Articoli marcati con tag ‘disinformazione’

Nell’Interesse Pubblico PBS-NPR sono inclinate a destra

Nell’Interesse Pubblico
PBS-NPR sono inclinate a destra
Di Ralph Nader
14/03/2011
Il tumultuoso ricambio manageriale nel quartier generale del National Public Radio dovuto a battibecchi verbali triviali ancora una volta ha illuminato la critica della destra ridicola e corporativa che la radio e la TV pubblica sono inclinate a o fanno programmi di sinistra.
Questo è ridicolo, a meno che questo pilastro della critica non sia la propaganda che con regolarità è stillata da estremisti di destra come Rush Limbaugh e Sean Hannity. Leggi il resto di questo articolo »

Come l’America Corporativa Ci Spinge Tutti Giù Da un Dirupo … una lettera di Michael Moore

Come l’America Corporativa Ci Spinge Tutti Giù Da un Dirupo …
una lettera di Michael Moore
19 Novembre 2010
Amici,
Quando qualcuno parla di spingervi giù da un dirupo, è proprio della natura umana l’essere curioso su di lui.
Chi sono queste persone, voi vi meraviglierete, e perché vogliono fare una cosa simile?
Ciò è quello che pensavo quando il dirigente multinazionale W. Potter rivelò che, quando “Sicko” era in distribuzione nel 2007, la APCO Worldwide, l’impresa PR dell’industria assicurativa sanitaria, discusse il suo Piano B: “Il Gettare Michael Moore da un dirupo”.
Ma dopo averci guardato dentro, tutto finisce, non è nulla di personale!
La APCO vuole gettare tutti giù da un dirupo!
La APCO fu creata nel 1984 come controllata di Arnold & Porter di Washington, D. C. — meglio nota per la lunga rappresentanza del gigantesco conglomerato del tabacco Philip Morris.
La APCO creò organizzazioni “di base” false nel paese per eseguire gli ordini del Grande Tabacco.
Tutto ad un tratto, “Americani normali, di ogni giorno, in – nessun – modo – usati – da – Philip Morris” si mobilitarono dappertutto.
E risultò che essi furono oltraggiati — oltraggiati! — proprio esattamente le cose che i clienti di APCO odiavano (come quando il governo dice cosa fare alle imprese del tabacco).
In particolare, esse erano “furiose” che la gente regolare avesse il diritto di fare causa alle grandi imprese … voi lo sapete, come Philip Morris.
(Per i dettagli, vedi il rapporto del 2000 “The CALA Files” (PDF) dei miei amici e colleghi Carl Deal e Joanne Doroshow.)
Giusto ora voi potreste essere meravigliati: Quanti Americani vengono gettati giù da un dirupo da Big Tobacco ogni anno?
La risposta è 443.000 Americani muoiono ogni anno a causa del fumo.
Quello è un grande dirupo.
Grazie a tale successo, la APCO creò “The Advancement of Sound Science Coalition”. La TASSC, finanziata pure da Exxon, ebbe un ruolo guida in una campagna pianificata dalla lobby del carburante fossile per creare un dubbio sul riscaldamento globale.
Il problema di Big Oil per parlare contro il riscaldamento globale (per i documenti fuggiti alla campagna) era che il pubblico potesse vedere “l’interesse acquisito” che i petrolieri avevano ad opporsi alle leggi ambientali.
Il lavoro di APCO era di aiutare a nascondere quegli interessi dell’impresa petrolifera.
E ragazzo, essi ebbero sempre successo.
Ora i sondaggi mostrano che, mentre il mondo diviene più caldo, gli Americani sono meno preoccupati di esso.
Quanto è grande questo dirupo particolare?
Secondo la World Health Organization, il cambiamento climatico contribuisce — proprio ora — alla morte di 150.000 persone ogni anno.
Entro il 2030 potrebbero raddoppiare.
E dopo tutto … bene, il cielo è letteralmente il limite!
Io non penso che sia folle dire che APCO potrebbe strangolare dei numeri persino più grandi qui di quanto esso fa con il tabacco.
Con tale serie di record, potete capire perché, quando l’industria assicurativa sanitaria volle presentarsi dopo “Sicko”, andò dritta da APCO.
Il “caso peggiore”, come dicono i loro documenti trapelati, era che “Sicko evolvesse in un movimento populista sostenuto”.
In pratica si doveva evitare che accadesse.
Ovviamente qualcosa doveva essere fatta.
Come spiega Wendell Potter: APCO azionò il suo campionario standard, creando un qualcosa chiamato “Health Care America”.
Health Care America, per Potter, “Fu ricevuta dai reporter principali, pure il New York Times, come un’organizzazione legittima quando era solo un gruppo di facciata creato da APCO Worldwide. Essa non era nulla di vicino a ciò che dichiarava di essere: ‘un’organizzazione di base’. Era una finzione di gruppo”.
Health Care America si mostrò online nel 2007 (l’anno in cui “Sicko” fu distribuito) e scomparve velocemente all’inizio del 2008.
Potete trovare il loro sito web archiviato.
Come vedrete, il loro “forum moderato” permetteva agli Americani normali, di ogni giorno, non legati dall’industria assicurativa di parlare. Per esempio, ecco qualcosa che Nicole accusò con molta durezza:
Moore non dovrebbe poter chiamare il suo film ‘un documentario’. Andrebbe detto commercio politico. Dobbiamo fissare il nostro sistema di tutela sanitario, ma non dovremmo accettare le visioni politiche del regista di Hollywood come punto di partenza”.
Ecco cosa Wendell Potter rivelò sulla strategia mediatica dell’industria assicurativa:
“Mentre noi addestreremo i media, dovremmo sempre avere qualcuno che si riferisce a lui come ‘l’intrattenitore di Hollywood” o ‘il regista di Hollywood Michael Moore’. Essi non vogliono che voi pensiate che esso era un documentario che diceva qualche verità”.
Grazie per la sua prospettiva, “Nicole”!
Ora, quanto era grande QUEL dirupo?
Una taglia abbastanza grande — secondo uno studio recente, 45.000 Americani muoiono ogni anno perché non hanno l’assicurazione sanitaria.
E qui noi siamo nel 2010.
Un’impresa PR minore si riposerebbe sui suoi allori a questo punto, contenta di sedere dietro e di vedere centinaia di migliaia di persone che vengono gettate giù dai vari dirupi che ha creato.
Ma non APCO!
Proprio ora esso si impegna nella sua sfida più grande: guidare uno sforzo gigante da molti milioni di dollari per aiutare Wall Street a “riguadagnare la fiducia della gente Americana”.
Noi non potremo mai sapere la misura di questo particolare dirupo.
Ma possiamo essere certi che è gigantesco.
Secondo il New York Times, una delle cose che la recessione di Wall Street ci ha dato è “la mutilazione del programma governativo che fornisce medicine anti retro-virali salva vita agli Americani con H.I.V. o AIDS che non possono comprarle”.
Le organizzazioni che combattono l’AIDS e altre malattie a livello internazionale sono “molto dispiaciute” delle riduzioni nei fondi.
Certo ci sono i 101 modi delle recessioni per uccidere con tranquillità.
Ad esempio, gli ospedali dell’infanzia vedono la crescita del 55% di abusi dei genitori sui bimbi.
E quello è il dirupo precedente.
Se la APCO e i suoi cospiratori di Wall Street ci culleranno per farci girare ancora le spalle a loro, si può essere certi che il prossimo dirupo — il prossimo crollo — sarà molto più grande.
Tuttavia, questo è per me il modo più giusto per dire ad APCO: Nessuna opinione penosa!
Il mio diventare matto per voi sarebbe come un pollo che sta ancora felicemente beccando per diventare matto da McDonald’s.
In confronto ai milioni che voi avete già trasformato in McNuggets, voi mi avete già trattato molto, molto MEGLIO!
Spiando la mia famiglia, seminando calunnie e bugie su di me, spingendo in privato i critici a dare al film un giudizio povero, spaventando gli Americani facendogli credere che avrebbero commesso quasi un tradimento se fossero andati al teatro a vedere il mio movie — hey, sì ben fatto imprese assicurative sanitarie di America.
E, più importante, evitaste al paese la conquista di un vero sistema sanitario universale.
Buon lavoro!
C’è solo un problema — Io non sono uno di quei “liberali”che voi finanziate al Congresso, uno che ha paura del vostro potere.
Io sono me.
E questo, tristemente, non è buono per voi.
Il vostro in buona salute,
Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com
P. S. Mi sembra che la discussione di APCO di spingermi giù da un dirupo potrebbe far parte legittimamente della loro pagina su Wikipedia.
E perché non fare qualcosa per il loro ruolo nella nuova offensiva come PR di Wall Street?
Perciò chiedo a tutti gli interessati di scrivere qualcosa su quei ritrovi sulle linee guida di Wikipedia e di aiutare a portare APCO Worldwide alla registrazione di tale dato.
Posta ciò ovunque online e manda un cinguettio su quello a @mmflint.
Assegnerò una copia firmata di “Sicko” entro la mezzanotte di Domenica alla miglior entrata … e poi postatelo su Wikipedia per accertarsi che i beniamini di APCO non lo tolgano.
Proprio per essere sicuri in futuro di non camminare vino a nessun dirupo!
P.P.S. Il vecchio e grande commediografo Bill Hicks ebbe qualche pensiero sul marketing e la gente che lo fa.
———-
Tradotto da F. Allegri il 25/04/2011. Franco Allegri coordina l’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Su Facebook è Futuro Ieri.

TESTO IN INGLESE
How Corporate America Is Pushing Us All Off a Cliff …
a letter from Michael Moore
November 19th, 2010
Friends,
When someone talks about pushing you off a cliff, it’s just human nature to be curious about them.
Who are these people, you wonder, and why would they want to do such a thing?
That’s what I was thinking when corporate whistleblower Wendell Potter revealed that, when “Sicko” was being released in 2007, the health insurance industry’s PR firm, APCO Worldwide, discussed their Plan B: “Pushing Michael Moore off a cliff”.
But after looking into it, it turns out, it’s nothing personal!
APCO wants to push everyone off a cliff.
APCO was hatched in 1984 as a subsidiary of the Washington, D.C. law firm Arnold & Porter — best known for its years of representing the giant tobacco conglomerate Philip Morris.
APCO set up fake “grassroots” organizations around the country to do the bidding of Big Tobacco.
All of a sudden, “normal, everyday, in-no-way-employed-by-Philip Morris Americans” were popping up everywhere.
And it turned out they were outraged — outraged! — by exactly the things APCO’s clients hated (such as, the government telling tobacco companies what to do).
In particular, they were “furious” that regular people had the right to sue big corporations … you know, like Philip Morris.
(For details, see the 2000 report “The CALA Files” (PDF) by my friends and colleagues Carl Deal and Joanne Doroshow.)
Right about now you may be wondering: how many Americans get pushed off a cliff by Big Tobacco every year?
The answer is 443,000 Americans die every year due to smoking.
That’s a big cliff.
With this success under their belts, APCO created “The Advancement of Sound Science Coalition”. TASSC, funded partly by Exxon, had a leading role in a planned campaign by the fossil fuel industry to create doubt about global warming.
The problem for Big Oil speaking out against global warming, according to the campaign’s own leaked documents, was that the public could see the “vested interest” that oil companies had in opposing environmental laws.
APCO’s job was to help conceal those oil company interests.
And boy, have they ever succeeded.
Polls now show that, as the world gets hotter, Americans are getting less and less worried about it.
How big is this particular cliff?
According to the World Health Organization, climate change contributes — right now — to the deaths of 150,000 people every year.
By 2030 it may be double that.
And after that… well, the sky is literally the limit!
I don’t think it’s crazy to say APCO may rack up even bigger numbers here than they have with tobacco.
With this track record, you can see why, when the health insurance industry wanted to come after “Sicko”, they went straight to APCO.
The “worst case”, as their leaked documents say, was that “Sicko evolves into a sustained populist movement”.
That simply could not be allowed to happen.
Something obviously had to be done.
As Wendell Potter explains, APCO ran their standard playbook, setting up something called “Health Care America”.
Health Care America, according to Potter, “was received by mainstream reporters, including the New York Times, as a legitimate organization when it was nothing but a front group set up by APCO Worldwide. It was not anything approaching what it was reporting to be: a ‘grassroots organization’. It was a sham group”.
Health Care America showed up online in 2007 (the year “Sicko” was released) and disappeared quickly by early 2008.
You can still find their website archived here.
As you’ll see, their “moderated forum” allowed normal, everyday, in-no-way-employed-by-the-insurance-industry Americans to speak out. For instance, here’s something Nicole felt very strongly about:
“Moore shouldn’t be allowed to call his film a ‘documentary’. It should be called a political commercial. We need to fix our health care system, but we shouldn’t accept a Hollywood moviemaker’s political views as the starting point”.
Here’s what Wendell Potter revealed about the insurance industry’s media strategy:
“As we would do the media training, we would always have someone refer to him as ‘Hollywood entertainer’ or ‘Hollywood moviemaker Michael Moore’. They don’t want you to think that it was a documentary that had some truth”.
Thanks for your perspective, “Nicole”!
Now, how big was THAT cliff?
A pretty good size — according to a recent study, 45,000 Americans die every year because they don’t have health insurance.
And here we are in 2010.
A lesser PR firm might be resting on its laurels at this point, content to sit back and watch hundreds of thousands of people continue to be pushed off the various cliffs they’ve built.
But not APCO!
Right now they’ve taken on their biggest challenge yet: leading a giant, multi-million dollar effort to help Wall Street “earn back the trust of the American people”.
We may never know the size of this particular cliff.
But we can be sure it’s gigantic.
According to the New York Times, one of the things Wall Street’s recession gave us is “the crippling of the government program that provides life-sustaining antiretroviral drugs to Americans with H.I.V. or AIDS who cannot afford them”.
Internationally, organizations fighting AIDS and other diseases are “hugely afraid” of cutbacks in funding.
Of course, there are the 101 ways recessions kill quietly.
For instance, children’s hospitals are seeing a sharp 55% rise in the abuse of babies by parents.
And that’s just the previous cliff.
If APCO and its Wall Street co-conspirators lull us into turning our backs on them again, we can be sure the next cliff — the next crash — will be much bigger.
Anyway, this is all just a way for me to say to APCO: No hard feelings!
My getting mad at you would be like a chicken who’s still happily pecking away getting mad at McDonald’s.
Compared to the millions you’ve already turned into McNuggets, you’ve actually treated me much, much BETTER!
Spying on my family, planting smears and lies about me, privately badgering movie critics to give the film a poor review, scaring Americans into believing they’d be committing a near-act of treason were they to go to the theater and see my movie — hey, ya done good, health insurance companies of America.
And, most important, you stopped the nation from getting true universal health care.
Good job!
There’s only one problem — I’m not one of those “liberals” you fund in Congress, the ones who fear your power.
I’m me.
And that, sadly, is not good for you.
Yours in good health,
Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com
P.S. It seems to me that APCO’s discussion of pushing me off a cliff should legitimately be part of their Wikipedia page.
And why not something about their role in Wall Street’s new PR offensive?
So I’m asking everyone interested to write something up that meets Wikipedia’s guidelines and help bring the APCO Worldwide entry up to date.
Post it somewhere online and send a tweet about it to @mmflint.
I’ll award a signed copy of “Sicko” by noon Sunday to the best entry…and then deputize you to post it on Wikipedia for real and make sure APCO’s minions don’t take it down.
Just be sure afterward not to walk near any cliffs!
P.P.S. The late, great comedian Bill Hicks had some thoughts about marketing and the people who do it.

Surrealismo anti berlusconiano

Surrealismo anti berlusconiano
10/03/2010
Di F. Allegri
Oggi commenterò uno scritto particolare e molto debole del blog di Corrias, Gomez, Travaglio.
Si tratta di uno scritto del 27 ottobre 2010 che fu pubblicato anche da Il Fatto Quotidiano e che si intitolò “Balla che ti passa”.
Non lo posso definire il manifesto dell’anti berlusconismo, ma io ci vedo le illusioni e le pie speranze di chi è fermo al 1996 e non riesce a rendersene conto!
Il pezzo cominciò così: “Al posto di B. cominceremmo seriamente a preoccuparci. Da qualche settimana stanno crollando l’una dopo l’altra tutte le fondamenta del suo strepitoso successo: le balle”.
Prima di passare ai dettagli, va constatato che questo non era vero!
Travaglio ha esagerato la forza di Fini e della sua parte di ex an e sottovalutato il suo avversario di sempre. Come si vede un doppio errore, tragico ma non grave.
La parola “fondamenta” è interessante.
Travaglio sostenne in questo scritto che il successo di B. poggiasse sulle balle o sulle bugie.
Non è verò!
Come si può ignorare il lavoro para culturale continuo di un sistema televisivo che è frutto del lavoro del presidente del consiglio?
Come si può ignorare il lavoro politico che era stato fatto dalla DC e dal PSI fino al 1994?
Come si può ignorare l’interesse legittimo di milioni di elettori legati ai ceti medi e alti?
Come si può ignorare una classe economica e sociale che gestisce la vita pubblica economica e sociale di tutti noi?
Io trovo solo una parola che con qualche approssimazione risponde a tutto: “Dilettantismo!”
Ma non va bene!

Non è dilettantismo, tra gli avversari di B. ci sono menti raffinate e professionisti che conoscono il loro mestiere.
Mi faccio un’altra domanda: “Perché viene diffuso un anti berlusconismo così dozzinale, pacchiano e inconcludente?”.
Ho trovato due risposte:
1) temono e ammirano il sistema di pseudo informazione berlusconiano;
2) si vuole alimentare i cattivi sentimenti di persone che manifestano il loro anti berlusconismo basandolo su ragioni più serie e più legate alla dura vita di tutti giorni. Chiedono pane e ricevono pastine amare.
Ora si può andare a guardare queste bugie più o meno presunte. Leggo con voi:Nel dorato mondo berlusconiano, le bugie hanno sempre avuto gambe lunghissime. Ultimamente invece durano lo spazio di un mattino. Anche perché lui stesso, complice l’arteriosclerosi, contribuisce a strozzarle sul nascere, nella culla. Non riesce più a coordinarsi con se stesso. Aveva appena convinto i suoi fans che non è lui a volere lo scudo Alfano, ma i suoi alleati che glielo impongono a sua insaputa. Intanto che ti fa? Rilascia un’intervista per il nuovo (si fa per dire) libro (si fa per dire) di Vespa e dice l’esatto contrario: lo scudo ‘è indispensabile contro certi pm’, quindi è lui che lo vuole”.
MI SI DICE, B. VUOLE LO SCUDO LEGALE.
No, lui ha decine di avvocati e sicuramente qualcuno di loro gli avrà detto che non ha nulla da temere dalle inchieste in corso in Italia, oltre gli arresti domiciliari non si va e non sono probabili nemmeno quelli!
Fa piacere a molti un bel dibattito sullo scudo per gli eletti o su riforme della giustizia che riguardano aspetti e problemi marginali …..
Proseguiamo saltando qualche rigo dove Travaglio spiega bene gli effetti minuti di certi progetti di legge, magari manca di dire che B. non ha una formazione giuridica, lui ha fatto case, quartieri poi ha venduto spot pubblicitari, programmi TV e infine di tutto anche la rappresentanza politica.
Salto anche la parte dove si dice che Fini e Pontone non hanno commesso reati a Montecarlo, qui concordo e la notizia l’ho anticipata in molti scritti nelle passate settimane. Registro solo che il caso Montecarlo si è chiuso a fine ottobre, ma i curiosoni italiani non l’hanno saputo!
Mi fermo al punto dedicato all’Afganistan e riporto: “Crollano miseramente le balle sulla ‘missione di pace’, quella degli italiani – brava -gente che sbarcano in Iraq e in Afghanistan per costruire ponti, scuole, ospedali, piantare fiori, innaffiare le aiuole, baciare bambini: sparavano anche i nostri, persino contro le ambulanze e, ogni tanto, qualcuno rispondeva al fuoco (ci vuole un certo impegno per riuscire a sparare sulla Croce rossa). Chiamasi guerra, non pace”.
Io condivido queste considerazioni e gli scritti di Nader, Moore e Kucinich sono qui a dimostrarlo, ma devo aggiungere che questo va detto a tutte le forze politiche e a tutti i media, non solo a Berlusconi.
Nei finale il pezzo s’addentrò nel teatro politico romano e nei suoi dossier grandi e piccoli, io preferisco salutarvi e invitarvi a leggere i prossimi scritti ricordandovi che l’informazione italiana non informa e che la disinformazione generalizzata è un costo che pagheremo caro prima o poi, soprattutto poi.
—–
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Ora si occupa del tesoretto di Tremonti. Su Facebook è Futuro Ieri.

Critiche ed elogi a Marco Travaglio

Critiche ed elogi a Marco Travaglio
25/02/2011
Di F. Allegri
Ultimamente ho criticato gli scritti del blog di Corrias, Gomez, Travaglio e anche oggi non potrò esimermi dal non farlo perché commenterò un pezzo molto interessante.
Si tratta del pezzo del 14 ottobre 2010, pubblicato anche dal Fatto Quotidiano e titolato: “Fini, ultima chiamata”.
Il pezzo inizia valutando il rapporto tra televisione e politica ovvero tra la politica e lo spettacolo noioso del teatrino italiano che spesso si svolge anche negli studi di Annozero, il palcoscenico più popolare e di sinistra della televisione pubblica italiana.
Nel mese di ottobre il nervosismo politico era massimo, si preparavano le sfide parlamentari che ci sono state tra dicembre e gennaio ed uno dei luoghi dello scontro fu la Rai.
Questo è un terreno di scontro permanente e da ottobre è divenuto un duello incarnato dal conduttore, ex parlamentare europeo, Santoro e dal burocrate di turno tal Masi. Il pezzo ci ricorda tutti gli attacchi subiti da Santoro negli anni passati e io constato la stranezza della santa alleanza Travaglio – Santoro.
Forse il professor Nappini pensa a loro due quando scrive Il Fascista Immaginario? Un destro e un sinistro a braccetto!
Tornando al “Fini ultima chiamata” rammento che questo scritto uscì nei giorni del bicchiere e non dimenticò questa vicenda troppo legata a quell’Italia delle tempeste nel bicchier d’acqua, per l’appunto.
Anche oggi lo scontro in RAI continua, ma pare superato e comunque con o senza Annozero voi restate un popolo di disinformati. Meriterebbe una riflessione a parte il contratto di Vauro anche perché la parte dedicata a lui è la migliore della trasmissione, raramente me la perdo!
Io vedo di rado Annozero, ma partecipai alla diffusione di RAI PER UNA NOTTE un’esperienza che considero come il momento più alto della lotta per la libera informazione.
Io avrei ripetuto e sviluppato quella iniziativa che viceversa può apparire (con qualche fondamento) come un momento pre – elettorale.
La parte centrale dello scritto è dedicata al rapporto tra costituzione e politica e Travaglio mi dice: “NELLA PRIMA REPUBBLICA I PARTITI, PUR CORROTTI, RAPPRESENTAVANO MILIONI DI PERSONE E CULTURE VERE, FIGLIE MAGARI DEGENERI DELLA COSTITUENTE, DUNQUE ANCHE I CENSORI CERCAVANO DI NON VIOLENTARE COSÌ PLATEALMENTE LA COSTITUZIONE. IN QUESTO GROTTESCO CREPUSCOLO DELLA SECONDA SON SALTATE TUTTE LE MARCATURE E NON SI RISPETTANO PIÙ NEMMENO I FONDAMENTALI”.
Questo discorso merita due riflessioni.
E’ indubbio che i partiti di allora fossero rappresentativi di milioni di persone meno le varie zone di voto di scambio e/o di voto ideologico coartato, ma nel complesso la rappresentatività c’era.
Sul secondo punto sono più perplesso, quelle culture non erano figlie della costituzioni, erano le madri e i padri di una bambina che nacque vecchia.
Di seguito leggo “ANCHE I CENSORI CERCAVANO DI NON VIOLENTARE COSÌ PLATEALMENTE LA COSTITUZIONE”. Io ho un ricordo diverso, rammento la costituzione attuata a pezzo e bocconi e le critiche al cattivo funzionamento di quelle istituzioni, i governi balneari e i parlamenti instabili.
Ricordo anche i 15 anni di discussioni sulle riforme e non li dimentico.
Alla fine del pezzo in maiuscolo leggo che oggi non si rispettano più nemmeno i fondamentali di tale costituzione e qui la correzione a Travaglio va fatta con la penna azzurra.
Il mondo governativo non appartiene alla storia e alla politica che fece quella carta e non si può mai scordare che esiste un legame forte tra costituzione e politica solo se le forze politiche che fondano uno stato sono anche quelle che lo amministrano.
Serve un nuovo patto costituzionale, se possibile e non l’adorazione di un documento che appartiene a un mondo che non c’è più e che a ben vedere non c’è nemmeno mai stato.
NEL FINALE lo scritto del blog migliora e fa riflessioni condivisibili sul CONFLITTO D’INTERESSE.
Concordo sul discorso delle TV controllate dal governo (non da ora però) e concordo sul fatto che non si può criticare solo il Masi o solo lui insieme a Minzolini.
A me non piace nemmeno il TG 3 della Berlinguer, alcune sere è inguardabile e non mi basta il TG di Mentana. Non è un fatto personale, io ho internet e so trovare tutte le fonti migliori, ma l’italiano medio è imbottigliato.
Anche sul discorso sui servizi pubblici non posso concordare con Travaglio.
I servizi pubblici sono una chimera tutta italiana, non solo quello televisivo è insoddisfacente.
Sono d’accordo sul fatto che c’è un conflitto d’interessi, ma da anni mi chiedo chi possa e sappia risolverlo.
Prima avevo sbagliato a digitare e avevo scritto CONSIGLIO D’INTERESSI. L’intuizione non è male.
Come sapete, nel frattempo io faccio come posso quel che devo. Sempre meglio, mi rendo conto!
Qui sono d’accordo con Travaglio. Concordo quando dice: “LO PUÒ RISOLVERE IL PD? NO CHE NON PUÒ, NÈ VUOLE: HA AVUTO DUE OCCASIONI D’ORO PER SMANTELLARLO UNA VOLTA PER TUTTE, MA HA PREFERITO METTERSI D’ACCORDO COL TITOLARE DEL MEDESIMO”.
Io capii che le cose sarebbero andate in questo modo nei primi mesi del primo governo prodi, era l’altro millennio e fu allora che inventai l’idea delle leggi ad personas.
Solo alla fine l’articolo parla di Fini e lo fa per invitarlo a sbloccare l’impasse e a denunciare il conflitto d’interesse.
Queste considerazioni finali mi sembrano un mix di diffidenza e confusione: Fini non può dialogare con Travaglio e deve trovare una sua critica al conflitto di interesse! E’ certo che il conflitto di interessi grava anche sulla schiena di Fini, ma già vari finiani possono pensare diversamente …..
Certamente il modo migliore di rilevare tale conflitto è di cercarlo nelle discriminazioni vecchie e nuove, ma la soluzione dove la troviamo?
Solo quando Fini sarà penalizzato in TV (e lo sarà come lo è stato) o sui giornali potremo vedere il suo impegno su tale problema, non prima: ad oggi non c’è.
In confidenza, non credo che anche lui potrà fare molto.
L’Italia resta un teatrino politico e purtroppo questo si rivela anche oggi come un labirinto per i cittadini e una prigione dorata per i vertici.
Fino a quando?
Io vedo con voi i fuochi nel mediterraneo e ho letto alcuni giornali inglesi sulla rivoluzione in Egitto.
Se la crisi attraverserà il mare, potrà farlo anche nei prossimi mesi e al momento non so se arriverà qui o nella penisola iberica.
Credo che come sempre lo saprò per primo!
In ogni caso l’ultima chiamata fu fatta proprio in ottobre e fu per l’Italia, ormai è certo, servirà il tesoretto di Tremonti, se esiste ed è consistente!
Travaglio chiuse così: “SE FLI, PD, IDV E UDC VOGLIONO UN GOVERNO A TEMPO CHE PREPARI ELEZIONI FINALMENTE LIBERE, LA PIANTINO DI PARLARE SOLO DI NORME ELETTORALI E PRESENTINO UNA LEGGE SEMPLICE SEMPLICE: FUORI LA POLITICA DALLA RAI, FUORI DALLA POLITICA CHI CONTROLLA TV E GIORNALI. TUTTO IL RESTO È CHIACCHIERA. ANZI, ZIMBABWE”.
Tale legge al momento non c’è e quindi dovremmo essere allo Zimbabwe.
Due mesi fa eravamo 75esimi per l’informazione, non so quale posto occupi lo Zimbabwe, ma stati simili sono avanti a noi!
Domani altro pezzo di Travaglio, del resto ne ho parlato poco ultimamente.
————-
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

Duelli quotidiani tra la carta stampata

Duelli quotidiani tra la carta stampata
21/02/2011
Di F. Allegri
Dopo una decina di giorni di pausa torno a commentare uno scritto del blog di Corrias, Gomez, Travaglio e oggi ho scelto il pezzo del 9 ottobre 2010 intitolato “La stampa dipendente”.
Il pezzo fu pubblicato anche da Il Fatto Quotidiano.
Posso dirvi subito che ritornerò sul tema anche in futuro per approfondire il tema vero che è quello della stampa FORTE.
In questi giorni ho assistito al duello tra la gente fra sostenitori e critici di Berlusconi e domenica sono stato al Se non ora … quando.
Ci ho riflettuto qualche giorno e mantengo un apprezzamento per la manifestazione; c’è qualcosa di nuovo, ma mi rendo conto che anche questa ha fatto parte della lunga stagione teatrale della politica italiana.
Un teatro che non è di quello buono come a Bali (lo stato – teatro secondo Clifford Geertz), ma dell’assurdo!
Assisto da un anno a un bel duello che mi entusiasma di più: è quello tra Libero e Il Giornale da un lato e Il Fatto Quotidiano dall’altro.
Vi ricordo che da anni non compro giornali, ma ogni giorno vado a leggermeli al bar o in biblioteca.
Il Fatto ha superato Libero nelle vendite, ma la sua ambizione deve essere quella di raggiungere il giornale di casa Berlusconi e credo che con questo pezzo abbia lanciato la sfida agli avversari.
Ecco perché oggi rileggo il pezzo del 9 ottobre: qui il mondo del Fatto tenta e riesce a colpire tutti i suoi avversari commentando un dialogo intervista tra il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti e all’ex direttore del quotidiano di Paolo Berlusconi, Maurizio Belpietro e andata in onda su una tv di Silvio Berlusconi, Canale 5 partendo, a mia avviso, da una posizione che ha delle debolezze.
Come dice il pezzo del Fatto, quella intervista fu una specie di riunione familiare e si potrebbe aggiungere che il conflitto di interessi era andato in video se Sallusti non si fosse chiesto come mai nessuno li avesse ancora perquisiti dopo lo scontro e le critiche della presidentessa di Confindustria.
OGGI LA QUESTIONE PARE SUPERATA, MA PER GIORNI LA VICENDA È STATA AL CENTRO DELLE CRONACHE.
Io credo che in quei giorni Il Giornale che fu di Montanelli abbia toccato il suo punto più basso, ma anche se ho aspettato mesi faccio difficoltà a descrivere lo scenario di quello scontro.
Nello STATO – TEATRO italiano la stampa ha solo la funzione di locandina che deve pubblicizzare la recita del giorno, di ieri o di domani, è tutta debole e ha le sue colpe.
La politica italiana finge spesso di essere un duello al sole, ma solo quando si capisce la vera natura degli scontri si può denunciare la non veridicità degli scontri in primo piano, se si è persona che rincorre la correttezza delle informazioni.
Sempre in quella intervista, Sallusti denunciò una disparità di trattamento forse confidando che nessuno si rendesse conto della diversità delle due situazioni! In Italia può accadere.
Sallusti si chiese perché “il presidente del Senato, Renato Schifani, dice ogni giorno in tutte le sedi pubbliche di sentirsi minacciato dalle inchieste de Il Fatto Quotidiano. Un giornale che da due mesi sostiene che Schifani sia mafioso”.
Il Fatto vide in questo un autogol del Sallusti, ma io so che questa frase non viene solo dal giornalista del Giornale, viene dal profondo di una destra italiana e mostra anche le debolezze di una sinistra italiana che fa accuse di queste gravità, ma non mette in campo le lotte che sarebbero consequenziali in tutti i paesi liberi del mondo.
Qui tutto fa brodo per le periodiche elezioni e s’ode in sottofondo un coro del volemose bene.
Nel pezzo quella frase ha una sua centralità e la risposta del Fatto fu appropriata, almeno nella circostanza, se si omette di analizzare fino in fondo quanto riportato da Sallusti.
Il Fatto replicò così: “Ora, è chiaro che Sallusti va ringraziato. Due volte. La prima perché, bontà sua, si è limitato a buttar lì l’idea (inquietante per il contesto) della perquisizione a Il Fatto, aggiungendo però di ‘augurarsi che ciò non avvenga’. La seconda perché dà la possibilità a tutti di comprendere la differenza che passa tra il giornalismo dipendente (il suo) e quello indipendente (il nostro)”.
Io non vedo solo un giornalista dipendente e uno indipendente, io vedo due giornalismi deboli che avranno molte difficoltà nei prossimi anni. Forse il duello sulla carta stampata (e in televisione) forgerà il loro lavoro e manterrà i loro lettori più fedeli, ma c’è un’Italia che vuole di più da entrambi.
Questa Italia non ha capito perché la Marcegaglia si sentisse minacciata e perché il Giornale la indagasse.
Questa Italia non si accontenta delle critiche scritte in editoriali, certe super accuse vanno provate e configurate oppure non vanno mosse.
Il Fatto puntualizzò la sua indipendenza (solo in Italia accade questo) e ricordò che, a partire dal 2009 avevano trovato delle notizie sull’avvocato palermitano scelto da Berlusconi come seconda carica dello Stato e di come le avessero pubblicate 20 volte.
Purtroppo, al momento, non c’è nulla di penale e tanto di politico e finché tali accuse non saranno approfondite è vano affrontare, non sempre centralmente, tale battaglia solitaria che poteva solo portare Il Fatto nel tribunale civile (come è accaduto). Si parla di una causa da 720.000 euro.
Altrimenti, lo ripeto, tutto appare come elettoralistico e aggiungo un perdente.
Ah dimenticavo, questo va fatto a Palermo e in Sicilia, non a Firenze, Roma o Milano perché la politica è cibo per gente dura sempre più stanca.
Il pezzo si conclude con 2 considerazioni sulla causa civile: “Ma che se perderemo pagheremo di tasca nostra. Con i soldi che ogni giorno ci danno i nostri soli padroni: i lettori”.
Un quotidiano non deve essere solo libero, deve essere accurato e perfetto, specie quando le accuse sono gravi!
La crisi sarà lunga e a noi mancano anche i giornali!

500 miliardi di dollari, un partito assurdo e un politico apparente

500 miliardi di dollari, un partito assurdo e un politico apparente
10/11/2010
Di F. Allegri
Il professor Nappini mi sollecita a commentare il fatto che la FED si prepara a stampare altri 500 miliardi di dollari in titoli di stato. Sto raccogliendo il materiale per approfondire la questione, ma posso anticipare che tutto dipende dall’uso che sarà fatto di questi titoli.
Se saranno stipati nei forzieri delle banche accadrà poco, solo il lieve aumento della disoccupazione mal censito!
Se invece qualcuno cercasse di monetizzarli avremmo tracolli in serie, ma ad oggi questo resta il caso irrealizzabile.
NEL FRATTEMPO VOGLIO PUNTUALIZZARE CHE L’ITALIA HA OGGI UN PROBLEMA COMPLESSO E DIVERSO. Leggi il resto di questo articolo »

FIABE DAL MONDO DELLA POLITICA La flotta di Doppio Meridione e i suoi ammiragli

FIABE DAL MONDO DELLA POLITICA
La flotta di Doppio Meridione e i suoi ammiragli

09/11/2010
Di F. Allegri

Oggi vi racconterò del grande esercito di Doppio Meridione. A dire il vero questo stato disponeva di una flotta potente e poco più. Sia chiaro i suoi soldati erano istruiti e addestrati, ma pochi e male armati!
Per questo parlerò solo della flotta che era mobilitata in permanenza e all’avanguardia. Essa era organizzata in 8 gruppi navali ognuno raccolto intorno ad una nave mitica, eccetto l’ultimo.
La nave principale del primo gruppo era “La Balena Bianca”, una portaerei storica, ma ancora efficace che dominava su molti mari, ma non in mare aperto. Il suo capo più noto era l’ammiraglio Menzognini, certamente il peggiore tra i tanti generali che si erano avvicendati al comando prima di lui. La gente di Doppio Meridione ha dimenticato i predecessori di Menzognini. Questo è ingiusto, ma le cose stanno così.
Il generale era stato scelto dai potentati del Nord, ma era stato messo in quel posto sperando in un lungo periodo di guerra non dichiarata. Leggi il resto di questo articolo »

SUPER BERLUSCONI E IL GOVERNO CHE NEGA LA PIOGGIA NEI GIORNI DI FERRAGOSTO: DA QUI RIFLETTO SULL’ATTUALITA’!

SUPER BERLUSCONI E IL GOVERNO CHE NEGA LA PIOGGIA NEI GIORNI DI FERRAGOSTO: DA QUI RIFLETTO SULL’ATTUALITA’!
16/08/2010
Di F. Allegri
In questi giorni il nostro sistema di disinformazione ha dato il meglio (il peggio) di se. La stampa di destra indaga sui mobili di un appartamentino a Montecarlo per capire se i soldi usciti dalla tasca destra di Fini erano congrui per entrare nelle casse del partito. Qualcuno vorrebbe accusarlo di aver frodato se stesso e il partito poiche a destra ci sono piccole minoranze che potrebbero credere e diffondere questa notizia. Questo fatto non mi sorprende, questo perché si segue la regola dei figli e dei figliastri e il principio di Churchill: ai nemici le leggi si applicano, per gli amici s’interpretano. Oggi non so dirvi  se da qui nascerà una destra anti berlusconiana, di sicuro sarebbe un parto tardivo e le piccole destre non troveranno molta linfa vitale! Leggi il resto di questo articolo »

La previsione decisiva

Di F. Allegri

Nella grande sfida dell’informazione fra il computer e i vecchi mezzi non c’è stata gara, il primo ha anticipato tutto mentre i secondi sono arrivati fuori tempo massimo.

Leggi il resto di questo articolo »

Consiglio Comunale n°20 23/11/2011 PUA
Consiglio Comunale n°21 28/11/2011
Parassiti: spot istituzionale
Conto alla rovescia
febbraio: 2012
L M M G V S D
« gen    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
272829