Articoli marcati con tag ‘smaltimento’

Ma dove sono gli impianti per lo smaltimento?

VIAGGIO NEL PORTA DOVE CAPITA
Ma dove sono gli impianti per lo smaltimento?
13/07/2011
Di F. Allegri
La consapevolezza dei limiti di questo tipo di raccolta differenziata dei rifiuti aumenta tra la gente, ma non si può pretendere che tutti insieme si capisca in che tipo di strada senza uscita siamo entrati.
Coloro che dovranno correggere questo disastro dovranno trovare dei punti certi dai quali ripartire e anche quella scelta sarà fondamentale quando sarà fatta.
Quei politici del futuro potranno ripartire anche dagli impianti di smaltimento che al momento non esistono. Leggi il resto di questo articolo »

VIAGGIO NEL PORTA DOVE CAPITA I misteri e i non detti della politica

VIAGGIO NEL PORTA DOVE CAPITA
I misteri e i non detti della politica locale
23/05/2011
Di F. Allegri
Quasi ogni giorno visito e commento lo spazio facebook del mio amico Massimo Marconcini che alle ultime elezioni è stato l’avversario di sinistra della sindachessa rieletta.
Penso che sappiate che Massimo ha lasciato da più di un anno il consiglio ed è tornato ad essere un cittadino attivo in politica.
Da alcune settimane Massimo ha ripreso le sue critiche alla sua avversaria e parafrasando Calvino si potrebbe dire che parla del “sindaco dimezzato”. Leggi il resto di questo articolo »

VIAGGIO NEL PORTA DOVE CAPITA Politica e Rifiuti: La settimana di Publiambiente

VIAGGIO NEL PORTA DOVE CAPITA
Politica e Rifiuti: La settimana di Publiambiente
15/05/2011
Di F. Allegri
La storia ci insegna che esistono dei momenti nei quali il susseguirsi degli avvenimenti si verifica con accelerazioni incredibili.
Io ho iniziato questa settimana scoprendo che l’IDV aveva un suo candidato prestigioso alla carica di assessore all’urbanistica, l’architetto De Carolis che non conosco né come persona né come professionista.
In quei giorni ho anche approfondito le difficoltà politiche che percorrono tutti i sostenitori della giunta comunale di Empoli e i dissidi fra i vari partiti: ci sono divisioni tra i partiti e nei partiti.
Tutto può essere ricomposto, ma la situazione può acuirsi. Leggi il resto di questo articolo »

VIAGGIO NEL PORTA DOVE CAPITA: LE REGOLE DI CONFERIMENTO PER NANI E GIGANTI

VIAGGIO NEL PORTA DOVE CAPITA
LE REGOLE DI CONFERIMENTO PER NANI E GIGANTI
23/04/2011
Di F. Allegri
Oggi vi presento un articolo che è diviso in due parti, da un lato c’è il rifiuto dell’uomo della strada e dall’altra quello delle varie imprese.
Tale articolo inizia in modo anomalo e curioso: chi non paga le bollette non può portare i rifiuti al centro di raccolta dove tra l’altro si deve ripagare.
Ma a chi credono di fare paura o peggio è così che sperano di sviluppare il senso civico della gente?
Io vi ribatto che al momento il porta dove capita è generalizzato e in particolare riempiono i cassonetti del comune di Empoli! Lo sanno tutti, ma non lo dice nessuno.
Per il resto, la prima parte dell’articolo è sovrabbondante come altre parti.
Da segnalare che per le imprese è previsto l’Albo nazionale Gestori Ambientali che fa parte della famosa legge che in troppi non vogliono vedere applicata ….
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SEZIONE III – RACCOLTA MEDIANTE CONFERIMENTO AL CENTRO DI RACCOLTA / STAZIONE ECOLOGICA

ART. 60 REGOLE DI CONFERIMENTO
Il conferimento è ammesso solo in caso di regolarità contributiva, secondo le regole e le procedure stabilite nell’apposito regolamento.

L’impianto è attrezzato con container scarrabili e/o apposite aree anche dotate di specifici spazi o contenitori destinati a raccogliere le singole tipologie di rifiuti.
All’atto del conferimento devono essere rispettate le seguenti condizioni:
1. i rifiuti conferiti devono essere preselezionati dall’utente per tipologie omogenee;
2. il deposito dei vari tipi di rifiuto dovrà essere eseguito nell’ambito dell’area o entro il contenitore a ciò riservato;
3. devono essere osservate le norme di sicurezza vigenti, le indicazioni fornite dall’apposita segnaletica e/o dal personale di servizio presente nella struttura nonché le disposizioni contenute nel presente regolamento.
4. è vietato depositare rifiuti al di fuori dei contenitori o aree dedicate alla raccolta dei rifiuti nonché all’esterno dell’area del centro di raccolta / stazione ecologica.

UTENZE DOMESTICHE
Il gestore effettua l’identificazione dell’utente e la successiva determinazione quantitativa dei rifiuti in entrata qualora conferiti da privati cittadini.

Il gestore potrà rilasciare una ricevuta di conferimento nel quale sono presenti i seguenti dati:
1. soggetto conferente; eventuale codice T.I.A.
2. tipologia del rifiuto conferito con il rispettivo codice CER
3. quantità del rifiuto conferito espressa in: Kg se risultante dalla pesatura, o in volume o in termini di unità numeriche (es. nel caso di beni durevoli).

ATTIVITA’ PRODUTTIVE
I titolari di attività produttive (o loro delegati) possono accedere al centro di raccolta /stazione ecologica mediante propri mezzi solamente se iscritti all’Albo nazionale Gestori Ambientale (ai sensi dell’art. 212, comma 8 del D. Lgs. 3.4.2006 n. 152) e previa esibizione di dichiarazione che attesti che la sede dell’impianto da cui originano i rifiuti ricade nei Comuni ove opera il gestore e previa esibizione del formulario di identificazione dei rifiuti redatto secondo il D.M. 145/1998.
Il formulario di identificazione non è richiesto nel caso di trasporti effettuati dal produttore dei rifiuti stessi, in modo occasionale e saltuario, nel caso in cui siano non pericolosi e non eccedano i 30 kg o i 30 litri.
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Tenete presente che anche ad Empoli partirà presto il porta a porta, mancano poche settimane.
Sarà il test decisivo!
Io resto convinto che la situazione può solo peggiorare.
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica, nel 2008 spiegò il fallimento di Lehman Brother prevedendo la data del 18 settembre; da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia; si occupa di economia, diritto, cittadinanza: Aspettava la crisi italiana per marzo 2011 e puntualmente in questo mese essa è nata. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e leggi il suo diario della crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

Rifiuti esclusi dal conferimento al Centro di Raccolta

VIAGGIO NEL PORTA DOVE CAPITA
Rifiuti esclusi dal conferimento al Centro di Raccolta

17/04/2011
Di F. Allegri
Oggi vi presento un articolo che ha due difetti.
Da un lato dice cose che non importerebbe ripetere perché sono la conseguenza di altre parti del regolamento.
Dall’altro pone norme che tutti conoscono, ma le mette per iscritto perché la nostra burocrazia è legata ad un’idea di legge che prescrive le cose e non all’idea che tra le persone vigono comportamenti naturali.
Per questo modo giuridico di pensare c’è da migliorare un mondo perduto, abbandonato a se stesso, incapace di comportamenti elementari.
Secondo loro, sia chiaro.
Vediamo cosa non si può conferire rammentandoci che principalmente tale regolamento andrebbe indirizzato alle famiglie.
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SEZIONE III – RACCOLTA MEDIANTE CONFERIMENTO AL CENTRO DI RACCOLTA / STAZIONE ECOLOGICA

ART. 59 RIFIUTI ESCLUSI DAL CONFERIMENTO
Sono esclusi dal conferimento presso il centro di raccolta / stazione ecologica i seguenti rifiuti:
1. indifferenziati da avviare allo smaltimento e contenenti materiali recuperabili;
2. pericolosi prodotti da locali e luoghi non adibiti ad uso di civile abitazione;
3. dell’attività di demolizione e costruzione provenienti da attività imprenditoriale;
4. residui animali ricadenti nel Regolamento CE 1774/2001;
5. radioattivi;
6. risultanti dalla prospezione, estrazione, trattamento di risorse naturali e dallo sfruttamento di cave;
7. i prodotti degli scarichi e loro trattamenti depurativi;
8. veicoli a motore, rimorchi e simili destinati alla rottamazione;
9. apparecchiature deteriorate o obsolete diverse da quelle di cui all’art. 37;
10. sanitari provenienti da assistenza sanitaria a domicilio.
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Come vi avevo detto, al punto uno abbiamo beni residui che si differenziano, al due beni o scarti che ogni impresa sa come smaltire, al punto tre abbiamo beni trattati da centri specializzati noti a tutti.
Sul quattro non so ma m’immagino!
Anche il quinto è incomprensibile: chi possiede materiale radioattivo? Come mai uno dovrebbe pensare di portarlo alla stazione ecologica?
Il sei va oltre il ridicolo dato che nella nostra zona non c’è mai stata una miniera o una cava ……
Sulle fogne aggiungo che mancano e che troppa gente paga la depurazione che non riceve …..
Anche il resto mi pare in sovrappiù.
A chi serve questo articolo? A burocrati che potranno usarlo ogni volta che non vogliono prelevarvi l’oggetto che volete smaltire?
Quando si dice: “dalla parte della burocrazia …..
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica, nel 2008 spiegò il fallimento di Lehman Brother prevedendo la data del 18 settembre; da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia; si occupa di economia, diritto, cittadinanza: Aspettava la crisi italiana per marzo 2011 e puntualmente in questo mese essa è nata. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e leggi il suo diario della crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

VIAGGIO NEL PORTA DOVE CAPITA Il Centro di raccolta come organizzazione per il risparmio di fondi pubblici a spese del cittadino

VIAGGIO NEL PORTA DOVE CAPITA
Il Centro di raccolta come organizzazione per il risparmio di fondi pubblici a spese del cittadino.

04/04/2011
Di F. Allegri
Inizio oggi una nuova tappa del viaggio nel regolamento del porta a portaccia che ho pure rinominato viaggio nel porta dove capita, come potete leggere sopra.
Con i centri di raccolta, il porta dove capita trova un luogo dove la gente dovrà andare a portare tutta una serie di oggetti che vedremo in seguito.
Il centro di raccolta è un punto importante di questo sistema di raccolta e anche un simbolo dei suoi criteri organizzativi.
Il principio è questo: l’utente porta il rifiuto a sue spese nel luogo dove l’ente ammassa o lavora tali materiali o smonta tali macchinari.
Noi si paga il fatto di rifornirli di materie prime, ve ne rendete conto?
Vi ricordo che in passato venivano loro a casa come fanno da sempre i raccoglitori di ferraccio e la spesa da pagare era minima e talvolta si riceveva anche qualcosa.
Oggi si paga noi, in alcuni casi si fanno lunghe file e qualcuno può sbagliare anche centro dato che sono più di uno!
Andiamo all’articolo 57 e poi farò le altre considerazioni.
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SEZIONE III – RACCOLTA MEDIANTE CONFERIMENTO AL CENTRO DI RACCOLTA / STAZIONE ECOLOGICA

ART. 57 – CENTRO DI RACCOLTA – DEFINIZIONE
Il centro di raccolta è costituita da un’area recintata e predisposta per la raccolta dei rifiuti, accessibile agli utenti per il conferimento solo in determinati orari.
Essa è presidiata da almeno un addetto preposto alla gestione ed al regolare funzionamento del centro, nonché alla sorveglianza sul corretto uso dei contenitori dei rifiuti da parte degli utenti.
Scopi dell’istituzione della stazione / centro sono:

* Incrementare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati ai fini del loro recupero;
* favorire il conferimento di rifiuti urbani pericolosi per un’adeguata e distinta gestione dei medesimi;
* favorire il conferimento di rifiuti urbani ingombranti per un’adeguata e distinta gestione dei medesimi anche ai fini di un eventuale riuso;
* favorire la riduzione dei rifiuti destinati allo smaltimento passivo;
* consentire il conferimento di quantità notevoli di rifiuti ed il conferimento di rifiuti degli utenti che si trovano in condizioni di non poter attendere i successivi ritiri domiciliari.

La raccolta presso tale centro potrà riguardare frazioni di rifiuti già comprese nel servizio, nonché particolari tipi di rifiuto, per i quali non si prevedono servizi distribuiti nel territorio in relazione alle loro particolari caratteristiche quali – quantitative.
Per alcune tipologie di rifiuti per le quali risulti difficoltoso all’utente il conferimento presso la stazione, potrà essere previsto un eventuale servizio di raccolta domiciliare.
La dislocazione, gli orari di apertura e i servizi della stazione ecologica centro di raccolta / stazione ecologica saranno stabiliti dal gestore in accordo con l’Amministrazione Comunale e come stabilito nel piano tecnico finanziario con atto del gestore e comunicati ai cittadini tramite idonee forme di pubblicità.
Le tipologie dei rifiuti raccolti presso il centro di raccolta / stazione ecologica sono indicate su apposita segnaletica esposta all’ingresso dei medesimi e disciplinati da apposito regolamento afferente le procedure ed i tempi di accesso.
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Se leggiamo più volte gli scopi capiamo che qualcosa non torna poi ognuno di noi capisce.
Questi rifiuti sono considerati come qualcosa destinato ad essere ammassato, stoccato e abbandonato.
Non si parla dei materiali come beni a valore residuo, come oggetti che verranno rilavorati e portati a varie imprese come materie prime!
Non sono chiamati con il loro nome di bene riciclabile e sicuramente qualcuno sa quello che ha scritto.

Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica, nel 2008 spiegò il fallimento di Lehman Brother prevedendo la data del 18 settembre; da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia; traduce scritti dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Aspettava la crisi italiana per marzo 2011 e puntualmente in questo mese essa è nata. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e leggi il suo diario della crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

VIAGGIO NEL PORTA DOVE CAPITA Assoggettati in modo goffo a Publiambiente

VIAGGIO NEL PORTA DOVE CAPITA
Assoggettati in modo goffo a Publiambiente: Il lavaggio dei contenitori dei rifiuti.

27/03/2011
Di F. Allegri
Siamo arrivati all’ultimo articolo della seconda sezione il quale stabilisce un obbligo odioso quanto ipocrita e superfluo.
Si tratta dell’obbligo della pulizia dei contenitori dei rifiuti, un obbligo che definisco odioso amministratori davvero illuminati non avrebbero mai posto e che amministratori vicini alla gente avrebbero tolto considerandolo una barzelletta.
Invece nulla: l’obbligo è stato posto e confermato.
Qui vanno chiariti alcuni punti: le donne di Empoli, Fiorentine, Toscane e pure italiche sono pulite e puliscono ogni giorno, potrei dire che l’assillo delle pulizie è il più grande freno allo sviluppo del loro animo femminista, a livello civile, quanto meno.
Ogni donna avrebbe pulito da solo il suo cassonetto anche quello dell’organico che io non toccherei nemmeno con una canna da pesca.
Per capire questo articolo bisogna fare un passo indietro e tornare ai vecchi cassonetti, quelli grandi e confortevoli che c’erano fino a qualche mese fa.
Essi avevano un difetto noto, erano maleodoranti e venivano lavati raramente, una oppure due volte all’anno se eri un “privilegiato”.
Questo era un obbligo sanitario minimo per Publiambiente: adesso non c’è più e non so se un qualche funzionario ASL possa venire a fare qualche osservazione a una povera donna per non aver ottemperato all’obbligo e magari anche aver messo a repentaglio la salute dell’operatore ecologico che vi svuota i cassonetti.
Andiamo all’articolo 56 e poi ci salutiamo alla fine.
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SEZIONE II – RACCOLTA PORTA A PORTA
ART. 56 LAVAGGIO DEI CONTENITORI

Il lavaggio dei contenitori deve essere eseguito a cura dell’utenza.
Su richiesta dell’utenza E A LORO SPESE, potrà essere effettuato il lavaggio dei contenitori:
In tal caso sarà svolto nelle giornate programmate e comunicate preventivamente.
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Già sappiamo che l’articolo 11 è contra legem e aspettiamo la sua abolizione in sordina, di notte quando nessuno dirà nulla.
Qui constatiamo che un diritto minimo di ognuno di noi è raggirato e burocratizzato!
La nostra sinistra burocratica e moderata fabbrica da anni illusioni artistiche e fa credere a tanti disagiati non consapevoli dei propri diritti che vive nella migliore amministrazione possibile.
Qui finiscono quelle illusioni e si avvicina il momento del risveglio.
Il malgoverno ha i secoli contati?
Caspita come sono stato breve!

Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica, nel 2008 spiegò il fallimento di Lehman Brother prevedendo la data del 18 settembre; da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia; traduce scritti dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Aspettava la crisi italiana per marzo 2011 e puntualmente in questo mese essa è nata. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e leggi il suo diario della crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

VIAGGIO NEL PORTA DOVE CAPITA La dotazione dei contenitori dei rifiuti

VIAGGIO NEL PORTA DOVE CAPITA
La dotazione dei contenitori dei rifiuti

23/03/2011
Di F. Allegri
Oggi commenterò un articolo breve che nasconde benissimo la gravità e la negatività della situazione.
Si parla dell’assegnazione alle famiglie e alle imprese dei contenitori di varie dimensioni e colori.
Con questo articolo la municipalizzata cerca di fissare la produzione di rifiuti di ogni realtà con tutta l’arroganza che è propria di ogni monopolista.
I contenitori non sono in plastica riciclata, non si sa e del resto non si dice se le vernici usate per colorarli siano ecologici.
Se guardate in giro vedrete che molti contenitori cominciano a rompersi, perdono facilmente il congegno elettronico di riconoscimento, spesso avvengono scambi di cassonetti e chi più ne sa ne dica.
Per tutto questo considero debole la protesta politica di pochi eletti illuminati e troppo timorosi i mugugni della gente, ma so che il tempo lavora a mio favore!
Andiamo all’articolo 55 e poi ci salutiamo alla fine
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SEZIONE II – RACCOLTA PORTA A PORTA
ART. 55 DOTAZIONE CONTENITORI

La volumetria dei contenitori da consegnare alle utenze sarà, per ogni singola frazione merceologica, proporzionale alla produzione e alla frequenza di raccolta.
Per il conferimento di sfalci e potature si dovranno utilizzare sacchi con volume massimo di 50 litri.
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Tutto qui, cari imprenditori del rifiuto, avrete i vostri contenitori in base alla produzione che fate e al loro ciclo dei ritiri, i rifiuti sono un sottoprodotto della nostra società che queste burocrazie vogliono controllare e indirizzare.
Riporto infine alcune domande che ho fatto nello scritto precedente e non dite che non so fare scritti brevi.
Ma chi l’ha scritto questo regolamento? Dove sono state copiate le parti che sono state copiate? Ma tale regolamento è degno della tradizione democratica e di partecipazione dei nostri comuni oppure anche questa è poca cosa e per questo siamo arrivati a questo punto?
Tanti saluti, cari produttori di rifiuti.

Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica, nel 2008 spiegò il fallimento di Lehman Brother prevedendo la data del 18 settembre; da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia; traduce scritti dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Aspettava la crisi italiana per marzo 2011 e puntualmente in questo mese essa è nata. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e leggi il suo diario della crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

Ridurre l’uso urbano di acqua

NOTA INTRODUTTIVA
Torna Lester Brown con qualche altra riforma da fare per migliorare questo mondo che si impoverisce.
Oggi si parla di risparmio di acqua e il testo può aiutare a riflettere anche in vista dei referenda sull’acqua pubblica.
Questo è un testo favorevole e contrario a quei referenda: esso ci permette di andare oltre fino al cuore del problema.
Ho già scritto sui referenda con dei pezzi di approfondimento aperti anche ai documenti più articolati seppur sbagliati dei referendari.
Questa traduzione continua quelle riflessioni, le arricchisce e le tiene vicine ad un mondo reale che è sempre più distante dalle nostre vecchie destre e dalle nostre vecchie sinistre e dai loro distantissimi giochi di potere.
Non si possono ignorare i giochi di potere e al momento non ho ancora deciso se votare e come i referenda: ho davanti tre mostri mitici e i bisogni della gente!
Vi invito a leggerlo insieme ai pezzi precedenti di Lester che trovate nell’elenco parziale sottostante alla fine di ogni pezzo precedente e anche su empolitica.com.
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Ridurre l’uso urbano di acqua
www.earth-policy.org
Di Lester R. Brown
Earth Policy Release
Plan B 4.0 Book Byte
3 Novembre 2010
Il Presidente USA Theodore Roosevelt notò una volta che “la gente civilizzata dovrebbe sapere come smaltire le acque luride in dei modi diversi dal metterle nell’acqua da bere”.
L’usare una volta l’acqua per disperdere i rifiuti industriali e umani è una pratica fuori moda, resa obsoleta dalle nuove tecnologie e dalle scarsità di acqua. Tuttavia è ancora comune in gran parte del mondo.
L’acqua entra in una città, viene contaminata con rifiuti umani e industriali, e lascia la città pericolosamente inquinata.
I rifiuti industriali tossici scaricati nei fiumi e nei laghi o nei pozzi penetrano anche le falde acquifere rendendo l’acqua – sia in superficie che sottoterra – insicura da bere.
L’attuale concezione tecnica per occuparsi del rifiuto umano è di usare vaste quantità d’acqua per lavarlo via, preferibilmente in un sistema fognario, dove potrebbe o meno essere trattato prima di essere scaricato nel fiume locale.
Il sistema “Pigia e dimentica” prende i nutrimenti destinati al suolo e di solito li getta nel corso d’acqua più vicino.
Non perdiamo solo i nutrimenti per l’agricoltura, ma il sovraccarico di nutrimento ha contribuito a far morire molti fiumi e alla formazione di quasi 405 “zone morte” in regioni vicine all’oceano.
Questo sistema arcaico è costoso e ad intensità d’acqua, sconvolge il ciclo nutritivo, e può essere la principale causa di malattia e morte.
Nel mondo, i servizi igienici poveri e l’igiene personale reclamano le vite di quasi 2 milioni di bambini all’anno, un dazio che è un terzo della misura di 6 milioni di vite reclamate dalla fame e dalla malnutrizione.
Sunita Narain del Centre for Science and Environment dell’India afferma con convinzione che un sistema di controllo basato sull’acqua con servizi di trattamento dei liquami non è fattibile laggiù a livello economico e ambientale.
Nota che una famiglia indiana di 5, producendo l. 250 di escrementi all’anno e usando un comune sciacquone, contamina 150.000 litri di acqua quando lava via i suoi rifiuti.
Come è disegnato adesso, il sistema fognario dell’India è un sistema di spargimento patogeno.
Esso porta una piccola quantità di materiale contaminato e lo usa per rendere una vasta quantità di acqua inadatta all’uso umano.
Con questo sistema, dice Narain sia “i nostri fiumi che i nostri bambini stanno morendo”.
Il governo dell’India come quello di molti paesi in via di sviluppo, insegue senza speranza l’idea di sistemi di smaltimento e di trattamento dei liquami universali e basati sull’acqua – incapace di chiudere l’alto divario tra i servizi necessari e forniti, ma restio ad ammettere che essa non è un’opzione percorribile economicamente.

Fortunatamente c’è un’alternativa a basso costo: il gabinetto con compostaggio.
E’ un gabinetto semplice senza acqua e odori legato ad un piccolo servizio di compostaggio e talvolta di raccolta separata delle urine.
Le urine raccolte possono essere trasportate nelle fattorie vicine e usate come fertilizzanti.
Il compostaggio secco converte il materiale fecale umano in un humus come il suolo il quale è essenzialmente senza odore ed è scarsamente il 10% per volume originale.
Questi servizi necessitano di essere vuotati ogni anno o quasi, dipende da progetto e dimensione.
I venditori raccolgono periodicamente l’humus e lo commercializzano come integratore del suolo, così assicurano che i nutrienti e la materia organica ritornino al suolo, riducendo il bisogno di fertilizzanti ad intensità energetica.
Tale tecnologia riduce di molto l’uso di acqua residenziale in confronto ai bagni a scroscio, taglia la bolletta dell’acqua e abbassa il bisogno energetico per pompare e purificare l’acqua.
Come bonus, riduce pure il flusso dei rifiuti se i liquami seccati sono incorporati, elimina il problema del controllo delle acque luride e ristabilisce il ciclo di nutrizione.
La Environmental Protection Agency degli USA elenca ora vari marchi di bagni a compost secco approvati per l’uso.
Sperimentate in Svezia, questi gabinetti lavorano bene sotto la completa varietà di condizioni nelle quali essi sono usati ora, inclusi i palazzi con appartamenti svedesi, le residenze private USA e i villaggi cinesi.
Per molti dei 2,5 miliardi di persone che mancano di servizi sanitari migliori, i bagni a compostaggio potrebbero essere la risposta.
Rose George che ha scritto The Big Necessity: The Unmentionable World of Human Waste and Why It Matters ci ricorda perché il sistema “Pigia e dimentica” è uno sciupio energetico.
UNO, esso prende energia per spedire grandi quantità di acqua bevibile (oltre il 30% dell’acqua di casa è usata nel gabinetto).
DUE, essa usa energia – molta – per realizzare un servizio di trattamento dei liquami.

In totale, ci sono più ragioni del perché i gabinetti a compostaggio moderni meritano l’alta priorità: i sistemi di controllo dei rifiuti “pigia e dimentica” diffondono la scarsità di acqua, aumentano i prezzi energetici, le emissioni di carbonio, il numero di zone morte oceaniche e i costi di malattie intestinali dovute ai liquami dispersi, diminuiscono le riserve di fosfati e crescono gli sprechi di capitali.
Dopo che il gabinetto è separato dal sistema che usa l’acqua, il riciclaggio dell’acqua di casa diviene un processo molto più semplice.
Per le città, il singolo passo più efficace per alzare la produttività dell’acqua è di adottare un sistema di trattamento/riciclaggio generale dell’acqua, riusando la stessa acqua di continuo.
Con questo sistema, che è molto più semplice se i liquami non sono inclusi nell’acqua di scarto, solo una piccola percentuale di acqua è perduta per evaporazione ogni volta che gira il ciclo.
Date le tecnologie che sono disponibili oggi, è abbastanza possibile riciclare l’acqua urbana fornita all’infinito, in gran parte rimovendo le città dai pretendenti di risorse idriche scarse.
Alcuni luoghi fronteggiano la diminuzione delle fornite d’acqua e la crescita dei costi cominciando a riciclare la loro acqua.
Singapore, ad esempio, che compra acqua dalla Malaysia ad un prezzo alto, sta già riciclando l’acqua, riducendo l’ammontare che importa.
Windhoek, capitale della Namibia ed uno posti più aridi dell’Africa, ricicla l’acqua di scarto come acqua da bere.
Nella California della difficoltà idrica, Orange County ha investito $481 milioni in servizi di trattamento che dall 2008 iniziarono a convertire i liquami in acqua pulita sicura che è usata per reintegrare le falde acquifere locali.
Los Angeles progetta di fare lo stesso.
Per moltissime città, il riciclaggio dell’acqua sta divenendo una condizione di sopravvivenza.
Le industrie individuali che contrastano la scarsità di acqua si allontanano anche dall’uso di acqua per spargere i rifiuti.
Alcune imprese separano le correnti di scarico, trattando ognuna individualmente con la membrana di filtraggio ei prodotti chimici appropriati, preparando l’acqua per il riuso.
P. Gleick, l’autore guida del rapporto biennale The World’s Water, scrive: “Alcune industrie, quelle della carta e cellulosa, le lavanderie industriali e di lavorazione del metallo, iniziano a sviluppare sistemi ‘a circuito chiuso’ dove tutta l’acqua di scolo è riusata internamente, con solo piccole quantità di acqua fresca necessaria per completare l’immissione di liquido nel prodotto o perduta per l’evaporazione”.
Le industrie vanno più veloce delle città, ma le tecnologie che esse sviluppano possono essere usate anche nel riciclaggio dell’acqua urbana.
A livello familiare, l’acqua può essere salvata usando docce, toilette con sciacquone, lavastoviglie e lavatrici più acqua – efficienti.
Alcuni paesi stanno adottando standard di efficienza idrica ed etichettare gli apparecchi, molti è già stato fatto per l’efficienza energetica.
Quando i costi dell’acqua cresceranno, come faranno in modo inevitabile, gli investimenti in gabinetti a compostaggio e in strumenti familiari più acqua – efficienti diverranno molto più attrattivi per i singoli proprietari di casa.
Due strumenti per le famiglie – i bagni e le docce – insieme conteggiano oltre la metà dell’uso interno di acqua.
Mentre i gabinetti tradizionali usano 6 galloni (o 22,7 litri) per scroscio, il massimo legale USA per i nuovi gabinetti è di 1,6 galloni.
I nuovi gabinetti con una tecnologia a doppio scroscio usano solo 1 gallone per uno scroscio di rifiuto liquido e 1,6 galloni per il rifiuto solido.
Il passare da una doccia che sgorga 5 galloni al minuto ad un modello da 2,5 galloni al minuto taglia della metà l’uso di acqua.
Negli autolavaggi: un modello di assi orizzontali all’europea usa il 40% in meno di acqua rispetto ai modelli tradizionali più spreconi.
L’economia esistente basata sullo smaltimento dei rifiuti con l’acqua non è più funzionale.
Ci sono troppe famiglie, imprese, e quantità di cibo per cercare semplicemente di lavar via i rifiuti nel nostro pianeta ristretto.
Il fare così è incurante a livello ecologico e superato – un approccio che appartiene al tempo in cui c’erano molte meno persone e molte meno attività economiche.
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Tratto dal capitolo 6: “Designing Cities for People” in Lester R. Brown, Plan B 4.0: Mobilizing to Save Civilization
(New York: W.W. Norton & Company, 2009), disponibile on line a www.earth-policy.org.
Dati aggiuntivi e fonti d’informazione su www.earth-policy.org
Sentitevi liberi di passare questa informazione agli amici, ai familiari, e ai colleghi!
Earth Policy Institute
1350 Connecticut Ave. NW, Suite 403
Washington, DC 20036
www.earth-policy.org

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Tradotto da F. Allegri il 20/03/2010. Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

TESTO IN INGLESE
Reducing Urban Water Use

www.earth-policy.org
By Lester R. Brown
Earth Policy Release
Plan B 4.0 Book Byte
November 3, 2010
U.S. President Theodore Roosevelt once noted that “civilized people ought to know how to dispose of the sewage in some other way than putting it into the drinking water”.
The one-time use of water to disperse human and industrial wastes is an outmoded practice, made obsolete by new technologies and water shortages. Yet it is still common around much of the world.
Water enters a city, becomes contaminated with human and industrial wastes, and leaves the city dangerously polluted.
Toxic industrial wastes discharged into rivers and lakes or into wells also permeate aquifers, making water – both surface and underground – unsafe for drinking.
The current engineering concept for dealing with human waste is to use vast quantities of water to wash it away, preferably into a sewer system, where it may or may not be treated before being discharged into the local river.
The “flush and forget” system takes nutrients originating in the soil and typically dumps them into the nearest body of water.
Not only are the nutrients lost from agriculture, but the nutrient overload has contributed to the death of many rivers and to the formation of some 405 “dead zones” in ocean coastal regions.
This outdated system is expensive and water-intensive, disrupts the nutrient cycle, and can be a major source of disease and death.
Worldwide, poor sanitation and personal hygiene claim the lives of some 2 million children per year, a toll that is one third the size of the 6 million lives claimed by hunger and malnutrition.
Sunita Narain of the Centre for Science and Environment in India argues convincingly that a water-based disposal system with sewage treatment facilities is neither environmentally nor economically viable for India.
She notes that an Indian family of five, producing 250 liters of excrement in a year and using a water flush toilet, contaminates 150,000 liters of water when washing away its wastes.
As currently designed, India’s sewer system is actually a pathogen-dispersal system.
It takes a small quantity of contaminated material and uses it to make vast quantities of water unfit for human use.
With this system, Narain says, both “our rivers and our children are dying”.
India’s government, like that of many developing countries, is hopelessly chasing the goal of universal water-based sewage systems and sewage treatment facilities – unable to close the huge gap between services needed and provided, but unwilling to admit that it is not an economically viable option.
Fortunately, there is a low-cost alternative: the composting toilet.
This is a simple, waterless, odorless toilet linked to a small compost facility and sometimes a separate urine collecting facility.
Collected urine can be trucked to nearby farms, much as fertilizer is.
The dry composting converts human fecal material into a soil-like humus, which is essentially odorless and is scarcely 10 percent of the original volume.
These facilities need to be emptied every year or so, depending on design and size.
Vendors periodically collect the humus and market it as a soil supplement, thus ensuring that the nutrients and organic matter return to the soil, reducing the need for energy-intensive fertilizer.
This technology sharply reduces residential water use compared with flush toilets, thus cutting water bills and lowering the energy needed to pump and purify water.
As a bonus, it also reduces garbage flow if table wastes are incorporated, eliminates the sewage water disposal problem, and restores the nutrient cycle.
The U.S. Environmental Protection Agency now lists several brands of dry compost toilets approved for use.
Pioneered in Sweden, these toilets work well under the widely varying conditions in which they are now used, including Swedish apartment buildings, U.S. private residences, and Chinese villages.
For many of the 2.5 billion people who lack improved sanitation facilities, composting toilets may be the answer.
Rose George, author of The Big Necessity: The Unmentionable World of Human Waste and Why It Matters, reminds us why the “flush and forget” system is an energy guzzler.
One, it takes energy to deliver large quantities of drinking-quality water (up to 30 percent of household water usage is for flushing).
Two, it takes energy – and lots of it – to operate a sewage treatment facility.
In summary, there are several reasons why the advanced design composting toilets deserve top priority: spreading water shortages, rising energy prices, rising carbon emissions, shrinking phosphate reserves, a growing number of sewage-fed oceanic dead zones, the rising health care costs of sewage-dispersed intestinal diseases, and the rising capital costs of “flush and forget” sewage disposal systems.
Once a toilet is separated from the water use system, recycling household water becomes a much simpler process.
For cities, the most effective single step to raise water productivity is to adopt a comprehensive water treatment/recycling system, reusing the same water continuously.
With this system, which is much simpler if sewage is not included in the waste water, only a small percentage of water is lost to evaporation each time it cycles through.
Given the technologies that are available today, it is quite possible to recycle the urban water supply indefinitely, largely removing cities as a claimant on scarce water resources.
Some places faced with shrinking water supplies and rising water costs are beginning to recycle their water.
Singapore, for example, which buys water from Malaysia at a high price, is already recycling water, reducing the amount it imports.
Windhoek, capital of Namibia and one of the most arid locations in Africa, recycles waste water for drinking water.
In water-stressed California, Orange County invested in a $481-million treatment facility that opened in early 2008 to convert sewage into safe clean water, which is used to replenish the local aquifer.
Los Angeles is planning to do the same.
For more and more cities, water recycling is becoming a condition of survival.
Individual industries facing water shortages are also moving away from the use of water to disperse waste.
Some companies segregate effluent streams, treating each individually with the appropriate chemicals and membrane filtration, preparing the water for reuse.
Peter Gleick, lead author of the biennial report The World’s Water, writes: “Some industries, such as paper and pulp, industrial laundries, and metal finishing, are beginning to develop ‘closed-loop’ systems where all the wastewater is reused internally, with only small amounts of fresh water needed to make up for water incorporated into the product or lost in evaporation”.
Industries are moving faster than cities, but the technologies they are developing can also be used in urban water recycling.
At the household level, water can also be saved by using more water-efficient showerheads, flush toilets, dishwashers, and clothes washers.
Some countries are adopting water efficiency standards and labelling for appliances, much as has been done for energy efficiency.
When water costs rise, as they inevitably will, investments in composting toilets and more water-efficient household appliances will become increasingly attractive to individual homeowners.
Two household appliances – toilets and showers – together account for over half of indoor water use.
Whereas traditional flush toilets used 6 gallons (or 22.7 liters) per flush, the legal U.S. maximum for new toilets is 1.6 gallons.
New toilets with a dual-flush technology use only 1 gallon for a liquid waste flush and 1.6 gallons for a solid waste flush.
Shifting from a showerhead flowing at 5 gallons per minute to a 2.5 gallons-per-minute model cuts water use in half.
With washing machines, an European horizontal axis design uses 40 percent less water than traditional top-loading models.
The existing water-based waste disposal economy is not viable.
There are too many households, factories, and feedlots to simply try and wash waste away on our crowded planet.
To do so is ecologically mindless and outdated – an approach that belongs to a time when there were far fewer people and far less economic activity.
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Adapted from Chapter 6, “Designing Cities for People” in Lester R. Brown, Plan B 4.0: Mobilizing to Save Civilization
(New York: W.W. Norton & Company, 2009), available on-line at www.earth-policy.org
Additional data and information sources at www.earth-policy.org
Feel free to pass this information along to friends, family members, and colleagues!
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Il rifiuto organico immondo ovunque lo si metta!

VIAGGIO NEL PORTA DOVE CAPITA
Il rifiuto organico immondo ovunque lo si metta!
13/03/2011
Di F. Allegri
Devo iniziare questo mio scritto con un commento sulla mozione delle 5 stelle sull’articolo 11 del regolamento che riguarda l’assimilazione dei rifiuti industriali a quelli urbani e che secondo il tribunale di Firenze non è assimilabile alla legge dello stato visti i 5 decreti penali di condanna emessi a causa dell’applicazione di questo articolo per 5 dirigenti di partecipate o cooperative.
Come saprete il PD l’ha bocciata con la motivazione che questa accelera i tempi e perché, con tale atto, la lista cercherebbe visibilità! Credo che riparleremo spesso della questione anche se, lo ribadisco, io sono contrario al porta a porta anche per altre ragioni che ritengo di importanza maggiore.
Anche questo è un tema rilevante, soprattutto a livello politico e giuridico.
A livello economico la ritengo minore, le fabbriche sanno come smaltire questi oggetti: almeno questi!
Con questa mozione i grillini si sono riscattati agli occhi del centro sinistra alternativo e hanno ottenuto del credito presso il PDL e l’UDC (con le dovute distanze) mentre non ho capito e non accetto la posizione dell’IDV che, come ho già scritto, ha negato se stessa.
Questa introduzione/divagazione non è del tutto fuori tema perché anche in tema di rifiuti organici si subisce un’assimilazione!
Lo sapete, chi può prende il fusto di plastica e lo riempie di roba organica per falla marcire e in cambio del mancato smaltimento si riceve uno sconto sulla bolletta del 10%.
E’ uno sconto per pochi, per chi aveva pochi problemi con questi rifiuti e nessun bisogno del fusto che attira ogni tipo di insetti e genera un odore nauseabondo.
Inoltre c’è un’evidenza da segnalare per le aree urbane, prima il servizio era garantito e gestito meglio e vedremo quanto alle prossime elezioni municipali.
Andiamo all’articolo 54 e poi ci salutiamo alla fine
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SEZIONE II – RACCOLTA PORTA A PORTA
ART. 53 RACCOLTA DEL RIFIUTO ORGANICO

Il servizio di raccolta del rifiuto organico viene svolto con le seguenti modalità:

a. la raccolta viene effettuata mediante contenitori di colore distinto;
b. la raccolta viene effettuata con periodicità adeguata e tendenzialmente bisettimanale;
c. il materiale può essere introdotto nel contenitore utilizzando idonei sacchetti;
d. l’utente deve assicurarsi che dopo l’introduzione dei rifiuti il coperchio del contenitore resti chiuso.

Non viene effettuato il servizio per il materiale eccedente le potenzialità del contenitore (che dovrà rimanere con il coperchio chiuso) o depositato a terra.
Non viene effettuato il servizio qualora si riscontri la presenza di materiale non conforme all’interno dei contenitori per il rifiuto organico.
Qualora, durante il servizio di raccolta porta a porta, il gestore riscontri la presenza di materiali non conformi al conferimento, il gestore stesso provvederà a individuare e ad informare il produttore con l’applicazione di idonei messaggi di segnalazione apposti sul contenitore in cui è stato rinvenuto materiale non conforme.
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Come vedete dovete stare attenti a cosa mettete fuori di casa, quando lo fate e in che quantità.
Ho corretto anche un errore di ortografia che deriva con tutta probabilità da un taglio fatto all’articolo al momento della redazione.
Colgo l’occasione per domandare: ma chi l’ha scritto questo regolamento? Dove sono state copiate le parti che sono state copiate? Ma tale regolamento è degno della tradizione democratica e di partecipazione dei nostri comuni oppure anche questa è poca cosa e per questo siamo arrivati a questo punto?
Cari produttori di rifiuti leggete bene i bigliettini perché prima o poi un reso di rifiuti lo riceverete tutti.
Brutto affare il dover separare i rifiuti come dicono loro e poi pagare quanto dicono sempre gli stessi e io vedo il peggio quando sento i bambini che cantano la canzone di Publiambiente o vanno a far finta di ristrutturare o pulire le scuole ……
Tanti saluti, cari produttori di rifiuti.

Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica, nel 2008 spiegò il fallimento di Lehman Brother prevedendo la data del 18 settembre; da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia; traduce scritti dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e leggi il suo diario della crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

Consiglio Comunale n°20 23/11/2011 PUA
Consiglio Comunale n°21 28/11/2011
Parassiti: spot istituzionale
Conto alla rovescia
maggio: 2012
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