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Il governo Monti come compromesso al ribasso tra PD e PDL (il primo di tanti)

Il governo Monti come compromesso al ribasso tra PD e PDL (il primo di tanti)
26/12/2011
Di F. Allegri
Nei giorni scorsi ho spiegato la nascita del governo Monti partendo da 3 diversi fattori.
Ho iniziato con il semi presidenzialismo di Napolitano poi ho guardato alla Confindustria e alle sue pie illusioni sulla crescita prossima ventura e infine ho parlato del salvataggio della Grecia fatto nel luglio scorso con una ristrutturazione del suo debito e con l’introduzione simulata di un eurobond.
In quel terzo scritto ho anche sottolineato il ruolo marginale giocato dall’Italia in quel consesso particolare e in generale durante i mesi della guerra di Libia.
Il vecchio governo italiano è finito allora anche se si è barcamenato per qualche altro mese passando di manovrina in manovrina.
Ora voglio parlarvi dell’accordo politico PD – PDL che sta alla base del governo Monti perché per molti aspetti è rivelante, soprattutto se si vuole pensare che questo governo potrebbe durare a lungo. Leggi il resto di questo articolo »

Da Travaglio a Wikileaks

Da Travaglio a Wikileaks
11/05/2011
Di F. Allegri
Siamo arrivati alla fine del viaggio nel pensiero politico di Marco Travaglio e uso un suo scritto anche per presentare una mia nuova avventura.
Nei prossimi giorni comincerò a tradurre e commentare le rivelazioni fatte dal blog Wikileaks nei mesi scorsi ed eventualmente anche in futuro.
Oggi mi confronterò con lo scritto del 29 novembre 2010 che si intitolò: “NanoWikileaks”. Leggi il resto di questo articolo »

Travaglio all’attacco …. del PD in un contesto che vi spiego io!

Travaglio all’attacco …. del PD in un contesto che vi spiego io!
24/04/2011
Di F. Allegri
Oggi rifletterò sul fatto (tutto politico) che il 14 dicembre scorso il governo Berlusconi non è caduto, ma si è trasformato in un governo debole capace di fare poche riforme che non interessano o non riguardano gran parte degli italiani quando non interessano solo a Berlusconi stesso.
A fine novembre (non ricordo la data, ma potrei cercarla) io fui informato che il governo non sarebbe caduto il 14 dicembre 2010 e ve lo dissi con un anticipo di 1 o 8 giorni a seconda di dove leggete i miei scritti.

Oggi vi dirò perché non è caduto e vi parlerò anche del periodico scritto di Travaglio e infine del regolamento urbanistico di Cerreto Guidi.
Questi due temi accessori costituiranno un doppio attacco al PD! Mio e suo.
IL GOVERNO BERLUSCONI NON CADDE IL 14 DICEMBRE PERCHE’ NON LO VOLLERO LE OPPOSIZIONI PARLAMENTARI E I POTERI FORTI INTERNAZIONALI – eccetto l’IDV e il buon Di Pietro. Leggi il resto di questo articolo »

Esempi del coraggio di Marco Travaglio.

Esempi del coraggio di Marco Travaglio.
13/04/2010
Di F. Allegri
Anche se ultimamente ho polemizzato spesso con gli scritti di Marco Travaglio c’è un punto che voglio chiarire: ammiro il suo coraggio e la sua volontà di combattere contro il sistema di informazione tradizionale del nostro paese.
Sempre a questo proposito credo che le critiche di un Barnard siano provate in modo insufficiente e distorcente.
Per mostrare il coraggio di Travaglio oggi commenterò due scritti del suo blog.
Il primo fu diffuso il 13 novembre 2010 e s’intitolo: “Trattavano, ma a loro insaputa” e fu pubblicato da Il Fatto Quotidiano.
Il secondo è del giorno dopo e s’intitolò: “Talpe e ricatti, così ‘sparì il carcere duro’”.
Qui Travaglio si trova a dover commentare la vicenda politica che caratterizzò gli anni della fine della prima repubblica e l’inizio di questa transizione ultra decennale e a mio avviso ne esce abbastanza bene.
Si tratta di verità sconcertanti che sono emerse alla vigilia dell’avvio dell’attacco a Berlusconi e C. e che per questo non hanno avuto tutto l’approfondimento che meritano.
Da un lato troviamo nell’occhio del ciclone una parte del centro sinistra che ha sostenuto per anni il ministro della giustizia G. Conso e le sue riforme sotto i governi di Amato e Ciampi.
Ricordo la vicenda ai lettori più distratti.
DURANTE UN’UDIENZA IN COMMISSIONE ANTIMAFIA L’EX MINISTRO FECE LA SEGUENTE RIVELAZIONE: “NEL NOVEMBRE ’93 DECISI DI NON RINNOVARE IL 41-BIS A 140 MAFIOSI ED EVITAI COSÌ NUOVE STRAGI”.
Sono passati sei mesi e siamo ancora a quel punto.
La notizia non ha avuto la massima diffusione, da un lato il centro destra l’ha diffusa poco, dall’altro chi si mobilità per la giustizia aveva già abbondanza di materiale per portare avanti la sua lotta politica e dall’altro lato cultura giuridica insufficiente per capire la gravità di tali dichiarazioni.
Altro che leggi a personas.
In ogni caso questa vicenda va messa sotto i riflettori perché aiuta a capire la tragicità e l’oscurità della vita politica che si è svolta in questi 17 anni di illusioni sovrapposte.
L’ex ministro dichiarò in udienza che quella fu una sua scelta personale, senza trattative con criminali, sostenne di aver deciso in piena solitudine senza informare nessuno come se il ministero di grazia e giustizia fosse un palazzo sgomberato, abbandonato o popolato da zombie.
Questo vuol dire che escluse i funzionari del ministero, il Consiglio dei ministri, il premier Ciampi, il capo del Ros Mario Mori, il Dap e un altro gruppo cospicuo di persone.
Pare che abbia aggiunto di aver agito per fermare la minaccia di altre stragi.
A me pare che questa dichiarazione comprenda molte zone d’ombra e concordo con Travaglio e l’onorevole Li Gotti dove dice: “Indirettamente Conso conferma la trattativa Stato-mafia”.
Dopo questo punto passo a chiedermi:
1) E’ possibile che Conso agisse tutto da solo, a livello giuridico e di filosofia di lotta alla criminalità?
2) Perché pensò subito di aver davanti stragi mafiose quando in passato molte altre erano associate a fantomatici movimenti terroristici di varia natura?

Anche Travaglio restò perplesso davanti alle dichiarazioni dell’ex ministro e davanti alle implicazioni della sua dichiarazione.
Riporto la domanda più interessante: “Come faceva Conso a sapere che proprio non rinnovando il 41-bis a 140 mafiosi si sarebbero ‘evitate nuove stragi’?
Non so se avremo mai una risposta a questa domanda, ma posso dirvi che questa cosa dimostra la debolezza del nostro paese e anche la difficoltà delle forze politiche a lottare contro la criminalità organizzata. Qui siamo al cuore del coraggio di Travaglio.
Concordo con Travaglio quando dice: “Conso non è credibile quando giura di aver fatto tutto da solo”. Di sicuro ha agito nel silenzio di troppi!
Travaglio aggiunse: “La storia del biennio nero 1992-’93 è piena di ‘servitori dello Stato’ che fanno strane cose con la mafia, poi se le scordano per 17 anni e ritrovano la memoria solo quando un mafioso pentito, Gaspare Spatuzza e il figlio di un mafioso, Massimo Ciancimino, raccontano la trattativa”.
Credo che conosciate la ricostruzione dei fatti di quegli anni, anche Travaglio fece un riepilogo dei fatti. Della ricostruzione di Travaglio apprezzo soprattutto il fatto che la tragedia di Borsellino viene distinta dall’attentato precedente al giudice Falcone.
Travaglio conclude con un elenco drammatico di ipocrisie istituzionali, sono tante e troppe e si capiscono solo se ricordiamo la degenerazione delle ideologie politiche italiane.
Travaglio conclude:”Tutti trattavano con la mafia, ma a loro insaputa.”
Io aggiungo che le ideologie morte portano i politici verso qualsiasi degenerazioni.
Ora passo al secondo pezzo intitolato: “Talpe e ricatti, così “sparì” il carcere duro”.
Travaglio parlò di ricatto riuscito allo stato, ma forse ha un’idea troppo elevata del nostro paese.
Io gli ricordo che Sciascia disse una volta che la stato avrebbe fatto la lotta alla mafia solo se avesse voluto suicidarsi!
Ecco l’idea coraggiosa di Travaglio: “Ecco cosa sono state le stragi di mafia del 1993. Ed ecco perché solo oggi, a 18 anni di distanza, in molti ritrovano brandelli di memoria. Di fronte ai documenti sulla trattativa forniti da Massimo Ciancimino e alle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, ha ormai poco senso negare. Meglio allora minimizzare e dire (come ha fatto l’ex ministro di Grazia e Giustizia Giovanni Conso) che la decisione di revocare, tra il 4 e il 6 novembre del ‘93, il 41-bis a 140 detenuti del carcere palermitano dell’Ucciardone, fu da lui presa in totale autonomia – senza consultare nessuno”.
Forse Conso fece tutto da solo, ma io non ci credo e trovo drammatico che nessuno se ne sia accorto in diciassette anni.
In realtà il principio base della riflessione deve essere la frase di Sciascia che ho detto sopra. Da questa frase si passa all’affondo di Travaglio: “Non solo a Roma si sapeva benissimo che dietro il tritolo c’era la volontà di Cosa Nostra di spingere la politica a chiudere le carceri di Pianosa e l’Asinara e arrivare alla cancellazione del 41-bis per tutti i detenuti (il carcere duro). Nella Capitale succedeva di più e di peggio. Qualcuno teneva i boss informati in tempo reale di ciò che si discuteva in segreto negli uffici del ministero di Grazia e Giustizia. E spiegava alla mafia cosa era stato deciso sul 41-bis, un decreto che allora doveva essere rinnovato ogni sei mesi. Anche per questo tutti gli ultimi anni di vita di Gabriele Chelazzi, il pm fiorentino titolare dell’indagine sulle stragi morto nell’aprile del 2003, sono stati dedicati alla ricerca delle talpe istituzionali che dialogavano con Cosa Nostra. Quello che aveva scoperto, Chelazzi lo riassume in un interrogatorio a Claudio Martelli nel febbraio del 2001”.
La mafia non voleva il rinnovo del carcere duro e l’ottenne.
Qui c’è il coraggio di Travaglio e il suo limite, manca un nome che un’indagine seria potrebbe scoprire se riuscisse a farsi spazio tra troppi silenzi e tra i troppi che in quel periodo proposero la revoca. Siamo un paese con 4 criminalità organizzate e ci balocchiamo ancora con la legge Gozzini approvata dal governo Andreotti negli anni della solidarietà nazionale!
Il giudice Chelazzi cercò il traditore del paese fra vari politici della DC e militari pochi nomi nel complesso, ma le indagini sono in corso e Via dei Georgofili vuole giustizia!
Qui Travaglio va anche ringraziato e invitato ad andare avanti. Io ho anche un’altra occasione per dissentire da Barnard che dimostra spesso il suo estremismo estremista, ideologico e impotente!
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Ora si occupa del tesoretto di Tremonti. Su Facebook è Futuro Ieri.

Rivoluzione, politica e soldi nel terzo millennio

Rivoluzione, politica e soldi nel terzo millennio
13/04/2011
Di F. Allegri
Oggi voglio commentare uno scritto di Marco Travaglio del 12 novembre 2010 e intitolato: “I partiti delle libertà”. Lo farò partendo dallo scritto del professor Nappini che ho pubblicato ieri e che si intitola: “Qui il Novecento è finito”.
In quello scritto il professor Nappini mi dice che il novecento è morto insieme ai suoi deliri ideologici i quali sono stati sostituiti dalle agende politiche segrete delle multinazionali e dei potentati finanziari del mondo.
Nel novecento avevamo un DISORDINE POLITICO E CRIMINALE e ora si lavora ad una società globale impostata sulla legge del più ricco che sempre più spesso ha bisogno di disordine per poter realizzare se stessa. E il disordine è quello di prima!
Il professore non include le CONCEZIONI MORALI DELLE CLASSI SOCIALI ANTAGONISTE tra i deliri ideologici, forse dovrebbe cominciare a farlo; in ogni caso si rende conto che c’è un passaggio e continuità tra le lotte sociali di un tempo e il consumismo morente di oggi.
Nessuno crede più al progresso, anzi questa appare come la più triste delle illusioni.
Siamo tornati al millenarismo e alle guerre totali contro nemici demonizzati e debolissimi come avversari.
Questo favorisce le guerre a bassa intensità o, come nel caso libico, conflitti a sostegno del prezzo del petrolio.
Viviamo la terza rivoluzione industriale, questa cambia LE CREDENZE E LE FORME DEL CONOSCERE IL REALE attraverso la PUBBLICITÀ TELEVISIVA e via RETE, i social network, l’uso del computer nella vita quotidiana, la connessione fra le grandi economie imperiali.
Questa rivoluzione crea uomini nuovi che non mi sembrano migliori, ma certamente sperano di essere più “belli” ovvero più conformati ai modelli imposti e veicolati.
PREMESSO tutto questo ci si può inoltrare nel Belpaese.
Come dice il professor Nappini, qui troviamo i ceti sociali che vivono di politica e solo di quella e una popolazione anziana che vive nel terrore del cambiamento e della sostituzione anagrafica per raggiunti, e sorpassati, limiti di età.
Qui il novecento prova a rigenerarsi e a perpetuarsi, ad illudersi e a fuggire dalla realtà.
E’ in questo contesto che colloco il pensiero politico italiano, quello che governa, quello che è diversamente concorde, quello che gira intorno ai palazzi e quello che non riesce ad uscirne.
Fingono di vivere ancora nel 1994 e possono farlo perché cavano i soldi dalle paure dei molti e con leggine dello stato molto estese.
Parlo dei partiti delle libertà che Travaglio descrisse 12 novembre e sull’Espresso di quella settimana.
Parlo anche dei partiti incerti tra la socialdemocrazia tedesca e la democrazia americana considerate come realtà che possono convivere in un’organizzazione politica.
In ogni caso ho voluto premettere un come pensano i partiti al come si finanziano raccontato dal Travaglio.
Travaglio iniziò con varie domande, tra le quali c’era questa: “E che uso fanno dei finanziamenti pubblici che intascano, mascherati da “rimborsi elettorali”, per un totale di 2,2 miliardi negli ultimi 16 anni?”
La domanda è giusta, ma la risposta non può essere quella della responsabilità giuridica dei partiti, serve una comprensione delle loro ideologie per arrivare a questi “rimborsi elettorali” e poi ripartire più sconcertati di prima.
Se esiste un’Italia migliore e più preparata questa deve organizzarsi e manifestarsi.
Dall’altra parte c’è il nucleo di una ricca follia italiana che può rovinare il paese.
Questo fare come gli pare non è anarchia è follia di arricchiti e prepotenti, soggetti convinti di aver capito tutto e spesso anche di essere migliori dei cittadini.
Il rapporto tra denaro e politica è il lato oscuro dei sistemi politici moderni e non può esistere una legge che obblighi i partiti a rispondere della loro gestione patrimonial – finanziaria e del rispetto della democrazia interna (tesseramenti, congressi, candidature, gruppi dirigenti, organi di garanzia), con regole severe e sanzioni efficaci, non conviene a nessuno.
Travaglio ha ragione solo quando dice che tale legge non conviene a nessuno, non si rende conto che sono i partiti stessi quelli che dovrebbero darsela e che certe leggi una volta fatte (sarebbe un miracolo) sono facilmente aggirabili!
E’ vero che una bocciofila è più regolata di un partito, ma io devo dirvi che i partiti non sono regolabili, al massimo si può liberalizzare e io so che quel giorno i nostri partiti non diverranno liberi e capaci di pensare, ma solo totalmente dipendenti dalle multinazionali, con discorso a parte per il PDL che farò un’altra volta.
Concordo in parte con Travaglio quando ci rammentò: “siamo il paese più corrotto d’Europa, appena retrocesso al 67° posto nella classifica dei paesi più onesti di Transparency International e scavalcato financo dal Ruanda”.
Concordo in parte perché quella statistica è troppo indulgente con alcuni paesi come la Svizzera e in generale con tutti i paradisi fiscali.
E’ certo che noi siamo messi bene.
Il pezzo si concluse con un appello morale a Fini.
Io invece vi saluto dicendovi che ogni cambiamento parte da noi stessi e dal nostro modo di pensare e spero di avervi sensibilizzato al fatto che alla base della degenerazione politica italiana non c’è il suo portafoglio troppo gonfio ma il suo modo di pensare deformato e irresponsabile.
Ho intenzione di fare un pezzo anche sulle deformazioni del pensiero politico e della realtà: pensate a cosa è davvero il movimento no global internazionale e cosa è il nostro oppure non crederete mica che l’Unione Europea è quella che ci descrive il PD da una decina di anni?
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Ora si occupa del tesoretto di Tremonti. Su Facebook è Futuro Ieri.

LA FORZA DI TRAVAGLIO E DEL BERLUSCONISMO DI LIBERO

LA FORZA DI TRAVAGLIO E DEL BERLUSCONISMO DI LIBERO
06/03/2010
Di F. Allegri
Sono giunto ad uno dei pezzi centrali della mia riflessione sull’azione politica e morale di Marco Travaglio e anche sui suoi limiti.
In passato ho valutato la giustezza e gli errori di Travaglio, del suo blog e dei suoi collaboratori, oggi valuterò soprattutto la sua incidenza e farò alcune considerazioni sulla natura e sulla forza del Berlusconismo.
Parto da un pezzo del 23 ottobre 2010 del blog di Corrias, Gomez, Travaglio intitolato “Io libero tu occupato” che fu anche pubblicato da Il Fatto Quotidiano.
Per me la forza vera di Travaglio e dei moralizzatori è tutta nelle copie vendute ogni giorno da Il Fatto quotidiano stesso, non credo che la comparsata di pochi minuti ad Annozero abbia una sua rilevanza notevole.
Solo colui che compra il Fatto è un moralizzatore così come solo chi fa la comunione in chiesa è un vero cristiano.
A fine ottobre 2010 la media delle vendite de Il Fatto era a 64.540 copie al giorno, a tale media si aggiunge la quota degli abbonati pari ad oltre 40.000. Nell’estate del 2010 la media delle copie vendute superò quota 70.000.
Ogni giorno oltre 105.000 persone compiono singolarmente il gesto anti berlusconiano di leggere e comprare questo giornale. Nessuno segnala questo fatto politico FONDAMENTALE che ha una natura moderna e contemporanea e spiega anche il successo (forte quanto effimero) del popolo viola che rappresenta al contrario un vecchio modo di contrastare il Berlusconismo, ormai quasi inefficace.
Solo i Berlusconiani conoscono davvero l’importanza di quel piccolo giornale che cresce e li avversa. Per paradosso!
Il normale dirigente di sinistra (con la sua vecchia ideologia) crede che sia più importante una delle tre mobilitazioni annuali della FIOM.
MENO MALE CHE C’È STATA QUESTA IDEA DI TRAVAGLIO E PADELLARO PERCHÉ TUTTO IL RESTO DELL’ANTI BERLUSCONISMO È VECCHIO E POCO EFFICACE!

Anche Berlusconi ha il suo giornale e chi lo compra lo sostiene: non penso al “Giornale” che fu di Montanelli e che svolge anche il servizio di informare su alcune cronache locali e serve pure ad una cultura conservatrice che c’era già prima del Berlusconismo!
Penso a Libero, il giornale della destra rampante, giustizialista e arrogante di oggi che si divide tra PDL e Lega con un’idea timida ed economica dell’Italia.
E’ in corso un duello all’ultima copia tra Libero e Il Fatto e questo confronto sarà nei prossimi anni decisivo per stabilire la consistenza delle mobilitazioni delle due realtà politiche di riferimento e a livello più modesto serve ogni giorno per misurare la consistenza attuale delle stesse.
Per anni Libero ha agito in solitario, ma in pochi mesi Il Fatto lo ha raggiunto e superato!
Libero perderebbe lettori ogni giorno, secondo lo scritto che commento oggi, ma avrebbe tanta pubblicità e questo incupisce il grande giornalista de Il Fatto.
Travaglio constata di essere mantenuto dai lettori mentre Libero ha l’ausilio della pubblicità dei potentati e non solo.
Io conosco l’idea inglese del giornale indipendente dalla pubblicità, soprattutto quando fa denunce sociali, ma so che questo si diceva tra gli anni settanta e ottanta.
Oggi c’è da valorizzare l’indipendenza politica e per questo individuo nella pubblicità su Libero la risposta al moralismo monacale di Travaglio.
A libero si adora e serve “cristianamente” la libera impresa ovvero quell’alieno che invase gli USA e la sua massoneria alla fine dell’ottocento. Quel giornale ha perso 30.000 lettori al giorno dal 2009, ma resta il giornale di conservatori impegnati. Forse qualcuno poteva affrontare meglio la crisi?
Dico di si anche per commentare l’aumento dell’entrate pubblicitarie di questo strenuo e utile (forse sciocco) difensore del governo e dei potentati.
Confermato questo si possono fare due constatazioni.
Da un lato abbiamo un impegno etico e morale che non sa o non guarda abbastanza alle insidie lanciate da questa crisi.
Dall’altro abbiamo una realtà che risponde in modo singolare a questa crisi, ma non spera in mondo migliore e nemmeno diverso.
Uno ci pensa ma non sa farlo, l’altro ha le capacità ma l’anima è vuota!
Il Fatto è libero e Libero è facile da fare ma può essere fatto solo così!

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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

Critiche ed elogi a Marco Travaglio

Critiche ed elogi a Marco Travaglio
25/02/2011
Di F. Allegri
Ultimamente ho criticato gli scritti del blog di Corrias, Gomez, Travaglio e anche oggi non potrò esimermi dal non farlo perché commenterò un pezzo molto interessante.
Si tratta del pezzo del 14 ottobre 2010, pubblicato anche dal Fatto Quotidiano e titolato: “Fini, ultima chiamata”.
Il pezzo inizia valutando il rapporto tra televisione e politica ovvero tra la politica e lo spettacolo noioso del teatrino italiano che spesso si svolge anche negli studi di Annozero, il palcoscenico più popolare e di sinistra della televisione pubblica italiana.
Nel mese di ottobre il nervosismo politico era massimo, si preparavano le sfide parlamentari che ci sono state tra dicembre e gennaio ed uno dei luoghi dello scontro fu la Rai.
Questo è un terreno di scontro permanente e da ottobre è divenuto un duello incarnato dal conduttore, ex parlamentare europeo, Santoro e dal burocrate di turno tal Masi. Il pezzo ci ricorda tutti gli attacchi subiti da Santoro negli anni passati e io constato la stranezza della santa alleanza Travaglio – Santoro.
Forse il professor Nappini pensa a loro due quando scrive Il Fascista Immaginario? Un destro e un sinistro a braccetto!
Tornando al “Fini ultima chiamata” rammento che questo scritto uscì nei giorni del bicchiere e non dimenticò questa vicenda troppo legata a quell’Italia delle tempeste nel bicchier d’acqua, per l’appunto.
Anche oggi lo scontro in RAI continua, ma pare superato e comunque con o senza Annozero voi restate un popolo di disinformati. Meriterebbe una riflessione a parte il contratto di Vauro anche perché la parte dedicata a lui è la migliore della trasmissione, raramente me la perdo!
Io vedo di rado Annozero, ma partecipai alla diffusione di RAI PER UNA NOTTE un’esperienza che considero come il momento più alto della lotta per la libera informazione.
Io avrei ripetuto e sviluppato quella iniziativa che viceversa può apparire (con qualche fondamento) come un momento pre – elettorale.
La parte centrale dello scritto è dedicata al rapporto tra costituzione e politica e Travaglio mi dice: “NELLA PRIMA REPUBBLICA I PARTITI, PUR CORROTTI, RAPPRESENTAVANO MILIONI DI PERSONE E CULTURE VERE, FIGLIE MAGARI DEGENERI DELLA COSTITUENTE, DUNQUE ANCHE I CENSORI CERCAVANO DI NON VIOLENTARE COSÌ PLATEALMENTE LA COSTITUZIONE. IN QUESTO GROTTESCO CREPUSCOLO DELLA SECONDA SON SALTATE TUTTE LE MARCATURE E NON SI RISPETTANO PIÙ NEMMENO I FONDAMENTALI”.
Questo discorso merita due riflessioni.
E’ indubbio che i partiti di allora fossero rappresentativi di milioni di persone meno le varie zone di voto di scambio e/o di voto ideologico coartato, ma nel complesso la rappresentatività c’era.
Sul secondo punto sono più perplesso, quelle culture non erano figlie della costituzioni, erano le madri e i padri di una bambina che nacque vecchia.
Di seguito leggo “ANCHE I CENSORI CERCAVANO DI NON VIOLENTARE COSÌ PLATEALMENTE LA COSTITUZIONE”. Io ho un ricordo diverso, rammento la costituzione attuata a pezzo e bocconi e le critiche al cattivo funzionamento di quelle istituzioni, i governi balneari e i parlamenti instabili.
Ricordo anche i 15 anni di discussioni sulle riforme e non li dimentico.
Alla fine del pezzo in maiuscolo leggo che oggi non si rispettano più nemmeno i fondamentali di tale costituzione e qui la correzione a Travaglio va fatta con la penna azzurra.
Il mondo governativo non appartiene alla storia e alla politica che fece quella carta e non si può mai scordare che esiste un legame forte tra costituzione e politica solo se le forze politiche che fondano uno stato sono anche quelle che lo amministrano.
Serve un nuovo patto costituzionale, se possibile e non l’adorazione di un documento che appartiene a un mondo che non c’è più e che a ben vedere non c’è nemmeno mai stato.
NEL FINALE lo scritto del blog migliora e fa riflessioni condivisibili sul CONFLITTO D’INTERESSE.
Concordo sul discorso delle TV controllate dal governo (non da ora però) e concordo sul fatto che non si può criticare solo il Masi o solo lui insieme a Minzolini.
A me non piace nemmeno il TG 3 della Berlinguer, alcune sere è inguardabile e non mi basta il TG di Mentana. Non è un fatto personale, io ho internet e so trovare tutte le fonti migliori, ma l’italiano medio è imbottigliato.
Anche sul discorso sui servizi pubblici non posso concordare con Travaglio.
I servizi pubblici sono una chimera tutta italiana, non solo quello televisivo è insoddisfacente.
Sono d’accordo sul fatto che c’è un conflitto d’interessi, ma da anni mi chiedo chi possa e sappia risolverlo.
Prima avevo sbagliato a digitare e avevo scritto CONSIGLIO D’INTERESSI. L’intuizione non è male.
Come sapete, nel frattempo io faccio come posso quel che devo. Sempre meglio, mi rendo conto!
Qui sono d’accordo con Travaglio. Concordo quando dice: “LO PUÒ RISOLVERE IL PD? NO CHE NON PUÒ, NÈ VUOLE: HA AVUTO DUE OCCASIONI D’ORO PER SMANTELLARLO UNA VOLTA PER TUTTE, MA HA PREFERITO METTERSI D’ACCORDO COL TITOLARE DEL MEDESIMO”.
Io capii che le cose sarebbero andate in questo modo nei primi mesi del primo governo prodi, era l’altro millennio e fu allora che inventai l’idea delle leggi ad personas.
Solo alla fine l’articolo parla di Fini e lo fa per invitarlo a sbloccare l’impasse e a denunciare il conflitto d’interesse.
Queste considerazioni finali mi sembrano un mix di diffidenza e confusione: Fini non può dialogare con Travaglio e deve trovare una sua critica al conflitto di interesse! E’ certo che il conflitto di interessi grava anche sulla schiena di Fini, ma già vari finiani possono pensare diversamente …..
Certamente il modo migliore di rilevare tale conflitto è di cercarlo nelle discriminazioni vecchie e nuove, ma la soluzione dove la troviamo?
Solo quando Fini sarà penalizzato in TV (e lo sarà come lo è stato) o sui giornali potremo vedere il suo impegno su tale problema, non prima: ad oggi non c’è.
In confidenza, non credo che anche lui potrà fare molto.
L’Italia resta un teatrino politico e purtroppo questo si rivela anche oggi come un labirinto per i cittadini e una prigione dorata per i vertici.
Fino a quando?
Io vedo con voi i fuochi nel mediterraneo e ho letto alcuni giornali inglesi sulla rivoluzione in Egitto.
Se la crisi attraverserà il mare, potrà farlo anche nei prossimi mesi e al momento non so se arriverà qui o nella penisola iberica.
Credo che come sempre lo saprò per primo!
In ogni caso l’ultima chiamata fu fatta proprio in ottobre e fu per l’Italia, ormai è certo, servirà il tesoretto di Tremonti, se esiste ed è consistente!
Travaglio chiuse così: “SE FLI, PD, IDV E UDC VOGLIONO UN GOVERNO A TEMPO CHE PREPARI ELEZIONI FINALMENTE LIBERE, LA PIANTINO DI PARLARE SOLO DI NORME ELETTORALI E PRESENTINO UNA LEGGE SEMPLICE SEMPLICE: FUORI LA POLITICA DALLA RAI, FUORI DALLA POLITICA CHI CONTROLLA TV E GIORNALI. TUTTO IL RESTO È CHIACCHIERA. ANZI, ZIMBABWE”.
Tale legge al momento non c’è e quindi dovremmo essere allo Zimbabwe.
Due mesi fa eravamo 75esimi per l’informazione, non so quale posto occupi lo Zimbabwe, ma stati simili sono avanti a noi!
Domani altro pezzo di Travaglio, del resto ne ho parlato poco ultimamente.
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

Un fine estate del 2010 a Mirabello

Un fine estate del 2010 a Mirabello
11/01/2011
Di F. Allegri
Oggi inizio la mia riflessione proclamando la mia supremazia tra gli antiberlusconiani.
Fui il primo, sono il più grande e il più forte tra loro. Qualcuno vorrebbe dirmi che non lo critico mai e che non vado alle manifestazioni come quella del “Popolo Viola”?
Vero, ma questi sono forme di lotta inefficaci ed è evidente che non mi citate avversari degni del peggior governo degli ultimi decenni e precedenti.
La forza del mio antiberlusconismo è tutta in due principi:
a) so di combattere contro un’illusione figlia di illusioni preesistenti;
b) non spendo una goccia di energia per contrastarla,
il PC – la macchina demoniaca lavora per me. Leggi il resto di questo articolo »

Ridimensionare il Vendolismo

Ridimensionare il Vendolismo
11/12/2010
Di F. Allegri
E’ tanto che non critico l’attività del governatore della Puglia Niki Vendola e oggi devo ringraziare uno scritto del blog di Corrias, Gomez, Travaglio se potrò farlo.
Oggi non mi dedicherò poco all’attività di questo politico: mi concentrerò sulla consistenza presunta del suo movimento politico.
Sulla attività politica di questa realtà politica posso solo ribadire che si tratta di conservatorismo di sinistra, un comunismo senza i simboli più vistosi basato sulle vecchie convinzioni e i vecchi comportamenti e modi di fare politica, molto fumo colorato di rosso.
Non si deve parlare di nuove esperienze, casomai va capito come questo soggetto riesce a prendere i voti di una parte del PD?
La mia risposta parte dal debole rinnovamento realizzato dal PD e dalle divisioni e dalle incertezze di questo ultimo partito. Leggi il resto di questo articolo »

Natale a Palazzo Grazioli 2: il trionfo del Berlusconismo

Natale a Palazzo Grazioli 2: il trionfo del Berlusconismo
07/12/2010
Di F. Allegri
Intanto ringrazio i lettori del primo scritto sul Natale a Palazzo Grazioli: 88 lettori al primo giorno costituiscono il record di lettori per un mio scritto di riflessione politica!
Torno sul tema perché lunedì sera ho visto Porta a Porta di Bruno Vespa su RAI Uno e posso fare qualche considerazione ulteriore.
Intanto manifesto il mio stupore per il litigio tra Larussa e Bocchino: la loro incapacità a capirsi e a dialogare, dopo anni di battaglie politiche comuni, va vicino a disorientarmi e lo posso spiegare solo ricorrendo al principio primo del carrierismo politico: ognun per se e dio per tutti!
Il resto lo fa il nuovo sistema politico dove la vecchia destra ha una sua centralità riconosciuta e diffusa, ma dove i suoi dirigenti sono persone condizionate dalle lotte politiche degli anni sessanta e settanta, se va bene. C’è anche qualche vecchietto degli anni cinquanta! Leggi il resto di questo articolo »

Consiglio Comunale n°20 23/11/2011 PUA
Consiglio Comunale n°21 28/11/2011
Parassiti: spot istituzionale
Conto alla rovescia
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