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Critiche ed elogi a Marco Travaglio
Critiche ed elogi a Marco Travaglio
25/02/2011
Di F. Allegri
Ultimamente ho criticato gli scritti del blog di Corrias, Gomez, Travaglio e anche oggi non potrò esimermi dal non farlo perché commenterò un pezzo molto interessante.
Si tratta del pezzo del 14 ottobre 2010, pubblicato anche dal Fatto Quotidiano e titolato: “Fini, ultima chiamata”.
Il pezzo inizia valutando il rapporto tra televisione e politica ovvero tra la politica e lo spettacolo noioso del teatrino italiano che spesso si svolge anche negli studi di Annozero, il palcoscenico più popolare e di sinistra della televisione pubblica italiana.
Nel mese di ottobre il nervosismo politico era massimo, si preparavano le sfide parlamentari che ci sono state tra dicembre e gennaio ed uno dei luoghi dello scontro fu la Rai.
Questo è un terreno di scontro permanente e da ottobre è divenuto un duello incarnato dal conduttore, ex parlamentare europeo, Santoro e dal burocrate di turno tal Masi. Il pezzo ci ricorda tutti gli attacchi subiti da Santoro negli anni passati e io constato la stranezza della santa alleanza Travaglio – Santoro.
Forse il professor Nappini pensa a loro due quando scrive Il Fascista Immaginario? Un destro e un sinistro a braccetto!
Tornando al “Fini ultima chiamata” rammento che questo scritto uscì nei giorni del bicchiere e non dimenticò questa vicenda troppo legata a quell’Italia delle tempeste nel bicchier d’acqua, per l’appunto.
Anche oggi lo scontro in RAI continua, ma pare superato e comunque con o senza Annozero voi restate un popolo di disinformati. Meriterebbe una riflessione a parte il contratto di Vauro anche perché la parte dedicata a lui è la migliore della trasmissione, raramente me la perdo!
Io vedo di rado Annozero, ma partecipai alla diffusione di RAI PER UNA NOTTE un’esperienza che considero come il momento più alto della lotta per la libera informazione.
Io avrei ripetuto e sviluppato quella iniziativa che viceversa può apparire (con qualche fondamento) come un momento pre – elettorale.
La parte centrale dello scritto è dedicata al rapporto tra costituzione e politica e Travaglio mi dice: “NELLA PRIMA REPUBBLICA I PARTITI, PUR CORROTTI, RAPPRESENTAVANO MILIONI DI PERSONE E CULTURE VERE, FIGLIE MAGARI DEGENERI DELLA COSTITUENTE, DUNQUE ANCHE I CENSORI CERCAVANO DI NON VIOLENTARE COSÌ PLATEALMENTE LA COSTITUZIONE. IN QUESTO GROTTESCO CREPUSCOLO DELLA SECONDA SON SALTATE TUTTE LE MARCATURE E NON SI RISPETTANO PIÙ NEMMENO I FONDAMENTALI”.
Questo discorso merita due riflessioni.
E’ indubbio che i partiti di allora fossero rappresentativi di milioni di persone meno le varie zone di voto di scambio e/o di voto ideologico coartato, ma nel complesso la rappresentatività c’era.
Sul secondo punto sono più perplesso, quelle culture non erano figlie della costituzioni, erano le madri e i padri di una bambina che nacque vecchia.
Di seguito leggo “ANCHE I CENSORI CERCAVANO DI NON VIOLENTARE COSÌ PLATEALMENTE LA COSTITUZIONE”. Io ho un ricordo diverso, rammento la costituzione attuata a pezzo e bocconi e le critiche al cattivo funzionamento di quelle istituzioni, i governi balneari e i parlamenti instabili.
Ricordo anche i 15 anni di discussioni sulle riforme e non li dimentico.
Alla fine del pezzo in maiuscolo leggo che oggi non si rispettano più nemmeno i fondamentali di tale costituzione e qui la correzione a Travaglio va fatta con la penna azzurra.
Il mondo governativo non appartiene alla storia e alla politica che fece quella carta e non si può mai scordare che esiste un legame forte tra costituzione e politica solo se le forze politiche che fondano uno stato sono anche quelle che lo amministrano.
Serve un nuovo patto costituzionale, se possibile e non l’adorazione di un documento che appartiene a un mondo che non c’è più e che a ben vedere non c’è nemmeno mai stato.
NEL FINALE lo scritto del blog migliora e fa riflessioni condivisibili sul CONFLITTO D’INTERESSE.
Concordo sul discorso delle TV controllate dal governo (non da ora però) e concordo sul fatto che non si può criticare solo il Masi o solo lui insieme a Minzolini.
A me non piace nemmeno il TG 3 della Berlinguer, alcune sere è inguardabile e non mi basta il TG di Mentana. Non è un fatto personale, io ho internet e so trovare tutte le fonti migliori, ma l’italiano medio è imbottigliato.
Anche sul discorso sui servizi pubblici non posso concordare con Travaglio.
I servizi pubblici sono una chimera tutta italiana, non solo quello televisivo è insoddisfacente.
Sono d’accordo sul fatto che c’è un conflitto d’interessi, ma da anni mi chiedo chi possa e sappia risolverlo.
Prima avevo sbagliato a digitare e avevo scritto CONSIGLIO D’INTERESSI. L’intuizione non è male.
Come sapete, nel frattempo io faccio come posso quel che devo. Sempre meglio, mi rendo conto!
Qui sono d’accordo con Travaglio. Concordo quando dice: “LO PUÒ RISOLVERE IL PD? NO CHE NON PUÒ, NÈ VUOLE: HA AVUTO DUE OCCASIONI D’ORO PER SMANTELLARLO UNA VOLTA PER TUTTE, MA HA PREFERITO METTERSI D’ACCORDO COL TITOLARE DEL MEDESIMO”.
Io capii che le cose sarebbero andate in questo modo nei primi mesi del primo governo prodi, era l’altro millennio e fu allora che inventai l’idea delle leggi ad personas.
Solo alla fine l’articolo parla di Fini e lo fa per invitarlo a sbloccare l’impasse e a denunciare il conflitto d’interesse.
Queste considerazioni finali mi sembrano un mix di diffidenza e confusione: Fini non può dialogare con Travaglio e deve trovare una sua critica al conflitto di interesse! E’ certo che il conflitto di interessi grava anche sulla schiena di Fini, ma già vari finiani possono pensare diversamente …..
Certamente il modo migliore di rilevare tale conflitto è di cercarlo nelle discriminazioni vecchie e nuove, ma la soluzione dove la troviamo?
Solo quando Fini sarà penalizzato in TV (e lo sarà come lo è stato) o sui giornali potremo vedere il suo impegno su tale problema, non prima: ad oggi non c’è.
In confidenza, non credo che anche lui potrà fare molto.
L’Italia resta un teatrino politico e purtroppo questo si rivela anche oggi come un labirinto per i cittadini e una prigione dorata per i vertici.
Fino a quando?
Io vedo con voi i fuochi nel mediterraneo e ho letto alcuni giornali inglesi sulla rivoluzione in Egitto.
Se la crisi attraverserà il mare, potrà farlo anche nei prossimi mesi e al momento non so se arriverà qui o nella penisola iberica.
Credo che come sempre lo saprò per primo!
In ogni caso l’ultima chiamata fu fatta proprio in ottobre e fu per l’Italia, ormai è certo, servirà il tesoretto di Tremonti, se esiste ed è consistente!
Travaglio chiuse così: “SE FLI, PD, IDV E UDC VOGLIONO UN GOVERNO A TEMPO CHE PREPARI ELEZIONI FINALMENTE LIBERE, LA PIANTINO DI PARLARE SOLO DI NORME ELETTORALI E PRESENTINO UNA LEGGE SEMPLICE SEMPLICE: FUORI LA POLITICA DALLA RAI, FUORI DALLA POLITICA CHI CONTROLLA TV E GIORNALI. TUTTO IL RESTO È CHIACCHIERA. ANZI, ZIMBABWE”.
Tale legge al momento non c’è e quindi dovremmo essere allo Zimbabwe.
Due mesi fa eravamo 75esimi per l’informazione, non so quale posto occupi lo Zimbabwe, ma stati simili sono avanti a noi!
Domani altro pezzo di Travaglio, del resto ne ho parlato poco ultimamente.
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.
Per me voteremo presto, con il rischio di una nuova crisi finanziaria
POLITICA ED ECONOMIA
PER ME VOTEREMO PRESTO, CON IL RISCHIO DI UNA NUOVA CRISI FINANZIARIA INTERNAZIONALE
19/08/2010
Di F. Allegri
Per me voteremo presto perché questo “conviene” a Berlusconi e forse a Bossi, certamente a Di Pietro: Lo capiremo entro poche settimane, a prescindere dal teatrino quotidiano. A mio avviso basterà poco per andare al voto: i programmi minimi in 4 punti, così eclatanti sono fatti per saltare, prendere tempo, logorare le maggioranze poi avete visto i 4 punti …… focolai per nuovi litigi che non servono al paese (parlo dei 4 punti, e anche dei litigi, ma in secondo luogo).
Dopo un anno di logoramento le scelte pubbliche di Fini (che chiudono un’esperienza durata 15 anni!), per paradosso, sono da considerarsi e valutarsi come un FAVORE al governo balneare del federalismo. Fini è la vittima di questo ennesimo governicchio perdurante di Berlusconi, passerà come un losco distruttore del governo di centro destra …. e voteremo nel 2011, salteranno anche i referenda su acqua, nucleare, “legittimo” impedimento. Un internauta mi ha anche chiesto di firmare una petizione per pretendere le dimissioni del presidente della camera …… a me! E sulla base del principio che un partito può essere proprietario di case a Montecarlo. E poi vi meravigliate se uno crede agli alieni verdi con 3 teste. Questa è la degenerazione del diritto democratico avviata nel 1880s in USA quando la compagnia ferroviaria fu considerata come una persona. Leggi il resto di questo articolo »
Gianfranco Fini lo Spartaco dei giorni nostri
Di schiavi e sottomessi a Silvio Berlusconi ne abbiamo visti tanti ma che da un giorno all’altro ci finisse anche Gianfranco Fini non ci avrebbe creduto nessuno. Chi è Gianfranco Fini oltre che il Presidente della Camera? Pochi sanno rispondere correttamente a questa domanda. Scartando le risposte tipiche, uomo, marito, padre. Gianfranco Fini è anche il cofondatore del Popolo Della Libertà insieme a Silvio Berlusconi. Non ci crede nessuno. Le cene con Bossi e Leghisti le ha sempre fatte Berlusconi, le decisioni le ha sempre prese lui. Troppo facile prendere i voti e dare il contentino a Fini dandogli la Presidenza della Camera. Alle scorse elezioni regionali come non ricordare Monica Faenzi quando disse berlusconi gli aveva dato l’ok per la candidatura. E Gianfranco Fini dov’era?
Fini si è svegliato? Ci crediamo poco, ma sarebbe l’ora lo facesse. Il paese è arrivato al biovio o crolla o riparte, ma per ripartire non ci vuole un vecchio ma uno giovane di esperienza che sappia fare le giuste riforme. Di sinistra o di destra non importa basta che non sia dietro. Noi con l’articolo “Il bivio di Gianfranco” avevamo affrontato la questione che Fini poteva essere la via del cambiamento. Noi di empolitica guardiamo le cose da un punto di vista concreto e non ideologico come i politici. Il consiglio è quello che Gianfranco conti i suoi uomini e si rivolga ai due partiti più importanti come PD e IDV, guardi un po’ al federalismo della Lega e prenda in mano la situazione. In questo modo si costituirebbe una larga maggioranza e con un governo tecnico si potrebbe fare le riforme. Il contatore sulla colonna di sinistra conta il tempo che trascorre prima che sia fatta la prima riforma decente e utile.
La maggioranza scricchiola e lo dimostra il numero elevato di fiduce richieste dal governo al parlamento. Fini ha in mano una grossa occasione che si chiama rilancio dell’Italia, deve decidere se allinearsi agli schiavi o diventare eroe ed essere ricordato nei libri della storia.
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Riflessioni su uno scritto di M. Travaglio su Gianfranco Fini
01/02/2010
Di F. Allegri
Torno a meditare sulla grande battaglia politica di Marco Travaglio che presto sarà tra noi per presentare il suo ultimo libro: il 17 febbraio alle 17:30 sarà ad Avane!. Tenete gli occhi aperti e venite a vederlo.
Venerdi scorso ho letto ancora il suo giornale (per la quinta volta) e ho visto che aumenta la pubblicità. E’ il segno che il giornale interessa e che cammina con le sue gambe. In tempi di crisi diffusa è un segnale della controtendenza.
Oggi mi occupo di un suo pezzo scritto il 02 dicembre 2009 e titolato “Il compagno Gianfranco Fini” che ricevetti via mail, come tanti altri.
Travaglio inizia con una constatazione: “L’unica certezza è che quando il regno di Silvio Berlusconi sarà Leggi il resto di questo articolo »
La sfida tra Fini e Berlusconi: scacchi, poker o tarallucci e vino
Di F. Allegri
Da molti mesi assisto allo scontro politico fra Berlusconi e Fini e ad oggi posso constatare che ci sono state molte critiche e dissensi fra i due, ma in fin dei conti non è successo niente! Sinceramente la cosa non mi sorprende anche se non riesco a capire completamente quello che è accaduto. In passato ho pensato che fosse in corso una trattativa dura sui candidati per le regionali, ma molte persone e soggetti politici mi hanno assicurato che c’è di più. Sarà vero?
La prima constatazione che mi sento di fare è che nei paesi normali uno scontro simile avrebbe avuto qualche conseguenza politica evidente, qui niente! La seconda cosa che voglio evidenziare è che in un periodo di crisi come questa un confronto di palazzo di questo tipo nasconde quelle lotte sociali che non coinvolgono una parte vasta della popolazione, ma solo quelle.
Ho scelto questo titolo dello scritto per un motivo semplice: voglio domandarmi se lo scontro fra Fini e Berlusconi sia reale e di che tipo e lo farò in modo sintetico!
Per me è reale e si tratta di un trittico, una sfida su tre livelli: giocano a scacchi sul piano parlamentare, a Leggi il resto di questo articolo »
Il bivio di Gianfranco

Ultimamente le dichiarazioni di Gianfranco Fini suscittano più preoccupazioni al nostro Presidente Berlusconi di quelle fatte dal pentito Spatuzza. E’ ormai chiaro da tempo che Fini si trova ad un bivio. Deve decidere quale strada prendere. Non quella a destra o a sinistra ma tra quella che la storia lo ricorderà come grande statista o come eterno amico dell’uomo. Fino ad oggi Gianfranco Fini è stato l’eterno secondo di Berlusconi, insomma portava i voti e come ricompensa ora è presidente della Camera dei Deputati. Sono stati eliminati due Partiti: Alleanza Nazionale e Forza Italia per crearne uno in cui tutte le decisioni sono prese da una persona. Una cosa del genere è successa anche per la creazione del PD solo che lì le primarie se non sono ritoccate sono abbastanza democratiche per scegliere i vari dirigenti o candidati premier. Insomma Fini è sempre stato l’uomo più leale a Berlusconi e in Leggi il resto di questo articolo »
Fini contro Feltri a che tempo che fa: nella PDL per fare quel che gli pare
IL SUO LIBRO: IL FUTURO DELLA LIBERTA’ Consigli non richiesti ai nati nel 1989
08/11/2009
Di F. Allegri
Non sono mai stato un sostenitore di Fini e non penso di diventarlo. Non l’ho nemmeno mai apprezzato, ma stavolta devo giudicare positiva la prima parte della sua presidenza della Camera, con poche critiche!
Domenica sera ho visto con piacere la sua intervista con Fabio Fazio nel programma “Che tempo che fa” Leggi il resto di questo articolo »
IL “MISTERO” GIANFRANCO FINI (Cercando di ordinare le idee)
Di F. Allegri
Premetto che parte di tale pezzo è stato scritto mentre guardavo su RAI 3 il programma “In mezz’ora” diretto da Lucia Annunziata. La trasmissione consiste in un’intervista a un potente di turno. Il gioco è questo, la signora chiede il meno possibile tanto il politico dice quello che vuole.
L’ospite del giorno era il ministro Calderoli e hanno parlato dei rischi di caduta del governo, di IRAP e no; ho anche SAPUTO CHE ABBIAMO INCASSATO 4 MILIARDI DALLO SCUDO (i rientri a quota 40 miliardi) en passant, ma sarà vero? Hanno finito su Marrazzo e Daddario, le solite cose che ci raccontavamo nel 1989 tra amici – matricola dell’università. Soprattutto Calderoli ha sorriso e sorriso ancora. Era contento, chissà per cosa? Se fosse sorriso nervoso lo capirei meglio!
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