Articoli marcati con tag ‘scuola pubblica’
Il Belpaese e la scuola: Dewey o l’opera dello straniero
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
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Il Belpaese e la scuola:
Dewey o l’opera dello straniero
Del professor I. Nappini
Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere.
Così colgo l’occasione per una riflessione su un filosofo statunitense che si è occupato di pedagogia a livello alto e inizierò prendendo una citazione dalla voce che lo riguarda presente su Wikipedia.
John Dewey (Burlington, 20 ottobre 1859 – New York, 1º giugno 1952) è stato un filosofo e pedagogista statunitense. È stato anche scrittore e professore universitario. Ha esercitato una profonda influenza sulla cultura, sul costume politico e sui sistemi educativi del proprio paese. Intervenne su questioni politiche, sociali, etiche, come il voto alle donne e sulla delicata questione dell’ingiusta condanna degli anarchici Sacco e Vanzetti (…)
(…) Per Dewey, una persona per partecipare ad una Democrazia deve avere questi quattro requisiti: Leggi il resto di questo articolo »
IL BELPAESE E LA SCUOLA: Mistero Sociale
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA: Mistero Sociale
04/02/2011
Del Prof. I. Nappini
Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti, agli onorevoli, ai fini esperti di cose patrie & nostrane, al giornalismo più o meno militante.
L’impressione che ricavo è che di scuola si parli solo quando fa comodo, quando la situazione politica esige che l’opposizione batta dei colpi sul governo, quando si muovono proteste collegate al malessere generale, o in caso di riforme contestate siano esse radicali o parziali.
Manca a quel che intendo una riflessione giornalistica e in generale dei media sulla scuola in quanto scuola, sul senso di qualcosa che deve, a mio avviso, avere uno statuto separato dal resto delle attività umane. Leggi il resto di questo articolo »
IL BELPAESE E LA SCUOLA: l’assalto del presente a tutto il resto della scuola
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA SCUOLA: l’assalto del presente a tutto il resto della scuola
11 Dicembre 2010
Del Professor I. Nappini
I miei venticinque lettori credo che siano ormai disturbati dal modo quasi ossessivo con il quale prendo in considerazione questa continua invadenza del FATTO PUBBLICITARIO E COMMERCIALE in ambiti impropri.
Oggi emerge nel generale disinteresse della stragrande maggioranza della popolazione italiana una lenta e strisciante FORMA DI PRIVATIZZAZIONE E INVADENZA DEL FATTO COMMERCIALE nella realtà della scuola. Leggi il resto di questo articolo »
Il Belpaese e la scuola Ignorata
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
Il Belpaese e la scuola Ignorata
di I. Nappini
Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è FRA LE PRIORITÀ DELLE MINORANZE AL POTERE e a onor del vero anche la popolazione adulta sembra nel complesso poco interessata alla scuola.
Di solito sui giornali, in televisione, sulle riviste si parla di scuola in CASO DI INIZIO DELL’ANNO SCOLASTICO, ALLA FINE DELL’ANNO SCOLASTICO, E IN CASO DI VICENDE DI CRONACA NERA O GIUDIZIARIA.
Quindi dal mio osservatorio sul balcone di casa osservo un mondo umano italiano chiuso in se stesso e una scuola che interessa solo in casi estremi o in scansioni temporali ben definite utili per la POLEMICA POLITICA o per il solito moralismo un tanto al chilo nell’ambito circoscritto del giornalismo italiano tendenzialmente fazioso e opaco.
Potrebbe essere invece di generale e pubblica utilità capire come nella scuola cadono e ricadono importanti FENOMENI SOCIALI e di costume che riguardano i bambini e gli adolescenti; la vicenda scolastica nazionale nel suo quotidiano è la grande occasione mancata per una riflessione sul quotidiano banalissimo che non è affatto così semplice da decifrare.
Presento ai lettori una citazione da un testo che può aiutare a capire QUANTO LA SCUOLA SIA PARTE DELLE GRANDI TRASFORMAZIONI CULTURALI e sia a sua volta aggredita da fenomeni che assolutamente non le appartengono e che non può e non sa controllare.
Può esser utile osservare questa citazione che presenta una situazione tipica della scuola elementare ovvero la presenza dell’immaginario culturale nipponico veicolato dai cartoni animati che è tanta parte delle fantasie e dei giochi dei bambini e sul quale il disinteresse dei mass-media è assoluto. Leggo questo come la dimostrazione del profondo disprezzo per il futuro del Belpaese e per le nuove generazioni incluse da parte del sistema.
GIUSEPPA CAPPUCCIO, CARTONI ANIMATI A SCUOLA, CITTÀ APERTA EDIZIONI, TROINA, 2008
“I cartoni animati possono essere considerati un evento socio-culturale degli ultimi trent’anni; un evento che ha come palcoscenico il sofisticato apparato mondiale dei media e che ha permesso un incontro tra gli assetti culturali e mediatici della civiltà occidentale e gli scenari della cultura orientale contemporanea. Come già sottolineato più volte, i cartoni animati sono considerati spesso come un prodotto per bambini; in realtà essi oggi, si rivolgono all’intera famiglia, diventando anche uno spettacolo utile per riunire e commentare vicende spesso intrise di una morale particolare. E’ troppo semplicistico etichettare i cartoni animati come necessariamente divertenti e adatti ai bambini solo perché disegni animati; anche se negli anni i cartoni hanno modificato struttura e genere di storia, la loro capacità di coinvolgimento dei bambini rimane tutt’ora sottovalutata. L’applicazione delle regole del buon senso alla valutazione della adeguatezza, per fasce d’età, di un cartone animato non è di per sé errata ma può non bastare la complessità della problematica. E’ fondamentale, quindi, che insegnanti e genitori acquisiscano le competenze necessarie per poter scegliere cartoni animati adeguati allo sviluppo cognitivo, affettivo e relazionale dei bambini.” pp.31-32
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Scritto il 26 settembre 2010
Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
De Reditu Suo – Terzo Libro – Si fa presto a dire scuola: I giovani e i nuovi stregoni
De Reditu Suo – Terzo Libro
Si fa presto a dire scuola: I giovani e i nuovi stregoni
08/05/2010
Del Prof. I. Nappini
Una retorica iniqua e vile nel Belpaese (e spero che il nostro sia l’unico caso del consorzio umano) carica i giovani ai quali, fra l’altro, io insegno della responsabilità del futuro.
Ci vuole uno stomaco foderato d’amianto e piombo o una testa svuotata da ogni neurone per insistere su una cosa così profondamente stronza e vile.
COSA DOVREBBERO FARE I GIOVANI: UNA RIVOLTA?
Farsi sparare dalle forze dell’ordine come è capitato a Carlo Giuliani a Genova nel 2001? Leggi il resto di questo articolo »
La scuola tartassata: riflessioni a bocce ferme sull’ascensore bloccato!
La scuola tartassata: riflessioni a bocce ferme sull’ascensore bloccato!
13/07/2010
Di F. Allegri
La scorsa settimana abbiamo diffuso una lettera aperta di critica al ministro della pubblica istruzione e dell’università Gelmini. Tali scritto ha avuto un successo maggiore rispetto alla media degli altri scritti e questo risultato mi ha convinto che di problemi scolastici si può parlare anche a luglio.
Del resto la lettera stessa richiedeva un chiarimento e una specificazione. Il chiarimento deriva dal fatto che in tale scritto si chiedeva quali fossero le competenze della ministra che l’avevano condotta al suo delicato incarico. C’è una caratteristica che si può ipotizzare: si tratta di un soggetto esterno al mondo della scuola adatto a fare i tagli senza dialogare con le parti interessate.
Io penso che la signora sia stata scelta per fare i tagli e che lei abbia accettato quel compito in cambio del prestigio politico e sociale che deriva per un giovane avvocato dalla carica di ministro della repubblica. Leggi il resto di questo articolo »
L’IDV empolese e la scuola
10/10/2009
Di F. Allegri
Pubblico la mozione presentata al consiglio comunale di Empoli dall’IDV sul tema della riforma della scuola. La condivido, ma mi permetto di precisare tre cose.
In generale ricordo che tutte le spese di bilancio italiane sono inferiori alla media europea e questo dipende dal deficit creato dai politici di tangentopoli per favorire i loro amici di allora che godono anche oggi di quella situazione.
Devo anche dire che tutto il mondo occidentale fa tagli alla scuola per affrontare la carenza di fondi causata della crisi. O tagliano i fondi o fanno il protezionismo! Preferiscono la prima ahinoi!
Sulla mozione aggiungerei qualcosa sui ragazzi e penso alla questione delle borse di studi che tutte le istituzioni italiche trascurano da sempre.
ORDINE DEL GIORNO Leggi il resto di questo articolo »
Primo problema che il nuovo sindaco deve affrontare
Percorso a parte per conferire la cittadinanza onoraria al Sig. Pino Masciari e la statua di Cesare Battisti che non si sa dove sia c’è da risolvere il grave problema che ci ha posto un contribuente a cui diamo voce. Riportiamo quello che ci ha scritto:
Ponte a elsa ,scuola san giovanni bosco.Oggi mi è capitato di partecipare a una rappresentazione di mia figlia nella scuola,è stata una cosa incredibile ,non si sa come possano fare lezione in dei locali cosi pieni di zanzare,il soffitto era nero credetemi non ho mai visto cosi tante zanzare tutte insieme.oltre a questo cè altri problemi ,le scuole appena costruite non saranno mai aperte,dicono per mancanza di sezioni,cosa che non è vera perchè il prossimo anno ci sarà una classe in più e considerando che gli alunni mangiano nel corridoio!!!abbiamo chiesto di visionare la scuola vecchia per vedere le condizioni c’è stato vietato.Ho trovato una persona che abita a fontanella,mi sono permesso di dargli il vostro indirizzo di posta,in quanto è da tempo che si occupa di queste cose ed è molto dedicato al problema disservizio scuola ecc….cordiali saluti marco
Sarà perciò compito del Sindaco chiarire i dubbi e il disservizio di questi Contribuenti.
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Allarme Sicurezza
In questi giorni con allarme sicurezza non si pensa più al famigerato extracomunitario che costituisce pericolo al cittadino che diventa vittima di furti, stupri o percosse. Oggi la sicurezza delle persone è messa a rischio da altre cose. Tagliare fondi all’università significa condannare a morte i Contribuenti italiani. Meno fondi significa ridurre la ricerca in ambiti dell’ingegneria civile, meccanica, chimica ecc e poi la medicina. Questo comporta essere meno competitivi in ambito internazionale e avere a disposizione meno tecnologia e quindi la possibilità di non avere a disposizione materiali più resistenti. Meno fondi significa ridurre le
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