Articoli marcati con tag ‘professor Nappini’
Spezzare la Democrazia alla maniera degli svaporati
SI FA PRESTO A SPEZZARE L’IDEA DI DEMOCRAZIA
Spezzare la Democrazia alla maniera degli svaporati
28 Agosto 2011
Di Iacopo Nappini
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Da tempo mi sono chiesto se era il caso di scrivere intorno alle vicende di Tripoli e di questa nuova guerra di una parte della NATO contro quel che resta della Libia del Gheddafi.
In un certo senso questi momenti METTENDO IN DISCUSSIONE UNA FALSA IDENTITÀ ITALIANA SCHIACCIATA SU UN FINTO OCCIDENTE mi forzano a pensare al dopo, ma non al dopo dei libici.
Ecco che mi pongo delle semplici domande e le risposte sono facili da intuire.
Dov’è questo Occidente quando sono i nostri grandi interessi nazionali in gioco?
Chi è il suo capo, qual’è la sua lingua, come si chiama la sua religione?
Dove sono le sue leggi e la sua Costituzione?
Come si chiamano i suoi eroi e i suoi fondatori?
In base a quale diritto tale presunto Occidente decide o finge di decidere per miliardi di esseri umani che vivono in luoghi che evidentemente Occidente non sono?
E se esistono queste leggi sono esse universali o sono piuttosto la volontà di poteri politico-militari specifici, sono universali o ristrette ai desideri e alla volontà di minoranze di miliardari, banchieri e finanzieri che gestiscono i complessi militar-industriali delle principali potenze con diritto di veto all’ONU? Leggi il resto di questo articolo »
DIALOGO SUL PRECARIATO
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
La Recita a Soggetto: (16° episodio)
DIALOGO SUL PRECARIATO
Del Prof. I. Nappini
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Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo Pisani si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco preoccupati da uno strano annuncio. I due dopo anni si parlano di persona.
MARCO: Certo, antropofagi. Ma dimmi caro fratello che cerchi facili scuse e ripari nascondendoti dietro la malvagità umana: NON È FORSE VERO CHE AL CANNIBALE PIACE ESSER TALE? Certo che è vero, è così; e il nostro essere cannibali in una società competitiva è accettare di esser messi l’uno contro l’altro sapendo che in fondo ci piace vivere d’odio, di rabbia e di livore. L’essere umano è una massa informe di cattiveria e malvagità e si riproduce giusto per quel poco di animalità che rimane in lui, dove non l’amore dei romanzi e del cinema ma le pulsioni bestiali e ormonali garantiscono la continuità della vita. Ciò che è razionale spinge a fare analisi, a calcolare, a vedere il passivo e l’attivo a farsi computer e quindi a odiare la vita che è breve e meschina. TROPPO GRANDE È LA BRAMA UMANA PER RIEMPIRLA CON SUCCESSI, DENARI, SEGNI ESTERIORI DEL POTERE, GLORIA PERSONALE DA CONQUISTARSI ROVINANDO ALTRI PERLOPIÙ IGNOTI. La chimica e la bestialità più elementare è la vita della vita, il meglio che è in noi ci spinge alla conquista del potere e dell’affermazione di se stessi a scapito di tutto il mondo, perfino dell’universo se necessario. Leggi il resto di questo articolo »
DIALOGO SULLA MISERIA UMANA E SULLA GUERRA
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
La Recita a Soggetto (15° episodio)
DIALOGO SULLA MISERIA UMANA E SULLA GUERRA
Del Professor I. Nappini
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Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo Pisani si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco preoccupati da uno strano annuncio. I due dopo anni si parlano di persona.
FRANCESCO: Certo che i casi della vita sono strani, ero venuto qui per far la POSTA al nipote e mi trovo a ragionare con un esperto e con mio fratello sui MASSIMI SISTEMI. Maledizione come passa il tempo e quanto è balorda la vita. Mi pare ieri e son passati almeno quindici anni da quando andavo a giro da queste parti e mi fermavo al banco ambulante del rivenditore di piadine e panini sotto il cavalcavia, cavolo. Andavo a ballare allora. Modestamente avevo un certo seguito. Che notti con i miei amici balordi, ballare, bere, i locali; con poco credevo di essere un grande e ora eccomi qui. Contemplo la miseria di una vita spesa almeno per metà. Ma una cosa voglio chiedere al nostro ospite: CHI È FELICE OGGI? Leggi il resto di questo articolo »
La recita a soggetto (14° episodio) L’OMBRA DEL POTERE
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
La recita a soggetto (14° episodio)
L’OMBRA DEL POTERE
Del professor I. Nappini
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Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo Pisani si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco Pisani preoccupati da uno strano annuncio. I due dopo anni si parlano di persona.
FRA I TRE SEGUE UNA PAUSA DI SILENZIO, ORA SONO SUL DIVANO SEDUTI, SORSEGGIANO IL WHISKY GIAPPONESE, MUOVONO LENTAMENTE LE MANI CON PICCOLI GESTI COME PER ALLONTANARE PENSIERI FASTIDIOSI E RICORDI.
FRANCESCO: Certo che è strano, uno arriva e chiede della nostra vita. Sì avete ragione. Cosa dire parlerò per me e per mio fratello. Chi siamo gente che ci ha creduto sul serio. DUE CHE DOPO IL 1989 CON LA FINE DEL COMUNISMO HANNO PENSATO CHE IL CAPITALISMO FOSSE LA SOLUZIONE, CHE QUESTI AMERICANI FOSSERO IL MEGLIO, CHE LE GUERRE UMANITARIE E PETROLIFERE FOSSERO NECESSARIE PER IL BENESSERE, E LA GLOBALIZZAZIONE ANCHE. Alla fine cosa siamo diventati se non gente che ha aiutato gli speculatori nostrani e forestieri a portar le aziende sane fuori dall’Italia, a mettere le peggio produzioni in Asia, nei paesi ex comunisti, dove la miseria era tanta e la delinquenza pure. SIAMO DUE FRATELLI INFELICI NON PER EVENTUALE MALE FATTO MA PERCHÉ NON CI HA RESO UN CAZZO! Sfondi, apri, carichi, porti, sballi, infili nei capannoni dall’altra parte dell’Europa piccole aziende sane. Poi rovini quartieri, paesi, città e poi… Una mancia, qualche Bonus da spendere in escort e ubriacature, la macchina di lusso della ditta, l’ufficio e poi… cambiano i soci, quelli sopra di te vendono la quota azionaria, arriva il figlio di qualche notaio o di qualche raccomandato di ferro e sei fuori a giocarti tutto come prima, torni zero da zero che eri partito. E poi sei zero fino al giorno nel quale rifai tutto dall’inizio. Ecco questa è la storia, ma qualcosa rimane; ho esperienza del mondo e queste dita hanno la colla magica del buon italiano e qualcosa rimane sempre attaccata, ma chi è davvero sopra fa i miliardi sulla pelle di tanta gente e anche su di me.
IL VISITATORE BUTTA GIÙ TUTTO IL WHISKY GIAPPONESE. SI RILASSA. Leggi il resto di questo articolo »
IL BELPAESE E LA SCUOLA
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA
Di I. Nappini
Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere.
Tuttavia in questi ultime settimane di scuola s’intravede qualcosa.
La politica sembra di nuovo interessarsi a ridosso delle elezioni delle vicende scolastiche d’Italia, forse per mandare segnali ad un certo tipo di elettorato sensibile alle questioni della pubblica istruzione per motivi personali, di lavoro o di famiglia.
Già, la tempistica con cui si torna a ragionare di scuola è sospetta, fra l’altro non mi pare che nel discorso politico si ragioni con la necessaria cura del precariato presente nel sistema della pubblica istruzione; come al solito il discorso politico è caduto su questioni ideologiche e di principio piuttosto surreali. Leggi il resto di questo articolo »
IL BELPAESE E LA SCUOLA DIALOGO FRA UN PROFESSORE DI FILOSOFIA E UN RAPPRESENTANTE
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA
DIALOGO FRA UN PROFESSORE DI FILOSOFIA E UN RAPPRESENTANTE
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Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere.
Così fra il serio e lo scherzoso presento un dialogo immaginario fra il professor Paolo insegnate di filosofia e un rappresentante di una Casa Editrice tal Mario Rossi che in sala professori si è piazzato per illustrare ai docenti le novità librarie.
MARIO ROSSI: Mi perdoni professore sono Rossi, il rappresentante della Casa Editrice…o ma la disturbo, mi scusi…
PROFESSOR PAOLO: No…Scusi lei mi ero fermato a riflettere. Non l’avevo vista…
MARIO ROSSI: Filosofo? Sa…perdoni se mi permetto ma è l’abitudine.
PROFESSOR PAOLO: Certo da dieci anni insegno la nobilissima materia in questo Liceo. Non so come aiutarla perché ho fatto domanda di trasferimento.
MARIO ROSSI: E per i libri di testo caro professor Paolo, mi permetto di entrare in confidenza, ma cosa ha fra le mani… pare una cartina geografica. Lei forse insegna geografia? Leggi il resto di questo articolo »
LE NUOVE GEOPOLITICHE DEL CIBO
LE NUOVE GEOPOLITICHE DEL CIBO
www.earth-policy.org/press_room/C68
Di Lester R. Brown
Earth Policy Release
26 Aprile 2011
Nel numero di Maggio/Giugno di Foreign Policy, Lester Brown scrive sulle geopolitiche emergenti della scarsità di cibo e l’articolo si caratterizza per il suo soggetto speciale sui temi del cibo. Ecco un estratto dell’articolo
In USA, quando i prezzi mondiali del grano aumentano del 75%, come hanno fatto durante lo scorso anno, forse ciò significa la differenza di costo tra $2 e 2,10 per pagnotta di pane.
Se, tuttavia, vivi a New Delhi, quei costi elevati contano davvero: Un raddoppio nel prezzo mondiale del grano lì significa che il grano che portate a casa dal mercato per macinarlo a mano in farina per chapatis costa almeno il doppio.
E lo stesso è vero per il riso. Leggi il resto di questo articolo »
Il Fascista Immaginario (17° puntata) I miti morti
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
Il Fascista Immaginario (17° puntata)
I miti morti
Del Professor I. Nappini
Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’estate del 2003.
SERGIO: La luce di queste mie candele è simbolica, UNISCE IL RICORDO ALLA TRADIZIONE. O forse dovrei dire che è un tentativo disperato di non farsi divorare dai mostri veri della nostra contemporaneità che sono i centri commerciali, la televisione spettacolo, la politica da mercenari un tanto al chilo, le risse televisive, il calcio dato alla plebaglia che vota al posto dei ludi gladiatori di Nerone e degli altri Cesari sanguinari.
LAZZARO: Guarda che quanto a sangue e massacri il Duce e i suoi amici non scherzavano e a tanti post-fascisti piace questo sistema. Ci vivono bene. Credi di resuscitare il tempo morto. Ti capisco. Ma è inutile. Sembri come certi anarchici che sulle mura scrostate delle caserme dismesse ormai bocconcini per gli speculatori edilizi che ne faranno capannoni, case, uffici si ostinano a scrivere come se niente fosse: “Diserta, Sissignore”. APPELLI ALLA RIVOLUZIONE E ALLA DISERZIONE RIVOLTI A UN ESERCITO INESISTENTE, A BATTAGLIONI DI SOLDATI DI LEVA DISSOLTI NELLE NEBBIE DEL TEMPO, PROVOCAZIONE VERSO UN POTERE MORTO CHE OGGI È ALTRO ED È ALTROVE. Sei un romantico malato, un visionario che si è perso nelle sue congetture, uno che vive sui ricordi malati e attraverso essi. NON SONO I MORTI O LE RIVOLUZIONI INESISTENTI O SOGNATE che hanno il potere di mutare la storia. Leggi il resto di questo articolo »
La recita a soggetto (9° episodio) Impero e ciarlatani
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
La recita a soggetto (9° episodio)
Impero e ciarlatani
Del professor I. Nappini
Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo Pisani si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco Pisani preoccupati da uno strano annuncio. I due dopo anni si parlano di persona.
I DUE GUARDANO DALLA FINESTRA E RAGIONANO INTORNO ALLA CITTÀ, INTANTO MARCO SFOGLIA UN GIORNALE.
MARCO: Non accetto questo tuo modo crudele di descrivere le vicende di famiglia. Come posso farti capire. A ecco. Lì ci sono dei giornali a disposizione. Questo è fresco. Ora lo sfoglio e ti faccio vedere. Accidenti è il “Fatto”!
FRANCESCO: Sì. E allora. Hai paura dei due fogli messi assieme da chi ha ancora la forza di provar a scrivere in questo Belpaese due frasi oneste. DAI SFOGLIA. Provami che ho torto, che non c’è colpa e responsabilità, che tutto è perfetto perché meccanico, assoluto, puro nel suo crescere e distruggere, nel suo dare e togliere, nel suo vivere e morire. Leggi il resto di questo articolo »
La recita a soggetto (ottavo episodio) Il conto
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
La recita a soggetto (ottavo episodio)
Il conto
Del Professor I. Nappini
Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo Pisani si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco Pisani preoccupati da uno strano annuncio. I due dopo anni si parlano di persona.
MARCO: Non so cosa pensare, i tuoi discorsi mi confondono. Mi disturbano, CON UNA FRASE CONDANNI, CON QUELLA SUCCESSIVA AMMETTI CHE NON SI PUÒ CAMBIARE, E ALLA FINE TI ASSOLVI come ad allargare le braccia in un gesto di sconforto e rassegnazione. Ci siamo venduti… E allora! E’ il sistema. Sono io il sistema, sei tu il sistema, siamo tutti il sistema o forse nessuno è il sistema. O forse il sistema del capitalismo trionfante È IN NOI perché è la forma stessa di questa esistenza globalizzata e industrializzata. Se è tutti e nessuno allora, proprio per questo, ciò che ci capita è giustificato, puro, assoluto. Le numerose malattie dovute alla cattiva alimentazione piena di conservanti e di alimenti di dubbia qualità, le malattie polmonari dovute alle polveri del traffico e delle industrie e alle sigarette, le turbe mentali e le paranoie scatenate da relazioni familiari logorate e da impieghi alienanti dove si pratica una concorrenza interna per scavalcare le posizioni interne all’azienda sono razionali e giustificate. SONO RELAZIONI, ATTI MECCANICI, FISICI COME LA CADUTA AL SUOLO DI UN SASSO CADUTO DA UNA TORRE. Leggi il resto di questo articolo »

