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Il Belpaese e la scuola occupante

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA

Il Belpaese e la scuola occupante
Del Professor I. Nappini
Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere.
Proprio perché è passato il momento autunnale della SETTIMANA DELLE OCCUPAZIONI di rito è tempo da parte mia di fare un piccolo ragionamento sul ponderoso tema.
La considerazione è data dal fatto che l’OCCUPAZIONE è un atto adolescenziale, una GRANA per pochi, una VACANZA per molti, un MOMENTO DI PASSAGGIO E DI FORMAZIONE POLITICA per alcuni.
Non è, a mio avviso, oggi uno strumento politico, anche perché l’evidenza dei fatti dimostra che la politica e talvolta le forze dell’ordine SONO POCO SENSIBILI; basta che la cosa non degeneri.
Le scuole occupate sono state centinaia in tutta Italia, tuttavia non esse, ma alcuni scioperi, blocchi stradali e manifestazioni inconsuete da parte di altre categorie che protestano hanno provocato reazioni dure da parte delle forze dell’ordine.
QUESTO FATTO BANALE INDICA CHE IN FIN DEI CONTI IL MOMENTO DELL’OCCUPAZIONE È MESSO IN CONTO.
In sette anni di docenza alle superiori ho visto più di un’occupazione, NON MI PARE CHE SCATENINO ALLARME SOCIALE.
Forse la società italiana e la grande politica che ragiona di privilegi, appalti, candidature, presidenze e vicepresidenze nelle banche e nelle municipalizzate NON SENTE LE OCCUPAZIONI COME UN MOMENTO DI CONTESTAZIONE E DI MOBILITAZIONE CONTRO UN ORDINE MATERIALE ESISTENTE.
Inoltre una parte dei POTERI che sono interessati ai progetti di espansione dell’offerta di formazione e istruzione in istituti privati, dove non ci si occupa di regola, credo che non sia malcontenta di una situazione temporanea che causa articoli giornalistici ironici o scandalizzati sulla scuola pubblica italiana.
Credo che nella maggior parte del Belpaese si confonda il mezzo evidentemente goliardico e inefficace con L’EMERGERE DI UNA GRANDE INQUIETUDINE IN TANTA PARTE DEL MONDO GIOVANILE.
Ne hanno di ragioni questi ragazzi se si stacca la loro protesta dalla dimensione goliardica e ridicola e si considera questo presente: il lavoro è precario e malpagato, raccomandazioni e assunzioni nepotistiche sono la regola nelle carriere professionali, i ceti medi si sono impoveriti, i vecchi principi politici e sociali sono morti o in via di dissoluzione, la famiglia che sia disgregata o integra non trasmette la moralità del remoto passato perché non la possiede o perché sa di essere decomposta.
L’OCCUPAZIONE DELLE SCUOLE È SBAGLIATA, MA OGGI È DIFFICILE ESSERE GIOVANI E STUDENTI PERCHÉ È UN PROBLEMA PER TUTTI PENSARE IL PROPRIO FUTURO.
——
Scritto il 24 Ottobre 2010.
Il professor Nappini cura il forum http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
Dopodomani tornerà La Recita a Soggetto, sarà il terzo dialogo.

De Reditu Suo – 2° Libro: Antichità e menzogne

De Reditu Suo – Secondo Libro
Antichità e menzogne

12/04/2010
Del Prof. I. Nappini
Da un po’ di tempo a questa parte al contrario di quel che fanno altri popoli, ad esempio i giapponesi che hanno coniato un termine apposta per la generazione dei trentenni in evidente stato di disagio, nel Belpaese si fa finta di non capire.
SONO IN PARTICOLARE I CINQUANTENNI E I SESSANTENNI MASCHI, RICCHI, CON RENDITE E PROPRIETÀ O POSIZIONI SOCIALI che criticano aspramente i giovani precari con alle spalle famiglie non ricche, privi di protettori, con storie di licenziamenti e lavori precari, con difficoltà economiche. Leggi il resto di questo articolo »

Consiglio Comunale n°20 23/11/2011 PUA
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