Articoli marcati con tag ‘sanità usa’

Dalla Carità alla Giustizia

Nell’Interesse Pubblico
Dalla Carità alla Giustizia
06/05/2011
Di Ralph Nader
Nella sera del 4 maggio, il giorno prima che lui si unisse a dozzine di miliardari riuniti da W. Buffett e B. Gates a Phooenix, Arizona per discutere di come potrebbero spendere più di metà della loro ricchezza per “lavori buoni”, l’imprenditore dei media, l’avvocato della pace e l’ambientalista; T. Turner si unì a un altro miliardario Peter B. Lewis (presidente di Progressive Insurance) e a me alla New York Public Library per discutere un soggetto simile.
C-SPAN coprì l’evento.
L’evento era titolato: Miliardari contro Speculatori, Passare dalla Carità alla Giustizia”. Leggi il resto di questo articolo »

Spogliare l’America in modo non patriottico

Nell’Interesse Pubblico
Spogliare l’America in modo non patriottico
Di Ralph Nader
22/04/2011
E’ l’ora di applicare lo standard del patriottismo alle corporations multinazionali USA e di chiedere che garantiscano fedeltà agli Stati Uniti e “alla Repubblica con la quale è garantita … libertà e giustizia per tutti”.
Questo 4 di luglio 2011, sarebbe un giorno buono per gli americani per chiedere tale impegno societario.
Nate e regolate in USA, queste corporations raggiunsero le loro enormi dimensioni grazie ai lavoratori americani e ai vasti contributi sussidiati per sviluppo e ricerca dei tassati. Leggi il resto di questo articolo »

Considerare i Progressisti come ovvi

Nell’Interesse Pubblico
Considerare i Progressisti come ovvi
Di Ralph Nader
12/04/2011
Quando i liberali e i progressisti non hanno dove andare, Il nuovo Governatore Democratico di New York Andrew Cuomo può muovere verso la destra delle multinazionali lo spettro politico con impunità.
Brandendo un deficit statale ereditato di $10 miliardi, Cuomo ha guadagnato la descrizione seguente nell’edizione del 7 Aprile del The New York Times:
“Si è scontrato con le unioni che crede abbiano aiutato a guidare lo stato verso la bancarotta. E’ stato lodato da conservatori importanti come Sarah Palin e Rudolph W. Giuliani. E ha preso migliaia di dollari di finanziamenti elettorali dal miliardario di New York David H. Kock che con la sua famiglia ha aiutato anche a finanziare il movimento dei Tea Party….” Leggi il resto di questo articolo »

La svendita dei diritti dei bambini danneggiati

Nell’interesse Pubblico
La svendita dei diritti dei bambini danneggiati
Di Ralph Nader
04/03/2011
Il Governatore di New York, Andrew Cuomo sarà giudicato duramente dalla storia se lui non muterà la sua posizione di sostegno al limite dei diritti legali dei bambini danneggiati al cervello.
Immaginate un tetto vitale di $250.000 sulla pena, la sofferenza e le famiglie che devono sopportare una lotta onerosa e umiliante per ottenere che le spese mediche siano pagate in conseguenza di un contratto assicurativo.
Il governatore Cuomo si nasconde dietro le raccomandazione del suo Medicaid Redesign Team che riceve più di uno spruzzo dai lobbisti dell’ospedale e dell’industria, e che trova il sotterfugio per questa proposta senza cuore. Leggi il resto di questo articolo »

Come l’America Corporativa Ci Spinge Tutti Giù Da un Dirupo … una lettera di Michael Moore

Come l’America Corporativa Ci Spinge Tutti Giù Da un Dirupo …
una lettera di Michael Moore
19 Novembre 2010
Amici,
Quando qualcuno parla di spingervi giù da un dirupo, è proprio della natura umana l’essere curioso su di lui.
Chi sono queste persone, voi vi meraviglierete, e perché vogliono fare una cosa simile?
Ciò è quello che pensavo quando il dirigente multinazionale W. Potter rivelò che, quando “Sicko” era in distribuzione nel 2007, la APCO Worldwide, l’impresa PR dell’industria assicurativa sanitaria, discusse il suo Piano B: “Il Gettare Michael Moore da un dirupo”.
Ma dopo averci guardato dentro, tutto finisce, non è nulla di personale!
La APCO vuole gettare tutti giù da un dirupo!
La APCO fu creata nel 1984 come controllata di Arnold & Porter di Washington, D. C. — meglio nota per la lunga rappresentanza del gigantesco conglomerato del tabacco Philip Morris.
La APCO creò organizzazioni “di base” false nel paese per eseguire gli ordini del Grande Tabacco.
Tutto ad un tratto, “Americani normali, di ogni giorno, in – nessun – modo – usati – da – Philip Morris” si mobilitarono dappertutto.
E risultò che essi furono oltraggiati — oltraggiati! — proprio esattamente le cose che i clienti di APCO odiavano (come quando il governo dice cosa fare alle imprese del tabacco).
In particolare, esse erano “furiose” che la gente regolare avesse il diritto di fare causa alle grandi imprese … voi lo sapete, come Philip Morris.
(Per i dettagli, vedi il rapporto del 2000 “The CALA Files” (PDF) dei miei amici e colleghi Carl Deal e Joanne Doroshow.)
Giusto ora voi potreste essere meravigliati: Quanti Americani vengono gettati giù da un dirupo da Big Tobacco ogni anno?
La risposta è 443.000 Americani muoiono ogni anno a causa del fumo.
Quello è un grande dirupo.
Grazie a tale successo, la APCO creò “The Advancement of Sound Science Coalition”. La TASSC, finanziata pure da Exxon, ebbe un ruolo guida in una campagna pianificata dalla lobby del carburante fossile per creare un dubbio sul riscaldamento globale.
Il problema di Big Oil per parlare contro il riscaldamento globale (per i documenti fuggiti alla campagna) era che il pubblico potesse vedere “l’interesse acquisito” che i petrolieri avevano ad opporsi alle leggi ambientali.
Il lavoro di APCO era di aiutare a nascondere quegli interessi dell’impresa petrolifera.
E ragazzo, essi ebbero sempre successo.
Ora i sondaggi mostrano che, mentre il mondo diviene più caldo, gli Americani sono meno preoccupati di esso.
Quanto è grande questo dirupo particolare?
Secondo la World Health Organization, il cambiamento climatico contribuisce — proprio ora — alla morte di 150.000 persone ogni anno.
Entro il 2030 potrebbero raddoppiare.
E dopo tutto … bene, il cielo è letteralmente il limite!
Io non penso che sia folle dire che APCO potrebbe strangolare dei numeri persino più grandi qui di quanto esso fa con il tabacco.
Con tale serie di record, potete capire perché, quando l’industria assicurativa sanitaria volle presentarsi dopo “Sicko”, andò dritta da APCO.
Il “caso peggiore”, come dicono i loro documenti trapelati, era che “Sicko evolvesse in un movimento populista sostenuto”.
In pratica si doveva evitare che accadesse.
Ovviamente qualcosa doveva essere fatta.
Come spiega Wendell Potter: APCO azionò il suo campionario standard, creando un qualcosa chiamato “Health Care America”.
Health Care America, per Potter, “Fu ricevuta dai reporter principali, pure il New York Times, come un’organizzazione legittima quando era solo un gruppo di facciata creato da APCO Worldwide. Essa non era nulla di vicino a ciò che dichiarava di essere: ‘un’organizzazione di base’. Era una finzione di gruppo”.
Health Care America si mostrò online nel 2007 (l’anno in cui “Sicko” fu distribuito) e scomparve velocemente all’inizio del 2008.
Potete trovare il loro sito web archiviato.
Come vedrete, il loro “forum moderato” permetteva agli Americani normali, di ogni giorno, non legati dall’industria assicurativa di parlare. Per esempio, ecco qualcosa che Nicole accusò con molta durezza:
Moore non dovrebbe poter chiamare il suo film ‘un documentario’. Andrebbe detto commercio politico. Dobbiamo fissare il nostro sistema di tutela sanitario, ma non dovremmo accettare le visioni politiche del regista di Hollywood come punto di partenza”.
Ecco cosa Wendell Potter rivelò sulla strategia mediatica dell’industria assicurativa:
“Mentre noi addestreremo i media, dovremmo sempre avere qualcuno che si riferisce a lui come ‘l’intrattenitore di Hollywood” o ‘il regista di Hollywood Michael Moore’. Essi non vogliono che voi pensiate che esso era un documentario che diceva qualche verità”.
Grazie per la sua prospettiva, “Nicole”!
Ora, quanto era grande QUEL dirupo?
Una taglia abbastanza grande — secondo uno studio recente, 45.000 Americani muoiono ogni anno perché non hanno l’assicurazione sanitaria.
E qui noi siamo nel 2010.
Un’impresa PR minore si riposerebbe sui suoi allori a questo punto, contenta di sedere dietro e di vedere centinaia di migliaia di persone che vengono gettate giù dai vari dirupi che ha creato.
Ma non APCO!
Proprio ora esso si impegna nella sua sfida più grande: guidare uno sforzo gigante da molti milioni di dollari per aiutare Wall Street a “riguadagnare la fiducia della gente Americana”.
Noi non potremo mai sapere la misura di questo particolare dirupo.
Ma possiamo essere certi che è gigantesco.
Secondo il New York Times, una delle cose che la recessione di Wall Street ci ha dato è “la mutilazione del programma governativo che fornisce medicine anti retro-virali salva vita agli Americani con H.I.V. o AIDS che non possono comprarle”.
Le organizzazioni che combattono l’AIDS e altre malattie a livello internazionale sono “molto dispiaciute” delle riduzioni nei fondi.
Certo ci sono i 101 modi delle recessioni per uccidere con tranquillità.
Ad esempio, gli ospedali dell’infanzia vedono la crescita del 55% di abusi dei genitori sui bimbi.
E quello è il dirupo precedente.
Se la APCO e i suoi cospiratori di Wall Street ci culleranno per farci girare ancora le spalle a loro, si può essere certi che il prossimo dirupo — il prossimo crollo — sarà molto più grande.
Tuttavia, questo è per me il modo più giusto per dire ad APCO: Nessuna opinione penosa!
Il mio diventare matto per voi sarebbe come un pollo che sta ancora felicemente beccando per diventare matto da McDonald’s.
In confronto ai milioni che voi avete già trasformato in McNuggets, voi mi avete già trattato molto, molto MEGLIO!
Spiando la mia famiglia, seminando calunnie e bugie su di me, spingendo in privato i critici a dare al film un giudizio povero, spaventando gli Americani facendogli credere che avrebbero commesso quasi un tradimento se fossero andati al teatro a vedere il mio movie — hey, sì ben fatto imprese assicurative sanitarie di America.
E, più importante, evitaste al paese la conquista di un vero sistema sanitario universale.
Buon lavoro!
C’è solo un problema — Io non sono uno di quei “liberali”che voi finanziate al Congresso, uno che ha paura del vostro potere.
Io sono me.
E questo, tristemente, non è buono per voi.
Il vostro in buona salute,
Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com
P. S. Mi sembra che la discussione di APCO di spingermi giù da un dirupo potrebbe far parte legittimamente della loro pagina su Wikipedia.
E perché non fare qualcosa per il loro ruolo nella nuova offensiva come PR di Wall Street?
Perciò chiedo a tutti gli interessati di scrivere qualcosa su quei ritrovi sulle linee guida di Wikipedia e di aiutare a portare APCO Worldwide alla registrazione di tale dato.
Posta ciò ovunque online e manda un cinguettio su quello a @mmflint.
Assegnerò una copia firmata di “Sicko” entro la mezzanotte di Domenica alla miglior entrata … e poi postatelo su Wikipedia per accertarsi che i beniamini di APCO non lo tolgano.
Proprio per essere sicuri in futuro di non camminare vino a nessun dirupo!
P.P.S. Il vecchio e grande commediografo Bill Hicks ebbe qualche pensiero sul marketing e la gente che lo fa.
———-
Tradotto da F. Allegri il 25/04/2011. Franco Allegri coordina l’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Su Facebook è Futuro Ieri.

TESTO IN INGLESE
How Corporate America Is Pushing Us All Off a Cliff …
a letter from Michael Moore
November 19th, 2010
Friends,
When someone talks about pushing you off a cliff, it’s just human nature to be curious about them.
Who are these people, you wonder, and why would they want to do such a thing?
That’s what I was thinking when corporate whistleblower Wendell Potter revealed that, when “Sicko” was being released in 2007, the health insurance industry’s PR firm, APCO Worldwide, discussed their Plan B: “Pushing Michael Moore off a cliff”.
But after looking into it, it turns out, it’s nothing personal!
APCO wants to push everyone off a cliff.
APCO was hatched in 1984 as a subsidiary of the Washington, D.C. law firm Arnold & Porter — best known for its years of representing the giant tobacco conglomerate Philip Morris.
APCO set up fake “grassroots” organizations around the country to do the bidding of Big Tobacco.
All of a sudden, “normal, everyday, in-no-way-employed-by-Philip Morris Americans” were popping up everywhere.
And it turned out they were outraged — outraged! — by exactly the things APCO’s clients hated (such as, the government telling tobacco companies what to do).
In particular, they were “furious” that regular people had the right to sue big corporations … you know, like Philip Morris.
(For details, see the 2000 report “The CALA Files” (PDF) by my friends and colleagues Carl Deal and Joanne Doroshow.)
Right about now you may be wondering: how many Americans get pushed off a cliff by Big Tobacco every year?
The answer is 443,000 Americans die every year due to smoking.
That’s a big cliff.
With this success under their belts, APCO created “The Advancement of Sound Science Coalition”. TASSC, funded partly by Exxon, had a leading role in a planned campaign by the fossil fuel industry to create doubt about global warming.
The problem for Big Oil speaking out against global warming, according to the campaign’s own leaked documents, was that the public could see the “vested interest” that oil companies had in opposing environmental laws.
APCO’s job was to help conceal those oil company interests.
And boy, have they ever succeeded.
Polls now show that, as the world gets hotter, Americans are getting less and less worried about it.
How big is this particular cliff?
According to the World Health Organization, climate change contributes — right now — to the deaths of 150,000 people every year.
By 2030 it may be double that.
And after that… well, the sky is literally the limit!
I don’t think it’s crazy to say APCO may rack up even bigger numbers here than they have with tobacco.
With this track record, you can see why, when the health insurance industry wanted to come after “Sicko”, they went straight to APCO.
The “worst case”, as their leaked documents say, was that “Sicko evolves into a sustained populist movement”.
That simply could not be allowed to happen.
Something obviously had to be done.
As Wendell Potter explains, APCO ran their standard playbook, setting up something called “Health Care America”.
Health Care America, according to Potter, “was received by mainstream reporters, including the New York Times, as a legitimate organization when it was nothing but a front group set up by APCO Worldwide. It was not anything approaching what it was reporting to be: a ‘grassroots organization’. It was a sham group”.
Health Care America showed up online in 2007 (the year “Sicko” was released) and disappeared quickly by early 2008.
You can still find their website archived here.
As you’ll see, their “moderated forum” allowed normal, everyday, in-no-way-employed-by-the-insurance-industry Americans to speak out. For instance, here’s something Nicole felt very strongly about:
“Moore shouldn’t be allowed to call his film a ‘documentary’. It should be called a political commercial. We need to fix our health care system, but we shouldn’t accept a Hollywood moviemaker’s political views as the starting point”.
Here’s what Wendell Potter revealed about the insurance industry’s media strategy:
“As we would do the media training, we would always have someone refer to him as ‘Hollywood entertainer’ or ‘Hollywood moviemaker Michael Moore’. They don’t want you to think that it was a documentary that had some truth”.
Thanks for your perspective, “Nicole”!
Now, how big was THAT cliff?
A pretty good size — according to a recent study, 45,000 Americans die every year because they don’t have health insurance.
And here we are in 2010.
A lesser PR firm might be resting on its laurels at this point, content to sit back and watch hundreds of thousands of people continue to be pushed off the various cliffs they’ve built.
But not APCO!
Right now they’ve taken on their biggest challenge yet: leading a giant, multi-million dollar effort to help Wall Street “earn back the trust of the American people”.
We may never know the size of this particular cliff.
But we can be sure it’s gigantic.
According to the New York Times, one of the things Wall Street’s recession gave us is “the crippling of the government program that provides life-sustaining antiretroviral drugs to Americans with H.I.V. or AIDS who cannot afford them”.
Internationally, organizations fighting AIDS and other diseases are “hugely afraid” of cutbacks in funding.
Of course, there are the 101 ways recessions kill quietly.
For instance, children’s hospitals are seeing a sharp 55% rise in the abuse of babies by parents.
And that’s just the previous cliff.
If APCO and its Wall Street co-conspirators lull us into turning our backs on them again, we can be sure the next cliff — the next crash — will be much bigger.
Anyway, this is all just a way for me to say to APCO: No hard feelings!
My getting mad at you would be like a chicken who’s still happily pecking away getting mad at McDonald’s.
Compared to the millions you’ve already turned into McNuggets, you’ve actually treated me much, much BETTER!
Spying on my family, planting smears and lies about me, privately badgering movie critics to give the film a poor review, scaring Americans into believing they’d be committing a near-act of treason were they to go to the theater and see my movie — hey, ya done good, health insurance companies of America.
And, most important, you stopped the nation from getting true universal health care.
Good job!
There’s only one problem — I’m not one of those “liberals” you fund in Congress, the ones who fear your power.
I’m me.
And that, sadly, is not good for you.
Yours in good health,
Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com
P.S. It seems to me that APCO’s discussion of pushing me off a cliff should legitimately be part of their Wikipedia page.
And why not something about their role in Wall Street’s new PR offensive?
So I’m asking everyone interested to write something up that meets Wikipedia’s guidelines and help bring the APCO Worldwide entry up to date.
Post it somewhere online and send a tweet about it to @mmflint.
I’ll award a signed copy of “Sicko” by noon Sunday to the best entry…and then deputize you to post it on Wikipedia for real and make sure APCO’s minions don’t take it down.
Just be sure afterward not to walk near any cliffs!
P.P.S. The late, great comedian Bill Hicks had some thoughts about marketing and the people who do it.

Dicono che Mi Butterebbero “Giù dal Dirupo” …una lettera di Michael Moore

Dicono che Mi Butterebbero “Giù dal Dirupo”
…una lettera di Michael Moore
17 Novembre 2010
Amici,
Ieri, nello spettacolo di TV e radio “Democracy Now” presentato da A. Goodman, l’ex Vice Presidente di CIGNA, una delle più grandi assicurazioni sanitarie del paese, ha rivelato che CIGNA si era incontrata con gli altri grandi assicuratori sanitari per ordire un piano “per spingere” il vostro salutatore “giù da un dirupo”.
L’intervista contiene nuove rivelazioni sul come l’industria della salute temeva che “Sicko” potesse accendere un movimento pubblico di sostegno alla “medicina socializzata”.
Così le più grandi assicurazioni sanitarie si unirono per una causa comune: Fermare gli Americani dall’andare a vedere “Sicko” – e il modo per fare ciò era il causare qualche tipo di danno a me (sia personalmente, a livello professionale o fisico?).
Date un’occhiata a questa sezione sensazionale dell’intervista a Wendell Potter:
WENDELL POTTER [ex dirigente CIGNA]: …Eravamo convinti che il film [“Sicko”] sarebbe stato un successo come “Fahrenheit 9/11”. E sapevamo che se lo fosse stato, avrebbe cambiato davvero l’opinione pubblica sulla nostra sanità in modi dannosi per i profitti degli assicuratori sanitari. Perciò era molto importante per la campagna [d’attacco] l’avere successo. In un momento durante l’incontro strategico, un dirigente di APCO [l’impresa di pubbliche relazione delle compagnie assicurative] disse che se i nostri sforzi, quelli iniziali, non avessero successo allora avremmo dovuto muoverci verso un elemento della campagna per spingere Michael Moore giù dal dirupo. E non significava il fare quello letteralmente ma anche?
AMY GOODMAN: Lei è sicuro?
WENDELL POTTER: Bene, non sono sicuro. Per dirle la verità quando iniziai a fare quello che sto facendo [come un indifferente], io ero interessato alla mia salute e benessere, forse solo per paranoia. Ma queste imprese giocano per vincere. E noi parliamo di qualche grande calibro come posta? Miliardi e miliardi e miliardi di dollari.
AMY GOODMAN: Quindi di cosa parlavano quando dicevano, “Se questo non andrà bene, noi andremo a spingerlo giù dal dirupo?”
WENDELL POTTER: Bene, sarebbe stato proprio uno sforzo di PR molto intenso, se necessario, per spendere più dollari di premio per diffamare M. Moore, per screditarlo ancora di più come realizzatore di film.
AMY GOODMAN: Quindi avete fatto una ricerca su di lui?
WENDELL POTTER: Oh sì. Oh sì.
AMY GOODMAN: Voi l’avete fatta? Personalmente?
WENDELL POTTER: Bene, io ero una parte dello sforzo. Io non so se sia parte della ragione per assumere APCO e lavorare con un ente di commercio, è quello che mi solleva dalla responsabilità di fare quel tipo di lavoro. Voi pagate perché ciò sia fatto dalle persone che sono esperte nel fare quel tipo di ricerca.
AMY GOODMAN: Ma esse stavano facendo un’investigazione su di lui personalmente?
WENDELL POTTER: Bene, assolutamente. Noi sappiamo molto su di lui probabilmente quanto lui sa su se stesso.
AMY GOODMAN: Per quanto riguarda sua moglie, su suo figlio?
WENDELL POTTER: Oh, sì. Voi sapete, è importante sapere tutto quello che vi potrebbe essere utile da usare in qualche tipo di campagna contro chiunque, per screditarli a livello professionale e spesso personalmente.
AMY GOODMAN: E voi usate quello?
WENDELL POTTER: Usate ciò se necessario.
L’intervista passa sul modo in cui Potter rivela come il suo gruppo importante fosse capace di mettere le sue opinioni e calunnie nelle storie del New York Times e della CNN.
E’ un’occhiata raggelante nel come è facile manipolare i nostri media principali – e pure nel come erano infastidite le assicurazioni sanitarie che la gente Americana potesse domandare un vero sistema di tutela sanitaria universale.
In particolare, Potter parla di come essi possano avere successo nell’influenzare la CNN a presentare una storia concreta non vera su “Sicko” attraverso il suo reporter, Sanjay Gupta (il quale conduce al mio incontro non famoso con Wolf Blitzer e più tardi, ad un’apologia della CNN per ottenere i loro fatti sbagliati).
Potter crede che il suo lavoro per diffamare “Sicko” abbia avuto successo, poiché il film non registrò gli incassi di “Fahrenheit 9/11”.
Per essere chiaro, “Sicko” arrivò ad avere il terzo più grande incasso di ogni tempo per un documentario in quel periodo.
E poiché la distribuzione di “Sicko” nel Giugno del 2007 fu la prima volta, dopo sconfitta nel 1994 della legge sanitaria di H. Clinton, che il tema dell’assicurazione sanitaria era portato davanti ai media nazionali, credo che esso abbia aiutato a riaccendere il tema nel 2008 (anno di elezioni) mettendo milioni di Americani davanti alla verità sull’industria assicurativa sanitaria.
Più di una persona a Capitol Hill ammetterà che “Sicko” fu un grande aiuto per unire il supporto pubblico per la legge di compromesso che forse è passata all’inizio di questo anno.
Ma io concordo, la loro campagna di diffamazione fu effettiva e creò l’ammaccatura che loro speravano – il single payer e l’opzione pubblica non entrarono mai nella vera discussione nella sala del Congresso.
(Quella fu davvero la sola ragione che “Sicko” non vendette tanti biglietti quanto “Fahrenheit” e ciò fu a causa del crimine che fu commesso – un crimine che io discuterò per la prima volta su questo sito nelle prossime settimane o nei mesi seguenti. Rimanete sintonizzati).
Per favore leggete o guardate l’intera intervista con Wendell Potter. E’ un’affascinante sbirciatina dietro la tenda per vedere come le multinazionali USA guidano davvero il paese.
E sul come, se ognuno di noi è trattato in quel modo, quelle persone devono essere fermate.
facciamoci la domanda: Vedendo che siamo più di loro, per quanto tempo permetteremo che il loro controllo della nostra democrazia continui?
Dio Maledica la Classe Dominante,
Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com
P.S. Nel corso dei prossimi giorni continuerò questo esame delle rivelazioni di Wendell Potter su “Democracy Now” e nel suo nuovo libro. Per favore visitate il mio sito web.
———–
Tradotto da F. Allegri il 21/04/2011. Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

TESTO IN INGLESE
They Said They Would Push Me “Off a Cliff”
…a letter from Michael Moore
17 November, 2010
Friends,
Yesterday, on the TV and radio show “Democracy Now” hosted by Amy Goodman, the former Vice President of CIGNA, one of the nation’s largest health insurance companies, revealed that CIGNA met with the other big health insurers to hatch a plan to “push” yours truly “off a cliff”.
The interview contains new revelations about just how frightened the health industry was that “Sicko” might ignite a public wave of support for “socialized medicine”.
So the large health insurance companies came together over a common cause: Stop the American people from going to see “Sicko” — and the way to do that was to cause some form of harm to me (either personally, professionally or…physically?).
Take a look at this stunning section of the interview with Wendell Potter:
WENDELL POTTER [former executive, CIGNA]: …We were concerned that the movie [“Sicko”] would be as successful as “Fahrenheit 9/11” had been. And we knew that if it were, it really would change public opinion about our health care system in ways that would be harmful to the profits of health insurers. So, it was very important for this [attack] campaign to succeed. At one point during a strategy meeting, one of the people from [the insurance companies’ public relations firm] APCO said that if our efforts, our initial efforts, were not successful, then we’d have to move to an element of the campaign to push Michael Moore off a cliff. And not meaning to do that literally, but to?
AMY GOODMAN: Are you sure?
WENDELL POTTER: Well, I’m not sure. To tell you the truth, when I started doing what I’m doing [as a whistleblower], I was concerned about my own health and well-being, maybe just from paranoia. But these companies play to win. And we’re talking about some big bucks at stake here? Billions and billions and billions of dollars.
AMY GOODMAN: So what were they talking about when they said, “If this doesn’t work, we’re going to push him off the cliff?”
WENDELL POTTER: Well, it would be just an incredibly intense PR effort, if necessary, to spend more premium dollars to defame Michael Moore, to discredit him even more as a filmmaker.
AMY GOODMAN: So, were you doing research on him?
WENDELL POTTER: Oh, yeah. Oh, yeah.
AMY GOODMAN: You were going? Personally?
WENDELL POTTER: Well, I was a part of the effort. I didn’t that was part of the reason for hiring APCO and to work with a trade association, is that it relieved me of the responsibility of doing that kind of work. You paid for it to be done by people who were experts in doing that kind of research.
AMY GOODMAN: But they were doing an investigation into him personally?
WENDELL POTTER: Well, absolutely. We knew as much about him probably as he knows about himself.
AMY GOODMAN: About his wife, about his kid, about?
WENDELL POTTER: Oh, yeah. You know, it’s important to know everything that you might be able to use in some kind of a campaign against someone, to discredit them professionally and often personally.
AMY GOODMAN: And did you use that?
WENDELL POTTER: You use it if necessary.
The interview goes on as Potter reveals how his front group was able to get its talking points and smears into stories in the New York Times and CNN.
It is a chilling look inside how easy it is to manipulate our mainstream media — and just how worried the health insurance companies were that the American people might demand a true universal health care system.
In particular, Potter talks about how they may have succeeded in influencing CNN to run a factually untrue story about “Sicko” by its reporter, Sanjay Gupta (which led to my infamous encounter with Wolf Blitzer and later, an apology from CNN for getting their facts wrong).
Potter believes his work to defame “Sicko” succeeded, as the film didn’t end up posting “Fahrenheit 9/11” grosses.
To be clear, “Sicko” went on to become the 3rd largest grossing documentary of all time at that point.
And as the release of “Sicko” in June of 2007 was the first time since the defeat of Hillary Clinton’s healthcare bill in 1994 that the issue of health insurance was brought to the forefront of the national media, I believe it helped to reignite the issue during the 2008 election year by exposing millions of Americans to the truth about the health insurance industry.
More than one person on Capitol Hill will admit that “Sicko” was a big help in rallying public support for the compromise bill that eventually passed earlier this year.
But I agree, their smear campaign was effective and did create the dent they were hoping for — single payer and the public option never even made it into the real discussion on the floor of Congress.
(There was really only one reason “Sicko” didn’t sell as many tickets as “Fahrenheit” and that was because of a felony that was committed — a felony that I will discuss for the first time on this site in the coming weeks or months ahead. Stay tuned.)
Please read or watch the entire interview with Wendell Potter. It’s a fascinating peek behind the curtain of how corporate America really runs this country.
And how if any of us get in their way, then those people must be stopped.
It begs the question: Seeing how there’s more of us than there are of them, how long will we let their takeover of our democracy continue?
God Bless the Ruling Class,
Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com
P.S. Over the next few days I will continue this examination of the Wendell Potter revelations on “Democracy Now” and in his new book. Please check in to my website.

Dieci domande per i Tea Partiers

Dieci domande per i Tea Partiers
Di Ralph Nader
Ecco dieci domande per i Tea Partiers alle quali loro vogliono o non vogliono rispondere.
Io dico ciò in questo modo perché la gente che chiama se stessa Tea Partiers non hanno la stessa idea di politica, governo, Big Business o della Costituzione.
Le loro opinioni vanno dai puri Libertarian a chi sostiene attivamente i privilegi della plutocrazia.
Il loro reddito e il livello occupazionale variano molto sebbene la maggioranza pare appartenere al reddito medio o più alto.
La mia ipotesi è che gran parte dei Tea Partiers viene dalla parte conservatrice del Republican Party che sono stufi sia dei Repubblicani aziendalisti come Bush e Cheney, sia dei Democratici come Barack Obama e Nancy Pelosi.
Con quanto scritto in testa, le seguenti domandi possono servire ad andare oltre le astrazioni e le generalizzazioni dell’indignazione e ad ottenere qualche risposta specifica in più.
1. Potete voi essere contro il Big Government e non premere per le riduzioni nei vasti bilanci militari, pieni di burocrazia e dello spreco, della frode e dell’abuso dei grandi contrattisti?
La spesa militare prende ora la metà del bilancio operativo del governo federale.
Il Cato Institute libertario crede che per tagliare i deficit, vada tagliato pure il bilancio della difesa.
2. Potete credere voi nel libero mercato e non condannare le centinaia di miliardi di dollari dei salvataggi per il benessere corporativo, i sussidi, le dichiarazioni e gli omaggi?
3. Potete voi voler preservare la legittima sovranità del nostro paese e non rifiutare gli accordi commerciali noti come NAFTA e GATT (The World Trade Organization a Ginevra, Svizzera) che dei professori hanno descritto come la più grande sconfitta della sovranità locale, statale e nazionale nella nostra storia?
4. Potete essere per legge e ordine e non sostenere un giro di vite più grande e più veloce sulla diffusione del crimine aziendale che necessita di più accusatori e di fondi di sostegno più grandi per fermare il furto dei dollari di contribuenti e del consumatore cosi ben riportato nel Wall Street Journal e in Business Week?
I funzionari del rafforzamento della legge stimano che per ogni dollaro speso per l’indagine tornano da 17 a 20 dollari.
5. Potete essere contro le invasioni della privacy del governo e degli affari senza rifiutare i provvedimenti del Patriot Act che vi lasciano senza difesa in un’indagine sempre del tutto illegale, con l’appropriazione di informazioni personali e persino la perquisizione delle vostre case senza un mandato fino a 72 ore dopo?
6. Potete essere contro la regolazione delle pratiche molto illecite in medicina (più di 100.000 vite perse all’anno, in uno studio medico di Harvard), le medicine nocive con seri effetti collaterali o causano più danno/malattia di quello che furono vendute per prevenire, veicoli con freni, gomme e valvole difettose, cibo contaminato cinese e i processori domestici?
7. Potete continuare a chiedere Libertà e tollerare ancora il controllo del vostro credito e degli altri diritti economici fatti da valutazioni e calcoli del credito misteriosi e arbitrari?
Quale Libertà avete quando dovete firmare “contratti” unilaterali, pieni di scritte in piccolo con le vostre banche, con le compagnie assicurative, con i venditori di auto e con le compagnie della carta di credito?
Molti di questi contratti bloccano persino il vostro accesso costituzionale al tribunale.
8. Potete essere per un sistema nuovo e pulito di politiche ed elezioni e accettare ancora la dittatura dei 2 partiti Repubblicano e Democratico che è sostenuta da leggi statali complesse, litigio frivolo e tormento per escludere dal ballottaggio i partiti terzi e i candidati indipendenti che vogliono la riforma, la responsabilità e voci più forti per i votanti?
9. Se volete un ritorno alla nostra Costituzione – i suoi principi di limitazione e separazione del potere e la sua enfasi su “We the People” nel suo preambolo – potete ancora supportare le guerre di Washington che non sono state dichiarate dal Congresso (Articolo I Sezione 8) o dare alle corporations gli stessi diritti degli umani più dei privilegi speciali e delle immunità.
La parola “corporation” o “company” non appare mai nella Costituzione.
Come potete sostenere i poteri di dominio eminente dato dal governo alle corporations sui proprietari di case, o gli enormi salvataggi del week-end fatti da Federal Reserve e Treasury Department agli affari, pure banche straniere avventate, senza l’autorità e l’assegnazione del Congresso richiesta dalla Costituzione?
10. Voi volete meno tasse e deficit più bassi.
Come potete aver successo se non fermate le grandi corporations dalla fuga dalla condivisione giusta delle tasse fatta manipolando i diritti stranieri contro le nostre leggi fiscali, a esempio, o permettendo che ci siano miliardi di dollari di speculazione a Wall Street senza una tassa di vendita – mentre pagate il 6, 7 o 8% di tassa di vendita sui beni che comprate nei negozi?
Potete udirlo da voi Tea Partiers.
Nel frattempo, vedete il lavoro del video-giornalista, Steve Ference che ha intervistato e dato voce a quelli tra voi nel suo nuovo libro “Voices of the Tea Party” pubblicato da Lulu.com il 4 Luglio 2010.
Contattate VoicesoftheTeaParty@gmail.com.
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Scritto il 22/10/2010 e Tradotto da F. Allegri il 05/03/2011. Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

TESTO IN INGLESE
Ten Questions for Tea Partiers

22/10/2010
By Ralph Nader
Here are ten Questions for Tea Partiers that they want or do not want to answer.
I say it this way because people who call themselves Tea Partiers do not have the same view of politics, government, Big Business or the Constitution.
Their opinions range from pure Libertarian to actively furthering the privileges of plutocracy.
Their income and occupational background vary as well, though most seem to be middle-income and up.
My guess is that most Tea Partiers come from the conservative wing of the Republican Party who are fed up with both the corporate Republicans like Bush and Cheney, as well as the Democrats like Barack Obama and Nancy Pelosi.
With the above in mind, the following questions can serve to go beyond abstractions and generalizations of indignation and get to some more specific responses.
1. Can you be against Big Government and not press for reductions in the vast military budgets, fraught with bureaucratic and large contractors’ waste, fraud and abuse?
Military spending now takes up half of the federal government’s operating budgets.
The libertarian Cato Institute believes that to cut deficits, we have to also cut the defense budget.
2. Can you believe in the free market and not condemn hundreds of billions of dollars of corporate welfare-bailouts, subsidies, handouts, and giveaways?
3. Can you want to preserve the legitimate sovereignty of our country and not reject the trade agreements known as NAFTA and GATT (The World Trade Organization in Geneva, Switzerland) that scholars have described as the greatest surrender of local, state and national sovereignty in our history?
4. Can you be for law and order and not support a bigger and faster crackdown on the corporate crime wave, that needs more prosecutors and larger enforcement budgets to stop the stealing of taxpayers and consumer dollars so widely reported in the Wall Street Journal and Business Week?
Law enforcement officials estimate that for every dollar for prosecution, seventeen to twenty dollars are returned.
5. Can you be against invasions of privacy by government and business without rejecting the provisions of the Patriot Act that leave you defense less to constant unlawful snooping, appropriation of personal information and even search of your home without notification until 72 hours later?
6. Can you be against regulation of serious medical malpractice (over 100,000 lives lost a year, according to a study by Harvard physicians), unsafe drugs that have serious side effects or cause the very injury/illness they were sold to prevent, motor vehicles with defective brakes, tires and throttles, contaminated food from China, Mexico and domestic processors?
7. Can you keep calling for Freedom and yet tolerate control of your credit and other economic rights by hidden and arbitrary credit ratings and credit scores?
What Freedom do you have when you have to sign industry-wide fine print one-sided “contracts” with your banks, insurance companies, car dealers, and credit card companies?
Many of these contracts even block your Constitutional access to the courthouse.
8. Can you be for a new, clean system of politics and elections and still accept the Republican and Democratic Two Party dictatorship that is propped up by complex state laws, frivolous litigation and harassment to exclude from the ballot third parties and independent candidates who want reform, accountability, and stronger voices for the voters?
9. If you want a return to our Constitution – its principles of limited and separation of power and its emphasis on “We the People” in its preamble – can you still support Washington’s wars that have not been declared by Congress (Article I Section 8) or giving corporations equal rights with humans plus special privileges and immunities.
The word “corporation” or “company” never appears in the Constitution.
How can you support eminent domain powers given by governments to corporations over homeowners, or massive week-end bailouts by the Federal Reserve and Treasury Department of businesses, even reckless foreign banks, without receiving the authority and the appropriations from the Congress, as the Constitution requires?
10. You want less taxation and lower deficits.
How can you succeed unless you stop big corporations from escaping their fair share of taxes by manipulating foreign jurisdictions against our tax laws, for example, or by letting trillions of dollars of speculation on Wall Street go without any sales tax, – while you pay six, seven or eight percent sales tax on the necessities you buy in stores?
Let’s hear from you Tea Partiers.
Meanwhile, see the work of video-journalist, Steve Ference, who has interviewed and given voice to those among you in his new paperback “Voices of the Tea Party” published by Lulu.com on July 4, 2010.
Contact VoicesoftheTeaParty@gmail.com.
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Affarismi sanitari in USA*

14/08/2009
Di Ralph Nader

Proprio come il combattente contro il potere aziendale abusivo (B. Obama lo è in modo crescente e chiaro fin dall’avvio della presidenza), egli voleva che la riforma dell’assicurazione sanitaria ricevesse il SI delle gigantesche industrie farmaceutiche e dell’assicurazione sanitaria.
All’inizio dell’anno partì invitando i grandi capi di queste imprese per conversazioni intime alla Casa Bianca.
La rivista Business Week, la quale di recente ha proclamato che “Gli Assicuratori Sanitari Hanno Già Vinto” ha riferito che il CEO di unitedHealth, Stephen J. Hemsley, avrebbe incontrato il Presidente mezza dozzina di volte.
Questi sono i venditori. Leggi il resto di questo articolo »

CRITICA ALLA SANITA’ U.S.A. E MODELLI A CONFRONTO


Nota: ci scusiamo se i primi due video della serata filmano due tavolini e sei sedie vuote ma noi avevamo letto nel programma che l’incontro sarebbe iniziato alle 21:30 ed a questa ora abbiamo acceso la telecamera. Per non annoiarvi potete iniziare da metà del secondo video.

Di F. Allegri

Giovedì  27 agosto si è svolto nel borgo antico di Certaldo un comizio all’interno della festa democratica sul tema: “Diritto alla salute. Garanzie costituzionali e risorse disponibili.”

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Una grande illusione

17/06/2009

Di Ralph Nader

Nel 2003, Obama disse che era a favore del single payer.

Che cosa serviva per far approvare il single payer?

“Primo, dobbiamo riprenderci la Casa Bianca, il Senato e la Camera”, Obama lo sostenne all’epoca.

Velocemente sei anni dopo. I Democratici hanno ripreso la Casa Bianca. Il Senato e la Camera dei Rappresentanti.

Ed ora quale è la posizione di Obama?

Questa settimana in un discorso a Chicago alla American Medical Association, Obama ha detto chiaro che oggi è contrario al single payer.

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Consiglio Comunale n°20 23/11/2011 PUA
Consiglio Comunale n°21 28/11/2011
Parassiti: spot istituzionale
Conto alla rovescia
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