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Un Uomo in Tunisia, un Movimento a Wall Street, e il Soldato Che ha Acceso la Miccia …
Un Uomo in Tunisia, un Movimento a Wall Street, e il Soldato Che ha Acceso la Miccia …
una lettera di Michael Moore
Sabato 17 Dicembre, 2011
Amici,
E’ Sabato notte e io non volevo finire il giorno prima di aver mandato questa nota a voi.
Un anno fa oggi (17 dicembre), Mohamed Bouazizi, un uomo che aveva un semplice banco di prodotti in Tunisia, si è dato fuoco per protestare contro la repressione del suo governo.
Il suo singolo sacrificio innescò una rivoluzione che ha rovesciato il dittatore della Tunisia e lanciato rivolte nei regimi del Medio Oriente.
Tre mesi fa, oggi, Occupy Wall Street è iniziato con un’occupazione di Zuccotti Park a New York.
Questo movimento contro l’avidità delle multinazionali USA e le sue banche — e il denaro che ora controlla la maggior parte delle nostre istituzioni democratiche — si è diffuso rapidamente in centinaia di città USA.
La maggior parte degli americani oggi concorda sul fatto che una nazione in cui 400 miliardari hanno più ricchezza di 160 milioni di americani insieme non è il paese in cui vogliono vivere.
Il 99% è in aumento contro l’1% – e ora non si può più tornare indietro.
Ventiquattro anni fa, US Army Spc. Bradley Manning nacque.
Ora ha trascorso 570 giorni in un carcere militare senza un processo — semplicemente perché egli avrebbe spifferato la verità sulla guerra illegale e immorale in Iraq. Leggi il resto di questo articolo »
LA SCUOLA BERLINGUERIANA NELLA CRISI DELLE DEMOCRAZIE OCCIDENTALI
LA SCUOLA BERLINGUERIANA NELLA CRISI DELLE DEMOCRAZIE OCCIDENTALI
03/05/2012
Di F. Allegri
Nei giorni scorsi, traducendo il periodico scritto di Ralph Nader ho introdotto il tema della crisi di uno dei pilastri degli stati capitalistici industriali: il servizio postale pubblico.
Il caso americano ha valore generale a livello occidentale.
Oggi torno in Italia e mi soffermo sopra un altro pilastro in crisi degli stati occidentali, ma qui il caso è anche particolare.
Per parlare della crisi della scuola italiana bisogna fare due premesse.
a) il centro destra italiana abbandonò la scuola pubblica negli anni sessanta, ma non l’aveva mai amata preferendole una cultura classica conservatrice impartita da scuole confessionali senza fede e senza il prestigio internazionale di un lontano passato.
b) il centro sinistra occupò il fortino abbandonato facendone il suo luogo delle illusioni e dei rammarichi per giovani in crisi continua.
La somma di questo fu una scuola abbandonata a se stessa e attaccata ad un serie di obbiettivi irraggiungibili o non verificabili. Leggi il resto di questo articolo »
L’inverno del nostro Lavoro …
L’inverno del nostro Lavoro …
una proposta di Michael Moore
Martedì 6 dicembre, 2011
Amici,
E ora è inverno.
Wall Street gioisce, sperando che il cambio delle stagioni porterà ad un cambiamento nel nostro spirito, nel nostro impegno per fermarli.
Non potrebbero sbagliare di più.
Non hanno sentito parlare di Washington e delle truppe a Valley Forge?
Del grande Flint Sit-Down Strike nell’inverno del 1936-37?
Dei Wolverines del Michigan che frantumarono Ohio State nel Blizzard Bowl del 1950?
Quando arriva l’inverno, è il momento storico in cui il popolo persevera e le forze del male creano il loro rifugio!
Non ha ancora 12 settimane, ma Occupy Wall Street è cresciuta così in fretta, è così grande, che nessuno di noi può tenere il passo con le centinaia di città che hanno aderito al movimento, o delle migliaia di azioni — alcune di loro solo quelle semplici di quartieri, scuole e organizzazioni – che hanno successo.
Il dibattito nazionale è stato cambiato in modo irreversibile.
Ora tutti parlano di come l’1% si porta via tutto il denaro, mentre il 99% lotta per sbarcare il lunario.
Le persone non sono più paralizzate dalla disperazione o dall’apatia.
La maggior parte sa che ora bisogna reclamare il nostro paese da banchieri, dai lobbisti, e dai loro “gofers”: i membri del Congresso USA e delle 50 assemblee legislative statali.
E sono pazzi se pensano che un po’ di caos climatico (altrimenti noto come l’inverno nel 21° secolo) che hanno contribuito creare stia per fermarci.
Vorrei proporre ai miei fratelli e sorelle Occupanti che ci sono molti modi per mantenere Occupy Wall Street mentre trascorrono i mesi invernali.
Forse non c’è momento migliore per spostare il movimento al chiuso per qualche mese — e vederlo crescere ancora più grande!
(Per coloro che hanno la capacità di resistenza di mantenere le occupazioni all’aperto, con tutti i mezzi, continuate così — e il resto di noi farà del suo meglio per aiutarvi e tenervi al caldo!)
L’inverno ci offre una grande opportunità di espandere le nostre azioni contro i capitani del capitalismo che hanno occupato le nostre case con il loro sistema ipotecario fraudolento che ha buttato milioni di famiglie in strada; un sistema sanitario crudele che ha detto a 50 milioni di americani “se non può permetterti un medico, vai a farti F …”; un sistema di prestiti agli studenti che manda dei ventiduenni in una “prigione dei debiti” immediata a fare lavori schifosi per i quali non vanno a scuola, ma devono farli perché sono in debito per decine di migliaia di dollari per i prossimi 2 decenni; e un mercato del lavoro che mantiene 25 milioni di americani dis- o sotto-occupati — e gran parte del resto deve accettare tagli salariali, la riduzioni della sanità e nessuna sicurezza.
Ma noi nel Movimento Occupy rifiutiamo questa versione del “Sogno Americano”. Leggi il resto di questo articolo »
LA TRACCIABILITA’ DEL MORALISMO E LE NON POLITICHE DEI REDDITI DEL GOVERNO MONTI
LA TRACCIABILITA’ DEL MORALISMO E LE NON POLITICHE DEI REDDITI DEL GOVERNO MONTI
25/04/2012
Di F. Allegri
Nei giorni scorsi alcuni amici mi hanno chiesto un parere sul fatto che il governo Monti abbia preso decisioni positive nei suoi primi giorni di azione politica.
Io penso diversamente, per me nacque male e questo scritto argomenterà la mia convinzione.
Questo governo fu subito quello DELLE TASSE senza consenso democratico e popolare e soprattutto fu quello non accettabile delle false lotte contro l’evasione fiscale.
Oggi prendo le mosse da uno scritto di Massimo Fini del 26 novembre scorso pubblicato da Il Fatto Quotidiano e titolato “La Tracciabilità del moralismo”.
Il pezzo fu scritto in polemica con la giornalista Gabbanelli che in una sua trasmissione aveva chiesto una serie strana di misure che a suo dire sarebbero servite a combattere l’evasione.
Fini iniziò il suo scritto dicendo che fra le “impressionanti” misure che il governo dei banchieri (questo, il governo Monti, nota mia) si accingeva a prendere c’era anche quella di togliere di mezzo il biglietto da 500 euro oppure di mettere una tassa, operata dalle banche per conto dello Stato, sul deposito o sul prelievo di monete di questo taglio.
Lo scopo vero era quello di diminuire il contante in circolazione a vantaggio delle banche che creano moneta e dello stato esattore mentre certi principi morali venivano molto dopo. Leggi il resto di questo articolo »
L’eredità di una Grande Guerra
Terzo libro delle tavole di Madduwatta:
L’eredità di una Grande Guerra
Di I. Nappini
Il comune buonsenso vede un mistero nelle origini del fascismo, in realtà se si colloca la questione della sua presa del potere fra il 1919 e il 1922 si capisce quanto in profondità la Grande Guerra avesse devastato la società italiana e dissolto molti legami civili e morali che la tenevano assieme.
In generale mi sento di scrivere che la guerra tende a non esaurirsi con il fatto militare o con i trattati di pace ma al contrario ESSA INFLUISCE SUL FUTURO DI QUANTI VI HANNO PRESO PARTE E SE È TOTALE NE ROVESCIA LA VITA E DISSOLVE IL SENSO DELLE COSE.
La guerra distrugge e crea la realtà che dovrà esser chiamata a ricostruire, essa è un processo dinamico con aspetti fortemente creativi e tende a operare enormi distruzioni fisiche e materiali e anche psicologiche e culturali.
Oggi le sedicenti democrazie vanno in guerra con popoli poveri e stranieri, la stessa democrazia dovrebbe istigare i reggitori del potere finanziario e politico a più miti consigli, invece c’è una certa sottomissione nella pubblica opinione; l’esperto, il demagogo televisivo, il sofista corruttore della carta stampata lodano e giustificano i nuovi conflitti come se fossero partite di calcio fra “impiegati scapoli contro quelli ammogliati” o cose della pallavolo femminile. Leggi il resto di questo articolo »
Dominati e dominanti nel Belpaese
Le tavole delle Colpe di Madduwatta:
Dominati e dominanti nel Belpaese
Di I. Nappini
Una storia antica si ripete, il padrone straniero batte un colpo e il Belpaese risponde, talvolta a modo suo.
Il 2 maggio 1945 le forze armate della Wermacht che Hitler aveva collocato nella Penisola si arresero alle forze armate alleate: iniziò sotto il presidente statunitense Truman la pagina dell’Italia colonia culturale, economica, morale e civile degli Stati Uniti; e tanto per non sbagliare di lì a breve portaerei di terra per gli aerei da guerra a stelle e strisce sul mediterraneo infestato da terroristi e agenti comunisti.
Le forze che si opponevano a questo erano le solite forze d’opposizione italiane ossia divise su tutto e settarie e destinate a restare sempre fuori dalle stanze che contano e dove si decide qualcosa.
In particolare i Comunisti italiani erano la principale opposizione all’egemonia statunitense sulla penisola e avevano un peso politico e sociale ma mai sono andati al potere con le bandiere rosse al vento e le insegne della falce e martello stampate sopra. Leggi il resto di questo articolo »
COSA CHIEDE OCCUPY WALL STREET
COSA CHIEDE OCCUPY WALL STREET
23/11/2011
Di Ralph Nader
Da New York City a Oakland, e in diverse città nel mezzo, la polizia, su ordine di funzionari comunali, ha sgomberato gli accampamenti di Occupy e cacciato i manifestanti provenienti da parchi e spazi pubblici. Più politici, dal Congresso al livello statale e locale, vogliono che la gente di Occupy vada VIA!
Beh, perché non iniziano dal lasciarli nei luoghi in cui le decisioni vengono prese contro i loro interessi legittimi?
Fateli entrare DENTRO:
Dategli lavori e alloggio a prezzi abbordabili;
Le loro leggi senza dover pagare per giocare;
I tribunali quando sono ingiustamente feriti o colpiti da altre ingiustizie senza essere bloccati da dogmi corporativi e dai giudici;
L’accesso agli avvocati civili pro bono quando sono in disperato bisogno, come suggerito dall’avvocato di Cincinnati Paul Tobias;
Le agenzie di distribuzione e regolamentari con le loro petizioni (senza dover affrontare rettifiche, ritardi e costi); Leggi il resto di questo articolo »
Dove Può Andare Occupy Wall Street Partendo Da Qui?
Dove Può Andare Occupy Wall Street Partendo Da Qui?
… una proposta di Michael Moore
Martedì 22 novembre 2011
Amici,
Lo scorso fine settimana ho partecipato ad una riunione di 4 ore degli attivisti di Occupy Wall Street il cui compito era quello di sintetizzare la visione e gli obiettivi del movimento.
C’erano più di 40 persone e la discussione è stata al tempo stesso stimolante e tonificante.
Ecco cosa abbiamo proposto come “relazione di base” del movimento all’Assemblea Generale di Occupy Wall Street:
Noi Vogliamo:
[1] una società davvero libera, democratica e giusta;
[2] dove noi, il popolo, ci incontriamo e risolviamo i nostri problemi con il consenso;
[3] in cui si incoraggiano le persone ad assumersi la responsabilità personale e collettiva e a partecipare al processo decisionale;
[4] dove impariamo a vivere in armonia e ad abbracciare i principi di tolleranza e rispetto della diversità e le diverse opinioni degli altri;
[5] dove abbiamo garantiti i diritti civili e umani di tutti dalle violazioni da parte di forze tiranniche e di governi ingiusti;
[6] dove le istituzioni politiche ed economiche lavorare a beneficio di tutti, non solo di pochi privilegiati;
[7] dove forniamo un’educazione completa e libera a tutti, non solo per avere dei lavoro ma pure per crescere e fiorire come esseri umani;
[8] in cui valutiamo i bisogni umani prima del guadagno monetario, per assicurare standard decenti di vita senza i quali la democrazia effettiva è impossibile;
[9] in cui lavoriamo insieme per proteggere l’ambiente globale per garantire che le generazioni future avranno sicurezza e aria pulita, acqua e viveri, e saranno in grado di godere la bellezza e la generosità della natura che le generazioni passate hanno goduto.
Il prossimo passo sarà quello di sviluppare un elenco specifico di obiettivi e richieste.
Come uno dei milioni di persone che partecipano al movimento Occupy Wall Street, vorrei offrire rispettosamente le mie idee di quello per il quale ora tutti noi possiamo andare a lottare per prendere il controllo del nostro paese dalle mani dell’1% e darlo esattamente alla maggioranza del 99%.
Ecco quello che proporrò all’Assemblea Generale di Occupy Wall Street:
10 Cose Che Vogliamo
Una Proposta per Occupy Wall Street
Sottomesse da Michael Moore Leggi il resto di questo articolo »
La Repressione Espande la Resistenza
La Repressione Espande la Resistenza
16/11/2011
Di Ralph Nader
Da Oakland, in California, a New York City, la polizia, su ordine dei politici, ha sfondato gli accampamenti di Occupy.
Noti per le loro disposizioni rigorosamente non-violente e ordinate — tende con assistenza medica, assistenza legale, biblioteche, relazioni con i media e controlli igienico – sanitari – i manifestanti di Occupy sono stati spinti fuori dai loro luoghi pubblici in tutto il paese.
Il sindaco di Oakland ammise alla BBC in un’intervista che i sindaci, la polizia e altri agenti della sicurezza sono stati in contatto tra loro per quanto riguarda il fare lo sgombero dei manifestanti, tra cui una conferenza telefonica tra 18 sindaci dove lei partecipò recentemente.
Il potere di polizia è sempre la prima risposta per una azione dei cittadini mobilitati che si rifiutano di andare via. Leggi il resto di questo articolo »
SOCIETA’ SENZA SOCIALITA’
Uno scritto filosofico-sociale su questo tempo
16 gennaio 2012
Con la gentile concessione di Carlo Gambescia pubblico questo scritto filosofico di Stefano Boninsegni. Uno scritto che descrive la società odierna formata dai processi di terza rivoluzione industriale come una giungla popolata da esseri umani tendenzialmente soli con legami sociali ridotti o di natura mercantile.
http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2012/01/lamico-stefano-bonisegni-in-questo-bel.html
L’ amico Stefano Boninsegni (*), nel bel post di oggi, ci ricorda due cose fondamentali: in primo luogo, che bisogna sempre distinguere tra necessaria difesa dell’individuo e sciocca celebrazione dell’individualismo; in secondo luogo, che l’individualismo come avversione verso l’esistenza di qualsiasi forma di società intermedia tra individuo e Stato, mina le radici stesse della socialità umana. Insomma, un “ripassino” niente male.
Buona lettura. (C.G.)
SOCIETA’ SENZA SOCIALITA’
di Stefano Boninsegni
Secondo il “reazionario” Joseph de Maistre, l’attacco alla religione e l’individualismo dei Lumi avrebbero distrutto la socialità, che l’autore francese considerava sacra e proponeva di porla sotto comando divino (si veda S. Holmes, Anatomia dell’antiliberalismo, 1995 ). Al di là delle argomentazioni, spesso ingenue, usate da Joseph de Maistre, non vi è dubbio che oggi gli uomini vivono in società sempre più atomizzate, dove la socialità è un bene sempre più scarso. Leggi il resto di questo articolo »






