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Critiche ed elogi a Marco Travaglio
Critiche ed elogi a Marco Travaglio
25/02/2011
Di F. Allegri
Ultimamente ho criticato gli scritti del blog di Corrias, Gomez, Travaglio e anche oggi non potrò esimermi dal non farlo perché commenterò un pezzo molto interessante.
Si tratta del pezzo del 14 ottobre 2010, pubblicato anche dal Fatto Quotidiano e titolato: “Fini, ultima chiamata”.
Il pezzo inizia valutando il rapporto tra televisione e politica ovvero tra la politica e lo spettacolo noioso del teatrino italiano che spesso si svolge anche negli studi di Annozero, il palcoscenico più popolare e di sinistra della televisione pubblica italiana.
Nel mese di ottobre il nervosismo politico era massimo, si preparavano le sfide parlamentari che ci sono state tra dicembre e gennaio ed uno dei luoghi dello scontro fu la Rai.
Questo è un terreno di scontro permanente e da ottobre è divenuto un duello incarnato dal conduttore, ex parlamentare europeo, Santoro e dal burocrate di turno tal Masi. Il pezzo ci ricorda tutti gli attacchi subiti da Santoro negli anni passati e io constato la stranezza della santa alleanza Travaglio – Santoro.
Forse il professor Nappini pensa a loro due quando scrive Il Fascista Immaginario? Un destro e un sinistro a braccetto!
Tornando al “Fini ultima chiamata” rammento che questo scritto uscì nei giorni del bicchiere e non dimenticò questa vicenda troppo legata a quell’Italia delle tempeste nel bicchier d’acqua, per l’appunto.
Anche oggi lo scontro in RAI continua, ma pare superato e comunque con o senza Annozero voi restate un popolo di disinformati. Meriterebbe una riflessione a parte il contratto di Vauro anche perché la parte dedicata a lui è la migliore della trasmissione, raramente me la perdo!
Io vedo di rado Annozero, ma partecipai alla diffusione di RAI PER UNA NOTTE un’esperienza che considero come il momento più alto della lotta per la libera informazione.
Io avrei ripetuto e sviluppato quella iniziativa che viceversa può apparire (con qualche fondamento) come un momento pre – elettorale.
La parte centrale dello scritto è dedicata al rapporto tra costituzione e politica e Travaglio mi dice: “NELLA PRIMA REPUBBLICA I PARTITI, PUR CORROTTI, RAPPRESENTAVANO MILIONI DI PERSONE E CULTURE VERE, FIGLIE MAGARI DEGENERI DELLA COSTITUENTE, DUNQUE ANCHE I CENSORI CERCAVANO DI NON VIOLENTARE COSÌ PLATEALMENTE LA COSTITUZIONE. IN QUESTO GROTTESCO CREPUSCOLO DELLA SECONDA SON SALTATE TUTTE LE MARCATURE E NON SI RISPETTANO PIÙ NEMMENO I FONDAMENTALI”.
Questo discorso merita due riflessioni.
E’ indubbio che i partiti di allora fossero rappresentativi di milioni di persone meno le varie zone di voto di scambio e/o di voto ideologico coartato, ma nel complesso la rappresentatività c’era.
Sul secondo punto sono più perplesso, quelle culture non erano figlie della costituzioni, erano le madri e i padri di una bambina che nacque vecchia.
Di seguito leggo “ANCHE I CENSORI CERCAVANO DI NON VIOLENTARE COSÌ PLATEALMENTE LA COSTITUZIONE”. Io ho un ricordo diverso, rammento la costituzione attuata a pezzo e bocconi e le critiche al cattivo funzionamento di quelle istituzioni, i governi balneari e i parlamenti instabili.
Ricordo anche i 15 anni di discussioni sulle riforme e non li dimentico.
Alla fine del pezzo in maiuscolo leggo che oggi non si rispettano più nemmeno i fondamentali di tale costituzione e qui la correzione a Travaglio va fatta con la penna azzurra.
Il mondo governativo non appartiene alla storia e alla politica che fece quella carta e non si può mai scordare che esiste un legame forte tra costituzione e politica solo se le forze politiche che fondano uno stato sono anche quelle che lo amministrano.
Serve un nuovo patto costituzionale, se possibile e non l’adorazione di un documento che appartiene a un mondo che non c’è più e che a ben vedere non c’è nemmeno mai stato.
NEL FINALE lo scritto del blog migliora e fa riflessioni condivisibili sul CONFLITTO D’INTERESSE.
Concordo sul discorso delle TV controllate dal governo (non da ora però) e concordo sul fatto che non si può criticare solo il Masi o solo lui insieme a Minzolini.
A me non piace nemmeno il TG 3 della Berlinguer, alcune sere è inguardabile e non mi basta il TG di Mentana. Non è un fatto personale, io ho internet e so trovare tutte le fonti migliori, ma l’italiano medio è imbottigliato.
Anche sul discorso sui servizi pubblici non posso concordare con Travaglio.
I servizi pubblici sono una chimera tutta italiana, non solo quello televisivo è insoddisfacente.
Sono d’accordo sul fatto che c’è un conflitto d’interessi, ma da anni mi chiedo chi possa e sappia risolverlo.
Prima avevo sbagliato a digitare e avevo scritto CONSIGLIO D’INTERESSI. L’intuizione non è male.
Come sapete, nel frattempo io faccio come posso quel che devo. Sempre meglio, mi rendo conto!
Qui sono d’accordo con Travaglio. Concordo quando dice: “LO PUÒ RISOLVERE IL PD? NO CHE NON PUÒ, NÈ VUOLE: HA AVUTO DUE OCCASIONI D’ORO PER SMANTELLARLO UNA VOLTA PER TUTTE, MA HA PREFERITO METTERSI D’ACCORDO COL TITOLARE DEL MEDESIMO”.
Io capii che le cose sarebbero andate in questo modo nei primi mesi del primo governo prodi, era l’altro millennio e fu allora che inventai l’idea delle leggi ad personas.
Solo alla fine l’articolo parla di Fini e lo fa per invitarlo a sbloccare l’impasse e a denunciare il conflitto d’interesse.
Queste considerazioni finali mi sembrano un mix di diffidenza e confusione: Fini non può dialogare con Travaglio e deve trovare una sua critica al conflitto di interesse! E’ certo che il conflitto di interessi grava anche sulla schiena di Fini, ma già vari finiani possono pensare diversamente …..
Certamente il modo migliore di rilevare tale conflitto è di cercarlo nelle discriminazioni vecchie e nuove, ma la soluzione dove la troviamo?
Solo quando Fini sarà penalizzato in TV (e lo sarà come lo è stato) o sui giornali potremo vedere il suo impegno su tale problema, non prima: ad oggi non c’è.
In confidenza, non credo che anche lui potrà fare molto.
L’Italia resta un teatrino politico e purtroppo questo si rivela anche oggi come un labirinto per i cittadini e una prigione dorata per i vertici.
Fino a quando?
Io vedo con voi i fuochi nel mediterraneo e ho letto alcuni giornali inglesi sulla rivoluzione in Egitto.
Se la crisi attraverserà il mare, potrà farlo anche nei prossimi mesi e al momento non so se arriverà qui o nella penisola iberica.
Credo che come sempre lo saprò per primo!
In ogni caso l’ultima chiamata fu fatta proprio in ottobre e fu per l’Italia, ormai è certo, servirà il tesoretto di Tremonti, se esiste ed è consistente!
Travaglio chiuse così: “SE FLI, PD, IDV E UDC VOGLIONO UN GOVERNO A TEMPO CHE PREPARI ELEZIONI FINALMENTE LIBERE, LA PIANTINO DI PARLARE SOLO DI NORME ELETTORALI E PRESENTINO UNA LEGGE SEMPLICE SEMPLICE: FUORI LA POLITICA DALLA RAI, FUORI DALLA POLITICA CHI CONTROLLA TV E GIORNALI. TUTTO IL RESTO È CHIACCHIERA. ANZI, ZIMBABWE”.
Tale legge al momento non c’è e quindi dovremmo essere allo Zimbabwe.
Due mesi fa eravamo 75esimi per l’informazione, non so quale posto occupi lo Zimbabwe, ma stati simili sono avanti a noi!
Domani altro pezzo di Travaglio, del resto ne ho parlato poco ultimamente.
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.
Viaggio nella destra italiana di Veneziani
Viaggio nella destra italiana di Veneziani
03/02/2011
Di F. Allegri
Oggi mi sono assegnato un compito difficile quello di esplorare le critiche di destra alle scelte politiche fatte in questi due anni da Gianfranco Fini.
Lo farò rileggendo uno scritto di Marcello Veneziani del 25 settembre 2010 e titolato: “Gianfranco traditore e ladro di sogni”.
Lo farò senza l’ambizione di capire del tutto quelle che sono le malinconie di un uomo che ha vissuto sulla sua pelle la scelta di una militanza a destra.
Il titolo è efficace e dimostra che c’è una destra di ieri e una di domani che convive nell’anima e nel pensiero di Veneziani: Quella vecchia chiama Fini traditore, quella che da 20 anni vede le televisioni dei poteri forti lo chiama “Ladro di sogni”.
Un tempo la destra era dio, patria e famiglia oggi è potere, impresa e amicizia.
Io già scritto e detto tante volte che Occhetto fu l’uomo sbagliato nel processo di riforma del PCI e ultimamente penso anche che ci sia una somiglianza, una natura comune tra l’ex leader del PCI e Fini. Nei momenti decisivi entrambi tergiversarono e lo fecero perché superati dalla dirompenza degli eventi.
Gli errori di Occhetto sono sotto gli occhi di tutti, per valutare Fini occorreranno altri mesi.
Lo scritto di Veneziani inizia male dicendo che lui sa chi c’è dietro le carte che accusano Fini.
A mio avviso sbaglia verbo perché Fini non è accusato di nulla, è in corso uno scontro politico tra persone e partiti poco abituati a praticare questo sport!
Subito dopo l’articolo migliora grazie ad uno sviluppo romantico e malinconico della questione.
Veneziani dice: “SO CHI LE ISPIRA, CONOSCO BENE IL MANDANTE. NON C’ENTRA AFFATTO CON PALAZZO CHIGI, I SERVIZI SEGRETI, IL GOVERNO DI SANTA LUCIA. È UN RAGAZZO DI QUINDICI ANNI CHE SI ISCRISSE ALLA GIOVANE ITALIA. SOGNAVA UN’ITALIA MIGLIORE, AMAVA LA TRADIZIONE QUANTO LA RIBELLIONE, DETESTAVA L’ARROGANZA DEI CONTESTATORI ALMENO QUANTO LA VILTÀ DEI MODERATI, E SI SEDETTE DALLA PARTE DEL TORTO, PER GUSTO ASPRO DI LIBERTÀ. PORTAVA IN PIAZZA LA BANDIERA TRICOLORE, SI EMOZIONAVA PER STORIE ANTICHE E COMIZI INFIAMMATI, PENSAVA CHE SOLO I MALEDETTI POTESSERO DIRE LA VERITÀ”.
Quando si parla del crollo del muro di Berlino non si deve mai dimenticare la specificità italiana, come uscì dalla seconda guerra mondiale, come si accodò al coro dei vincitori e come ha vissuto i 50 anni della guerra fredda, non dimentichiamo che le speranze e i rammarichi hanno convissuto nella destra e nella sinistra mentre nel mondo queste due parole (destra e sinistra) non significavano più nulla.
Per questo non ripercorrerò la storia della lotta politica quotidiana di quel giovane, seguiamo già nel blog i pochi giovani della destra dei miei comuni e questo mi basta. Per lodarli potrei dire che son i più attivi e i più ricchi di ideali: aria fresca al museo delle cere!
Devo comunque rammentarmi che dal 1945 in poi e normalmente i giovani non fanno politica nei partiti!
Riepilogando per Veneziani c’è un ragazzo di quindici anni che è il vero mandante e l’ispiratore delle accuse a Fini. Questo ragazzo non rivorrebbe indietro i soldi che spese per fare politica, per mantenere la sezione, per comprare la colla. Non rivuole nemmeno gli anni perduti che nessuno può rendergli, le passioni bruciate di quel tempo.
Questo Veneziani romantico appartiene di diritto a Rifondazione del MSI, ma è molto italiano laddove non parla dell’essenza della politica che l’ha inglobato: mestiere e scelta dei rappresentanti!
Lui guarda dal basso la politica la politica e vede un giovane, altri la guardano dall’altro e vedono tanti affari; nel mezzo c’è la televisione dei salotti e di Maria.
Il Veneziani più profondo è quello che dice: “PERÒ QUEL CHE NON SOPPORTA È PENSARE CHE QUALCUNO, DOPO AVER BUTTATO A MARE LE SUE IDEE E I LORO TESTIMONI, DOPO AVER GETTATO NEL CESSO QUELLE BANDIERE E QUEI SACRIFICI, DOPO AVER DIMENTICATO FACCE, VITE, MORTI, STORIE, CULTURE E PENSIERI, POSSA USARE QUEL CHE RESTA DI UN PATRIMONIO DI FEDE E PASSIONE PER I PORCI COMODI SUOI E DEL SUO CLAN FAMIGLIARE.
CAPISCE TUTTO, CAMBIARE IDEE, ADEGUARSI AL PROPRIO TEMPO, ABIURARE, RINNEGARE, PERFINO TRADIRE. NON GIUSTIFICA, MA CAPISCE; NON RISPETTA, MA ACCETTA. È LA POLITICA, BELLEZZA”.
All’improvviso Veneziani incontra per un momento la politica vera, quella per la quale ha lavorato una vita come tanti e resta folgorato. Veneziani non ha capito che la politica è sempre stata costituita da uomini che si sacrificano per altri uomini, vicini e lontani. Crede d’aver fatto politica per un ideale che non lascia spazio al cambiamento e purtroppo questo quando arriva non guarda in faccia nessuno.
Seguire il capo era il loro motto e ci sono voluti 20 anni per portare la destra nella quotidianità prosaica; evidentemente Veneziani è rimasto indietro e alla fine prova solo a dimenticare le sue illusioni di un tempo quando dice che non si era mai aspettato nulla da personaggi come Berlusconi, Bossi, Casini e …. Fini.
Al momento non so dirvi dove stia andando Fini, non so se ha fatto scelte di lungo respiro o di breve, io so che la destra entrò in un vicolo cieco quando tanti anni fa accettò il voto di un particolare mondo degli affari in occasione delle municipali a Roma del 1993 (se non erro) e che ci ha messo 17 anni per uscirne e non potevano essere molti di meno, 5 al massimo.
I prossimi mesi ci diranno se Fini ha fatto bene o male e se ha fatto qualcosa di rilevante.
Io so che sicuramente la destra è uscita dall’illusione berlusconiana e questo è un bene!
Massimo Fini, la Lega e la politica
Massimo Fini, la Lega e la politica
02/02/2010
Di F. Allegri
Dopo molti mesi di pausa torno a commentare uno scritto di Massimo Fini fondatore del mensile “Il Ribelle” e riferimento per l’associazione Movimento Zero. Si tratta di un pezzo del 26 settembre 2010 apparso su il quotidiano Il Fatto Quotidiano e titolato: “LEGA, TUTTO DA BUTTARE?”
Fini rivisitò in quello scritto la festa del quotidiano “Il Fatto Quotidiano” che si era tenuta alla Versiliana due settimane prima e i dibattiti ai quali aveva assistito.
Il fatto che lo colpì si può riassumere con l’equazione PDL = Lega e la parificazione delle critiche a queste due forze politiche ispirò lo scritto che commento.
In premessa rimando al mio scritto sui 3 Berlusconismi e sui 3 anti – Berlusconismi poi entro anche io nel rapporto tra sinistre e leghe.
Io parto con il dire che la causa prima del litigio è nella natura organizzativa e in quella ideologica delle due forze e affermerò una cosa paradossale: LITIGANO PERCHE’ SI VEDONO ALLO SPECCHIO.
Hanno la stessa organizzazione e la stessa essenza filosofica – retorica, ma non se ne rendono conto. Si spaventano mentre si guardano allo specchio!
Se si accorgessero delle loro somiglianze temo che si vergognerebbero e nemmeno quella sarebbe un’occasione di aggiornamento all’attualità del pensiero democratico.
Con tali premesse e principi entro nell’articolo.
Nello scritto Fini dona un consiglio non richiesto alle sinistre e non ricevuto da esse in questi mesi se penso alle varie mozioni di sfiducia al governicchio prima del voto sul federalismo.
Fini consiglia di “… CERCARE DI INSERIRE UN CUNEO FRA LEGA E PDL. ED È POSSIBILE”.
Fini ha ragione quando dice che la Lega non nacque di destra, aggiungo che in certi momenti è una grande DC ed in altri qualcosa di liberale, ma in concreto io la vedo fagocitata dalla casta dei poteri forti (casta gemella di quella romana).
C’è un dato che accomuna Fini e buona parte della Lega: l’odio per il mondo politico romano!
Ad oggi è più forte in lui che nella Lega la quale con quella Roma ha fatto accordi da basso impero e ne farà altri.
A me pare che Fini abbia una nostalgia della vecchia Lega quando pensa alle tre macro regioni, del suo vecchissimo no alla globalizzazione e anche quando racconta che – UNA SERA, DAVANTI ALLA CLASSICA PIZZA, ERO A CENA CON LUI, ANCORA SANO, OLTRE CHE AFFETTIVO E SIMPATICO COME SEMPRE, GLI CHIESI: “DIMMI LA VERITÀ, UMBERTO, PISTOLA ALLA TEMPIA, TU SEI PIÙ DI DESTRA O DI SINISTRA?”. “DI SINISTRA” RISPOSE “MA SE LO SCRIVI TI FACCIO UN CULO COSÌ” -.
Subito dopo Fini mi stupisce dicendo: “UMBERTO BOSSI È L’UNICO, VERO, UOMO POLITICO COMPARSO SULLA SCENA ITALIANA NEGLI ULTIMI VENT’ANNI”.
Eh no! Questo è troppo!
A parte che per essere uomini politici basterebbe poco, qui si scambiano le lucciole per le lanterne. Qui Fini incarna l’impotenza dell’uomo di cultura italiano che preferisce disprezzare i suoi connazionali invece di andare a vedere come si fa la lotta politica innovativa negli altri paesi europei o in America.
Qualcuno crede anche di vivere in una nuova magna Grecia rinnovata.
Io non credo che tale partito berlusconiano abbia ancora una natura federalista, a prescindere che il federalismo non è la soluzione per l’Italia!
Io non credo che il mondo sia atteso da anni di sviluppo per questo figuriamoci quali potrebbero essere le possibilità di un’Italia divisa in tre.
Cosa piace a Fini della Lega?
In primis Bossi, l’ho detto, ma aggiungo che lui pare attratto dalla figura del militante tipo e di base di quel partito.
Fini non si rende conto che tale militante sarebbe normale e oscuro in ogni partito dei paesi stranieri e d’altro lato non ha capito che l’attuale versione federalista si basa su un baratto tra il mondo milanese berlusconiano e quello provinciale leghista. E’ un progetto nato per fallire e solo il fallimento potrà avere qualche rilevanza storica futura.
Concordo solo con la chiusura di Fini quando dice che la Lega potrebbe fare un accordo con le sinistre basato sulla legalità!
Qui bisognerebbe intenderci però perché ultimamente la lega ha sempre contrastato le inchieste in parlamento e poi non si deve pensare a preventivo che qualche forza politica non abbia scheletri nell’armadio. Io non metterei la mano sul fuoco per il mio sindaco, il mio presidente di provincia, quello della regione e neanche per il capo del governo: meno male che ho votato persone valide alle europee.
Concludendo.
Il bipolarismo non prevede il dialogo, solo trattative sotto banco e queste sono il vero motore della politica da venti anni e queste vanno oltre a vecchie idee come destra e sinistra.
Demonizzare la Lega si può, ma sappiate che non serve, come non servì mai quando fu fatto con il PCI. Figuriamoci, non serve nemmeno demonizzare il Partito del …. predellino!
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Ora si occupa del tesoretto di Tremonti. Su Facebook è Futuro Ieri.
Tra anime morte e anime belle
Tra anime morte e anime belle
26/01/2011
Di F. Allegri
Sto festeggiando gli scoop e i successi culturali degli ultimi giorni che confermano la giustezza del mio modo di fare libera informazione. Non si battono tutti i giorni per 6-0 6-0 6-0 tutti i giornali e tutte le TV locali.
Oggi si torna agli scritti del blog di Corrias, Gomez, Travaglio e farò una doppia riflessione: prima mi dedicherò allo scritto del 16 settembre 2010 e intitolato “LE ANIME MORTE” poi ad un pezzo del giorno dopo apparso anche sull’Espresso di quella settimana e titolato “SILVIO, FINI E LA TULLIANI”. In apparenza anche questo pezzo è attuale. Leggi il resto di questo articolo »
Un fine estate del 2010 a Mirabello
Un fine estate del 2010 a Mirabello
11/01/2011
Di F. Allegri
Oggi inizio la mia riflessione proclamando la mia supremazia tra gli antiberlusconiani.
Fui il primo, sono il più grande e il più forte tra loro. Qualcuno vorrebbe dirmi che non lo critico mai e che non vado alle manifestazioni come quella del “Popolo Viola”?
Vero, ma questi sono forme di lotta inefficaci ed è evidente che non mi citate avversari degni del peggior governo degli ultimi decenni e precedenti.
La forza del mio antiberlusconismo è tutta in due principi:
a) so di combattere contro un’illusione figlia di illusioni preesistenti;
b) non spendo una goccia di energia per contrastarla, il PC – la macchina demoniaca lavora per me. Leggi il resto di questo articolo »
Gianfranco Fini e la corsa delle chiocciole
Gianfranco Fini e la corsa delle chiocciole
20/12/2010
Di F. Allegri
Quando andavo alle elementari alcuni compagni di classe inventarono un gioco davvero strano: la corsa delle chiocciole.
Le raccoglievamo nel giardino della scuola e le tenevamo sotto il banco dove le chiocciole facevano le loro prime corse del mattino poi nell’intervallo c’era il gran premio, a fine giornata qualche chiocciola tornava in giardino.
Non ricordo se qualche bambino si portava le chiocciole a casa, qualcuno si era procurato anche qualche foglia di insalata e dell’acqua.
Il gioco durò pochi giorni, le bambine erano nauseate dalle chiocciole e fecero scoprire il gioco alla maestra che subito lo vietò.
Le chiocciole tornarono in giardino e i giochi si ridussero di molto: da quel giorno ci furono poche corse e tutte in giardino, in compenso facemmo tutti una ricerca sulla natura delle chiocciole.
VENENDO ALLA POLITICA, OGGI COMMENTERÒ DUE SCRITTI DEL BLOG DI CORRIAS, GOMEZ, TRAVAGLIO. Leggi il resto di questo articolo »
Natale a Palazzo Grazioli 4: Politica e morale in una partita a Monopoli.
Natale a Palazzo Grazioli 4:
Politica e morale in una partita a Monopoli.
13/12/2010
Di F. Allegri
Ho appena finito di sentire il discorso di Berlusconi al senato sulla fiducia e riporto le mie impressioni.
E’evidente che quella del patto di legislatura sia una delle sue migliori barzellette, ma io aggiungo che si tratta di un’illusione artistica del grande illusionista.
Anche oggi i notiziari hanno riproposto il gioco del voto non voto mettendo i vari partitelli nel mirino, solo il PD non ha defezioni e appare compatto sul voto della sfiducia.
Quando leggerete questo scritto conoscerete già il risultato e saprete che Berlusconi ha avuto la fiducia per pochi voti anche alla camera.
Si va avanti piano e si naviga a vista, ma questo gioco durerà per qualche mese, finché conviene e crisi di inizio 2011 permettendo. Leggi il resto di questo articolo »
Berlusconi tra giustizia e la politica di centro e di destra.
Berlusconi tra giustizia e la politica di centro e di destra.
07/09/2010
Di F. Allegri
Oggi riprendo i miei semplici commenti agli scritti del blog di Corrias, Gomez, Travaglio, ma farò una critica ad un’idea di Travaglio sulle scelte di Gianfranco Fini che giudico limitata e tragica nella sua assoluta inconsistenza.
Prima parliamo del pezzo del 30 aprile 2010 titolato “Mills di queste balle” che fu pubblicato nella rubrica Signornò, dell’Espresso.
Il processo Mills mi interessa più di tanti altri che riguardano l’attuale capo del governo perché è di quelli che può riguardare solo lui è ha una gravità riconosciuta a livello internazionale. La corruzione di un giudice o di un avvocato è un reato grave e aggravante in ogni paese.
Berlusconi non subisce danni di immagine quando è accusato di fare fatture false o di eludere il fisco, e infine solo i cattolici praticanti e pii sono interessati alla sua vita privata. Le inchieste sulla Mondadori, il caso Mills ed eventualmente le inchieste legate all’omicidio del giudice Borsellino hanno una consistenza maggiore e decisiva. In questi casi l’esperienza politica di Berlusconi non sopravviverebbe ad eventuali condanne passate in giudicato. Leggi il resto di questo articolo »
VERSO UNA LUNGA TELENOVELA PRESIDENZIALE
VERSO UNA LUNGA TELENOVELA PRESIDENZIALE
Anche i politici fanno teatro
31/08/2010
Di F. Allegri
Oggi proverò a fare una delle mie solite previsioni che sono talmente precise da sembrare fantasie. Sembrò una mia fantasia quando dissi che sarebbe fallita Lehman Brothers, idem quando ad agosto 2008 spiegai ad alcuni banchieri che questa crisi si sarebbe verificata venerdì 18 settembre 2008. Essi mi tirarono fuori la storia del “too big to fail” e che al massimo potevano fallire banche grandi come quella di Cambiano, fecero loro questo esempio! Bontà loro. A settembre 2009 cominciai a dire che Fini e Berlusconi avevano litigato e che si sarebbe rotta un’alleanza politica di 15 anni. Questo può accadere da un momento all’altro e secondo me avverrà nei prossimi mesi – prima e non dopo! Tutti scettici come sempre, uno mi chiese ma chi sei la reincarnazione di Cassandra? Leggi il resto di questo articolo »
La calda estate del commendator Berlusconi
La calda estate del commendator Berlusconi
26/08/2010
Di F. Allegri
Continuo a commentare gli scritti del blog di Corrias, Gomez, Travaglio e oggi mi occuperò di quello del 22 aprile 2010 titolato: “Il Viet-Nam di Berlusconi”.
Lo faccio anche per sottolineare che in una settimana il breve video sulla rissa verbale tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini alla direzione nazionale del Pdl fu visto sul nostro canale su Youtube da quasi 50.000 persone. E’ il caso di aggiungere soli, soli? Ci furono decine di commenti ed ebbi il privilegio di vedere lo scontro, diciamo “di base”, tra i sostenitori dei due politici. Vi confesso che non avrei mai pensato di ospitare un simile confronto.
Come sapete, ho scritto tante volte che ero al corrente dello scontro tra i due politici, fin dal settembre del 2009 e ho sempre pensato che fosse in corso una tregua elettorale e poco di più! Leggi il resto di questo articolo »

