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I DEBITI DI USA, ITALIA E GRECIA NELLA CRISI MONDIALE E NELLA POLITICA ITALIANA ED EUROPEA

I DEBITI DI USA, ITALIA E GRECIA NELLA CRISI MONDIALE E NELLA POLITICA ITALIANA ED EUROPEA
30/12/2011
Di F. Allegri
Siamo sempre all’interno dell’analisi della nascita del governo Monti e oggi vi dirò che l’attuale esecutivo è figlio di questi tre debiti e delle scelte politiche concepite per metterli sotto controllo.
Parto dalle mie ultime 2 traduzioni di scritti di Ralph Nader e Lester R. Brown sugli USA.
Nader ci ha detto 4 cose essenziali:
a) i fanatismi ideologici (anche liberali) sono pericolosi e dannosi (si riferiva al Tea Party di Cantor, ma il concetto è generale);
b) il tetto del deficit USA è stato alzato 60 volte dal 1930 ad oggi;
c) una parte della classe politica americana non è in grado di affrontare la crisi attuale (qui il concetto si può allargare);
d) infine, in USA nascono nuovi movimenti e idee di lotta politica (anche in conseguenza del punto precedente). Leggi il resto di questo articolo »

Spogliare l’America in modo non patriottico

Nell’Interesse Pubblico
Spogliare l’America in modo non patriottico
Di Ralph Nader
22/04/2011
E’ l’ora di applicare lo standard del patriottismo alle corporations multinazionali USA e di chiedere che garantiscano fedeltà agli Stati Uniti e “alla Repubblica con la quale è garantita … libertà e giustizia per tutti”.
Questo 4 di luglio 2011, sarebbe un giorno buono per gli americani per chiedere tale impegno societario.
Nate e regolate in USA, queste corporations raggiunsero le loro enormi dimensioni grazie ai lavoratori americani e ai vasti contributi sussidiati per sviluppo e ricerca dei tassati. Leggi il resto di questo articolo »

Italia e USA parlano di Afganistan (su Wikileaks)

(Sesta parte)
By: http://cablegate.wikileaks.org/index.html

14. (U) Staffdel Kessler non ha autorizzato questa missiva.
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Afghanistan
8 febbraio 2010
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2. (S/NF) Frattini iniziò dicendo al SecDef che gli USA possono contare sul pieno sostegno italiano in Afghanistan, Iran e nella lotta al terrorismo. Lui aveva parlato con il generale Jones e il Segretario Clinton e dato lo stesso messaggio. Egli espresse un desiderio di concentrarsi sull’approccio globale in modo tale da migliorare la vita quotidiana degli afgani. Leggi il resto di questo articolo »

Io non credo che gli USA falliranno

Io non credo che gli USA falliranno
25/03/2011
Di F. Allegri
Nel mondo delle idee eccentriche e conformiste italiane gira una strana riflessione a più voci, anche tra alcuni personaggi pubblici.
L’idea eccentrica è che gli USA falliranno presto, sommersi dal proprio deficit di bilancio e/o dalla loro ingiustizia sociale oppure dall’impossibile coesistenza della sua società multirazziale.
Io non credo che gli USA falliranno!
Qualche anno fa, sentii per la prima volta queste riflessioni durante un dibattito televisivo e questa tesi era sostenuta dal socialista Gianni De Michelis.
Egli basò la sua riflessione sulle ingiustizie sociali e sulla difficile convivenza tra i poveri latini o afro americani e i ricchi anglo sassoni: se ricordo bene, c’erano state delle piccole rivolte di quartiere in alcune metropoli come Los Angeles. Tutto molto circoscritto!
Solo in seguito ho sentito dire che gli USA potevano fallire a causa del loro deficit di bilancio crescente.
Oggi parlerò di questo ribadendo spesso che io non credo che gli USA possano fallire, è più probabile il fallimento portoghese e quello italiano.
Premetto anche che nel bilancio USA c’è solo una voce di spesa fuori controllo: quella delle spese militari, spesso gonfiate e o inefficienti per il resto quando finiscono gli stanziamenti finisce il servizio collegato e buonasera a tutti i bisognosi …..
L’altra ragione del deficit americano ha un nome è un cognome: si chiama esternalizzazione e globalizzazione!
Oggi approfondirò la mia riflessione commentando un scritto di Giulietto Chiesa del 6 novembre 2011 pubblicato da vari siti, tra i quali megachip.info, e intitolato: “USA: pratiche di fallimento”.
Chiesa parla di fallimento riferendo il fatto che la Federal Reserve acquistò a novembre 600 miliardi di dollari e ne prelevò altri 300/350 dal debito che la fed aveva acquisito. Questi ultimi erano stati immessi sul mercato dei titoli.
Qui rimando anche allo scritto del professor Nappini – “Il Belpaese e le sue paure: fine dell’impero?”.
Secondo Chiesa ed altri uno stato può morire stampando moneta e questo può accadere anche a quello che è, senza dubbio, il più forte di tutti.
1000 miliardi di carta potrebbero avvelenare il gigante!
Qui si devono fare due considerazioni.
1) io non credo che gli USA falliranno!
2) Chiesa, come altri, ha scoperto il signoraggio e non l’ha capito!

Il denaro è sempre carta, ma il legame tra la persona normale e il mezzo delle transazioni è di tipo magico e quindi la carta è sempre un valore anche quando essa non è garantita da oro o armamenti.
Il discorso del signoraggio, nella sua essenza, sarebbe applicabile anche alle monete conchiglia degli arcipelaghi dei mari del sud.
Se ai 1000 miliardi suddetti si aggiungono gli 800 stampati al momento del salvataggio bancario del 2008 ci si trova davanti ad una montagna di carta che secondo Chiesa potrebbe travolgere il gigante USA.
Anche qui vanno fatte due considerazioni.
1) il sistema fiscale USA leggerissimo è del tutto ignorato;
2) la forza USA non è nella sua moneta, ma nel suo esercito, nel suo territorio, nella sua popolazione e nella sua organizzazione nella quale dominano le multinazionali.

Gli USA non sono una torre di Babele.
Non temete gli USA non crolleranno.

E’ vero che questa creazione di moneta non ha precedenti e sovrasta anche le crisi del 1926 e del 1929, ma non va dimenticato che, con l’informatizzazione delle borse, la finanza internazionale ha venduto 12 volte la Terra e anche i terreni della Luna, a parte s’intende.
Sono veri e più interessanti i fatti che nel 2007 la Cina aveva comprato circa la metà (esattamente il 47%) delle nuove emissioni di cedole americane. Nel 2008, in piena crisi finanziaria, la Cina aveva ridotto della metà, al 20% circa. L’anno scorso gli acquisti cinesi si sono drasticamente quasi azzerati. Eravamo al 5%.
Anche questo fa parte della globalizzazione e a me dice una cosa diversa di quello che ci legge il Chiesa che si intende poco di economia e per niente di finanza magica e colonialista.
Ecco quello che leggo qui!
I cinesi sono la fabbrica del mondo e lavorano per ricevere questa carta tinta che è l’unico modo che hanno per poter importare immense quantità di cibo e carburante: parlo della soia e del petrolio!
Subito dopo Chiesa mi dice: “In queste condizioni non c’è più modo per pareggiare la bilancia commerciale degli Stati Uniti. Con un debito di queste dimensioni bisogna inoltre mettere a bilancio 300 miliardi di interessi annui da pagare. Come? Non lo sa nessuno”.
Qui farò 3 considerazioni.
1) L’economia USA è ancora superiore e di molto a quella cinese;
2) I ricchi USA pagano poche tasse, ad esempio a New York la tassa sulle transazioni di borsa è azzerata dalle deduzioni e dalle esenzioni;
3) Gli USA non falliranno.

Chiesa aggiunse che l’effetto primo di queste scelte sarebbe stato la svalutazione del dollaro.
Questo non è accaduto, qui vanno introdotti due scenari.
Dopo una scelta monetaria simile si possono prendere due percorsi, da un lato ci sono le riforme strutturali, dall’altro le guerre imperiali.
Al momento Obama le percorre entrambe, da un lato riorganizza l’industria automobilistica e vara una riforma delle borsa e della sanità (niente di notevole) e dall’altra parte la “guerra umanitaria” di Libia, un conflitto come quelli del passato che pare destinato a durare molti mesi, come minimo.
Al momento non si vede nemmeno l’inflazione che denuncia Chiesa, qui il merito è dell’Europa e di quei paesi che tengono d’occhio i loro deficit, se non altro la crisi del 1929 ha insegnato qualcosa ai nostri governanti!
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Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini e di recente ha anticipato gli esiti del voto di fiducia, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Ora si occupa del tesoretto di Tremonti. Su Facebook è Futuro Ieri.

Una guerra senza senso inizia il suo 10° anno

Una guerra senza senso inizia il suo 10° anno … un discorso alla nazione del Presidente Barack Obama
(come riferito da Michael Moore)
Giovedì 7 ottobre 2010
Miei Compagni Americani:
Nove anni fa oggi noi invademmo la nazione dell’Afganistan.
Avevo appena superato i 40 anni.
Avevo un Discman e un Oldsmobile ed ero entrato realmente in LiveJournal.
Quello era tanto tempo fa.
Era così tanto tempo che nessuno ricorda perché noi siamo andati fin laggiù?
Io penso che tutti volessero catturare Osama bin Laden e portarlo alla giustizia.
Ma lui fuggì già nel primo mese o poco dopo. Lui uscì. Noi restammo. Ricordandolo ora, quello costruisce il senza senso.
Necessitando di trovare una nuova ragione per la missione, decidemmo di rovesciare gli estremisti religiosi che stavano correndo in Afganistan.
Quello lo facemmo.
In un certo modo.
Diversamente da Osama, loro non scapparono.
Perché no?
Bene, loro erano Afgani, era il loro paese.
E, abbastanza stranamente, molti degli altri Afgani supportarono loro.
Ad oggi, i Talebani hanno solo 25.000 combattenti armati.
Pensate davvero che un esercito così piccolo potrebbe controllare e reprimere una nazione di 28 milioni contro la loro volontà?
Cosa c’è di sbagliato in questa descrizione?
WTF è davvero andato fino a lì?
La verità è che non posso ottenere una risposta.
I miei generali non possono dirmi veramente quale sia la nostra missione.
Se noi andammo laggiù per sgominare al-Qaeda, bene, anche loro se ne sono andati.
La CIA mi dice che ci sono rimasti meno di 100 di loro nell’intero paese!
I miei generali hanno anche ammesso quanto segue con me:
1. Non c’è modo per noi di sconfiggere i Talebani. Godono di molto supporto popolare nelle aree rurali, la maggioranza del paese.
2. Anche se noi siamo stati laggiù 9 anni, la verità è che i Talebani, non noi, non il governo Afgano, controllano il paese. Dopo nove anni, noi abbiamo solo cacciato completamente fuori i Talebani dal 3% dell’Afganistan.
3%!! (Solo per accenno, a noi occorsero solo UNDICI MESI dopo il D-Day per sconfiggere interamente i Nazisti in tutta l’Europa.)
3. Le nostre truppe e i loro comandanti cercano ancora di imparare la lingua, la cultura, i costumi dell’Afganistan.
Il fatto è che le nostre truppe semplicemente non sono credute dalla gente normale (specialmente dopo che hanno ucciso numerosi civili, anche per avventatezza o per sport).
4. Il governo Afgano che noi installammo è corrotto oltre ogni credenza.
Il pubblico non ha fiducia di loro.

Il Presidente Karzai usa antidepressivi e i nostri consiglieri ci dicono che lui è bizzarro e folle per molti giorni.
Suo fratello ha una relazione amichevole con i Talebani e si crede che sia il principale trafficante di papavero (eroina).
I papaveri da eroina sono il #1 contributo all’economia Afgana.
La guerra in Afganistan è un pasticcio.
La rivolta cresce — e perché non dovrebbe farlo: truppe straniere hanno invaso e occupato il loro paese! La gente responsabile per 11/9non sono più laggiù. Quindi perché ci siamo noi?
Perché stiamo offrendo le vite dei nostri figli e figlie ogni singolo giorno — per nessuna ragione che qualcuno possa definire.
In effetti, la sola ragione che io posso vedere è che questa guerra sta mettendo miliardi di profitti nelle tasche dei contrattisti della difesa.
E’ la ragione per stare: così Halliburton farà un profitto più grande questo quadrimestre?
E il momento per me di portare le nostre truppe a casa — proprio ora.
Non un americano in più ha bisogno di morire.
Le loro morti non ci renderanno più sicuri e loro non portano la democrazia all’Afganistan.
Non è la nostra missione sconfiggere i Talebani.
Quello è il lavoro del popolo Afgano — se quello è ciò che essi scelgono di fare.
Ci sono molti gruppi e capi di nazioni in questo mondo che sono spregevoli.
Noi non stiamo andando a invadere 30 nazioni e rimuovere i loro regimi.
Quello non è il nostro lavoro.
Io non sto andando in Afganistan per stare proprio perché noi siamo già laggiù e non abbiamo “vinto” ancora.
Non c’è nulla da vincere.
Nessuno da Genghis Khan a Leonid Brezhnev è stato capace di vincere laggiù.
Perciò le truppe stanno per tornare a casa.
Io rifiuto di partecipare allo spaventare la gente Americana con una falsa “Guerra nel Terrore”.
Ci sono terroristi? Sì.
Essi colpiranno ancora? Tristemente, Sì.
Ma questi atti terroristi sono pochi e lontani e non potrebbero imporci i modo di vivere ogni giorno o farci ignorare i diritti costituzionali.
Essi non ci distrarranno dalle nostre vere priorità di rendere il nostro paese sicuro e fiducioso: Tutti con un buon lavoro, le famiglie capaci di possedere una casa e di mandare i figli al college, sanità universale coordinata dai nostri governi rappresentativi eletti – non dalle assicurazioni affamate di profitti e avare.
QUELLA sarebbe la vera homeland security.
E che dire di Osama bin Laden?
Nove anni e noi non possiamo
trovare un uomo arabo di 6’5” che apparentemente è in dialisi?
Persino dopo aver offerto $25 milioni a tutti coloro che ci diranno dove lui è?
Voi non pensate che qualcuno ci avrebbe portato fino a lui entro oggi?
Ecco quello che so: Osama bin Laden è un multi milionario — e se c’è una cosa che ho imparato sui ricchi è che loro non vivono nelle grotte per nove anni.
Forse Bin Laden è morto o è nascosto in un posto dove il suo denaro lo protegge.
O forse è proprio andato a casa.
Proprio come noi dovremmo fare. Ora.
Le mie condoglianze alle famiglie di tutte quelli che morirono in questa guerra.
Tanti di loro si mossero dopo l’11/9 e cercarono di fare il loro dovere perché li attaccavamo.
Ma noi non eravamo attaccati da una nazione.
Eravamo attaccati da pochi estremisti religiosi.
E voi non sconfiggete pochi violenti spedendo nel mezzo del mondo migliaia di veicoli armati e centinaia di migliaia di soldati.
Quella è proprio stupidità assoluta.
Ed essa finisce stanotte.
Dio sia con voi.
Io non sono un Musulmano.
(Fine del discorso, come trascritto da Michael Moore)

Tradotto da F. Allegri il 17/02/2011. Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook è Futuro Ieri.

TESTO IN INGLESE
A Senseless War Begins Its 10th Year …

an address to the nation from President Barack Obama
(as reported by Michael Moore)
Thursday, October 7th, 2010

My Fellow Americans:
Nine years ago today we invaded the nation of Afghanistan.
I’d just turned 40.
I had a Discman and an Oldsmobile and had gotten really into LiveJournal.
That was a long time ago.
It was so long ago, does anybody remember why we’re even there?
I think everyone wanted to capture Osama bin Laden and bring him to justice.
But he got away sometime in the first month or so. He left. We stayed. Looking back now, that makes no sense.
Needing to find a new reason for the mission, we decided to overthrow the religious extremists who were running Afghanistan.
Which we did.
Sorta.
Unlike Osama, they never left.
Why not?
Well, they were Afghans, it was their country.
And, strangely enough, a lot of other Afghans supported them.
To this day, the Taliban only have 25,000 armed fighters.
Do you really think an army that tiny could control and suppress a nation of 28 million against their will?
What’s wrong with this picture?
WTF is really going on here?
The truth is, I can’t get an answer.
My generals can’t quite tell me what our mission is.
If we went in there to rout out al-Qaeda, well, they’re gone too.
The CIA tells me there are under 100 of them left in the whole country!
My generals have also admitted the following to me:
1. There is no way we can defeat the Taliban. They enjoy too much popular support in the rural areas, the majority of the country.
2. Even though we’ve been there nine years, the truth is the Taliban, not us, not the Afghan government, control the country. After nine years, we’ve only completely run the Taliban out of 3% of Afghanistan.
3%!! (Just for reference, it took us only ELEVEN MONTHS after D-Day to entirely defeat the Nazis across all of Europe.)
3. Our troops and their commanders are still trying to learn the language, the culture, the customs of Afghanistan.
The fact is, our troops are simply not trusted by the average people (especially after they’ve killed numerous civilians, either through recklessness or for sport).
4. The Afghan government we installed is corrupt beyond belief.
The public does not trust them.
President Karzai is on anti-depressants and our advisors tell us he is erratic and loopy on many days.
His brother has a friendly relationship with the Taliban and is believed to be a major poppy (heroin) dealer.
Heroin poppies are the #1 contributor to the Afghan economy.
The war in Afghanistan is a mess.
The insurgency grows — and why wouldn’t it: foreign troops have invaded and occupied their country! The people responsible for 9/11 are no longer there. So why are we?
Why are we offering up the lives of our sons and daughters every single day — for no reason anyone can define.
In fact, the only reason I can see is that this war is putting billions of profits into the pockets of defense contractors.
Is that a reason to stay, so Halliburton can post a larger profit this quarter?
It is time for me to bring our troops home — right now.
Not one more American needs to die.
Their deaths do not make us safer and they do not bring democracy to Afghanistan.
It is not our mission to defeat the Taliban.
That is the job of the Afghan people — if that is what they choose to do.
There are many groups and leaders of countries in this world who are despicable.
We are not going to invade 30 countries and remove their regimes.
That is not our job.
I am not going to stay in Afghanistan just because we’re already there and we haven’t “won” yet.
There is nothing to win.
No one from Genghis Khan to Leonid Brezhnev has been able to win there.
So the troops are coming home.
I refuse to participate in scaring the American people with a phony “War on Terror”.
Are there terrorists? Yes.
Will they strike again? Sadly, yes.
But these terrorist acts are few and far between and should not dictate how we live our daily lives or make us ignore our constitutional rights.
They should never distract us from what our real priorities are in making our country safe and secure: Everyone with a good job, families able to own a home and send their kids to college, universal health care that’s coordinated by your elected representative government — not by greedy, profit-hungry insurance companies.
THAT would be true homeland security.
And what about Osama bin Laden?
Nine years and we can’t find a 6’5” Arab man who apparently is on dialysis?
Even after offering $25 million to anyone who will tell us where he is?
You don’t think someone would have taken us up on that by now?
Here’s what I know: Osama bin Laden is a multi-millionaire — and if there’s one thing I’ve learned about the rich is that they don’t live in caves for 9 years.
Bin Laden is either dead or hiding out in a place where his money protects him.
Or maybe he just went home.
Just like we should do. Now.
My condolences to the families of all who died in this war.
Most of them signed up after 9/11 and wanted to do their duty because we were attacked.
But we were not attacked by a country.
We were attacked by a few religious extremists.
And you don’t defeat a few thugs by shipping halfway around the world thousands of armored vehicles and hundreds of thousands of soldiers.
That is just sheer idiocy.
And it ends tonight.
God be with you.
I’m not a Muslim.
(End of speech, as transcribed by Michael Moore)

SAGGIO BREVE – Tendenze economiche per l’Autunno (secondo atto)

SAGGIO BREVE
Tendenze economiche per l’autunno – secondo atto

02 settembre 2010
Di F. Allegri
Ho scelto per questo saggio lo stesso titolo della mia ultima pagina del diario sulla crisi economica perché voglio riprendere, puntualizzare, approfondire e allargare quel ragionamento.
Ho detto che non mi aspetto disastri per l’autunno e che temo di più fine dicembre ed inizio gennaio, considero grigio tutto l’inizio del 2011 anche perché credo che in quel periodo l’Italia sarà politicamente molto debole.

Oggi voglio ripartire dagli USA, ma tornerò in Europa dato che proprio oggi il Fondo monetario internazionale ha criticato il debito pubblicò di Italia e Portogallo. Io ho paura del Portogallo, per me la crisi di quel paese è l’unica probabile da oggi a 6 mesi e so che la cura sarebbe una nuova svalutazione dell’euro. Leggi il resto di questo articolo »

Tendenze economiche per l’autunno

DIARIO DELLA CRISI
Tendenze economiche per l’autunno

28/08/2010
Di F. Allegri
Ora che la consueta ripresina estiva è esaurita vedo intorno a me il ritorno della paura del super tracollo americano. Fino a quando non ve l’annuncerò io non dovete avere paura!
In verità non c’era la ripresa e ora non avremo l’ecatombe.
Nei giorni scorsi c’è stata un’altra riforma importante in USA che conseguenze economiche importanti: mi riferisco al ritiro delle truppe USA dall’IRAQ. Sono venuti via 50.000 soldati.
Sapete quanto costa annualmente il mantenimento di un soldato in Iraq? Ve lo dico io, un milione di dollari. Ecco quindi che gli USA hanno tagliato una spesa da 50.000 milioni di dollari e questo è sicuramente un PICCOLO sollievo per le casse pubbliche americane. Leggi il resto di questo articolo »

Nessun interesse per il risparmio di Ralph Nader

17/04/2010
Di Ralph Nader
Nella crescente mole della stampa d’affari – su carta ed elettronica – un pezzetto prezioso è stato scritto sull’interesse vicino a zero pagato sui risparmi e sui conti del mercato monetario che totalizzano trilioni di dollari.
La Federal Reserve periodicamente e con superbia annuncia che è determinata a tenere i tassi d’interesse molto bassi per aiutare il prestito e la ripresa economica.
Come più potente regolatore del denaro e dei tassi d’interesse di Washington, la Fed ha l’ultima parola.
Il bilancio Fed viene da quote bancarie ed essa è realmente là per servire i suoi patroni bancari.
Il denaro poco costoso per le banche e i tassi di interessi ripidi per i loro mutuatari significano grandi profitti per le banche.
Finalmente un editorialista economico – uno dei migliori – Floyd Norris del The New York Times ha parlato forte. Leggi il resto di questo articolo »

U.S.A: Barack Obama-John McCain

empolitica.com vuole dedicare un articolo alle elezioni che si sono svolte negli stati uniti per eleggere il 44° Presidente. Barack Obama vince su John McCain. Il Nostro Presidente della Repubblica ha inviato questo messaggio al Presidente U.S.A.:

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al sen. Barack Obama, eletto Presidente degli Stati Uniti d’America, il seguente messaggio:
“Le giungano le più calorose felicitazioni mie personali e del popolo italiano. Siamo profondamente impressionati dalla ineguagliabile prova di forza e di vitalità che la democrazia americana ci ha dato, grazie a

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Consiglio Comunale n°20 23/11/2011 PUA
Consiglio Comunale n°21 28/11/2011
Parassiti: spot istituzionale
Conto alla rovescia
febbraio: 2012
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