.
Oggi parlerò di questo ribadendo spesso che io non credo che gli USA possano fallire, è più probabile il fallimento portoghese e quello italiano.
Premetto anche che nel bilancio USA c’è solo una voce di spesa fuori controllo: quella delle spese militari, spesso gonfiate e o inefficienti per il resto quando finiscono gli stanziamenti finisce il servizio collegato e buonasera a tutti i bisognosi …..
L’altra ragione del deficit americano ha un nome è un cognome: si chiama esternalizzazione e globalizzazione!
Oggi approfondirò la mia riflessione commentando un scritto di Giulietto Chiesa del 6 novembre 2011 pubblicato da vari siti, tra i quali megachip.info, e intitolato: “USA: pratiche di fallimento”.
Chiesa parla di fallimento riferendo il fatto che la Federal Reserve acquistò a novembre 600 miliardi di dollari e ne prelevò altri 300/350 dal debito che la fed aveva acquisito. Questi ultimi erano stati immessi sul mercato dei titoli.
Qui rimando anche allo scritto del professor Nappini – “Il Belpaese e le sue paure: fine dell’impero?”.
Secondo Chiesa ed altri uno stato può morire stampando moneta e questo può accadere anche a quello che è, senza dubbio, il più forte di tutti.
1000 miliardi di carta potrebbero avvelenare il gigante!
Qui si devono fare due considerazioni.
1) io non credo che gli USA falliranno!
2) Chiesa, come altri, ha scoperto il signoraggio e non l’ha capito!

Il denaro è sempre carta, ma il legame tra la persona normale e il mezzo delle transazioni è di tipo magico e quindi la carta è sempre un valore anche quando essa non è garantita da oro o armamenti.
Il discorso del signoraggio, nella sua essenza, sarebbe applicabile anche alle monete conchiglia degli arcipelaghi dei mari del sud.
Se ai 1000 miliardi suddetti si aggiungono gli 800 stampati al momento del salvataggio bancario del 2008 ci si trova davanti ad una montagna di carta che secondo Chiesa potrebbe travolgere il gigante USA.
Anche qui vanno fatte due considerazioni.
1) il sistema fiscale USA leggerissimo è del tutto ignorato;
2) la forza USA non è nella sua moneta, ma nel suo esercito, nel suo territorio, nella sua popolazione e nella sua organizzazione nella quale dominano le multinazionali.

Gli USA non sono una torre di Babele.
Non temete gli USA non crolleranno.

E’ vero che questa creazione di moneta non ha precedenti e sovrasta anche le crisi del 1926 e del 1929, ma non va dimenticato che, con l’informatizzazione delle borse, la finanza internazionale ha venduto 12 volte la Terra e anche i terreni della Luna, a parte s’intende.
Sono veri e più interessanti i fatti che nel 2007 la Cina aveva comprato circa la metà (esattamente il 47%) delle nuove emissioni di cedole americane. Nel 2008, in piena crisi finanziaria, la Cina aveva ridotto della metà, al 20% circa. L’anno scorso gli acquisti cinesi si sono drasticamente quasi azzerati. Eravamo al 5%.
Anche questo fa parte della globalizzazione e a me dice una cosa diversa di quello che ci legge il Chiesa che si intende poco di economia e per niente di finanza magica e colonialista.
Ecco quello che leggo qui!
I cinesi sono la fabbrica del mondo e lavorano per ricevere questa carta tinta che è l’unico modo che hanno per poter importare immense quantità di cibo e carburante: parlo della soia e del petrolio!
Subito dopo Chiesa mi dice: “In queste condizioni non c’è più modo per pareggiare la bilancia commerciale degli Stati Uniti. Con un debito di queste dimensioni bisogna inoltre mettere a bilancio 300 miliardi di interessi annui da pagare. Come? Non lo sa nessuno”.
Qui farò 3 considerazioni.
1) L’economia USA è ancora superiore e di molto a quella cinese;
2) I ricchi USA pagano poche tasse, ad esempio a New York la tassa sulle transazioni di borsa è azzerata dalle deduzioni e dalle esenzioni;
3) Gli USA non falliranno.

Chiesa aggiunse che l’effetto primo di queste scelte sarebbe stato la svalutazione del dollaro.
Questo non è accaduto, qui vanno introdotti due scenari.
Dopo una scelta monetaria simile si possono prendere due percorsi, da un lato ci sono le riforme strutturali, dall’altro le guerre imperiali.
Al momento Obama le percorre entrambe, da un lato riorganizza l’industria automobilistica e vara una riforma delle borsa e della sanità (niente di notevole) e dall’altra parte la “guerra umanitaria” di Libia, un conflitto come quelli del passato che pare destinato a durare molti mesi, come minimo.
Al momento non si vede nemmeno l’inflazione che denuncia Chiesa, qui il merito è dell’Europa e di quei paesi che tengono d’occhio i loro deficit, se non altro la crisi del 1929 ha insegnato qualcosa ai nostri governanti!
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Ora si occupa del tesoretto di Tremonti. Su Facebook è Futuro Ieri.

Le Tavole delle colpe di Madduwatta Il Belpaese e le sue paure: Fine dell’Impero?

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
Il Belpaese e le sue paure: Fine dell’Impero?

Di I. Nappini
Le paure del Belpaese sono troppe, le nostre genti difformi cercano di nascondere quelle più imbarazzanti. La giornata di autunnale oggi è propizia per scrivere qualcosa sulla crisi dell’Impero made in USA. I miei venticinque lettori si sono sorpresi nelle scorse settimane a leggere scritti di vario genere che descrivevano le inquietudini crescenti, sotto forma di narrazione teatrale, fantastica, di scritto estemporaneo, delle genti del Belpaese anche rispetto a questo evidente declino. Oggi venerdì 5 novembre 2010 osservo un pezzo de “Il Fatto” nelle pagine dell’economia a firma di tal “Superbonus” che così s’intitola:”Un’ondata di dollari travolge l’economia mondiale, La Federal Reserve Americana stampa centinaia di miliardi di dollari e l’Europa si preoccupa”. L’articolo esprime perplessità e preoccupazione perché: “La Federal Reserve americana ha deciso mercoledì di dare via alla seconda ondata di “quantitative easing”.
Un’ espressione all’apparenza freddamente scientifica che nasconde l’ultima mossa disperata dell’establishment americano: la FED comprerà i titoli del debito americano semplicemente stampando denaro. Gli Stati Uniti potranno così mantenere il rapporto deficit/PIL al 13 per cento (superiore a quello della Grecia) e confidando nel fatto di potersi comunque indebitare a bassi tassi attraverso l’emissione di obbligazioni. Perché ci sarà sempre la FED a comprare. Non viene creata ricchezza con la produzione industriale, con la produzione o la fornitura di servizi. Si crea solo moneta per comprare debito. La Federal Reserve aveva già acquistato 1.700 miliardi di dollari in titoli immettendo nel sistema altrettanta liquidità e si appresta ora a comprarne altri 600 miliardi.”
L’articolo prosegue con le crescenti preoccupazioni degli esecutivi dei paesi del G20, la crisi rischia di trasformarsi di nuovo, di diventare qualcosa di mai visto prima e forse qualche leader già pensa a politiche protezionistiche e alla tassazione delle merci. Personalmente ritengo che se così fosse il WTO e i processi di globalizzazione verrebbero spazzati via per far posto a logiche di potenza imperiale e di dominio e controllo sui mercati e sulle risorse planetarie. Altro che mercato che regola! Qui se le manovre per uscire dalla crisi fanno il tonfo si torna di corsa alla politica delle cannoniere di fine Ottocento e alle bandierine dei diversi imperi sul mappamondo. L’Italia per sua disgrazia dal crollo dell’Impero Romano d’Occidente si è quasi sempre trovata nella difficile condizione d’essere un territorio conteso fra imperi e regni stranieri. Neanche l’Unità d’Italia ci ha salvato dalle pressioni e dagli interessi forestieri oggi  in conseguenza della sconfitta del Regno d’Italia e del Duce nella Seconda Guerra Mondiale l’Italia ospita 113 basi militari a Stelle e Strisce. Siamo parte di un Impero Globale con interessi e arsenali enormi che oggi è al fronte in Iraq e Afganistan e deve stampare banconote garantite dal debito pubblico più grande del Pianeta Azzurro per resistere alla pressione interna e  alla guerra asimmetrica che gli muovono nemici palesi e occulti.
Le genti disperse e difformi del Belpese per via della loro bimillenaria storia di invasioni, vessazioni, massacri  e rapine  perpetrate da occupanti stranieri e da pretendenti al trono di Cesare fiutano come cani da tartufi la crisi imperiale. Ecco che da alcuni anni a questa parte con discrezione i ricchissimi del Belpaese scoprono il fascino della Russia Putiniana o le grandezza del capitalismo comunista cinese. Cina comunista e Russia post-comunista investono nel Belpaese cifre non da poco, e la curiosissima posizione italiana sulla guerra di Georgia di qualche anno fa rivela quanto le minoranze al potere nel Belpaese siano interessate non tanto alla fedeltà atlantica quanto ai buoni affari e alle prospettive di guadagno e di stabilità sociale nel Belpaese, del resto se la Penisola fosse sconvolta da scioperi e ingovernabilità i ricchi al potere vedrebbero diminuire le loro rendite e sfumare appalti e affari. La finta pace fra gli imperi è vitale per queste piccole minoranze al potere.
Il problema è questo canovaccio plurisecolare da teatro dei burattini di servire due o più padroni lodandoli e corteggiandoli e mettendo l’uno contro l’altro per scroccare mance e qualche piccolo privilegio non regge alla prova della guerra e nel momento nel quale i forti del mondo passano alle vie di fatto. “Ultima Ratio Regum” era inciso sui cannoni di Re Sole, e non solo sui suoi. C’è sempre il momento nel quale il mondo umano passa dalla commedia, magari a sfondo erotico, alla tragedia epocale e al delirio sanguinario e criminoso. In questo caso i mugugni, le battutine, i timori, i dubbi non saranno utili, rischiano solo di peggiorare la condizione delle genti disperse e difformi del Belpaese.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-11-05/presidente-cinese-scavalca-obama-093735.shtml?uuid=AY7RP9gC

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Scritto il 5 novembre 2010 dal professor I. Nappini.
Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
Tra qualche giorno tornerà il fascista immaginario:sarà l’ottavo episodio e si parlerà di Capitan Harlock e di Lupin III.

Oggi E’ il Giorno ….

Oggi E’ il Giorno ….
Di Michael Moore
Martedì, 2 Novembre, 2010
Amici,
Questa lettera non contiene (quasi) critiche al come i Democratici ci hanno portato a questo giorno importante per loro stessi.
Quello — e il dove andare da qui — sarà il soggetto della lettera di domani.
Oggi, abbiamo un lavoro e uno solo: Fermare il ritorno della più grande classe criminale, il Partito della Guerra che (con pochi incapaci Democratici) creò il gran pasticcio in cui siamo.
C’è una buona notizia questa mattina: Il sondaggio finale di ABC/Washington Post mostra che, tra gli elettori registrati, la gente dice ancora che lei preferisce i Democratici sui Repubblicani con una percentuale di 5 punti.
E’ solo quando i sondaggisti chiedono “come votanti” chi vogliono loro che i Repubblicani passano in testa di pochi punti. E’ chiaro che la maggioranza degli elettori vuole i Dems, ma si prevede che i Repubblicani vinceranno perché i votanti Dem staranno a casa.
Perciò, la missione è semplice: accertarsi che nessuno conoscente STIA A CASA OGGI.
Ecco cosa andrò a fare proprio ora e quello che chiedo di fare insieme a me ai milioni di voi che leggeranno questo:
1. Scrivete chiamate o testate tutti i non Repubblicani nella vostra agenda personale e ricordate loro di votare Democratico oggi.
Se loro (giustamente) lamentano che i Dems gli hanno deluso, dategli ragione, poi chiedetegli di leggere l’articolo di R. Maddow dell’altra notte dove lei con correttezza elenca la dozzina o quasi di cose che il congresso Democratico fece bene — tipi di cose che non vedremo mai dai Repubblicani se vinceranno (il pari salario per le donne, la liberazione dei prestiti studenteschi dalle mani avare delle banche, il finanziamento dei primi treni proiettile, l’aumento dei benefici per i veterani che Bush negò per 8 anni, ecc).
2. Postate un ricordo generale di votare (e per chi votare) sulla vostra pagina facebook e sussurratelo anche ai vostri seguaci su Twitter.
3. Se avete il tempo, andate allo HQ del candidato locale o all’ufficio del Partito Democratico locale e offrite di fare telefonate o di dare alla gente i passaggi per i seggi.
4. Pensate locale. Non importa dove siete in America, c’è qualcuno al voto oggi nella vostra città che merita il vostro voto. Garantito.
Se siete in Wisconsin e siete stufi di H. Reid per aver permesso a J. Lieberman di far deragliare l’opzione pubblica sulla sanità, non permettete che ciò vi fermi dall’ottenere tutto ciò che sapete andando a votare per Russ Feingold.
In Florida e furiosi per il modo in cui l’amministrazione Obama viziò Wall Street?
Tutto è la più grande ragione per dire a ogni singola persona che conosci nell’area di Orlando di andare a votare per Alan Grayson.
In California e folle per il totale fallimento Democratico sul riscaldamento globale?
Potete ancora cambiare il mondo per il meglio invitando tutti i vostri amici a votare per la Prop. 19 per legalizzare l’uso personale di marijuana (e fermare i numeri record di persone che mettiamo in prigione e non dovrebbero starci).
5. Spiegate a quelli che hanno ceduto e non vogliono votare oggi che ad Obama fu trasmesso un guaio terribile che lui non aveva creato.
Egli potrebbe comprendere ora che si è mosso troppo lentamente e ha compromesso troppo nella grande robaccia che bisognava fare (dopo tutto, Goldman Sachs fu il suo #1 finanziatore privato nell’elezione del 2008).
Ma negli ultimi 2 mesi ha fatto alcune mosse buone — prendendo a calci dei generali, scaricando il consigliere/demolitore economico L. Summers, e assumendo nuova gente come l’avvocato del consumatore Elizabeth Warren.
Le cose sono molto brutte proprio ora.
Ma potrebbero divenire MOLTO peggiori.
La guerra con l’Iran? Una Seconda Grande Depressione genuina e mondiale?
Un Congresso Repubblicano trascorrerà ogni secondo a cercare di farla accadere.
6. Infine, va fatto sapere ai politici Democratici che il nostro voto pone una grande condizione: se loro non si metteranno in ordine, non avranno coraggio e non faranno ciò che ci aspettiamo da loro, troveremo candidati alternativi per correre contro di loro nel 2012.
E noi abbiamo questa intenzione.
Vai a votare oggi, ma firma anche la petizione che io spedirò ad ogni Democratico eletto – la petizione “Io Voto Democratico Ma Io Lavorerò per SconfiggerVi la Prossima Volta se Voi Non Farete il Vostro Lavoro”, oppure la petizione “I Democratici alla Prova”.
Dichiaragli pubblicamente la notizia che noi daremo loro altri due anni per iniziare a fare le cose che gli eleggemmo per fare.
Se essi si muovessero di un altro pollice verso il “centro” o la destra, essi non otterranno più il nostro voto. E noi miriamo agli affari.
Bill Maher disse: “Noi abbiamo un partito di centro-destra e un partito folle. Negli ultimi 30 anni, i Democratici si sono mossi verso destra e i Repubblicani si sono spostati in un ospedale psichiatrico”. Questo è quasi un riassunto.
Ma lui disse anche: “Certo, Io sono folle per i Democratici. Io sono anche matto per la mia impresa del telefono cellulare. Ma non getto via il mio telefono cellulare perché sono matto e poi mi lavo i denti con la cacca del cane”.
Si sa tutti che questa non è la migliore situazione in cui stare. Perciò considerate questa ultima ragione per uscire e votare:
Ci sono buone persone che il paese non ha mai udito tra chi corre oggi in tutta l’America, la gran parte di loro per la prima volta.
Proprio ora da qualche parte in questa grande terra, la donna che darà il voto decisivo al Senato per il single payer nel 2016 corre come sindaco nel tuo paese, è la sua 1° grande corsa.
In un altro luogo, la persona che diverrà la prima presidentessa donna degli Stati Uniti nel 2020 sta correndo per il parlamento statale per la prima volta.
Le loro carriere saranno finite e quel futuro non accadrà se voi non vi fate vedere oggi.
Andate su theballot.org, scoprite chi è grande e corre dove voi vivete, e poi fatevi vedere a votare per loro.
Potreste accendere la scintilla che salverà il nostro asino triste da qualche parte giù in strada.
Non storcete il naso proprio oggi mentre andate in cabina — accendete una rivoluzione futura.
La sola cosa che rende gli “honchos” delle multinazionali più felici del non pagare le tasse è l’assicurarsi che voti meno gente possibile.
Essi pensano di aver comprato questa elezione.

Vai e dimostra che loro sbagliano.
Il Vostro,
Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com
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Tradotto il 17/03/2011 da F. Allegri. Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

TESTO IN INGLESE
Today Is the Day …

from Michael Moore
Tuesday, November 2nd, 2010
Friends,
This letter contains (almost) no criticisms of how the Democrats have brought this day of reckoning upon themselves.
That — and where to go from here — will be the subject of tomorrow’s letter.
Today, we have one job and one job only: Stop the return of the bigger criminal class, the Party of War, the people who (with a few Democratic enablers) manufactured the very mess we are in.
There is good news this morning: The final ABC/Washington Post poll shows that, among registered voters, people still say they prefer the Democrats over the Republicans by 5 percentage points.
It’s only when the pollsters ask “likely voters” who they want that the Republicans come out ahead by a few points. So it’s clear the majority of voters want the Dems, but the prediction is the Republicans will win because Dem voters are going to stay home.
So, our mission is simple: make sure no one we know STAYS HOME TODAY.
Here’s what I am going to do right now and what I’m asking the millions of you reading this to join me in doing:
1. Email, call and/or text every non-Republican in your personal address book and remind them to vote Democratic today.
If they (rightfully) complain that the Dems have been disappointing, tell them they’re right, then ask them to watch this editorial by Rachel Maddow last night where she correctly lists the dozen or so things this Democratic congress did right — the types of things we’ll never see from the Republicans if they take over (equal pay for women act, taking student loans out of the greedy hands of the banks, funding for our first bullet trains, boosting veterans benefits after Bush refused to for 8 years, etc.).
2. Post a general reminder to vote (and who to vote for) on your facebook page and tweet it to your Twitter followers.
3. If you have the time, go down to a local candidate’s HQ or the local Democratic Party office and offer to make calls or give people rides to the polls.
4. Think local. No matter where you are in America, there’s someone on the ballot today in your town who deserves your vote. Guaranteed.
If you’re in Wisconsin and you’re pissed at Harry Reid for letting Joe Lieberman derail the public option on health care, don’t let that stop you from getting everyone you know to go vote for Russ Feingold.
In Florida and furious at the way the Obama administration coddled Wall Street?
All the more reason to call every single person you know in the Orlando area to go vote for Alan Grayson.
In California and mad about the total Democratic failure on global warming?
You can still change the world for the better by showing up with all your friends to vote for Prop 19 to legalize personal use of marijuana (and stop the record numbers of people we put in prison who don’t belong there).
5. Explain to anyone who’s given up and doesn’t want to vote today that Obama was handed a terrible mess that he didn’t create.
He may now understand he’s moved too slow and compromised too much on the big stuff that needed to get done (after all, Goldman Sachs was his #1 private contributor in the 2008 election).
But in the last couple months he’s made some good moves — booting some generals, dumping economic advisor/wrecker Larry Summers, and hiring new people like consumer advocate Elizabeth Warren.
Things are very bad right now.
But they can get MUCH worse.
War with Iran? A genuine worldwide Second Great Depression?
A Republican Congress will spend every second trying to make it happen.
6. Finally, we must let the Democratic politicians know that our vote comes with one big condition: If they do not straighten up, get a spine and do what we expect of them, we will find alternate candidates to run against them in 2012.
And we mean it.
Go vote today, but also sign this petition that I’ll deliver to every elected Democrat — the “I’m Voting Democratic But I Will Work to Defeat You Next Time if You Don’t Do Your Job” petition, aka “The Democrats on Probation” petition.
Let’s publicly put them on notice that we’ll give them just two more years to start doing the things we elected them to do.
If they move one more inch to the “center” or to the right, they will never get our vote again. And we mean business.
Bill Maher said, “We have a center-right party and a crazy party. Over the last 30 years, the Democrats have moved to the right, and the Republicans have moved into a mental hospital”. That about sums it up.
But he also said, “Sure, I’m mad at the Democrats. I’m also mad at my cell phone company. But I don’t throw away my cell phone cause I’m mad and then rub dog shit on my teeth.”
We all know this isn’t the best situation to be in. So consider this one last reason to get out and vote:
There are good people the country has never heard of who are running today all across America, most of them for the first time.
Somewhere in this great land right now, the woman who will cast the deciding vote in the Senate for single payer in 2016 is running for mayor of your city in her first big race.
Somewhere else, the person who will become the first female president of the United States in 2020 is running for the state house for the first time.
Their careers will be over and that future will never be if you don’t show up today.
Go to theballot.org, find out who’s great and running where you live, and then show up to vote for them.
You may help light the spark that will save our sorry ass somewhere down the road.
Don’t just hold your nose today as you go in the booth — go ignite a future revolution.
The only thing that makes the corporate honchos happier than paying no taxes is making sure as few people vote as possible.
They think they’ve bought this election.
Go prove them wrong.
Yours,
Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com

La strada per la schiavitù multinazionale

La strada per la schiavitù multinazionale
30/10/2010
Di Ralph Nader
Fu lo stratega elettorale di Bill Clinton, James Carville, che nel 1992 creò lo slogan elettorale: “E’ l’Economia, Stupido”.
Per le elezioni Congressuali del 2010, lo slogan poteva essere stato: “E’il Controllo e il Crimine Multinazionale, Stupido”.
Ma malgrado l’ultima ondata di crimine multinazionale, la devastante ricaduta su operai, investitori e contribuenti dovuta all’avarizia e alla corruzione di Wall Street, e l’abbandono dei lavoratori fatto dalle corporations USA a favore di regimi repressivi stranieri, i Democratici non sono riusciti a concentrare la rabbia del votante sui supremi multinazionali.
Il gigantesco controllo multinazionale del nostro paese è così vasto che la gente che si definisce senza un senso politico – liberale, conservatore, progressivo, libertario, indipendente o anarchico – dovrebbe essere unita contro il rullo compressore del Grande Affare avventato.
I Conservatori hanno bisogno di ricordare gli avvertimenti critici e pungenti contro i cattivi comportamenti o contro gli affari e i commerci ingannevoli fatti da A. Smith, F. Bastiat, F. Hayek e altri famosi intellettuali conservatori.
Tutti sanno che l’istinto e la guida commerciale conoscono pochi limiti al calpestio senza fine o alla distruzione dei valori civici di base per ogni società civilizzata.
Quando l’80% degli americani intervistati credono che ‘l’America sia in declino’, riflettono in parte il declino del vero reddito del proprietario di case e del potere contrattuale dei lavoratori frantumato dalle imprese globali.
Gli USA vinsero la seconda guerra mondiale.
La Germania perse e fu devastata.
Notate pure il titolo evidenziato sul Washington Post del 27 Ottobre – “Un contratto con BMW significa lavori per 1.000 in S. Carolina: I lavoratori allineati per $15 all’ora – la metà di quello che guadagnano le controparti tedesche”.
L’impianto tedesco è sostenuto dai sussidi dei tassati della Carolina del S. e non è federale.
Affittati di nuovo i lavoratori di General Motors e Chrysler, salvati di recente dai tassati, che sono pagati $14 all’ora al lordo delle deduzioni.
Le imprese dell’auto erano di solito nei livelli alti di pagamento dei lavori manifatturieri.
Ora gli USA sono un paese a basso salario in confronto a vari paesi dell’Europa Occidentale e la tendenza qui è in continua caduta.
I lavoratori con i loro $15 all’impianto BMW, sussidiando i loro bassi salari con i dollari delle loro tasse, non si lamentano apertamente, secondo il Post.
Non sorprende, poiché l’alternativa in un’economia in caduta è la disoccupazione o un lavoro al fast food a $8 dollari l’ora.
Non è come se noi non fossimo stati preavvertiti dai nostri antenati politici illustri.
Allacciate le cinture; ecco alcuni esempi:
Thomas Jefferson – “Spero che schiacceremo sul nascere l’aristocrazia delle nostre corporations danarose, la quale osa già sfidare il nostro governo a una prova di forza, e determina la sconfitta per le leggi del nostro paese”.
Abraham Lincoln nel 1864 – “Vedo nel futuro prossimo una crisi che si avvicina che mi spaventa e mi fa trepidare per la sicurezza del mio paese. … le corporations sono state messe sul trono e un’era di corruzione nei posti alti seguirà, e il potere del denaro del paese cercherà di prolungare il suo regno lavorando sopra i pregiudizi della gente fino a quando tutta la ricchezza sarà aggregata in poche mani e la Repubblica sarà distrutta”. (1864)
Theodore Roosevelt – “I cittadini degli Stati Uniti devono controllare le forze commerciali potenti che essi stessi hanno contribuito a creare”.
Woodrow Wilson – “Il grande affare non è pericoloso perché è grande, ma perché la sua grandezza è un’inflazione malsana creata dai privilegi e dalle esenzioni che essa non dovrebbe godere”.
Franklin D. Roosevelt – “La prima verità è che la libertà di una democrazia non è sicura se la gente tollera la crescita di un potere privato fino a un punto dove esso diviene più forte persino del suo stato democratico stesso. Quello, nella sua essenza, è il Fascismo – la proprietà del Governo di un individuo, di un gruppo, o di qualche altro potere privato di controllo”.
Dwight Eisenhower, discorso di commiato – “Nel consiglio di governo, noi dobbiamo difenderci dall’acquisizione di un’influenza ingiustificata, sia richiesta o non richiesta, del complesso militare – industriale”.
E infine, un approfondimento letterario:
Theodore Dreiser – “Il potere di governo ha cessato di funzionare, le corporations sono il governo”.
Caro lettore, sei lo stesso ora di quello che eri quando hai iniziato a leggere questo editoriale?
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Tradotto da Franco Allegri il 16/03/2011. Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

TESTO IN INGLESE
Road to corporate Serfdom

30/10/2010
By Ralph Nader
It was Bill Clinton’s campaign strategist, James Carville, who in 1992 created the election slogan: “It’s the Economy, Stupid.”
For the 2010 Congressional campaigns, the slogan should have been: “It’s Corporate Crime and Control, Stupid.”
But notwithstanding the latest corporate crime wave, the devastating fallout on workers, investors and taxpayers from the greed and corruption of Wall Street, and the abandonment of American workers by U.S. corporations in favor of repressive regimes abroad, the Democrats have failed to focus voter anger on the corporate supremacists.
The giant corporate control of our country is so vast that people who call themselves anything politically – liberal, conservative, progressive, libertarian, independents or anarchist – should be banding together against the reckless Big Business steamroller.
Conservatives need to remember the sharply critical cautions against misbehaving or over-reaching businesses and commercialism by Adam Smith, Frederic Bastiat, Friedrich Hayek and other famous conservative intellectuals.
All knew that the commercial instinct and drive know few boundaries to the relentless stomping or destruction of the basic civic values for any civilized society.
When eighty percent of the Americans polled believe ‘America is in decline,’ they are reflecting in part the decline of real household income and the shattered bargaining power of American workers up against global companies.
The U.S. won World War II.
Germany lost and was devastated.
Yet note this remarkable headline in the October 27th Washington Post: “A Bargain for BMW means jobs for 1,000 in S. Carolina: Workers line up for $15 an hour – half of what German counterparts make.”
The German plant is backed by South Carolina taxpayer subsidies and is not unionized.
Newly hired workers at General Motors and Chrysler, recently bailed out by taxpayers, are paid $14 an hour before deductions.
The auto companies used to be in the upper tier of high paying manufacturing jobs.
Now the U.S. is a low-wage country compared to some countries in Western Europe and the trend here is continuing downward.
Workers in their fifties at the BMW plant, subsidizing their lower wages with their tax dollars, aren’t openly complaining, according to the Post.
Not surprising, since the alternative in a falling economy is unemployment or a fast food job at $8 per hour.
It is not as if we weren’t forewarned by our illustrious political forebears.
Fasten your seat belts; here are some examples:
Thomas Jefferson – “I hope that we shall crush in its birth the aristocracy of our monied corporations, which dare already to challenge our government to a trial of strength, and bid defiance to the laws of our country.”
Abraham Lincoln in 1864 – “I see in the near future a crisis approaching that unnerves me and causes me to tremble for the safety of my country. …corporations have been enthroned and an era of corruption in high places will follow, and the money power of the country will endeavor to prolong its reign by working upon the prejudices of the people until all wealth is aggregated in a few hands and the Republic is destroyed.” (1864)
Theodore Roosevelt – “The citizens of the United States must control the mighty commercial forces which they themselves call into being.”
Woodrow Wilson – “Big business is not dangerous because it is big, but because its bigness is an unwholesome inflation created by privileges and exemptions which it ought not to enjoy.”
Franklin D. Roosevelt – “The first truth is that the liberty of a democracy is not safe if the people tolerate the growth of private power to a point where it becomes stronger than their democratic state itself. That, in its essence, is Fascism – ownership of Government by an individual, by a group, or by any other controlling private power.”
Dwight Eisenhower, farewell address – “In the councils of government, we must guard against the acquisition of unwarranted influence, whether sought or unsought, by the military-industrial complex.”
And, lastly, a literary insight:
Theodore Dreiser – “The government has ceased to function, the corporations are the government.”
Are you, dear reader, the same now as you were when you began reading this column?
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Una Scarpa sulla Testa ….

Una Scarpa sulla Testa ….
Di Michael Moore
Martedì 28 Ottobre, 2010
Amici,
Lei era laggiù, lanciata sul pavimento da un Repubblicano con una camicia quadrettata.
Un altro Repubblicano forza il suo piede in e tra le sue gambe e la schiaccia giù con tutto il suo peso per bloccarla con un freno.
Poi un capo Repubblicano arriva sopra e con rabbia batte sulla sua testa con il suo piede.
Udite i suoi occhiali rompersi sotto la pressione.
Tenendo la sua testa giù con il suo piede, egli applica più forza per non farla muovere.
Il suo cranio e il suo cervello soffrono ora per una commozione cerebrale.
Il nome della giovane donna è Lauren Valle, ma lei è davvero tutti noi.
Per venire a questo Martedì, la destra – e i ricchi che hanno dietro – pianificano di portare la loro scarpa collettiva e di metterla giù con forza non solo sulla testa di Barack Obama, ma sulle teste di quelli che semplicemente non gli piacciono.
L’unione degli insegnanti? La scarpa!
La gente che pare Musulmana? La scarpa!
Chi pensa presto alla pensione? La scarpa!

Vivete in una casa che non potete più mantenere? La scarpa!
Fate un pochino meglio con il vostro salario minimo? La scarpa!
La ricerca sulla cellula staminale, il treno veloce, l’inversione del riscaldamento globale?

Ah! La scarpa per tutti voi!
Che cosa?
Vi piace che i vostri figli siano coperti dal vostro piano sanitario fino all’età di 26 anni?
La scarpa per loro e la scarpa per voi!

Vi amate con qualcuno del vostro genere?
Una doppia scarpata sul sedere per ciascuno di voi malati SOBs!
Sperate che sia rimasto qui in USA qualche lavoro per quando vi diplomerete?
Che dite di una bella scarpa sulla testa invece?
E il più importante, l’ultima scarpa è riservata all’uomo nero che probabilmente non era nato qui, certamente non è un cristiano ed è possibile che sia l’Anticristo spedito qui per controllare la distruzione del nostro vero stile di vita.
Una scarpa sulla tua testa, diavolo – Obama!
Sì, una grande scarpa è pesata per colpire ogni speranza – cambiamento che si possa aver avuto 2 anni fa e assicurare questo paese nelle mani di oligarchie e della polizia della cultura.
E se loro vinceranno Martedì, pianificano di non mostrare clemenza.
Non parleranno di scelta bipartisan, rami di ulivo o di tollerare le minacce di ostruzionismo.
Essi verranno e faranno il lavoro con un mandato poiché loro percepiranno che l’elettorato l’avrà dato a loro.
Essi non scorreggeranno in giro per 2 anni come fecero i Democratici.
Essi non “cercheranno il compromesso” o “non troveranno il terreno nel mezzo”.
Essi non vi incontreranno a mezza strada, sul terreno di gioco.
Essi sanno che la meta non si segna sulla linea delle 50 yard. Diversamente dai nostri ragazzi, non sono stupidi o senza carattere.
Non fate uno sbaglio su questo, amici miei.
Una tempesta perfetta ha radunato i razzisti, gli omofobici, i corporativi e i di nuovo rinati ed essi sono agitati.
I due anni di un uomo nero che segretamente parteggia per le idee socialiste poiché è il loro capo è più di quanto essi possono digerire.
Essi sono stati malati da morire fin dalla notte del 11/04/2008 e sono pronti per purificare.
Stavolta non necessitano di una corda e di un albero per fare il cambiamento che cercano (perché infastidire quando una bella scarpa su un’altra testa farà proprio bene, grazie).
Necessitano semplicemente di portare la loro base nei seggi (fatto), di convincere tante persone che Obama è responsabile per il fatto che esse non hanno un lavoro o una casa sicura (fatto), e poi sperano che molti di noi votanti di Obama si sia così frustrati, contrariati e del tutto matti con i Dems (fatto) fino allo stare a casa Martedì o, se voteremo, che noi non chiederemo ad altri 10 di andare a votare.
Fatto? O no?
Questi Repubblicani significano affare.
Le loro scarpe sono lucide e pronte.
Ma hanno un grosso problema: La maggioranza degli Americani non è d’accordo con loro.
La maggioranza vuole le truppe a casa.
La maggioranza vuole una vera copertura sanitaria universale.
La maggioranza vuole che la ruberia di Wall Street sia fermata.

La maggioranza crede che il riscaldamento globale esista, che la sicurezza sociale non vada privatizzata e che le unioni siano una cosa buona. Il partito di maggioranza ha fatto troppo male e poco bene per portare il cambiamento per il quale la maggioranza votò.
Sì, il cambiamento ha bisogno di tempo.
Ma cercate di dire quello a qualcuno che non ha lavorato in 2 anni.
O a chi sente i colpi alla porta dello sfratto dello sceriffo.
La minoranza con la scarpa sa come battere il ferro in una situazione come questa.
Tutto quello che gli serve siamo noi i contrariati, noi gli spaventati, noi i disgustati.
Che cosa dite?
Stiamo a casa e puniamo i Democratici venduti e mal inginocchiati?

O passate ogni attimo libero che c’è tra ora e martedì per proteggere qualche piccolo progresso che è stato fatto per poter lottare un altro giorno (anche se è con “alleati” come un Partito Democratico che è di più di quello che non ottiene il messaggio su quello che bisogna fare – ed ha, in effetti, passato molto tempo in 2 anni a dare ai progressisti la scarpata)?
Forse il nostro lavoro, dopo le elezioni, sarà di fornire una dolce ma lesta scarpata nel didietro del partito il cui simbolo è un asino.
Da adesso, abbiamo 112 ore.
Sembrano essere abbastanza.
Il vostro,
Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com

Tradotto il 10/03/2011 da F. Allegri. Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Ora si occupa del tesoretto di Tremonti. Su Facebook è Futuro Ieri.

TESTO IN INGLESE
A Boot to the Head …

from Michael Moore
Tuesday, October 28th, 2010
Friends,
There she was, thrown to the pavement by a Republican in a checkered shirt.
Another Republican thrusts his foot in between her legs and presses down with all his weight to pin her to the curb.
Then a Republican leader comes over and viciously stomps on her head with his foot.
You hear her glasses crunch under the pressure.
Holding her head down with his foot, he applies more force so she can’t move.
Her skull and brain are now suffering a concussion.
The young woman’s name is Lauren Valle, but she is really all of us.
For come this Tuesday, the right wing – and the wealthy who back them – plan to take their collective boot and bring it down hard on not just the head of Barack Obama but on the heads of everyone they simply don’t like.
Teachers union? The boot!
Muslim-looking people? The boot!
Thinking of retiring soon? The boot!
Living in a house you can no longer afford? The boot!
Doing a bit better with your minimum wage? The boot!
Stem cell research, the bullet train, reversing global warming?
Ha! The boot for all of you!
What?
You like your kids being covered by your health plan ‘til they’re 26?
The boot for them and the boot for you!
In love with someone of your own gender?
A double boot up the ass for every single one of you sick SOBs!
Hoping there’s a few jobs left here in the U.S. when you graduate?
How ‘bout just a nice boot to your head instead?
And most importantly, the last boot is saved for the black man who probably wasn’t born here, definitely isn’t a Christian and possibly might be the Antichrist sent here to oversee the destruction of our very way of life.
A boot to your head, Obama – devil!
Yes, one big boot is poised to stomp out whatever hopey – changey thing we might have had two years ago and secure this country in the hands of the oligarchs and the culture police.
And if they win on Tuesday, they plan to show no mercy.
They will not speak of bipartisanship or olive branches or tolerate any filibuster threats.
They will come in and do the job with a mandate they’ll perceive the electorate will have given them.
They will not fart around for two years like the Democrats did.
They will not “search for compromise” or “find middle ground”.
They will not meet you halfway on the playing field.
They know that touchdowns aren’t scored at the 50-yard line. Unlike our guys, they’re not stupid or spineless.
Make no mistake about it, my friends.
A perfect storm has gathered of racists, homophobes, corporatists and born agains and they are on fire.
Two years of a black man who secretly holds socialist beliefs being the boss of them is more than they can stomach.
They’ve been sick to death since the night of 11/04/2008 and they are ready to purge.
They won’t need a rope and tree this time to effect the change they seek (why bother when a nice shoe on another’s skull will do just fine, thank you).
They simply need to get their base to the polls (done), convince enough people Obama is responsible for the fact they don’t have a job or a secure home (done), and then hope enough of us Obama – voters are so frustrated, disappointed and downright mad at the Dems (done) that we’ll either stay home Tuesday or, if we vote, we won’t be carpooling with 10 others to the polls.
Done? Or not?
These Republicans mean business.
Their boots are all shined and ready.
But they’ve got one huge problem: The majority of Americans don’t agree with them.
The majority want the troops home.
The majority want true universal health coverage.
The majority want the thievery on Wall Street to be stopped.
The majority believe that global warming is happening, that social security shouldn’t be privatized and that unions are a good thing. Too bad the majority party has done precious little to bring about the change for which the majority voted.
Yes, change takes time.
But try telling that to someone who hasn’t worked in two years.
Or who hears the knock of the foreclosure sheriff at the door.
The booted-up minority knows how to make hay in a situation like this.
All they need is us, the disappointed, dismayed, disgusted us.
What say you?
Stay home and punish the weak-kneed, sell-out Democrats?
Or spend every free moment you have between now and Tuesday trying to protect what little progress has been made so we can live to fight another day (even if it is with “allies” like a Democratic Party that will more than likely still not get the message of what they need to do – and has, in fact, spent much of the past two years giving progressives the boot)?
Perhaps our job, post-election, is to provide a gentle but swift boot in the bee – hind of the party whose mascot is an ass.
Right now, we’ve got 112 hours.
Seems like enough.
Yours,
Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com

Cercando contratti onesti

Cercando contratti onesti
11/10/2010
Di Ralph Nader
Questa volta le grandi banche e le ditte ipotecarie con i loro contratti unilaterali lunghi e cavillosi, avrebbero messo nel sacco se stesse.
Gli editoriali dei giornali e i notiziari delle reti televisive diffondono le notizie dell’emersione nel processo di sfratti fraudolenti.
Questa copertura con forte ritardo genera pubblica visibilità e improvvisamente centinaia i migliaia di sfratti potrebbero essere discussi a causa di quello che un commentatore chiamò delicatamente “ lavori d’ufficio difettosi”.
E’ un eufemismo per contratti eseguiti in modo fraudolento violando le leggi dello stato sul tema degli scambi dei titoli di proprietà di case.
Come al solito, il jig fu attivato solo dopo che furono fatte delle cause dai proprietari di case sfrattati sostenendo che non c’era la prova della proprietà dell’ipoteca necessaria per sfrattare e avere il possesso della casa o dell’appartamento.
Le ipoteche prima della revoca furono divise, vendute e rivendute come titoli; i compratori di casa ottennero un’ipoteca dalla banca locale che la considerò come una proprietà.
Poi Fannie Mae e Freddie Mac avrebbero fornito un mercato secondario per tali ipoteche per aumentare la liquidità delle banche locali da prestare ad altri compratori di case.
Quasi venti anni fa, il mercato dei titoli garantiti da ipoteche subprime, insieme ai titoli ipotecari primari, esplose.
Furono venduti sempre di più e ovunque nel mondo ai fondi pensionistici, a quelli comuni, ai comuni e anche oltre il nord della Norvegia.
I proprietari di case non seppero chi possedesse le ipoteche e nemmeno gli intermediari avari si preoccuparono di assicurare che tutti questi vari contratti della catena degli eventi fossero registrati e annotati correttamente.
La diga iniziò a rompersi quando il mese scorso, JP Morgan Chase, Bank of America e GMAC Mortgage dichiararono che essi avrebbero sospeso gli sfratti nei 23 stati dove serviva un permesso preventivo del giudice.
Altre banche, come PNC, li seguirono.

Presto sia i Congressisti, che i procuratori generali dello stato e i legislatori statali furono appellati per una moratoria nazionale degli sfratti e per fare investigazioni esaurienti su ogni condotta dubbia usata per gli altri sfratti.
I grandi numeri sono coinvolti.
Lo scorso anno, 2,8 milioni di persone ricevettero una notizia di sfratto e 3,2 milioni di persone potrebbero ottenerne una quest’anno.
Ciò che è stato chiamato “un muro di documenti del prestito” ora può entrare nella questione.
La catena sempre più distante fra il proprietario di case e gli investitori, che apparentemente detengono l’ipoteca, incluse i mediatori (gli ideatori del prestito) come Bank of America e Wells Fargo che controllarono i pagamenti mensili dell’ipoteca per una parcella e con “l’accordo” furono incaricati di gestire gli sfratti dopo un’inadempienza.
La computerizzazione e la velocità divennero un trabocchetto per la sciatteria contrattuale.
Le banche ottengono parcelle più alte per gli sfratti rispetto alle modifiche dei prestiti – con certezza un incentivo perverso a spese del proprietario di casa assediato.
Le banche considerano prima i loro investitori.
Persino Mr. Wall Street stesso, il Ministro del Tesoro, T. Geithner testimoniò al Congresso in Giugno che le grandi banche “hanno fatto un lavoro terribile per assicurare che stanno facendo ogni cosa che possono per incontrare i bisogni dei loro clienti che fronteggiano la possibilità di perdere la loro casa”.
Tenete a mente che i contribuenti raccolgono il rischio di molte ipoteche inadempienti, specialmente attraverso Fannie e Freddie.
La forma dei contratti cavillosi e interconnessi divenne anche robotizzata per via ordinaria.
JPMorgan Chase dice che loro hanno un problema “tecnico” di lavoro d’ufficio con la documentazione non corretta che è stabilita, ma le leggi dello stato possono portare tali banche e altri soci a cadere per scritto piccolo che usarono per dominare le vittime/consumatori.
Si richiedono le firme dei proprietari, non delle procure usando firme robotiche-elettroniche attraverso le banche di intermediazione.
I notai non sono ritenuti dei registratori robotici.
Notate il fondamento della notarizzazione dall’atto del notaio modello della National Notary Association:
Ogni processo – a base cartacea o elettronico – che richieda la certificazione di una firma deve comportare la presenza fisica personale di un committente davanti a un notaio incaricato. …
[Il] firmatario deve apparire in persona davanti a un pubblico notaio incaricato a tempo debito per apporre o riconoscere la firma ed essere esaminato per l’identità, la volontà e la consapevolezza di base dal notaio
”.
Le grandi banche furono così disinvolte su ciò che pensavano “mere formalità” che fecero un’impresa il (MERS) Mortgage Electronic Registration System per accelerare il processo di garanzia del mutuo e far risparmiare alle banche centinaia di milioni di $ evitando di far pagare le spese di registro delle ipoteche e le parcelle ogni volta che un mutuo era rivenduto.
Come può un’impresa – sia il MERS o una banca – prendere una casa per sfratto se essa non mostra la prova di possedere l’ipoteca?
Questa è la domanda alla quale più procuratori generali, inclusi Texas, Maryland e Connecticut, chiedono una risposta sia al MERS che alle banche.
Come riferì il Washington Post: “Le ipoteche furono create, e vendute, affettate e spezzettate, impacchettate e rimpacchettate in modo così veloce che le finanziarie non ebbero il tempo o la pazienza di registrare i documenti nei tribunali locali dove i mutui erano commerciati.
Usando il MERS, i prestatori potevano riassegnare i prestiti velocemente e con poche spese ma spesso la catena di proprietà non era seguita da una scia di documenti ufficiali. …
Tali problemi causarono l’uso di documenti fraudolenti e imperfetti, incluse le attribuzioni retrodatate e i documenti contraffatti”.
Le corti supreme statali di Maine, Kansas e Arkansas hanno deciso che MERS non possiede i prestiti e di conseguenza non può sfrattare dalle case.
Altre corti hanno deciso in favore di MERS.
Ma le corti più basse hanno lavorato sodo con la stessa firma robotica.
Un giudice in Florida ammise di aver concluso 6000 sfratti in una settimana.
I notai s’avvantaggiarono con gli accertamenti-robotici. L’imbarazzo giudiziario potrebbe colpire delle assennatezze dei giudici d’appello.
Ora gli assicuratori del titolo sono il prossimo anello della catena, specie se la casa sfrattata è già stata venduta a un nuovo compratore.
La rete del ragno si propaga.
Un processo in California ha stabilito che milioni di dollari in parcelle di registrazione di base non sono state pagate dalle parti responsabili, incluse MERS e le grandi banche.
Dove sono stati i regolatori bancari tutti questi anni?
Sotto tutta questa astrusità scritta in piccolo e a tutta l’evasione ambigua delle regole statale c’è la tirannia contrattuale che infetta l’intera economia del servizio finanziario e oltre.
Usando la frase del Professor Elizabeth Warren – Esse sono piene di “trucchi e trappole” per il consumatore.
Abbiamo un movimento per la grande riforma, per semplificare e correggere lo sbilanciamento di potere tra venditori e consumatori.
Vogliamo avanzare i meccanismi disponibili per sostituire la schiavitù contrattuale con la libertà di contratto come fu stabilito dai padri fondatori per essere un pilastro della nostra economia.
Per più informazioni, visitate faircontracts.org.
Inoltre, potreste desiderare di spedire copie dei vostri contratti scritti in piccolo e misteriosi dai venditori, senza bisogni di essere cancellati per proteggere la vostra privacy, con una mail a contracts@faircontracts.org, o con una lettera all’attenzione di Citizen Works, P.O. Box 18478, Washington, D.C, 20036.
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Dite agli amici di visitare Nader.Org e di iscriversi a E-Alerts.
Tradotto da F. Allegri il 23/02/2011. Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

TESTO IN INGLESE
Seeking Fair Contracts

11/10/2010
By Ralph Nader
This time the big banks and mortgage servicing companies, with their long, one-sided fine print contracts, may have outsmarted themselves.
The newspaper headlines and the network television news are blazing news of the erupting fraudulent foreclosure process.
This long-overdue coverage is generating public visibility and suddenly hundreds of thousands of foreclosures may be questioned due to what one commentator delicately called “flawed paperwork.”
That is a euphemism for fraudulently executed contracts violative of state laws regarding home title changes.
As usual, the jig was up only after some lawsuits were filed by foreclosed homeowners asserting that there was no proof of ownership of the mortgage which is necessary to evict and take back the house or apartment building.
Recall before mortgages were bundled, sold and resold as securities, the homebuyer got a mortgage from the local bank that held it as an owner.
Then Fannie Mae and Freddie Mac would provide a secondary market for such mortgages to enhance the liquidity of the local banks to lend to more homebuyers.
About twenty years ago, the subprime mortgage-backed securities market, along with prime mortgage securities exploded.
They were sold again and again anywhere in the world to pension trusts, mutual funds, municipalities, as far away as northern Norway.
Homeowners did not know who owned the mortgages nor did the greedy intermediaries take care in making sure that all these various contracts in the chain of events were properly signed and notarized.
The dam started to break when last month, JP Morgan Chase, Bank of America and GMAC Mortgage declared they were suspending foreclosures in the 23 states where they first need a judge’s approval.
More banks, like PNC, followed
Soon all kinds of members of Congress, state attorneys general and state legislators were calling for a national moratorium on home foreclosures and thorough investigations on any shenanigans used for previous foreclosures.
Big numbers are involved.
Last year, 2.8 million people received a foreclosure notice and 3.2 million people will get one this year.
What has been called “a wall of loan documents” is now being called into question.
The ever-more remote chain between the homeowner and the investors, who ostensibly hold the mortgage, included middlemen (the loan originators) like the Bank of America and Wells Fargo who serviced the mortgage’s monthly payments for a fee and by “agreement” were in charge of handling foreclosures after a default.
Computerization and speed became a trapdoor for contractual sloppiness.
The banks get higher fees for foreclosing than for modifying the loans – certainly a perverse incentive at the expense of the beleaguered homeowner.
Banks put their investors first.
Even Mr. Wall Street himself, Secretary of the Treasury, Timothy Geithner testified before Congress in June that the big banks “have done a terrible job of making sure that they are doing everything they can to meet the needs of their customers who are facing the possibility of losing their home.”
Keep in mind that the taxpayers pick up the risk of many defaulted mortgages, especially through Fannie and Freddie.
The matrix of interconnected fine print contracts became too routinely robotized.
JPMorgan Chase says they have a “technical” paperwork problem with improper documentation that is fixable, but state laws can result in these banks and other partners falling by the fine print that they have used to dominate their consumer victims.
Signatures are required by owners, not by proxies using robo-electronic signatures via intermediate banks.
Notaries are not supposed to robo-notarize.
Note the cornerstone of notarization from the model notary act of the National Notary Association:
“Any process – paper-based or electronic – that is called notarization of a signature must involve the personal physical appearance of a principal before a commissioned notary. …
[T]he signer must appear in person before a duly commissioned notary public to affix or acknowledge the signature and be screened for identity, volition, and basic awareness by the notary.”
So casual were the big banks about what they considered “mere formalities,” that they created a company called the Mortgage Electronic Registration System (MERS) to accelerate the loan securitization process and save the banks hundreds of millions of dollars by having them avoid the expense of filing mortgages and paying fees each time a loan is resold.
How can a company – whether MERS or a bank – seize a home by foreclosure if it does not show proof of owning the mortgage?
This is the question more attorneys general, including Texas, Maryland and Connecticut, are demanding an answer to from MERS and the Banks.
As the Washington Post reported: “mortgages were created, and sold, sliced and diced, packaged and repackaged so quickly that financial firms had neither the time nor the patience to file paperwork in local courthouses as the loans were traded.
By using MERS, lenders were able to reassign loans quickly and cheaply but often the chain of ownership was not accompanied by an official paper trail. …
These problems contributed to the use of flawed and fraudulent paperwork, including backdated assignments and forged documents.”
State supreme courts in Maine, Kansas and Arkansas have judged that MERS doesn’t own the loans and therefore cannot foreclose on the houses.
Other courts have ruled in favor of MERS.
But the lower courts have been caught up with the same robosigning.
One judge in Florida admitted to signing off on 6000 foreclosures a week.
Notaries followed with their robo-notorizations. The judiciary’s embarrassment may affect some appellate judges’ judiciousness.
Now the title insurers are the next link in the chain, especially when the foreclosed home has already been sold to a new buyer.
The spider’s web spreads.
A lawsuit in California charges that billions of dollars in land recording fees have not been paid by the responsible parties, including MERS and the big banks.
Where have the bank regulators been all these years?
Underneath all this fine print abstruseness and the backhanded evasion of state rules is the contractual tyranny that infects the entire financial service economy and beyond.
To use Professor Elizabeth Warren’s phrase – they are full of “tricks and traps” for the consumer.
We have a major reform movement underway to simplify and redress the imbalance of power between vendors and consumers.
We want to advance all available mechanisms to replace contractual serfdom with the freedom of contract so touted by our founding fathers as a pillar of our economy.
For more information, visit faircontracts.org.
Also, you may wish to send copies of your vendors’ unfathomable fine print contracts, with whatever needs to be deleted to protect your privacy, by email to contracts@faircontracts.org, or by mail in care of Citizen Works, P.O. Box 18478, Washington, D.C, 20036.
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Tell your friends to visit Nader.Org and sign up for E-Alerts.

Moore suggerì ai democratici come vincere le elezioni di mid term

5 Modi per i Democratici per Potere Sfuggire alla Catastrofe e Sconfiggere la Madre di Tutti i Rovesciamenti.
Venerdì, 1 ottobre 2010
Amici,
L’elezione è a un mese da domani e, sì, appare senza speranza.
Il 2 di Novembre – il giorno che i Dems attendono per crollare e bruciare.
Tristemente, è una situazione che i Democratici hanno causato a se stessi – ma la maggioranza di loro non creò il guaio in cui siamo.
Ma essi hanno avuto più di anno e mezzo per iniziare a fare il lavoro per sistemarlo.
Invece, essi hanno sempre corso impauriti fin da quando presero il potere.
Per molti, la sconfitta che essi stanno per ricevere è una che essi meritano.
Ma se avete la convinzione che un ritorno al 2001-2008 sarebbe una totale follia, allora con probabilità concorderete che non abbiamo scelta eccetto il salvare i Democratici da loro stessi.

MEMO PER: IL PRESIDENTE OBAMA E LA GUIDA DEL PARTITO DEMOCRATICO
DA: Michael Moore
OGGETTO: 5 Cose che i Dems Possono Fare per Mutare L’Esito del 2 di Novembre
1. Immediata e continua pubblicità TV, sia su internet che Video, e Apparizioni Martellanti su chi ci mise nell’Inferno di Miseria in cui siamo.
Noi in USA facciamo poca attenzione alle spanne.
(Veloce: Chi Vinse l’Oscar per la Fotografia l’anno scorso? Le World Series? Esatto.)
La gente ha bisogno di ricordare più volte che furono i REPUBBLICANI che tramarono e guidarono l’invasione non necessaria di 2 paesi, mettendoci nella nostra guerra più lunga di sempre che forse ci costerà più di $3 miliardi.
Bush e Co. causarono pure il più grande collasso dell’economia USA fin dalla Grande Depressione.
Non conosco una singola persona a Hollywood che non vorrebbe lanciare e produrre quegli spot per voi GRATIS.
DEMS
: Non ricevete un pugno da questo.
Cessate di essere un mazzo di wusses che permette ai bastardi di vincere!
Il pubblico sarà meravigliato che voi avete trovato il vostro coraggio e la vostra spina.
Ci aspettiamo che voi siate Muhammad Alì, non Ally McBeal.
2. Incriminate i Criminali.
Annunciate che il Justice Department chiederà le incriminazioni sia contro quelli che causarono il collasso economico che per quelli che divennero dei profittatori di guerra.
Chiamatelo per quello che è: crimine organizzato.
Usate gli statuti RICO.
Usate le leggi di base che rendono imbroglio ogni tipo di crimine.
Andate contro quelli che rubarono i miliardi, fateli pagare per questo — e la gente vi amerà: Noi vogliamo Dirty Harry, non Dirty Dancing.
3. Annunciate una Moratoria degli Sfratti da Casa per Tutte le Famiglie.
Lo scorso mese (Agosto) ci furono più sfratti che in qualsiasi mese nella storia USA.
Peggio che in qualsiasi mese dell’anno peggiore di sempre, il 2009.
Il sanguinamento non è stato fermato – è solo divenuto peggiore.
E ora, questa settimana, 2 delle più grandi organizzazioni criminali che gettano centinaia di migliaia di persone fuori dalle loro case (GMAC e JPMorgan Chave) sono state forzate a fermare momentaneamente questa loro attività.
Essa termina, essi non hanno davvero gli atti per provare che attualmente possiedono quelle case!
E’ follia.
Così se voi farete una cosa per la classe media questa settimana fate questa.
La scrittura del decreto e la sua promulgazione prenderà un’ora del vostro tempo.
Noi vorremmo vedere “It’s a Wonderful Life” e non “Poltergeist”.
4. Annunciate un Nuovo WPA per il 21° Secolo.
“Chi è al servizio? IL GOVERNO E’ AL SERVIZIO!”
Realizzate un piano semplice per mettere tanta gente a riparare le strade, sistemare le vecchie scuole, e ricostruire le nostre infrastrutture.
Finanziate questo tassando l’1% dei più ricchi che hanno più ricchezza finanziaria del 95% degli Americani combinati!
La disoccupazione crollerà al 5%.
Potete voi approvare questo?
Bene, non sarete certi se non ci provate!
E se ci proverete, annunciate che voi forzerete i senatori Repubblicani (che fino ad ora hanno solo detto che loro “intendevano” fare ostruzionismo al fine di uccidere una legge) a fare davvero l’ostruzionismo!
Fateli restare nella sala del Senato a registrare il libro del telefono a 24/7.
Non resisteranno un giorno. E l’America vedrà loro per quello che realmente sono.
5. Dite Che Nessun Democratico Accetterà Soldi da Wall Street nel Prossimo Ciclo Elettorale.
Scegliete un giorno nella prossima settimana.
Riunite i vostri colleghi Democratici al Congresso in piedi davanti al Capitol (con il Presidente) e giurate che se l’America vi farà mantenere il controllo del Congresso, nessun di voi prenderà un penny da Wall Street per l’elezione del 2012.
Al contrario, promettete di accettare donazioni di solo $2, $5 e $10.
Prometterete anche di non accettare un lavoro come lobbysta o avvocato per OGNI potere forte per 10 anni dopo che avrete lasciato il Congresso.
Il messaggio sarà del tipo potente per l’Americano medio che è stufo di scribacchini politici corrotti.
Agite come Honest Abe, e non come Fast Freddie – e vedremo cosa accadrà.
E qui ci sono 2 suggerimenti di bonus: usate quel senso dell’umorismo che avete e corteggiate questi candidati e le loro agende con tutto il ridicolo ilare che essi meritano.
E smettete di lamentarvi della “base” che non farebbe abbastanza per aiutarvi.
Voi volete aiuto?
Fate qualcosa in settimana per guadagnarvelo.
Vi ho offerto cinque suggerimenti.
Sono sicuro che il resto della “base” ne ha altri.
Il vostro,
Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com
—-
Tradotto da F. Allegri il 10/02/2011. Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Ora si occupa del tesoretto di Tremonti. Su Facebook è Futuro Ieri.

TESTO IN INGLESE
Five Ways the Democrats Can Avoid a Catastrophe and Pull Off the Mother of All Upsets

Friday, October 1st, 2010
Friends,
The election is one month from tomorrow and, yes, it looks hopeless.
November 2nd — the day the Dems are expected to crash and burn.
Sadly, it’s a situation the Democrats have brought upon themselves — even though the majority of them didn’t create the mess we’re in.
But they’ve had over a year and a half to start getting the job done to fix it.
Instead, they’ve run scared ever since they took power.
To many, the shellacking they’re about to receive is one they deserve.
But if you’re of a mindset that believes a return to 2001-2008 would be sheer insanity, then you probably agree we’ve got no choice but to save the Democrats from themselves.

MEMO TO: PRESIDENT OBAMA AND THE DEMOCRATIC PARTY LEADERSHIP
FROM: Michael Moore

SUBJECT: 5 Things Dems Can Do to Turn It Around by November 2nd
1. Immediate Wall-to-Wall TV Ads, Internet Videos, and Appearances Hammering Who the Hell Put Us in the Misery We’re In.
We Americans have very short attention spans. (Quick: Who Won the Oscar for Best Picture last year? The World Series? Exactly.)
People need to be reminded over and over that it was the REPUBLICANS who concocted and led the unnecessary invasion of two countries, putting us in our longest war ever, wars that will eventually cost us over $3 trillion.
Bush and Co. also caused the biggest collapse of our economy since the Great Depression.
I don’t know a single person in Hollywood who wouldn’t shoot and produce those spots for you for FREE.
DEMS: Do not pull a single punch on this.
Quit being a bunch of wusses and let the bastards have it!
The public will be astonished that you’ve found your courage and your spine.
We expect you to be Muhammad Ali, not Ally McBeal.
2. Indict the Criminals.
Announce that the Justice Department will seek indictments against both those who caused the economic collapse and those who became war profiteers.
Call it for what it is: organized crime.
Use the RICO statutes.
Use the basic laws that make fraud of any kind a crime.
Get in the face of those who stole the billions, make them pay for it — and the people will love you. We want Dirty Harry, not Dirty Dancing.
3. Announce a Moratorium on All Family Home Foreclosures.
Last month (August) there were more home foreclosures than in any month in U.S. history.
Worse than any month in the worst year ever, 2009.
The bleeding hasn’t stopped – it’s only gotten worse.
And now, this week, two of the largest crime organizations who are throwing hundreds of thousands of people out of their homes (GMAC and JPMorgan Chase) have been forced to momentarily stop doing this.
It turns out, they don’t really have the paperwork to prove they actually own these houses!
It’s madness.
So if you do one thing for the middle class this week, do this.
It will take an hour of your time to draw up the decree and issue it.
We’d rather watch “It’s a Wonderful Life” than “Poltergeist”.
4. Announce a New 21st Century WPA.
“Who’s hiring? THE GOVERNMENT IS HIRING!”
Put together a simple plan to hire enough people to repair our roads, fix up our aging schools, and rebuild our infrastructure.
Fund this by taxing the richest 1% who have more financial wealth than 95% of Americans combined!
Unemployment will drop to 5%.
Can you pass it?
Well, you sure can’t unless you try!
And as you’re trying, announce that you will force the Republican senators (who until now simply have had to say they “intended” to filibuster in order to kill a bill) to have to actually filibuster!
Make them stand on the floor of the Senate and read from the phone book 24/7.
They won’t last a day. And America will see them for who they really are.
5. Declare That No Democrat Will Accept ANY Wall Street Money in the Next Election Cycle.
Pick a day in the coming week.
Have all your fellow Democrats in Congress stand in front of the Capitol (with President Obama) and pledge that if America allows you to retain control of Congress, none of you will take a penny from Wall Street for the 2012 election.
Instead, promise to accept donations of only $2, $5 and $10.
You will also pledge not to take a job as a lobbyist or lawyer for ANY corporation for ten years after you leave Congress.
The message will be a powerful one to the average American fed up with corrupt political hacks.
Act like Honest Abe, not Fast Freddie — and see what happens.
And here are two bonus suggestions: Use what sense of humor you have and go after these candidates and their agenda with all the hilarious ridicule they deserve.
And quit complaining about “the base” not doing enough to help you.
You want help?
Do something this week to earn it.
I’ve offered five suggestions.
I’m sure the rest of “the base” has a few more.
Yours,
Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com

Consiglio Comunale n°20 23/11/2011 PUA
Consiglio Comunale n°21 28/11/2011
Parassiti: spot istituzionale
Conto alla rovescia
maggio: 2012
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