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Il Fascista Immaginario (settimo dialogo)
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
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LAZZARO TRA LE PIAGHE, IL POTERE E IL SISTEMA DELLA CONTEMPORANEITA’
Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’estate del 2003.
SERGIO: DEBITI, BANCHE, SPECULATORI, POLITICANTI AL SOLDO, IGNORANZA. Queste le piaghe di questa nostra gente. In realtà siamo un popolo difforme e disperso e i partiti politici della Prima e della Seconda Repubblica per calcolo e interesse elettorale hanno sfruttato cinicamente la tendenza delle genti nostre a DIVIDERSI E A SPEZZARSI IN TIFOSERIE RINCRETINITE per poter far passare qualunque cosa nei due rami del parlamento. Per questo gli onorevoli hanno tutti quei privilegi e la pensione dopo una sola legislatura e un ricco stipendio. Se questo popolo italiano avesse avuto qualcosa CHE LO TENEVA DAVVERO UNITO questa politica disgraziata non avrebbe fatto questi danni.
LAZZARO: Di nuovo ti sbagli. Qualcosa che unisce gli italiani esiste davvero: I CENTRI COMMERCIALI ALL’AMERICANA. Il consumo di beni e servizi e segnatamente di quelli di lusso è la forma unica di sostanziale uniformità e unità delle genti del Belpaese. L’ITALIA NON SI È MAI COMPIUTA E SOLO LE MERCI E I SERVIZI VENDUTI DALLA COOP, DALL’ESSELUNGA, DALLA METRO, DALLA STANDA, DALL’IKEA, HANNO MESSO ASSIEME SOTTO L’INSEGNA DEL “IO HO E QUINDI COMPRO E QUINDI POSSIEDO” UN POPOLO PRIVO DI QUALSIASI ALTRO PUNTO DI RIFERIMENTO. Questo è il nuovo potere, la nuova fede assoluta e perfetta a cui le nostre genti tributano una fede mercenaria e dubbia. Il denaro che circola crea le ragioni di vita e le ragioni di vita sono la merce che entra nella vita dei molti e si trasforma nelle varie forme di spazzatura dopo che ha finito il suo ciclo. Per questo la vita dei non ricchi, dei non privilegiati, dei non miracolati, dei non protetti dalla politica o da qualche parente ricco è meschina agli occhi dei molti. La vita di tanta gente assomiglia alla merce che comunemente si produce: COSTA, VIENE COMPRATA E USATA, HA UN SUO CICLO D’UTILIZZO E POI FINISCE CON IL TRASFORMARSI IN SPAZZATURA.
SERGIO: Sei cattivo ma dici cose vere e giuste e fin qui son d’accordo con te; ma attenzione esiste sempre una dignità umana che non coincide con la realtà materiale. Chiamala anima, chiamalo spirito, chiamala fede. Fai te. Io so che è così.
LAZZARO: Qui in segreto, in confidenza fra noi due parliamo di coloro che hanno il vero potere, della loro natura, dei loro scopi, di che cosa sono per quelli come noi.
SERGIO: Sei molto cattivo e forse so dove vuoi arrivare.
LAZZARO: Chi è felice oggi? Chi si sente in pace con se stesso e con gli altri esseri umani? Chi può dire di amare davvero la natura in un mondo nel quale gli ecologisti come tutti quanti finiscono con usare automobili, a consumare beni che producono spazzatura? La verità è che questo sistema deve produrre infelicità e insoddisfazione, deve spingere gli esseri umani a pensare ai consumi, ai guadagni, al potere, al dominio. UN SISTEMA CHE PARLA A TUTTI GLI ESSERI UMANI DEL PIANETA AZZURRO DI COMPETIZIONE, CONCORRENZA, ADATTABILITÀ, GUADAGNO DEVE PRODURRE UN MONDO UMANO IN CONFLITTO AL SUO INTERNO E ALL’ESTERNO, NON PUÒ ESSERE ALTRIMENTI. Senza conflitto e senza saccheggio dei beni naturali e sfruttamento dell’uomo sull’uomo la civiltà industriale si ferma, senza produzione e consumo di beni inquinanti il mercato si ferma. Se si ferma muore. IL SISTEMA È FATTO PER ACCELERARE LE CAPACITÀ INTELLETTUALI E PRODUTTIVE DEGLI ESSERI UMANI, PER MOLTIPLICARE I MANUFATTI TECNOLOGICI, PER CREARE UNA SCIENZA NON LIBERA MA INTEGRATA ALLE ESIGENZE DELL’INDUSTRIA MILITARE E DELLA RICERCA SOVVENZIONATA DALLE MULTINAZIONALI, PER COMANDARE, PER SFRUTTARE, PER PRODURRE, PER VENDERE, PER INQUINARE FREGANDOSENE DI TUTTO E DI TUTTI. Non è una legge di Dio, non è la volontà di Dei malvagi o degli alieni o di qualche setta diabolica. SI CHIAMA CIVILTÀ INDUSTRIALE, FA DA SÉ LE SUE REGOLE, LE CAMBIA, LE ADATTA. Chi vive in questo tempo deve far i conti con questo, sia esso un cinese, uno statunitense, un italiano o un iracheno travolto da questa guerra. La delinquenza, la corruzione di massa, la pornografia, le perversioni morali, le distorsioni sociali, la guerra non sono cosa strane sono l’evidenza di questo sistema, che ha i suoi pregi certo e non pochi. MA HA UN PREZZO ALTISSIMO CHE PAGANO SPESSO I PIÙ POVERI, GLI UMILI, LA GENTE IGNORANTE, I TAPINI CHE VIVONO IN TERRITORI RICCHI DI MATERIE PRIME E PETROLIO E VENGONO TRAVOLTI DALLE GUERRE. Guerre mosse dai paesi ricchi ai paesi poveri e non tutte si combattono con le armi, spesso la guerra è finanziaria o politica. Come ai tempi del colonialismo e dell’economia da negrieri si paga poco il lavoro e le materie prime di chi vive nei paesi poveri o in via di sviluppo e si vende beni come medicinali, prodotti industriali, abiti, armi a carissimo prezzo. Quando l’indigeno s’arrabbia e cerca altri colonialisti più generosi o meno avidi ecco l’opzione della guerra, arrivano gli eserciti mercenari e le giunte dei colonnelli e dei generali come è capitato al Cile di Allende che osò nazionalizzare le miniere di rame di proprietà delle multinazionali. AL VERTICE DI QUESTA PIRAMIDE D’INFELICITÀ C’È UNA MINORANZA DI RICCHISSIMI, DI POCHI CHE SONO TECNOCRATI, FINANZIERI, GRANDI DETENTORI DI CAPITALE AZIONARIO, SUPER-ESPERTI AL SOLDO. Una ristretta minoranza di esseri umani gode del sistema ed è felice, gli altri devono cercare la felicità altrove perché il sistema è fatto dai pochissimi per i pochissimi, è ancora più ristretto delle antiche aristocrazie e oligarchie. Ora tutto questo si sta di nuovo sfasciando: il debito pubblico statunitense è fuori controllo, emergono nuovi imperi in Asia con il loro capitalismo spesso di Stato, e le nuove guerre ridefiniscono gli spazi egemonici e finanziari degli imperi; questa guerra nuova ne è la dimostrazione. Nessuna notte è per sempre, neanche quella più lunga, neanche questa.
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Scritto il 29 ottobre 2010.
Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
fra qualche giorno parleremo di nuovo della Recita a Soggetto
De Reditu Suo – 3° Libro Il mio discorso inutile sul male di vivere e la fine
De Reditu Suo – Terzo Libro
Il mio discorso inutile sul male di vivere e la fine
27/07/2010
Del Professor I. Nappini
Ora mi trovo ad affermare una cosa che per la maggior parte degli abitanti della penisola è follia: STIAMO ASPETTANDO LA FINE DI QUESTA REPUBBLICA E DEL SUO TEMPO.
Non c’è altra spiegazione per questo lento sprofondare nella decomposizione e nell’oblio; il mondo dei padri, dei padri dei padri e dei nonni dei padri è finito dal 1989 e solo per una disperata volontà di negare la realtà questo popolo cerca di sfuggire l’evidenza dei fatti e finge di vivere ancora nel 1948 quando gli Stati Uniti erano l’unica superpotenza con la bomba atomica e si poteva calunniare ogni cittadino risentito e arrabbiato con l’infamante accusa di esser comunista o nostalgico del Duce. Leggi il resto di questo articolo »
De Reditu Suo – Terzo Libro – L’Italiano educato dagli stranieri invasori- secondo discorso
De Reditu Suo – Terzo Libro
L’Italiano educato dagli stranieri invasori- secondo discorso
27/05/2010
Del Prof. I. Nappini
Certo che le genti d’Italia sono straordinarie e la memoria della Seconda Guerra Mondiale passa per milioni di giovani attraverso videogiochi e film stranieri che parlano e descrivono, fra una finzione ludica e tanti effetti speciali, la gloria dei loro eserciti e le imprese dei loro condottieri ed eroi, molti dei quali assolutamente di fantasia.
LA SECONDA REPUBBLICA HA EREDITATO DALLA PRIMA UNA RETORICA ROBOANTE, FINTA, PARA-RISORGIMENTALE CHE FA DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE IL MOMENTO DEL RISCATTO E DELLA RITROVATA LIBERTÀ.
Il problema è che su questo concetto alto e nobile una parte d’Italia non la pensa così e non si tratta solo dei post-fascisti ma anche di milioni di delusi da questa democrazia all’italiana che ama solo i ricchi. Leggi il resto di questo articolo »
De Reditu Suo – 2° libro: La civiltà italiana come ricostruirla (XII)
De Reditu Suo – 2° libro
La civiltà italiana come ricostruirla (XII)
01/04/2010
Del Prof. I. Nappini
Il Belpaese è stanco, eppure proprio in questi anni si fa urgente la necessità di ripensare e costruire una comune civiltà per le diverse e disperse genti del Belpaese che vada oltre le inimicizie politiche, le roboanti dichiarazioni retoriche di un nazionalismo virtuale, le polemiche di campanile, gli egoismi sociali, le aspre differenze di ceto sociale e di prospettive.
Prima tutto era semplice, di fatto i partiti politici erano collegati con gli umori e le tensioni di tanta parte della popolazione italiana e in qualche modo collegavano l’elettorato con le tensioni e l’attività politica. Leggi il resto di questo articolo »
De Reditu Suo – 2° Libro – La civiltà italiana come ricostruirla (IV)
De Reditu Suo – Secondo Libro
La civiltà italiana come ricostruirla (IV)
19/03/2010
Del Prof. I. Nappini
Il ragionamento sulla civiltà non è sensato se non si riesce a capire che una civiltà è qualcosa che sta dietro le ISTITUZIONI E I PARTITI POLITICI.
SI TRATTA DI UNA MASSA DI TRADIZIONI, COSTUMI, VICENDE STORICHE COMUNI.
La civiltà comprende anche i linguaggi e le realizzazioni artistiche o letterarie, più o meno coerenti fra loro, che creano la base sulla quale un potere legittimo può operare per dar seguito alla sua politica e alla redistribuzione delle risorse che controlla.
Ora il problema attuale è che ad oggi due condizioni allontano le diverse popolazioni italiane dalla creazione di un minimo di elementi di unità culturale e di vita civile. Leggi il resto di questo articolo »
De Reditu Suo – 2° libro: Le favole del Belpaese
De Reditu Suo – Secondo Libro
Le favole del Belpaese
01/03/2010
Del Prof. I. Nappini
Il Belpaese sembra vivere sulla Luna, manca la consapevolezza d’essere un vaso di coccio fra vasi di ferro.
In una situazione dove prendono forma nuove potenze imperiali e le vecchie declinano, le genti d’Italia son turbate dallo squallore dei comportamenti della propria sedicente classe dirigente quando viene beccata regalando lo spettacolo di una turba di magistrati indagati, di politici inquisiti, di imprenditori ai domiciliari, di amici degli amici in galera.
LE FAVOLE CHE CERCANO DI NASCONDERE IL DISASTRO DI UNA SECONDA REPUBBLICA CHE NON RIESCE A STAR SULLE SUE GAMBE SON TANTE.
Quella che va per la maggiore è che questo è UN PAESE DI LADRI GOVERNATO PROPRIO DA DELINQUENTI CHE RIPETONO LA NATURA DELLA POPOLAZIONE.
A parte che per un ladro deve pur esserci un derubato e per un colpevole ci deve esser una vittima che ha subito il torto, ma mi chiedo anche: tutti, nessuno escluso? Leggi il resto di questo articolo »
De Reditu Suo – 2° libro: La fine prossima della Repubblica di Nessuno
De Reditu Suo – Secondo Libro
La fine prossima della Repubblica di Nessuno
02/02/2010
Del Prof. I. Nappini
Odisseo l’eroe greco famoso per il valore e l’astuzia ingannò per salvarsi la vita e per salvare i suoi compagni di sventura il ciclope Polifemo mostro antropofago e nemico dell’ospitalità cara al Dio Zeus.
Quando l’essere enorme cercò di conoscere il nome del suo nemico e truffatore per trovare chi potesse vendicarlo l’eroe rispose che il suo nome era “Nessuno”, così il ciclope quando chiese ai suoi fratelli di punire nessuno fu abbandonato al suo dolore perché essi non compresero l’inganno nel quale era caduto l’empio gigante che aveva appena dichiarato che “nessuno” l’aveva oltraggiato e mutilato.
Oggi la Repubblica italiana sta per fare la fine di essere abbandonata al suo destino perché non ci sono forze politiche disposte ad accollarsi le responsabilità dei troppi fallimenti del primo vero tentativo di dare alle difformi genti del Belpaese un regime democratico almeno nei principi. Leggi il resto di questo articolo »
De Reditu Suo – Costituzione materiale e costituzione formale nel Belpaese morto
De Reditu Suo
Costituzione materiale e costituzione formale nel Belpaese morto
17/01/2010
Del Prof. I. Nappini
Il Belpaese di ieri è morto, e per ieri non intendo la Resistenza, il 1948, il 1968, intendo umilmente la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta, ossia il tempo della mia infanzia.
Quel mondo all’apparenza ordinato, dove fra una strage terroristica e un disastro sociale milioni d’italiani vivevano odiandosi, disprezzandosi, ignorandosi, aveva qualche regola.
OGGI NON CI SONO REGOLE, TUTTO È NELLE MANI DEL DIO-DENARO E DI CHI PUÒ USARLO PER TRASFORMARE LA REALTÀ, LA STESSA POPOLAZIONE NON È PIÙ LA STESSA È CAMBIATA RADICALMENTE NELLA COMPOSIZIONE CULTURALE, NELLE ORIGINI, NELLE SPERANZE, NELLA SUA INTIMA NATURA.
A partire dagli anni successivi a tangentopoli si è avuta una silenziosa, ma non meno forte e strisciante abiura. Leggi il resto di questo articolo »
De Reditu Suo – Inizio gennaio 2010
De Reditu Suo
Inizio gennaio 2010
14/01/2010
Del Prof. I. Nappini
Il Belpaese è arrivato al primo anno del secondo decennio del nuovo millennio.
C’è arrivato intero, senza secessioni o invasioni ma con tutti i suoi problemi e le sue contraddizioni irrisolte.
Fra le cose notevoli c’è da segnalare la solidità di una Seconda Repubblica che in qualche modo esiste, resiste, sussiste.
UNA SECONDA REPUBBLICA CHE SI FONDA SULLA COSTITUZIONE DELLA PRIMA E CHE CONTINUERÀ A FARLO PER TRE MOTIVI: Leggi il resto di questo articolo »
De Reditu Suo – Aspettando i nuovi miracoli
De Reditu Suo
Aspettando i nuovi miracoli
09/01/2010
Quanto tempo ci vuole perché le sciagurate genti del Belpaese intendano che il secolo vecchio è finito, non è bastato nemmeno cambiar millennio per far intendere che ciò che è stato prima sta tramontando.
IL BELPAESE SI NASCONDE DIETRO UNA CORTINA D’ILLUSIONI E DI PIETOSE FINZIONI, A GIRO C’È TALMENTE TANTA NOSTALGIA DEL TRAPASSATO DA DAR SPAGO A QUANTI RICORDANO IL CRAXI CON NOSTALGIA.
Ciò che è morto non torna dai regni delle ombre e della notte.
Quel che si decompone nelle tombe non è destinato a tornare in vita. Leggi il resto di questo articolo »

