Articoli marcati con tag ‘speculazione’
GRANO E VITA
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
La Recita a Soggetto: (17° episodio)
GRANO E VITA
Di I. Nappini
Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco Pisani preoccupati da uno strano annuncio. I due dopo anni si parlano di persona.
MARCO: Questo è un mondo di cannibali. BANCHE, UFFICIO DELLE TASSE, CONTROLLI di polizia, dell’ufficio sanitario tutto sembra fatto per trasformare il professionista e l’imprenditore in un nemico del sistema. Pensa alle donne il fratello! Vale la vecchia battuta da caserma qui in Italia: “ALLA TUA BELLA NON DEVI COMPRARE FIORI E CIOCCOLATINI CON IL SALARIO DI SOLDATO, DAGLI SOLO IL SALARIO”. I soldi sono la vita e sono una maledizione, quest’euro poi ci ha mezzi rovinati. Tutto è rincarato e gli stipendi sono rimasti al palo e la gente si è impoverita, non la puoi neppure sfruttare. COME FAI A FAR UNO SFRUTTAMENTO INDUSTRIALE IN EURO? Userai la valuta di qualche paese disperato che vale solo la carta su cui è stampato, ne compri qualche chilo di quelle banconote e ci tiri su un sistema di fabbrica che produce merce da vendere in cambio di sterline, Euro o dollari. Perché stanno nascendo fabbriche in paesi asiatici e africani? PERCHÉ PAGHI LA FORZA LAVORO CON DENARI LOCALI E LO STATO CHIUDE GLI OCCHI DAVANTI AD EVENTUALI ABUSI. Poi chissà quanto potrà ancora andar avanti questa storia, arriverà prima o poi lo stop. Scusate ma mi verso un po’ di questa roba che è bella forte. Leggi il resto di questo articolo »
CRONACHE DA CERRETO GUIDI – REGOLAMENTO URBANISTICO: Le motivazioni del nostro voto contrario!
CRONACHE DA CERRETO GUIDI – REGOLAMENTO URBANISTICO: Le motivazioni del nostro voto contrario!
04/04/2011
Di Alberto Mercuri
Il consiglio comunale del 2 febbraio 2011 ha approvato il regolamento urbanistico che insieme al piano strutturale compone il nuovo piano regolatore.
Ecco una breve cronistoria, Cerreto Guidi adottò un piano regolatore nel 1999 che avrebbe dovuto avere una valenza temporale ventennale e qualcuno considerava illimitata la durata del piano strutturale a meno che non fossero emerse modifiche radicali all’assetto del territorio.
Queste furono le indicazioni presenti nella rivista consegnata ai cittadini.
Nel 2004, dopo solo 5 anni e dopo oltre 200 varianti al regolamento urbanistico (sulle quali non ci soffermiamo) si disattesero le premesse precedenti e si decise di aprire l’iter procedurale per un nuovo piano regolatore.
La nostra lista ha sempre avuto perplessità al riguardo, ritenendo che si doveva mantenere il piano strutturale vigente intervenendo solamente con un nuovo regolamento urbanistico come del resto previsto pochi anni prima.
L’iter procedurale iniziato nel 2004 portò nel luglio 2008 ad approvare il piano strutturale e il 2 febbraio 2011 con l’approvazione del regolamento urbanistico si completa il piano regolatore.
Una prima perplessità riguarda proprio l’iter procedurale e i costi di realizzazione.
In primo luogo l’iter che ha portato alla definizione di questo piano regolatore è stato decisamente troppo lungo: ci sono voluti ben sei anni per approvare il piano regolatore.
Va aggiunto che si approva un regolamento urbanistico già datato che non risponde alle condizioni economiche del momento vista anche la crisi economica che sta attraversando l’economia del nostro paese a partire dal 2008.
I costi di realizzazione sono stati rilevanti: 347.000 euro per il piano strutturale e 150.000 per il regolamento urbanistico, per un totale di 497.000 euro che gravano sul bilancio comunale.
Entrando nel merito del piano regolatore, esso è molto distante dall’essere definito “ il documento della città che immaginiamo per i prossimi vent’anni”, e non il “bignami degli aspiranti geometri”.
I dati del dimensionamento residenziale sono sconcertanti: si è passati da 673 nuovi alloggi del precedente piano strutturale attuabili in tre regolamenti urbanistici a 939 nuovi alloggi da attuare attraverso due regolamenti urbanistici con un dimensionamento di 530 nuovi alloggi per quinquennio 2011-2015 e 2016-2020.
Cerreto Guidi non ha bisogno di nuovi alloggi; l’emergenza abitativa non può essere motivata prendendo come riferimento solamente il dimensionamento medio a famiglia, che a Cerreto Guidi è elevato, dobbiamo considerare il contesto economico-sociale nel suo complesso, con le difficoltà attuali di una famiglia, coppia di fatto e giovani ad acquistare una casa ex nuovo.
Lo strumento urbanistico è ormai diventato una delle poche fonti di entrata per gli enti locali incentivando così un’urbanizzazione in maniera spropositata.
Se tuttavia pensiamo di finanziare attraverso il gettito degli oneri di urbanizzazione le opere pubbliche dovremmo cementificare tutto il nostro territorio e a maggior ragione in un mercato immobiliare bloccato un dimensionamento di grandi dimensioni è al di fuori di ogni logica e non rispecchia i reali bisogni attuali della cittadinanza.
Investire in un mercato immobiliare saturo significa incentivare la speculazione edilizia invece di favorire investimenti in settori nevralgici per il nostro territorio come le attività produttive, le infrastrutture, e la viabilità.
Per queste ragioni riteniamo che questo piano sia inattuabile e destinato a rimanere sulla carta, come del resto auspichiamo.
Costatiamo anche che uno sviluppo urbano di tali dimensioni (anche se mutassero le condizioni economiche) non sarebbe sostenuto dalle condizioni in cui si trova il nostro comune.
La viabilità che risale agli anni sessanta, non si prevede un miglioramento degli assi stradali che rimangono invariati con le relative problematiche e aggravati di ulteriore traffico; infrastrutture ormai datate, mancanza di fognature nel capoluogo.
All’interno del consiglio molti consiglieri di maggioranza sostenevano che con questo regolamento urbanistico si andava verso un comune più sostenibile dal punto di vista ambientale, ma come possiamo tutelare l’ambiente se continuiamo a scaricare i reflui nelle campagne circostanti?
Per lo stesso motivo come possiamo valorizzare i nostri territori puntando sul turismo.
Proseguendo la nostra analisi notiamo che emerge un’incompatibilità tra le previsioni del regolamento urbanistico e piano triennale delle opere pubbliche 2011-2013: si mantiene la previsione di ampliamento della scuola materna di S. Zio per 300.000 euro e nel regolamento urbanistico si prevede lo spostamento della stessa nel polo scolastico al campo di Caracosta.
Premesso che non condividiamo la locazione del polo scolastico per i relativi problemi di franosità del terreno e di limitazione dello spazio, riteniamo che previsioni fatte in questo modo servono per gettare fumo negli occhi ai cittadini, modalità che ormai da anni qualifica l’amministrazione comunale, la quale invece di affrontare i problemi si presta a previsioni che rimangano sulla carta o che sono incompatibili con le stesse.
Sono inoltre state omesse alcune previsioni fondamentali: il corridoio infrastrutturale a Cerreto Guidi che avrebbe dovuto alleggerire il traffico nel centro storico collegando l’abitato di Caracosta con via Cerretese, nella frazione di Bassa spariscono due previsioni fondamentali per lo sviluppo del paese come la zona sportiva e il collegamento tra Via Verdi e Via Filicaia che avrebbe alleggerito il traffico sulla provinciale n.11.
Queste sono le nostre perplessità che abbiamo sull nuovo piano regolatore e i motivi del nostro voto contrario al regolamento urbanistico.
Abbiamo dato una valutazione politico amministrativa senza entrare nelle singole previsioni altrimenti avremmo perso i binari senza riuscire a dare una valutazione complessiva.
Il Fascista Immaginario (settimo dialogo)
Le Tavole delle colpe di Madduwatta
Il Fascista Immaginario (settimo dialogo)
LAZZARO TRA LE PIAGHE, IL POTERE E IL SISTEMA DELLA CONTEMPORANEITA’
Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’estate del 2003.
SERGIO: DEBITI, BANCHE, SPECULATORI, POLITICANTI AL SOLDO, IGNORANZA. Queste le piaghe di questa nostra gente. In realtà siamo un popolo difforme e disperso e i partiti politici della Prima e della Seconda Repubblica per calcolo e interesse elettorale hanno sfruttato cinicamente la tendenza delle genti nostre a DIVIDERSI E A SPEZZARSI IN TIFOSERIE RINCRETINITE per poter far passare qualunque cosa nei due rami del parlamento. Per questo gli onorevoli hanno tutti quei privilegi e la pensione dopo una sola legislatura e un ricco stipendio. Se questo popolo italiano avesse avuto qualcosa CHE LO TENEVA DAVVERO UNITO questa politica disgraziata non avrebbe fatto questi danni.
LAZZARO: Di nuovo ti sbagli. Qualcosa che unisce gli italiani esiste davvero: I CENTRI COMMERCIALI ALL’AMERICANA. Il consumo di beni e servizi e segnatamente di quelli di lusso è la forma unica di sostanziale uniformità e unità delle genti del Belpaese. L’ITALIA NON SI È MAI COMPIUTA E SOLO LE MERCI E I SERVIZI VENDUTI DALLA COOP, DALL’ESSELUNGA, DALLA METRO, DALLA STANDA, DALL’IKEA, HANNO MESSO ASSIEME SOTTO L’INSEGNA DEL “IO HO E QUINDI COMPRO E QUINDI POSSIEDO” UN POPOLO PRIVO DI QUALSIASI ALTRO PUNTO DI RIFERIMENTO. Questo è il nuovo potere, la nuova fede assoluta e perfetta a cui le nostre genti tributano una fede mercenaria e dubbia. Il denaro che circola crea le ragioni di vita e le ragioni di vita sono la merce che entra nella vita dei molti e si trasforma nelle varie forme di spazzatura dopo che ha finito il suo ciclo. Per questo la vita dei non ricchi, dei non privilegiati, dei non miracolati, dei non protetti dalla politica o da qualche parente ricco è meschina agli occhi dei molti. La vita di tanta gente assomiglia alla merce che comunemente si produce: COSTA, VIENE COMPRATA E USATA, HA UN SUO CICLO D’UTILIZZO E POI FINISCE CON IL TRASFORMARSI IN SPAZZATURA.
SERGIO: Sei cattivo ma dici cose vere e giuste e fin qui son d’accordo con te; ma attenzione esiste sempre una dignità umana che non coincide con la realtà materiale. Chiamala anima, chiamalo spirito, chiamala fede. Fai te. Io so che è così.
LAZZARO: Qui in segreto, in confidenza fra noi due parliamo di coloro che hanno il vero potere, della loro natura, dei loro scopi, di che cosa sono per quelli come noi.
SERGIO: Sei molto cattivo e forse so dove vuoi arrivare.
LAZZARO: Chi è felice oggi? Chi si sente in pace con se stesso e con gli altri esseri umani? Chi può dire di amare davvero la natura in un mondo nel quale gli ecologisti come tutti quanti finiscono con usare automobili, a consumare beni che producono spazzatura? La verità è che questo sistema deve produrre infelicità e insoddisfazione, deve spingere gli esseri umani a pensare ai consumi, ai guadagni, al potere, al dominio. UN SISTEMA CHE PARLA A TUTTI GLI ESSERI UMANI DEL PIANETA AZZURRO DI COMPETIZIONE, CONCORRENZA, ADATTABILITÀ, GUADAGNO DEVE PRODURRE UN MONDO UMANO IN CONFLITTO AL SUO INTERNO E ALL’ESTERNO, NON PUÒ ESSERE ALTRIMENTI. Senza conflitto e senza saccheggio dei beni naturali e sfruttamento dell’uomo sull’uomo la civiltà industriale si ferma, senza produzione e consumo di beni inquinanti il mercato si ferma. Se si ferma muore. IL SISTEMA È FATTO PER ACCELERARE LE CAPACITÀ INTELLETTUALI E PRODUTTIVE DEGLI ESSERI UMANI, PER MOLTIPLICARE I MANUFATTI TECNOLOGICI, PER CREARE UNA SCIENZA NON LIBERA MA INTEGRATA ALLE ESIGENZE DELL’INDUSTRIA MILITARE E DELLA RICERCA SOVVENZIONATA DALLE MULTINAZIONALI, PER COMANDARE, PER SFRUTTARE, PER PRODURRE, PER VENDERE, PER INQUINARE FREGANDOSENE DI TUTTO E DI TUTTI. Non è una legge di Dio, non è la volontà di Dei malvagi o degli alieni o di qualche setta diabolica. SI CHIAMA CIVILTÀ INDUSTRIALE, FA DA SÉ LE SUE REGOLE, LE CAMBIA, LE ADATTA. Chi vive in questo tempo deve far i conti con questo, sia esso un cinese, uno statunitense, un italiano o un iracheno travolto da questa guerra. La delinquenza, la corruzione di massa, la pornografia, le perversioni morali, le distorsioni sociali, la guerra non sono cosa strane sono l’evidenza di questo sistema, che ha i suoi pregi certo e non pochi. MA HA UN PREZZO ALTISSIMO CHE PAGANO SPESSO I PIÙ POVERI, GLI UMILI, LA GENTE IGNORANTE, I TAPINI CHE VIVONO IN TERRITORI RICCHI DI MATERIE PRIME E PETROLIO E VENGONO TRAVOLTI DALLE GUERRE. Guerre mosse dai paesi ricchi ai paesi poveri e non tutte si combattono con le armi, spesso la guerra è finanziaria o politica. Come ai tempi del colonialismo e dell’economia da negrieri si paga poco il lavoro e le materie prime di chi vive nei paesi poveri o in via di sviluppo e si vende beni come medicinali, prodotti industriali, abiti, armi a carissimo prezzo. Quando l’indigeno s’arrabbia e cerca altri colonialisti più generosi o meno avidi ecco l’opzione della guerra, arrivano gli eserciti mercenari e le giunte dei colonnelli e dei generali come è capitato al Cile di Allende che osò nazionalizzare le miniere di rame di proprietà delle multinazionali. AL VERTICE DI QUESTA PIRAMIDE D’INFELICITÀ C’È UNA MINORANZA DI RICCHISSIMI, DI POCHI CHE SONO TECNOCRATI, FINANZIERI, GRANDI DETENTORI DI CAPITALE AZIONARIO, SUPER-ESPERTI AL SOLDO. Una ristretta minoranza di esseri umani gode del sistema ed è felice, gli altri devono cercare la felicità altrove perché il sistema è fatto dai pochissimi per i pochissimi, è ancora più ristretto delle antiche aristocrazie e oligarchie. Ora tutto questo si sta di nuovo sfasciando: il debito pubblico statunitense è fuori controllo, emergono nuovi imperi in Asia con il loro capitalismo spesso di Stato, e le nuove guerre ridefiniscono gli spazi egemonici e finanziari degli imperi; questa guerra nuova ne è la dimostrazione. Nessuna notte è per sempre, neanche quella più lunga, neanche questa.
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Scritto il 29 ottobre 2010.
Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it
fra qualche giorno parleremo di nuovo della Recita a Soggetto
Rendite di borsa in tempi di crisi
Rendite di borsa in tempi di crisi
13/09/2010
Di F. Allegri
In questo scritto tratterò una questione specifica, ma molto importante per capire la crisi (degenerazione sociale) passata, attuale e prossima: le speculazioni di borsa in generale e sui nuovi titoli, i derivati soprattutto.
Mi sono ispirato ad un scritto di Uriel, un misterioso blogger di idee socialiste moderate, originale, arguto che pratica la libera informazione in modo molto inconsueto.
Uriel parlò delle rendite sviluppando la metafora “dei latifondisti di Wall Street. Egli ritiene che le attuali rendite finanziarie siano una categoria nuova dell’economia, in quanto prendono un nuovo attore, il rischio, e lo trasformano in reddito. Posso concordare e voglio fare due incisi prima di approfondire il discorso. Leggi il resto di questo articolo »
Lo spettro della crisi sull’Europa: le novità di questi giorni!
Lo spettro della crisi sull’Europa: le novità di questi giorni! Considerazioni finali sulla finanza internazionale
27/06/2010
Di F. Allegri
Scrivo una nuova riflessione sulla crisi e questa volta mi concentrerò sul malato europeo a partire dalle novità internazionali (e non) delle ultime settimane: la finanziaria di Tremonti, la svalutazione dell’Euro al 20%, la Tobin tax riesumata e ridimensionata al G 20 e la crisi sociale ed economica di una Cina che rivaluta la sua moneta del 20% e alza anche gli stipendi per un pari importo. C’è molto da dire.
Parto da un soggetto che è debole a livello politico in Europa: l’Italia di Tremonti e soci; non facciamo parte del mondo della cattiva finanza, ma abbiamo ereditato così tanti debiti che anche a noi tocca il salasso. Avevo scritto che la proposta Tremonti conteneva molte trappole e giochi di prestigio: troppe entrate sono presunte e tanti tagli non erano stati discussi con i diretti interessati! Leggi il resto di questo articolo »
Quando la padrona era la speculazione: ieri, oggi e domani.
Di Futuroieri
Nel mese di giugno il Wall Street Journal pubblicò un’indagine sulla speculazione che sosteneva una realtà che dovrebbe sconvolgere: il 71% degli scambi petroliferi aveva una natura speculativa. Se sembra troppo non continuate a leggere perché la realtà dice che la percentuale esatta è sicuramente sopra il saggio del 80%. Solo nel caso italiano essa è un poco più bassa perché da noi il prezzo del petrolio deve considerare le tasse e le gabelle varie che sono immense alla faccia della progressività e del popolarismo di maniera.
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