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SAGGIO BREVE Travaglio o Barnard? A Destra o a Sinistra, nel labirinto dei valori?
SAGGIO BREVE
Travaglio o Barnard? A Destra o a Sinistra, nel labirinto dei valori?
20/04/2011
Di F. Allegri
Lunedì sera ho visitato il sito di Beppe Grillo e ho letto il pezzo che ogni settimana pubblica Marco Travaglio e che talvolta sviluppo o critico in questo blog.
Lunedì si parlava anche del caso Genchi e ho letto con attenzione la parte dedicata a questa questione poi ho deciso di fare un commento.
Come sanno i nostri fedeli lettori, l’anno scorso abbiamo fatto la diretta streaming da Firenze di una conferenza di Genchi organizzata dal Meet up di Firenze.
Spostando il cursore per arrivare allo spazio commenti ho letto alcuni degli ultimi commenti che aveva ricevuto l’articoli e in molti si parlava di un giornalista che non è tra i miei preferiti: Barnard.
Non riuscivo a capire l’attinenza di quei commenti, ma al momento mi interessava solo il mio commento e il tema Genchi.
In ogni caso credo che siano opportuni alcuni approfondimenti.
Per me, questo è uno di quei casi in cui Grillo ospita troppi commenti di piccoli politici o di militanti di partitoidi “bolliti”.
Non basta creare qualcosa di nuovo, bisognerà spazzare via il tanto vecchio che c’è e questo è il lavoro più difficile da fare.
Subito dopo aver commentato lo scritto di Travaglio ho aperto la mia posta elettronica e mi sono messo a leggere le 50 mail che ricevo ogni giorno. Tra queste ho trovato anche l’articolo del giorno fatto da Barnard contro Travaglio e la sua azione politica.
Se Barnard fosse stato un critico politico capace avrebbe potuto dire che Travaglio è di centro destra, che è un liberal democratico, che è un conservatore torinese, che è insensibile alla questione sociale o a quella operaia o tanto altro.
Purtroppo il Barnard non raggiunge questi livelli di critica politica, cerca il mistero in ogni angolo della mente e crede di appartenere a quella sinistra che sa tutto e che ha detto tutto prima anche se non si sa quando.
Ecco quindi che in quello scritto Barnard arriva a sostenere con disinvoltura che Travaglio sarebbe un servitore della finanza internazionale anglo americana e forse di tutta una seria di poteri occulti e fortissimi stranieri e sovra – nazionali, niente di meno.
Tale tesi è assurda di per se, ma dato che il Barnard ha provato a tirare fuori le sue prove di tale fatto, vi invito sinceramente a cercare quello scritto e a leggervelo perché credo che molti di voi stenterebbero a crederci se io ve le riferissi.
Per me la tesi di Barnard è assurda, ma potrei sbagliarmi. E’certo che le prove portate da Barnard sono solo congetture mediocri e non fatti circostanziati.
Dato che si tratta di congetture, ne uso una anche io: “Io credo che i poteri forti abbiano in Italia alleati più importanti e dominanti, se ne hanno, ma li hanno!”.
Credo di aver dato il giusto spazio a questo tema e ora posso passare allo scritto del giorno del blog di Corrias, Gomez, Travaglio.
Si tratta del pezzo del 17 novembre 2010 che si intitolò: “La lista dei bolliti”.
Io credo che questo sia uno dei pezzi più importanti del 2010 fra quelli scritti da Travaglio.
Di sicuro merita di essere approfondito!
In quello scritto Travaglio parafrasò e ironizzò sui valori attuali della sinistra e della destra italiana così come furono sintetizzati in televisione da Bersani e da Fini a “Vieni via con me”, un programma che andò in onda in quei mesi.
Trovo geniale anche l’idea che alcuni di quei valori siano stati tagliati dai produttori televisivi per ragioni di tempo ….
Il pezzo inizio con i valori di Bersani, e io approfondisco da qui poi passerò a Fini.
Metterò in maiuscolo le parti tratte dallo scritto.
LA SINISTRA È L’IDEA CHE, SE GUARDI IL MONDO CON GLI OCCHI DEI PIÙ DEBOLI, PUOI FARE DAVVERO UN MONDO MIGLIORE PER TUTTI.
Travaglio ironizzò su questa frase dicendo che era riferita a Luca Cordero di Montezemolo e al banchiere Alessandro Profumo.
Qui va detto che questi due personaggi potrebbero militare nei partito democratico USA e non si vedrebbe perché non dovrebbero farlo in quello italiano.
Se il comunismo è finito ed era un orrore, è normale che occorra aprire le porte a questi imprenditori: ce ne sono di migliori? Dove?
Io fo fatica a pensare a questa sinistra come strumento per realizzare un mondo migliore!
ABBIAMO LA PIÙ BELLA COSTITUZIONE DEL MONDO (infatti, con la Bicamerale del compagno Massimo, facemmo di tutto per riscriverne più di metà con Berlusconi).
Qui riporto il valore e la critica perché a mio avviso sono le facce dello stesso errore.
La nostra costituzione è figlia della seconda guerra mondiale e del mondo diviso a Yalta.
Va cambiata, si può, si deve e va fatto tutti insieme.
Per questo vi dico che si può ripartire da D’Alema e aggiungo che non potremo allontanarci di molto, per ora.
E’certo che non abbiamo la più bella costituzione del mondo.
CI SONO BENI CHE NON SI POSSONO AFFIDARE AL MERCATO: SALUTE, ISTRUZIONE E SICUREZZA (l’acqua invece no: quella si può tranquillamente privatizzare, e magari anche l’aria).
Qui Travaglio dimostra anche la sua vicinanza alle sinistre semi – nuove che si sono rigenerate di recente. Sono temi profondi e difficili, non credo che si possa generalizzare.
In tema di salute viene prima la lotta alle burocrazie, in tema di scuola, prima o poi, dovremo fare i conti con i risultati che da tutta la scuola dell’obbligo.
Sulla sicurezza, infine, la porta è sfondata dal fatto che abbiamo da combattere 4 criminalità organizzate!
Sull’acqua parlerò dopo che saranno falliti i due referenda e solo se lo riterrò utile!
CHIAMARE FLESSIBILITÀ UNA VITA PRECARIA È UN INSULTO (non per nulla la legge Treu l’abbiamo fatta noi).
Mi basta aggiungere un no comment!
CHI NON PAGA LE TASSE METTE LE MANI NELLA TASCHE DI CHI È PIÙ POVERO DI LUI (non a caso abbiamo approvato la riforma del diritto penale tributario, detta anche “carezze agli evasori”, che depenalizza l’evasione tramite la dichiarazione infedele fino a 100 mila euro e tramite la frode fiscale fino a 75 mila euro l’anno).
Io credo che per contrastare il Berlusconismo vada fatto un salto di qualità: non si sconfigge il nano della montagna con il fiscalismo o la lotta all’evasione di tasse ingiuste o eccessive. Qui siamo tornati a certe sinistre che sembravano di moda negli anni settanta.
In politica un’idea perdente e sempre anche un’idea sbagliata.
SE 100 EURO DI UN OPERAIO, DI UN PENSIONATO, DI UN ARTIGIANO PAGANO DI PIÙ DEI 100 EURO DI UNO SPECULATORE VUOL DIRE CHE IL MONDO È CAPOVOLTO (mica per niente abbiamo sponsorizzato speculatori come Chicco Gnutti e Giovanni Consorte).
Condivido, ma oggi come oggi sono l’unico italiano che conosce la versione moderna della Tobin Tax, la terza versione non la seconda o la prima bis!
INDEBOLIRE LA SCUOLA PUBBLICA VUOL DIRE RUBARE IL FUTURO AI PIÙ DEBOLI (il primo ministro dell’Istruzione che ha regalato soldi pubblici alle scuole private è il nostro Luigi Berlinguer).
Qui pure io mi rendo conto che sono stato ferito nel portafoglio dal cugino del Berlinguer mitizzato senza motivi reali e contemporanei!
DOBBIAMO LASCIARE IL PIANETA MEGLIO DI COME L’ABBIAMO TROVATO (tant’è che vogliamo riempire l’Italia di inceneritori e centrali a carbone).
Chi vi ha detto che nel 2009 le emissioni di CO2 sono diminuite dell’otto per cento sia in Europa e anche in Nord America. Io vi ricordo che questo è un contro – effetto collaterale della globalizzazione che porta le fabbriche inquinanti in Asia e in Cina.
SE DEVO MORIRE ATTACCATO PER MESI A MILLE TUBI, NON PUÒ DECIDERLO IL PARLAMENTO (del resto la legge sul testamento biologico mica l’abbiamo approvata).
Io qui dissento e mi converto al conservatorismo cattolico senza dubbi o ripensamenti.
PER GOVERNARE, CHE È UN FATTO PUBBLICO, BISOGNA ESSERE PERSONE PERBENE, CHE È UN FATTO PRIVATO (ricordate il nostro ministro della Giustizia? Mastella).
Qui concordo, ma dovrei approfondire. La moralità è pubblica e privata e le due dimensioni sono collegate e dipendenti l’una dall’altra.
CHI SI RITIENE DI SINISTRA E PROGRESSISTA DEVE TENERE VIVO IL SOGNO DI UN MONDO IN PACE E DEVE COMBATTERE CONTRO LA TORTURA (infatti abbiamo fatto guerra alla Serbia chiamandola missione di pace, poi abbiamo lasciato dov’erano le truppe di occupazione dell’Iraq e abbiamo pure messo il segreto di Stato per coprire le spie del Sismi imputate per aver sequestrato lo sceicco Abu Omar e averlo deportato in Egitto per farlo torturare per sette mesi).
Questo dobbiamo ricordarcelo e io, nel mio piccolo, ho pubblicato di recente una breve testo teatrale che fa varie riflessioni sul tema del bombardamento NATO della Serbia che partì dalle terre italiane.
Il bombardamento su Bersani può finire qui, ora si passa a GIANFRANCO FINI.
Qui di seguito trovate i valori che il Presidente della Camera dei Deputati portò da Fazio e Saviano.
ESSERE DI DESTRA VUOL DIRE INNANZITUTTO AMARE L’ITALIA (è per amore che le abbiamo regalato per 16 anni uno come Berlusconi).
La critica di Travaglio è giusta, ma io l’avrei messa sotto qualche altro valore perché in An l’amore per l’Italia c’è, forse in qualche caso tale amore è diviso con privilegi di ceto e di professione.
APPREZZIAMO IMPRESE E FAMIGLIE CHE DANNO LAVORO AGLI IMMIGRATI ONESTI, I CUI FIGLI DOMANI SARANNO ITALIANI (vedi legge Bossi-Fini).
Qui va aggiunto un “non solo”. Non si capisce quando Fini abbia fatto questa svolta che nessuno gli ha chiesto per abbandonare il Berlusconismo. Gli immigrati non si possono distinguere tra onesti e disonesti, il dramma vero è che noi importiamo poveri e spesso capaci solo di svolgere lavori minimi. Qui si va verso una guerra tra poveri e non verso una società di cittadini multi – etnici.
DESTRA VUOL DIRE SENSO DELLO STATO, ETICA PUBBLICA, CULTURA DEI DOVERI (non faccio per vantarmi, ma le leggi sul falso in bilancio, Cirami, Cirielli, Schifani, Alfano ecc. le abbiamo votate tutte). Io non so dissentire da Travaglio, anche oltre gli esempi.
LO STATO DEVE SPENDERE BENE IL DENARO PUBBLICO, SENZA ALIMENTARE CLIENTELE (salvo quando c’è da salvare il Secolo d’Italia).
Qui invece non conosco la vicenda, in generale invece credo che questo si possa considerare un punto base della destra. Io ricordo che negli anni di Tangentopoli molti magistrati confermarono che la destra era stata esclusa dal mercato delle tangenti e questo va riconosciuto agli ex missini e di destra in genere, magari guardando caso per caso.
LO STATO DEVE GARANTIRE CHE LA LEGGE È DAVVERO UGUALE PER TUTTI (esclusi, si capisce, i ministri e i parlamentari, che abbiamo sempre salvato dalla galera e dalle intercettazioni).
Su questo punto vado oltre Travaglio, non credo che qualche destra, ovunque nel mondo, possa garantire o lavorare al raggiungimento dell’uguaglianza davanti alla legge. Chi fa una considerazione simile non conosce le realtà processuali di tutti i paesi del mondo. Se va bene è fermo ai principi dei primi anni dell’ottocento.
CHI SBAGLIA PAGA E CHI FA IL PROPRIO DOVERE VIENE PREMIATO (non a caso abbiamo approvato tre scudi fiscali e una quindicina di condoni tributari, edilizi e ambientali).
Anche qui Travaglio non è contestabile e credo che queste considerazioni contrastino bene quanto ha detto il Barnard nel suo articolo anche se certe insinuazioni non sono confutabili con delle affermazioni contrarie proprio perché a tal fine non basta nemmeno l’averle enunciate.
SENZA UNA DEMOCRAZIA TRASPARENTE ED EQUILIBRATA NEI SUOI POTERI NON C’È LIBERTÀ, MA ANARCHIA (pure la Gasparri che consacra il monopolio Mediaset e la Frattini che santifica il conflitto d’interessi sono farina del nostro sacco).
Sulla Gasparri concordo con Travaglio e trovate nel sito gli scritti in materia. Non rammento al momento la legge Frattini, ma è una mia lacuna.
L’UGUAGLIANZA DEI CITTADINI VA GARANTITA NEL PUNTO DI PARTENZA (soprattutto alle suocere per gli appalti Rai e ai cognati per le case a Montecarlo).
Si può passare all’ultimo punto.
DALLA VERA UGUAGLIANZA DELLE OPPORTUNITÀ, LA DESTRA VUOLE COSTRUIRE UNA SOCIETÀ IN CUI MERITO E CAPACITÀ SIANO I SOLI CRITERI PER SELEZIONARE UNA CLASSE DIRIGENTE (avete presenti i ministri Ronchi e Urso? No? Ecco, appunto).
Qui mi sento di aggiungere che ho criticato spesso i due ex ministri. Per me questi politici avevano ricoperto ruoli estranei alla loro preparazione e alla loro storia politica.
C’è un peccato di supponenza, per il resto va aggiunto che si tratta di due protagonisti storici delle lotte per la destra e non mi ha sorpreso la loro scelta di Futuro e Libertà. Credo che sapranno contribuire a un ruolo di opposizione di tale partito nel centro destra.
Mi resta da motivare il perché ho commentato questo pezzo di Travaglio.
Come saprete io sostengo Ralph Nader, ma forse non sapete che lui è il più grande critico del Bipolarismo al mondo e a ben vedere quelli esposti sopra sono una parte corposa dei valori che rientrerebbero nel bipolarismo.
Vi lascio con un grazie a Travaglio e con un’ultima considerazione.
Ora posso concludere che nel bipolarismo ci sono affari e poteri, i valori languano anche nelle società bipolarizzata.
——
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Su Facebook è Futuro Ieri.
Riflessioni sul caso Ruby in un contesto che ha preceduto la guerra
Riflessioni sul caso Ruby in un contesto che ha preceduto la guerra
24/03/2011
Di F. Allegri
Oggi avevo in programma il periodico commento di uno scritto del blog di Corrias, Gomez e Travaglio. Terrò fede all’impegno, ma allargherò il discorso ai venti di guerra che non spirano in modo improvviso nel Mediterraneo.
Oggi commenterò due pezzi, il primo è del 5 novembre 2010 e si intitola “(Il)legittimo impedimento” ed uscì anche sul L’Espresso.
Il secondo è “La maledizione di Al Pappone” del giorno successivo.
La mia tesi è la seguente: “VOI SAPETE TUTTI I MISFATTI DI BERLUSCONI PERCHÉ QUESTO ERA IL PRELUDIO E IL LASCIAPASSARE PER POTERE PERMETTERE AI POTERI FORTI INTERNAZIONALI DI DISGREGARE POLITICAMENTE IL NORD AFRICA SENZA CHE GLI ITALIANI POTESSERO CERCARE DI TUTELARE I LORO INTERESSI NELLA REGIONE”.
Abbiamo un governo depravato e irrilevante nel momento in cui servirebbe un dicastero competente e popolare nel paese!
Se si scoprirà che queste accuse sono debole le mie considerazioni prenderanno valore, se B. sarà condannato, prima o poi, l’impotenza italiana sarà comunque un bel problema per tutti gli italiani.
Il momento è certamente negativo e difficile per l’Italia, questo non va negato.
Noi abbiamo passato mesi a pensare al 27 maggio, alla signorina Ruby e alle sue colleghe mentre l’economia e la finanza mondiale continuavano a peggiorare e si preparavano i rovesci di vari regimi non certo democratici ma vecchi di decenni.
Il caso Ruby dimostra che noi non abbiamo il governo e la gravità della crisi di questi giorni mi fa pensare che non potremmo mai averne uno all’altezza dei problemi sul terreno.
Va anche aggiunto che l’intero governo combina ben poco da anni, non riescono nemmeno a fare le leggi a personam, al massimo qualcuna a personas. Il ponte sullo Stretto un illusione e un buco per smaltire e perdere fondi pubblici, il nucleare idem.
I processi del premier non ostacolano l’azione del governo, esso stesso è un dicastero del tirare a campare, dell’ordinaria amministrazione e casomai del rinvio delle udienze quando serve.
Io non so ancora se andrò a votare i referenda e se ritirerò tutte le schede.
Certamente prenderò quella sul nucleare e darò un bel si.
Subito dopo viene la scheda sul legittimo impedimento, io sono favorevole anche a questa abrogazione, ma so anche che la corte costituzionale ha già interpretato in modo adeguato questa normativa che non permette a B., come dice Travaglio: “… di evitare i processi per impiegare l’intera serata del 27 maggio, dalle 19 fino a notte fonda, al telefono col capo gabinetto della Questura di Milano, con l’igienista dentale Nicole Minetti e con una certa Michelle (escort brasiliana, amica di Ruby), per propiziare il rilascio illegale della minorenne marocchina fermata per furto”.
Sia chiaro che il mio interesse per il caso Ruby è minimo perché io ho sempre parlato del rapporto tra la depravazione morale/sessuale e la politica. Io concordo anche con Pasolini quando alla vigilia del suo assassinio si rese conto che il sessantottismo aveva lavorato a favore dei poteri forti senza saperlo.
Non c’è un governo e di conseguenza (o anche perché) l’opposizione è poca cosa:
1) Le lotte sociali sono pochissime e mai difese e condivise a livello politico;
2) Le lotte politiche sono limitate a questi 4 referenda (2 buoni e 2 sull’acqua senza arte e nemmeno possibilità di applicazione);
3) Nel dibattito politico è entrato anche il conservatorismo costituzionale, roba da anni ’60.
Questo elenco vi risparmia il fatto che io vi ricordi una pagina della giornata tipo di Berlusconi, mi pare di aver fatto considerazioni più importanti.
Passiamo al secondo pezzo che è più interessante e si è intitolato: “La maledizione di Al Pappone” che fu pubblicato il 6 novembre 2010 su Il Fatto Quotidiano.
La parte iniziale è poco interessante: si valuta la possibilità che la mafia utilizzi le escort per ricattare il presidente del consiglio. Lo scritto stesso considera senza fondamento questa ipotesi che lo stesso premier ha usato per pochi giorni!
Mi interessa di più il discorso che fece Paolo Mieli ad Annozero dove si dimostrò che la discesa agli inferi del Cavaliere di Hardcore non conosceva limiti.
Io concordo sul punto che conoscevo da anni e approfitto del secondo pezzo per continuare a chiedermi perché c’è stata questa rivelazione pubblica che fa il paio con quelle di Assange in arrivo dagli Stati Uniti.
LO SCRITTO CI REGALA IL SEGUENTE ELENCO: “Due anni fa il pover’uomo stazionava nel girone delle aspiranti attricette di Raifiction. L’anno scorso precipitò sulla circonvallazione di Casoria alla festa di Noemi e nell’harem di Gianpi Tarantini, piazzista di protesi, coca e altre belle cosette. Ora è sprofondato nei bassifondi delle pornodiscoteche e delle amiche poliglotte di Lele Mora ….”.
SUBITO DOPO TRAVAGLIO SI CHIEDE: “E chissà quale sarà il prossimo gradino dell’abisso senza fondo”.
Oggi si può rispondere, È L’IMPOTENZA DAVANTI ALLA GUERRA E ALLA CRISI CHE NE DERIVERÀ L’ULTIMO GRADINO DELL’ABISSO!
Qui condanno anche la nostra stampa: NON POSSIAMO ESSERE GLI ULTIMI A SAPERE DI QUESTI TRACOLLI DI REGIME o peggio NON SI PUO’ FARE FINTA DI ESSERLO.
Per quanto riguarda le cronache di sesso e politica, vi rimando a quanto dice Travaglio, con la sottolineatura che tali fatti non mi interessano, sia dal punto di vista e anche sessuale (qui un minimo di interesse ci sarebbe, ma proprio minimo).
Il punto principale resta quello che B. è ricattabile, ma i più indiziati sono i poteri forti internazionali, specie quelli che dalla guerra avranno più vantaggi.
Nel frattempo il teatrino va avanti con il solito copione e non mi pare degno dei film di Woody Allen.
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Ora si occupa del tesoretto di Tremonti. Su Facebook è Futuro Ieri.
Le Tavole delle colpe di Madduwatta Il Belpaese e le sue paure: Fine dell’Impero?
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
Il Belpaese e le sue paure: Fine dell’Impero?
Di I. Nappini
Le paure del Belpaese sono troppe, le nostre genti difformi cercano di nascondere quelle più imbarazzanti. La giornata di autunnale oggi è propizia per scrivere qualcosa sulla crisi dell’Impero made in USA. I miei venticinque lettori si sono sorpresi nelle scorse settimane a leggere scritti di vario genere che descrivevano le inquietudini crescenti, sotto forma di narrazione teatrale, fantastica, di scritto estemporaneo, delle genti del Belpaese anche rispetto a questo evidente declino. Oggi venerdì 5 novembre 2010 osservo un pezzo de “Il Fatto” nelle pagine dell’economia a firma di tal “Superbonus” che così s’intitola:”Un’ondata di dollari travolge l’economia mondiale, La Federal Reserve Americana stampa centinaia di miliardi di dollari e l’Europa si preoccupa”. L’articolo esprime perplessità e preoccupazione perché: “La Federal Reserve americana ha deciso mercoledì di dare via alla seconda ondata di “quantitative easing”.
Un’ espressione all’apparenza freddamente scientifica che nasconde l’ultima mossa disperata dell’establishment americano: la FED comprerà i titoli del debito americano semplicemente stampando denaro. Gli Stati Uniti potranno così mantenere il rapporto deficit/PIL al 13 per cento (superiore a quello della Grecia) e confidando nel fatto di potersi comunque indebitare a bassi tassi attraverso l’emissione di obbligazioni. Perché ci sarà sempre la FED a comprare. Non viene creata ricchezza con la produzione industriale, con la produzione o la fornitura di servizi. Si crea solo moneta per comprare debito. La Federal Reserve aveva già acquistato 1.700 miliardi di dollari in titoli immettendo nel sistema altrettanta liquidità e si appresta ora a comprarne altri 600 miliardi.”
L’articolo prosegue con le crescenti preoccupazioni degli esecutivi dei paesi del G20, la crisi rischia di trasformarsi di nuovo, di diventare qualcosa di mai visto prima e forse qualche leader già pensa a politiche protezionistiche e alla tassazione delle merci. Personalmente ritengo che se così fosse il WTO e i processi di globalizzazione verrebbero spazzati via per far posto a logiche di potenza imperiale e di dominio e controllo sui mercati e sulle risorse planetarie. Altro che mercato che regola! Qui se le manovre per uscire dalla crisi fanno il tonfo si torna di corsa alla politica delle cannoniere di fine Ottocento e alle bandierine dei diversi imperi sul mappamondo. L’Italia per sua disgrazia dal crollo dell’Impero Romano d’Occidente si è quasi sempre trovata nella difficile condizione d’essere un territorio conteso fra imperi e regni stranieri. Neanche l’Unità d’Italia ci ha salvato dalle pressioni e dagli interessi forestieri oggi in conseguenza della sconfitta del Regno d’Italia e del Duce nella Seconda Guerra Mondiale l’Italia ospita 113 basi militari a Stelle e Strisce. Siamo parte di un Impero Globale con interessi e arsenali enormi che oggi è al fronte in Iraq e Afganistan e deve stampare banconote garantite dal debito pubblico più grande del Pianeta Azzurro per resistere alla pressione interna e alla guerra asimmetrica che gli muovono nemici palesi e occulti.
Le genti disperse e difformi del Belpese per via della loro bimillenaria storia di invasioni, vessazioni, massacri e rapine perpetrate da occupanti stranieri e da pretendenti al trono di Cesare fiutano come cani da tartufi la crisi imperiale. Ecco che da alcuni anni a questa parte con discrezione i ricchissimi del Belpaese scoprono il fascino della Russia Putiniana o le grandezza del capitalismo comunista cinese. Cina comunista e Russia post-comunista investono nel Belpaese cifre non da poco, e la curiosissima posizione italiana sulla guerra di Georgia di qualche anno fa rivela quanto le minoranze al potere nel Belpaese siano interessate non tanto alla fedeltà atlantica quanto ai buoni affari e alle prospettive di guadagno e di stabilità sociale nel Belpaese, del resto se la Penisola fosse sconvolta da scioperi e ingovernabilità i ricchi al potere vedrebbero diminuire le loro rendite e sfumare appalti e affari. La finta pace fra gli imperi è vitale per queste piccole minoranze al potere.
Il problema è questo canovaccio plurisecolare da teatro dei burattini di servire due o più padroni lodandoli e corteggiandoli e mettendo l’uno contro l’altro per scroccare mance e qualche piccolo privilegio non regge alla prova della guerra e nel momento nel quale i forti del mondo passano alle vie di fatto. “Ultima Ratio Regum” era inciso sui cannoni di Re Sole, e non solo sui suoi. C’è sempre il momento nel quale il mondo umano passa dalla commedia, magari a sfondo erotico, alla tragedia epocale e al delirio sanguinario e criminoso. In questo caso i mugugni, le battutine, i timori, i dubbi non saranno utili, rischiano solo di peggiorare la condizione delle genti disperse e difformi del Belpaese.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-11-05/presidente-cinese-scavalca-obama-093735.shtml?uuid=AY7RP9gC
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Scritto il 5 novembre 2010 dal professor I. Nappini.
Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
Tra qualche giorno tornerà il fascista immaginario:sarà l’ottavo episodio e si parlerà di Capitan Harlock e di Lupin III.
SAGGIO BREVE Un’igienista mentale per l’Italia tra la seconda guerra di Libia e i 150 anni di buoni propositi
SAGGIO BREVE
Un’igienista mentale per l’Italia tra la seconda guerra di Libia e i 150 anni di buoni propositi
22/03/2010
Di F. Allegri
Ecco il terzo pezzo sul disastro libico sperando che non avvengano altri colpi di scena come ogni volta che io provo a fare il punto della situazione!
Io non avrei mai pensato che il 2011 sarebbe stato l’anno della seconda guerra di Libia, ma sapevo e ho scritto tante volte che sarebbe stato l’anno della crisi italiana.
Avevo anche detto che questa crisi sarebbe partita tra marzo e aprile e ho indovinato anche questo.
Io credo che questa guerra sia stata programmata da mesi e ci collego due particolari fenomeni: DA UN LATO LA SCOPERTA DEI BAGORDI DEL NOSTRO PRESIDENTE “APPARENTE” DEL CONSIGLIO DALL’ALTRO QUESTA FESTA TUTTA ISTITUZIONALE, FORMALE E VECCHIA DEI 150 ANNI ITALICI.
Per tutto questo vi dico che l’’Italia ha già perso la sua guerra di Libia e che non aveva nulla da festeggiare, ma tanto, tantissimo lavoro civile e sociale da fare.
Nel corso dello scritto argomenterò il concetto, del resto l’ho già fatto in tanti altri.
In giro si vedono due numeri – 1861 2011 – ma quelli più appropriati per parlare di questa guerra sono 1911 – 2011.
E’ accaduto tutto in 48 ore e la gente stenta a fare mente locale!
Sì, cari amici siamo tornati alle guerre imperialiste nel centenario della ricorrenza del fenomeno, ma stavolta non siamo protagonisti di lotte eroiche, siamo tornati l’Italia descritta dai grandi poeti, Carducci e Pascoli in occasioni simili, sotto l’alto patrocinio di ONU e NATO s’intende!
IN OGNI CASO NON È INIZIATA UNA GUERRA CONTRO IL DITTATORE GHEDDAFI DOVUTA ALLA DIFFUSIONE NEL MONDO DI UN SENTIMENTO UMANITARIO E NON SI PUÒ NEMMENO DIFENDERE UN DITTATORE ECCENTRICO CHE ASSILLA UN PAESE RICCHISSIMO DALLA FINE DEGLI ANNI SESSANTA.
Io so che delle dittature para colonialiste imperversavano fino a pochi mesi fa in Egitto, Libia e Tunisia e sono contento che due regimi su tre siano caduti in modo “quasi” incruento.
NE RESTANO ANCORA TANTISSIME!
Nel “quasi” non dimentico i pochi caduti e includo il fatto che la fine di tali regimi è dovuta anche alla crisi economica mondiale che ha anche implicazioni demografiche (sovra-popolazione) e petrolifere.
Questa guerra di Libia non è più una guerra “incivile” e non è una piccola punizione del dittatore birichino, ma a me non pare destinata a concludersi in pochi giorni. Lo stesso obbiettivo del crollo di quel regime è accessorio.
IL PRIMO OBIETTIVO È QUELLO DEL CONTROLLO DEL PREZZO DEL PETROLIO E SI ELIMINA UN FORNITORE PER UN PO’ DI TEMPO: IL TRACOLLO GIAPPONESE CHE AVRÀ DURATA MINIMA QUINQUENNALE HA ACCELERATO GLI EVENTI.
LA DISTRUZIONE DELLA LIBIA SUSCITA PERCIÒ TANTI APPETITI!
Io non sto scrivendo un pezzo di relazioni internazionali, mi interessano di più le questioni economiche e per questo preferisco guardare al rapporto economico privilegiato che l’Italia aveva fino al mese scorso con la sua ex colonia.
Noi eravamo il primo acquirente delle esportazioni e anche il primo fornitore della Libia.
Il 40% delle esportazioni libiche erano destinate all’Italia (superavamo l’astenuta tedesca di 30 punti) e la Libia riceveva da noi quasi il 20% delle sue importazioni (quasi il doppio di quello che comprava dalla Cina).
LA LIBIA DIPENDEVA DALL’ITALIA A LIVELLO COMMERCIALE MENTRE NOI AVEVAMO CON LORO UN RAPPORTO STRATEGICO.
Ora posso cominciare a parlare del petrolio libico.
Questo è tanto (massimo di riserve in africa) e buono (poco acido e i pozzi non sono in profondità nella crosta terrestre).
La Libia era anche un fornitore vicino, questo comportava l’incidenza minima delle spese di trasporto!
COME VIVRÀ NEL 2011 L’ITALIA SENZA LA LIBIA?
La prima parola da dire è una sigla ENI.
Questa ditta che è il fiore all’occhiello della nostra economia (e anche un bel contenitore di patrocinati per la nostra casta) estraeva il 15% del suo petrolio in quel paese: per il 2011 siamo a un -15%, di conseguenza!
Nel 2010 sono arrivati anche 9 milioni di metri cubi di gas dalla Libia e i nostri contratti con quel paese avrebbero una durata residua di altri 30 anni (alcuni) o di 40 (altri). Soltanto, va aggiunto!
Anzi, se rammento bene erano stati ribaditi l’altro ieri.
Sto parlando di guerra energia ed economia, per chi si fosse perso!
Proseguiamo: avevamo tutti gli appalti relativi alla costruzione d’infrastrutture in quel paese (con tanta retorica a complemento).
Infine la Libia investiva in Italia, molto negli ultimi anni e per questo anno non lo farà: essa aveva partecipazioni (tra gli altri) in: ENI, FIAT, Unicredit, Finmeccanica, eccetera, eccetera, eccetera.
Auguro alle nostre imprese di non avere carenze di capitali nei prossimi mesi …..
Passiamo ad un punto importante che ho trascurato:
LA LIBIA ERA UN PRODUTTORE DI PETROLIO PARTICOLARE, NON AVEVA RAPPORTI ECONOMICI PRIVILEGIATI CON GLI USA E CON LE COMPAGNIE ENERGETICHE ANGLOSASSONI, FRANCESI O ASIATICHE.
Questo va detto senza esultare per i trattati italo –libici firmati da Berlusconi negli ultimi anni e derivati da trattative lunghe molti anni. Uno era anche un trattato di alleanza, almeno fino a gennaio!
SIAMO ARRIVATI ALLA POLITICA ITALIANA E DOBBIAMO COMMENTARE COME I NOSTRI MINISTRI E IL NOSTRO GOVERNO HANNO PREPARATO LA GUERRA.
Noi abbiamo festeggiato tra allegria, noia e ipocrisia poi abbiamo messo Ferrara al supplemento del TG delle 20:00. Ecco questo è stato l’unico provvedimento pre – bellico, poco, non nulla. Ho visto la trasmissione lunedì sera, per la prima volta, roba da addetto stampa ministeriale (tra esteri e difesa), non mi aspettavo di più.
La Lega è divenuta un soggetto del teatro di Pirandello e mostra i limiti che aveva il PCI 30 anni fa: è partito di lotta e di governo, soprattutto vorrebbe fare affari e procacciare voti.
In questo contesto il ministro Larussa è stato più dirigente del dicastero degli esteri e di quello per i rapporti con la lega che il responsabile della Difesa e dell’attacco.
Come sempre, nessuno sa dove fosse Frattini, cosa abbia detto, a che serva e chi rappresenti? Fino a qualche giorno fa ipotizzava l’Emirato di Bengasi …..
In generale il nostro governo non è stato chiaro, forse indeciso e ondeggiante, nulla oltre la burocrazia di centro destra del presidente della repubblica.
Berlusconi aveva il cerotto dove non poteva stare ….. e qualche storico dirà che avevamo il governo del cerotto alla vigilia della seconda guerra di Libia.
Il capo del governo non ha detto nulla ed è stato evidente (ancora una volta) che lui non si occupa del governo quotidiano della cosa pubblica, come sempre e da sempre.
Noi italiani non siamo stati vicino al governo libico e nemmeno agli insorti, ci ha interessato solo il gasdotto e le pompe del petrolio e anche questo si è visto abbastanza bene.
ANCHE IN QUESTO SETTORE L’ITALIA HA GIÀ PERDUTO LA SUA CAMPAGNA DI LIBIA.
Anche il voltafaccia con la Libia fa parte dei festeggiamenti?
Fin qui non arrivo, io lo uso come ammonimento personale per ricordarmi chi siamo e da dove veniamo nei secoli dei secoli e ho meditato molto gli scritti del professor Nappini della raccolta “L’italiano educato dallo straniero invasore”.
In queste sere sono uscito, sono stato nei locali, ho girato per Facebook. Ho incontrato pochissima paura e tanta indifferenza. Qualcuno teme di più lo tsunami del Giappone e la sua fuga radioattiva dalla centrale nucleare.
La guerra è lontanissima dalla coscienza della gente del centro e del nord Italia: forse qualcuno crede che si combatta al Polo Sud.
Ci vorranno anni per riavere una Libia ricca e commerciante e in quel periodo dovremo condividere quel mercato con inglesi e francesi.
Qui finisce l’imperio economico sul mediterraneo dell’Italia, del resto tanti non sapevano di esercitarlo!
Mai visto un governo tanto impotente quanto quello italiano, un governo da nulla diviso e in affanno davanti all’imperialismo inglese e francese perché di questo si tratta e non di salvare Bengasi dalle orde dei barbari.
Abbiamo un governo debolissimo e senza principi, un vaso di coccio tra vasi di ferro e Berlusconi è muto e in posa per fare le foto e il buon viso a cattivo gioco.
Si può parlare di totale insignificanza politica e militare italiana? Aspettiamo qualche altro giorno, ma l’ipotesi non è da scartare per prima.
Mancano anche i pacifisti, si spera arrivino nei prossimi giorni: vedremo se sabato 26 qualcuno parlerà di acqua e pace tanto per perdere qualche altro voto!
Qualcuno si chiederà perché nel titolo ho parlato dell’igienista mentale?
Ho trovato questa singolare figura in uno scritto del blog di Corrias, Gomez, Travaglio del 3 novembre 2010 e pubblicato anche dal Il Fatto Quotidiano che s’intitolava per l’appunto “L’igienista mentale”.
Pare che tale professione sia stata inventata da un giornalista radiofonico mentre commentava un articolo del Times sulla consigliera regionale del PDL Nicole Minetti il quale presentò la signorina come “l’igienista mentale di Berlusconi”.
Io credo che ognuno di noi avrebbe bisogno di un’igienista mentale, ma non proprio come la signorina. Ci vorrebbe un formatore alla politica per ogni italiano, uno che sgombrasse il campo dai tanti luoghi comuni e dalle tante falsità che offendono le nostre intelligenze e anche le nostre stupidità.
Questa volta la propaganda ha una caratteristica diversa dalle altre esperienze passate. Stavolta certe sciocchezze di giornali e televisioni faranno male ai portafogli di tanti italiani specie se vivono in città e hanno un lavoro dipendente a reddito fisso.
Anche nello scritto che ho citato sopra c’è l’idea che un’igienista mentale servirebbe a tanta gente, ma io sostengo qui che esso servirebbe a tutti, non solo al PDL: abbiamo la guerra alle porte e noi abbiamo giocato a bandierine fino a 2 giorni prima!
Si è trattato di un gioco molto teatrale, e qui invito i lettori ad applicare all’Italia l’antropologia di Clifford Geertz e non idee liberali o marxiste, sono incapaci di spiegare fenomeni simili.
Di sicuro non avremo nulla da festeggiare per qualche anno!
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cerca il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.
LA FORZA DI TRAVAGLIO E DEL BERLUSCONISMO DI LIBERO
LA FORZA DI TRAVAGLIO E DEL BERLUSCONISMO DI LIBERO
06/03/2010
Di F. Allegri
Sono giunto ad uno dei pezzi centrali della mia riflessione sull’azione politica e morale di Marco Travaglio e anche sui suoi limiti.
In passato ho valutato la giustezza e gli errori di Travaglio, del suo blog e dei suoi collaboratori, oggi valuterò soprattutto la sua incidenza e farò alcune considerazioni sulla natura e sulla forza del Berlusconismo.
Parto da un pezzo del 23 ottobre 2010 del blog di Corrias, Gomez, Travaglio intitolato “Io libero tu occupato” che fu anche pubblicato da Il Fatto Quotidiano.
Per me la forza vera di Travaglio e dei moralizzatori è tutta nelle copie vendute ogni giorno da Il Fatto quotidiano stesso, non credo che la comparsata di pochi minuti ad Annozero abbia una sua rilevanza notevole.
Solo colui che compra il Fatto è un moralizzatore così come solo chi fa la comunione in chiesa è un vero cristiano.
A fine ottobre 2010 la media delle vendite de Il Fatto era a 64.540 copie al giorno, a tale media si aggiunge la quota degli abbonati pari ad oltre 40.000. Nell’estate del 2010 la media delle copie vendute superò quota 70.000.
Ogni giorno oltre 105.000 persone compiono singolarmente il gesto anti berlusconiano di leggere e comprare questo giornale. Nessuno segnala questo fatto politico FONDAMENTALE che ha una natura moderna e contemporanea e spiega anche il successo (forte quanto effimero) del popolo viola che rappresenta al contrario un vecchio modo di contrastare il Berlusconismo, ormai quasi inefficace.
Solo i Berlusconiani conoscono davvero l’importanza di quel piccolo giornale che cresce e li avversa. Per paradosso!
Il normale dirigente di sinistra (con la sua vecchia ideologia) crede che sia più importante una delle tre mobilitazioni annuali della FIOM.
MENO MALE CHE C’È STATA QUESTA IDEA DI TRAVAGLIO E PADELLARO PERCHÉ TUTTO IL RESTO DELL’ANTI BERLUSCONISMO È VECCHIO E POCO EFFICACE!
Anche Berlusconi ha il suo giornale e chi lo compra lo sostiene: non penso al “Giornale” che fu di Montanelli e che svolge anche il servizio di informare su alcune cronache locali e serve pure ad una cultura conservatrice che c’era già prima del Berlusconismo!
Penso a Libero, il giornale della destra rampante, giustizialista e arrogante di oggi che si divide tra PDL e Lega con un’idea timida ed economica dell’Italia.
E’ in corso un duello all’ultima copia tra Libero e Il Fatto e questo confronto sarà nei prossimi anni decisivo per stabilire la consistenza delle mobilitazioni delle due realtà politiche di riferimento e a livello più modesto serve ogni giorno per misurare la consistenza attuale delle stesse.
Per anni Libero ha agito in solitario, ma in pochi mesi Il Fatto lo ha raggiunto e superato!
Libero perderebbe lettori ogni giorno, secondo lo scritto che commento oggi, ma avrebbe tanta pubblicità e questo incupisce il grande giornalista de Il Fatto.
Travaglio constata di essere mantenuto dai lettori mentre Libero ha l’ausilio della pubblicità dei potentati e non solo.
Io conosco l’idea inglese del giornale indipendente dalla pubblicità, soprattutto quando fa denunce sociali, ma so che questo si diceva tra gli anni settanta e ottanta.
Oggi c’è da valorizzare l’indipendenza politica e per questo individuo nella pubblicità su Libero la risposta al moralismo monacale di Travaglio.
A libero si adora e serve “cristianamente” la libera impresa ovvero quell’alieno che invase gli USA e la sua massoneria alla fine dell’ottocento. Quel giornale ha perso 30.000 lettori al giorno dal 2009, ma resta il giornale di conservatori impegnati. Forse qualcuno poteva affrontare meglio la crisi?
Dico di si anche per commentare l’aumento dell’entrate pubblicitarie di questo strenuo e utile (forse sciocco) difensore del governo e dei potentati.
Confermato questo si possono fare due constatazioni.
Da un lato abbiamo un impegno etico e morale che non sa o non guarda abbastanza alle insidie lanciate da questa crisi.
Dall’altro abbiamo una realtà che risponde in modo singolare a questa crisi, ma non spera in mondo migliore e nemmeno diverso.
Uno ci pensa ma non sa farlo, l’altro ha le capacità ma l’anima è vuota!
Il Fatto è libero e Libero è facile da fare ma può essere fatto solo così!
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.
Massimo Fini, la Lega e la politica
Massimo Fini, la Lega e la politica
02/02/2010
Di F. Allegri
Dopo molti mesi di pausa torno a commentare uno scritto di Massimo Fini fondatore del mensile “Il Ribelle” e riferimento per l’associazione Movimento Zero. Si tratta di un pezzo del 26 settembre 2010 apparso su il quotidiano Il Fatto Quotidiano e titolato: “LEGA, TUTTO DA BUTTARE?”
Fini rivisitò in quello scritto la festa del quotidiano “Il Fatto Quotidiano” che si era tenuta alla Versiliana due settimane prima e i dibattiti ai quali aveva assistito.
Il fatto che lo colpì si può riassumere con l’equazione PDL = Lega e la parificazione delle critiche a queste due forze politiche ispirò lo scritto che commento.
In premessa rimando al mio scritto sui 3 Berlusconismi e sui 3 anti – Berlusconismi poi entro anche io nel rapporto tra sinistre e leghe.
Io parto con il dire che la causa prima del litigio è nella natura organizzativa e in quella ideologica delle due forze e affermerò una cosa paradossale: LITIGANO PERCHE’ SI VEDONO ALLO SPECCHIO.
Hanno la stessa organizzazione e la stessa essenza filosofica – retorica, ma non se ne rendono conto. Si spaventano mentre si guardano allo specchio!
Se si accorgessero delle loro somiglianze temo che si vergognerebbero e nemmeno quella sarebbe un’occasione di aggiornamento all’attualità del pensiero democratico.
Con tali premesse e principi entro nell’articolo.
Nello scritto Fini dona un consiglio non richiesto alle sinistre e non ricevuto da esse in questi mesi se penso alle varie mozioni di sfiducia al governicchio prima del voto sul federalismo.
Fini consiglia di “… CERCARE DI INSERIRE UN CUNEO FRA LEGA E PDL. ED È POSSIBILE”.
Fini ha ragione quando dice che la Lega non nacque di destra, aggiungo che in certi momenti è una grande DC ed in altri qualcosa di liberale, ma in concreto io la vedo fagocitata dalla casta dei poteri forti (casta gemella di quella romana).
C’è un dato che accomuna Fini e buona parte della Lega: l’odio per il mondo politico romano!
Ad oggi è più forte in lui che nella Lega la quale con quella Roma ha fatto accordi da basso impero e ne farà altri.
A me pare che Fini abbia una nostalgia della vecchia Lega quando pensa alle tre macro regioni, del suo vecchissimo no alla globalizzazione e anche quando racconta che – UNA SERA, DAVANTI ALLA CLASSICA PIZZA, ERO A CENA CON LUI, ANCORA SANO, OLTRE CHE AFFETTIVO E SIMPATICO COME SEMPRE, GLI CHIESI: “DIMMI LA VERITÀ, UMBERTO, PISTOLA ALLA TEMPIA, TU SEI PIÙ DI DESTRA O DI SINISTRA?”. “DI SINISTRA” RISPOSE “MA SE LO SCRIVI TI FACCIO UN CULO COSÌ” -.
Subito dopo Fini mi stupisce dicendo: “UMBERTO BOSSI È L’UNICO, VERO, UOMO POLITICO COMPARSO SULLA SCENA ITALIANA NEGLI ULTIMI VENT’ANNI”.
Eh no! Questo è troppo!
A parte che per essere uomini politici basterebbe poco, qui si scambiano le lucciole per le lanterne. Qui Fini incarna l’impotenza dell’uomo di cultura italiano che preferisce disprezzare i suoi connazionali invece di andare a vedere come si fa la lotta politica innovativa negli altri paesi europei o in America.
Qualcuno crede anche di vivere in una nuova magna Grecia rinnovata.
Io non credo che tale partito berlusconiano abbia ancora una natura federalista, a prescindere che il federalismo non è la soluzione per l’Italia!
Io non credo che il mondo sia atteso da anni di sviluppo per questo figuriamoci quali potrebbero essere le possibilità di un’Italia divisa in tre.
Cosa piace a Fini della Lega?
In primis Bossi, l’ho detto, ma aggiungo che lui pare attratto dalla figura del militante tipo e di base di quel partito.
Fini non si rende conto che tale militante sarebbe normale e oscuro in ogni partito dei paesi stranieri e d’altro lato non ha capito che l’attuale versione federalista si basa su un baratto tra il mondo milanese berlusconiano e quello provinciale leghista. E’ un progetto nato per fallire e solo il fallimento potrà avere qualche rilevanza storica futura.
Concordo solo con la chiusura di Fini quando dice che la Lega potrebbe fare un accordo con le sinistre basato sulla legalità!
Qui bisognerebbe intenderci però perché ultimamente la lega ha sempre contrastato le inchieste in parlamento e poi non si deve pensare a preventivo che qualche forza politica non abbia scheletri nell’armadio. Io non metterei la mano sul fuoco per il mio sindaco, il mio presidente di provincia, quello della regione e neanche per il capo del governo: meno male che ho votato persone valide alle europee.
Concludendo.
Il bipolarismo non prevede il dialogo, solo trattative sotto banco e queste sono il vero motore della politica da venti anni e queste vanno oltre a vecchie idee come destra e sinistra.
Demonizzare la Lega si può, ma sappiate che non serve, come non servì mai quando fu fatto con il PCI. Figuriamoci, non serve nemmeno demonizzare il Partito del …. predellino!
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Ora si occupa del tesoretto di Tremonti. Su Facebook è Futuro Ieri.
Il mito di Berlinguer visto da Travaglio e non solo
Il mito di Berlinguer visto da Travaglio e non solo
04/01/2011
Di F. Allegri
Riprendo i miei commenti agli scritti di Marco Travaglio sulla politica italiana e oggi ho scelto quello del 3 settembre 2010 pubblicato su L’Espresso nella rubrica Signornò e titolato: “Berlinguer, chi era costui?”.
Il concetto base che voglio sviluppare e che mi preme di più è questo: “Un PD sviluppato e chiaro non ha nulla da imparare da Berlinguer e non deve avere dei rimpianti e dei ripensamenti”.
Io sono contento del fatto che il PD parli poco di Berlinguer.
Questo concetto non è popolare e non piace a Travaglio, ma il problema è che “l’Enrico” è sostituito da vari Berlinguer mitici dove il terzultimo leader del PCI può avere detto e fatto qualunque cosa!
Sul vero Berlinguer basta dire che fu protagonista della lotta politica del suo tempo, giorno per giorno e fedele alla svolta di Salerno del PCI e all’idea di valorizzare l’esperienza della costituente che si illuse di far rivivere nell’appoggio esterno al governo della solidarietà nazionale. Qui si possono vedere i suoi migliori risultati e i suoi limiti culturali e politici. Leggi il resto di questo articolo »
Ridimensionare il Vendolismo
Ridimensionare il Vendolismo
11/12/2010
Di F. Allegri
E’ tanto che non critico l’attività del governatore della Puglia Niki Vendola e oggi devo ringraziare uno scritto del blog di Corrias, Gomez, Travaglio se potrò farlo.
Oggi non mi dedicherò poco all’attività di questo politico: mi concentrerò sulla consistenza presunta del suo movimento politico.
Sulla attività politica di questa realtà politica posso solo ribadire che si tratta di conservatorismo di sinistra, un comunismo senza i simboli più vistosi basato sulle vecchie convinzioni e i vecchi comportamenti e modi di fare politica, molto fumo colorato di rosso.
Non si deve parlare di nuove esperienze, casomai va capito come questo soggetto riesce a prendere i voti di una parte del PD?
La mia risposta parte dal debole rinnovamento realizzato dal PD e dalle divisioni e dalle incertezze di questo ultimo partito. Leggi il resto di questo articolo »
Travaglio e la Lega Nord, intorno a Castelli.
Travaglio e la Lega Nord, intorno a Castelli.
12/11/2010
Di F. Allegri
Oggi commenterò uno scritto particolare del blog di Corrias, Gomez, Travaglio intitolato “Castelli in aria” e pubblicato il 3 luglio 2010 nella rubrica Signornò su L’Espresso di quella settimana.
Come detto nel titolo farò alcune considerazioni sul rapporto tra Lega Nord e istituzioni e mi concentrerò anche sul nostro sistema politico.
Lo scritto di Travaglio si concentrò su un leader noto della lega l’ingegner Castelli: si tratta di uno dei 5 o 6 leghisti accolti nei salotti televisivi perché dotato di un eloquio logico quanto congeniale al Belpaese politico. Nei sistemi politici normali sarebbe l’addetto stampa del partito e non lo inviterebbero mai come soggetto da invitare ai dibattiti di approfondimento. Leggi il resto di questo articolo »
SAGGIO BREVE – “Il partito unico dell’amore (inciucio)”: sul come lo vide Marco Travaglio
SAGGIO BREVE
“Il partito unico dell’amore (inciucio)”: sul come lo vide Marco Travaglio
07/04/2010
Come sanno i miei lettori più affezionati commento raramente i video di Travaglio del lunedì, ma per quello del 04/01/2010 dovrò fare un’eccezione.
In quel video Travaglio denunciò un nuovo e oscuro inciucio al quale lavoravano Letta per il PDL e D’Alema per il PD e approfitto dell’occasione per fare un lungo riepilogo degli inciuci ad personam fatti anche durante i governi di centro sinistra tra il 1995 e il 2001 (Dini e Prodi) e tra il 2006 e il 2008 a favore di Berlusconi e di vari potentati. Sull’inciucio citato ho già scritto che vari commentatori bene informati hanno parlato di un possibile e prossimo governo Letta: a loro avviso, a prescindere dal risultato delle regionali. Come sapete a me restano molte perplessità, ma non posso tacere la notizia.
Intanto fa sempre bene rinfrescare la memoria sulle leggi ad personam! Leggi il resto di questo articolo »