Articoli marcati con tag ‘scuola’

Il Fascista Immaginario: (20° episodio) La scuola al tempo del controllo dell’imperialismo ex consumista

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
Il Fascista Immaginario: (20° episodio)
La scuola al tempo del controllo dell’imperialismo ex consumista
Di I. Nappini
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Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’estate del 2003.

Sergio: Professori, maestri, presidi. Insegnanti…ma ci credi davvero? Qui in questa Nazione disgregata che senso ha il tramandare saperi e tecniche. ORMAI TUTTO È STATO ABIURATO, TUTTO È STATO SOTTOPOSTO A DIFFAMAZIONE, A LOTTA DI PARTE, A SPECULAZIONE. Un maestro può vivere e operare nel rispetto e non nel caos e nell’abbandono. Cosa ha fatto la sinistra associata alle logiche di questi nuovi padroni della finanza e del commercio: una logica di far della scuola un supermercato con tanto di debiti e crediti, questo sconfessa ogni discorso ragionevole sull’insegnamento. Leggi il resto di questo articolo »

IL BELPAESE E LA SCUOLA

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA
Di I. Nappini
Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere.
Tuttavia in questi ultime settimane di scuola s’intravede qualcosa.
La politica sembra di nuovo interessarsi a ridosso delle elezioni delle vicende scolastiche d’Italia, forse per mandare segnali ad un certo tipo di elettorato sensibile alle questioni della pubblica istruzione per motivi personali, di lavoro o di famiglia.
Già, la tempistica con cui si torna a ragionare di scuola è sospetta, fra l’altro non mi pare che nel discorso politico si ragioni con la necessaria cura del precariato presente nel sistema della pubblica istruzione; come al solito il discorso politico è caduto su questioni ideologiche e di principio piuttosto surreali. Leggi il resto di questo articolo »

IL BELPAESE E LA SCUOLA DIALOGO FRA UN PROFESSORE DI FILOSOFIA E UN RAPPRESENTANTE

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA
DIALOGO FRA UN PROFESSORE DI FILOSOFIA E UN RAPPRESENTANTE
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Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere.
Così fra il serio e lo scherzoso presento un dialogo immaginario fra il professor Paolo insegnate di filosofia e un rappresentante di una Casa Editrice tal Mario Rossi che in sala professori si è piazzato per illustrare ai docenti le novità librarie.
MARIO ROSSI: Mi perdoni professore sono Rossi, il rappresentante della Casa Editrice…o ma la disturbo, mi scusi…
PROFESSOR PAOLO: No…Scusi lei mi ero fermato a riflettere. Non l’avevo vista…
MARIO ROSSI: Filosofo? Sa…perdoni se mi permetto ma è l’abitudine.
PROFESSOR PAOLO: Certo da dieci anni insegno la nobilissima materia in questo Liceo. Non so come aiutarla perché ho fatto domanda di trasferimento.
MARIO ROSSI: E per i libri di testo caro professor Paolo, mi permetto di entrare in confidenza, ma cosa ha fra le mani… pare una cartina geografica. Lei forse insegna geografia? Leggi il resto di questo articolo »

IL BELPAESE E LA SCUOLA: Corpo docente e caste della politica

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA:
Corpo docente e caste della politica
Del Professor I. Nappini
Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere.

Questi primi tempi primaverili mi forzano ad una riflessione sul mio lavoro. Quello che davvero cementa i tanti disagi della scuola nel Belpaese e della categoria dei docenti è una sorta di sottile DISPREZZO SOCIALE E DI COSTUME che cala dall’alto del potere politico ed economico sulle istituzioni scolastiche. Leggi il resto di questo articolo »

Il Belpaese e la scuola: Dewey o l’opera dello straniero

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
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Il Belpaese e la scuola:
Dewey o l’opera dello straniero
Del professor I. Nappini

Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere.
Così colgo l’occasione per una riflessione su un filosofo statunitense che si è occupato di pedagogia a livello alto e inizierò prendendo una citazione dalla voce che lo riguarda presente su Wikipedia.

John Dewey (Burlington, 20 ottobre 1859 – New York, 1º giugno 1952) è stato un filosofo e pedagogista statunitense. È stato anche scrittore e professore universitario. Ha esercitato una profonda influenza sulla cultura, sul costume politico e sui sistemi educativi del proprio paese. Intervenne su questioni politiche, sociali, etiche, come il voto alle donne e sulla delicata questione dell’ingiusta condanna degli anarchici Sacco e Vanzetti (…)
(…) Per Dewey, una persona per partecipare ad una Democrazia deve avere questi quattro requisiti: Leggi il resto di questo articolo »

IL BELPAESE E LA SCUOLA: Mistero Sociale

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA: Mistero Sociale
04/02/2011
Del Prof. I. Nappini
Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti, agli onorevoli, ai fini esperti di cose patrie & nostrane, al giornalismo più o meno militante.
L’impressione che ricavo è che di scuola si parli solo quando fa comodo, quando la situazione politica esige che l’opposizione batta dei colpi sul governo, quando si muovono proteste collegate al malessere generale, o in caso di riforme contestate siano esse radicali o parziali.
Manca a quel che intendo una riflessione giornalistica e in generale dei media sulla scuola in quanto scuola, sul senso di qualcosa che deve, a mio avviso, avere uno statuto separato dal resto delle attività umane. Leggi il resto di questo articolo »

IL BELPAESE E LA SCUOLA: l’assalto del presente a tutto il resto della scuola

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA: l’assalto del presente a tutto il resto della scuola
11 Dicembre 2010
Del Professor I. Nappini
I miei venticinque lettori credo che siano ormai disturbati dal modo quasi ossessivo con il quale prendo in considerazione questa continua invadenza del FATTO PUBBLICITARIO E COMMERCIALE in ambiti impropri.
Oggi emerge nel generale disinteresse della stragrande maggioranza della popolazione italiana una lenta e strisciante FORMA DI PRIVATIZZAZIONE E INVADENZA DEL FATTO COMMERCIALE nella realtà della scuola. Leggi il resto di questo articolo »

IL BELPAESE E LA SCUOLA: Spiegare la guerra di ieri, oggi, domani

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA: Spiegare la guerra di ieri, oggi, domani
25 Novembre 2010
Del Professor I. Nappini
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I miei venticinque lettori da tempo conoscono i miei crucci sulla scuola che oggi in tempo di tagli alla spesa sociale e di riarmo forzato e di creazione di nuovi arsenali distruttivi assume per me il valore di uno SPECCHIO sul quale compaiono deformi i segni di questo inquieto presente.
Come docente che insegna storia e precisamente Storia Contemporanea ed Educazione Civica ho trovato un ragionevole compromesso con la realtà di oggi nella quale, scanso equivoci e dubbi, IL BELPAESE È IN GUERRA CON LE SUE FORZE ARMATE IN AFGANISTAN E COMBATTE CONTRO FORZE OSTILI. Leggi il resto di questo articolo »

Il Belpaese e la scuola occupante

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA

Il Belpaese e la scuola occupante
Del Professor I. Nappini
Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere.
Proprio perché è passato il momento autunnale della SETTIMANA DELLE OCCUPAZIONI di rito è tempo da parte mia di fare un piccolo ragionamento sul ponderoso tema.
La considerazione è data dal fatto che l’OCCUPAZIONE è un atto adolescenziale, una GRANA per pochi, una VACANZA per molti, un MOMENTO DI PASSAGGIO E DI FORMAZIONE POLITICA per alcuni.
Non è, a mio avviso, oggi uno strumento politico, anche perché l’evidenza dei fatti dimostra che la politica e talvolta le forze dell’ordine SONO POCO SENSIBILI; basta che la cosa non degeneri.
Le scuole occupate sono state centinaia in tutta Italia, tuttavia non esse, ma alcuni scioperi, blocchi stradali e manifestazioni inconsuete da parte di altre categorie che protestano hanno provocato reazioni dure da parte delle forze dell’ordine.
QUESTO FATTO BANALE INDICA CHE IN FIN DEI CONTI IL MOMENTO DELL’OCCUPAZIONE È MESSO IN CONTO.
In sette anni di docenza alle superiori ho visto più di un’occupazione, NON MI PARE CHE SCATENINO ALLARME SOCIALE.
Forse la società italiana e la grande politica che ragiona di privilegi, appalti, candidature, presidenze e vicepresidenze nelle banche e nelle municipalizzate NON SENTE LE OCCUPAZIONI COME UN MOMENTO DI CONTESTAZIONE E DI MOBILITAZIONE CONTRO UN ORDINE MATERIALE ESISTENTE.
Inoltre una parte dei POTERI che sono interessati ai progetti di espansione dell’offerta di formazione e istruzione in istituti privati, dove non ci si occupa di regola, credo che non sia malcontenta di una situazione temporanea che causa articoli giornalistici ironici o scandalizzati sulla scuola pubblica italiana.
Credo che nella maggior parte del Belpaese si confonda il mezzo evidentemente goliardico e inefficace con L’EMERGERE DI UNA GRANDE INQUIETUDINE IN TANTA PARTE DEL MONDO GIOVANILE.
Ne hanno di ragioni questi ragazzi se si stacca la loro protesta dalla dimensione goliardica e ridicola e si considera questo presente: il lavoro è precario e malpagato, raccomandazioni e assunzioni nepotistiche sono la regola nelle carriere professionali, i ceti medi si sono impoveriti, i vecchi principi politici e sociali sono morti o in via di dissoluzione, la famiglia che sia disgregata o integra non trasmette la moralità del remoto passato perché non la possiede o perché sa di essere decomposta.
L’OCCUPAZIONE DELLE SCUOLE È SBAGLIATA, MA OGGI È DIFFICILE ESSERE GIOVANI E STUDENTI PERCHÉ È UN PROBLEMA PER TUTTI PENSARE IL PROPRIO FUTURO.
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Scritto il 24 Ottobre 2010.
Il professor Nappini cura il forum http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
Dopodomani tornerà La Recita a Soggetto, sarà il terzo dialogo.

IL BELPAESE, IL POTERE, E LA SCUOLA

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE, IL POTERE, E LA SCUOLA

Del Prof. I. Nappini
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Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere.
Se allargo la mia visione del problema cercando di capirlo nel contesto osservo CHE SI COLLEGA MAGNIFICAMENTE ALL’INCAPACITÀ DELLE MINORANZE AL POTERE DI PENSARE IL FUTURO DI TUTTI; banchieri, alti burocrati, industriali, personaggi dello spettacolo, politici, boss della criminalità organizzata, faccendieri, comandanti militari e dei servizi segreti tutte queste categorie umane fanno parte delle MINORANZE AL POTERE ed esse non ragionano più in là di uno o due anni nei sistemi ad economia capitalista.
Dove il capitalismo si sposa con un regime totalitario o dispotico è possibile che le minoranze al potere arrivino a calcolare e a pensare nei termini di cinque o addirittura dieci anni, ma questo non è dovuto a una maggior efficacia del sistema politico ma al fatto che un simile sistema politico deve tener in minor conto le pretese della popolazione in merito alle libertà individuali e al benessere e può governare senza dar libero sfogo ai diversi interessi in contrasto nella società.
Una assunzione di politiche determinate e lungimiranti sulla scuola prevede il pensare la società non fra uno o due anni, o fra qualche settimana come è in Italia, MA ALLARGARE LA VISIONE A UN DECENNIO ALMENO E METTERE IN CONTO CHE NON ESISTONO SOLO I DIRITTI DEI FINANZIERI INTERNAZIONALI, DELLE BANCHE CENTRALI, DEI GRANDI MEDIATORI E FACCENDIERI, DEI POLITICI DI PROFESSIONE; al contrario proprio in un regime di libertà è importante ASSOCIARE ALLE LIBERTÀ INDIVIDUALI PREVISTE UN PERCORSO DI FORMAZIONE E ISTRUZIONE DI CARATTERE PUBBLICO VOLTO A TRASFORMARE I SINGOLI IN CITTADINI RESPONSABILI VERSO SE STESSI E GLI ALTRI E NON IN PLEBI ELETTORALI disposte a fare e disfare a seconda della mancia o del piccolo privilegio che riescono a scroccare da un sistema politico prontissimo a corrompersi e a decomporsi.
PER QUESTO LA SCUOLA SANA E FORMATIVA DISPIACE ALLE MINORANZE AL POTERE IN ITALIA, può essere davvero utile a quei milioni di umani che vorrebbero uscire dal labirinto delle allucinazioni e delle false credenze creato ad arte dai maghi della comunicazione pubblicitaria e dagli stregoni delle ideologie per trovare la propria visione del mondo umano.
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Scritto il 2 ottobre 2010
Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it

Consiglio Comunale n°20 23/11/2011 PUA
Consiglio Comunale n°21 28/11/2011
Parassiti: spot istituzionale
Conto alla rovescia
febbraio: 2012
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