Articoli marcati con tag ‘Fini’
La genesi del governo Monti, con riferimenti a Massimo Fini
La genesi del governo Monti, con riferimenti a Massimo Fini
17/11/2011
Di F. Allegri
Erano mesi che riflettevo sull’incostituzionalità dei referenda sull’acqua poi la scorsa settimana ho capito le due ragioni fondamentali che vi portarono a votarli:
a) non erano pericolosi per le lobby dell’acqua;
b) erano il grimaldello più subdolo per arrivare alla fine del governo Berlusconi (insieme alla guerra di Libia).
STAVOLTA L’HO CAPITO DOPO, MA RISCONTRO CHE ANCHE QUESTA VOLTA NON M’HANNO GABBATO.
Feci proprio bene e non votarli e credo proprio che oltre a sancire la fine del governo Berlusconi, non porteranno ad altro di buono.
E’ certo che quel voto non fu solo figlio di Fukushima, ma fu soprattutto l’espressione congiunta dell’antiberlusconismo di casta e di massa: la prima prevalse più della seconda.
Per me, bastava il quesito del legittimo impedimento con il suo 95% di si e la sua marea di votanti. Leggi il resto di questo articolo »
Massimo Fini dalle crisi d’Egitto a quelle troppo italiane (con cenni)
Massimo Fini dalle crisi d’Egitto a quelle troppo italiane (con cenni)
30/07/2011
Di Franco Allegri
Negli ultimi giorni ho pubblicato varie traduzioni che riflettevano sulla crisi egiziana e talvolta la spiegavano e magari davano qualche consiglio ai dimostranti.
Oggi torno sul tema partendo da uno scritto di Massimo Fini del 17/02/2011 intitolato: “Sulla globalizzazione sono tutti d’accordo, a destra e a sinistra”.
A febbraio io considerai (mentre raccoglievo questo e altro materiale) la rivoluzione egiziana come una rivolta di palazzo tesa a bloccare la successione di padre in figlio al vertice dello stato con il contorno di una commovente mobilitazione popolare, generosa e numerosa che noi italiani possiamo solo sognare. Leggi il resto di questo articolo »
SAGGIO BREVE Travaglio o Barnard? A Destra o a Sinistra, nel labirinto dei valori?
SAGGIO BREVE
Travaglio o Barnard? A Destra o a Sinistra, nel labirinto dei valori?
20/04/2011
Di F. Allegri
Lunedì sera ho visitato il sito di Beppe Grillo e ho letto il pezzo che ogni settimana pubblica Marco Travaglio e che talvolta sviluppo o critico in questo blog.
Lunedì si parlava anche del caso Genchi e ho letto con attenzione la parte dedicata a questa questione poi ho deciso di fare un commento.
Come sanno i nostri fedeli lettori, l’anno scorso abbiamo fatto la diretta streaming da Firenze di una conferenza di Genchi organizzata dal Meet up di Firenze.
Spostando il cursore per arrivare allo spazio commenti ho letto alcuni degli ultimi commenti che aveva ricevuto l’articoli e in molti si parlava di un giornalista che non è tra i miei preferiti: Barnard.
Non riuscivo a capire l’attinenza di quei commenti, ma al momento mi interessava solo il mio commento e il tema Genchi.
In ogni caso credo che siano opportuni alcuni approfondimenti.
Per me, questo è uno di quei casi in cui Grillo ospita troppi commenti di piccoli politici o di militanti di partitoidi “bolliti”.
Non basta creare qualcosa di nuovo, bisognerà spazzare via il tanto vecchio che c’è e questo è il lavoro più difficile da fare.
Subito dopo aver commentato lo scritto di Travaglio ho aperto la mia posta elettronica e mi sono messo a leggere le 50 mail che ricevo ogni giorno. Tra queste ho trovato anche l’articolo del giorno fatto da Barnard contro Travaglio e la sua azione politica.
Se Barnard fosse stato un critico politico capace avrebbe potuto dire che Travaglio è di centro destra, che è un liberal democratico, che è un conservatore torinese, che è insensibile alla questione sociale o a quella operaia o tanto altro.
Purtroppo il Barnard non raggiunge questi livelli di critica politica, cerca il mistero in ogni angolo della mente e crede di appartenere a quella sinistra che sa tutto e che ha detto tutto prima anche se non si sa quando.
Ecco quindi che in quello scritto Barnard arriva a sostenere con disinvoltura che Travaglio sarebbe un servitore della finanza internazionale anglo americana e forse di tutta una seria di poteri occulti e fortissimi stranieri e sovra – nazionali, niente di meno.
Tale tesi è assurda di per se, ma dato che il Barnard ha provato a tirare fuori le sue prove di tale fatto, vi invito sinceramente a cercare quello scritto e a leggervelo perché credo che molti di voi stenterebbero a crederci se io ve le riferissi.
Per me la tesi di Barnard è assurda, ma potrei sbagliarmi. E’certo che le prove portate da Barnard sono solo congetture mediocri e non fatti circostanziati.
Dato che si tratta di congetture, ne uso una anche io: “Io credo che i poteri forti abbiano in Italia alleati più importanti e dominanti, se ne hanno, ma li hanno!”.
Credo di aver dato il giusto spazio a questo tema e ora posso passare allo scritto del giorno del blog di Corrias, Gomez, Travaglio.
Si tratta del pezzo del 17 novembre 2010 che si intitolò: “La lista dei bolliti”.
Io credo che questo sia uno dei pezzi più importanti del 2010 fra quelli scritti da Travaglio.
Di sicuro merita di essere approfondito!
In quello scritto Travaglio parafrasò e ironizzò sui valori attuali della sinistra e della destra italiana così come furono sintetizzati in televisione da Bersani e da Fini a “Vieni via con me”, un programma che andò in onda in quei mesi.
Trovo geniale anche l’idea che alcuni di quei valori siano stati tagliati dai produttori televisivi per ragioni di tempo ….
Il pezzo inizio con i valori di Bersani, e io approfondisco da qui poi passerò a Fini.
Metterò in maiuscolo le parti tratte dallo scritto.
LA SINISTRA È L’IDEA CHE, SE GUARDI IL MONDO CON GLI OCCHI DEI PIÙ DEBOLI, PUOI FARE DAVVERO UN MONDO MIGLIORE PER TUTTI.
Travaglio ironizzò su questa frase dicendo che era riferita a Luca Cordero di Montezemolo e al banchiere Alessandro Profumo.
Qui va detto che questi due personaggi potrebbero militare nei partito democratico USA e non si vedrebbe perché non dovrebbero farlo in quello italiano.
Se il comunismo è finito ed era un orrore, è normale che occorra aprire le porte a questi imprenditori: ce ne sono di migliori? Dove?
Io fo fatica a pensare a questa sinistra come strumento per realizzare un mondo migliore!
ABBIAMO LA PIÙ BELLA COSTITUZIONE DEL MONDO (infatti, con la Bicamerale del compagno Massimo, facemmo di tutto per riscriverne più di metà con Berlusconi).
Qui riporto il valore e la critica perché a mio avviso sono le facce dello stesso errore.
La nostra costituzione è figlia della seconda guerra mondiale e del mondo diviso a Yalta.
Va cambiata, si può, si deve e va fatto tutti insieme.
Per questo vi dico che si può ripartire da D’Alema e aggiungo che non potremo allontanarci di molto, per ora.
E’certo che non abbiamo la più bella costituzione del mondo.
CI SONO BENI CHE NON SI POSSONO AFFIDARE AL MERCATO: SALUTE, ISTRUZIONE E SICUREZZA (l’acqua invece no: quella si può tranquillamente privatizzare, e magari anche l’aria).
Qui Travaglio dimostra anche la sua vicinanza alle sinistre semi – nuove che si sono rigenerate di recente. Sono temi profondi e difficili, non credo che si possa generalizzare.
In tema di salute viene prima la lotta alle burocrazie, in tema di scuola, prima o poi, dovremo fare i conti con i risultati che da tutta la scuola dell’obbligo.
Sulla sicurezza, infine, la porta è sfondata dal fatto che abbiamo da combattere 4 criminalità organizzate!
Sull’acqua parlerò dopo che saranno falliti i due referenda e solo se lo riterrò utile!
CHIAMARE FLESSIBILITÀ UNA VITA PRECARIA È UN INSULTO (non per nulla la legge Treu l’abbiamo fatta noi).
Mi basta aggiungere un no comment!
CHI NON PAGA LE TASSE METTE LE MANI NELLA TASCHE DI CHI È PIÙ POVERO DI LUI (non a caso abbiamo approvato la riforma del diritto penale tributario, detta anche “carezze agli evasori”, che depenalizza l’evasione tramite la dichiarazione infedele fino a 100 mila euro e tramite la frode fiscale fino a 75 mila euro l’anno).
Io credo che per contrastare il Berlusconismo vada fatto un salto di qualità: non si sconfigge il nano della montagna con il fiscalismo o la lotta all’evasione di tasse ingiuste o eccessive. Qui siamo tornati a certe sinistre che sembravano di moda negli anni settanta.
In politica un’idea perdente e sempre anche un’idea sbagliata.
SE 100 EURO DI UN OPERAIO, DI UN PENSIONATO, DI UN ARTIGIANO PAGANO DI PIÙ DEI 100 EURO DI UNO SPECULATORE VUOL DIRE CHE IL MONDO È CAPOVOLTO (mica per niente abbiamo sponsorizzato speculatori come Chicco Gnutti e Giovanni Consorte).
Condivido, ma oggi come oggi sono l’unico italiano che conosce la versione moderna della Tobin Tax, la terza versione non la seconda o la prima bis!
INDEBOLIRE LA SCUOLA PUBBLICA VUOL DIRE RUBARE IL FUTURO AI PIÙ DEBOLI (il primo ministro dell’Istruzione che ha regalato soldi pubblici alle scuole private è il nostro Luigi Berlinguer).
Qui pure io mi rendo conto che sono stato ferito nel portafoglio dal cugino del Berlinguer mitizzato senza motivi reali e contemporanei!
DOBBIAMO LASCIARE IL PIANETA MEGLIO DI COME L’ABBIAMO TROVATO (tant’è che vogliamo riempire l’Italia di inceneritori e centrali a carbone).
Chi vi ha detto che nel 2009 le emissioni di CO2 sono diminuite dell’otto per cento sia in Europa e anche in Nord America. Io vi ricordo che questo è un contro – effetto collaterale della globalizzazione che porta le fabbriche inquinanti in Asia e in Cina.
SE DEVO MORIRE ATTACCATO PER MESI A MILLE TUBI, NON PUÒ DECIDERLO IL PARLAMENTO (del resto la legge sul testamento biologico mica l’abbiamo approvata).
Io qui dissento e mi converto al conservatorismo cattolico senza dubbi o ripensamenti.
PER GOVERNARE, CHE È UN FATTO PUBBLICO, BISOGNA ESSERE PERSONE PERBENE, CHE È UN FATTO PRIVATO (ricordate il nostro ministro della Giustizia? Mastella).
Qui concordo, ma dovrei approfondire. La moralità è pubblica e privata e le due dimensioni sono collegate e dipendenti l’una dall’altra.
CHI SI RITIENE DI SINISTRA E PROGRESSISTA DEVE TENERE VIVO IL SOGNO DI UN MONDO IN PACE E DEVE COMBATTERE CONTRO LA TORTURA (infatti abbiamo fatto guerra alla Serbia chiamandola missione di pace, poi abbiamo lasciato dov’erano le truppe di occupazione dell’Iraq e abbiamo pure messo il segreto di Stato per coprire le spie del Sismi imputate per aver sequestrato lo sceicco Abu Omar e averlo deportato in Egitto per farlo torturare per sette mesi).
Questo dobbiamo ricordarcelo e io, nel mio piccolo, ho pubblicato di recente una breve testo teatrale che fa varie riflessioni sul tema del bombardamento NATO della Serbia che partì dalle terre italiane.
Il bombardamento su Bersani può finire qui, ora si passa a GIANFRANCO FINI.
Qui di seguito trovate i valori che il Presidente della Camera dei Deputati portò da Fazio e Saviano.
ESSERE DI DESTRA VUOL DIRE INNANZITUTTO AMARE L’ITALIA (è per amore che le abbiamo regalato per 16 anni uno come Berlusconi).
La critica di Travaglio è giusta, ma io l’avrei messa sotto qualche altro valore perché in An l’amore per l’Italia c’è, forse in qualche caso tale amore è diviso con privilegi di ceto e di professione.
APPREZZIAMO IMPRESE E FAMIGLIE CHE DANNO LAVORO AGLI IMMIGRATI ONESTI, I CUI FIGLI DOMANI SARANNO ITALIANI (vedi legge Bossi-Fini).
Qui va aggiunto un “non solo”. Non si capisce quando Fini abbia fatto questa svolta che nessuno gli ha chiesto per abbandonare il Berlusconismo. Gli immigrati non si possono distinguere tra onesti e disonesti, il dramma vero è che noi importiamo poveri e spesso capaci solo di svolgere lavori minimi. Qui si va verso una guerra tra poveri e non verso una società di cittadini multi – etnici.
DESTRA VUOL DIRE SENSO DELLO STATO, ETICA PUBBLICA, CULTURA DEI DOVERI (non faccio per vantarmi, ma le leggi sul falso in bilancio, Cirami, Cirielli, Schifani, Alfano ecc. le abbiamo votate tutte). Io non so dissentire da Travaglio, anche oltre gli esempi.
LO STATO DEVE SPENDERE BENE IL DENARO PUBBLICO, SENZA ALIMENTARE CLIENTELE (salvo quando c’è da salvare il Secolo d’Italia).
Qui invece non conosco la vicenda, in generale invece credo che questo si possa considerare un punto base della destra. Io ricordo che negli anni di Tangentopoli molti magistrati confermarono che la destra era stata esclusa dal mercato delle tangenti e questo va riconosciuto agli ex missini e di destra in genere, magari guardando caso per caso.
LO STATO DEVE GARANTIRE CHE LA LEGGE È DAVVERO UGUALE PER TUTTI (esclusi, si capisce, i ministri e i parlamentari, che abbiamo sempre salvato dalla galera e dalle intercettazioni).
Su questo punto vado oltre Travaglio, non credo che qualche destra, ovunque nel mondo, possa garantire o lavorare al raggiungimento dell’uguaglianza davanti alla legge. Chi fa una considerazione simile non conosce le realtà processuali di tutti i paesi del mondo. Se va bene è fermo ai principi dei primi anni dell’ottocento.
CHI SBAGLIA PAGA E CHI FA IL PROPRIO DOVERE VIENE PREMIATO (non a caso abbiamo approvato tre scudi fiscali e una quindicina di condoni tributari, edilizi e ambientali).
Anche qui Travaglio non è contestabile e credo che queste considerazioni contrastino bene quanto ha detto il Barnard nel suo articolo anche se certe insinuazioni non sono confutabili con delle affermazioni contrarie proprio perché a tal fine non basta nemmeno l’averle enunciate.
SENZA UNA DEMOCRAZIA TRASPARENTE ED EQUILIBRATA NEI SUOI POTERI NON C’È LIBERTÀ, MA ANARCHIA (pure la Gasparri che consacra il monopolio Mediaset e la Frattini che santifica il conflitto d’interessi sono farina del nostro sacco).
Sulla Gasparri concordo con Travaglio e trovate nel sito gli scritti in materia. Non rammento al momento la legge Frattini, ma è una mia lacuna.
L’UGUAGLIANZA DEI CITTADINI VA GARANTITA NEL PUNTO DI PARTENZA (soprattutto alle suocere per gli appalti Rai e ai cognati per le case a Montecarlo).
Si può passare all’ultimo punto.
DALLA VERA UGUAGLIANZA DELLE OPPORTUNITÀ, LA DESTRA VUOLE COSTRUIRE UNA SOCIETÀ IN CUI MERITO E CAPACITÀ SIANO I SOLI CRITERI PER SELEZIONARE UNA CLASSE DIRIGENTE (avete presenti i ministri Ronchi e Urso? No? Ecco, appunto).
Qui mi sento di aggiungere che ho criticato spesso i due ex ministri. Per me questi politici avevano ricoperto ruoli estranei alla loro preparazione e alla loro storia politica.
C’è un peccato di supponenza, per il resto va aggiunto che si tratta di due protagonisti storici delle lotte per la destra e non mi ha sorpreso la loro scelta di Futuro e Libertà. Credo che sapranno contribuire a un ruolo di opposizione di tale partito nel centro destra.
Mi resta da motivare il perché ho commentato questo pezzo di Travaglio.
Come saprete io sostengo Ralph Nader, ma forse non sapete che lui è il più grande critico del Bipolarismo al mondo e a ben vedere quelli esposti sopra sono una parte corposa dei valori che rientrerebbero nel bipolarismo.
Vi lascio con un grazie a Travaglio e con un’ultima considerazione.
Ora posso concludere che nel bipolarismo ci sono affari e poteri, i valori languano anche nelle società bipolarizzata.
——
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Su Facebook è Futuro Ieri.
Critiche ed elogi a Marco Travaglio
Critiche ed elogi a Marco Travaglio
25/02/2011
Di F. Allegri
Ultimamente ho criticato gli scritti del blog di Corrias, Gomez, Travaglio e anche oggi non potrò esimermi dal non farlo perché commenterò un pezzo molto interessante.
Si tratta del pezzo del 14 ottobre 2010, pubblicato anche dal Fatto Quotidiano e titolato: “Fini, ultima chiamata”.
Il pezzo inizia valutando il rapporto tra televisione e politica ovvero tra la politica e lo spettacolo noioso del teatrino italiano che spesso si svolge anche negli studi di Annozero, il palcoscenico più popolare e di sinistra della televisione pubblica italiana.
Nel mese di ottobre il nervosismo politico era massimo, si preparavano le sfide parlamentari che ci sono state tra dicembre e gennaio ed uno dei luoghi dello scontro fu la Rai.
Questo è un terreno di scontro permanente e da ottobre è divenuto un duello incarnato dal conduttore, ex parlamentare europeo, Santoro e dal burocrate di turno tal Masi. Il pezzo ci ricorda tutti gli attacchi subiti da Santoro negli anni passati e io constato la stranezza della santa alleanza Travaglio – Santoro.
Forse il professor Nappini pensa a loro due quando scrive Il Fascista Immaginario? Un destro e un sinistro a braccetto!
Tornando al “Fini ultima chiamata” rammento che questo scritto uscì nei giorni del bicchiere e non dimenticò questa vicenda troppo legata a quell’Italia delle tempeste nel bicchier d’acqua, per l’appunto.
Anche oggi lo scontro in RAI continua, ma pare superato e comunque con o senza Annozero voi restate un popolo di disinformati. Meriterebbe una riflessione a parte il contratto di Vauro anche perché la parte dedicata a lui è la migliore della trasmissione, raramente me la perdo!
Io vedo di rado Annozero, ma partecipai alla diffusione di RAI PER UNA NOTTE un’esperienza che considero come il momento più alto della lotta per la libera informazione.
Io avrei ripetuto e sviluppato quella iniziativa che viceversa può apparire (con qualche fondamento) come un momento pre – elettorale.
La parte centrale dello scritto è dedicata al rapporto tra costituzione e politica e Travaglio mi dice: “NELLA PRIMA REPUBBLICA I PARTITI, PUR CORROTTI, RAPPRESENTAVANO MILIONI DI PERSONE E CULTURE VERE, FIGLIE MAGARI DEGENERI DELLA COSTITUENTE, DUNQUE ANCHE I CENSORI CERCAVANO DI NON VIOLENTARE COSÌ PLATEALMENTE LA COSTITUZIONE. IN QUESTO GROTTESCO CREPUSCOLO DELLA SECONDA SON SALTATE TUTTE LE MARCATURE E NON SI RISPETTANO PIÙ NEMMENO I FONDAMENTALI”.
Questo discorso merita due riflessioni.
E’ indubbio che i partiti di allora fossero rappresentativi di milioni di persone meno le varie zone di voto di scambio e/o di voto ideologico coartato, ma nel complesso la rappresentatività c’era.
Sul secondo punto sono più perplesso, quelle culture non erano figlie della costituzioni, erano le madri e i padri di una bambina che nacque vecchia.
Di seguito leggo “ANCHE I CENSORI CERCAVANO DI NON VIOLENTARE COSÌ PLATEALMENTE LA COSTITUZIONE”. Io ho un ricordo diverso, rammento la costituzione attuata a pezzo e bocconi e le critiche al cattivo funzionamento di quelle istituzioni, i governi balneari e i parlamenti instabili.
Ricordo anche i 15 anni di discussioni sulle riforme e non li dimentico.
Alla fine del pezzo in maiuscolo leggo che oggi non si rispettano più nemmeno i fondamentali di tale costituzione e qui la correzione a Travaglio va fatta con la penna azzurra.
Il mondo governativo non appartiene alla storia e alla politica che fece quella carta e non si può mai scordare che esiste un legame forte tra costituzione e politica solo se le forze politiche che fondano uno stato sono anche quelle che lo amministrano.
Serve un nuovo patto costituzionale, se possibile e non l’adorazione di un documento che appartiene a un mondo che non c’è più e che a ben vedere non c’è nemmeno mai stato.
NEL FINALE lo scritto del blog migliora e fa riflessioni condivisibili sul CONFLITTO D’INTERESSE.
Concordo sul discorso delle TV controllate dal governo (non da ora però) e concordo sul fatto che non si può criticare solo il Masi o solo lui insieme a Minzolini.
A me non piace nemmeno il TG 3 della Berlinguer, alcune sere è inguardabile e non mi basta il TG di Mentana. Non è un fatto personale, io ho internet e so trovare tutte le fonti migliori, ma l’italiano medio è imbottigliato.
Anche sul discorso sui servizi pubblici non posso concordare con Travaglio.
I servizi pubblici sono una chimera tutta italiana, non solo quello televisivo è insoddisfacente.
Sono d’accordo sul fatto che c’è un conflitto d’interessi, ma da anni mi chiedo chi possa e sappia risolverlo.
Prima avevo sbagliato a digitare e avevo scritto CONSIGLIO D’INTERESSI. L’intuizione non è male.
Come sapete, nel frattempo io faccio come posso quel che devo. Sempre meglio, mi rendo conto!
Qui sono d’accordo con Travaglio. Concordo quando dice: “LO PUÒ RISOLVERE IL PD? NO CHE NON PUÒ, NÈ VUOLE: HA AVUTO DUE OCCASIONI D’ORO PER SMANTELLARLO UNA VOLTA PER TUTTE, MA HA PREFERITO METTERSI D’ACCORDO COL TITOLARE DEL MEDESIMO”.
Io capii che le cose sarebbero andate in questo modo nei primi mesi del primo governo prodi, era l’altro millennio e fu allora che inventai l’idea delle leggi ad personas.
Solo alla fine l’articolo parla di Fini e lo fa per invitarlo a sbloccare l’impasse e a denunciare il conflitto d’interesse.
Queste considerazioni finali mi sembrano un mix di diffidenza e confusione: Fini non può dialogare con Travaglio e deve trovare una sua critica al conflitto di interesse! E’ certo che il conflitto di interessi grava anche sulla schiena di Fini, ma già vari finiani possono pensare diversamente …..
Certamente il modo migliore di rilevare tale conflitto è di cercarlo nelle discriminazioni vecchie e nuove, ma la soluzione dove la troviamo?
Solo quando Fini sarà penalizzato in TV (e lo sarà come lo è stato) o sui giornali potremo vedere il suo impegno su tale problema, non prima: ad oggi non c’è.
In confidenza, non credo che anche lui potrà fare molto.
L’Italia resta un teatrino politico e purtroppo questo si rivela anche oggi come un labirinto per i cittadini e una prigione dorata per i vertici.
Fino a quando?
Io vedo con voi i fuochi nel mediterraneo e ho letto alcuni giornali inglesi sulla rivoluzione in Egitto.
Se la crisi attraverserà il mare, potrà farlo anche nei prossimi mesi e al momento non so se arriverà qui o nella penisola iberica.
Credo che come sempre lo saprò per primo!
In ogni caso l’ultima chiamata fu fatta proprio in ottobre e fu per l’Italia, ormai è certo, servirà il tesoretto di Tremonti, se esiste ed è consistente!
Travaglio chiuse così: “SE FLI, PD, IDV E UDC VOGLIONO UN GOVERNO A TEMPO CHE PREPARI ELEZIONI FINALMENTE LIBERE, LA PIANTINO DI PARLARE SOLO DI NORME ELETTORALI E PRESENTINO UNA LEGGE SEMPLICE SEMPLICE: FUORI LA POLITICA DALLA RAI, FUORI DALLA POLITICA CHI CONTROLLA TV E GIORNALI. TUTTO IL RESTO È CHIACCHIERA. ANZI, ZIMBABWE”.
Tale legge al momento non c’è e quindi dovremmo essere allo Zimbabwe.
Due mesi fa eravamo 75esimi per l’informazione, non so quale posto occupi lo Zimbabwe, ma stati simili sono avanti a noi!
Domani altro pezzo di Travaglio, del resto ne ho parlato poco ultimamente.
————-
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.
Viaggio nella destra italiana di Veneziani
Viaggio nella destra italiana di Veneziani
03/02/2011
Di F. Allegri
Oggi mi sono assegnato un compito difficile quello di esplorare le critiche di destra alle scelte politiche fatte in questi due anni da Gianfranco Fini.
Lo farò rileggendo uno scritto di Marcello Veneziani del 25 settembre 2010 e titolato: “Gianfranco traditore e ladro di sogni”.
Lo farò senza l’ambizione di capire del tutto quelle che sono le malinconie di un uomo che ha vissuto sulla sua pelle la scelta di una militanza a destra.
Il titolo è efficace e dimostra che c’è una destra di ieri e una di domani che convive nell’anima e nel pensiero di Veneziani: Quella vecchia chiama Fini traditore, quella che da 20 anni vede le televisioni dei poteri forti lo chiama “Ladro di sogni”.
Un tempo la destra era dio, patria e famiglia oggi è potere, impresa e amicizia.
Io già scritto e detto tante volte che Occhetto fu l’uomo sbagliato nel processo di riforma del PCI e ultimamente penso anche che ci sia una somiglianza, una natura comune tra l’ex leader del PCI e Fini. Nei momenti decisivi entrambi tergiversarono e lo fecero perché superati dalla dirompenza degli eventi.
Gli errori di Occhetto sono sotto gli occhi di tutti, per valutare Fini occorreranno altri mesi.
Lo scritto di Veneziani inizia male dicendo che lui sa chi c’è dietro le carte che accusano Fini.
A mio avviso sbaglia verbo perché Fini non è accusato di nulla, è in corso uno scontro politico tra persone e partiti poco abituati a praticare questo sport!
Subito dopo l’articolo migliora grazie ad uno sviluppo romantico e malinconico della questione.
Veneziani dice: “SO CHI LE ISPIRA, CONOSCO BENE IL MANDANTE. NON C’ENTRA AFFATTO CON PALAZZO CHIGI, I SERVIZI SEGRETI, IL GOVERNO DI SANTA LUCIA. È UN RAGAZZO DI QUINDICI ANNI CHE SI ISCRISSE ALLA GIOVANE ITALIA. SOGNAVA UN’ITALIA MIGLIORE, AMAVA LA TRADIZIONE QUANTO LA RIBELLIONE, DETESTAVA L’ARROGANZA DEI CONTESTATORI ALMENO QUANTO LA VILTÀ DEI MODERATI, E SI SEDETTE DALLA PARTE DEL TORTO, PER GUSTO ASPRO DI LIBERTÀ. PORTAVA IN PIAZZA LA BANDIERA TRICOLORE, SI EMOZIONAVA PER STORIE ANTICHE E COMIZI INFIAMMATI, PENSAVA CHE SOLO I MALEDETTI POTESSERO DIRE LA VERITÀ”.
Quando si parla del crollo del muro di Berlino non si deve mai dimenticare la specificità italiana, come uscì dalla seconda guerra mondiale, come si accodò al coro dei vincitori e come ha vissuto i 50 anni della guerra fredda, non dimentichiamo che le speranze e i rammarichi hanno convissuto nella destra e nella sinistra mentre nel mondo queste due parole (destra e sinistra) non significavano più nulla.
Per questo non ripercorrerò la storia della lotta politica quotidiana di quel giovane, seguiamo già nel blog i pochi giovani della destra dei miei comuni e questo mi basta. Per lodarli potrei dire che son i più attivi e i più ricchi di ideali: aria fresca al museo delle cere!
Devo comunque rammentarmi che dal 1945 in poi e normalmente i giovani non fanno politica nei partiti!
Riepilogando per Veneziani c’è un ragazzo di quindici anni che è il vero mandante e l’ispiratore delle accuse a Fini. Questo ragazzo non rivorrebbe indietro i soldi che spese per fare politica, per mantenere la sezione, per comprare la colla. Non rivuole nemmeno gli anni perduti che nessuno può rendergli, le passioni bruciate di quel tempo.
Questo Veneziani romantico appartiene di diritto a Rifondazione del MSI, ma è molto italiano laddove non parla dell’essenza della politica che l’ha inglobato: mestiere e scelta dei rappresentanti!
Lui guarda dal basso la politica la politica e vede un giovane, altri la guardano dall’altro e vedono tanti affari; nel mezzo c’è la televisione dei salotti e di Maria.
Il Veneziani più profondo è quello che dice: “PERÒ QUEL CHE NON SOPPORTA È PENSARE CHE QUALCUNO, DOPO AVER BUTTATO A MARE LE SUE IDEE E I LORO TESTIMONI, DOPO AVER GETTATO NEL CESSO QUELLE BANDIERE E QUEI SACRIFICI, DOPO AVER DIMENTICATO FACCE, VITE, MORTI, STORIE, CULTURE E PENSIERI, POSSA USARE QUEL CHE RESTA DI UN PATRIMONIO DI FEDE E PASSIONE PER I PORCI COMODI SUOI E DEL SUO CLAN FAMIGLIARE.
CAPISCE TUTTO, CAMBIARE IDEE, ADEGUARSI AL PROPRIO TEMPO, ABIURARE, RINNEGARE, PERFINO TRADIRE. NON GIUSTIFICA, MA CAPISCE; NON RISPETTA, MA ACCETTA. È LA POLITICA, BELLEZZA”.
All’improvviso Veneziani incontra per un momento la politica vera, quella per la quale ha lavorato una vita come tanti e resta folgorato. Veneziani non ha capito che la politica è sempre stata costituita da uomini che si sacrificano per altri uomini, vicini e lontani. Crede d’aver fatto politica per un ideale che non lascia spazio al cambiamento e purtroppo questo quando arriva non guarda in faccia nessuno.
Seguire il capo era il loro motto e ci sono voluti 20 anni per portare la destra nella quotidianità prosaica; evidentemente Veneziani è rimasto indietro e alla fine prova solo a dimenticare le sue illusioni di un tempo quando dice che non si era mai aspettato nulla da personaggi come Berlusconi, Bossi, Casini e …. Fini.
Al momento non so dirvi dove stia andando Fini, non so se ha fatto scelte di lungo respiro o di breve, io so che la destra entrò in un vicolo cieco quando tanti anni fa accettò il voto di un particolare mondo degli affari in occasione delle municipali a Roma del 1993 (se non erro) e che ci ha messo 17 anni per uscirne e non potevano essere molti di meno, 5 al massimo.
I prossimi mesi ci diranno se Fini ha fatto bene o male e se ha fatto qualcosa di rilevante.
Io so che sicuramente la destra è uscita dall’illusione berlusconiana e questo è un bene!
Massimo Fini, la Lega e la politica
Massimo Fini, la Lega e la politica
02/02/2010
Di F. Allegri
Dopo molti mesi di pausa torno a commentare uno scritto di Massimo Fini fondatore del mensile “Il Ribelle” e riferimento per l’associazione Movimento Zero. Si tratta di un pezzo del 26 settembre 2010 apparso su il quotidiano Il Fatto Quotidiano e titolato: “LEGA, TUTTO DA BUTTARE?”
Fini rivisitò in quello scritto la festa del quotidiano “Il Fatto Quotidiano” che si era tenuta alla Versiliana due settimane prima e i dibattiti ai quali aveva assistito.
Il fatto che lo colpì si può riassumere con l’equazione PDL = Lega e la parificazione delle critiche a queste due forze politiche ispirò lo scritto che commento.
In premessa rimando al mio scritto sui 3 Berlusconismi e sui 3 anti – Berlusconismi poi entro anche io nel rapporto tra sinistre e leghe.
Io parto con il dire che la causa prima del litigio è nella natura organizzativa e in quella ideologica delle due forze e affermerò una cosa paradossale: LITIGANO PERCHE’ SI VEDONO ALLO SPECCHIO.
Hanno la stessa organizzazione e la stessa essenza filosofica – retorica, ma non se ne rendono conto. Si spaventano mentre si guardano allo specchio!
Se si accorgessero delle loro somiglianze temo che si vergognerebbero e nemmeno quella sarebbe un’occasione di aggiornamento all’attualità del pensiero democratico.
Con tali premesse e principi entro nell’articolo.
Nello scritto Fini dona un consiglio non richiesto alle sinistre e non ricevuto da esse in questi mesi se penso alle varie mozioni di sfiducia al governicchio prima del voto sul federalismo.
Fini consiglia di “… CERCARE DI INSERIRE UN CUNEO FRA LEGA E PDL. ED È POSSIBILE”.
Fini ha ragione quando dice che la Lega non nacque di destra, aggiungo che in certi momenti è una grande DC ed in altri qualcosa di liberale, ma in concreto io la vedo fagocitata dalla casta dei poteri forti (casta gemella di quella romana).
C’è un dato che accomuna Fini e buona parte della Lega: l’odio per il mondo politico romano!
Ad oggi è più forte in lui che nella Lega la quale con quella Roma ha fatto accordi da basso impero e ne farà altri.
A me pare che Fini abbia una nostalgia della vecchia Lega quando pensa alle tre macro regioni, del suo vecchissimo no alla globalizzazione e anche quando racconta che – UNA SERA, DAVANTI ALLA CLASSICA PIZZA, ERO A CENA CON LUI, ANCORA SANO, OLTRE CHE AFFETTIVO E SIMPATICO COME SEMPRE, GLI CHIESI: “DIMMI LA VERITÀ, UMBERTO, PISTOLA ALLA TEMPIA, TU SEI PIÙ DI DESTRA O DI SINISTRA?”. “DI SINISTRA” RISPOSE “MA SE LO SCRIVI TI FACCIO UN CULO COSÌ” -.
Subito dopo Fini mi stupisce dicendo: “UMBERTO BOSSI È L’UNICO, VERO, UOMO POLITICO COMPARSO SULLA SCENA ITALIANA NEGLI ULTIMI VENT’ANNI”.
Eh no! Questo è troppo!
A parte che per essere uomini politici basterebbe poco, qui si scambiano le lucciole per le lanterne. Qui Fini incarna l’impotenza dell’uomo di cultura italiano che preferisce disprezzare i suoi connazionali invece di andare a vedere come si fa la lotta politica innovativa negli altri paesi europei o in America.
Qualcuno crede anche di vivere in una nuova magna Grecia rinnovata.
Io non credo che tale partito berlusconiano abbia ancora una natura federalista, a prescindere che il federalismo non è la soluzione per l’Italia!
Io non credo che il mondo sia atteso da anni di sviluppo per questo figuriamoci quali potrebbero essere le possibilità di un’Italia divisa in tre.
Cosa piace a Fini della Lega?
In primis Bossi, l’ho detto, ma aggiungo che lui pare attratto dalla figura del militante tipo e di base di quel partito.
Fini non si rende conto che tale militante sarebbe normale e oscuro in ogni partito dei paesi stranieri e d’altro lato non ha capito che l’attuale versione federalista si basa su un baratto tra il mondo milanese berlusconiano e quello provinciale leghista. E’ un progetto nato per fallire e solo il fallimento potrà avere qualche rilevanza storica futura.
Concordo solo con la chiusura di Fini quando dice che la Lega potrebbe fare un accordo con le sinistre basato sulla legalità!
Qui bisognerebbe intenderci però perché ultimamente la lega ha sempre contrastato le inchieste in parlamento e poi non si deve pensare a preventivo che qualche forza politica non abbia scheletri nell’armadio. Io non metterei la mano sul fuoco per il mio sindaco, il mio presidente di provincia, quello della regione e neanche per il capo del governo: meno male che ho votato persone valide alle europee.
Concludendo.
Il bipolarismo non prevede il dialogo, solo trattative sotto banco e queste sono il vero motore della politica da venti anni e queste vanno oltre a vecchie idee come destra e sinistra.
Demonizzare la Lega si può, ma sappiate che non serve, come non servì mai quando fu fatto con il PCI. Figuriamoci, non serve nemmeno demonizzare il Partito del …. predellino!
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Ora si occupa del tesoretto di Tremonti. Su Facebook è Futuro Ieri.
Tra anime morte e anime belle
Tra anime morte e anime belle
26/01/2011
Di F. Allegri
Sto festeggiando gli scoop e i successi culturali degli ultimi giorni che confermano la giustezza del mio modo di fare libera informazione. Non si battono tutti i giorni per 6-0 6-0 6-0 tutti i giornali e tutte le TV locali.
Oggi si torna agli scritti del blog di Corrias, Gomez, Travaglio e farò una doppia riflessione: prima mi dedicherò allo scritto del 16 settembre 2010 e intitolato “LE ANIME MORTE” poi ad un pezzo del giorno dopo apparso anche sull’Espresso di quella settimana e titolato “SILVIO, FINI E LA TULLIANI”. In apparenza anche questo pezzo è attuale. Leggi il resto di questo articolo »
Un fine estate del 2010 a Mirabello
Un fine estate del 2010 a Mirabello
11/01/2011
Di F. Allegri
Oggi inizio la mia riflessione proclamando la mia supremazia tra gli antiberlusconiani.
Fui il primo, sono il più grande e il più forte tra loro. Qualcuno vorrebbe dirmi che non lo critico mai e che non vado alle manifestazioni come quella del “Popolo Viola”?
Vero, ma questi sono forme di lotta inefficaci ed è evidente che non mi citate avversari degni del peggior governo degli ultimi decenni e precedenti.
La forza del mio antiberlusconismo è tutta in due principi:
a) so di combattere contro un’illusione figlia di illusioni preesistenti;
b) non spendo una goccia di energia per contrastarla, il PC – la macchina demoniaca lavora per me. Leggi il resto di questo articolo »
Gianfranco Fini e la corsa delle chiocciole
Gianfranco Fini e la corsa delle chiocciole
20/12/2010
Di F. Allegri
Quando andavo alle elementari alcuni compagni di classe inventarono un gioco davvero strano: la corsa delle chiocciole.
Le raccoglievamo nel giardino della scuola e le tenevamo sotto il banco dove le chiocciole facevano le loro prime corse del mattino poi nell’intervallo c’era il gran premio, a fine giornata qualche chiocciola tornava in giardino.
Non ricordo se qualche bambino si portava le chiocciole a casa, qualcuno si era procurato anche qualche foglia di insalata e dell’acqua.
Il gioco durò pochi giorni, le bambine erano nauseate dalle chiocciole e fecero scoprire il gioco alla maestra che subito lo vietò.
Le chiocciole tornarono in giardino e i giochi si ridussero di molto: da quel giorno ci furono poche corse e tutte in giardino, in compenso facemmo tutti una ricerca sulla natura delle chiocciole.
VENENDO ALLA POLITICA, OGGI COMMENTERÒ DUE SCRITTI DEL BLOG DI CORRIAS, GOMEZ, TRAVAGLIO. Leggi il resto di questo articolo »
Natale a Palazzo Grazioli 4: Politica e morale in una partita a Monopoli.
Natale a Palazzo Grazioli 4:
Politica e morale in una partita a Monopoli.
13/12/2010
Di F. Allegri
Ho appena finito di sentire il discorso di Berlusconi al senato sulla fiducia e riporto le mie impressioni.
E’evidente che quella del patto di legislatura sia una delle sue migliori barzellette, ma io aggiungo che si tratta di un’illusione artistica del grande illusionista.
Anche oggi i notiziari hanno riproposto il gioco del voto non voto mettendo i vari partitelli nel mirino, solo il PD non ha defezioni e appare compatto sul voto della sfiducia.
Quando leggerete questo scritto conoscerete già il risultato e saprete che Berlusconi ha avuto la fiducia per pochi voti anche alla camera.
Si va avanti piano e si naviga a vista, ma questo gioco durerà per qualche mese, finché conviene e crisi di inizio 2011 permettendo. Leggi il resto di questo articolo »