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Aspettando la Scintilla

Nell’Interesse Pubblico
Aspettando la Scintilla
Di Ralph Nader
18/04/2011
Cosa potrebbe iniziare una resurrezione popolare in questo paese contro gli abusi del corporativismo concentrato e avaro?
Immaginate l’arroganza di passare sopra la gente che lavora già ingannata e sui disoccupati con le perdite societarie enormi?
Questo è compiuto attraverso i salvataggi del governo e le evasioni fiscali.
La storia ci insegna che la scintilla di solito è più piccola di quanto ci si aspetti e di una natura che è del tutto imprevedibile o pure inimmaginabile.
Ma se la pietra focaia secca è intorno, come molte perdite e sondaggi dicono, la scintilla, non si sa quanto piccola, può mutare in un inferno di rabbia. Il Boston Tea Party ubriacò la Rivoluzione Americana. Leggi il resto di questo articolo »

Travaglio contro il PD, di nuovo e poco convincente

Travaglio contro il PD, di nuovo e poco convincente
26/02/2011
Di F. Allegri
Oggi, come altre volte commenterò una critica del blog di Corrias, Gomez, Travaglio al PD.
L’ho fatto altre volte e anche oggi apro con un mistero inestricabile: come sono possibili simili critiche in un contesto di alleanza politica?
Questo strano fenomeno, tutto italiano, si riscontra a livello nazionale (sia nel calderone governativo che di opposizione) e anche a livello locale (la vicenda ex Mostardini è emblematica in questo senso!)
Forse è una caratteristica apparente del nostro sistema politico.
In passato ho commentato pezzi dove le ragioni del blog di Travaglio e colleghi prevalevano, oggi invece farò il caso contrario.
Il pezzo che commento è del 15 ottobre 2010 e si intitolò – Il Pd e la legge “carezze agli evasori”. Tale pezzo uscì anche sul settimanale L’Espresso.
Non è un pezzo ben organizzato e al centro della critica c’è il luogo nel quale si tenne la periodica assemblea nazionale del PD (Varese).
Qui Travaglio ha una ragione (che non sa o non ritiene importante) e un torto!
LA RAGIONE: ogni partito moderno tiene le sue riunioni nei luoghi dove è forte e fa tali manifestazioni per premiare i suoi militanti più impegnati.
IL TORTO: il PD è solo il patto elettorale di due partiti che stanno collaudando una convivenza di qualche anno sicuri che un eventuale divorzio sarebbe attenuato dal fatto che restano distinti i loro centri di potere reale, non esiste un luogo ideale per tutti i suoi convitati.
Dietro a queste due questioni centrali ce ne sono altre accessorie e per queste si può seguire, per un po’ di strada, Travaglio.
Egli iniziò il pezzo citando due sondaggi di Renato Mannheimer pubblicati dal Corriere della Sera.
Quei sondaggi traevano due conclusioni.
La prima, che è poco più di un giochetto, concludeva che il gradimento del governo era ai minimi e quello delle opposizioni ancora più basso, oltre la metà.
Nulla di nuovo, la maggioranza abbassa il gradimento degli oppositori in ogni paese!
Il secondo dato non è rilevante, il primo significa poco se tale non gradimento non si traduce in voto contrario, ma in astensione o in voto per alleati del partito principale.
Il secondo sondaggio fu più interessante, ma ancor più aleatorio perché suscettibile di subire numerose approssimazioni aggregate e anche le categorie proposte sono di per se molto arbitrarie.
Per quel sondaggio le priorità degli italiani sarebbero state: la riduzione delle tasse al 39%, la giustizia al 20%, gli aiuti al sud 16% la sicurezza e il federalismo fiscale al 13%.
In pratica accadeva che i temi al centro dell’attenzione dei partiti erano invertiti rispetto a quel sondaggio costruito sopra una bella impalcatura culturale.
Il primo posto della riduzione delle tasse è normale in ogni paese del mondo, figuriamoci in Italia dove le tasse sono altissime e i servizi scadenti (non tutti).
Già il secondo posto è aleatorio e lo si dimostra facilmente: solo il 2% della popolazione può aver avuto coscienza dei problemi più evidenti del nostro sistema giudiziario! Il resto viene da altre tematiche e ogni sondaggista dovrebbe saperlo (anche i giornalisti).
La sicurezza è un tema abusato e in modo sterile (per questo non mi soffermo) gli altri due temi sono al centro del contrasto politico e meriterebbero una sfida a due è non un confronto generalizzato!
Credo che queste critiche possano bastare e per questo passo alle riflessioni di Travaglio su tale sondaggio.
La sua considerazione di base è che i due partiti bipolaristi hanno un’AGENDA POLITICA distante dai reali bisogni della gente: secondo lui la gente non è molto interessata a temi come il federalismo o il garantismo.
La realtà è leggermente diversa e la conosciamo da almeno 60 anni.
Prima vengono i militanti di partito con la loro cultura complessiva e il loro ruolo sociale poi viene la loro cultura politica parziale e il loro impegno.
In pratica quello che pensano i preminenti e i preminentissimi vale per tutti!
In Italia i preminenti sono 15.000 è controllano il 90% del pensiero politico, il restante 10% si divide tra un numero di persone compreso tra i 50.000 e i 200.000 il resto è solo impegno del momento, con tessera o senza e volontariato permettendo (qui ci sono almeno 500.000 preminenti settoriali).
Questi numeri non mi piacciono, ma sono la realtà. Nel mio piccolo dono qui e altrove il mio contributo per ampliarli!
Cosa resta alla gente? Solo i problemi di ogni giorno e un biglietto di ingresso al labirinto.
Nel pezzo c’è un altro tema interessante: perché la lega ha avuto tanti voti?
I motivi sono vari e non sono quelli detti da Travaglio qui e altrove.
Il primo è semplice; è il CROLLO DEL COMUNISMO.
Ex DC ed ex socialisti di Lombardia Piemonte e Veneto disgustati dai loro partiti travolti dalle inchieste e incapaci di riformarsi (e la DC del Veneto si affidò alla Bindi) preferirono la Lega, Forza Italia o entrambi sulla spinta dei preminenti locali che ho citato sopra (e di eventuali organizzazioni di riferimento).
Il voto di una persona dipende dal convincimento di un’altra.
Per il resto Travaglio ha ragione sull’aumento delle tasse e sulla diminuzione della sicurezza, ma questo riguarda i problemi da affrontare, non il confronto pre – elettorale.
La giustizia è solo un tema gonfiato dalle televisioni per persone che la vita o la povertà costringe a guardare ogni sera …. (e io credo alle leggi vergogna e alla loro mancata cancellazione).
Nella parte finale lo scritto parla di tasse e, a mio avviso è la parte peggiore anche se io le condivido in gran parte.
Il punto centrale manca e per questo lo critico: LO STATO ITALIANO E I SUOI ENTI LOCALI RAPPRESENTATIVI E BUROCRATICI VANNO RIDIMENSIONATI.
Questo è il punto centrale e per fortuna Tremonti l’ha capito, anche grazie al suo lavoro precedente e quotidiano. Qui c’è gran parte della forza del governetto che ci amministra!
Travaglio propone ancora il carcere agli evasori, come se le tasse fossero state messe da un dio buono e giusto, come se le tasse fossero un dovere civico (per la costituzione solo il votare lo è).
Le tasse dovrebbero essere in gran parte un corrispettivo per i servizi non dimenticatelo mai e solo un residuo dovrebbe andare ad alcune questioni generali statali e locali!
Ecco le parole d’ordine: defiscalizzare e ridurre gli sprechi, insieme per forza altrimenti prima il secondo.
Questo pezzo è per me, un emblema di un antiberlusconismo distante dalle illusioni e dai bisogni della gente. Posso chiamarlo anti berlusconismo perdente seppur relativamente diffuso!
Quando leggo pezzi simili capisco uno dei motivi del perché di Pietro ha impiegato anni per arrivare a un 4% dei voti di un paese che ha preminenti e popoli assetati di giustizia.
Qui dovrei sviluppare il tema del dominio politico magico e oggi non ne ho voglia!
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

Il Fascista Immaginario (quinto dialogo)

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
Il Fascista Immaginario (quinto dialogo)

Del Prof. I. Nappini
Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’ estate del 2003. ..

LAZZARO: Mi sono sempre chiesto cosa può pensare uno come te di quel che provo a far io con i compagni con le manifestazioni, le occupazioni, gli scioperi, le contestazioni. Probabilmente vedete in noi dei terroristi o dei delinquenti comuni…

SERGIO: Il termine esatto potrebbe essere DEGLI ILLUSI PERICOLOSI. I poteri veri sono poteri finanziari, multinazionali, alieni alla vita dei comuni esseri umani, estranei assolutamente alla civiltà europea e italiana. QUEL CHE FATE DIVIDE E DÀ FIATO A IDEOLOGIE MORTE E PERICOLOSE.

Lazzaro tira giù tutto il vino, sogghigna e poi lentamente mette le mani in tasca e si avvicina alla cattedra.

SERGIO: Non c’è da ridere, a voi manca la fede nella Patria e nella civiltà, c’è da dire che alcuni dei nostri nemici sono comuni: APOLIDI, STRANIERI, MILIARDARI. Sono loro che vogliono creare UN’APOSTASIA DELLA CIVILTÀ creando una società ad uso e consumo dei finanzieri, dei banchieri stranieri, con una sola moneta e un solo governo: per questo innalzano docenti scellerati e cattivi maestri alla dignità della cattedra. Vogliono distruggerci spiritualmente e moralmente e il vostro tentativo di cercare cause materiali o finanziarie è pura pazzia.

LAZZARO: Sei matto, ma come puoi parlare di fede, nella civiltà poi…

SERGIO: Quando un MILIARDARIO APOLIDE con i suoi tirapiedi s’incontra e decide di, fra pochi intimi, il valore dell’euro e impoverisce la nostra gente e crea milioni di disoccupati e apre il mercato alle merci cinesi ed asiatiche e spezza il commercio e l’industria nazionale non lo fa per guadagno, per i principi liberali, per la mano invisibile del mercato di cui si legge sui giornali sbagliati. Non serve trovare ragioni più profonde del necessario, non serve fare i filosofi per capire.

LAZZARO: Parli come uno che cerca di applicare il rasoio dei filosofi della tarda scolastica alla realtà, tutto va ridotto, ciò che non è necessario va tolto perché la realtà è semplice. Ma ancora non hai detto nulla sul perché. Per capire dalla nostra parte facciamo i Social Forum. Da paesi lontani chiamiamo esperti, filosofi, attivisti, scienziati ed essi non ragionano di cazzate. Presentano cifre, numeri, dati, fatti distinti e circostanziati. Non so se ti sei accorto della cosa, eppure era su tutti i giornali e telegiornali qualche mese fa.

SERGIO: Perché spostare migliaia di attivisti, perchè portare centinaia di esperti scienziati, politici, perché presentare milioni di dati, di fatti, perché convincere la popolazione di una banalità che già sa e conosce. La realtà è una semplice e pura, assoluta nel suo darsi. IL POTERE ECONOMICO È APOLIDE E CHI LO GESTISCE È ANTROPOLOGICAMENTE DIVERSO. NON SONO COME NOI, NON PENSANO COME LA GENTE, NON VIVONO IN MEZZO A NOI, NON HANNO FEDE SE NON NEL LORO DENARO, NON HANNO IL NOSTRO DIO MA UNO LORO DIVERSO E ALTRO ANCHE QUANDO APPARENTEMENTE FREQUENTANO LE NOSTRE CHIESE. SONO INDEGNI DI VIVERE IN MEZZO A NOI E IL LORO POTERE È USURPAZIONE E TIRANNIDE. SONO L’ALTRO. NOI SIAMO NOI. Per questo ci aggrediscono con la calunnia, la menzogna, la violenza economica, la speculazione finanziaria, i rincari e la precarizzazione del lavoro e istigano la polizia e la magistratura contro i veri credenti e chi ha fede. Loro ci vedono come numeri, macchine, bestiame da marchiare, vendere e macellare. Io conforto chi posso narrando di tempi lontani dove questa casta immonda era lontana dalla nostra terra.

LAZZARO: Così metti assieme l’odio sociale con l’utile tuo; vendi l’illusione e vivi arrangiandoti come quella gente che non è casta. Inoltre scappando nel mito del fascismo morto ti esoneri dalle responsabilità. Sbagli. PER CAPIRE COSA SUCCEDE CI VUOLE ANALISI, STUDIO, CAPACITÀ DI CREARE ALTERNATIVE. Questo tuo modo di pensare può solo scatenare dei massacri e già siamo messi male quanto a fanatismo. Basta vedere questa nuova guerra che si sta trasformando in uno scontro fra religioni monoteiste. Io ti dico che siamo nel giusto. Proprio noi. PER CAPIRE OCCORRE STUDIO E CONOSCENZA, OCCORRE MOBILITARE FORZE, OCCORRE TROVARE CONVERGENZE, PROGRAMMI…

Sergio si alza e punta il dito verso l’alto ad indicare un punto indefinito nel soffitto.

SERGIO: Ma certo mille volti, mille parole, mille programmi e mille progetti egoistici di soggetti eccentrici e strani e nessuna unità. Se quelli come te avessero avuto dei capi che credevano davvero nella loro rivoluzione armata o civile che sia l’Europa sarebbe stata bolscevizzata da quarant’anni. Io so come finirà, esattamente. Come al solito ognuno di voi farà una strada egoistica. DA SINGOLI O IN PICCOLI GRUPPI SETTARI O IN CORRENTI DI PARTITO FARETE LA VOSTRA PARTITA PERSONALE. CONOSCO IL MIO PAESE E SO CON QUANTA FACILITÀ LA GENTE CAMBIA IDEA PER UN POSTO DI LAVORO, UNA RACCOMANDAZIONE, UNA MANCIA, UNA POLTRONCINA IN UN CONSIGLIO DI QUARTIERE O IN COMUNE. Con la guerra nuova in corso ben presto ogni partito farà la sua strada e ciò che voi avete unito si disperderà. Qualcuno crede davvero che ci sia il pericolo della rivoluzione. Ma io che lavoro la vedo la gente povera nei mercatini, nei discount, per strada, quando faccio le consegne. Vecchine che fanno i conti per pagare il latte e il pane, gente che s’arrangia, qualche pensionato rubacchia perfino dagli scaffali del supermercato. Ma nessuno di loro mette in discussione il sistema, nessuno crede nella rivoluzione. SPERANO NEI MIRACOLI, NELLA LOTTERIA, NEL “GRATTA E VINCI” MA NON IN LORO STESSI E NON NEL FUTURO. Dalla nostra gente non arriverà alcuna rivoluzione e voi siete in realtà isolati. I molti non capiscono cosa volete. Devo dire che nemmeno io vi capisco. VOLETE LA RIVOLUZIONE? Ma se siete tutti antimilitaristi! Per fare la rivoluzione occorre esser soldati come quelli della Comune di Parigi, come l’Armata Rossa di Lenin, come le Guardie Rosse di Mao. Il Duce stesso ha creato le camice nere a partire da reduci e arditi. Il potere si conquista se si è disciplinati se si ha vera fede, se si capisce la natura e l’indole del nemico che è sempre l’altro ed è sempre malvagio, diverso e ostile.

LAZZARO: Ragioni della terza rivoluzione industriale e minacci sfracelli che non possono aver luogo per mancanza di coloro che fisicamente possono alzare le mani e abbattere il sistema. Per mettersi contro il potere dei militari, della grande finanza globale delle multinazionali occorre uno STUDIO RIGOROSO che mette assieme i contributi di filosofi, economisti, liberi pensatori, giornalisti impegnati e sinceri, anche di personaggi del mondo dello spettacolo. Perfino degli studenti.

Lazzaro solleva sulla cattedra uno scatolone, è pesante. Lentamente estrae dei libri e ne fa una pila, ci sono anche delle riviste e giornali stranieri.

LAZZARO: Questa è la novità, li ho contati e portati qui: i libri di riferimento di questi anni. Quasi tutti contro il sistema di questo capitalismo e quasi tutti stranieri rispetto alla realtà italiana, di più estranei anche alla tradizione comunista. Per esempio: “No-Logo” di Naomi Klein una giornalista canadese, “La Fine del Lavoro” di Jeremy Rifkin economista e filosofo statunitense, poi c’è Vandana Shiva questo è un saggio suo si tratta di una scienziata indiana e questa è una biografia di Bovè il leader dei contadini francesi e del loro sindacato e potrei continuare. Quello che si sa qui o è falso o è parziale, o peggio è una fantasia, un ricamo di parole e retorica confezionato dai pubblicisti. IO LO SO BENE PERCHÈ HO STUDIATO IN FRANCIA, E HO CAPITO CHE LA NOSTRA POLITICA È UN CIRCO TRISTE.
—–
Scritto il 5 ottobre 2010
Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
Per una decina (forse 15) di giorni questa commedia riposerà.
Dalla prossima settimana inizierò a pubblicare l’altro scritto teatrale del professore: “LA RECITA A SOGGETTO”.

De Reditu Suo – 2° libro: La civiltà italiana come ricostruirla (XI)

De Reditu Suo – 2° libro
La civiltà italiana come ricostruirla (XI)

30/03/2010
Del Prof. I. Nappini
La grande politica italiana fatta dai grandi schieramenti, dai loro generosi finanziatori, da forze organizzate che esercitano pressioni sulle segreterie e sui rappresentanti eletti, da una massa di clienti di uomini potenti, di amici degli amici, di dirigenti e funzionari si trova ultimamente davanti a qualcosa d’imprevisto: EMERGONO FORZE DAL BASSO CHE PORTANO AVANTI UNA PROTESTA QUASI ELEMENTARE.
Penso proprio al vasto mondo che compone le realtà che appoggiano le liste vicine a Beppe Grillo, al ruolo di singoli personaggi che hanno mobilitato una parte del Belpaese contro i governi del cavaliere, alle riviste e ai giornali attorno alle quali si è stretta una parte piccola della popolazione con una cultura nettamente superiore alla media che hanno svolto una critica radicale e serrata alla banale conduzione quotidiana della vita politica e sociale di questa Seconda Repubblica. Leggi il resto di questo articolo »

Consiglio Comunale n°20 23/11/2011 PUA
Consiglio Comunale n°21 28/11/2011
Parassiti: spot istituzionale
Conto alla rovescia
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