Articoli marcati con tag ‘nappini’

Superare il Corporativismo

Superare il Corporativismo
10/11/2011
Di Ralph Nader
Gli organizzatori della diffusa iniziativa Occupy prendono la loro consapevolezza e l’indignazione morale proprio nelle aree corporative – Wall Street, le lobby aziendali a Washington e la loro simpatie in tutto il paese.
Gli abitanti del territorio aziendale hanno preso atto, con diversi gradi di allarme, sperando che sarà il tempo invernale a diradare gli accampamenti.
Ma i predoni corporativi non hanno cambiato il loro comportamento, continuano a dominare, a esportare il lavoro, a ingannare, a pompare la macchina da guerra, a inquinare, a chiedere i salvataggi dei contribuenti, la garanzia e la fornitura di libretti degli assegni aperti per le campagne elettorali dei loro politici a contratto.
Quando il sentimento pubblico a lungo latente finalmente grida per avere la giustizia, l’onestà e la correttezza, quando comincia a produrre un rombo per un risveglio della cittadinanza, il clima per la prossima fase di azione per superare il corporativismo sarà su di noi.
Getting Steamed to Overcome Corporatism è il titolo del mio nuovo libro (Common Courage Press). Leggi il resto di questo articolo »

SOCIETA’ SENZA SOCIALITA’

Necropoli nel deserto di I. Nappini

Uno scritto filosofico-sociale su questo tempo
16 gennaio 2012
Con la gentile concessione di Carlo Gambescia pubblico questo scritto filosofico di Stefano Boninsegni. Uno scritto che descrive la società odierna formata dai processi di terza rivoluzione industriale come una giungla popolata da esseri umani tendenzialmente soli con legami sociali ridotti o di natura mercantile.

http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2012/01/lamico-stefano-bonisegni-in-questo-bel.html

L’ amico Stefano Boninsegni (*), nel bel post di oggi, ci ricorda due cose fondamentali: in primo luogo, che bisogna sempre distinguere tra necessaria difesa dell’individuo e sciocca celebrazione dell’individualismo; in secondo luogo, che l’individualismo come avversione verso l’esistenza di qualsiasi forma di società intermedia tra individuo e Stato, mina le radici stesse della socialità umana. Insomma, un “ripassino” niente male.
Buona lettura. (C.G.)

SOCIETA’ SENZA SOCIALITA’
di Stefano Boninsegni

Secondo il “reazionario” Joseph de Maistre, l’attacco alla religione e l’individualismo dei Lumi avrebbero distrutto la socialità, che l’autore francese considerava sacra e proponeva di porla sotto comando divino (si veda S. Holmes, Anatomia dell’antiliberalismo, 1995 ). Al di là delle argomentazioni, spesso ingenue, usate da Joseph de Maistre, non vi è dubbio che oggi gli uomini vivono in società sempre più atomizzate, dove la socialità è un bene sempre più scarso. Leggi il resto di questo articolo »

Qual’è il costo della TAV?

News N° 14
AMBIENTEVALSUSA
14 MOTIVI PER NON FARE LA TAV TORINO-LIONE
IL SECONDO DI QUATTORDICI

2 – Qual é il costo della TAV?

Il progetto low cost da 8,2 miliardi di euro, a cui si fa riferimento nella risposta di Palazzo Chigi, al momento è una chimera.
Infatti, nel testo dell’accordo del 30 gennaio scorso tra Italia e Francia, non c’è traccia di alcuna nuova stima, né di alcun vincolo di finanziamento per l’Unione Europea: ci si limita ad indicare la nuova percentuale del contributo dei due Paesi contraenti (57,9% a carico dell’Italia e 42,1% a carico della Francia) e si rimanda al progetto definitivo per avere un costo stimato da un terzo esterno.
E’ grave, quindi, che la Presidenza del Consiglio accrediti l’esistenza di una nuova stima ufficiale dei costi dell’opera e indirettamente l’esistenza di un piano economico-finanziario ad ora inesistente o comunque non conosciuto.

Quindi gli 8,2 miliardi di euro, di cui un 40% (3,28 miliardi di euro a carico dell’Unione Europea) sono una pura e semplice fantasia, sia perché ad oggi nessuno ha spiegato come si arrivi a questo sconto sulla realizzazione del tunnel, né come un accordo bilaterale, non sottoscritto dall’Europa, possa impegnarla a versare quasi 3,3 miliardi di euro, quando tra l’altro la coperta è molto corta sulle reti transeuropee (TEN-T). Leggi il resto di questo articolo »

UNA GUIDA PER LA CRISI

Confine di I. Nappini

UNA GUIDA PER LA CRISI 1
L’Italia negli ultimi giorni del governo Berlusconi e un elogio al protezionismo
04/04/2012
Di F. Allegri
Come avete visto in questi giorni ho dedicato molto spazio alla mobilitazione di Occupy Wall Street dello scorso ottobre e in generale ho dato risalto a quelle mobilitazioni di massa che cercano di contrastare la crisi e le politiche connesse ad essa (lo farò ancora).
Oggi possiamo dire che lo scorso mese di ottobre non fu un momento grave della crisi, ma allora sembrò diversamente e vi rammento che in quel periodo il destino del vecchio governo era già segnato, almeno da 2 mesi.
Vi ricordo che “il salvataggio” della Grecia era stato fissato in agosto (non a fine ottobre).
Lo stesso si può dire per la messa in amministrazione controllata del nostro paese con tutte le tasse che vediamo e le spese inutili che proseguono. Leggi il resto di questo articolo »

14 MOTIVI PER NON FARE LA TAV TORINO-LIONE

News N° 14
AMBIENTEVALSUSA
14 marzo 2012
14 MOTIVI PER NON FARE LA TAV TORINO-LIONE
IL PRIMO DI QUATTORDICI

1 – Quali sono le vere ragioni per cui il Governo dichiara di voler riconfermare la Torino Lione come opera strategica?

E’ vero che l’Unione Europea ritiene che il progetto prioritario n. 6, ex Corridoio 5, “Lione-Trieste/Koper-Lubiana-Budapest-frontiera ucraina” faccia parte dei 30 progetti prioritari della Rete di Trasporto Transeuropea (TEN-T), ma è altrettanto vero che l’Europa non ha mai chiesto all’Italia di realizzare una linea ad Alta Velocità su questa direttrice, ma al contrario ha chiesto di intervenire sulle linee ordinarie. Leggi il resto di questo articolo »

AMMAZZARE LA MEMORIA, COSTRUIRE IL DISCORSO POLITICO

Il tempo passato di I. Nappini

AMMAZZARE LA MEMORIA, COSTRUIRE IL DISCORSO POLITICO
Del professor I. Nappini
La lotta politica si fa anche con i simboli e l’opposizione proletaria e socialista comprese subito di dover contrapporre la propria simbologia e la propria lettura del conflitto a quella dei ceti dominati, una lotta fra Davide e Golia, e vinse Golia.
In fondo in Italia è comune che vinca il più forte a scapito del più debole.
Il fascismo riuscì a controllare questo processo di creazione di mito e gestione della morte di massa ma di sicuro non lo inventò.
In realtà in questa storia si dice che nel fondamento del fascismo stesso non c’è molto di più se non la creazione del fascismo di se stesso attraverso l’abilità politica e giornalistica di Mussolini.
Tuttavia non era una cosa così scontata e non era facile prevedere l’oblio che colpì la resistenza spesso eroica di tanti che negli anni venti s’opposero al fascismo.
Anche quella fu Resistenza antifascista, ma non gode della stessa fama e fortuna di quella della Seconda Guerra Mondiale.
CREDO CHE QUESTA DIFFERENZA DI TRATTAMENTO SIA DA RIFERIRSI A MIO AVVISO AL MODO ARBITRARIO CON IL QUALE I PARTITI POLITICI DELL’ARCO COSTITUZIONALE SI SON FATTI STRUMENTALMENTE FORTI DELLA RESISTENZA PER COSTRUIRE UN DISCORSO DI APOLOGIA CONTINUA DEL LORO SISTEMA POLITICO PRIVO DI REALI ALTERNATIVE CHE SOLO TANGENTOPOLI HA SAPUTO CHIUDERE APRENDO LA VIA A UNA SECONDA REPUBBLICA.
Infatti da quando è arrivata una Seconda Repubblica priva dei partiti dell’Arco Costituzionale si sente poco rammentare come fondamento della democrazia le prime forme di resistenza al fascismo e per la verità non sempre sono ricordate le seconde.
Credo che questo sia dovuto al fatto che il potere politico di ogni colore non si occupa mai di storia ma di USO PUBBLICO DELLA STORIA O DI PROPAGANDA POLITICA che sono cose molto diverse dallo studio della storia fondato secondo dei criteri e sulla base di dati e testimonianze. Leggi il resto di questo articolo »

La terza rivoluzione industriale

La terza rivoluzione industriale
26/03/2012
Di F. Allegri
Oggi cercherò di spiegarvi la stagione economica e politica che viviamo attraverso la critica ragionata di uno scritto di Massimo Fini del 16 ottobre 2011 “DEGLOBALIZZARE E L’ALBERO CADRÀ DA SOLO” e poi anche di uno scritto di Maurizio Blondet dello stesso giorno “L’INTERNAZIONALE BAMBOCCIONI”.
Farò questo perché credo che le questioni economiche e politiche legate alla terza rivoluzione industriale vanno trattate insieme altrimenti non si riesce a comprendere il fenomeno in corso.
Massimo Fini prese le mosse del suo scritto per ricordarci che un candidato della sinistra socialista francese alle primarie presidenziali Arnaud Montebourg aveva proposto di AFFRONTARE LA GLOBALIZZAZIONE TORNANDO AL PROTEZIONISMO.
Ho già scritto in passato alcuni elogi del protezionismo, ma torno a dirvi che NON È UNA MEDICINA FORTE E CHE NON CURA TUTTO.
Il protezionismo andrebbe attuato nei settori strategici invece, quando va bene, ci ritroviamo a veder tutelati i potentati di turno. Leggi il resto di questo articolo »

I cervelli dei bambini e la televisione

I cervelli dei bambini e la televisione
25/03/2012
Di F. Allegri
Chi non si accorge che le televisioni influiscono sulle persone fin da bambine va compatito, ma non accettato!
E’ facile dire cosa sia la televisione in una società che adora il denaro da qualche decennio.
E’ il più potente dei tramiti con il dio: è il suo oracolo dannato.
Partendo da queste prime considerazioni forti inizierò a parlarvi del rapporto tra strani diritti e danni certi, più o meno gravi.
SI PARTE DALLA LIBERTA’ D’ESPRESSIONE IN TV.
In apparenza questa parrebbe essere l’espansione del diritto di parola delle democrazia in realtà abbiamo quattro degenerazioni possibili, l’informazione controllata, la disinformazione e il falso utile e soprattutto il falso valore del momento in diffusione. Leggi il resto di questo articolo »

Gestire la Morte di massa

La tomba da un milione di euro di I. Nappini

Il terzo libro delle tavole:
Gestire la Morte di massa
di I. Nappini
GESTIRE LA MORTE DI MASSA è una cosa difficile e non tutti possono esser d’accordo, ma chi ha il potere deve provare a gestire l’ingestibile o fatalmente perderà il potere con tutte le conseguenze del caso.
Se ripenso ai miei studi osservo che questo era il problema delle minoranze al potere a Firenze nel biennio finale della Grande Guerra.
Allora la “consorteria” al potere in quel di Firenze fra il 1917 e il 1918 cercò almeno di creare la sua immagine di morte in guerra e di trasformarla da MASSACRO IN SCALA INDUSTRIALE con le sue logiche di profitti industriali e di finanza legate alla guerra e al debito che produceva a qualcosa di comprensibile e accettabile: UN SACRIFICIO PER LA PATRIA E LA COLLETTIVITÀ.
In qualche misura riuscirono nel loro intento perché crearono riti, simboli ostentati, atti pubblici in collegamento fra loro, i quali pur avendo numerosi precedenti erano tuttavia frutto della Grande Guerra.
Le minoranze al potere RIUSCIRONO A FAR CONVIVERE PER DUE DECENNI LA MEMORIA DELLA MORTE DI MASSA CON I DETENTORI DEL POTERE TRASFIGURANDOLA, DISTORCENDONE IL SENSO E MITIZZANDOLA, E RIUSCIRONO A FARNE QUALCOSA DI QUOTIDIANO presente nella titolazione delle strade e delle piazze, nelle lapidi, nei monumenti, nei programmi scolastici, nell’immaginario collettivo. Leggi il resto di questo articolo »

CREARE IL PROPRIO MITO BELLICO

Caserma vuota di I. Nappini

Il terzo libro delle tavole
CREARE IL PROPRIO MITO BELLICO
Di I. Nappini
La storia si ripete?
Forse no e di sicuro identica mai, almeno il colore dei calzini di qualcuno cambia ogni tanto.
Ma il vizio di creare la memoria pubblica di un popolo o di una comunità è cosa comune e praticata da quanti si trovano in mano il potere politico in congiunzione con la repressione poliziesca e il controllo di gran parte dei mezzi d’informazione.
Ho passato più di dieci anni della mia vita a studiare il caso della Firenze del primo dopoguerra e ho potuto individuare qualche meccanismo di creazione di mito politico e di costruzione della memoria pubblica e di rimozione e disgregazione delle altrui ragioni o dei ricordi scomodi. Leggi il resto di questo articolo »

Consiglio Comunale n°20 23/11/2011 PUA
Consiglio Comunale n°21 28/11/2011
Parassiti: spot istituzionale
Conto alla rovescia
maggio: 2012
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