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IL BELPAESE, IL POTERE, E LA SCUOLA
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE, IL POTERE, E LA SCUOLA
Del Prof. I. Nappini
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Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere.
Se allargo la mia visione del problema cercando di capirlo nel contesto osservo CHE SI COLLEGA MAGNIFICAMENTE ALL’INCAPACITÀ DELLE MINORANZE AL POTERE DI PENSARE IL FUTURO DI TUTTI; banchieri, alti burocrati, industriali, personaggi dello spettacolo, politici, boss della criminalità organizzata, faccendieri, comandanti militari e dei servizi segreti tutte queste categorie umane fanno parte delle MINORANZE AL POTERE ed esse non ragionano più in là di uno o due anni nei sistemi ad economia capitalista.
Dove il capitalismo si sposa con un regime totalitario o dispotico è possibile che le minoranze al potere arrivino a calcolare e a pensare nei termini di cinque o addirittura dieci anni, ma questo non è dovuto a una maggior efficacia del sistema politico ma al fatto che un simile sistema politico deve tener in minor conto le pretese della popolazione in merito alle libertà individuali e al benessere e può governare senza dar libero sfogo ai diversi interessi in contrasto nella società.
Una assunzione di politiche determinate e lungimiranti sulla scuola prevede il pensare la società non fra uno o due anni, o fra qualche settimana come è in Italia, MA ALLARGARE LA VISIONE A UN DECENNIO ALMENO E METTERE IN CONTO CHE NON ESISTONO SOLO I DIRITTI DEI FINANZIERI INTERNAZIONALI, DELLE BANCHE CENTRALI, DEI GRANDI MEDIATORI E FACCENDIERI, DEI POLITICI DI PROFESSIONE; al contrario proprio in un regime di libertà è importante ASSOCIARE ALLE LIBERTÀ INDIVIDUALI PREVISTE UN PERCORSO DI FORMAZIONE E ISTRUZIONE DI CARATTERE PUBBLICO VOLTO A TRASFORMARE I SINGOLI IN CITTADINI RESPONSABILI VERSO SE STESSI E GLI ALTRI E NON IN PLEBI ELETTORALI disposte a fare e disfare a seconda della mancia o del piccolo privilegio che riescono a scroccare da un sistema politico prontissimo a corrompersi e a decomporsi.
PER QUESTO LA SCUOLA SANA E FORMATIVA DISPIACE ALLE MINORANZE AL POTERE IN ITALIA, può essere davvero utile a quei milioni di umani che vorrebbero uscire dal labirinto delle allucinazioni e delle false credenze creato ad arte dai maghi della comunicazione pubblicitaria e dagli stregoni delle ideologie per trovare la propria visione del mondo umano.
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Scritto il 2 ottobre 2010
Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
IL BELPAESE E LA SCUOLA
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA
13/09/2010
Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere.
Onestà intellettuale vuole che si ragioni anche sul fatto che la scuola pubblica non è una cosa importante neanche per la maggior parte degli italiani che in massa hanno votato per partiti politici di chiaro orientamento neoliberale: PDL e Lega Nord. Leggi il resto di questo articolo »
Le tavole delle colpe di Madduwatta – Le paure nascoste e l’Italia scomparsa
Le tavole delle colpe di Madduwatta
Le paure nascoste e l’Italia scomparsa
10/09/2010
Di I. Nappini
Le nostre genti difformi cercano di nascondere le loro paure più imbarazzanti.
Per certo gli abitanti del Belpaese non amano riconoscere le loro debolezze e cercano capri espiatori, vittime sacrificali, colpevoli di cartapesta facili da punire e da calunniare.
Secoli fa per placare le paure si bruciarono in effige eretici e stregoni veri o presunti tali e qualche volta si passava alla vie di fatto con vittime in carne e ossa.
Il povero Frate e Filosofo Giordano Bruno arso vivo nel 1600 a Roma ne è un certissimo esempio: fu la vittima delle paure delle e delle superstizioni delle gerarchie ecclesiastiche di allora.
Esse erano terrorizzate davanti alle novità del pensiero e della speculazione scientifico-filosofica sull’Universo che di lì a qualche decennio avrebbe travolto due millenni di saperi fasulli.
Oggi milioni d’Italiani di una certa età non capiscono più il loro paese, talvolta la loro città o il loro quartiere perché le trasformazioni sono state veloci e lesive al massimo grado di un piccolo mondo antico che era il “quieto vivere” della Prima Repubblica.
Oggi c’è un mondo umano completamente altro e diverso formato anche da un 7% di italiani di recente immigrazione, la cui popolazione è in crescita, che pone problemi enormi perché si portano dietro una cultura propria e ragioni diverse e profonde.
Dimostra la profondità e il peso di questo cambiamento un libro che racconta l’Italia di oggi attraverso gli occhi di un maestro delle elementari che ha raccolto alcune impressioni dei suoi allievi di recente immigrazione o se si vuole “stranieri”.
Si tratta del volume di Giuseppe Caliceti “ITALIANI PER ESEMPIO, L’ITALIA VISTA DAI BAMBINI IMMIGRATI”che riporta il punto di vista dei bambini il quale è impietoso perché scava nell’evidenza dei fatti con la sorpresa e il gusto della scoperta tipico di chi ha meno di dieci anni.
I padroncini d’Italia e gli imprenditori con i commercialisti esperti in società estere volevano una massa di disoccupati flessibili e disposti a far a meno di sindacati e partiti di sinistra, possibilmente senza memoria culturale delle vicende politiche e sociali del Belpaese e i migranti sono stati la manna venuta dal cielo, come un dono divino.
A CHI GIOVA LA DISINTEGRAZIONE DELLA VECCHIA ITALIA E DEL SUO PICCOLO MONDO ANTICO?
Per quel che mi riguarda la risposta è semplice: ai ricchi culturalmente apolidi che trovano l’occasione per contrastare i sindacati, spezzare le forze di sinistra, creare un loro mondo del lavoro con le loro regole e con la disponibilità di una manodopera straniera su cui pende la minaccia del licenziamento e del rimpatrio forzato.
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Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
La scuola all’Isolotto
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
I miei viaggi di ieri, oggi, domani
04/09/2010
Del prof. I. Nappini
Scrivo per i miei venticinque lettori sulle impressioni del brevissimo ritorno nel quartiere della mia infanzia, è strano che parli di un viaggio di questo tipo per aprire questi miei scritti, ma così è.
Scriverò di un viaggio di circa mezz’ora nel quale ho rivisto vecchie strade, la mia scuola elementare, la vecchia biblioteca del quartiere ormai dismessa, la casa dei miei nonni e la prima casa dei miei genitori (allora in affitto).
L’occasione di questo viaggio nella nostalgia è data da un ricordo e dalla grande amarezza di questi giorni di settembre 2010 nei quali si consuma l’ennesima indecorosa vicenda dei precari della scuola senza lavoro o con poche possibilità quest’anno di trovare la loro cattedra o il contratto a tempo indeterminato. Leggi il resto di questo articolo »
La scuola tartassata: riflessioni a bocce ferme sull’ascensore bloccato!
La scuola tartassata: riflessioni a bocce ferme sull’ascensore bloccato!
13/07/2010
Di F. Allegri
La scorsa settimana abbiamo diffuso una lettera aperta di critica al ministro della pubblica istruzione e dell’università Gelmini. Tali scritto ha avuto un successo maggiore rispetto alla media degli altri scritti e questo risultato mi ha convinto che di problemi scolastici si può parlare anche a luglio.
Del resto la lettera stessa richiedeva un chiarimento e una specificazione. Il chiarimento deriva dal fatto che in tale scritto si chiedeva quali fossero le competenze della ministra che l’avevano condotta al suo delicato incarico. C’è una caratteristica che si può ipotizzare: si tratta di un soggetto esterno al mondo della scuola adatto a fare i tagli senza dialogare con le parti interessate.
Io penso che la signora sia stata scelta per fare i tagli e che lei abbia accettato quel compito in cambio del prestigio politico e sociale che deriva per un giovane avvocato dalla carica di ministro della repubblica. Leggi il resto di questo articolo »
